Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, raid contro isola di Diego Garcia. Oltre 100 feriti nel Sud di Israele

©Getty

Attacco fallito contro la base nell'Oceano Indiano, a 3.810 chilometri dall'Iran. Idf: "Le armi di Teheran possono raggiungere l'Europa". Colpite le città di Dimona e Arad. Stati Uniti e Israele colpiscono l'impianto nucleare di Natanz. Usa: "Ridotta la capacità di minacciare lo stretto di Hormuz"

in evidenza

Dopo l'attacco iraniano a Diego Garcia, che non ha colpito la base militare americano-britannica che sorge sull'isola nell'Oceano Indiano, e il raid israelo-americano sull'impianto nucleare di Natanz, Teheran ha lanciato nuovi raid nel Sud di Israele, colpendo le città di Dimona e Arad e facendo oltre 100 feriti, otto dei quali gravi. Tra questi ultimi ci sono anche un bambino di 12 anni e una bambina di 5 anni.

Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), il tenente generale Eyal Zamir, ha affermato che i missili iraniani hanno una "gittata tale da raggiungere le capitali europee: Berlino, Parigi e Roma, e sono tutte a portata di tiro diretta". Lo riporta The Time of Israel.

I Guardiani della Rivoluzione islamica hanno dichiarato di aver colpito un caccia F-16 israeliano sui cieli della zona centrale dell'Iran. Su Truth Trump ribadisce: "L'Iran vuole stringere l'accordo io no! La loro leadership è stata annientata".

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Trump: 'Iran apra Hormuz o colpiremo centrali elettriche'. LIVE

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Trump: "L'Iran vuole fare un accordo io no, li abbiamo distrutti"

"L'Iran vuole stringere l'accordo io no!". Lo scrive Donald Trump su Truth in un post in cui attacca l'analista del New York Times David Sanger. "Non ha spessore e sostiene che io non abbia raggiunto i miei obiettivi", attacca il presidente ribadendo che "con settimane di anticipo sulla tabella di marcia, la loro leadership è stata annientata, la loro Marina e la loro aviazione sono fuori combattimento, non hanno assolutamente alcuna difesa". 

Guerra Iran, tema energia in primo piano per il governo

Gli attacchi iraniani agli impianti energetici continuano a mettere pressione al governo italiano, che dopo il decreto di 20 giorni per ridurre i prezzi dei carburanti si concentra sulle relazioni internazionali per tamponare l'emergenza.

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Haaretz: "Oltre 100 feriti negli attacchi dell'Iran a Dimona e Arad in Israele"

Si contano oltre cento feriti negli attacchi iraniani avvenuti in serata contro le città israeliane di Dimona e Arad nel sud del Paese.  Lo scrive Haaretz, precisando che le difese aeree non sono riuscite a intercettare i missili, che hanno colpito direttamente le due città in due distinti bombardamenti. Almeno otto persone sono in gravi condizioni, tra cui un bambino di 12 anni e una bambina di 5 anni.

Come funzionano le mine con cui l'Iran minaccia lo stretto di Hormuz

La guerra che sta interessando l'area del Golfo ha fatto registrare una nuova escalation soprattutto nelle acque dello stretto di Hormuz, arteria strategica del traffico commerciale internazionale. I Pasdaran, proprio nelle scorse ore, hanno colpito tre navi cargo e hanno rilanciato la sfida a Stati Uniti e Israele: "Dallo Stretto non passerà un litro di petrolio, preparatevi a pagare 200 dollari per un barile", è stata la minaccia. Ma come agisce l'Iran per alimentare il caos in questa zona?

Come funzionano le mine con cui l'Iran minaccia lo stretto di Hormuz

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Svolta nella guerra in Iran: gli Usa hanno attaccato isola di Kharg

Gli Stati Uniti hanno attaccato l'isola iraniana di Kharg. Per il momento i raid si sono concentrati soltanto su obiettivi militari, 90 in tutto quelli colpiti, mentre sono stati risparmiati quelli industriali-petroliferi: si tratta di infrastrutture vitali per la Repubblica islamica, perché da quei siti transita circa il 90% di tutto il suo greggio, grazie a una capacità di carico di circa 7 milioni di barili al giorno. Data la precarietà della situazione economica e sociale in Iran, alle prese con un'enorme crisi, se anche quelle strutture venissero danneggiate, le conseguenze sarebbero enormi.

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Media: Israele sospende le lezioni a scuola dopo i raid a Dimona e Arad

Il ministro dell'Istruzione israeliano Yoav Kish ha annunciato che, dopo essersi consultato con il Generale di Divisione del Comando del Fronte Interno, è stato deciso di sospendere le lezioni in presenza a scuola domani e lunedì in tutto il Paese, a seguito dei bombardamenti diretti a Dimona e Arad. Lo scrive Ynet.

Sale ad almeno 64 feriti, 7 gravi, bilancio attacco Arad

Almeno 64 persone sono rimaste ferite, di cui sette gravi, nel secondo attacco missilistico diretto avvenuto sabato sera nel sud di Israele, dove si trova il principale impianto nucleare del Paese. Questo secondo attacco ha colpito la città israeliana di Arad, situata nella regione desertica meridionale del Negev, dopo un altro attacco diretto avvenuto circa 15 minuti prima nella città di Dimona, a circa 50 chilometri da Arad, sede del Centro di ricerca Nucleare del Negev.

Netanyahu: "Serata difficile, determinati a colpire ancora il nemico"

"Questa è una serata molto difficile nella battaglia per il nostro futuro. Poco fa ho parlato con il sindaco di Arad, Yair Maayan, e gli ho chiesto di trasmettere, a nome di tutti i cittadini di Israele, le nostre preghiere per la guarigione dei feriti". E' quanto afferma il premier israeliano Benyamin Netanyahu, su X. "Ho incaricato la direttrice generale del mio ufficio di fornire tutta l'assistenza necessaria insieme a tutti i ministeri del governo - aggiunge -. Rafforzo le forze di emergenza e di soccorso che stanno operando sul campo in questo momento e invito tutti a seguire le istruzioni del Comando del Fronte Interno. Siamo determinati a continuare a colpire i nostri nemici su tutti i fronti". 

Media: 'Iran minaccia attacco a Doha, poi lo smentisce'

La tv iraniana ha mandato in onda, e poi ha rimosso con smentita, la minaccia di colpire la capitale del Qatar Doha, nell'area che ospita gli uffici di Al-Jazeera e le forze Usa. Lo scrive la testata israeliana Ynet. "Ai cittadini e ai residenti di Doha - si leggeva nell'avviso -. Alla luce dell'utilizzo di questa zona per lo schieramento di forze e interessi americani, nonché dell'incitamento attraverso i media contro il popolo iraniano, questa zona è diventata un obiettivo legittimo. Chiediamo a tutti di lasciarla il prima possibile". Era stata inoltre diffusa una mappa del centro di Doha, con evidenziata l'area interessata. 

Chi era Ali Larijani, fedelissimo di Khamenei ucciso dall’Idf

La guerra in Iran è stata segnata dall’uccisione, annunciata dalle forze militari israeliane, di Ali Larijani. Capo della sicurezza nazionale, era un fedelissimo della Guida suprema Ali Khamenei ed era stato eliminato nel primo giorno di attacchi di Usa e Israele. Secondo gli analisti, negli ultimi mesi aveva concentrato nelle sue mani un enorme potere all’interno del regime degli ayatollah.

Chi era Ali Larijani, fedelissimo di Khamenei ucciso dall’Idf

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Idf: "Missile iraniano con testata esplosiva di 450 chili su Arad"

Le forze armate israeliane (Idf) hanno reso noto che un "missile iraniano con testata esplosiva di 450 chili" si è schiantato sulla città di Arad nel sud del Paese provocando decine di feriti con ingenti danni. L'Idf ha poi precisato che "due tentativi di intercettazione del missile sono falliti'. Magen David Adom, l'emergenza sanitaria israeliana, ha parlato di 59 feriti portati in ospedale di cui sei gravi. 

Teheran minaccia di colpire sede Al Jazeera a Doha

L'emittente statale iraniana ha minacciato di colpire gli uffici di Al Jazeera a Doha, in Qatar. "Ai cittadini e ai residenti di Doha", si legge in un avviso di evacuazione pubblicato, "alla luce dell'utilizzo di quest'area per il dispiegamento di forze e interessi americani, nonché dell'incitamento all'odio contro il popolo iraniano attraverso i media, quest'area è diventata un obiettivo legittimo. Chiediamo a tutti di lasciare quest'area il prima possibile". Lo riferiscono i media israeliani. 

Missile su Arad colpisce palazzo, grave bambina di 5 anni

Una bambina di 5 anni è in gravi condizioni a seguito dell'impatto di un missile balistico iraniano nella citta' meridionale di Arad, secondo quanto riferito dai medici. Il Magen David Adom (Servizio Sanitario Nazionale iraniano) afferma che i suoi medici stanno prestando soccorso a numerosi feriti. Tra questi, 11 sono in condizioni moderate. L'esplosione del missile, che si ritiene trasportasse una testata convenzionale con centinaia di chilogrammi di esplosivo, ha causato ingenti danni a diversi edifici. 

Come fanno gli aerei di linea a continuare a volare durante la guerra?

Le ripercussioni della guerra in Medio Oriente sul traffico dei voli internazionali rischiano di protrarsi più a lungo del previsto. Molte rotte dirette nelle zone calde continuano a essere sospese: ultima, in ordine di tempo, è ad esempio la scelta di British Airways di prorogare fino al 31 maggio lo stop dei viaggi verso Amman, Dubai (con l'aeroporto che continua a essere attaccato), Tel Aviv e il Bahrein, mentre quelli verso Doha per ora sono bloccati fino al 30 aprile.

Come fanno gli aerei di linea a continuare a volare durante la guerra?

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Iran, almeno 30 feriti per il missile su Arad

Circa 30 persone sono rimaste ferite dopo che un altro missile iraniano ha colpito il sud di Israele, secondo quanto annunciato dai servizi di soccorso israeliani. Il altro missile ha colpito la citta' di Arad, a circa 25 chiilometri a nord-est di Dimona, secondo quanto riferito dalla polizia, che ha confermato la caduta del proiettile. Circa 30 persone sono rimaste ferite, secondo una prima valutazione dei servizi di soccorso, mentre le prime immagini diffuse dai media locali mostravano ingenti danni in una zona residenziale di Arad. 

Guerra in Iran, ecco qual è la situazione nello stretto di Hormuz

Gli Stati Uniti sono costretti a spostare la portaerei Ford a Creta per riparazioni, mentre nessuna delle navi cacciamine della marina Usa è nella zona dello stretto. Intanto, mentre Trump chiede agli alleati una missione per liberare il tratto di mare, si assiste a una escalation di attacchi sui siti energetici dell’area del Golfo. Anche di questo si è parlato in una puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24.

Guerra in Iran, ecco qual è la situazione nello stretto di Hormuz

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Aiea: "Non rilevati livelli anomali radiazioni dopo attacco a Dimona"

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ha esortato alla "massima moderazione militare" dopo che Israele ha riferito di un missile iraniano che ha colpito la città meridionale di Dimona, sede di un impianto nucleare.

L'Aiea ha affermato su X di essere "a conoscenza delle notizie su un impatto missilistico nella città di Dimona" e di "non aver ricevuto alcuna indicazione di danni al centro di ricerca nucleare del Negev". L’agenzia ha inoltre precisato che, sulla base delle informazioni fornite dai Paesi della regione, "non sono stati rilevati livelli anomali di radiazioni". 

Iran, South Pars: il sito petrolifero che Trump vuole distruggere

Il giacimento rappresenta la più grande riserva di gas naturale al mondo. Alcuni impianti sul lato iraniano sono stati colpiti in un attacco aereo attribuito a Israele con il via libera degli Stati Uniti. Il presidente americano ha minacciato la completa distruzione dell'area.

Iran, South Pars: il sito petrolifero che Trump vuole distruggere

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Capo Idf: "Siamo a metà della campagna, ma direzione è chiara"

"Siamo a metà della campagna, ma la direzione è chiara". Lo ha dichiarato il capo di Stato Maggiore israeliano, Eyal Zamir, in un messaggio video di aggiornamento sull'operazione militare in corso contro l'Iran. "Tra circa una settimana, in occasione della Pasqua ebraica, la festa della libertà, continueremo a combattere per la nostra libertà e il nostro futuro", ha aggiunto. 

Axios: "Consiglieri Trump studiano condizioni per negoziati di pace"

L’amministrazione Trump ha iniziato a pianificare possibili negoziati di pace con l’Iran, mentre il conflitto è destinato a proseguire ancora per due o tre settimane. Lo hanno riferito ad Axios fonti statunitensi, secondo cui i consiglieri del presidente, Jared Kushner e Steve Witkoff, starebbero valutando le condizioni per un eventuale accordo che dovrebbe prevedere la riapertura dello Stretto di Hormuz, limiti al programma nucleare e missilistico iraniano e la fine del sostegno di Teheran a Hezbollah, Hamas e gli Houthi.

Negli ultimi giorni non si sono registrati contatti diretti tra Stati Uniti e Iran, ma messaggi indiretti sono stati trasmessi tramite paesi terzi come Egitto, Qatar e Regno Unito. Secondo fonti americane, l’Iran si è dichiarato disponibile a trattare, ma pone condizioni rigorose: un cessate il fuoco immediato, garanzie contro futuri attacchi e compensazioni, tutte al momento respinte da Washington.

Gli Stati Uniti sperano che l’Iran accetti limitazioni importanti, tra cui l’azzeramento dell’arricchimento dell’uranio, la riduzione della capacità missilistica e la smilitarizzazione di centrali nucleari chiave. Fonti della Casa Bianca sottolineano però che Teheran ha già rifiutato in passato condizioni simili, rendendo le trattative ancora delicate e incerte.

Iran, dopo Hormuz rischio chiusura dello Stretto di Bab el-Mandeb

Teheran potrebbe aumentare la pressione sull’economia globale coordinandosi con gli Houthi yemeniti per tentare di chiudere lo Stretto di Bab el-Mandeb, snodo chiave del Mar Rosso. Attraverso questo passaggio transita circa il 12% del traffico marittimo mondiale.

Iran, dopo Hormuz rischio chiusura dello Stretto di Bab el-Mandeb

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Israele: "Salgono a 51 i feriti dell'attacco iraniano a Dimona"

Sale a 51 persone ferite il bilancio dell'attacco iraniano alla città israeliana di Dimona a causa dell'impatto diretto di un missile. Tra i feriti un adolescente di 12 anni in gravi condizioni. Lo riferiscono i media israeliani citando i servizi di emergenza. 

Idf: "I missili iraniani hanno una gittata da colpire Roma e Parigi"

Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), il tenente generale Eyal Zamir, ha affermato che i missili iraniani hanno una "gittata tale da raggiungere le capitali europee: Berlino, Parigi e Roma, e sono tutte a portata di tiro diretta". Lo riporta The Time of Israel. Le dichiarazioni di Zamir dopo che l'Iran ha lanciato un missile balistico intercontinentale con una gittata di 4.000 chilometri verso un obiettivo americano sull'isola di Diego Garcia. 

Il G7 chiede all'Iran la "fine immediata e senza condizioni" degli attacchi

I paesi del G7 chiedono all'Iran "la fine immediata e incondizionata" dei suoi attacchi "ingiustificabili". I ministri degli Esteri dei paesi del G7, in un comunicato, scrivono di aver "fatto appello alla fine immediata e senza condizioni di tutti gli attacchi da parte del regime iraniano". 

Colpito Natanz, cuore del programma di arricchimento uranio iraniano

Nuovo attacco all’impianto di arricchimento dell’uranio di Natanz, già colpito nel giugno dello scorso anno, situato nella provincia di Esfahan a 70 chilometri a sudest della città di Kashan su una pianura adiacente alle montagne a sud di Qom, città santa per gli sciiti. Un sito strategico per Teheran.

Colpito Natanz, cuore del programma di arricchimento uranio iraniano

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L'Iran rivendica il raid a Dimona: "Risposta all'attacco al sito di Natanz"

L'Iran ha rivendicato l'attacco alla città israeliana di Dimona che ospita un centro di ricerca nucleare e che ha causato decine di feriti. Sono una "risposta" all'attacco "nemico" al sito nucleare iraniano di Natanz, ha annunciato la televisione di Stato iraniana.

Israele: "Missile contro Dimona, bilancio sale a 39 feriti"

E' di almeno 39 feriti il nuovo bilancio dell'attacco iraniano con un missile balistico in direzione della città di Dimona, nel sud di Israele. Lo riferisce il Times of Israel, che cita i soccorritori. I feriti, tra i quali un ragazzo in condizioni gravi, sono stati trasportati Soroka Hospital di Beersheba. Una trentenne ha riportato ferite da schegge di vetro, mentre le altre 37 persone sono rimaste lievemente ferite da schegge o hanno riportato traumi mentre correvano per mettersi al riparo o hanno avuto disturbi d'ansia.

Iran, media: "Danneggiato da raid ospedale nel sudovest"

Un ospedale nella città di Andimeshk, nell'ovest dell'Iran, è stato danneggiato in un raid. E' quanto affermano media ufficiali iraniani, come rilancia il New York Times. Al momento non ci sono altri dettagli né notizie di vittime. 

Khorramshahr-4 o un prototipo, Teheran aumenta la gittata

Oltre 1.800 chilometri più lontano rispetto alla gittata massima ufficialmente dichiarata. La capacità dell'Iran di puntare a colpire con missili balistici (al momento senza successo) un obiettivo militare situato a una distanza di molto superiore a quelle generalmente considerate raggiungibili, nello specifico i circa 3.800-4.000 chilometri a cui si trova la base congiunta anglo-americana di Diego Garcia, è il tema del momento per molti analisti di questioni belliche. Teheran ha infatti sostenuto per anni di non avere missili con un raggio d'azione maggiore di 2.000 km: un limite stabilito "deliberatamente", ha detto il mese scorso il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. L'ultimo attacco mostra però che le cose potrebbero essere cambiate. Qual è allora l'arma usata dagli iraniani in questo caso? Fonti filogovernative hanno indicato che sono stati usati missili a raggio intermedio (Irbm, dalla sigla in inglese), senza ulteriori dettagli. Ma tra gli esperti indipendenti circolano ipotesi che vanno più nello specifico. Una è che si tratti di razzi classe Khorramshahr -4: un missile che i pasdaran hanno già annunciato di aver impiegato a inizio marzo, con testate di una o due tonnellate, per attaccare obiettivi nemici in Israele, nel Golfo o in Iraq. Anche se per arrivare così lontano come nel caso della Diego Garcia, secondo l'analista statunitense Decker Eveleth, sarebbe necessario "ridurre la carica utile" della testata "a un qualcosa di clamorosamente piccolo". Altra possibilità è che sia stato lanciato un "prototipo", quindi un modello non ancora inserito nelle classificazioni internazionali ritenute autorevoli sull'arsenale iraniano esistente. Le quali comprendono, oltre ai Khorramshahr, altri Irbm come i Shahab 3, i Fattah -1 e -2, i Ghadr, gli Emad,  i Kheibar Shekan e i Sejjil, tutti però con una gittata massima finora riconosciuta inferiore ai 2.000 km, ad eccezione di questi ultimi. "Nessuno, e intendo nessuno, immaginava" che l'Iran avesse missili con quella gittata, ha dichiarato, citato da Bloomberg, William Alberque del Pacific Forum. "Ciò significa che probabilmente hanno usato un missile modificato", ha aggiunto. Dai media Usa si apre pista poi un ulteriore scenario considerato plausibile da alcuni esperti, ovvero che Teheran abbia fatto ricorso a lanciatori spaziali come il Simorgh o il Zoljanah: vettori in grado di coprire gittate anche doppie rispetto ai 2.000 km, anche se possibilmente "a discapito della precisione". 

Resistenza Iran: "Saldate le porte delle celle del carcere di Evin"

Diverse porte delle celle del carcere iraniano di Evin, quello in cui il regime degli ayatollah rinchiude i suoi oppositori, sarebbero state saldate, intrappolando i prigionieri al loro interno, per prevenire evasioni in caso di attacchi ma esponendo i reclusi a rischi altissimi in caso di crolli o di incendi. E' quanto riportano diverse fonti, a partire dal comitato delle donne del Ncri, il Consiglio nazionale della resistenza iraniana. Secondo quanto riportano altre fonti online, gran parte delle guardie carcerarie avrebbero nel frattempo lasciato i loro posti, abbandonando il carcere. 

Teheran rivendica l'attacco a Dimona: "Risposta per Natanz e Bushehr"

L’Iran ha rivendicato l’attacco missilistico contro una zona residenziale nella città israeliana di Dimona, che ha causato circa 20 feriti, per lo più lievi. In una dichiarazione diffusa dall’agenzia Tasnim, Teheran ha affermato di aver colpito "in risposta agli attacchi di Stati Uniti e Israele" contro il sito nucleare di Natanz e la centrale di Bushehr.

Le autorità iraniane sostengono che "il nemico ha ricevuto ancora una volta una lezione indimenticabile" e che l’attacco su Dimona rappresenta "un chiaro segnale che nessuna area è al sicuro dai missili iraniani". Teheran ha inoltre avvertito che "il nemico deve arrendersi prima che sia troppo tardi".

Iran, 20 feriti lievi a Dimona: bimbo in condizioni moderate

I feriti a Dimona sono 20, tra cui un bambino di 10 anni in condizioni moderate. Lo hanno riferito i soccorritori citati da Channel 12. La città nel sud di Israele è finita ripetutamente nel mirino di attacchi missilistici iraniani oggi. Nell'ultimo round, dodici siti di impatto sono stati segnalati. 

Libano, 1024 morti e oltre 2.700 feriti dal 2 marzo

In Libano sono 1.024 i morti dal 2 marzo. E' questo l'ultimo bilancio diffuso dal ministero della Salute di Beirut e rilanciato dai media del Paese dei Cedri dove proseguono le operazioni militari israeliane contro Hezbollah. I feriti, stando al bollettino ufficiale, sono 2.740.

Pezeshkian: "Servono garanzie contro la futura ripresa degli attacchi di Usa e Israele"

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che "la cessazione immediata delle aggressioni da parte di Stati Uniti e Israele, accompagnata da garanzie contro una loro ripresa", rappresenta l’unica via per porre fine al conflitto in corso ed evitare un’escalation regionale. La posizione è stata espressa durante il colloquio telefonico con il premier indiano Narendra Modi, secondo quanto riferito dall’ambasciata iraniana in India.

Nel colloquio, Pezeshkian ha inoltre sollecitato il gruppo dei Brics a svolgere un ruolo indipendente per fermare le ostilità contro l’Iran. 

Nasr al-Din Amer (Houthi): "Contro Teheran aggressione per imporre progetto Grande Israele"

"La nostra posizione è chiara: fondamentalmente ciò che sta accadendo è un'aggressione americano-sionista contro la nostra intera Nazione (islamica, ndr), volta a imporre il cosiddetto progetto del 'Grande Israele'. Si tratta di un progetto talmudico falso e oppressivo, concepito per controllare l'intera regione, saccheggiarne le risorse e ridurne in schiavitù la popolazione. L'aggressione contro la Repubblica Islamica dell'Iran fa parte di questo progetto. Pertanto, l'Iran si sta difendendo in una battaglia che è la battaglia di tutti i Paesi e popoli della nostra regione, così come Hezbollah, Hamas e tutti i popoli liberi della nostra nazione". Lo afferma in un'intervista all'Adnkronos il vice capo dell'Autorità per i media degli Houthi (Ansar Allah) e presidente del consiglio di amministrazione dell'agenzia di stampa Saba, Nasr al-Din Amer.

"Non siamo neutrali in questa battaglia. Al contrario, siamo pienamente al fianco della Repubblica Islamica, di Hezbollah, della resistenza irachena e di tutti i popoli liberi della nazione. Questa è la nostra battaglia come nazione araba e islamica", aggiunge l'esponente degli Houthi.

Media: "Israele prolungherà la guerra in Iran almeno per altre due settimane"

"La guerra contro l'Iran continuerà per settimane. La prolungheremo di almeno altre due settimane". Lo ha affermato un funzionario politico israeliano citato da Ynet. Funzionari della sicurezza hanno stimato che per ora "il centro di gravità continuerà a essere l'Iran", ma che l'operazione militare in Libano "si intensificherà presto". Hanno affermato che Hezbollah subirà "colpi duri che finora siamo riusciti a evitare di infliggere. L'operazione sarà molto potente. Ci sarà un danno grave e profondo alla loro capacità di lanciare razzi e missili. Non arriveremo a una situazione in cui non avranno missili, ma l'obiettivo è una netta distanza oltre il fiume Litani".

Media Iran: "Soldati a Kharg? Trump non potrebbe neanche rimpatriare le bare"

Secondo i media statali iraniani, una fonte iraniana avrebbe minacciato Donald Trump con una "sorpresa" qualora decidesse di mettere piede sull'isola di Kharg. Lo scrive SkyNews citando l'agenzia di stampa iraniana Tasnim.  La fonte avrebbe affermato: "Se il terrorista Trump commetterà un errore a questo proposito, gli riserveremo una sorpresa tale che non sarà nemmeno in grado di rimuovere le bare dei suoi soldati dalla nostra terra". 

Iran: "Navi giapponesi possono passare a Hormuz, basta contattarci sulla logistica"

L'Iran è disposto ad aiutare le navi giapponesi ad attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un'intervista all'agenzia Kyodo News. "Non abbiamo chiuso lo stretto. Dal nostro punto di vista, lo stretto è aperto", ha affermato Araghchi. "È chiuso solo alle navi appartenenti ai nostri nemici, i Paesi che ci attaccano. Per quanto riguarda gli altri Paesi, le loro navi possono attraversare lo stretto", ha affermato, secondo una trascrizione più completa in persiano dell'intervista pubblicata sull'account Telegram di Araghchi. Questi paesi, tra cui il Giappone, devono semplicemente "contattare" l'Iran per discutere la logistica del passaggio sicuro, ha aggiunto il ministro degli Esteri iraniano. Il Giappone è il quinto importatore di petrolio, il 95% del quale proviene dal Medio Oriente e il 70% transita attraverso lo Stretto di Hormuz. Lunedì, Tokyo ha annunciato che avrebbe iniziato ad attingere alle sue riserve strategiche di petrolio, tra le più grandi al mondo, equivalenti a 254 giorni di consumo interno. 

Iran, media di Stato: "Chiusura del Mar Rosso se gli Usa occupano Kharg"

L'Iran valuta di interrompere il traffico nello Stretto di Bab al Mandeb se gli Stati Uniti invaderanno l'isola di Kharg. Qualsiasi azione militare statunitense contro l'isola di Kharg potrebbe innescare una vasta escalation, con possibili interruzioni della sicurezza nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab al-Mandeb, nonchè ulteriori attacchi alle infrastrutture energetiche regionali, riporta l'agenzia di stampa Tasnim, affiliata ai Guardiani della Rivoluzione islamica (Irgc), che cita una fonte militare. La fonte ha affermato che, se Washington dovesse dare seguito alle minacce di invadere questo strategico polo petrolifero, l'Iran risponderebbe con misure "senza precedenti" rispetto agli sviluppi delle ultime tre settimane di conflitto. La fonte ha avvertito che colpire altre vie navigabili cruciali, tra cui lo Stretto di Bab al-Mandeb e il Mar Rosso, è tra le opzioni prese in considerazione dall'Iran e dalle sue forze alleate, suggerendo che il confronto potrebbe estendersi ben oltre lo Stretto di Hormuz. La fonte ha aggiunto che un attacco a Kharg potrebbe interrompere temporaneamente la produzione petrolifera iraniana e innescare ritorsioni contro le infrastrutture energetiche in tutta la regione, aumentando i rischi per i mercati globali; la fonte di Tasnim, inoltre, ha affermato che le Forze statunitensi non sarebbero in grado di mettere in sicurezza l'isola in caso di attacco e potrebbero subire perdite "senza precedenti dalla Seconda Guerra Mondiale", sottolineando la potenziale portata dell'escalation. 

Hezbollah, scontri con le truppe israeliane in due città a confine sud Libano

Hezbollah ha affermato che i suoi combattenti si sono scontrati con le forze israeliane in due città di confine del Libano meridionale. In una dichiarazione, il gruppo ha affermato che per quattro ore oggi i suoi combattenti sono stati impegnati in "scontri diretti con le forze dell'esercito nemico israeliano nella città di Khiam con armi leggere e medie" e razzi. La città strategica, situata a circa 40 chilometri nell'entroterra, domina ampie zone del Libano meridionale e parti del nord di Israele, ed è stata il primo punto di avanzata delle forze israeliane dopo l'inizio della nuova offensiva. Nei giorni scorsi, il movimento sciita ha ripetutamente affermato di aver preso di mira forze e veicoli israeliani a Khiam e nelle vicinanze, o di essersi scontrato con soldati israeliani nella zona. Hezbollah ha dichiarato che i suoi combattenti si sono scontrati con l'Idf anche nella città costiera di Naqura, sede del quartier generale dei caschi blu di Unifil. Il gruppo sostenuto dall'Iran ha affermato che i soldati israeliani "hanno tentato di penetrare verso il municipio di Naqura", aggiungendo che i suoi combattenti li hanno affrontati con armi leggere e medie. 

Colpito Natanz, cuore del programma di arricchimento uranio iraniano

Nuovo attacco all’impianto di arricchimento dell’uranio di Natanz, già colpito nel giugno dello scorso anno, situato nella provincia di Esfahan a 70 chilometri a sudest della città di Kashan su una pianura adiacente alle montagne a sud di Qom, città santa per gli sciiti. Un sito strategico per Teheran.

Colpito Natanz, cuore del programma di arricchimento uranio iraniano

Colpito Natanz, cuore del programma di arricchimento uranio iraniano

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Bahrein, esplosioni in base militare Usa di Juffair

Diverse esplosioni hanno colpito la base militare americana di Juffair in Bahrein. A riferirne è stata l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, che su Telegram ha dato notizia anche di numerose potenti esplosioni che sono state avvertite in diverse zone del paese nel pomeriggio. Il ministero degli Interni del Bahrein ha lanciato un allarme in contemporanea sui social media in cui ha esortato i cittadini a dirigersi "verso il luogo sicuro più vicino" mentre le sirene avvisavano degli attacchi in arrivo. 

Idf, stanotte colpiti obiettivi legati alla produzione di missili a Teheran

L'Idf ha affermato di aver colpito decine di obiettivi legati alla produzione iraniana di missili balistici durante una serie di raid aerei su Teheran avvenuti nella notte. Lo riporta il Times of Israel. Secondo l'esercito israeliano, tra gli obiettivi colpiti dall'aviazione israeliana figuravano un complesso "chiave" del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, utilizzato per la produzione di componenti per missili balistici; un deposito di componenti missilistici; un complesso del ministero della Difesa iraniano incaricato della produzione di carburante per missili; e un'altra fabbrica di componenti per missili balistici. L'esercito israeliano ha poi affermato di aver colpito diversi sistemi di difesa aerea nell'area di Teheran nell'ambito della stessa ondata di attacchi.

Sull'isola di Kharg "in fase di carico due petroliere da 4 milioni di barili"

L'Iran sta caricando 4 milioni di barili di greggio sull'isola di Kharg, secondo Tanker Trackers, un'azienda di intelligence marittima che traccia le spedizioni globali di petrolio greggio. In Iran "a Kharg Island stanno caricando altre due superpetroliere Vlcc (Very Large Crude Carrier). Si tratta di 4 milioni di barili, per un valore di oltre 400 milioni di dollari" scrive la società su X. 

Dall’Ucraina all’Iran, così i droni hanno cambiato la guerra

L'accelerazione c'è stata nel 2024 sul fronte ucraino. Il cambiamento portato dai droni è copernicano: minano, uccidono, distruggono e sono il segnale tangibile di un modo di combattere che sarà sempre più robotico.

Dall’Ucraina all’Iran, così i droni hanno cambiato la guerra

Dall’Ucraina all’Iran, così i droni hanno cambiato la guerra

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Bahrein, intercettati due missili. Udite esplosioni a Manama

Diverse esplosioni sono state udite nella capitale del Bahrein, mentre l'Iran intensifica la sua campagna aerea contro gli stati del Golfo. Due missili sono stati intercettati in cielo e una serie di esplosioni hanno scosso Manama dopo che sono suonate le sirene d'allarme. 

I pasdaran: "Abbiamo colpito un caccia F-16 israeliano"

I Guardiani della Rivoluzione islamica hanno dichiarato di aver colpito un caccia F-16 israeliano sui cieli della zona centrale dell'Iran. Israele e gli Stati Uniti hanno lanciato attacchi contro la Repubblica islamica il 28 febbraio, scatenando un conflitto che da allora si è esteso a tutto il Medio Oriente. "Un caccia nemico F-16 appartenente al regime sionista è stato colpito alle 3:45 del mattino nell'Iran centrale", hanno dichiarato i Pasdaran sul loro sito web Sepah News. L'esercito israeliano aveva precedentemente affermato che un missile terra-aria era stato lanciato contro un aereo israeliano durante "un'attività operativa" in Iran, senza specificare il tipo di velivolo; ha poi aggiunto che "l'aereo non ha subito danni". Non è chiaro se le rivendicazioni iraniane e israeliane si riferiscano allo stesso incidente. I media iraniani hanno anche diffuso un'immagine che mostra del fumo nel cielo, affermando che un altro aereo era stato preso di mira, senza pero' specificarne il tipo nè se appartenesse a Israele o agli Stati Uniti. 

Iraq: "Riprese le forniture di gas dall'Iran interrotte dopo raid su South Pars"

Le forniture di gas iraniano all'Iraq sono riprese a un ritmo di cinque milioni di metri cubi al giorno. Lo ha dichiarato il ministero dell'Elettricità iracheno secondo quanto riportato da Reuters online. I flussi erano stati interrotti dopo l'attacco israeliano al principale giacimento di gas iraniano, South Pars, avvenuto mercoledì. Gli attuali cinque milioni di metri cubi rappresentano solo una frazione dei 50 milioni di metri cubi previsti dal contratto. Funzionari iracheni affermano che i volumi aumenteranno gradualmente, ma non hanno fornito né una tempistica né dettagli sui danni subiti dagli impianti del gas iraniani. 

Iran, media: "Israele nega di aver attaccato Natanz"

Le forze armate israeliane hanno smentito a Yedioth Ahronoth di aver partecipato all'attacco all'impianto di arricchimento dell'uranio a Natanz, nell'Iran centrale, come riferito dall'agenzia di stampa Tasnim che ha parlato di un raid congiunto

Israele-Stati Uniti. "Non abbiamo attaccato e non sappiamo chi l'abbia fatto. Non commentiamo le operazioni americane", ha detto un portavoce. Secondo quanto riportato dall'emittente pubblica israeliana Kan, l'attacco è stato condotto dagli Stati Uniti, utilizzando bombe 'bunker buster', come quelle usate lo scorso giugno per colpire a forte profondità.

Salgono a 22 i Paesi pronti ad impegnarsi per Hormuz dopo la tregua

Salgono a 22 i paesi pronti a impegnarsi per Hormuz dopo la tregua. Lo si evince dal sito di Downing Street dove si legge che, dopo la dichiarazione dei giorni scorsi, altri 16 Paesi hanno aderito alla dichiarazione congiunta dei leader di Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Olanda e Giappone. "In seguito alla pubblicazione, Canada, Repubblica di Corea del Sud, Nuova Zelanda, Danimarca, Lettonia, Slovenia, Estonia, Norvegia, Svezia, Finlandia, Repubblica Ceca, Romania, Bahrein, Lituania, Australia ed Emirati Arabi Uniti" hanno aderito all'iniziativa. 

Usa: "Indebolità la capacità offensiva dell'Iran su Hormuz"

L'esercito statunitense ha dichiarato che la capacità dell'Iran di minacciare lo Stretto di Hormuz è stata "indebolita" dal bombardamento, avvenuto questa settimana, di una struttura sotterranea dove erano stoccati missili da crociera e altre armi. "Non solo abbiamo distrutto la struttura, ma anche siti di supporto all'intelligence e ripetitori radar missilistici utilizzati per monitorare i movimenti delle navi", ha affermato l'ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti, in un videomessaggio pubblicato su X. "Di conseguenza, la capacità dell'Iran di minacciare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e nelle aree circostanti è stata indebolita e non smetteremo di perseguire questi obiettivi", ha aggiunto. 

Iran lancia missili contro base Usa a Diego Garcia. VIDEO

Lavrov: "Le conseguenze dell'attacco Usa-Israele molto gravi"

Le conseguenze dell'attuale aggressione da parte di Stati Uniti e Israele contro l'Iran saranno estremamente gravi e "si faranno sentire a lungo". Il monito è arrivato dal ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, in un'intervista al canale televisivo Otr, rilanciata dall'agenzia Tass. 

Axios: "007 di Usa-Israele ritengono che Mojtaba Khamenei sia vivo"

Gli Stati Uniti e Israele dispongono di informazioni di intelligence che suggeriscono che Mojtaba sia vivo. Lo scrive Axios spiegando che tra le prove ci sono tentativi di funzionari iraniani di organizzare incontri di persona con la guida suprema, senza successo, per motivi di sicurezza. "Non abbiamo prove che sia davvero lui a impartire gli ordini", ha detto un alto funzionario israeliano ad Axios. "È più che strano. Non crediamo che gli iraniani si sarebbero presi la briga di scegliere un uomo morto come guida suprema, ma allo stesso tempo non abbiamo prove che sia lui a prendere le redini", ha detto un funzionario Usa. 

Capo Centcom: "Colpiti oltre 8mila obiettivi, nostri progressi evidenti"

Le forze militari americane hanno colpito oltre 8mila obiettivi in Iran dall'inizio della guerra. Ad annunciarlo è stato il capo del Us Central Command (Centcom), l'ammiraglio Brad Cooper, osservando che al contrario gli attacchi iraniani sono andati costantemente diminuendo. "Finora abbiamo colpito oltre 8mila bersagli militari, tra cui 130 imbarcazioni iraniane, il che rappresenta la più ampia eliminazione di unità della marina in un periodo di tre settimane dalla seconda guerra mondiale", ha affermato in un video in cui fa il punto delle operazioni.  "La mia valutazione operativa continua a essere la seguente: la capacità di combattimento dell'Iran è in costante declino, mentre i nostri attacchi offensivi si intensificano", ha affermato Cooper, sottolineando che l'esercito statunitense sta "neutralizzando migliaia di missili iraniani, droni d'attacco avanzati e l'intera marina iraniana, che utilizzavano per molestare il traffico marittimo internazionale". "La loro marina non naviga, i loro caccia tattici non volano e hanno perso la capacità di lanciare missili e droni con la stessa frequenza degli inizi del conflitto", ha affermato, per concludere,  "I nostri progressi sono evidenti

Natanz, cuore programma arricchimento uranio

Natanz, il sito nucleare preso di mira dai raid congiunti Usa-Israele denunciati da Teheran, è il cuore del programma di arricchimento dell'uranio della Repubblica islamica. Situato a circa 250 chilometri a Sud di Teheran, nel centro del Paese, Natanz è un impianto pesantemente fortificato con bunker, la cui esistenza è stata rivelata per la prima volta nel 2002: gestisce quasi 70 cascate di centrifughe nei suoi due impianti di arricchimento, uno dei quali è sotterraneo Natanz è stato ripetutamente bersaglio di operazioni israeliane e statunitensi, sia durante la guerra dei 12 giorni del 2025 sia nella nuova ondata di attacchi iniziata a febbraio. Le ultime operazioni hanno colpito diverse strutture del complesso, provocando danni visibili nelle immagini satellitari. Le autorità iraniane hanno affermato che gli attacchi del 2 e del 21 marzo 2026 hanno preso di mira in particolare il complesso di arricchimento Shahid Ahmadi Roshan. L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) ha assicurato che non si sono registrati aumenti dei livelli di radiazioni e che non vi è alcun rischio per la popolazione locale. L'accordo sul nucleare del 2015 (Jcpoa) prevedeva - tra le altre  cose - che Teheran limitasse l'arricchimento dell'uranio al 3,67% a Natanz, utilizzando solo un numero limitato di centrifughe di prima generazione. Dopo il ritiro unilaterale degli Usa dal Jcpoa nel 2018, la Repubblica islamica ha iniziato un graduale disimpegno dall'intesa portando il programma nucleare, incluse le attività a Natanz, fuori dalle restrizioni previste dall'accordo. Secondo gli analisti, l'impianto rimane il cuore della capacità iraniana di produrre uranio arricchito. Gli ultimi attacchi si collocano in una più ampia strategia volta a impedire all'Iran di raggiungere livelli di arricchimento compatibili con un uso militare.

Le condizioni di Pezeshkian: "Stop attacchi e garanzie"

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian pone le condizioni per la fine alla guerra: "cessazione immediata dell'aggressione" da parte degli Stati Uniti e di Israele, nonchè la garanzia che tali attacchi non si ripeteranno in futuro. Pezeshkian, in una conversazione telefonica con il primo ministro indiano Narendra Modi di cui dà conto l'agenzia di stampa IRNA, ha sottolineato che l'Iran "non ha iniziato la guerra" e ha accusato gli Stati Uniti e Israele di aver lanciato attacchi "senza giustificazione né base legale" nel contesto dei negoziati sul nucleare. Ha inoltre respinto le argomentazioni presentate da Washington per giustificare l'offensiva militare, in particolare l'intenzione di impedire all'Iran di sviluppare armi nucleari, e ha ribadito che il Paese mantiene un programma a fini pacifici ed è disposto a sottoporre le proprie attività nucleari al controllo internazionale. Il presidente iraniano ha anche sottolineato la necessità di rafforzare l'unità tra i Paesi della regione e ha proposto la creazione di un meccanismo di sicurezza regionale per garantire la stabilità senza l'intervento di attori esterni. Da parte sua, Modi ha espresso la preoccupazione dell'India per l'aumento delle tensioni in Medio Oriente e ha auspicato un rapido ritorno al dialogo. Il Primo Ministro indiano ha inoltre messo in guardia dai rischi che gli attacchi alle infrastrutture energetiche comportano per la sicurezza globale e ha sottolineato l'importanza di garantire la liberta' di navigazione nel Golfo Persico.

Russia: "Attacco a Natanz viola diritto internazionale"

La Russia ha condannato l'attacco degli Stati Uniti e di Israele all'impianto di arricchimento nucleare di Natanz.  "Si tratta di una palese violazione del diritto internazionale", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova

Media: "Bambino ucciso in raid Usa-Israele su Ahvaz"

L'agenzia di stampa iraniana Mehr riferisce che un bambino è  stato ucciso in un attacco condotto da forze statunitensi o israeliane sulla città di Ahvaz, nella provincia sud-occidentale del Khuzestan, in cui sono rimasti feriti anche i genitori. "In questo attacco, una famiglia di tre persone è stata colpita: i genitori sono rimasti feriti e il loro figlio piccolo è morto", ha dichiarato Valiullah Hayati, vice governatore della provincia. I soccorritori stanno rimuovendo le macerie dal luogo dell'esplosione. Hayati ha aggiunto che un proiettile inesploso ha colpito anche un'abitazione ad Aghajari, un'altra città a Est. Mehr non ha riportato vittime in quest'ultima località.

Gb conferma: " Ha tentato di colpire base Diego Garcia"

L'Iran ha cercato di colpire "senza successo" la base militare congiunta anglo-americana di Diego Garcia nell'Oceano Indiano, ha confermato una fonte ufficiale britannica, dopo che il Wall Street Journal aveva riportato il lancio di due missili balistici da parte di Teheran. La fonte ha affermato che il "tentativo fallito di colpire Diego Garcia" è avvenuto prima che, ieri, il governo britannico annunciasse che avrebbe consentito agli Stati Uniti di utilizzare alcune delle proprie basi per colpire siti iraniani utilizzati per attaccare navi nello Stretto di Hormuz.

Gb, 'bombardiere militare Usa atterra nella base Raf di Fairford'

Un aereo militare statunitense è atterrato in una base militare britannica. Lo scrive Sky News che pubblica diverse immagini giunte questa mattina di un bombardiere B-1B dell'aeronautica statunitense in arrivo alla base Raf di Fairford, nel Gloucestershire. Nelle immagini si possono vedere membri dell'equipaggio al lavoro sull'aereo e intenti a maneggiare munizioni nella base militare, che gli Stati Uniti hanno ottenuto il permesso di utilizzare per le loro "operazioni difensive" in Medio Oriente. L'episodio segue le notizie riguardanti un'altra base militare, utilizzata sia dagli Stati Uniti che dal Regno Unito, Diego Garcia, presa di mira da missili balistici iraniani.

"Libertà negata: il coraggio delle donne iraniane", a Roma evento giornaliste italiane

Accendere i riflettori sulla condizione delle donne in Iran, dando voce a  testimonianze dirette, analisi giornalistiche e contributi culturali  che raccontano il coraggio e la resilienza di chi lotta quotidianamente  per i diritti fondamentali e la libertà. Questo l'obiettivo  dell'incontro dal titolo 'Libertà negata: il coraggio delle donne  iraniane' promosso dall’associazione Giornaliste Italiane, in programma a  Roma, mercoledì 25 marzo, alle 10.30, presso la Sala Conferenze  dell’Associazione della Stampa Estera in Italia. All'evento,  moderato da Christiana Ruggeri (TG2, Associazione Giornaliste  Italiane), porterà un saluto istituzionale Patricia Thomas, presidente  della Stampa Estera, ed è previsto un video intervento del giornalista e  scrittore iraniano Reza Rashidy. Interverranno: Pegah Moshir Pour,  attivista e scrittrice iraniana;  Leila Farahbakhsh, attivista iraniana;  Alessia Melcangi, docente di Storia del Medio Oriente - Sapienza  Università di Roma;  Zhara Rastekar, fotografa iraniana e Leila  Shirvani, violoncellista. "L’urgenza  di dare voce a chi purtroppo non può far sentire la propria -  sottolinea ancora l'associazione promotrice dell'evento - nasce anche  dalle nuove esecuzioni in piazza dei giovani catturati durante le  manifestazioni dei mesi scorsi. Non possiamo tacere".

Iran, Modi: "Ho parlato con Pezeshkian, condannato attacchi a infrastrutture regione"

"Ho parlato con il Presidente Dr. Masoud Pezeshkian e gli ho trasmesso  gli auguri per l'Eid e il Nowruz. Abbiamo espresso la speranza che  queste festività portino pace, stabilità e prosperità all'Asia  occidentale". A scriverlo, in un post su X, è stato il premier indiano  Narendra Modi. "Condannato gli attacchi alle infrastrutture critiche  nella regione, che minacciano la stabilità regionale e interrompono le  catene di approvvigionamento globali", si legge. "Ribadito l'importanza  di salvaguardare la libertà di navigazione e di garantire che le rotte  marittime rimangano aperte e sicure. Apprezzato il continuo sostegno  dell'Iran alla sicurezza dei cittadini indiani presenti in Iran".

Pregliasco: "Con guerra rischio approvvigionamento sostanze base farmaci"

"Il blocco dello stretto di Hormuz minaccia la filiera farmaceutica mondiale: paracetamolo, antibiotici, antidiabetici, ma anche farmaci oncologici dipendono da precursori petrolchimici che vengono prodotti e transitano per quello stretto. Le scorte reggono ancora due o tre mesi, se il conflitto si prolunga, la crisi può diventare strutturale". Lo ha detto Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva dell'Università degli Studi di Milano La Statale, spiegando che queste sarebbero le conseguenze sul Sistema Sanitario Nazionale se la guerra nel Golfo Persico continuasse per settimane o mesi, allargandosi ad altri Paesi, con il rischio che il prezzo del petrolio arrivi fino a 200 dollari al barile.    "Impatti molto concreti - aggiunge - si avrebbero sull'energia: ospedali e strutture sanitarie sono energivore (sale operatorie, rianimazioni, diagnostica); trasporti sanitari: ambulanze, logistica farmaci, emergenza-urgenza; filiera farmaceutica e dispositivi: molti materiali derivano da petrolio (plastiche, packaging, reagenti). Con un'inflazione alta aumentano i costi di acquisto (farmaci, dispositivi, servizi esternalizzati), cresce la pressione per adeguamenti salariali del personale sanitario e si riduce il potere d'acquisto dei finanziamenti pubblici già stanziati. Il Fondo Sanitario Nazionale, se non adeguato rapidamente, diventa insufficiente in termini reali".

Aiea: "A Natanz non si registrano aumenti di radiazioni"

"L'Aiea è stata informata dall'Iran che il sito nucleare di Natanz è  stato attaccato oggi.Non è stato segnalato alcun aumento dei livelli di  radiazione al di fuori del sito.L'Aiea sta esaminando la segnalazione".  Lo scrive l'Agenzia per l'energia atomica delle Nazioni Unite su X. "Il  direttore generale, Rafael Grossi, ribadisce l'appello alla moderazione  militare per evitare qualsiasi rischio di incidente nucleare".

Iran, appello Aiea a moderazione: "Evitare incidente nucleare"

L'agenzia nucleare delle Nazioni Unite ha dichiarato di star esaminando una segnalazione dell'Iran secondo cui il sito nucleare di Natanz sarebbe stato attaccato in raid congiunti di Stati Uniti e Israele. Il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, ha ribadito un "appello alla moderazione militare per evitare qualsiasi rischio di incidente nucleare", ha pubblicato l'agenzia su X. "L'Aiea e' stata informata dall'Iran che il sito nucleare di Natanz e' stato attaccato oggi. Non e' stato segnalato alcun aumento dei livelli di radiazione al di fuori del sito", ha aggiunto.

Londra: "Missili iraniani su Diego Garcia, minaccia a interessi britannici"

Il Ministero della Difesa britannico ha criticato gli attacchi iraniani definendoli "una minaccia per gli interessi britannici" dopo le notizie relative al lancio di due missili balistici contro la base militare anglo-americana di Diego Garcia.     Lo riporta SkyNews citando il portavoce del Ministero: "Gli attacchi sconsiderati dell'Iran, che si abbattono su tutta la regione e tengono in ostaggio lo Stretto di Hormuz, rappresentano una minaccia per gli interessi britannici e per gli alleati della Gran Bretagna."    "I jet della Raf e altri mezzi militari britannici continuano a difendere il nostro personale e le nostre truppe nella regione", ha proseguito la Difesa Gb sottolineando che "questo governo ha concesso agli Stati Uniti il ;;permesso di utilizzare le basi britanniche per operazioni difensive specifiche e limitate."     Secondo quanto appreso da Sky News, i missili sono stati lanciati contro Diego Garcia prima dell'aggiornamento fornito ieri dal governo britannico sull'utilizzo delle sue basi da parte degli Stati Uniti.

Israele: "L'intensità degli attacchi in Iran aumenterà considerevolmente"

 Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha avvertito che l'intensità degli attacchi israeliani e americani contro l'Iran aumenterà significativamente nei prossimi giorni, secondo quanto riportato in un comunicato. A partire da domenica, "l'intensità degli attacchi condotti dalle forze israeliane e dall'esercito statunitense contro il regime terroristico iraniano e le infrastrutture su cui si basa aumenterà significativamente", ha dichiarato Katz durante una riunione di valutazione della situazione. "La campagna, guidata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, continuerà. Non ci fermeremo finché non saranno stati raggiunti tutti gli obiettivi della guerra", ha aggiunto Katz.

Conte: "Usa e Israele contribuiscono a disordine mondiale"

"E' un momento cruciale, si sta scrivendo il nuovo ordine internazionale anzi dobbiamo sperare che si possa scrivere un nuovo principio di organizzazione della comunità internazionale. Gli Usa con questi attacchi insieme ad Israele sta contribuendo al disordine totale e questo sta disorientando l'Ue e l'Italia. Meloni ha investito molto in questo rapporto di subalternità con Washington, ha cercato di procacciarsi la benevolenza di Trump promettendo acquisto di armi e gas americani, zero tassazione ai giganti del web americani, sul Venezuela  ha detto operazione legittima di difesa, sull'Iran ora ha detto non condanno non condivido". Lo ha detto il presidente del M5s, Giuseppe Conte, alla trasmissione "Il punto"  dell'emittente catanese Telecolor.  "Questo atteggiamento - ha aggiunto - rende l'Italia completamente emarginata voleva: essere  testa di ponte tra Usa e Ue ma in questo contesto visto che gli Usa sono diventati fattori di instabilità siamo in difficoltà. Dobbiamo lavorare all'interno dell'Ue condannando gli atti che vanno contro la legalità internazionale, che li facciano gli Usa o Israele, non possiamo solo condannare Putin o non siamo più credibili. Ci vuole una chiara presa di posizione del nostro governo ribadendo che non ci presteremo a nessuna missione collegata gli attacchi americani in Iran, dobbiamo dire che le nostre basi a  partire da Sigonella non saranno in alcun modo offerte né direttamente né indirettamente per attacchi o supporto logistico a queste azioni illegali degli Stati Uniti".

Hezbollah: "Missili contro un raduno di militari israeliani"

Hezbollah rivendica il lancio di missili "contro un gruppo di soldati israeliani riuniti attorno al centro di detenzione di Al-Khayyam", recita il testo del comunicato del gruppo libanese citato dai media iraniani.

Ft: "Ue invita i 27 a ridurre gli obiettivi di stoccaggio del gas"

La Commissione Ue ha esortato gli Stati membri a ridurre gli obiettivi di stoccaggio del gas nel tentativo di ridurre la domanda. In una lettera visionata dal Financial Times, il commissario per l'energia Dan J›rgensen ha istruito i ministri dell'energia dell'Ue a non affrettarsi a reintegrare le riserve di gas dei loro Paesi e a usare la "flessibilità" per ridurre la domanda da parte di famiglie e industrie in un momento "in cui l'offerta è tesa". Nella missiva la percentuale di stoccaggio consigliata come obiettivo è pari all'80%, il dieci per cento in meno rispetto al target finora indicato.

007 iracheno ucciso nell'attacco di droni a Baghdad

Un ufficiale iracheno è stato ucciso nell'attacco di droni contro un edificio dei servizi segreti iracheni in un quartiere residenziale di Baghdad, ha dichiarato l'agenzia. "Un ufficiale è stato martirizzato", ha affermato l'intelligence irachena in una dichiarazione che condanna "un attacco terroristico condotto da elementi deviati". Un funzionario della sicurezza e una fonte dei servizi di emergenza iracheni hanno riferito che un altro ufficiale è rimasto ferito.

Iran, Idf: "Missile contro nostro caccia in missione ma schivato"

Durante una missione nei cieli iraniani, un caccia israeliano e' stato preso di mira da un missile terra-aria, ma e' riuscito a schivarlo. Lo ha riferito l'Idf in una nota, precisando che "l'aereo non ha subito danni e la missione e' stata completata come previsto".

Card. Ravasi: in Medio Oriente "siamo sull'orlo di un abisso"

"È purtroppo una tragica realtà anche storica perché per secoli, incessantemente le pietre della Terra Santa sono state striate di sangue, la storia stessa ce lo dice. Ora però siamo sulla soglia di un abisso". Lo ha detto il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura, a margine della cerimonia inaugurale dell'anno giudiziario del tribunale ecclesiale interdiocesano a Bari.    Il cardinale ha risposto a chi gli ha chiesto di commentare la situazione in Medioriente e a Gerusalemme dove il Santo sepolcro è chiuso per motivi di sicurezza e dove sono a rischio i riti della Settimana santa. "In questa luce è importante continuare da parte delle religioni tutte - ha aggiunto - a inalberare il vessillo della pace nel dialogo e dell'incontro tra i popoli nonostante la sordità di questi giorni".

Iran, Katz: "Nei prossimi giorni aumentera intensita raid"

"Questa settimana l'intensita' degli attacchi condotti dalle forze armate israeliane e americane contro il regime iraniano e contro le infrastrutture ad esso collegate aumentera' significativamente". Lo ha annunciato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, dopo una riunione di valutazione della situazione insieme al vice capo di Stato Maggiore, Tamir Yadai, al capo dell'Intelligence militare, Shlomi Binder, al direttore generale della Difesa, Amir Baram, e ad altri alti funzionari. "L'Idf e' forte, come il fronte interno israeliano, e non ci fermeremo finche' non saranno raggiunti tutti gli obiettivi di guerra", ha aggiunto.

Teheran: "Starmer sta mettendo in pericolo vite britanniche"

"La stragrande maggioranza del popolo britannico non vuole avere nulla a che fare con la guerra di scelta intrapresa da Israele e dagli Stati Uniti contro l'Iran. Ignorando il proprio popolo, il signor Starmer sta mettendo in pericolo vite britanniche permettendo che le basi del Regno Unito vengano utilizzate per l'aggressione contro l'Iran". Lo ha scritto il ministro degli Esteri Abbas Araghchi su X, aggiungendo: "L'Iran eserciterà il suo diritto all'autodifesa". Le dichiarazioni di Araghchi giungono dopo che il premier britannico ha autorizzato gli Usa a usare basi britanniche per proteggere Hormuz.

Reuters: "Iraq blocca produzione petrolio in concessioni straniere"

L'Iraq ha dichiarato lo stato di forza maggiore su tutti i giacimenti petroliferi sviluppati da compagnie petrolifere straniere, ordinando la chiusura totale della produzione nelle aree di concessione interessate, senza alcun risarcimento previsto dai termini contrattuali. Lo scrive Reuters, citando tre funzionari del settore energetico. "La navigazione attraverso lo Stretto è stata gravemente compromessa da un'attività militare senza precedenti" recita una lettera del ministero del petrolio in una lettera datata 17 marzo e visionata da Reuters.

Baghdad, attacco con droni: 1 morto e un ferito tra ufficiali iracheni

Un ufficiale iracheno è stato ucciso nell'attacco con droni che ha  preso di mira il quartier generale del Servizio di intelligence  nazionale  in un quartiere residenziale di Baghdad.  "Un ufficiale è  stato martirizzato", ha dichiarato l'intelligence irachena in un  comunicato, condannando "un attacco terroristico perpetrato da elementi  deviati". Un funzionario delle forze di sicurezza e una fonte dei  servizi di emergenza iracheni hanno riferito che un altro ufficiale è  rimasto ferito.

Iran, media: "Con Soleimani ucciso il suo vice Azim Esmaili"

Azim Esmaili, alto esponente del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie  iraniane e dell'organizzazione paramilitare Basij, è stato ucciso in un  attacco a Teheran il 17 marzo. A riferirne sono i media iraniani e  quelli in lingua araba precisando che Esmaili, vice comandante delle  forze Basij, è stato ucciso nei raid israelo-americani a Teheran assieme  al comandante in capo dell'organizzazione Gholamreza Soleimani.

Iran, droni su Baghdad: colpiti uffici 007 e tennis club

Un quartiere residenziale di Baghdad e' stato colpito da un drone che ha preso di mira un edificio dei servizi di sicurezza iracheni. Secondo una fonte locale l'edificio ospita un'agenzia di sicurezza irachena che collabora con i consiglieri statunitensi in Iraq, parte di una coalizione internazionale anti-jihadista. Un altro drone, che filmava l'operazione, si e' schiantato contro un club sportivo privato frequentato dall'elite irachena e da diplomatici stranieri. Nell'attacco, riferiscono fonti irachene, e' stato ucciso un funzionario dell'intelligence. "Un ufficiale e' stato martirizzato", si legge in una nota che denuncia "un attacco terroristico perpetrato da elementi criminali". Secondo un funzionario della sicurezza e una fonte della protezione civile irachena un altro funzionario e' rimasto ferito.

Iran, media: Israele-Usa attaccano impianto nucleare Natanz

Israele e Stati Uniti hanno attaccato l'impianto di arricchimento dell'uranio a Natanz, in Iran. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Tasnim. Non e' stata segnalata alcuna fuga radioattiva, sottolinea Yedioth Ahronoth. "In seguito ai criminali attacchi perpetrati dagli Stati Uniti e dal regime sionista usurpatore contro il nostro Paese, il complesso di arricchimento di Natanz e' stato preso di mira questa mattina", ha dichiarato l'Organizzazione per l'energia atomica della Repubblica islamica, sottolineando che "non e' stata segnalata alcuna perdita di materiale radioattivo" nell'area dell'Iran centrale.

Operazione terrestre Idf nel sul del Libano: "Uccisi 4 terroristi di Hezbollah"

L'Idf ha comunicato di essersi scontrato con Hezbollah nel sud del  Libano, uccidendo quattro persone. Lo si legge su Telegram. "Durante  un'operazione di terra mirata nel Libano meridionale, le truppe della  91sima Divisione hanno identificato diversi terroristi armati di  Hezbollah. Le truppe hanno eliminato un terrorista in uno scontro a  terra. Inoltre, hanno diretto un aereo dell'Aeronautica Militare  Israeliana che ha colpito diversi altri terroristi che avevano aperto il  fuoco contro truppe Idf. Successivamente, le truppe hanno eliminato  altri tre terroristi con il fuoco dei carri armati". Non sono stati segnalati feriti tra le truppe Idf. Nello stesso  comunicato si specifica che inoltre, l'Aeronautica Militare Israeliana,  agendo su informazioni di intelligence Idf, ha colpito diverse sedi di  Hezbollah a Beirut.

Iran, Sbrollini (Iv): "A rischio la filiera dei farmaci"

"La guerra in Iran con il conseguente blocco del traffico nello stretto di Hormuz non ha conseguenze solo sul costo dei carburanti, ma mette a rischio anche la filiera di farmaci fondamentali, come antipiretici, antibiotici, antidiabetici e anche farmaci oncologici. Molti principi attivi vengono infatti prodotti attraverso l'uso di idrocarburi, così come alcuni confezionamenti. L'industria ha scorte sufficienti per alcuni mesi ma, se la guerra dovesse prolungarsi, potrebbe aggravarsi la carenza di farmaci già in atto. La politica e il ministero della Salute dovrebbero occuparsi del problema e approntare un piano di emergenza per questa eventualità. Depositerò una apposita interrogazione parlamentare". Lo dice la senatrice di Italia Viva Daniela Sbrollini.

Rincari gas, le bollette fisse migliori più care del 13%, punte del 45%

Balzo delle tariffe del gas con la guerra in Medio Oriente. I prezzi, considerando solo le migliori offerte a prezzo fisso presenti oggi sul mercato libero, salgono in media del +13% rispetto allo scorso gennaio, con un incremento di 180 euro. In alcuni casi si raggiungono picchi del 45%. Lo afferma Assium, l'associazione italiana degli Utility manager, che ha svolto una indagine per monitorare l'andamento delle offerte relative alle forniture di gas. L'impennata delle quotazioni energetiche - rileva lo studio - ha già avuto anche un secondo effetto: ha portato le società fornitrici a tagliare in modo drastico le offerte a prezzo fisso a disposizione dei consumatori.    Verificando le migliori proposte commerciali pubblicate sul Portale di Arera - spiega Assium - il primo dato che emerge è come il numero di offerte a prezzo fisso si sia drasticamente ridotto: in media in ogni città si contano circa 350 offerte di contratti a prezzo fisso, meno di un terzo rispetto alle circa 1.100 proposte a prezzo variabile. Nel settore domestico solo il 17% delle offerte disponibili - escludendo le "placet" equiparate a condizioni di tutela - sono a prezzo fisso; per il settore delle Pmi la situazione è ancora più critica, con appena il 7% di offerte a prezzo fisso (non placet): "Questo significa - secondo l'Associazione - che per le aziende è quasi impossibile oggi bloccare il prezzo, restando così esposte a ogni minima oscillazione del mercato".

Iran, Grossi: "Guerra distrugge strutture ma resta know how"

La guerra puo' danneggiare gravemente infrastrutture e installazioni nucleari ma non puo' eliminare le ambizioni ne' le conoscenze che, una volta terminato il conflitto, possono essere usate per ricominciare. E' quanto sottolineato da Rafael Grossi, direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), in un'intervista alla Cbs rilanciata dal Jerusalem Post. "Una volta terminato lo sforzo militare, erediteremo comunque una serie di problemi importanti", ha affermato, a cominciare dall'uranio arricchito al 60%, un livello "molto vicino" a quello necessario per una bomba atomica, che rimarra'. Inoltre, sara' impossibile accertare quante strutture siano sopravvissute agli attacchi finche' agli ispettori dell'Aiea non sara' consentito tornare a fare ispezioni. Per Grossi, la guerra non puo' portare a una soluzione a lungo termine perche' anche se le strutture sono state danneggiate, la ricostruzione e' "molto possibile" dal momento che l'Iran possiede le competenze necessarie per costruirle. "Non si puo' disimparare cio' che si e' imparato", ha sottolineato.

Iran, Aragchi: "Sì a iniziative per fine guerra, Usa non vogliono fermare aggressione"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Aragchi, ha detto di essere  pronto ad accogliere positivamente "ogni iniziativa che possa portare  questa guerra ad una totale conclusione". Parlando con l'agenzia di  stampa giapponese Kyodo il capo della diplomazia iraniana ha detto che  il conflitto è "stato imposto" al paese. L'Iran "è pronto ad ascoltare e  prendere in considerazione tali proposte", ha aggiunto Aragchi, che ha  voluto sottolineare come se alcuni paesi sono impegnati nella ricerca di  una soluzione al conflitto in Medio Oriente, "non sembra che gli Stati  Uniti siano pronti a fermare la loro aggressione". L'Iran, ha ancora  precisato il ministro, non vuole un cessate il fuoco ma "la fine totale,  onnicomprensiva e duratura della guerra". Araghchi ha condiviso  l'intervista sul suo account Telegram e una trascrizione del testo è  stata pubblicata sull'agenzia di stampa Mehr.

Birol: "Sicurezza energetica mai così minacciata"

"Si tratta della maggiore minaccia alla sicurezza energetica globale che si sia verificata nella storia". A dirlo in un'intervista al Sole 24 Ore è il direttore dell'Agenzia internazionale dell'energia (Aie) Fatih Birol, parlando delle conseguenze del conflitto in Medio Oriente.     "L'attuale crisi ha una portata pari a due crisi petrolifere degli anni 70 e al doppio dell'ultima crisi del gas, il tutto in contemporanea - spiega - Inoltre abbiamo problemi anche con i fertilizzanti, i prodotti petrolchimici, l'elio, lo zolfo".     Birol pensa che, "agli attuali livelli di prezzo, intorno a 110 dollari, se la situazione dovesse protrarsi", "la domanda subirà un rallentamento". E si aspetta "una reazione politica, una risposta allo shock. Sarei sorpreso ad esempio se non vedessimo un ulteriore impulso alle energie rinnovabili e lo stesso vale per l'energia nucleare, che sta già tornando in auge ma credo che crescerà ancora di più - aggiunge - E ancora, sarei sorpreso se non vedessimo una spinta alle vendite di auto elettriche".     Il direttore dell'Aie sottolinea che più a lungo rimarrà chiuso lo stretto di Hormuz "più grave sarà l'impatto economico perché ci vorrà del tempo per ripristinare i giacimenti, riparare gli oleodotti e tornare alla capacità di prima della guerra".     "La vera soluzione è una sola - dice - che sia di nuovo possibile trasportare petrolio e gas dalla regione del Golfo ai mercati". Mentre la preoccupazione è che "la gravità della situazione in cui ci troviamo non sia ben compresa dai responsabili politici di tutto il mondo".

L'Iran celebra il Capodanno persiano e la festa musulmana di Eid al-Fitr

In diverse città preghiere mattutine per la fine del Ramadan

Oggi gli iraniani celebrano il primo giorno dell'antico anno persiano, e in diverse città si sono tenute preghiere mattutine per la festa di Eid al-Fitr, che segna la fine del mese di digiuno musulmano del Ramadan. A Teheran, migliaia di persone hanno partecipato alle preghiere nella grande moschea dell'Imam Khomeini, nel centro della capitale.     L'ufficio del leader iraniano, che ogni anno annuncia la fine del mese lunare di Ramadan, ha dichiarato in un comunicato che ieri era il trentesimo giorno del mese, seguito dalla festività di Eid al-Fitr il giorno successivo. Quest'anno, il primo giorno del mese iraniano di Farvardin ha coinciso con il primo giorno di Shawwal, il decimo mese del calendario lunare.

Iran, la guerra fa crollare il mercato immobiliare a Dubai

Un appartamento in un grattacielo di Dubai non e' piu' un obiettivo cosi' ambizioso. E potrebbe non essere nemmeno piu' un sogno proibito per chi e' pronto a speculare sul crollo del mercato immobiliare nell'emirato ed e' disposto a gestire lo stress degli allarmi e del fuoco della contraerea contro gli sciami di droni e le salve di missili iraniani. A quasi tre settimane dall'inizio della guerra di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, il mercato immobiliare di Dubai inizia a mostrare i primi segnali di indebolimento, con un crollo dei volumi di transazione e riduzioni di prezzo. Gli attacchi di Teheran contro Israele, le basi statunitensi e gli stati del Golfo, inclusi gli Emirati Arabi Uniti, hanno intaccato l'immagine di Dubai come rifugio sicuro per i ricchi di tutto il mondo. Secondo le stime degli analisti di Goldman Sachs, i volumi di transazione immobiliare negli Emirati Arabi Uniti sono diminuiti del 37% su base annua nei primi 12 giorni di marzo e del 49% su base mensile. Alcuni immobili sono offerti con forti sconti con riduzioni di prezzo del 12-15%, riporta Reuters che ha analizzato il mercato.

Iran, colpito asilo a Rishon LeZion: gravi danni ma no feriti

Un asilo a Rishon Lezion e' stato colpito durante un attacco missilistico nel centro di Israele. L'edificio ha riportato gravi danni, con una classe completamente distrutta. Il centro era vuoto e non si segnalano vittime. Il sindaco Raz Kinstlich, visitando l'asilo colpito, ha assicurato che "il sistema scolastico non verra' riaperto finche' non saremo certi che i bambini siano al sicuro". "Questo sarebbe potuto accadere domenica, pensate all'orario: i bambini avrebbero dovuto essere in questo asilo", ha aggiunto. Nell'ultimo attacco, l'Iran ha lanciato un missile balistico con testata con bombe a grappolo contro il centro di Israele e sono stati registrati otto siti colpiti a Rishon LeZion.

Iran, appello Pezeshkian a unità popoli musulmani

Un appello all'unita' tra i Paesi musulmani, e' stato lanciato dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian che ha assicurato che Teheran non ha "alcuna disputa" con i suoi vicini. Solo Israele, ha detto, trarrebbe vantaggio dalle divisioni nel mondo islamico. In un post pubblicato il giorno X in occasione dell'Eid al-Fitr, che segna la fine del Ramadan, Pezeshkian descrive gli stati confinanti come "fratelli" e auspica una maggiore coesione.

Francescani Gerusalemme: "Nessuna previsione su riti Settimana Santa"

"Al momento presente non è possibile fare previsioni circa lo svolgimento delle celebrazioni della Settimana Santa. La Custodia di Terra Santa è in costante dialogo con le autorità competenti e con le altre Chiese responsabili del Santo Sepolcro". Lo riferiscono i francescani da Gerusalemme invitando "tutti i fedeli a unirsi nella preghiera perché cessino la guerra e la violenza, e perché si possano percorrere con coraggio e responsabilità le vie del dialogo, della diplomazia e della politica, uniche strade capaci di costruire una pace giusta e duratura".   La Custodia di Terra Santa inoltre precisa che "la comunità dei frati francescani presente al Santo Sepolcro non ha mai cessato, né di giorno né di notte, di svolgere le celebrazioni previste, i riti, le processioni quotidiane e le preghiere liturgiche secondo quanto stabilito dallo Status Quo. Anche in questi giorni, pur essendo l'accesso alla Basilica impedito ai fedeli per motivi di sicurezza, la preghiera continua ininterrottamente nei Luoghi Santi".

Iran, Pezeshkian: "Non siamo contro Paesi islamici, Israele unico a trarne vantaggio"

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian si è rivolto agli stati arabi  in un post su X, affermando che Teheran non ha alcuna intenzione di  combatterli. "Ai paesi islamici e ai nostri cari vicini, voi siete  nostri fratelli e non abbiamo alcuna intenzione di combattervi. L'unico  che trae vantaggio dalle nostre divergenze è l'entità sionista'', ha  scritto il presidente iraniano con riferimento a Israele. ''In  occasione dell'Eid al -Fitr, chiediamo a Dio di concederci forza e  unità, affinché agiamo secondo gli insegnamenti del Profeta Maometto per  ottenere il Suo compiacimento'', ha aggiunto Pezeshkian.

Teheran conferma attacco a isola Diego Garcia, a 4mila km da Iran

Teheran conferma di aver lanciato due missili balistici contro la base congiunta anglo-americana sull'isola di Diego Garcia, nell'Oceano Indiano, a 3.810 chilometri dall'Iran: lo scrive Mehr. "Questo lancio rappresenta un passo significativo nel confronto con gli Stati Uniti", sottolinea l'agenzia. Il fatto che l'Iran abbia preso di mira l'isola suggerisce che i suoi missili abbiano una gittata maggiore rispetto a quanto stimato. Il mese scorso il ministro degli Esteri Abbas Araghchi aveva affermato che Teheran aveva deliberatamente limitato la gittata dei propri missili a 2.000 km.

Iran: "Pronti a facilitare transito navi giapponesi nello Stretto di Hormuz"

L'Iran è pronto a facilitare il passaggio delle navi giapponesi attraverso lo Stretto di Hormuz, arteria strategica per gli approvvigionamenti energetici globali. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un'intervista all'agenzia Kyodo News, precisando che le trattative con Tokyo sono in corso. "Non abbiamo chiuso lo stretto. È aperto", ha affermato Araghchi, sottolineando che Teheran, oggetto di attacchi da parte di Stati Uniti e Israele da fine febbraio, persegue "non un cessate il fuoco, ma una fine completa, globale e duratura della guerra". Il capo della diplomazia iraniana ha chiarito come l'Iran non abbia interrotto la navigazione nello snodo strategico, ma ha imposto restrizioni alle imbarcazioni delle nazioni coinvolte in azioni offensive contro Teheran, aggiungendo che l'Iran è disposto a garantire il transito sicuro a paesi come il Giappone, purché vi sia coordinamento tra i due Paesi. Tokyo dipende dal Medio Oriente per oltre il 90% delle importazioni di greggio, la maggior parte delle quali transita proprio attraverso lo stretto. La questione del passaggio delle navi giapponesi è stata affrontata nei recenti colloqui tra Araghchi e il ministro degli Esteri nipponico, Toshimitsu Motegi, ha precisato il diplomatico iraniano, ricordando che i dialoghi proseguono ma i dettagli non possono essere divulgati. Araghchi, già ambasciatore in Giappone, ha intrattenuto due colloqui telefonici con Motegi dall'avvio degli attacchi del 28 febbraio. L'Iran ha respinto le richieste di una tregua temporanea, insistendo sul fatto che qualsiasi risoluzione deve includere garanzie contro futuri attacchi e risarcimenti per i danni subiti durante il conflitto. Araghchi ha inoltre ricordato che Teheran era impegnata in negoziati con Washington quando sono iniziati gli attacchi: "Si è trattato di un atto di aggressione illegale e non provocata", ha affermato, aggiungendo che la risposta iraniana costituisce legittima difesa e proseguirà "per tutto il tempo necessario". Araghchi ha infine segnalato che diversi paesi stanno tentando di mediare una fine del conflitto e che l'Iran è "aperto a qualsiasi iniziativa" e disposto a valutare proposte, pur suggerendo che, nonostante gli sforzi diplomatici in corso, gli Stati Uniti non hanno ancora dimostrato la disponibilità a una risoluzione credibile.

Iran, Liverani (Ania): "Contro guerra non c’è assicurazione, c'è solo pace"

"La guerra non è un rischio, è una devastazione certa. Contro la guerra  non c’è assicurazione. Contro la guerra c’è solo la pace". Lo dice, in  un'intervista al settimanale 'Moneta', il presidente dell'Ania, Giovanni  Liverani che alla domanda se il clima di guerra e paura possa essere  una demotivazione o un alibi per non assicurarsi contro i rischi,  risponde: "Direi che sta accadendo il contrario. Nel 2025 in Italia il  valore dei premi è cresciuto del 7,8%, a 182 miliardi di euro. E  purtroppo viviamo una condizione geopolitica caratterizzata da guerre  già da un po’ di tempo. Il conflitto in Ucraina è iniziato nel 2022.  Insomma, gli italiani nonostante le guerre, si assicurano di più. Un  percorso forse ancora troppo lento che quindi va incoraggiato". Secondo  Liverani, nel nostro Paese "non manca la consapevolezza del rischio,  manca piuttosto l’uso più opportuno degli strumenti a disposizione.  Dobbiamo portare avanti una campagna di sensibilizzazione e di  educazione assicurativa - indica ancora - e ci devono essere incentivi  fiscali più vigorosi, ma soprattutto la comprensione degli strumenti  migliori per proteggersi. Siamo un Paese di risparmiatori. E spesso gli  italiani credono che il risparmio sia lo strumento più idoneo per  garantirsi un futuro al riparo dai rischi. Ma non è così. Si spende  molto meno con un’assicurazione, quasi mille volte meno, piuttosto che  accumulare e tenere immobilizzato e infruttifero un capitale di  riserva".

Libano, Israele: "Miliziani Hezbollah uccisi in scontro con Idf"

Un gruppo di miliziani di Hezbollah e' stato ucciso in uno scontro a fuoco con le forze armate israeliane. Secondo quanto riferito dall'Idf al Times of Israel, i soldati della Brigata Givati hanno individuato diversi uomini armati, hanno ingaggiato uno scontro a fuoco con uno degli uomini, uccidendolo e hanno quindi ordinato a un drone dell'Aeronautica israeliana di colpire gli altri. Poco dopo, altri tre uomini sono stati uccisi da un carro armato.

Iran, Putin: "Mosca amico leale e un partner affidabile di Teheran"

Il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che Mosca resta ''un  amico leale e un partner affidabile'' di Teheran. Lo ha dichiarato il  Cremlino. Il commento del presidente russo giunge in un messaggio di  congratulazioni ai leader iraniani Mojtaba Khamenei e Masoud Pezeshkian  per il Nowruz, il capodanno persiano.

United Airlines taglia voli: "Carburante schizzato per la guerra all'Iran"

La compagnia americana United Airlines ha annunciato una riduzione della propria capacità di volo a causa dell'impennata dei costi del carburante per la guerra contro l'Iran. Nelle ultime tre settimane, i prezzi del greggio sono schizzati a circa 100 dollari al barile e secondo Scott Kirby, amministratore delegato di United "il prezzo del petrolio raggiungerà i 175 dollari al barile e non scenderà  a 100 dollari al barile prima della fine del 2027". Se i prezzi dovessero mantenersi ai livelli attuali, il conto del carburante per United lieviterebbe di ulteriori 11 miliardi di dollari quest'anno, ha dichiarato Kirby in una nota ai dipendenti. Di conseguenza, la compagnia aerea ha deciso che taglierà i voli sulle rotte che non risultano più redditizie agli attuali prezzi del carburante. Tuttavia, per il momento la domanda di passeggeri rimane solida, ha osservato Kirby, e United non procederà a tagli del personale o dei costi, né sospenderà gli investimenti.

Idf: "Uccisi 4 miliziani di Hezbollah nel sud del Libano"

Le Idf hanno riferito di aver eliminato quattro miliziani di Hezbollah  durante uno scontro avvenuto nella notte nel sud del Libano, dopo  l'incursione delle truppe di terra israeliane. Il portavoce delle Forze  di Difesa Israeliane ha spiegato che i militari hanno ucciso un  miliziano durante uno scontro a fuoco e poi ne hanno uccisi altri tre  con i carri armati. Non ci sono state vittime tra le forze israeliane. L'Aeronautica Militare israeliana ha inoltre reso noto di aver colpito i centri di comando di Hezbollah a Beirut.

Iran: Teheran lancia nuova banconota da 10 mln di rial

Teheran sta introducendo una nuova banconota da 10 milioni di rial, il suo taglio piu' alto di sempre, nel tentativo delle autorita' di contenere l'inflazione galoppante e di soddisfare la domanda di contanti durante la guerra tra Stati Uniti e Israele. Lo rivela il Financial Times, secondo il quale questa settimana le banche hanno iniziato a distribuire la nuova banconota, del valore di circa 7 dollari, mentre gli iraniani si sono messi in lunghe code agli sportelli automatici per prelevare contanti, temendo un malfunzionamento dei sistemi elettronici. Molti ne sono rimasti senza in breve tempo. La nuova banconota rosa raffigura una vignetta della moschea Jameh di Yazd, risalente al IX secolo, mentre sul retro e' presente l'immagine della cittadella di Bam, vecchia di 2.500 anni. E' ora la banconota di maggior valore in circolazione, avendo superato la banconota da 5 milioni di rial introdotta all'inizio di febbraio. La banca centrale iraniana ha dichiarato che il disegno di legge e' stato introdotto "per garantire l'accesso del pubblico al contante", aggiungendo che i sistemi elettronici, tra cui carte di debito, mobile banking e internet banking, continueranno a rappresentare le principali piattaforme per le transazioni finanziarie.

M.O.: negoziatori presentano ad Hamas piano per disarmo di Gaza

La proposta di disarmo presentata ad Hamas dai mediatori del cessate il fuoco a Gaza prevede che tutti i gruppi nella Striscia consegnino gradualmente le proprie armi nei prossimi mesi. Lo hanno riferito due diplomatici arabi al Times of Israel. La proposta richiede ad Hamas di consegnare, entro 90 giorni, le sue armi pesanti, come missili e lanciarazzi, oltre alle mappe della sua rete di tunnel. Un programma di riacquisto offrirebbe anche posti di lavoro e fondi ai membri che accettano di consegnare le proprie armi personali, anche se si prevede che tale processo richiedera' piu' tempo rispetto alla tempistica iniziale di tre mesi prevista per le armi pesanti. I negoziatori di Hamas hanno espresso la volonta', nei colloqui con i mediatori arabi al Cairo, di consegnare le armi pesanti, ma non quelle leggere, sostenendo che sono necessarie per l'autodifesa. La proposta prevede che le armi vengano consegnate alla polizia palestinese ancora da formare e per la quale il Comitato nazionale per l'amministrazione di Gaza (NCAG), che dovrebbe sostituire Hamas nel governo della Striscia, ha iniziato il reclutamento a febbraio. Ai palestinesi che in precedenza hanno prestato servizio come funzionari pubblici di Hamas e' stato permesso di candidarsi per la nuova forza di polizia, ma dovranno sottoporsi a un controllo israeliano. A coloro che Israele ritiene coinvolti nell'offensiva di Hamas del 7 ottobre potrebbe non essere concessa l'immunita'. La consegna delle armi avverra' geograficamente, a partire dal sud di Gaza, e vedra' la polizia palestinese e la Forza internazionale di stabilizzazione sostituire gradualmente le Forze di difesa israeliane nelle aree 'ripulite' dalle armi.

Prezzi Carburanti, calano benzina e diesel: confronto con i Paesi Ue

Gli effetti del decreto, voluto dal governo. che ha tagliato le accise  sono evidenti: i prezzi dei carburanti sono ora molto più competitivi  rispetto al resto d’Europa. Di questo si è parlato nella puntata del 20  marzo di "Numeri", approfondimento di Sky TG24.

Prezzi Carburanti, calano benzina e diesel: confronto con i Paesi Ue

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Iran, poche navi hanno passato Hormuz: ecco quali e dove vanno

Il blocco dello Stretto di Hormuz, imposto dalle forze iraniane dopo l'inizio del conflitto dello scorso 28 febbraio, ha ridotto il traffico marittimo a un flusso marginale composto quasi esclusivamente da mercantili e petroliere battenti bandiera di Teheran. Secondo i dati della societa' di analisi Kpler, tra il 1 e il 19 marzo si sono registrati appena 116 attraversamenti lungo i 167 chilometri dello stretto, segnando un crollo del 95% rispetto ai volumi standard. Delle poche navi in transito, 71 sono petroliere - per oltre la meta' a pieno carico - dirette prevalentemente verso i mercati orientali. Richard Meade, caporedattore di Lloyd's List, ha confermato durante una conferenza stampa che il traffico e' limitato a bulk carrier, portacontainer e un esiguo numero di metaniere, la cui circolazione e' lievemente aumentata nell'ultima settimana. L'analisi dei transiti rivela un'egemonia iraniana supportata da una quota di navi greche (18%) e cinesi (10%). Tuttavia, nonostante Teheran riesca ancora a esportare il proprio greggio, il commercio globale nell'area sia di fatto paralizzato. Dall'inizio delle ostilita', oltre un terzo dei mercantili transitati e' risultato soggetto a sanzioni internazionali; una percentuale che sale a oltre il 50% se si isolano petroliere e metaniere. Dal 16 marzo, la quasi totalita' delle navi dirette a ovest appartiene alla cosiddetta "flotta ombra", ovvero quell'infrastruttura marittima parallela composta da circa 1.100 petroliere, per lo piu' obsolete e operanti al di fuori dei circuiti legali, che viaggiano eludendo le sanzioni internazionali. Queste imbarcazioni adottano tattiche di occultamento sistematiche: disattivano i transponder AIS per sparire dai radar, falsificano i documenti di carico e cambiano ripetutamente bandiera, sfruttando Paesi i cui regolamenti sono meno stringenti, come Panama o le Isole Cook. Il cuore operativo della flotta si basa sui trasferimenti "ship-to-ship" in mare aperto, dove il greggio sanzionato viene miscelato con carichi leciti per nasconderne la provenienza. Secondo un rapporto di JPMorgan, il 98% del traffico petrolifero osservabile a Hormuz e' di origine iraniana ed e' destinato quasi interamente all'Asia, con la Cina come principale acquirente. Pechino starebbe gia' pianificando operazioni per sbloccare le proprie grandi petroliere rimaste intrappolate nella regione. Per superare il blocco, diversi governi, tra cui India, Pakistan, Iraq e Malesia, hanno avviato trattative dirette con i Pasdaran per coordinare i transiti. Secondo la societa' Clarksons, alcune imbarcazioni starebbero navigando sotto l'esplicito benestare di Teheran, seguendo rotte a ridosso delle coste iraniane. Lloyd's List segnala inoltre l'esistenza di un "corridoio" nei pressi dell'isola di Larak, dove almeno nove navi sono state autorizzate al passaggio dopo essere state sottoposte a ispezione dalle autorita' iraniane.

Iran: Idf, colpiti obiettivi Hezbollah a Beirut

L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito obiettivi di Hezbollah a Beirut. L'annuncio arriva dopo che le Idf avevano emesso un avviso di evacuazione per sette quartieri nella periferia meridionale della capitale libanese. Non si sono registrate vittime. Più di mille persone sono state uccise in Libano e oltre un milione sono state sfollate dal 2 marzo, quando Hezbollah ha iniziato a lanciare raid contro Israele a sostegno dell'Iran e l'Idf ha intensificato la sua offensiva contro i miliziani libanesi.

Iran minaccia Emirati: "Basta attacchi a isole contese o rappresaglia"

I militari iraniani avvertono che qualsiasi ulteriore attacco dal territorio degli Emirati Arabi Uniti contro le isole iraniane di Abu Musa e Greater Tunb comporterà attacchi distruttivi contro Ras Al Khaimah negli Emirati Arabi Uniti, secondo quanto riportato da Mehr. Gli Emirati hanno rivendicato le tre isole iraniane di Abu Musa, Greater Tunb e Lesser Tunb, situate nel Golfo Persico vicino allo Stretto di Hormuz.

Iran, media: "Usa vogliono impadronirsi di materiale nucleare"

L'amministrazione Trump sta elaborando strategie per mettere in sicurezza o impossessarsi del materiale nucleare iraniano. Lo riporta la Cbs che cita una fonte secondo cui i tempi di un'eventuale operazione di questo tipo non sono chiari e non e' stata ancora presa alcuna decisione. La pianificazione, aggiungono due fonti alla Cbs, si e' concentrata sul possibile dispiegamento di forze del Comando per le Operazioni Speciali Congiunte (JSO), l'unita' militare d'elite spesso incaricata delle missioni di controproliferazione piu' delicate.

Iran, Cbs: "Trump sta valutando come impadronirsi di arsenali nucleari"

Il presidente americano Donald Trump starebbe elaborando strategie e  opzioni per impadronirsi degli arsenali nucleari iraniani. Lo riporta in  esclusiva l'emittente Cbs citando diverse fonti ben informate a  condizione di anonimato, secondo le quali  l'amministrazione Trump sta  valutando come mettere in sicurezza o recuperare il materiale nucleare  iraniano. Al momento, ha precisato una fonte, Trump non ha ancora preso  una decisione. Ma secondo due fonti citate dalla Cbs News il piano  prevede il possibile dispiegamento di forze provenienti dal Joint  Special Operations Command, l'unità militare d'élite spesso incaricata  delle missioni di controproliferazione più delicate. Una portavoce della  Casa Bianca ha dichiarato che è compito del Pentagono occuparsi dei  preparativi e non ha commentato. Funzionari  statunitensi hanno anche affermato che l'amministrazione Trump non ha  escluso la possibilità di tentare di recuperare le scorte iraniane di  uranio altamente arricchito. Ma la missione sarebbe ardua e  potenzialmente rischiosa. "Stiamo parlando di bombole contenenti gas di  esafluoruro di uranio altamente contaminato al 60%, quindi è molto  difficile da gestire", ha dichiarato Rafael Mariano Grossi, direttore  generale dell'Aiea, al programma "Face the Nation with Margaret Brennan"  della Cbs News questa settimana . "Non dico che sia impossibile. So che  esistono incredibili capacità militari per farlo, ma sarebbe  sicuramente un'operazione molto impegnativa", ha aggiunto.

Iran, Forze armate: "Funzionari di Israele e Usa "sono bersagli"

Funzionari israeliani e statunitensi diventeranno un bersaglio "in qualsiasi parte del mondo", compresi i luoghi di svago e turistici, nel contesto dell'escalation del conflitto in Medio Oriente. Lo ha affermato il generale di brigata Abolfazl Shekarchi, portavoce delle Forze armate, aggiungendo che "d'ora in poi, secondo le informazioni in nostro possesso, nemmeno i luoghi ricreativi e turistici in tutto il mondo saranno sicuri per voi". Queste dichiarazioni arrivano lo stesso giorno in cui il presidente statunitense, Donald Trump, ha assicurato che il suo Paese e' "molto vicino" al raggiungimento dei propri obiettivi nella guerra che sta conducendo con Israele contro l'Iran dallo scorso 28 febbraio: la riduzione della capacita' missilistica iraniana, la distruzione dell'industria della difesa del Paese, l'eliminazione della sua Marina e della sua Aeronautica Militare e l'avere impedito all'Iran di dotarsi di un'arma nucleare. Dallo scoppio del conflitto, l'Iran ha impiegato missili balistici e droni per attaccare infrastrutture energetiche, industriali e basi militari nei paesi del Golfo e in Israele, in bombardamenti che, sebbene non siano stati diretti esplicitamente contro localita' turistiche, hanno comunque colpito la popolazione civile.

Libano, attacco notturno di Israele contro obiettivi Hezbollah

Israele ha annunciato una nuova ondata di attacchi contro obiettivi del gruppo sciita libanese Hezbollah a Beirut, poche ore dopo che le forze israeliane avevano ordinato l'evacuazione di diversi quartieri della periferia meridionale della capitale. "Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) stanno attualmente attaccando obiettivi dell'organizzazione terroristica Hezbollah a Beirut", ha annunciato l'esercito alle 02:20 ora locale (00:20 GMT) di oggi. Poche ore prima, in un messaggio pubblicato su X, il portavoce dell'esercito israeliano in arabo, Avichay Adraee, ha affermato che lo Stato ebraico continuava ad attaccare infrastrutture militari appartenenti a Hezbollah in diverse zone della periferia sud di Beirut, e ha avvertito i residenti di sette quartieri di "evacuare immediatamente". Dall'inizio delle ostilita', ormai quasi tre settimane fa, i bombardamenti israeliani contro il Libano hanno causato la morte di un totale di 1.021 persone, secondo l'ultimo bilancio del Centro Operativo di Emergenza, dipendente dal Ministero della Sanita' Pubblica libanese. Questa settimana, lo Stato ebraico ha annunciato una nuova operazione terrestre nel sud del Libano, che si aggiunge alla stessa campagna di bombardamenti in corso da quasi tre settimane contro le regioni meridionali e orientali del Paese, nonche' i sobborghi di Beirut.

M.O., Arabia Saudita condanna attacchi Israele in Siria

Il ministero degli Esteri dell'Arabia Saudita ha condannato gli attacchi israeliani contro i campi dell'esercito siriano definendoli "un'aggressione", unendosi alla Turchia nell'invito alla comunita' internazionale a intervenire. Venerdi' l'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito la Siria meridionale in risposta a quelli che ha definito attacchi contro la comunita' drusa nella provincia di Sweida. L'anno scorso Israele aveva bombardato la Siria durante una sanguinosa ondata di violenze settarie, affermando di agire in difesa di quel gruppo minoritario. Il ministero degli Esteri saudita ha dichiarato in un comunicato che il regno condanna "la palese aggressione israeliana... in flagrante violazione del diritto internazionale e della sovranita' siriana" e ha esortato la comunita' internazionale "a porre fine alle violazioni delle leggi e delle norme internazionali da parte di Israele". Il ministero degli Esteri turco ha definito l'attacco israeliano "una pericolosa escalation" che la comunita' internazionale deve fermare. Gli attacchi israeliani sono avvenuti mentre la guerra sconvolgeva il Medio Oriente dopo che gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato l'Iran il 28 febbraio, scatenando un conflitto che ha travolto gran parte della regione, anche se la Siria ha evitato di esserne coinvolta. L'Osservatorio siriano per i diritti umani (SOHR) ha riferito giovedi' che gli scontri con le forze governative nella provincia di Sweida hanno causato la morte di almeno quattro combattenti drusi. I bombardamenti israeliani hanno poi colpito quartieri residenziali nella citta' di Sweida, ha affermato l'Osservatorio. Dopo la destituzione del leader siriano di lunga data Bashar al-Assad nel dicembre 2024, Israele ha spostato le proprie forze nella zona demilitarizzata pattugliata dall'ONU sulle Alture del Golan annesse da Israele, e ha effettuato centinaia di attacchi in Siria oltre a incursioni regolari. Venerdi' l'esercito ha dichiarato che "non permettera' che venga fatto del male ai drusi in Siria e continuera' ad agire per la loro protezione". Il ministero degli Esteri siriano ha denunciato un "oltraggioso attacco alla sovranita' e all'integrita' territoriale della Siria" e ha definito la giustificazione israeliana "pretesti inconsistenti e scuse inventate".

Guerra Iran, Trump: 'Non voglio un cessate il fuoco'

"Sapete bene che non si fa un cessate il fuoco quando si sta  letteralmente annientando la controparte", ha dichiarato il presidente  Usa ai giornalisti alla Casa Bianca. E su Truth ha scritto che "senza  gli Usa" l'Alleanza "è una tigre di carta". Poi parlando di Teheran ha  anche detto: "Non lasceremo che abbia il nucleare, perché se lo avesse  lo userebbe".

Guerra Iran, Trump: 'Non voglio un cessate il fuoco'

Guerra Iran, Trump: 'Non voglio un cessate il fuoco'

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Idf, colpiti obiettivi regime a Teheran

L'esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato questa mattina attacchi contro "obiettivi del regime" a Teheran. "Le forze armate israeliane stanno colpendo obiettivi del regime terroristico iraniano a Teheran", si legge in un breve comunicato dopo che sono stati segnalati diversi lanci di missili iraniani verso Israele.

Araghchi: 'consentiremo a navi Giappone di attraversare Hormuz'

L'Iran consentirà il transito delle navi giapponesi attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un'intervista all'agenzia di stampa giapponese Kyodo, aggiungendo che Teheran ha avviato colloqui con Tokyo in merito a questa possibilità.  Circa il 90% delle spedizioni di petrolio giapponesi transita attraverso lo Stretto di Hormuz.

Wsj, due missili lanciati verso base Usa-Gb nell'Oceano indiano

L'Iran ha lanciato due missili balistici contro la base anglo-americana Diego Garcia, nota come "Bomber Island", nell'Oceano Indiano. Lo hanno riferito diverse fonti ufficiali americane al Wall Street Journal. I missili non hanno colpito la base, ma la mossa rappresenta un tentativo da parte dell'Iran di estendere la propria influenza oltre il Medio Oriente e minacciare gli interessi americani.

La notizia del tentato attacco arriva dopo che la Gran Bretagna ha autorizzato gli Stati Uniti a utilizzare le proprie basi per attacchi contro l'Iran. Secondo quanto riportato dal Wsj, uno dei missili ha subito un guasto tecnico, mentre una nave da guerra statunitense ha lanciato un missile intercettore SM-3 contro il secondo missile.

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