Introduzione
Nuovo attacco all’impianto di arricchimento dell’uranio di Natanz (IL LIVEBLOG SULLA GUERRA IRAN), già colpito nel giugno dello scorso anno, situato nella provincia di Esfahan a 70 chilometri a sudest della città di Kashan su una pianura adiacente alle montagne a sud di Qom, città santa per gli sciiti. Un sito strategico per Teheran.
Quello che devi sapere
L’attacco di Usa e Israele all’impianto nucleare di Natanz
L’Iran afferma che Stati Uniti e Israele hanno colpito l’impianto di arricchimento Sahid Ahmadi Roshan di Natanz ma non sono state registrate perdite radioattive e i residenti nelle aree vicine al sito non sarebbero in pericolo. L’impianto è costituito da tre edifici sotterranei, due dei quali progettati per contenere fino a 50 mila centrifughe per l'arricchimento dell'uranio, e sei edifici fuori terra. Due di questi ultimi sono capannoni di 2.500 metri quadrati utilizzati per gli assemblaggi delle centrifughe a gas. In questo impianto super-protetto e in quello di Fordow (altro sito chiave per l'arricchimento), l'Iran ha prodotto la stragrande maggioranza del suo combustibile nucleare. Il Times of Israel ha riferito che l'attacco di sabato a Natanz è stato condotto dagli Stati Uniti utilizzando bombe anti-bunker.
AEOI: “L’attacco viola il Trattato di non proliferazione nucleare”
“Il complesso di arricchimento di Natanz è stato preso di mira questa mattina”, ha dichiarato l’Organizzazione iraniana per l’energia atomica. L’AEOI ha annunciato di aver effettuato a seguito dell'attacco sull'impianto nucleare di Natanz "valutazioni tecniche e specialistiche" in merito alla contaminazione radioattiva e che, sulla base dei risultati, "non è stata segnalata alcuna perdita di materiale radioattivo presso l'impianto e non sussiste alcun pericolo per i residenti delle aree circostanti". In una dichiarazione riportata dai media iraniani, l'organizzazione condanna l'attacco, affermando che costituisce una "violazione del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP) e di altre normative relative alla sicurezza nucleare".
Usa e Israele: emergono divergenze?
Interpellato dall’Afp, l’esercito israeliano ha invece dichiarato di "non essere a conoscenza di alcun attacco" su Natanz. Intanto la prospettiva di una fine immediata del conflitto non è all’ordine del giorno, dato che Israele ha avvertito sabato che l’intensità dei raid in Iran "aumenterà considerevolmente" nei prossimi giorni. "Non ci fermeremo finché tutti gli obiettivi della guerra non saranno raggiunti", ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz. Dichiarazioni che si scontrano con le parole del presidente americano, Donald Trump, che nella notte sui social aveva scritto che gli Stati Uniti erano "sul punto di raggiungere" i propri obiettivi e aveva ipotizzato di "ridurre gradualmente" gli sforzi militari in Iran.
L’impianto di arricchimento è stato colpito più volte
Natanz è già stato bersaglio di operazioni israeliane e statunitensi, sia durante la guerra dei 12 giorni del 2025 sia nella nuova ondata di attacchi iniziata a febbraio. Le ultime operazioni hanno colpito diverse strutture del complesso, provocando danni visibili nelle immagini satellitari. Le autorità iraniane hanno affermato che gli attacchi del 2 e del 21 marzo 2026 hanno preso di mira in particolare il complesso di arricchimento Shahid Ahmadi Roshan.
L’accordo sul nucleare del 2015 e il ritiro degli Stati Uniti
L'accordo sul nucleare del 2015 (Jcpoa) prevedeva - tra le altre cose - che Teheran limitasse l'arricchimento dell'uranio al 3,67% a Natanz, utilizzando solo un numero limitato di centrifughe di prima generazione. Dopo il ritiro unilaterale degli Usa dal Jcpoa nel 2018, la Repubblica islamica ha iniziato un graduale disimpegno dall'intesa. Secondo gli analisti, l'impianto rimane il cuore della capacità iraniana di produrre uranio arricchito. L'attacco segnalato dall'Iran da parte di Usa e Israele all'impianto nucleare di Natanz rappresenta "una violazione sfacciata del diritto internazionale": lo ha affermato Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, citata dalla Tass.
L’AIEA: “Stiamo esaminando la segnalazione”
"Il direttore generale, Rafael Grossi, ribadisce l'appello alla moderazione militare per evitare qualsiasi rischio di incidente nucleare”, lo scrivel'Agenzia per l'energia atomica delle Nazioni Unite su X. Pochi giorni fa l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva messo in guardia da una potenziale catastrofe nucleare per la Penisola Arabica, qualora il conflitto in corso tra Iran, Israele e Stati Uniti dovesse intensificarsi. “Lo scenario peggiore è un incidente nucleare, ed è ciò che ci preoccupa di più”, ha dichiarato Hanan Balkhy, direttrice regionale
Le dichiarazioni dell’AIEA dopo il primo attacco di giugno 2025
L'AIEA ha dichiarato alla BBC lo scorso giugno che tutte le centrifughe operative erano state "gravemente danneggiate, se non completamente distrutte". Un rapporto dell'Istituto per la Scienza e la Sicurezza Internazionale (ISIS) del novembre 2025 ha confermato che il sito rimaneva distrutto, senza riparazioni o ricostruzioni per i danni causati dalla bomba GBU-57, in grado di distruggere i bunker. L'impianto pilota di arricchimento del combustibile nucleare di Natanz si trova in superficie. All’inizio era un centro di ricerca e sviluppo (R&S), ma gran parte delle attività di R&S sono state trasferite nel sottosuolo. Il PFEP è stato distrutto nell'attacco israeliano del 13 giugno e il rapporto dell'ISIS non ha segnalato alcuna attività di ricostruzione. Il 3 marzo 2026, l'AIEA ha confermato che l'impianto aveva subito danni significativi a seguito di nuovi bombardamenti, con gli ingressi che avevano riportato i danni più ingenti.