Nato, Der Spiegel: “Usa pronti a tagliare bombardieri, caccia e sottomarini”

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Secondo il settimanale tedesco, in un incontro riservato a Bruxelles gli alti funzionari alleati sono stati informati dall'inviato di Hegseth sul piano di Washington: previsto un taglio "significativo" di bombardieri strategici e una "riduzione di un terzo dei caccia". Non sarebbero più forniti sottomarini e droni da ricognizione e si assisterebbe a un taglio "notevole di quelli armati”. Gli Stati Uniti "intendono mantenere la deterrenza nucleare in Europa”

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Gli Usa sono intenzionati a ridurre drasticamente il proprio contributo militare alla Nato con un taglio "significativo" di bombardieri strategici e una "riduzione di un terzo dei caccia". Non sarebbero più forniti sottomarini e droni da ricognizione mentre si assisterebbe ad un taglio "notevole di quelli armati". Le indiscrezioni sono riportate da Der Spiegel che riferisce di un incontro sul tema, alla fine della scorsa settimana, in cui l'inviato del capo del Pentagono Pete Hegseth ha informato alti funzionari degli alleati presso il quartier generale dell'Alleanza. Gli Stati Uniti "hanno chiarito che intendono mantenere la deterrenza nucleare in Europa nell'ambito della Nato. Per contro, gli europei dovrebbero farsi carico in gran parte da soli della difesa convenzionale del continente”.

La lista del disimpegno

Gli Stati Uniti intendono ridurre le capacità militari messe a disposizione della Nato in caso di crisi, tagliando il numero di caccia, bombardieri strategici, sottomarini, navi da guerra e aerei destinati all’alleanza. Nel briefing riservato a Bruxelles è stato fatto il punto. Secondo il settimanale tedesco, Washington punta a dimezzare il numero di bombardieri strategici disponibili per la Nato. Il numero di jet da combattimento statunitensi verrebbe invece "ridotto fino a un terzo". Gli Stati Uniti prevedono anche di mettere a disposizione meno cacciatorpediniere della Marina militare e non intendono più fornire sottomarini all’alleanza. L’Europa sarebbe poi costretta a dotarsi autonomamente di droni da ricognizione, mentre Washington sarebbe pronta a ridurre anche la disponibilità di modelli armati.

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Prosegue lo scontro con Trump

L'indiscrezione arriva in una fase di tensione senza precedenti all’interno della Nato. Donald Trump ha più volte criticato gli alleati europei per le spese militari - considerate insufficienti - e aveva già promesso il ritiro di migliaia di soldati americani dal continente, in particolare dalla Germania. Da tempo gli Stati Uniti chiedono una ridistribuzione degli oneri militari nell'Alleanza e quindi a Bruxelles la comunicazione del funzionario del Pentagono Alexander Velez-Green era attesa, ma - sottolinea lo Spiegel - "non con tagli di questa ampiezza". Nel sistema Nato di condivisione degli oneri ("burden sharing") in vigore finora, gli Usa fornivano circa la metà delle capacità militari, ora invece chiedono una loro ridistribuzione ("burden shifting"). Gli Stati Uniti vogliono ridurre il loro impegno per il "Nato Force Model", modello concordato nel 2022 dopo l'invasione dell'Ucraina. 

Cosa succede ora

Il messaggio dell'amministrazione Trump è stato inequivocabile: secondo Velez-Green, gli alleati sono chiamati a colmare le lacune del disimpegno americano il più rapidamente possibile. Gli Stati Uniti, è stata la sua linea, sono pronti a cooperare strettamente con tutti i partner Nato che agiranno rapidamente. Parole che alcuni presenti alla riunione - riferisce il media tedesco citando alcune fonti - hanno interpretato come una minaccia indiretta. Gli europei, secondo la ricostruzione, sarebbero chiamati a dare una risposta entro il prossimo incontro a inizio giugno, in occasione della cosiddetta Force Sourcing Conference. Per allora, gli Stati Uniti si aspettano offerte su quali Paesi possano intervenire, in quali settori e quando. Infine, per fonti militari citate da Spiegel, con questa riduzione Washington vorrebbe soprattutto ottenere una maggiore flessibilità nel caso si complicasse la situazione nell'Indo-Pacifico. 

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