"Se l'Iran non aprirà completamente lo Stretto entro 48 ore, gli Stati Uniti annienteranno le loro varie centrali elettriche". È questo l'ultimatum lanciato da Trump a Teheran che risponde: “Siamo pronti a colpire le infrastrutture energetiche degli Usa”. Le forze armate iraniane minacciano anche la chiusura totale "se Usa colpiscono centrali". Secondo quanto riporta Axios, sarebbero in atto prove di negoziato
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Rischio di un'ulteriore escalation della guerra, dopo l'ultimatum di Trump all'Iran: “Apra Hormuz in 48 ore o colpiremo le centrali nucleari”. E mentre il ministro degli Esteri di Teheran Aragchi ribadisce che lo Stretto "è aperto" e che le navi non transitano perché "le compagnie d'assicurazione temono la guerra che voi, Stati Uniti e Israele, avete iniziato", i Pasdaran minacciano la chiusura totale se gli Usa bombarderanno le centrali nucleari iraniane. “Non appena le centrali elettriche e le infrastrutture del nostro Paese saranno prese di mira, le infrastrutture vitali, energetiche e petrolifere dell'intera regione, saranno considerate obiettivi legittimi e distrutte in modo irreversibile”, ha avvertito Ghalibaf, l'influente presidente del Parlamento iraniano. "Oltre alle basi militari, anche gli enti che finanziano il bilancio militare statunitense sono obiettivi legittimi", ha scritto Ghalibafsu X.
Gli inviati di Donald Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff stanno creando una squadra per negoziare con l'Iran su ordine del presidente. Lo riferiscono fonti ad Axios. Israele "intensificherà" le operazioni "terrestri mirate" militari in Libano, ha riferito il capo di Stato maggiore dell'esercito Eyal Zamir. Israele deve aspettarsi "diverse altre settimane di combattimenti" contro Hezbollah libanese e l'Iran: lo ha detto il generale di brigata Effie Defrin, portavoce dell'esercito israeliano, nel 23esimo giorno di guerra in Medio Oriente.
Teheran ha posto sei condizioni tra cui la garanzia della fine delle ostilità, la chiusura delle basi Usa e risarcimenti. Sei richieste anche da Washington: dallo stop al programma missilistico per cinque anni a quello totale dell'arricchimento dell'uranio.
Approfondimenti:
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Telefonata Trump-Starmer: essenziale riaprire Hormuz
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro britannico Keir Starmer hanno discusso della necessità di riaprire lo Stretto di Hormuz per riprendere il traffico marittimo globale, secondo quanto riportato da Downing Street. "Hanno concordato che la riapertura dello Stretto di Hormuz è essenziale per garantire la stabilità del mercato energetico globale", si legge in un comunicato. Trump ha attaccato Starmer più volte da quando ha lanciato la guerra contro l'Iran, affermando che Starmer "non è Winston Churchill" e sostenendo di non aver bisogno che il Regno Unito schieri portaerei in Medio Oriente per contribuire alla guerra.
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Cisgiordania, Idf e polizia Israele intervengono contro 'civili violenti'
"Nel corso della serata, soldati delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), della Polizia di Frontiera israeliana e della Polizia israeliana sono stati inviati sul posto in seguito a segnalazioni di aggressioni violente, incendi dolosi e disordini pubblici perpetrati da civili israeliani in diverse località della Giudea e della Samaria (Cisgiordania, ndr)". Così in una dichiarazione ufficiale l'Idf e la Polizia Israeliana. "Una volta giunti sul posto, le forze hanno operato per ristabilire l'ordine e hanno effettuato perquisizioni alla ricerca di sospetti. Nell'ambito delle operazioni, un veicolo sospetto nei pressi di Deir al-Hatab è stato ispezionato, e al suo interno sono state rinvenute e sequestrate delle armi. Cinque civili israeliani sono stati fermati dalla Polizia di Frontiera israeliana e trasferiti alla Polizia israeliana per ulteriori interrogatori". "In un altro episodio, nella zona di Yitzhar, alcuni civili israeliani hanno attaccato le forze di sicurezza israeliane che operavano nell'area per ristabilire l'ordine. Durante l'incidente, un soldato della Polizia di Frontiera israeliana è rimasto ferito e un veicolo delle forze di sicurezza ha subito danni". "A seguito di questi incidenti, diversi civili palestinesi sono rimasti feriti e sono stati evacuati per ricevere cure mediche. Dal pomeriggio, le forze di sicurezza sono state dispiegate lungo le strade e nei punti critici per mantenere l'ordine e la sicurezza. Allo stesso tempo, adottano una politica di tolleranza zero nei confronti degli estremisti violenti che turbano l'ordine pubblico". "Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) e la Polizia israeliana considerano con estrema severità tali atti di violenza e condannano fermamente qualsiasi forma di violenza che comprometta la sicurezza nella regione".
Iran, quali navi passano ancora da Hormuz e dove sono dirette?
Il blocco dello Stretto di Hormuz, imposto dalle forze iraniane dopo l'inizio del conflitto dello scorso 28 febbraio, ha ridotto quasi completamente il traffico marittimo. Riescono a passare quasi esclusivamente mercantili e petroliere battenti bandiera di Teheran. Ecco i dati e come si stanno organizzando i vari Paesi.
Iran, quali navi passano ancora da Hormuz e dove sono dirette?
Vai al contenutoMedia: "Missile iraniano colpisce territorio Libano, è la prima volta"
Un missile balistico lanciato dall'Iran contro il nord di Israele poco dopo le 22 avrebbe colpito il territorio libanese. A quanto pare, si tratta del primo missile balistico iraniano a colpire il Libano durante l'attuale guerra. Lo scrive il Times of Israel, citando "valutazioni militari". Non è chiaro, aggiunge la testata israeliana, se l'Iran stesse prendendo di mira le truppe israeliane dislocate nel sud del Libano o un obiettivo in Israele.
Qatar, con il conflitto in Medio Oriente va in crisi l’impero del gas
La guerra contro l’Iran, scatenata dagli attacchi di Stati Uniti e Israele, sta causando enormi ripercussioni economiche in tutta la regione mediorientale (e non solo). I Paesi del Golfo, colpiti ripetutamente da Teheran in queste settimane, stanno subendo gravi conseguenze. Tra questi, il Qatar sta pagando un prezzo molto alto. Ecco perché.
Qatar, con il conflitto in Medio Oriente va in crisi l’impero del gas
Vai al contenutoAraghchi risponde a ultimatum Trump: Hormuz "è aperto"
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha ribadito che "lo Stretto di Hormuz non è chiuso", aggiungendo che "le navi esitano perché le compagnie assicurative temono la guerra che voi, Stati Uniti e Israele, avete iniziato, non l'Iran". In un post su X che sembra rispondere all'ultimatum di 48 ore del presidente Usa Donald Trump per la riapertura dello Stretto, Araghchi ha avvertito che "nessuna compagnia assicurativa, e nessun iraniano, si lascerà intimorire da ulteriori minacce". "La libertà di navigazione non può esistere senza la libertà di commercio", conclude il capo della diplomazia iraniana, "bisogna rispettare entrambe o non ci si può aspettare nessuna delle due".
Iran, Teheran aumenta la gittata dei missili balistici: cosa sappiamo
Il lancio di due missili balistici contro la base congiunta anglo-americana sull'isola di Diego Garcia, nell'Oceano Indiano, a 3.810 chilometri dall'Iran, sembra smentire le parole del ministro degli Esteri Abbas Araghchi il quale - il mese scorso - aveva affermato che il Paese ha deliberatamente limitato la gittata delle proprie armi a 2.000 km. Teheran ha invece dato dimostrazione di poter minacciare obiettivi fino a 4.000 chilometri dal proprio territorio, un raggio d'azione che tocca buona parte dell'Europa, Italia compresa, come sottolineato dal capo di stato maggiore dell'Idf Eyal Zamir: "Berlino, Parigi e Roma, e sono tutte a portata di tiro diretta".
Iran, Teheran aumenta la gittata dei missili balistici: cosa sappiamo
Vai al contenutoIdf: "Sette soldati feriti nel Libano e nel nord di Israele"
Sette soldati delle Forze di difesa israeliane (Idf) sono rimasti leggermente feriti in una serie di incidenti avvenuti oggi nel Libano meridionale e nel nord di Israele, secondo quanto riferito dall'esercito. Lo riporta The Times of Israel.
Media: rilevati lanci di missili dall'Iran verso le alture del Golan
Le sirene di allarme stanno suonando nel nord di Israele e sulle alture del Golan per i lanci di missili dall'Iran. Lo scrive Ynet.
Iran, ritratto di un paese in guerra – anche – con sé stesso
Con Pegah Moshir Pour, attivista e scrittrice, vi portiamo in un viaggio nell’Iran schiacciato dall’Iran, un Paese che raccontiamo attraverso film e canzoni, attraverso il cibo e i luoghi simbolo.
Iran, ritratto di un paese in guerra – anche – con sé stesso
Vai al contenutoIran, Metsola: "Riapertura stretto Hormuz nostra priorità"
"La riapertura dello stretto di Hormuz e' la nostra priorita'". Lo ha affermato la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola intervistata da Fabio Fazio a "Che tempo che fa" in onda su Nove. "Il regime ci dice che ha dei missili che possono arrivare anche a 4 mila chilometri e queste sono minacce a cui noi dobbiamo essere pronti a rispondere" ha concluso.
Iran, Metsola: "Per noi soluzione non sarebbe stata militare"
"Per noi la soluzione non sarebbe stata militare, per noi che fondiamo tutto sul principio della legge e del diritto internazionale dovevamo trovare una soluzione diplomatica". Lo ha affermato la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola intervistata da Fabio Fazio a "Che tempo che fa" in onda su Nove. "Quello che stiamo vedendo adesso con gli attacchi brutali verso tutto il Medio Oriente, il paese del Golfo per esempio, ci dice quanto e' grande la minaccia dell'Iran - ha aggiunto -abbiamo fatto tutto il possibile per evitare questa situazione, siamo stati molto vicini al popolo iraniano che chiedeva la liberta', stiamo vicini ai paesi che sono stati e stanno colpendo il regime iraniano tutti i giorni".
Trump: "Ultimatum sulle centrali funzionerà, sarà distruzione totale Iran"
"Presto scoprirete cosa succederà con l'ultimatum sulle centrali elettriche: il risultato sarà molto positivo. Ci sarà la distruzione totale dell'Iran e funzionerà alla grande". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump all'emittente israeliana News13.
Decapitare il regime, dove porta la strategia di Usa e Israele in Iran
L'assunto alla base dell'azione di Stati Uniti e Israele è che eliminando i leader del regime, si possa rimuovere il regime stesso. Ma quello iraniano si sta dimostrando resiliente, e invece che fare passi indietro, appare più sanguinario e intransigente nei confronti di una trattativa.
Decapitare il regime, dove porta la strategia di Usa e Israele in Iran
Vai al contenutoUe, Metsola: "Vorrei relazioni con Usa migliori"
"Vorrei che la relazione con gli Usa andasse meglio". Lo ha affermato la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola intervistata da Fabio Fazio a "Che tempo che fa" in onda su Nove.
Trump conferma la sua visita per ricevere il Premio Israele
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato il suo arrivo in Israele per ricevere il Premio Israele in occasione della prossima Festa dell'Indipendenza. Lo ha detto in una intervista all'emittente israeliana Channel 14. Alla domanda se fosse previsto il suo arrivo a breve in Israele per ricevere il prestigioso riconoscimento, Trump ha risposto senza mezzi termini: "Sì, sembra di sì".
Come Ucraina e Iran stravolgono l'agenda del Consiglio europeo
I due grandi temi di politica estera invertono le gerarchie del vertice dei leader europei a Bruxelles e fanno passare in secondo piano i punti che erano all'ordine del giorno, ossia la competitività e l’alleggerimento della burocrazia. Ma senza snellire le sue procedure l'Europa rischia anche di perdere peso geopolitico.
Come Ucraina e Iran stravolgono l'agenda del Consiglio europeo
Vai al contenutoKallas sente i ministri degli Esteri di Iran, Turchia e Qatar
L'Alto Rappresentante Ue Kaja Kallas ha tenuto oggi colloqui separati con i suoi omologhi di Turchia, Qatar e Corea del Sud sulla guerra in Medio Oriente, gli attacchi alle infrastrutture energetiche e sull'urgente necessità di riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo rendono fonti Ue sottolineando come Kallas ha anche parlato con il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. "Questi colloqui fanno parte degli sforzi continui dell'Ue per esplorare vie diplomatiche per andare avanti. Nuove minacce di attacco alle infrastrutture civili critiche rischiano di colpire milioni di persone in tutto il Medio Oriente e oltre", spiegano le fonti.
Dall’Ucraina all’Iran, così i droni hanno cambiato la guerra
L'accelerazione c'è stata nel 2024 sul fronte ucraino. Il cambiamento portato dai droni è copernicano: minano, uccidono, distruggono e sono il segnale tangibile di un modo di combattere che sarà sempre più robotico.
Dall’Ucraina all’Iran, così i droni hanno cambiato la guerra
Vai al contenutoIran, Macron sente MbS: "Moratoria su infrastrutture energetiche"
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha avuto un colloqui telefonico con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman (MbS), a cui ha ribadito "la solidarieta' della Francia e l'impegno a contribuire alla difesa aerea del territorio saudita, poiche' il Paese e' soggetto a ripetuti e inaccettabili attacchi missilistici e con droni da parte dell'Iran". "Di fronte al rischio di un'escalation incontrollata, e' piu' che mai fondamentale che tutte le parti belligeranti concordino sull'attuazione di una moratoria sulle infrastrutture energetiche e civili e che l'Iran ripristini la liberta' di navigazione nello Stretto di Hormuz", ha detto Macron nella sua conversazione con Mbs, come riporta lo stesso presidente francese su X. "Ora e' il momento della responsabilita' e della moderazione, al fine di creare le condizioni per la ripresa del dialogo, unico in grado di garantire pace e sicurezza per tutti", ha aggiunto. Macron ha poi fatto appello affinche' "in questo momento critico, il G7 e il Consiglio di Cooperazione del Golfo rafforzino il loro coordinamento".
Reza Pahlavi: "Trump e Netanyahu preservino le infrastrutture civili"
"L'Iran non è la Repubblica islamica. Le infrastrutture civili dell'Iran appartengono alla nazione iraniana e rappresentano il futuro di un Iran libero. Le infrastrutture della Repubblica islamica sono invece una macchina di repressione e terrore, utilizzata per impedire che tale futuro si realizzi". Lo scrive su X Reza Pahlavi, il figlio dell'ex scià di Persia. "L'Iran deve essere protetto; la Repubblica islamica deve essere annientata. Esorto il presidente Trump e il primo ministro Netanyahu a continuare a colpire il regime e il suo apparato repressivo - aggiunge - preservando al contempo le infrastrutture civili vitali dell'Iran, di cui il nostro popolo ha bisogno per ricostruire il proprio Paese. Grazie al sostegno degli Stati Uniti e di Israele, e soprattutto grazie al sacrificio dei patrioti iraniani, il momento della libertà dell'Iran è vicino. Iran resistente".
Idf: "Ancora diverse settimane di combattimenti con Hezbollah e Iran"
Israele deve aspettarsi "diverse altre settimane di combattimenti" contro Hezbollah libanese e l'Iran: lo ha detto il generale di brigata Effie Defrin, portavoce dell'esercito israeliano, nel 23° giorno di guerra in Medio Oriente. "Ogni giorno che passa, indeboliamo ulteriormente il regime terroristico (iraniano, ndr). Non permetteremo al regime terroristico e ai suoi alleati di rappresentare una minaccia per i cittadini di Israele", ha dichiarato in un discorso televisivo. "Cittadini di Israele, ci aspettano ancora diverse settimane di combattimenti contro l'Iran e Hezbollah", il movimento islamista alleato di Teheran, ha aggiunto il portavoce.
Araghchi: "Le navi evitano Hormuz per timori legati alle assicurazioni"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha scritto su X che "lo Stretto di Hormuz non è chiuso", aggiungendo che "le navi esitano perché le compagnie assicurative temono la guerra che voi, Stati Uniti e Israele, avete iniziato, non l'Iran". Araghchi ha poi aggiunto che "nessuna compagnia assicurativa, e nessun iraniano, si lascerà intimorire da ulteriori minacce", sottolineando che "la libertà di navigazione non può esistere senza la libertà di commercio. Bisogna rispettare entrambe, altrimenti non ci si può aspettare nessuna delle due".
Macron sente Bin Salman: "Serve moratoria su infrastrutture energetiche"
Il presidente francese Emmanuel Macron ha reso noto su X di avere "parlato con il principe ereditario dell'Arabia Saudita, Mohammed bin Salman" al quale ha "ribadito la solidarietà della Francia e il nostro impegno a contribuire alla difesa aerea del territorio saudita, poiché il Paese è soggetto a ripetuti e inaccettabili attacchi missilistici e con droni iraniani". Il presidente francese ha poi precisato che "di fronte al rischio di un'escalation incontrollata, è essenziale più che mai che tutte le parti belligeranti concordino nell'istituire una moratoria sulle infrastrutture energetiche e civili e che l'Iran ripristini la libertà di movimento nello Stretto di Hormuz". Per Macron "è giunto il momento della responsabilità e della moderazione, al fine di creare le condizioni per la ripresa del dialogo, unico in grado di garantire pace e sicurezza per tutti. In questo momento critico, il G7 e il Consiglio di Cooperazione del Golfo devono rafforzare il loro coordinamento. Francia e Arabia Saudita stanno collaborando in tal senso".
Iran, Trump: la Nato è una "vergogna non sta facendo nulla"
"I Paesi della Nato non stanno facendo nulla, e' una grande vergogna", ha dichiarato il presidente Usa, Donald Trump, in un'intervista all'israeliano Canale 13 in cui ha rilanciato le sue accuse contro l'Alleanza atlantica per quello che giudica un mancato impegno nella guerra contro la Repubblica islamica. "L'Iran si e' comportato malissimo per 47 anni. Ora sta ricevendo la giusta punizione", ha aggiunto.
Trump insiste su ultimatum: Iran sarà "totalmente distrutto"
"Presto scoprirete cosa succedera' con l'ultimatum sulle centrali elettriche: il risultato sara' molto positivo. Ci sara' la distruzione totale dell'Iran e funzionera' alla grande". Lo ha dichiarato il presidente Usa, Donald Trump, intervistato dall'emittente israeliana Canale 13.
Trump contro Herzog: 'Un bugiardo, debole e patetico'
Trump contro Herzog: 'Un bugiardo, debole e patetico'
Vai al contenutoMedia Israele: "Nessuna restrizione nei voli a Ben Gurion"
Il ministero dei Trasporti israeliano ha reso noto che, "contrariamente a quanto riportato", non vi è alcun cambiamento nella politica israeliana in materia di voli in arrivo e in partenza, dopo che alcune indiscrezioni avevano indicato che si stavano valutando ulteriori restrizioni all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. Lo scrive The Times of Israel. Secondo quanto aveva riportato dalla stampa ebraica, il ministero stava valutando la possibilità di limitare o ridurre ulteriormente il numero di passeggeri sui voli in partenza e in arrivo, dopo che missili balistici iraniani avevano colpito il centro e il sud di Israele durante il fine settimana, provocando molteplici impatti e decine di feriti. La ministra dei Trasporti Miri Regev ha invece dichiarato che il ministero sta conducendo continue valutazioni della situazione per mantenere aperti i cieli di Israele, garantendo al contempo la sicurezza dei passeggeri, in coordinamento con le raccomandazioni delle autorità di sicurezza e militari.
Egitto in contatti intensi con Iran, Usa e Paesi del Golfo
Il ministro degli Esteri egiziano ha avuto nella giornata di oggi intensi contatti con diversi ministri e funzionari della regione e degli Stati Uniti "al fine di contenere le gravi conseguenze dell'attuale escalation e impedire che la situazione sfugga di mano". Lo riferisce il ministero in una nota. Su indicazione del presidente Abdel Fattah El-Sisi, "e alla luce delle preoccupazioni per un possibile deterioramento della situazione nella regione, data la pericolosa escalation in corso", il ministro ha parlato oggi con il suo omologo pachistano Ishaq Dar, Hakan Fidan, ministro degli Esteri turco, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, premier e ministro degli Esteri del Qatar, Abbas Araqchi, ministro degli Esteri iraniano e con Steve Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente. "Questi colloqui - afferma il ministero nella nota - si sono svolti nell'ambito del monitoraggio continuo della situazione in rapida evoluzione nella regione e dei continui sforzi dell'Egitto per allentare le tensioni e porre fine al conflitto. L'Egitto ha sottolineato, nei colloqui, "l'importanza della moderazione e della saggezza in questo periodo critico, nonché la necessità di garantire la sicurezza della navigazione marittima e di prevenirne qualsiasi interruzione, considerando le ripercussioni economiche regionali e internazionali e il suo impatto sul commercio, sulle catene di approvvigionamento e sui prezzi del petrolio e dei prodotti alimentari". E' stato infine "concordato di proseguire le consultazioni durante questo periodo critico".
Iran: tre diversi raid contro milizie filoiraniane in Iraq
Tre raid aerei hanno colpito combattenti delle Forze di mobilitazione popolare (Pmf), una coalizione di ex paramilitari che comprende anche gruppi armati filo-iraniani, in Iraq, hanno annunciato le autorita' locali. Gli attacchi hanno colpito la regione di Jurf al-Sakhr, un'area pesantemente fortificata dove si concentrano le attivita' di queste milizie e hanno preso di mira in particolare le Brigate Kataib Hezbollah, ha detto un funzionario del gruppo armato. "Le unita' delle Pmf sono state colpite da attacchi di droni e raid aerei, con tre attacchi in diverse localita'", secondo una dichiarazione di una cellula di crisi istituita dalle autorita' locali. La dichiarazione aggiunge che, poiche' le posizioni colpite erano deserte, non sono stati segnalati feriti.
Esperti: "L'acqua, tema delicato e pericoloso nella guerra in Medio Oriente"
Gli attacchi alle risorse idriche sono rari in tempo di guerra, ma sono emersi nel conflitto mediorientale, in particolare con gli attacchi agli impianti di desalinizzazione dell'acqua di mare, un settore vitale per milioni di persone nella regione. In seguito all'ultimatum di Donald Trump, che minacciava di distruggere le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse riaperto rapidamente lo Stretto di Hormuz, l'Iran ha alzato la posta in gioco. Il suo obiettivo ora sono gli impianti di desalinizzazione dell'acqua nella regione. "Chiunque osi attaccare l'acqua scatenerà una guerra ben più vasta di quella che stiamo vivendo oggi", ha avvertito l'economista Esther Crauser-Delbourg, intervistata dall'Afp. In Iran, le infrastrutture di gestione idrica hanno subito danni significativi a seguito degli attacchi statunitensi e israeliani, secondo il governo. Decine di impianti di trasmissione e trattamento dell'acqua sono stati presi di mira negli attacchi, che hanno distrutto parti di reti di approvvigionamento critiche, ha precisato oggi il ministro dell'Energia Abbas Aliabadi, mentre in Bahrein, un impianto di desalinizzazione dell'acqua di mare è stato danneggiato l'8 marzo da un attacco di droni lanciato da Teheran come rappresaglia per un attacco attribuito agli Stati Uniti contro un impianto di desalinizzazione iraniano. In una delle regioni più aride del mondo, dove la disponibilità di acqua è dieci volte inferiore alla media globale secondo la Banca Mondiale, gli impianti di desalinizzazione svolgono un ruolo vitale nell'economia e nell'approvvigionamento di acqua potabile per milioni di abitanti. Circa il 42% della capacità mondiale di desalinizzazione si trova in Medio Oriente, secondo un recente studio pubblicato sulla rivista Nature. Negli Emirati Arabi Uniti, il 42% dell'acqua potabile proviene da questi impianti, il 90% in Kuwait, l'86% in Oman e il 70% in Arabia Saudita, come dettagliato in un rapporto del 2022 dell'Istituto francese di relazioni internazionali (Ifri). "Lì, senza acqua desalinizzata, non c'è nulla", ha aggiunto Esther Crauser-Delbourg. Questo è particolarmente strategico nelle grandi aree metropolitane come Dubai e Riad.
Iran: anche chi finanzia guerra Usa e' "obiettivo legittimo"
L'influente presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha lanciato un nuovo monito agli Usa. "Oltre alle basi militari, anche gli enti che finanziano il bilancio militare statunitense sono obiettivi legittimi", ha scritto il politico su X. "I titoli del Tesoro americano sono intrisi del sangue degli iraniani", si legge nel post, "acquistarli significa assicurarsi un attacco al proprio quartier generale e ai propri asset". "Monitoriamo i vostri portafogli", conclude, "questo e' l'ultimo avviso".
Tre attacchi in Iraq contro combattenti armati filo-iraniani
Tre raid aerei hanno colpito questa sera in Iraq, a circa 50 chilometri a sud di Bagdad, i combattenti delle Haschd al-Shaabi (Forze di Mobilitazione Popolare), una coalizione di ex paramilitari che comprende anche gruppi armati filo-iraniani. Lo hanno annunciato le autorità locali. Gli attacchi hanno interessato la regione di Jurf al-Sakhr, un'area fortemente fortificata dove si concentrano le attività delle fazioni, e hanno preso di mira in particolare le Brigate Kataib Hezbollah, ha dichiarato un funzionario del gruppo armato all'Afp. "Unità delle Pmf... sono state colpite da attacchi di droni e raid aerei, con tre attacchi in diverse località", secondo una dichiarazione di una cellula di crisi istituita dalle autorità locali, che ha aggiunto che, poiché le posizioni colpite erano deserte, non sono stati segnalati feriti.
Trump contro Herzog: "Bugiardo e patetico, non ha concesso grazia a Netanyahu"
Donald Trump ha attaccato duramente il presidente israeliano Isaac Herzog, definendolo "un bugiardo, debole e patetico" per non aver concesso la grazia a Benjamin Netanyahu. In un'intervista all'israeliano Channel 14, il presidente americano ha sostenuto che Herzog aveva accettato di perdonare il premier israeliano "ma non lo ha mai fatto". "È una persona debole e un uomo patetico per non averlo fatto. Non è un leader", ha attaccato il tycoon, "Bibi dovrebbe concentrarsi sulla guerra, non su queste sciocchezze".
Etgar Keret: "Iran come Gaza, Trump non ha un piano. Si comporta come un re"
"Quando Trump dice noi cambieremo il regime ma non ci saranno soldati sul campo è come se un mago dicesse : farò un trucco magico. Quello che succede in Iran per me è quello che è successo nella guerra a Gaza: non c'è un piano e se c'è un piano non lo si vuole raccontare a nessuno''. Così il regista israeliano Etgar Keret intervistato da Monica Maggioni a In Mezz'ora su RaiTre. ''Sembra che Trump e Netanyahu - ha detto ancora - abbiano un finale della storia che non dicono a nessuno . Diciamo che tutto si riassume nel fatto che c'è una persona, Trump, che si comporta come se fosse un re , senza condividere nulla col suo parlamento e con gli alleati, e dato che questo re è alla guida del più grande paese al mondo allora tutti gli altri paesi diventano servitori . Siamo uno strumento nelle loro mani e questo è disperante".
Idf: "Intensificheremo le operazioni terrestri mirate in Libano"
Israele "intensificherà" le operazioni "terrestri mirate" militari in Libano: lo ha affermato il capo di Stato maggiore dell'esercito (Idf), Eyal Zamir. "L'operazione contro l'organizzazione terroristica Hezbollah e' appena iniziata", ha dichiarato il capo di Stato maggiore, "si tratta di un'operazione prolungata". "Ci stiamo preparando a intensificare le operazioni di terra mirate e gli attacchi secondo un piano organizzato", ha aggiunto il generale. "L'Iran e' il nostro obiettivo principale, e il fronte settentrionale e' un altro fronte centrale. Sono interconnessi", ha proseguito il capo di Stato maggiore israeliano, "Hezbollah costituisce un organo per procura fondamentale del regime terroristico iraniano, e ha commesso un grave errore scegliendo di unirsi alla campagna contro Israele". "Questa scelta danneggia sia essa che lo Stato del Libano nel suo complesso", ha dichiarato Zamir approvando i piani di battaglia presso il Comando Nord. "Il messaggio e' chiaro: non c'e' rifugio sicuro per il regime e i suoi alleati, qualsiasi minaccia ai cittadini israeliani ricevera' una risposta determinata, precisa e potente", ha aggiunto il generale.
Iran, attacco su Arad in Israele: 20 condomini distrutti, 115 feriti
Un missile da mezza tonnellata ha colpito nella serata di sabato un quartiere popolare di Arad, in Israele, sul Mar Morto, una cittadina abitata da ultraortodossi ashkenaziti, arabi beduini e immigrati russi. L'esplosione ha distrutto 20 condomini e causato 115 feriti, di cui 10 in gravi condizioni. Settanta bambini sono stati ricoverati negli ospedali, mentre circa 500 civili sono rimasti senza casa.
Iran, attacco su Arad in Israele: 20 condomini distrutti, 115 feriti
Vai al contenutoIran, domani Starmer presiede Cobra su impatto economico guerra
Il premier britannico Keir Starmer presiedera' domani una riunione d'emergenza per discutere l'impatto economico della guerra in Iran. Il primo ministro dovrebbe parlare del costo della vita, in aumento a causa del conflitto. E' prevista la partecipazione di Andrew Bailey, governatore della Banca d'Inghilterra. La riunione del Cobra di domani sara' la terza dall'inizio della guerra in Medio Oriente, il mese scorso. I prezzi del petrolio hanno raggiunto i livelli piu' alti da quando la Russia ha invaso l'Ucraina nel 2022. I timori che la guerra in Iran possa innescare una crisi inflazionistica nel Regno Unito hanno gia' portato i costi di indebitamento del governo sopra il 5% per la prima volta dal luglio 2008.
Sanchez: "Aprire Hormuz e tutelare tutti i siti energetici in Medio Oriente"
La Spagna "chiede l'apertura dello Stretto di Hormuz e la tutela di tutti i siti energetici del Medio Oriente": è quanto dichiarato attraverso un post su X dal premier spagnolo, Pedro Sanchez. "Ci troviamo a un punto di svolta globale. Un'ulteriore escalation potrebbe scatenare una crisi energetica a lungo termine per tutta l'umanità", prosegue il suo messaggio. "Il mondo non dovrebbe pagare le conseguenze di questa guerra".
Rutte: "22 Paesi hanno risposto alla chiamata di Trump su Hormuz"
"La buona notizia è che da giovedì un gruppo di 22 Paesi, la maggior parte della Nato, ma ci sono anche Paesi come il Giappone, la Corea del Sud o il Bahrein, si è riunito per assicurarsi che lo Stretto di Hormuz possa riaprire il prima possibile". Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte in un'intervista a Fox News. A chi gli ricordava che Donald Trump ha recentemente chiamato "codardi" gli Alleati della Nato, Rutte non ha risposto entrando nel merito dello scontro. Ha però sottolineato che i 22 Paesi della cosiddetta coalizione di Hormuz si sono uniti "per rispondere alla chiamata di Trump".
Libano, Idf indaga: "Possibile fuoco amico su civile israeliano"
L'esercito israeliano ha dichiarato di star indagando sull'eventualita' che un civile israeliano vicino al confine con il Libano, dopo che Hezbollah ha rivendicato un attacco nella stessa area, sia stato ucciso da 'fuoco amico'. I soccorritori israeliani avevano affermato stamattina che un uomo era stato ucciso da un razzo lanciato dal Libano, che aveva colpito direttamente la sua auto. Hezbollah, sostenuto dall'Iran, ha affermato dopo l'incidente che i suoi combattenti avevano attaccato soldati israeliani nella stessa area. L'esercito israeliano ha poi annunciato di aver "condotto un'indagine approfondita" sulla morte del civile. "Si sta esaminando la possibilita' che l'incidente sia stato causato da colpi sparati da soldati delle Forze di Difesa Israeliane", ha dichiarato l'esercito in un comunicato.
Lettonia: "L'Iran è come la Russia, commette crimini di guerra"
"Gli attacchi missilistici dell'Iran su Dimona e Arad in Israele sono attacchi diretti contro i civili e hanno causato morti, feriti e sofferenze. Proprio come la Russia in Ucraina, l'Iran commette crimini di guerra e attacchi terroristici". Lo ha scritto oggi sul suo profilo X la ministra degli Esteri lettone, Baiba Braze.
Iran, Trump: "Herzog un bugiardo, debole e patetico"
Il presidente americano Donald Trump ha attaccato duramente il presidente israeliano Isaac Herzog, definendolo "un bugiardo, debole e patetico". Parlando all’emittente israeliana Channel 14, Trump ha affermato che Herzog avrebbe in passato accettato di concedere la grazia al primo ministro Benjamin Netanyahu, "ma non lo ha mai fatto". "È una persona debole e un uomo patetico per non averlo fatto. Non è un leader - ha dichiarato - Bibi dovrebbe concentrarsi sulla guerra, non su queste sciocchezze". Già la scorsa settimana Trump aveva definito Herzog "debole e inefficace", sostenendo che stesse "usando la grazia e tenendola sospesa sulla testa di Bibi".
Iran, Rutte: "Offensiva fondamentale per limitare suo nucleare"
Il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, ha affermato che l'offensiva militare statunitense e israeliana in Iran e' "fondamentale" per eliminare le capacita' nucleari e missilistiche dell'Iran. "E' fondamentale che gli Stati Uniti stiano conducendo questa azione per eliminare le capacita' nucleari e missilistiche dell'Iran. Rappresentano una minaccia esistenziale per Israele, per la regione, per l'Europa e per il mondo intero", ha dichiarato Rutte in un'intervista a Fox News. "Ecco perche' e' cruciale che gli Stati Uniti lo stiano facendo. E' necessario", ha aggiunto. Rutte ha fatto riferimento allo Stretto di Hormuz e ha affermato che e' necessario "collaborare" con i 22 Paesi che ieri hanno firmato un documento dichiarando la loro disponibilita' a contribuire a garantire il passaggio sicuro attraverso questa via d'acqua strategica. "Dobbiamo collaborare con questi 22 Paesi, la maggior parte dei quali membri della NATO, per stabilire cosa sia necessario per garantire l'apertura dello Stretto di Hormuz e la libera circolazione".
Iran, Wsj: "Paesi Golfo preoccupati da rischi attacchi Usa a centrali elettriche"
I Paesi del Golfo avvertono l’amministrazione statunitense che eventuali attacchi alle centrali elettriche iraniane potrebbero provocare ritorsioni, mettendo a rischio le loro infrastrutture energetiche e idriche e con possibili ripercussioni sull’economia globale. Lo riferiscono funzionari informati citati dal Wall Street Journal. Secondo le fonti, diversi Stati della regione sono irritati da giorni per la scarsa influenza esercitata su Washington, nonostante i consistenti investimenti politici ed economici. I tentativi di mediazione avviati da alcuni Paesi arabi per favorire un dialogo tra Stati Uniti e Iran sarebbero falliti a causa delle richieste avanzate da Teheran, ritenute troppo elevate, tra cui risarcimenti, garanzie contro una ripresa del conflitto e la fine della presenza militare americana nel Golfo. Le forze armate iraniane hanno nel frattempo minacciato di colpire infrastrutture energetiche, tecnologiche e impianti di desalinizzazione nella regione, in risposta all’avvertimento del presidente statunitense Donald Trump, che aveva ventilato attacchi alle centrali iraniane qualora lo Stretto di Hormuz non fosse stato riaperto entro 48 ore.
Media: "Israele valuta di limitare voli e passeggeri allo scalo Ben Gurion"
Il ministero dei Trasporti israeliano, l'Autorità per l'aviazione civile e i funzionari militari stanno valutando di ridurre il numero di voli all'aeroporto Ben Gurion e di limitare ulteriormente il numero di passeggeri. Lo scrive Haaretz. A seguito degli attacchi missilistici iraniani che hanno ferito 143 persone nelle città meridionali israeliane di Arad e Dimona, le autorità aeronautiche si riuniscono oggi per una valutazione della situazione. Si prevede che i funzionari della sicurezza raccomanderanno un inasprimento delle restrizioni già in vigore presso l'aeroporto. Attualmente, i voli in partenza dall'aeroporto Ben Gurion sono limitati a uno o due all'ora e sono operati da compagnie aeree israeliane, tra cui El Al. Ogni volo in partenza può trasportare circa 120 passeggeri. I voli per il rimpatrio degli israeliani che si trovano all'estero all'inizio della guerra continuano, ma al momento nessuna compagnia aerea straniera opera presso l'aeroporto. La valutazione della situazione e le restrizioni previste giungono mentre gli israeliani si preparano per la festività di Pesach, un periodo che solitamente rappresenta un picco di viaggi.
Zuppi: "Il male ha sempre conseguenze, dov'è finito l'uomo?"
"Di fronte a tanto male dovremmo chiederci dov'e' finito l'uomo". Lo ha detto il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, durante l'omelia della messa in conclusione dell'ostensione delle spoglie di san Francesco. "Il male ha sempre conseguenze, anche l'amore ma lo vince. Non dobbiamo pensare che il male non abbia conseguenze" ha aggiunto.
Iran, Rutte: "Trump agisce per rendere mondo sicuro"
"Lo sta facendo per rendere l'intero mondo sicuro". Così il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha dato il suo pieno sostegno all'attacco di Donald Trump all'Iran, affermando di aspettarsi che, nonostante le tensioni attuali, gli alleati della Nato daranno il loro sostegno al presidente americano. "Quello che so è che noi sempre arriviamo all'unità", ha detto intervistato da Cbs, sostenendo che ai Paesi europei ci vorrà del tempo per mettersi al fianco di Trump perché sono state lasciate fuori dai preparativi iniziali dell'operazione perché Usa e Israele volevano mantenere l'elemento di sorpresa dell'attacco. "Comprendo la frustrazione in a volte mostra il presidente - ha aggiunto Rutte, sempre grande sostenitore di Trump - ma ancora chiedo un po' di compresione perché le nazioni si sono dovute preparare a questo senza essere al corrente".
Iran, Idf: "Colpite fabbriche di armi e sede intelligence"
Le IDF continuano ad intensificare il loro impatto operativo sui sistemi e le capacita' militari del regime terroristico iraniano. Nella notte, scrive su Telegram l'esercito israeliano, l'Aeronautica Militare Israeliana, agendo sulla base di informazioni di intelligence delle IDF, ha completato una vasta serie di attacchi contro infrastrutture appartenenti al regime terroristico iraniano nell'area di Teheran. "Nell'ambito degli attacchi, le IDF hanno preso di mira siti utilizzati dagli organi di sicurezza subordinati al regime iraniano per la produzione e lo stoccaggio di armi". "Tra i siti colpiti: una base militare iraniana utilizzata per l'addestramento dei soldati e lo stoccaggio di sistemi missilistici destinati a colpire aerei. Un impianto di produzione e stoccaggio di armi del ministero della Difesa. Un sito di produzione di armi dell'Aeronautica Militare del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC). Parallelamente, le IDF hanno colpito un ulteriore quartier generale del ministero dell'Intelligence iraniano e il centro operativo di emergenza delle Forze di Sicurezza Interna".
Le sirene d'allarme antimissili risuonano ad Arad nel sud d'Israele
Le sirene d'allarme stanno risuonando in questi minuti ad Arad,, nel sud di Israele, la stessa città colpita ieri sera da un missile iraniano. Lo constata l'ANSA sul posto.
Iran, Centcom smentisce Teheran: "Nessun caccia F-15 è stato abbattuto"
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha smentito le rivendicazioni iraniane sul presunto abbattimento di un caccia americano F-15 nei cieli del Paese. "Voci sostengono che il regime iraniano abbia recentemente abbattuto un F-15 statunitense sopra l’Iran - si legge in un post pubblicato su X - Nessun velivolo da combattimento degli Stati Uniti è stato abbattuto dall’Iran". La smentita arriva dopo che Teheran aveva dichiarato di aver intercettato e colpito un caccia nei pressi dell’isola di Hormuz, nel sud del Paese.
Iran, Fmi: "Da conflitto nuova e significativa fonte di rischio nell'economia globale"
Il conflitto in Medio Oriente ha introdotto ''una nuova e significativa fonte di rischio nell'economia globale, che fino a poco tempo fa appariva piuttosto resiliente. Le conseguenze complete sono ancora difficili da valutare, ma prevediamo che questi sviluppi porranno ai responsabili politici delle scelte complesse''. La lezione che gli shock hanno insegnato è che ''solidi quadri normativi e agilità sono essenziali''. Lo afferma il vicedirettore generale del Fmi, Dan Katz, intervenendo al Forum sullo sviluppo in Cina. ''Naturalmente la prima linea di difesa contro le interruzioni dell'approvvigionamento è rappresentata dai prezzi. La domanda dovrebbe potersi adeguare entro certi limiti, per garantire che gli usi marginali dell'energia siano quelli più produttivi'', spiega Katz. Comprensibilmente, la politica fiscale ''potrebbe dover svolgere un ruolo nell'adattamento allo shock energetico'', spiega il vicedirettore. ''I governi potrebbero tentare di proteggere le famiglie con tetti massimi di consumo energetico e programmi di sussidi. Ciò potrebbe attenuare le pressioni del costo della vita nel breve termine, ma queste misure sono costose dal punto di vista fiscale in un momento in cui molti bilanci pubblici sono già al limite''. Inoltre poiché sopprimono i segnali di prezzo, ''spesso impediscono una riduzione ordinata del consumo energetico e potrebbero mantenere elevati i prezzi dell'energia, e la domanda in generale, per un periodo più lungo''. Per le banche centrali , il contesto politico ''è particolarmente difficile'', secondo Katz. Se i prezzi dell'energia ''dovessero rimanere elevati più a lungo, le banche centrali potrebbero dover bilanciare i rischi per la stabilità dei prezzi con una recessione economica e un potenziale inasprimento delle condizioni finanziarie''. E ''non fare nulla è perfettamente logico se rappresenta la migliore alternativa disponibile e, per le banche centrali al momento, attendere ora offre un'opzione di grande valore ''.
Iran, Teheran: "Uccisi 210 bambini. Colpiti 300 centri sanitari"
Le autorita' iraniane hanno riferito che almeno 210 bambini sono morti dall'inizio della guerra e hanno denunciato i danni a quasi 300 centri sanitari, ospedali e servizi di emergenza in tutto il paese. "210 bambini sono morti nella recente guerra", ha annunciato il ministro della Salute Mohammadreza Zafargandi, secondo l'agenzia di stampa Tasnim. Il ministro iraniano ha affermato che la guerra lanciata da Israele e dagli Stati Uniti contro l'Iran va oltre gli scontri militari e "ha causato gravi danni alla popolazione civile, compresi bambini e donne", senza fornire un bilancio totale delle vittime del conflitto. Il primo giorno di guerra, il 28 febbraio, almeno 165 persone, tra cui 120 bambini, sono state uccise in un attacco a una scuola elementare nella citta' meridionale di Minab. Inoltre, ha indicato che circa 300 centri sanitari, ospedali e servizi di emergenza sono stati danneggiati. L'Iran non ha fornito un bilancio ufficiale delle vittime dal 5 marzo, quando ha riportato 1.230 morti. Tuttavia, l'ONG di opposizione HRANA, con sede negli Stati Uniti, stima il bilancio delle vittime a 3.230, di cui 1.406 civili.
Media: "Lukashenko incoraggia l'Iran a superare le sfide con coraggio"
Alexander Lukashenko, presidente della Bielorussia, si è congratulato con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in occasione del Nowruz , il Capodanno persiano. "L'Iran supererà le sfide con coraggio", ha dichiarato Lukashenko in un comunicato diffuso dall'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, ripreso da Al Jazeera. "In questo momento di Capodanno, l'Iran continua a combattere con coraggio le difficili sfide esterne". Lukashenko, stretto alleato del presidente russo Vladimir Putin e alla guida della Bielorussia da oltre trent'anni, si è detto " fiducioso che il saggio popolo iraniano, forte della grande esperienza maturata nei secoli, supererà tutte le difficoltà con coraggio e preserverà il proprio diritto a proseguire sulla via scelta dell'indipendenza e della sovranità".
Da Pahlavi appello a Usa e Israele: "Risparmiate infrastrutture civili"
Il figlio dell’ultimo shah, Reza Pahlavi, ha lanciato un appello a Stati Uniti e Israele affinché evitino di colpire le infrastrutture civili iraniane, esortando al contempo a proseguire le azioni contro la leadership della Repubblica islamica. "Le infrastrutture civili dell’Iran appartengono al popolo iraniano e al futuro di un Iran libero - ha scritto Pahlavi su X - Le infrastrutture della Repubblica islamica sono invece la macchina di repressione e di terrore utilizzata per impedire che quel futuro diventi realtà". "Chiedo al presidente Trump e al primo ministro Netanyahu di continuare a colpire il regime e il suo apparato repressivo, risparmiando però le infrastrutture civili di cui gli iraniani avranno bisogno per ricostruire il Paese - ha aggiunto - L’Iran non è la Repubblica islamica: l’Iran deve essere protetto, il regime deve essere smantellato". "Con il sostegno degli Stati Uniti e di Israele, e soprattutto grazie al sacrificio dei patrioti iraniani, l’ora della libertà dell’Iran è vicina", ha concluso.
Iran, Bessent: "Per finire guerra potremmo intensificare attacchi"
Gli Stati Uniti potrebbero dover "intensificare" gli attacchi contro l'Iran per poter porre fine alla guerra, ha dichiarato il Segretario del Tesoro Scott Bessent. Interrogato durante la trasmissione "Meet the Press" della NBC sulla possibilita' che Trump stesse riducendo o intensificando la guerra, Bessent ha risposto: "Non si escludono a vicenda. A volte bisogna intensificare per ridurre". "Questo e' l'unico linguaggio che gli iraniani capiscono", ha sostenuto. Bessent, nell'ambito degli sforzi per attenuare le turbolenze del mercato, ha temporaneamente revocato le sanzioni statunitensi sul petrolio iraniano e russo gia' caricato sulle navi. Tuttavia, la decisione ha suscitato alcune polemiche, con i critici che sostengono che fornira' finanziamenti all'Iran proprio mentre il conflitto tra Stati Uniti e Israele e' ancora in corso. Interrogato dalla NBC sulla contraddizione, Bessent ha difeso la mossa, affermando che contribuira' ad alleviare la pressione sui partner statunitensi e a ridurre il prezzo che l'Iran puo' ottenere dal suo petrolio. "Quel petrolio iraniano sarebbe comunque stato venduto alla Cina. Sarebbe stato venduto a un prezzo scontato... Quindi, cosa e' meglio? Che i prezzi del petrolio schizzino a 150 dollari e loro (l'Iran) ne ricevano il 70%, o che i prezzi del petrolio scendano sotto i 100 dollari?"
Iran, Pezeshkian: "Minacce rafforzano unità e avranno risposta"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che le minacce all'integrita' territoriale del suo Paese "non fanno altro che rafforzare" l'unita' nazionale e ha avvertito che rispondera' con fermezza a qualsiasi azione militare contro di essa. "Le minacce e il terrore non fanno altro che rafforzare la nostra unita'", ha scritto Pezeshkian su Twitter, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato "la morte dell'Iran" sul suo account Truth Social. Pezeshkian ha affermato che il suo Paese "affrontera' con fermezza queste minacce deliranti sul campo di battaglia", riferendosi anche all'ultimatum di Trump di ieri sera, in cui ha dato all'Iran 48 ore per aprire completamente lo Stretto di Hormuz, avvertendo che altrimenti avrebbe attaccato le centrali elettriche del Paese persiano. "L'illusione di cancellare l'Iran dalla mappa dimostra disperazione di fronte alla volonta' di una nazione che sta facendo la storia", ha replicato il presidente iraniano, affermando che lo Stretto di Hormuz "e' aperto a tutti, tranne a coloro che violano il nostro territorio".
Gaza, attacco israeliano morti 3 agenti di polizia Hamas
I media palestinesi riferiscono di tre morti e dieci feriti in un attacco israeliano contro un veicolo della polizia di Hamas nella Striscia di Gaza centrale. Secondo quanto riportato dai media, i morti e i feriti sono stati identificati come agenti della polizia di Nuseirat, affiliata ad Hamas.
Presidente Libano: "Raid d'Israele ai ponti sono preludio a invasione di terra"
Il presidente libanese Joseph Aoun ha condannato gli attacchi israeliani contro ponti e altre infrastrutture nel sud del Paese, definendoli un "preludio a un'invasione di terra". Aoun "ha condannato gli attacchi e la distruzione da parte di Israele di infrastrutture e strutture vitali nel Libano meridionale, in particolare il ponte di Qasmiyeh sul fiume Litani e altri ponti", si legge in una dichiarazione della presidenza. "Questi attacchi rappresentano una pericolosa escalation e una flagrante violazione della sovranità del Libano e sono considerati un preludio a un'invasione di terra", ha affermato Aoun, poche ore dopo che il ministro della Difesa israeliano aveva dichiarato che all'esercito era stato ordinato di distruggere altri ponti presumibilmente utilizzati da Hezbollah.
Iran, senatore repubblicano: "Alleati Nato non sono codardi, Trump non li ha consultati"
"Io non penso che siano dei codardi, penso che sono persone che non sono state consultate su un importante operazione militare, io avrei avuto la stessa reazione se fossi stato un capo di Stato". Così il senatore repubblicano Thom Tills critica Donald Trump per aver accusato gli alleati della Nato di essere dei codardi dopo che si sono rifiutati di partecipare ad un'azione militare per aprire lo stretto di Hormuz, su cui l'Iran ha imposto la chiusura in risposta all'attacco che Stati Uniti e Israele hanno lanciato il 28 aprile senza appunto avvisare in anticipo gli alleati. "Vite di americani sono state salvate dall'Alleanza della Nato e vite americane saranno perse in gran numero senza l'alleanza", ha aggiunto il senatore repubblicano che lo scorso giugno ha annunciato che non si ricandiderà al terzo mandato e negli ultimi mesi ha assunto più volte posizioni critiche nei confronti del presidente. Intervistato oggi da Abcnews, Tills ha ricordato che "il presidente degli Stati Uniti non può ritirare il Paese dalla Nato, ma, detto questo, il presidente può screditarla". "Il presidente può renderla defunta dal punto di vista operativo, ma io lo incoraggerei veramente a prendere i principali 100 generali al Pentagono e chiedere loro se pensano che sia una buona idea tagliare questa relazione" ha aggiunto sottolineando che "sarebbe difficile trovarne uno" convinto che sia una buona idea, dal momento che una mossa del genere "sarebbe un enorme rischio", conclude il repubblicano.
Merz sente Trump: "Focus su Iran, Israele e Ucraina"
"Questo pomeriggio ho discusso con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump della situazione in Iran, Israele e Ucraina. Abbiamo concordato di rimanere in stretto contatto. Il nostro scambio riprenderà presto". Lo annuncia il cancelliere tedesco Friedrich Merz.
Pezeshkian: "Hormuz è aperto a tutti, tranne a chi viola il nostro territorio"
"L'illusione di cancellare l'Iran dalla mappa dimostra disperazione contro la volontà di una nazione che ha fatto la storia. Minacce e terrore non fanno altro che rafforzare la nostra unità". Lo ha affermato su X il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. "Lo Stretto di Hormuz è aperto a tutti, tranne a coloro che violano il nostro territorio - ha aggiunto -. Affrontiamo con fermezza le minacce deliranti sul campo di battaglia".
Iran, Idf: "Nostre difese tra le migliori al mondo, ma non sono ermetiche"
Il portavoce dell’esercito israeliano, Roni Kaplan, si è recato ad Arad, all’indomani dell’attacco con un missile balistico iraniano che ha ferito 88 persone, di cui 10 in modo grave. "Qui vediamo la manifestazione della minaccia iraniana - ha dichiarato Kaplan al Times of Israel - Subiamo un impatto diretto perché le nostre difese aeree non sono ermetiche, anche se restano tra le migliori al mondo".
Libano: il bilancio dei morti sale a 1.029 dall'inizio della guerra
Il ministero della Salute libanese ha reso noto che il bilancio delle vittime della guerra tra Hezbollah e Israele, scoppiata il 2 marzo, è salito a 1.029. Anche il numero dei feriti è aumentato, raggiungendo quota 2.786.
Bessent: "Soldati Usa a Kharg? Tutte le opzioni sono sul tavolo"
"A volte bisogna intensificare una guerra per ridimensionarla". Lo ha detto il segretario al Tesoro americano Scott Bessent alla Nbc News rispondendo ad una domanda sulle intenzioni di Donald Trump in Iran. Sollecitato sulla possibilità che truppe Usa vengano dislocate sull'isola iraniana di Kharg, Bessent si è limitato a rispondere che "tutte le opzioni sono sul tavolo". Secondo il segretario al Tesoto Trump ha "obiettivi molto chiari" nel conflitto con l'Iran: distruggere la marina e l'aeronautica iraniane, le capacità missilistiche del Paese e la sua capacità di rifornirsi di armamenti. Bessent ha, inoltre, sottolineato che i due missili lanciati contro una base anglo-americana sull'isola di Diego Garcia, nell'Oceano Indiano, sono stati sparati "per disperazione".
Iran, Teheran minaccia altre ritorsioni se attacchi a centrali
Gli iraniani hanno risposto con fermezza alla minaccia del presidente Trump di intensificare gli attacchi, avvertendo che l'Iran avrebbe reagito con la stessa moneta se gli Stati Uniti o i loro alleati avessero esteso i raid contro le infrastrutture critiche del Paese. "La Repubblica Islamica dell'Iran non ha iniziato questa guerra, ma non esitera' a difendere il suo popolo e la sua terra", ha dichiarato il primo vicepresidente del Paese, Mohammad Reza Aref, in una dichiarazione riportata dall'agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr. Ha aggiunto che l'Iran "decidera' quando e come questa guerra finira'".Ebrahim Zolfaghari, portavoce militare iraniano, ha promesso che, in caso di attacchi ai siti energetici, l'Iran avrebbe preso di mira ulteriori infrastrutture nella regione utilizzate da Israele, dagli Stati Uniti e dagli alleati americani, tra cui "infrastrutture per combustibili, energia, tecnologie informatiche e desalinizzazione". Inoltre, lo Stretto di Hormuz, una via fondamentale per l'approvvigionamento petrolifero, sarebbe stato "completamente chiuso" fino alla ricostruzione di tutte le centrali elettriche iraniane danneggiate, secondo una dichiarazione riportata dalla televisione di Stato iraniana, la Islamic Republic of Iran Broadcasting. Ali Mousavi, rappresentante permanente dell'Iran presso l'Organizzazione Marittima Internazionale, ha affermato che la via navigabile era "aperta a tutti", tranne che ai nemici dell'Iran. Dall'inizio della guerra, l'Iran ha consentito ad alcuni paesi amici, tra cui Cina, India e Pakistan, di garantire il passaggio sicuro delle proprie navi attraverso lo stretto. Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano, ha avvertito che gli attacchi alle infrastrutture critiche iraniane significherebbero che "gli impianti energetici e petroliferi in tutta la regione verrebbero considerati obiettivi legittimi e sarebbero distrutti in modo irreversibile". Il risultato, ha affermato sui social media, sarebbe un'impennata dei prezzi globali del petrolio, che sono gia' aumentati di circa il 50% durante la guerra.
Iran, Cnn: "Teheran valuta possibilità monetizzare controllo Hormuz"
Teheran si sta muovendo verso la possibilità di monetizzare il controllo dello stretto di Hormuz, secondo quanto riferisce una fonte iraniana alla Cnn. "Continueremo a respingere Israele e stabiliremo un nuovo regime legale sullo stretto", afferma la fonte in un apparente riferimento notizie su pagamenti intorno a 2 milioni di dollari per il passaggio di una petroliera. La fonte irianana si dice poi convinta che Donald Trump dovrà "accettare le condizioni dell'Iran" per chiudere la guerra, dal momento che questa sta rischiando di trasformarsi per lui in un suicidio politico. "Sembra che Trump stia fronteggiando pressioni interne in America e prezzi del petrolio in crescita a livello globale, dovrebbe uscire dalla trappola che gli ha teso Netanyahu al più presto possibile e accettare le condizioni dell'Iran - prosegue la fonte iraniana parlando con l'emittente americana - se non farà le necessarie concessioni all'Iran, potrebbe entrare in una strada senza fine che rischia di mettere a rischio la sua intera carriera politica".
Teheran: "Se Usa attaccano le centrali elettriche chiudiamo Hormuz del tutto"
Le forze armate dell'Iran hanno minacciato di chiudere completamente lo strategico Stretto di Hormuz, tra altre misure, se il presidente statunitense Donald Trump dovesse dare seguito alle minacce di colpire le centrali elettriche del Paese. "Se le minacce degli Stati Uniti riguardo alle centrali elettriche dell'Iran saranno attuate… lo Stretto di Hormuz sarà completamente chiuso e non verrà riaperto finché le nostre centrali elettriche distrutte non saranno ricostruite", ha dichiarato il comando operativo militare Khatam al-Anbiya in un comunicato, diffuso dalla televisione di Stato. L'Iran ha già quasi completamente bloccato questo corridoio marittimo cruciale, ma un numero relativamente ridotto di navi è comunque riuscito a transitarvi: si tratta di circa il 5% del volume precedente alla guerra, secondo la società di analisi Kpler.
Media Libano: "4 morti e 7 feriti nei raid israeliani nel sud"
L'Agenzia Nazionale di Stampa libanese (Nna) riporta che quattro persone sono state uccise e altre sette ferite a seguito degli ultimi raid israeliani in due aree del sud del Paese. Tre persone sono state uccise nella città di Sultaniyeh e una vicino alla città di Marjeyoun, riporta Nna citando il ministero della Salute libanese.
Mezzaluna rossa Iran: "81.365 siti civili danneggiati finora dai raid"
Le infrastrutture idriche ed energetiche iraniane hanno subito ingenti danni a causa degli attacchi statunitensi e israeliani contro decine di migliaia di siti civili. Lo affermano le autorità iraniane citate dalle agenzie iraniane rilanciate dal Guardian. "Gli attacchi hanno preso di mira decine di impianti di trasmissione e trattamento dell'acqua e distrutto parti di reti idriche essenziali", ha detto il ministro dell'Energia, Abbas Aliabadi. Il capo della Mezzaluna Rossa iraniana, Pirhossein Kolivand, ha affermato che il numero totale di siti civili danneggiati "ha raggiunto quota 81.365, secondo le ultime valutazioni sul campo". Ha precisato che la cifra include unità residenziali e commerciali, scuole, centri medici e veicoli. Giornalisti a Teheran hanno segnalato danni a numerosi edifici residenziali e altre infrastrutture civili. L'agenzia di stampa Isna ha riferito oggi che alcuni attacchi aerei hanno danneggiato un ospedale nella città meridionale di Ahvaz, nella provincia del Khuzestan. Altri media, tra cui l'agenzia di stampa Fars, hanno mostrato immagini di soccorritori che estraevano corpi dalle macerie degli edifici distrutti nella città settentrionale di Tabriz. Non è stato immediatamente chiaro quando si siano verificati questi attacchi.
Iran: "Chiusura totale di Hormuz se Usa colpiscono centrali"
L'Iran minaccia la chiusura totale dello Stretto di Hormuz se gli Usa bombarderanno le sue centrali nucleari, lo affermano le forze armate di Teheran.
Kuwait presenta reclamo all'Icao: "Attacchi Iran minano sicurezza passeggeri aerei"
Il Kuwait ha presentato un reclamo all'Organizzazione Internazionale dell'Aviazione Civile (Icao) in merito alle pericolose perturbazioni dello spazio aereo causate dagli attacchi iraniani, secondo quanto dichiarato dall'Autorità per l'Aviazione Civile del Paese. Il reclamo, riportato dal Guardian, afferma che "gli attacchi iraniani costituiscono una palese violazione delle convenzioni internazionali, in quanto espongono la sicurezza dei passeggeri a gravi rischi".
Ft: "Idf ha distrutto ponte strategico tra Tiro e Sidone in sud Libano"
L'esercito israeliano ha colpito un ponte strategico nel Libano meridionale, principale punto di attraversamento che collega le città libanesi meridionali di Tiro e Sidone. Lo scrive il Financial Times. Il ponte si trovava nei pressi di un posto di blocco dell'esercito libanese e di una postazione delle forze di pace dell'Onu. L'azione fa seguito alle minacce del ministro della Difesa Israel Katz, secondo cui tutti i ponti utilizzati per "attività terroristiche" sarebbero stati distrutti per impedire il movimento di armi e personale da parte di Hezbollah.
Gaza, dopo pausa per festa Eid riapre valico Rafah per i malati
Dopo una chiusura di due giorni per la festivita' musulmana di Eid al-Fitr (la fine del Ramadan), il valico di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza con l'Egitto, e' stato riaperto questa domenica per l'evacuazione di malati e feriti verso il territorio egiziano, come confermato da fonti della Mezzaluna Rossa nell'enclave palestinese. Il valico era stato aperto giovedi' scorso per la prima volta dall'inizio della guerra tra Israele e Stati Uniti contro l'Iran, ma solo per quel giorno a causa della vicinanza della festivita' musulmana. Giovedi', 25 persone - 8 malati e 17 accompagnatori - sono state trasportate dall'interno di Gaza al valico, situato in un'area interamente controllata dall'esercito israeliano. Attualmente, Israele consente l'apertura del valico solo per l'ingresso e l'uscita di un numero limitato di abitanti di Gaza, ma non per le merci, come richiesto dalle organizzazioni umanitarie. Secondo la Mezzaluna Rossa, oggi le sue squadre hanno partecipato all'evacuazione medica di diversi altri pazienti attraverso il valico, rimasto chiuso venerdi' e sabato. L'organizzazione ha spiegato che le sue squadre hanno trasportato 20 persone - pazienti e familiari al seguito - dal suo Ospedale di Riabilitazione Medica di Khan Younis al valico di Rafah per prepararli al trasferimento in Egitto per le cure. Il passaggio delle persone e' coordinato con l'Egitto, con la previa autorizzazione di sicurezza di Israele e sotto la supervisione della missione dell'Unione Europea.
Iran, nuova ondata di missili su Israele
L'emittente statale iraniana Irib riferisce che è iniziata una nuova ondata di attacchi missilistici. Lo scrive la Bbc precisando che la notizia è confermata dall'Idf. L'esercito israeliano afferma di essere al lavoro per intercettare la minaccia e che è stato inviato un allarme preventivo ai telefoni cellulari nelle zone interessate.
Londra: "L'Iran ha sicuramente preso di mira la base Diego Garcia"
"La nostra valutazione è che gli iraniani abbiano sicuramente preso di mira Diego Garcia", la base militare a 3.850 chilometri di distanza dall'Iran: lo ha detto il ministro britannico per le politiche abitative Steve Reed alla Bbc, senza precisare a quale distanza dalla base siano arrivati i due missili balistici iraniani lanciati ieri. La base, che sorge sull'atollo più grande delle isole Chagos, arcipelago nell'Oceano Indiano, è una tra le più importanti al mondo per le forze americane e britanniche. Anche Reed ha poi ridimensionato la tesi dell'Idf israeliano secondo cui Teheran può colpire fino a Londra con i suoi missili: "Non c'è alcuna valutazione specifica secondo cui gli iraniani stiano prendendo di mira il Regno Unito o che potrebbero farlo, se lo volessero", ha detto il ministro. "Siamo perfettamente in grado di proteggere questo Paese e di garantirne la sicurezza, sia qui sul nostro territorio, sia per quanto riguarda i nostri beni e i nostri cittadini in tutta la regione".
Axios: "Trump sta creando una squadra per negoziare con l'Iran"
Gli inviati di Donald Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff stanno creando una squadra per negoziare con l'Iran su ordine del presidente. Lo riferiscono ad Axios. Negli ultimi giorni non vi sono stati contatti diretti tra Usa e Iran, ma Egitto, Qatar e Regno Unito hanno fatto da tramite per lo scambio di messaggi, sottolineano le fonti. Egitto e Qatar hanno informato Usa e Israele che l'Iran è interessato ad avviare negoziati, sebbene a condizioni molto rigide. Da parte loro, gli Stati Uniti hanno posto sei condizioni, dallo stop al programma missilistico per cinque anni a quello totale dell'arricchimento dell'uranio.
Libano, colpito il ponte sul fiume Litani dopo l'avvertimento di Katz
Dopo l’avvertimento di evacuazione, nel Libano meridionale è stato segnalato un attacco al ponte di Al-Qasmiya, sul fiume Litani. Lo riferisce Ynet, dopo che il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, aveva dato ordine di "distruggere immediatamente tutti i ponti sul fiume Litani utilizzati per attività terroristiche, al fine di impedire il passaggio verso sud di terroristi e armi di Hezbollah".
Iran, Peskov: "Le uccisioni dei leader avranno gravi conseguenze"
Le uccisioni dei leader iraniani da parte di Stati Uniti e Israele "non possono rimanere impuniti", ma ''hanno avuto e continueranno ad avere conseguenze gravi". Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, affermando che "l'Iran si sta difendendo attivamente'' dall'operazione militare congiunta israelo-americana iniziata lo scorso 28 febbraio.
Trump: "Ora che l'Iran è morto il nostro nemico sono i democratici"
"Con la morte dell'Iran, il più grande nemico dell'America è il partito democratico, radicale di sinistra e altamente incompetente! ". Lo scrive Donald Trump su Truth.

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Ft: "Compagnie aeree hanno perso 53 mld dollari da inizio guerra Iran"
Le 20 maggiori compagnie aeree quotate in borsa a livello mondiale hanno perso circa 53 miliardi di dollari di valore dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, iniziata il 28 febbraio. Lo scrive il Financial Times, secondo cui settore aereo sta attraversando la peggiore crisi dalla pandemia di COVID-19, poiché la guerra ha causato disagi negli aeroporti hub del Golfo e bloccato i voli. Il quotidiano sottolinea inoltre che le compagnie sono preoccupate per una possibile carenza di carburante. Il propellente per aerei, denominato jet, è raddoppiato dall'inizio della guerra, col rischio di un aumento dei prezzi.
Idf: "Eliminato comandante forze speciali di Hezbollah"
Ieri l'aviazione israeliana ha colpito e ucciso il terrorista Abu Khalil Barji, comandante delle forze speciali della Radwan Force di Hezbollah, insieme ad altri due terroristi nella zona di Majdal Selm, nel Libano meridionale; lo scrive Idf sul suo canale Telegram. "Barji aveva prestato servizio per anni come comandante della Radwan Force e, più recentemente, comandava le sue forze speciali, responsabili, tra gli altri compiti, degli attacchi contro le truppe israeliane. Insieme a Barji, sono stati eliminati altri due terroristi di Hezbollah. Inoltre, la scorsa notte, le IDF hanno colpito infrastrutture terroristiche di Hezbollah in diverse aree del Libano meridionale. Le IDF stanno operando con decisione contro l'organizzazione terroristica Hezbollah in risposta alla sua deliberata decisione di attaccare Israele per conto del regime terroristico iraniano. Le IDF agiscono per eliminare le minacce ai civili dello Stato di Israele".
Katz: "L'Iran colpisce luoghi popolati intenzionalmente"
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, è in questo momento in visita nel luogo colpito ieri sera da un missile con una testata esplosiva di 450 kg su Arad, nel sud del Paese, dove sono rimasti feriti circa 175 civili. "Il regime iraniano colpisce intenzionalmente i centri abitati per spingere la popolazione israeliana a fare pressione sul governo affinché ponga fine alla guerra. Ma questo non succederà. Il fronte della popolazione israeliana è forte", ha dichiarato Katz.
Netanyahu: "Noi rispondiamo al regime, non contro i civili"
Israele "sta rispondendo con grande forza" nei riguardi dell'Iran, ma "non contro i civili" bensì "contro il regime": è quanto affermato dal premier israeliano, Benjamin Netanyahu, rispondendo ai cronisti durante la sua visita ad Arad. "Stiamo andando dietro il Cgri (il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica), questa gang criminale, e li stiamo colpendo personalmente: i loro leader, le loro installazioni, i loro asset economici. Li stiamo colpendo molto duramente", ha aggiunto. "Abbiamo definito due obiettivi chiari — ha proseguito Netanyahu — "uno è distruggere completamente il loro programma nucleare, distruggere completamente il loro programma missilistico, distruggere completamente la loro capacità di produrre componenti per entrambi i programmi". L'altro, ha aggiunto, è invece quello di "creare le condizioni perché il popolo iraniano possa rovesciare questa tirannia che li ha tormentati", un obiettivo che il premier israeliano "spera di raggiungere".
Netanyahu: "L'Iran ha provato ad essere un pericolo per il mondo"
"Se volete la prova che l'Iran mette in pericolo il mondo intero, le ultime 48 ore ve l'hanno fornita". Lo ha detto il il premier israeliano Benjamin Netanyahu in visita ad Arad. "Hanno lanciato un missile balistico intercontinentale contro Diego Garcia. Si tratta di una gittata di 4.000 chilometri. L'ho sempre detto. Ora hanno la capacità di raggiungere zone profonde dell'Europa". E ancora: "Di quali altre prove avete bisogno per convincervi che questo regime, che minaccia il mondo intero, debba essere fermato?".
Israele ordina di accelerare la demolizione di case al confine
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha riferito in una nota di aver ordinato alle forze armate di accelerare le demolizioni delle abitazioni libanesi "sulla linea del fronte". Lo riferiscono i media israeliani.
Netanyahu: "I leader mondiali si uniscano alla lotta contro Teheran"
Israele e gli Stati Uniti stanno lavorando per il bene del mondo intero: il regime iraniano deve essere fermato". Ma per raggiungere questo obiettivo ''è giunto il momento di chiedere ai leader mondiali di unirsi a noi''. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu parlano ai media da Arad e Dimona, dove è caduto un missile lanciato dall'Iran.
''Sono lieto di constatare che alcuni di loro si stanno muovendo in questa direzione, ma è necessario fare di più", ha detto riferendosi ai leader mondiali che si sono uniti all'operazione militare lanciata da Stati Uniti e Israele contro l'Iran lo scorso 28 febbraio.

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Il Papa: "Sgomento per il Medio Oriente, non possiamo restare in silenzio"
"Continuo a seguire con sgomento la situazione in Medio Oriente, così come in altre regioni del mondo lacerate dalla guerra e dalla violenza. Non possiamo rimanere in silenzio di fronte alla sofferenza di così tante persone, vittime inermi di questi conflitti. Ciò che li ferisce, ferisce l'intera umanità". Lo ha detto il Papa all'Angelus.
Netanyahu visita Arad: "Siamo tutti al fronte, restate nei rifugi"
"Se tutti fossero stati nei rifugi non ci sarebbero stati feriti". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in visita questa mattina a Arad aggiungendo: "Tutto il popolo è al fronte in questa battaglia."Tutto il popolo è al fronte in questa battaglia. Stiamo infliggendo un duro colpo al nemico e continuiamo a colpire. Vi prego fratelli e sorelle entrate negli spazi protetti". Vi prego fratelli e sorelle entrate negli spazi protetti". Ben 175 persone sono rimaste ferite ieri sera negli attacchi iraniani alle città israeliane meridionali di Dimona e Arad, 11 delle quali in modo grave, dopo che la difesa aerea israeliana non è riuscita a intercettare dei missili balistici iraniani.
Qatar, morte tutti e 7 le persone a bordo di un elicottero: 3 erano turchi
Sono stati ritrovati morti tutti e sette i membri dell'equipaggio dell'elicottero schiantatosi nelle acque territoriali del Qatar in seguito a quello che Doha ha definito un "guasto tecnico". Lo riferisce il ministero della Difesa di Ankara, che ha confermato la presenza a bordo di tre cittadini turchi, un militare e due contractor dell'agenzia di sicurezza privata Aselsan. Le altre quattro vittime erano membri delle forze armate del Qatar.
Attacco su Tel Aviv: "15 feriti, uno è grave"
Quindici persone sono rimaste ferite nell'attacco missilistico iraniano contro il centro di Israele: uno di loro, un uomo di 53 anni, è in gravi condizioni mentre il resto è stato ferito in modo lieve. Lo ha reso noto il Magen David Adom, il servizio di emergenza israeliano. Lo scrive il Times of Israel. Il missile balistico era dotato di una testata a grappolo, che ha disperso le bombe su una vasta area. I feriti sono stati trattati nell'ospedale di Tel Aviv Sourasky Medical Center - Ichilov.
Idf: "Oltre 400 missili lanciati da Teheran, intercettato il 92%"
Dall’inizio del conflitto, Teheran ha lanciato oltre 400 missili balistici contro Israele, con un tasso di intercettazione superiore al 90%. Lo ha dichiarato il portavoce dell’esercito israeliano, Nadav Shoshani, spiegando che "l’Iran ha lanciato oltre 400 missili balistici" e che "abbiamo registrato tassi di intercettazione molto elevati, pari a circa il 92%".
Secondo le autorità israeliane, alcuni missili iraniani hanno colpito ieri le città di Dimona e Arad, nel sud del Paese, provocando circa 175 feriti che hanno richiesto cure mediche.
Iran: "Navi a Hormuz devono pagare un pedaggio di 2 milioni di dollari"
Alcune delle navi che transitano nello Stretto di Hormuz sono soggette al pagamento di una "tassa di 2 milioni di dollari": lo ha sostenuto il deputato iraniano Alaeddin Boroujrdi alla tv di Stato iraniana, riferisce la Bbc. Nello Stretto si sta imponendo un "nuovo regime di governo" e "la guerra ha dei costi", ha detto il politico, aggiungendo che ciò dimostra "l'autorità e il diritto di cui gode la Repubblica Islamica dell'Iran". La Bbc precisa di non essere in grado di verificare in modo indipendente l'affermazione del parlamentare iraniano riguardo al pedaggio.
Katz: "Ordinata la distruzione di tutti ponti sul fiume Litani in Libano"
Il ministro della Difesa israliano Israel Katz ha ordinato di "distruggere immediatamente tutti i ponti sul fiume Litani utilizzati per attività terroristiche, al fine di impedire il passaggio verso sud di terroristi e armi di Hezbollah". L'annuncio dell'ordine, dato insieme al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, arriva dopo che le Idf hanno annunciato che bombarderanno un altro ponte sul fiume Litani, "a causa delle attività di Hezbollah e del trasferimento di terroristi nel Libano meridionale, mascherati da civili".
Sirene udite nel centro di Israele, allarme a Tel Aviv
Le sirene d'allarme risuonano nel centro di Israele a seguito di un attacco missilistico balistico iraniano. Gli allarmi sono concentrati principalmente intorno a Tel Aviv e alle aree a nord e a est della città. Lo scrive in Times of Israel.
Iran: "Abbiamo attaccato Israele con droni Arash-2 da 2mila km di gittata"
L'Iran avrebbe utilizzato droni di nuova generazione negli ultimi attacchi contro Israele: lo riferisce l'agenzia Tasnim, affiliata ai Pasdaran, che cita il generale Mohammad Akraminia, portavoce dell'Esercito. "La maggior parte dei droni che abbiamo impiegato erano modelli Arash-2, più avanzati e distruttivi rispetto ai droni Kian e Arash-1. Hanno un'autonomia di 2.000 chilometri". "La sezione radar di questo drone è molto ridotta, può facilmente eludere i sistemi radar nemici ed è molto difficile da individuare", ha evidenziato, precisando che grazie alla sua elevata autonomia di volo e al suo prezzo molto contenuto rispetto ad altri droni e ai missili difensivi lanciati contro di esso, "questo drone risulta economicamente vantaggioso". Il portavoce ha riferito che i droni hanno colpito l'aeroporto Ben-Gurion di Tel Aviv "punto di raccolta delle autocisterne di carburante", e quindi obiettivo militare perché sede di siti di stoccaggio e manutenzione. Al momento non ci sono conferme sull'attacco.
Teheran: "Danni estesi ad infrastrutture idriche ed energetiche"
Le infrastrutture idriche ed energetiche iraniane hanno subito ingenti danni a causa degli attacchi statunitensi e israeliani. Lo ha dichiarato a Isna il ministro dell'Energia del Paese, Abbas Aliabadi. "Le infrastrutture idriche ed elettriche vitali del Paese hanno subito gravi danni a seguito di attacchi terroristici e informatici da parte degli Stati Uniti e del regime sionista", ha affermato il ministro, "gli attacchi hanno preso di mira decine di impianti di trasmissione e trattamento dell'acqua e distrutto parti di reti idriche cruciali". Sono in corso gli interventi per riparare i danni. Ore fa il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di colpire le centrali elettriche iraniane se il Paese non riaprira' lo strategico Stretto di Hormuz entro 48 ore.
Bahrein, intercettati 246 droni e 145 missili iraniani da inizio guerra
Le forze di difesa del Bahrein hanno affermato di aver intercettato e distrutto 246 droni e 145 missili provenienti dall'Iran dall'inizio della guerra, lo scorso 28 febbraio. Lo si legge in una nota condivisa su 'X'.
Il Bahrein, stretto alleato degli Stati Uniti, ospita la quinta flotta della Marina statunitense e il comando navale regionale americano, il che lo rende un obiettivo strategicamente importante.
Il Papa: "Gli occhi smarriti dei bimbi di fronte alla guerra ci convertano"
"Essere come bambini non è tornare indietro, ma custodire una chiave per vedere l'"essenziale di ogni cosa, per trovare risposte sorprendenti anche alle domande più difficili. Forse solo guardando gli occhi smarriti dei bambini di fronte alla barbarie della guerra possiamo convertirci. Reimparare a guardarci negli occhi e a guardare il mondo con occhi puri". Lo scrive Papa Leone XIV in un messaggio per i trenta anni di Popotus, l'inserto settimanale dedicato ai bambini.

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Media: "Teheran nega attacco a base Usa-Gb Diego Garcia"
Un alto funzionario iraniano, consultato da Al Jazeera, ha negato la responsabilità di Teheran nell'attacco missilistico alla base militare britannico-statunitense nell'arcipelago delle Chagos, nell'Oceano Indiano. L'operazione aveva suscitato molta attenzione in quanto la base, utilizzata dagli Usa per gli attacchi alla Repubblica Islamica, si trova a 4 mila chilometri dall'Iran, il doppio della gittata massima che, secondo il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, avrebbe l'arsenale balistico di Teheran.
L'Iran pone sei condizioni per la fine della guerra
L'Iran ha posto sei condizioni per porre fine alla guerra con gli Stati Uniti e Israele: la garanzia che il conflitto non si ripeta, la chiusura delle basi militari statunitensi nella regione, il pagamento di un risarcimento all'Iran, la fine della guerra contro tutti i gruppi regionali affiliati all'Iran, l'attuazione di un nuovo regime giuridico per lo Stretto di Hormuz e il perseguimento penale e l'estradizione degli operatori dei media anti-iraniani. Lo riferisce l'agenzia Tasnim, emanazione dei Pasdaran.
Decapitare il regime, dove porta la strategia di Usa e Israele in Iran
L'assunto alla base dell'azione di Stati Uniti e Israele è che eliminando i leader del regime, si possa rimuovere il regime stesso. Ma quello iraniano si sta dimostrando resiliente, e invece che fare passi indietro, appare più sanguinario e intransigente nei confronti di una trattativa.
Decapitare il regime, dove porta la strategia di Usa e Israele in Iran
Vai al contenutoQatar, elicottero caduto in mare: 6 morti e un disperso
Sono stati recuperati i corpi senza vita di sei delle sette persone a bordo dell'elicottero schiantatosi nelle acque territoriali del Qatar. Lo riferisce il ministro dell'Interno di Doha. I soccorritori sono alla ricerca del disperso. In precedenza Al Jazeera aveva riportato che l'incidente era stato causato da un guasto tecnico.
Iraq, 8 attacchi contro centro diplomatico Usa nello scalo di Baghdad
Otto attacchi notturni hanno preso di mira un centro diplomatico e logistico statunitense all'aeroporto internazionale di Baghdad. Lo riferisce un funzionario della sicurezza iracheno precisando che gli attacchi "sferrati fino all'alba con razzi e droni, hanno preso di mira il centro statunitense", e che "alcuni razzi sono caduti nei pressi della base". Una fonte della polizia ha riferito che è stato rinvenuto un lanciarazzi in un quartiere di Baghdad vicino all'aeroporto.
Hezbollah rivendica l'attacco di Misgav Am con una vittima
Hezbollah rivendica di aver attaccato soldati israeliani a Misgav Am, nel nord di Israele. Secondo i soccorritori, un colpo di razzi lanciato dal Libano ha causato la morte di una persona. In una dichiarazione, il gruppo ha affermato che i suoi combattenti hanno preso di mira "un assembramento di soldati nemici israeliani" a Misgav Am "con un lancio di razzi", uno di una serie di attacchi rivendicati contro le truppe israeliane nel nord di Israele e nel sud del Libano. Si tratta della prima vittima israeliana causata da colpi di razzi provenienti dal Libano dall'inizio degli scontri con Hezbollah il 2 marzo.
Iran, quali navi passano ancora da Hormuz e dove sono dirette?
Il blocco dello Stretto di Hormuz, imposto dalle forze iraniane dopo l'inizio del conflitto dello scorso 28 febbraio, ha ridotto quasi completamente il traffico marittimo. Riescono a passare quasi esclusivamente mercantili e petroliere battenti bandiera di Teheran. Ecco i dati e come si stanno organizzando i vari Paesi.
Iran, quali navi passano ancora da Hormuz e dove sono dirette?
Vai al contenutoIran, sottomarino nucleare Gb arrivato nel Mar Arabico
Il sottomarino a propulsione nucleare britannico HMS Anson è arrivato nel Mar Arabico. Lo riporta il Daily Mail ricordando che il sottomarino ha lasciato la città australiana di Perth il 6 marzo. Si ritiene che il sottomarino si stia posizionando nella parte settentrionale del Mar Arabico, in un'area vicino allo Stretto di Hormuz. Il sottomarino è dotato di missili da crociera Tomahawk Block IV per l'attacco a obiettivi terrestri, con una gittata di circa 1.600 chilometri, e siluri pesanti Spearfish. Questo permette al Regno Unito di effettuare attacchi di precisione a lungo raggio.
Media iraniano: "Se attaccate le nostre centrali l'intera regione sarà al buio"
Dopo l'ultimatum di Donald Trump alla Repubblica Islamica (48 ore di tempo per riaprire lo Stretto di Hormuz o le centrali elettriche iraniane saranno essere prese di mira), l'agenzia di stampa iraniana Mehr ha minacciato che anche un attacco limitato alle infrastrutture elettriche iraniane farebbe precipitare l'intera regione nell'oscurità. Lo riporta il media d'opposizione iraniana basato a Londra, Iran International. "Dite addio all'elettricità", ha scritto l'organo di informazione affiliato allo Stato, affermando che "con il minimo attacco" alle infrastrutture energetiche della Repubblica Islamica, "l'intera regione piomberà nell'oscurità". Mehr ha anche pubblicato una mappa delle principali centrali elettriche nei Paesi del Golfo Persico, inclusi siti negli Emirati Arabi Uniti, in Arabia Saudita, in Qatar e in Kuwait, affermando che dal 70% all'80% delle principali centrali elettriche della regione sono costruite lungo la costa del Golfo Persico e si trovano nel raggio d'azione dei missili iraniani.
Araghchi sente omologo dell'Oman, focus sugli ultimi sviluppi
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo omanita, Badr Albusaidi, per discutere gli ultimi sviluppi della guerra con Stati Uniti e Israele. Lo riporta l'agenzia di stampa Irna spiegando che Araghchi ha illustrato il punto di vista dell'Iran sugli ultimi sviluppi nella regione, mentre Albusaidi ha rivolto i suoi auguri per l'Eid al-Fitr e il Capodanno persiano, Newroz.
"I due ministri degli Esteri hanno sottolineato la necessità di proseguire le consultazioni tra le parti", ha riferito l'Irna. L'Oman ha svolto un ruolo determinante nella mediazione dei colloqui tra Stati Uniti e Iran prima della guerra e aveva detto di aver compiuto progressi significativi prima dell'inizio degli attacchi.
Teheran: "Lo Stretto di Hormuz è chiuso solo per i nostri nemici"
L'Iran si è detto pronto a cooperare con l'Organizzazione Marittima Internazionale per migliorare la sicurezza marittima e proteggere i marittimi nel Golfo, ha dichiarato il rappresentante iraniano presso l'agenzia delle Nazioni Unite. Ali Mousavi ha affermato che lo Stretto di Hormuz rimane aperto a tutte le navi, ad eccezione di quelle legate ai "nemici dell'Iran", aggiungendo che il passaggio attraverso lo canale è possibile grazie al coordinamento delle misure di sicurezza con Teheran, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr citata da Al Jazeera. "La diplomazia rimane la priorità dell'Iran. Tuttavia, una completa cessazione dell'aggressione, così come la fiducia reciproca, sono ancora più importanti", ha dichiarato Mousavi, aggiungendo che gli attacchi israeliani e statunitensi contro l'Iran sono alla "radice dell'attuale situazione nello Stretto di Hormuz".

Teheran: "Attaccheremo siti energetici Usa se colpiscono i nostri"
Le forze armate iraniane hanno annunciato che, se gli americani colpiranno le infrastrutture energetiche e di approvvigionamento di carburante della Repubblica islamica, "tutte le infrastrutture energetiche appartenenti agli Stati Uniti nella regione saranno attaccate". Così le forze armate di Teheran hanno risposto all'ultimatum del presidente statunitense Donald Trump sullo Stretto di Hormuz.
I militari iraniani hanno inoltre minacciato di attaccare le infrastrutture informatiche e gli impianti di desalinizzazione.
Guerra Iran, Katz annuncia un’escalation imminente. VIDEO
Media Israele, una vittima in un attacco vicino al confine col Libano
Una persona è rimasta uccisa in un presunto attacco con missili anticarro nella comunità israeliana di confine settentrionale di Misgav Am, vicino alla Blu Line che divide Israele dal Libano, secondo quanto riferito dai soccorritori. Lo riporta il Times of Israel. Il servizio di primo soccorso Magen David Adom afferma che due veicoli hanno preso fuoco e che un corpo è stato estratto da uno di essi. Le Forze di difesa israeliane stanno indagando sull'apparente attacco di Hezbollah dal Libano. L'esercito afferma di aver identificato colpi provenienti dal Libano e diretti verso la comunità di confine. "Ci sono danni e vittime. L'incidente è sotto indagine", si legge in un breve comunicato.
Iran, Tokyo invierebbe soldati per sminare Hormuz dopo la tregua
Il Giappone è disposto a inviare truppe per lo sminamento dello Stretto di Hormuz una volta che saranno cessate le ostilità tra Usa, Israele e Iran. Lo ha dichiarato a Fuji Tv il ministro degli Esteri nipponico, Toshimitsu Motegi. "Se le mine costituiscono un ostacolo per la navigazione, la possibilità dovrà essere considerata", ha spiegato Motegi.
Iran, Teheran aumenta la gittata dei missili balistici: cosa sappiamo
Il lancio di due missili balistici contro la base congiunta anglo-americana sull'isola di Diego Garcia, nell'Oceano Indiano, a 3.810 chilometri dall'Iran, sembra smentire le parole del ministro degli Esteri Abbas Araghchi il quale - il mese scorso - aveva affermato che il Paese ha deliberatamente limitato la gittata delle proprie armi a 2.000 km. Teheran ha invece dato dimostrazione di poter minacciare obiettivi fino a 4.000 chilometri dal proprio territorio, un raggio d'azione che tocca buona parte dell'Europa, Italia compresa, come sottolineato dal capo di stato maggiore dell'Idf Eyal Zamir: "Berlino, Parigi e Roma, e sono tutte a portata di tiro diretta".
Iran, Teheran aumenta la gittata dei missili balistici: cosa sappiamo
Vai al contenutoIdf: "Eliminati 10 terroristi di Hezbollah, trovate armi"
"I soldati dell'Idf hanno eliminato più di dieci terroristi di Hezbollah che rappresentavano una minaccia immediata per le nostre forze". Lo comunicano le forze armate israeliane attraverso il loro canale Telegram, dove spiegano che "la 36sima Divisione continua le operazioni di terra mirate verso obiettivi chiave nel Libano meridionale" con "raid mirati contro diverse strutture militari di Hezbollah" dove sono stati rinvenute "ingenti quantità di armi".
Trump minaccia: "Attacchi a basi energetiche Iran se Stretto di Hormuz non riapre". VIDEO
Sale a 175 il bilancio di feriti ad Arad e Dimona
Il bilancio dei feriti ad Arad e Dimona a seguito degli attacchi missilistici iraniani di ieri è di 175 persone. Il centro medico Soroka ha riferito che ad Arad i feriti sono 115, di cui nove in gravi condizioni. A Dimona, i feriti sono 60, tra cui un ragazzino di 12 anni in gravi condizioni.
Iran, attacco con droni nella base vicina all'aeroporto di Baghdad
L'Iran ha compiuto un attacco con droni nella base militare vicina all'aeroporto di Baghdad. Lo riporta l'agenzia di stato Irna spiegando che la "base militare, situata vicino l'aeroporto internazionale di Baghdad, è stata di nuovo bersaglio di attacchi con droni". Secondo quanto riferito dall'agenzia, l'obiettivo sarebbe stato un compound che in passato era utilizzato dall'esercito americano.
Iran: colpiti più siti a Holon in Israele, tra cui una scuola
Diversi siti hanno subito danni a Holon per un attacco iraniano con bombe a grappolo. Colpita anche una scuola in città. Holon fa parte dell'area metropolitana a sud di Tel Aviv. I servizi di soccorso israeliani hanno riferito che al momento non sono pervenute segnalazioni di vittime o feriti.
Iran: media, sottomarino nucleare Gb è nel mar Arabico
Un sottomarino britannico a propulsione nucleare, equipaggiato con missili da crociera Tomahawk, ha preso posizione nel Mar Arabico, conferendo alla Gran Bretagna la capacita' di lanciare attacchi a lungo raggio qualora il conflitto regionale dovesse intensificarsi. Lo scrive il 'Daily Mail'. Reuters non è in grado di verificare immediatamente la notizia. Il Ministero della Difesa britannico non ha risposto immediatamente alla richiesta di commento di Reuters. Secondo il 'Daily Mail', la HMS Anson, armata con missili Tomahawk Block IV e siluri Spearfish, ha lasciato Perth all'inizio di questo mese e ha percorso circa 5.500 miglia per raggiungere la regione. Il sottomarino emerge periodicamente per comunicare con il quartier generale congiunto permanente del Regno Unito a Northwood, dove qualsiasi ordine di lancio verrebbe autorizzato dal primo ministro e trasmesso dal capo delle operazioni congiunte, aggiunge la notizia.
Iran: nave colpita negli Emirati
L'Agenzia britannica per le operazioni marittime del Regno Unito (UKMTO) ha riferito che una nave è stata colpita da "armi non identificate" a circa 28 chilometri a nord della città di Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti. L'agenzia ha aggiunto che non ci sono state vittime tra i membri dell'equipaggio.
Iran: tre missili contro Riad, uno intercettato 2 in aree vuote
Il Ministero della Difesa saudita ha annunciato che tre missili balistici sono stati lanciati contro la capitale Riad, uno dei quali e' stato intercettato e due sono esplosi in aree aperte.
Iran: sale a 175 bilancio feriti ad Arad e Dimona
Il bilancio dei feriti ad Arad e Dimona a seguito degli attacchi missilistici iraniani di ieri è di 175 persone. Il centro medico Soroka ha riferito che ad Arad i feriti sono 115, di cui nove in gravi condizioni. A Dimona, i feriti sono 60, tra cui un ragazzino di 12 anni in gravi condizioni.
Emirati Arabi, rispondiamo al lancio di missili e droni dall'Iran
Gli Emirati Arabi Uniti hanno reso noto che stanno rispondendo al lancio di attacchi aerei da parte dell'Iran. "Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti - ha spiegato il ministero della Difesa in una nota - stanno rispondendo alle minacce missilistiche e di droni in arrivo dall'Iran". Secondo il portavoce al momento sarebbero stati intercettati e distrutti tre droni nell'area orientale del Paese.
Idf, attacchi nel cuore di Teheran
In una breve nota diffusa tramite il canale Telegram, le Forze di Difesa Israeliane hanno annunciato che sono in corso attacchi "contro obiettivi del regime iraniano nel cuore di Teheran".
Iran risponde a Trump: pronti a colpire infrastrutture energetiche Usa
L'esercito iraniano ha annunciato che prenderà di mira le strutture energetiche e gli impianti di desalinizzazione dell'acqua nella regione se Donald Trump metterà in pratica le minacce di distruggere le centrali elettriche iraniane. "Se le infrastrutture petrolifere ed energetiche dell'Iran saranno attaccate dal nemico - afferma alla Fars il portavoce del comando operativo dell'esercito, Khatam al-Anbiya -, tutte le infrastrutture energetiche, informatiche e di desalinizzazione dell'acqua appartenenti agli Usa e al regime nella regione saranno prese di mira".