"Non ci fidiamo della Russia, ma penso e credo che gli americani vogliano davvero porre fine a questa guerra. Spero che ci aiutino, ma si faccia più pressione sulla Russia, non su di me ", ha detto il leader ucraino. Mosca non ha ricevuto nuove proposte per organizzare il prossimo incontro tra Putin e Trump. Lo ha dichiarato alla Tass il portavoce del leader russo. Alla domanda se la Russia consideri ancora Budapest una sede accettabile, lo stesso Peskov ha dichiarato: "Per ora non se ne parla"
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un'intervista a Politico, ha affermato che gli Stati Uniti dovrebbero esercitare maggiori pressioni sulla Russia, non su di lui, per porre fine alla guerra. "Non ci fidiamo della Russia, ma penso e credo che gli americani vogliano davvero porre fine a questa guerra. Spero che ci aiutino, ma si faccia più pressione sulla Russia, non su di me ", ha precisato.
Il Cremlino ha accusato "specialisti britannici" di avere avuto un ruolo nel lancio di missili Storm Shadow da parte delle forze armate ucraine ieri sulla città russa di Bryansk, con un bilancio di 7 morti e 40 feriti secondo le autorità locali. "Ovviamente, il lancio di questi missili sarebbe stato impossibile senza specialisti britannici", ha affermato Dmitry Peskov, il portavoce del presidente Vladimir Putin. "Siamo consapevoli di questo, lo sappiamo bene, e naturalmente lo teniamo in conto", ha aggiunto Peskov, citato dall'agenzia Interfax.
Mosca non ha ricevuto nuove proposte per organizzare il prossimo incontro tra i Presidenti russo e statunitense, Vladimir Putin e Donald Trump. Lo ha dichiarato alla TASS il portavoce del leader russo, Dmitry Peskov. Alla domanda se la Russia consideri ancora Budapest una sede accettabile, Peskov ha dichiarato: "Per ora non se ne parla". Sei persone sono state uccise ieri in un attacco missilistico ucraino su Bryansk.
Per approfondire:
- Cosa prevede il piano Usa-Russia per la pace
- Cosa sappiamo dell'operazione "Sentilla dell'Est" della Nato"
- Tomahawk, come funzionano i missili che potrebbero cambiare la guerra in Ucraina
- Da Bucha a Kramatorsk, fino all'ospedale pediatrico di Kiev: le peggiori stragi di civili
- Armi nucleari tattiche: cosa sono, le differenze con le strategiche, gli effetti
- I contributi del nostro inviato in Ucraina
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Ucraina Russia, bombe su Zhaporizia. Incontro Witkoff-Dmitriev. LIVE
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Crimea, la villa di Putin da 100 mln: dalla criocamera ai bagni d'oro
Le immagini svelate dall'indagine condotta dal team di Aleksei Navalny. La tenuta vanta una residenza principale di 9mila metri quadri, interni sfarzosi con suite padronali da 240 metri quadri, un molo privato, una spiaggia artificiale e un eliporto.
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Vai al contenutoUcraina, chi è Kyrylo Budanov, il nuovo braccio destro di Zelensky
Definito l'uomo "senza sorriso", era sconosciuto al pubblico quando fu nominato capo del servizio di intelligence militare GUR nell'agosto 2020. Originario di Kiev, Kyrylo "ha esperienza specialistica nei settori bellici e la forza sufficiente per produrre risultati", ha detto il presidente ucraino.
Ucraina: chi è Kyrylo Budanov, il nuovo braccio destro di Zelensky
Vai al contenutoMissile ipersonico russo Oreshnik, cos'è e dove può colpire
Il ministero della Difesa russo ha ufficializzato il 30 dicembre 2025 che il sistema missilistico Oreshnik è entrato formalmente in servizio in Bielorussia. Una conferma di quanto rivelato alla Reuters da due ricercatori statunitensi che qualche giorno fa hanno scoperto, studiando le immagini satellitari, che Mosca stava installando i nuovi missili balistici ipersonici a capacità nucleare in un'ex base aerea nella Bielorussia orientale. La stessa arma è stata poi utilizzata tra l'8 e il 9 gennaio per colpire Leopoli. Ma di cosa si tratta?
Missile ipersonico russo Oreshnik, cos'è e dove può colpire
Vai al contenutoUcraina, preghiera nella Basilica di Assisi con Zuppi e l’ambasciatore
Si è tenuta oggi, nella Chiesa superiore della Basilica di San Francesco, la solenne celebrazione eucaristica per il dono della pace in Ucraina.La messa è stata organizzata dall’Ambasciata d’Ucraina presso la Santa Sede, nel contesto della venerazione delle spoglie mortali di San Francesco, a quattro anni dall’inizio della guerra nel Paese. È stata presieduta dal cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, con la partecipazione di circa 70 pellegrini della comunità ucraina in Italia."In questi giorni straordinari abbiamo vissuto momenti di profonda partecipazione, durante i quali innumerevoli uomini e donne hanno potuto incontrare lo spirito di frate Francesco, trovando in lui una fonte inesauribile di luce e di speranza in un’epoca così difficile per il nostro mondo. San Francesco ci prende per mano e ci aiuta a guardare la realtà con occhi autenticamente cristiani, invitandoci a essere fratelli che vanno incontro ad altri fratelli, proprio come siamo chiamati a vivere ogni giorno", ha detto il cardinale Zuppi."Aiutati dal nostro fratello San Francesco non abbiamo paura di riconoscere di essere fratelli tutti. Non dobbiamo mai dimenticare che ogni guerra è fratricida. Qui impariamo la via della misericordia e della gioia: san Francesco continua a parlare, non perché offra soluzioni tecniche, ma perché la sua vita indica la sorgente autentica della pace. Per tutti noi chiediamo l’aiuto a costruire un tavolo di dialogo che sia tale, convincente, sicuro e garantisca un’architettura di pace con diritti e doveri", ha proseguito il cardinale durante l’omelia.Alla celebrazione ha preso parte l’ambasciatore Andrii Yurash, che in chiusura ha rivolto un saluto a tutta l’assemblea.Erano presenti, tra gli altri, il vescovo della Chiesa Ucraina greco-cattolica Grigori Komar e gli ambasciatori presso la Santa Sede di Ghana, Guatemala, Honduras, Italia, Slovenia e Uruguay, insieme ai rappresentanti di Paraguay, Haiti e Belgio.
Eurobarometro, crescono le preoccupazioni dei cittadini
Secondo l’ultimo sondaggio Eurobarometro pubblicato dal Parlamento Ue i cittadini europei sarebbero sempre più preoccupati a causa delle crescenti tensioni geopolitiche, ma con le paure cresce anche l’esigenza di un’Unione più coesa e capace di fornire protezione.
Eurobarometro: crescono le preoccupazioni dei cittadini
Vai al contenutoMedia, l'inviato russo Dmitriev è a Miami "per negoziati con gli Usa"
Kirill Dmitriev, consigliere del presidente russo Vladimir Putin per gli investimenti esteri e negoziatore con gli Stati Uniti, è a Miami, dove sta avendo incontri con "rappresentanti dell'amministrazione di Donald Trump". Lo scrivono le agenzie russe Tass e Interfax citando loro fonti. Interfax sottolinea che si tratta di negoziati economici, come quelli che Dmitriev ha avuto con gli inviati americani il mese scorso a Ginevra, in coincidenza con le trattative trilaterali tra Ucraina, Russia e Usa.
Consiglio Sicurezza Onu boccia bozza risoluzione della Russia
Il Consiglio di Sicurezza Onu ha votato - e bocciato - una seconda bozza di risoluzione, proposta dalla Russia, che ha ottenuto solo 4 voti a favore (oltre a Mosca, Cina, Pakistan e Somalia), due no (Usa e Latvia) e 9 astensioni. Il testo "esprime profonda preoccupazione per l'attuale escalation militare in Medio Oriente e oltre" ma non nomina l'Iran (ne' l'Usa o Israele) ed "esorta tutte le parti a cessare immediatamente le loro attività militari e ad astenersi da ulteriori escalation, condanna con la massima fermezza tutti gli attacchi contro i civili e le infrastrutture civili e ne chiede la protezione". Inoltre, riaffermando gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite, "sottolinea l'importanza di garantire la sicurezza di tutti gli Stati nella regione, incoraggia vivamente tutte le parti interessate a riprendere i negoziati senza ulteriori indugi e a fare pieno uso dei mezzi politici e diplomatici".
Ucraina, 4 anni dall'invasione russa: a che punto è il conflitto
Sono trascorsi quattro anni dalle fatidiche prime ore del 24 febbraio 2022, quando il leader del Cremlino, Vladimir Putin, annunciò l'inizio dell'invasione russa in Ucraina. Una stima del Center for Strategic International Studies indica che da allora sarebbero morti, feriti o risultati dispersi 1,8 milioni di soldati russi e ucraini, mentre l'Onu parla di oltre 14 mila vittime civili. Il 2025 è stato l'anno più buio per Kiev e per il presidente Zelensky.
Ucraina, 4 anni dall'invasione russa: a che punto è il conflitto
Vai al contenutoUcraina, quanto ha speso l’Italia per gli aiuti militari a Kiev?
Il Senato ha approvato il testo per la conversione definitiva in legge del decreto che proroga l’impegno italiano nel sostegno militare all’Ucraina. Finora sono stati stanziati 3 miliardi di euro, una cifra relativamente modesta nel bilancio statale. In un confronto con altri Stati Nato è la Germania quella che si è impegnata di più. Anche di questo si è parlato in una puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24.
Ucraina, quanto ha speso l’Italia per gli aiuti militari a Kiev?
Vai al contenutoUcraina, Zuppi: "Guerra fratricida, costruire tavolo di dialogo che sia tale"
Il card. Matteo Zuppi ad Assisi ha invocato la pace per l’Ucraina e per i luoghi dove infuocano i conflitti davanti alle spoglie di S. Francesco. “San Francesco ci prende per mano e ci aiuta a guardare la realtà con occhi autenticamente cristiani, invitandoci a essere fratelli che vanno incontro ad altri fratelli, proprio come siamo chiamati a vivere ogni giorno”, ha detto Zuppi. “Aiutati dal nostro fratello san Francesco - ha proseguito il cardinale durante l’omelia - non abbiamo paura di riconoscere di essere fratelli tutti. Non dobbiamo mai dimenticare che ogni guerra è fratricida. Qui impariamo la via della misericordia e della gioia: san Francesco continua a parlare, non perché offra soluzioni tecniche, ma la sua vita indica la sorgente autentica della pace. Per tutti noi chiediamo l'aiuto a costruire un tavolo di dialogo che sia tale, convincente, sicuro e garantisca un'architettura di pace con diritti e doveri”, l’appello di Zuppi. Alla celebrazione ha preso parte l'ambasciatore Andrii Yurash, che in chiusura ha preso la parola per rivolgere un saluto a tutta l’assemblea. Erano presenti, tra gli altri, il Vescovo della Chiesa Ucraina greco-cattolica, Grigori Komar, e gli Ambasciatori presso la Santa Sede di Ghana, Guatemala, Honduras, Italia, Slovenia e Uruguay, insieme ai rappresentanti di Paraguay, Haiti e Belgio. “Durante questa preghiera - ha dichiarato l’Ambasciatore ucraino - comprendiamo intimamente la grandezza del momento che stiamo vivendo. Avere la possibilità di parlare con Dio dal profondo dei nostri cuori, accompagnati dall'aiuto spirituale di san Francesco, rappresenta un dono di inestimabile valore. In questo luogo, riceviamo la sua incrollabile testimonianza di armonia e di amore divino per tutta l'umanità. Questi incontri ci insegnano che una pace giusta e autentica non è un traguardo irrealistico. Con la benedizione di san Francesco, simbolo eterno di amore tra i popoli, le nostre intenzioni possono diventare realtà. Oggi condividiamo desideri nobili e al tempo stesso semplici: pregare e sognare la pace ci chiama anche a lavorare concretamente per realizzarla”.
Zelensky: "In Medio Oriente tre squadre di esperti, militari e ingegneri"
Tre squadre ucraine di "esperti, personale militare e ingegneri" sono "andate in Medio Oriente": lo ha reso noto su X il leader di Kiev Volodymyr Zelensky. "I militari sono già in comunicazione e al lavoro oggi", ha aggiunto il presidente ucraino, annunciando inoltre che il segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale e Difesa Rustem Umerov "è arrivato oggi negli Emirati Arabi Uniti per discutere le aree di cooperazione" e che "visiterà anche diversi altri Paesi, tra cui l'Arabia Saudita".
Guerra Iran, petrolio e missili: Russia e Cina più forti, Kiev rischia
L'attacco di Stati Uniti e Israle contro l’Iran e la destabilizzazione nei Paesi del Golfo rischia di avere effetti che si estendono molto più in là del Medio Oriente dal punto di vista geopolitico, arrivando fino a Russia, Ucraina e Cina. Kiev non nasconde i suoi timori: teme di restare intrappolata nella tela Trump-Putin e indebolita dal dirottamento di risorse diplomatico-militari americane nella zona mediorientale. I missili che vengono rapidamente consumati sono poi gli stessi che servono anche per difendere Taiwan dalle mire di Pechino: ci vorrà molto tempo per ripristinarli.
Guerra Iran, petrolio e missili: Russia e Cina più forti, Kiev rischia
Vai al contenutoZelensky: "Non revocare sanzioni alla Russia"
"L'Europa, gli Stati Uniti e l'intero mondo civilizzato hanno imposto sanzioni alla Russia per la sua aggressione. A mio avviso, se queste sanzioni verranno revocate, significhera' che riconosceremo la legittimita' di questa aggressione, ovvero che uno o l'altro Stato perdonera' la Russia per questo crimine. Naturalmente, come Presidente di un Paese vittima di questa guerra e come persona che fondamentalmente comprende che l'aggressione non puo' rimanere impunita, considero cio' assolutamente ingiusto". Lo ha affermato il Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, durante una conferenza stampa prima dell'incontro con la presidente del Bundestag tedesco, Julia Kloeckner.
Zelensky a Trump: "Fate pressione su Putin, non su di me"
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un'intervista a Politico, ha affermato che gli Stati Uniti dovrebbero esercitare maggiori pressioni sulla Russia, non su di lui, per porre fine alla guerra. "Non ci fidiamo della Russia, ma penso e credo che gli americani vogliano davvero porre fine a questa guerra. Spero che ci aiutino, ma si faccia più pressione sulla Russia, non su di me ", ha precisato. Zelensky ha esortato i leader europei a elaborare un piano B per garantire i finanziamenti a lungo termine all'Ucraina , per trovare un modo per aggirare quello che ha definito il "ricatto" del primo ministro ungherese Viktor Orbán, che sta bloccando un prestito Ue promesso di 90 miliardi di euro.
Putin è il vero vincitore della guerra in Iran?
La telefonata con Donald Trump nell'ambito della crisi in Iran conferma la capacità del persidente russo di trasformare in opportunità anche situazioni che dovrebbero svantaggiarlo.
Putin è il vero vincitore della guerra in Iran?
Vai al contenutoZelensky: "Togliere le sanzioni a Mosca sarebbe legittimare l'aggressione"
"L'Europa, gli Stati Uniti e l'intero mondo civilizzato hanno imposto sanzioni alla Russia per la sua aggressione. A mio avviso, se queste sanzioni verranno revocate, significherà che riconosceremo la legittimità di questa aggressione, ovvero che uno o l'altro Stato perdonerà la Russia per questo crimine. Naturalmente, come Presidente di un Paese vittima di questa guerra e come persona che fondamentalmente comprende che l'aggressione non può rimanere impunita, considero ciò assolutamente ingiusto". Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky riportando alcune dichiarazioni in un incontro con la stampa insieme alla presidente del Bundestag, Julia Klöckner.
Bombe russe su Zaporizhzhia, 9 feriti
Le forze russe hanno lanciato bombe guidate su Zaporizhzhia e sul suo distretto, danneggiando condomini e case private e ferendo 9 persone. Lo rende noto Aeronautica Militare ucraina e le autorita' locali. Il Governatore locale scrive: "I russi hanno lanciato missili KAB su Zaporizhzhia e sul distretto di Zaporizhzhia. Attualmente si hanno notizie di gravi distruzioni di abitazioni private a Rozumivka, nonche' di danni a un condominio e ad abitazioni private a Zaporizhzhia. Alle 17,44, il capo dell'OVA ha segnalato 9 persone colpite, tra cui un bambino".
Zelensky sulla delegazione ungherese a Kiev: "Non so cosa ci faccia"
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, si è soffermato sull'annuncio di Budapest sull'invio a Kiev di una delegazione ungherese per valutare le condizioni dell'oleodotto Druzhba, sostenendo di non essere al corrente degli obiettivi di questa missione: lo riporta Ukrainska Pravda. "Cosa ci fa la delegazione qui? Non lo so. Il ministero degli Esteri mi ha riferito che alcune persone sono arrivate. È stata definita come una missione privata", è la dichiarazione del leader di Kiev riportata dalla testata ucraina.
Ucraina, Zuppi invoca la pace nella Basilica di S. Francesco ad Assisi
Il cardinal Matteo Zuppi, presidente della Cei, nella Basilica di San Francesco ad Assisi sta celebrando una messa “per la pace in Ucraina e nel mondo. Un momento di preghiera e speranza per fermare la guerra”. Lo fanno sapere l’ambasciata Ucraina presso la S. Sede e l’Ordine di Malta attraverso i canali social.
Guerra Iran, petrolio e missili: Russia e Cina più forti, Kiev rischia
L'attacco di Stati Uniti e Israle contro l’Iran e la destabilizzazione nei Paesi del Golfo rischia di avere effetti che si estendono molto più in là del Medio Oriente dal punto di vista geopolitico, arrivando fino a Russia, Ucraina e Cina. Kiev non nasconde i suoi timori: teme di restare intrappolata nella tela Trump-Putin e indebolita dal dirottamento di risorse diplomatico-militari americane nella zona mediorientale. I missili che vengono rapidamente consumati sono poi gli stessi che servono anche per difendere Taiwan dalle mire di Pechino: ci vorrà molto tempo per ripristinarli.
Guerra Iran, petrolio e missili: Russia e Cina più forti, Kiev rischia
Vai al contenutoKiev: "9 morti e 44 feriti per gli attacchi russi ieri in Ucraina"
Oggi le autorità ucraine hanno reso noto che almeno nove persone sono morte e altre 44 risultate ferite in attacchi russi avvenuti ieri: lo riferisce il Kiev Independent, facendo riferimento ai resoconti provenienti da diverse zone del Paese. Tra le aree colpite ci sono gli oblast' di Sumy, Kharkiv, Donetsk e Kherson.
Cremlino: "Gli attacchi ucraini ai gasdotti irresponsabili nell'attuale situazione"
Il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, ha affermato che i tentativi delle forze armate ucraine di attaccare le stazioni di compressione del gas nel sud della Russia con droni sono "particolarmente irresponsabili, data l'attuale crisi energetica globale" conseguente alla guerra nel Golfo Persico. "Tali azioni da parte del regime di Kiev possono essere definite particolarmente irresponsabili, data la crisi energetica globale che si sta aggravando di giorno in giorno", ha dichiarato Peskov, citato dalla televisione russa. Il portavoce del Cremlino ha aggiunto che la Russia aveva avvertito i partner in Turchia dei piani di Kiev di sabotare i gasdotti nel Mar Nero, serviti dalle stazioni di compressione poste sotto attacco nelle ultime settimane. "Abbiamo ripetutamente informato i nostri amici ad Ankara dei piani del regime di Kiev di sabotare l'infrastruttura di questi gasdotti", ha dichiarato Peskov, citato da Tass. Oggi Gazprom ha segnalato una serie di attacchi condotti a partire dal 24 febbraio contro tre stazioni di compressione situate nel sud della Russia, che garantiscono la sicurezza degli approvvigionamenti tramite Turkish Stream e Blue Stream: Russkaya, Beregovaya e Kazachya. Tutti gli attacchi sono stati respinti tranne uno, portato a termine questa notte contro l'impianto di compressione di Russkaya.
Macron: "Per il G7 non è giustificata la revoca delle sanzioni alla Russia"
"Il G7 ha convenuto che la situazione non giustifica la revoca delle sanzioni contro la Russia". Lo ha dichiarato il presidente francese, Emmanuel Macron, parlando con la stampa al termine della riunione G7. Parlando al termine della riunione del G7, Macron ha dichiarato che lo stretto di Hormuz è diventato "un teatro di guerra". I paesi del G7 hanno approvato "tre linee" che sono "la presenza nel Mediterraneo orientale, la libera circolazione nel Mar Rosso e la necessità di avviare un lavoro di diverse settimane di coordinamento di diverse marine per scortare quando necessario e assicurare la libera circolazione nello stretto di Hormuz". Per Macron, "le condizioni non ci sono oggi, lo stretto è diventato un teatro di guerra, ma questo lavoro deve essere organizzato".
Gazprom: "Colpita dai droni ucraini una stazione di compressione del gas"
Il monopolista russo del gas, Gazprom, ha riferito che la stazione di compressione Russkaya, nella Russia meridionale, è stata attaccata da droni ucraini. "Oggi è stato lanciato un altro attacco aereo contro un'infrastruttura di trasporto del gas nella Russia meridionale: la centrale di compressione Russkaya", si legge nel comunicato dell'azienda russa su Telegram. La società statale ha segnalato anche altri attacchi, avvenuti in precedenza. "Ieri - ha riferito Gazprom - sono stati registrati attacchi alle stazioni di compressione Beregovaya e Kazachya. In totale, nelle ultime due settimane, a partire dal 24 febbraio, gli impianti Gazprom nella Russia meridionale sono stati attaccati 12 volte. L'azienda ha sottolineato che questi impianti garantiscono l'affidabilità delle forniture per l'esportazione tramite Turkish Stream e Blue Stream. Tutti gli attacchi sono stati respinti". Secondo il ministero della Difesa russo, l'obiettivo degli attacchi delle forze armate ucraine agli impianti di Gazprom è interrompere le forniture di gas ai consumatori europei. "La notte dell'11 marzo, il regime di Kiev, nel tentativo di interrompere le forniture di gas ai consumatori europei, ha lanciato un altro attacco con droni ad ala fissa contro l'infrastruttura della stazione di compressione Russkaya nel villaggio di Gai-Kodzor (Territorio di Krasnodar), che fornisce gas tramite il gasdotto Turkish Stream", ha affermato il ministero in una nota, citata dall'agenzia Ria Novosti.
L'Ungheria non restituisce il patrimonio ucraino sequestrato
L'Ungheria non restituisce, malgrado la rivendicazione di Kiev, il patrimonio ucraino sequestrato la settimana scorsa, ma solo i veicoli blindati. Il servizio di antiterrorismo ungherese (Tek), il 6 marzo, ha fermato sull'autostrada a Budapest due veicoli blindati con a bordo sette cittadini ucraini e 40 milioni di dollari, 35 milioni di euro e 9 chili d'oro. L'accusa formulata dall'autorità d'imposta del Paese (Nav) era riciclaggio di denaro. Però, in mancanza di prove a sostegno dell'accusa, i sette cittadini ucraini sono stati rilasciati e espulsi il giorno dopo. Il trasporto, ha precisato subito il legale della banca statale ucraina Oschadban, Lorant Horvath, è invece stato un trasferimento di routine di valori tra la banca austriaca Raiffeisen e, appunto, l'istituto ucraino. L'Ucraina rivendica quindi il patrimonio sequestrato, e il ministro degli esteri del Paese, Andriy Sybiha, ha qualificato il sequestro "banditismo di Stato". La Nav, oggi, ha annunciato che restituirà i veicoli, ma non il patrimonio sequestrato. Infatti, nel Parlamento ungherese, su iniziativa della maggioranza governativa, è stata votata una legge apposita che autorizza la Nav a trattenerlo "con lo scopo di ulteriori inchieste". Secondo alcuni analisti, il governo Orban mira ad accusare il partito di opposizione di Peter Magyar, il Tisza, di essere finanziato dall'Ucraina.
Kiev, nella notte bombe da 250 chili su Kramatorsk: danni a decine di palazzi
Le forze russe hanno sganciato nella notte quattro bombe ad alto potenziale esplosivo da 250 chilogrammi sulla parte centrale di Kramatorsk, nella regione di Donetsk. Lo ha denunciato il capo dell'amministrazione militare della città, Oleksandr Honcharenko, sottolineando che una delle bombe ha colpito un edificio residenziale, ferendo una persona. Lo riporta Ukrainska Pravda. Secondo le informazioni preliminari riferite dalle autorità ucraine, le truppe russe hanno utilizzato bombe aeree ad alto potenziale esplosivo del peso di 250 kg. L'impatto - ha affermato Honcharenko - ha danneggiato circa cinque dozzine di edifici nel centro della città, compreso il Palazzo della Cultura e della Creatività del Museo Nazionale di Belle Arti, un monumento architettonico tra i più riconoscibili di Kramatorsk.
Ucraina, il sindaco: "Sochi sotto attacco di Kiev per 24 ore"
La città russa di Sochi, sul Mar Nero, è stata oggetto di massicci e ripetuti attacchi di droni nelle ultime 24 ore. Lo ha riferito il sindaco Andrey Proshunin. "Oggi abbiamo assistito a un attacco nemico di una durata senza precedenti sulla località turistica di Sochi", ha scritto su Telegram. "L'attacco è continuato per quasi un giorno intero, con piccole pause."
I raid hanno determinato la chiusura dell'aeroporto di Sochi, con gli aerei che subiscono ritardi anche di un giorno, impedendo alle persone di raggiungere o tornare dalla località turistica. Prima dell'annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014, la località balneare di Sochi era la principale meta turistica russa. Quell'anno, la Russia vi ospitò le Olimpiadi invernali, a poche settimane dalla prima invasione all'Ucraina.
Il presidente russo Vladimir Putin possiede una casa per le vacanze a Sochi, anche se sembra che non vi si rechi più per motivi di sicurezza. Sebbene la città abbia lanciato l'allarme aereo più volte tra il 10 e l'11 marzo, il sindaco non ha segnalato vittime. Ad agosto, un drone ucraino aveva colpito un deposito di petrolio, provocando un incendio. il mese successivo, un presunto attacco di un drone ucraino su Sochi, nella notte tra il 20 e il 21 settembre, aveva coinciso con una visita di Putin nella città.
Verso le elezioni a Kiev: il reportage. VIDEO
Kiev: "Delegazione ungherese arrivata in Ucraina non ha status ufficiale"
Kiev ha rifiutato di riconoscere lo "status ufficiale" di una delegazione ungherese arrivata in Ucraina, insieme a rappresentanti slovacchi, per "stabilire un dialogo" sulla riattivazione di un oleodotto, oggetto di una situazione di stallo tra con Budapest. "Sul territorio ucraino, questo gruppo non ha uno status ufficiale e non sono previsti incontri ufficiali, quindi è certamente scorretto chiamarli 'delegazione'", ha dichiarato ai giornalisti il ;;portavoce del ministero degli Esteri ucraino Georgiy Tykhy.
Ucraina, oleodotto: "Kiev rifiuta status delegazione ungherese"
La diplomazia ucraina contesta lo "status ufficiale" di una missione ungherese, comprendente rappresentanti slovacchi, inviata in Ucraina per "stabilire un dialogo" sulla riattivazione di un oleodotto oggetto di una situazione di stallo tra Kiev e Budapest. "Sul territorio ucraino, questo gruppo non ha uno status ufficiale e non sono previsti incontri ufficiali, quindi è certamente scorretto chiamarli 'delegazione'", ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del Ministero degli Esteri ucraino Georgiy Tykhy.
Madrid conferma visita 'a breve' di Zelensky in Spagna
La ministra spagnola della Difesa Margarita Robles ha confermato la visita del presidente ucraino Volodymyr Zelensky in Spagna "nei prossimi giorni". In una conferenza stampa oggi alla base di Retamares a Pozuelo di Alarcon (Madrid), la titolare della Difesa ha riilevato: "Non possiamo dimenticare l'Ucraina", in relazione al conflitto provocato dall'invasione russa quattro anni fa nel paese, che rischia di essere 'oscurato' dall'escalation in Medio Oriente. Robles ha ribadito l'impegno della Spagna "in tutte le missioni di pace" in ambito multilaterale sia delle Nazioni Unite che della Nato e dell'Unione Europea, insistendo sul fatto che Madrid "è un socio affidabile, rispettabile, solido e serio", che assolve gli impegni assunti con gli alleati.
Delegazione ungherese a Kiev per valutare lo stato dell'oleodotto Druzhba
"Una delegazione ungherese guidata dal Segretario di Stato Gábor Czepek è partita per Kiev per valutare le condizioni dell'oleodotto Druzhba e sollecitare il rapido ripristino del transito del petrolio verso l'Ungheria". Lo rende noto su X il portavoce del governo ungherese Zoltan Kovacs. "L'obiettivo della missione è rappresentare con fermezza gli interessi dell'Ungheria al tavolo delle trattative e tenere colloqui sostanziali con le autorità energetiche ucraine, gli ambasciatori a Kiev e un rappresentante della Commissione europea" ha detto il segretario di Stato, citato dal portavoce, al valico di frontiera tra Ungheria e Ucraina a Záhony prima della partenza. "Il governo ungherese - ha sottolineato Czepek - ritiene che la sicurezza energetica dipenda dal mantenimento dell'accesso a risorse orientali a prezzi accessibili, sostenendo che una maggiore diversificazione dell'approvvigionamento garantisce maggiore sicurezza alle famiglie ungheresi e contribuisce a preservare il sistema di protezione dei costi dei servizi pubblici del Paese".
Ucraina, Zelensky: "Propaganda culturale Mosca ma fine tragica"
Duro attacco del presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla Russia per la sua partecipazione a grandi eventi sportivi, quali Olimpiadi e Paralimpiadi, strumenti di disinformazione, e per la sua propaganda culturale. Su X, il leader di Kiev ha postato alcuni passaggi di un'intervista rilasciata al giornalista irlandese Caolan Robertson, ripresa dai principali media ucraini. "Partecipare a grandi eventi sportivi e' un modo per rafforzare la propria influenza, perche' il pubblico a cui si puo' accedere e' molto vasto. Ecco perche' la Russia ha bisogno che la sua bandiera sia li', e ha anche bisogno di vittorie per dimostrare di non essere isolata. Questa e' una delle loro disinformazioni", ha scritto Zelensky su X. "Conosciamo la fine di Hitler. Comprendiamo la fine di Putin. Trasformare in armi i festival sportivi, musicali, cinematografici e artistici - come la Biennale di Venezia - non aiuta mai", ha affermato il presidente ucraino. "Su diverse piattaforme culturali - persino durante i festival di animazione per bambini - i russi riempiono i loro film di propaganda per indottrinare la societa' fin dalla piu' tenera eta'. Ma non serve mai", ha argomentato Zelensky, dicendosi "sicuro che la loro nazione andra' incontro a una fine tragica".
Iran, Zelensky: "Ora da Russia droni ma poi missili e truppe"
Il presidente ucraino Volodymyr Zelenksy ha affermato che la Russia sta gia' sostenendo il regime iraniano fornendo droni, ma ipotizza uno scenario sempre piu' incerto per il supporto di Mosca a Teheran in futuro anche con missili e truppe. Su X, il leader di Kiev ha postato alcuni passaggi di un'intervista rilasciata al giornalista irlandese Caolan Robertson, ripresa dai principali media ucraini. "La Russia ha iniziato a sostenere il regime iraniano con i droni. Sicuramente contribuira' con i missili, e lo sta anche supportando con la difesa aerea. Cosa succedera' ora? Data la situazione, la domanda e' una sola: quando e quale Paese sara' il primo a sostenere il regime iraniano inviando truppe?", ha scritto Zelensky su X. "Come e' successo con la Russia, quando la Corea del Nord ha inviato 10mila soldati, che ora sono dispiegati in Russia ma potrebbero essere inviati in Ucraina. Lo stesso potrebbe accadere in Iran: la Russia potrebbe inviare truppe li'", ha prospettato il presidente ucraino.
Ft: "Mosca sostiene una campagna di fake news per rieleggere Orbán"
L'amministrazione di Vladimir Putin ha approvato una campagna segreta di disinformazione elaborata dalla Social Design Agency, società di consulenza mediatica legata al Cremlino e soggetta a sanzioni occidentali, per favorire la rielezione del premier ungherese Viktor Orbán al voto del 12 aprile. Lo riporta il Financial Times online, che ha preso visione della proposta redatta dall'agenzia alla fine dello scorso anno. Il piano prevede "attacchi informativi" contro il leader d'opposizione Péter Magyar, l'uso di influencer locali per diffondere contenuti russi e il rafforzamento dell'immagine di Orbán come unico leader in grado di mantenere la sovranità dell'Ungheria. Gli Stati Uniti, il Regno Unito e diversi altri paesi occidentali, ricorda il quotidiano della City, hanno aggiunto l'agenzia russa e i suoi dirigenti alle loro liste di sanzioni nel 2024 per aver condotto una vasta campagna online nota come Doppelgänger, che ha pubblicato fake news e deepfake generati dall'intelligenza artificiale per alimentare il sentimento anti-ucraino. A differenza di Doppelgänger, osserva ancora il Ft, la campagna vuole "apparire locale" inondando i social media con "messaggi ideati in Russia e pubblicati da personalità influenti ungheresi". Secondo il foglio finanziario, l'agenzia avrebbe contattato circa 50 personalità pro-Orbán e circa 30 esponenti dell'opposizione che potrebbero essere utilizzati per diffondere i suoi contenuti.
Ucraina: risoluzione Iv, Az e +Eu, rafforzare sostegno a Kiev
"Proseguire e rafforzare, anche attraverso la nomina di un inviato speciale, il sostegno politico, economico, umanitario e militare all'Ucraina, in coordinamento con l'Ue e gli alleati". E' quanto si legge nella risoluzione di Italia Viva, Azione e Piu' Europa presentata in occasione delle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in occasione delle comunicazioni su Iran e Consiglio Europeo del 19 e 20 marzo. Nella risoluzione si legge inoltre l'impegno ad assicurare "che tale sostegno sia accompagnato da una pianificazione strutturata della fase di stabilizzazione e ricostruzione, con particolare attenzione a energia, infrastrutture critiche, servizi essenziali e rafforzamento dello Stato di diritto". Inoltre, la risoluzione impegna il governo a "sostenere con continuita' e determinazione, in sede europea, il percorso di adesione dell'Ucraina all'Unione europea gia' nel 2027, contrastando iniziative o posizioni che ne ostacolino o ne rallentino l'avanzamento".
Iran, Zelensky: "Conflitto può degenerare in guerra mondiale"
Per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è concreto il rischio che il conflitto armato in Medio Oriente possa degenerare in una guerra globale se non verrà fermato al più presto. Lo riferisce Ukrinform, sottolineando che il leader di Kiev ha espresso questa opinione in un'intervista con il giornalista irlandese Caolan Robertson. "Se la guerra non verrà fermata immediatamente da qualcuno, allora potrebbe essere una guerra lunga e potrebbe diventare una guerra mondiale", ha detto Zelensky.
Meloni: "La propaganda russa è ancora molto forte anche in Italia"
"Come ho avuto modo di dire in passato, una prospettiva di pace è ora possibile solo grazie alla tenace resistenza ucraina, e al deciso sostegno occidentale, che hanno impedito che la Russia realizzasse la facile invasione dell'intera Ucraina che si era prefissata. I fatti smentiscono la propaganda del Cremlino, purtroppo ancora molto forte anche in Italia". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente. "Un dato su tutti: dopo mesi di scarsissimi progressi sul campo, nel mese di febbraio 2026 la Russia ha perso più territori di quanti ne abbia conquistati - ha aggiunto -. In sostanza, a febbraio, si è ridotta la percentuale di territorio ucraino sotto controllo russo. Con buona pace di chi sosteneva che la resa incondizionata fosse l'unica strada percorribile per l'Ucraina".
Meloni: "L'Italia resta al fianco di Kiev, è una necessità strategica"
"In questo lungo periodo, la posizione italiana non è mai cambiata: l'Italia resta fermamente al fianco di Kiev, del suo popolo e delle sue istituzioni, a sostegno della sua integrità territoriale, della sua sovranità e della sua indipendenza, come ho avuto modo di ribadire al presidente Zelensky in occasione del nostro ultimo contatto, avvenuto giovedì scorso. Per noi si tratta non solo di un dovere morale, ma anche di una necessità strategica. Sostenere l'Ucraina, come ho detto molte volte, significa difendere la sicurezza dell'intero continente europeo". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente.
Due persone uccise da bombe guidate russe nell'oblast di Sumy
Due persone sono state uccise e altre due sono rimaste ferite in seguito agli attacchi con bombe guidate russe sulla comunità di Glukhiv, nell'oblast' di Sumy, ieri sera. Lo affermano il capo dell'amministrazione militare Oleg Hrygorov e la Polizia nazionale su Telegram. "Un giovane è stato ucciso dai russi, che hanno colpito con bombe teleguidate imprese civili a Hlukhiv - ha affermato Hrygorov - Aveva 27 anni. Sono rimasti feriti anche tre uomini: di 42, 59 e 63 anni". Stamattina è stato riferito che l'uomo ferito di 63 anni è morto in ospedale. Secondo il capo dell'Ova, durante l'attacco alcune persone sono riuscite a ripararsi, il che ha contribuito a evitare un maggior numero di vittime e feriti. Secondo la polizia, sono stati danneggiati l'edificio amministrativo e le infrastrutture aziendali della città, i magazzini, le auto, un gasdotto e un trasformatore.
Raid russo su Kharkiv, due morti e cinque feriti
A Kharkiv, due persone sono state uccise in seguito a un attacco russo la mattina dell'11 marzo. Come riporta Ukrinform, lo ha annunciato il sindaco di Kharkiv Igor Terekhov su Telegram. Secondo quanto afferma, "purtroppo ci sono informazioni preliminari su due decessi". In precedenza, il sindaco aveva annunciato un attacco ostile contro un'impresa civile, che aveva causato feriti. Secondo Terekhov è stato registrato "un attacco di droni 'shahed' al distretto di Shevchenkivskyi. "Attualmente - ha spiegato - si registrano due morti e cinque feriti". Come riportato inoltre da Ukrinform, una bambina disabile di 6 anni è stata evacuata dal villaggio di Prykolotne, nel distretto di Kupyansky, e verrà redatto un rapporto contro la madre per essere tornata nella zona sottoposta a continui bombardamenti.
Peskov: "Per ora non previsto vertice Usa-Russia"
Mosca non ha ricevuto nuove proposte per organizzare il prossimo incontro tra i Presidenti russo e statunitense, Vladimir Putin e Donald Trump. Lo ha dichiarato alla TASS il portavoce del leader russo, Dmitry Peskov. Alla domanda se la Russia consideri ancora Budapest una sede accettabile, Peskov ha dichiarato: "Per ora non se ne parla".
Ucraina: raid missilistico su russa Bryansk, 6 morti
Sei persone sono state uccise in un attacco missilistico ucraino su Bryansk, secondo quanto ha riferito il governatore della regione russa, Alexander Bogomaz. "A seguito dell'attacco missilistico terroristico, sei civili sono stati uccisi e 37 sono rimasti feriti", ha fatto sapere il governatore come riporta Ria Novosti. Secondo Alexei Kuznetsov, assistente del capo del ministero della Salute, 35 feriti sono stati trasportati negli ospedali cittadini, alcuni dei quali in gravi condizioni.