Il presidente Usa ha annunciato il rinvio degli attacchi alle infrastrutture energetiche e un'intesa con Teheran, sostenendo che l'Iran avrebbe "rinunciato all'atomica". Ghalibaf nega: "Nessun negoziato con gli Usa, fake news per manipolare mercati". Secondo Axios i mediatori stanno cercando di organizzare un incontro in settimana a Islamabad fra il presidente del parlamento iraniano Ghalibaf e gli inviati americani Witkoff e Kushner. Intanto l'Idf continua i raid: "Colpito comando centrale Pasdaran a Teheran"
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I Paesi che stanno mediando fra Stati Uniti e Iran tentano di organizzare in settimana a Islamabad un incontro tra il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner. Lo riporta Axios, sottolineando che anche il vice presidente JD Vance potrebbe essere all'incontro. Ghalibaf però in un post su X ha bollato come false le parole di Donald Trump sui colloqui in corso tra le parti: "Notizie false vengono utilizzate per manipolare i mercati finanziari e petroliferi e per uscire dal pantano in cui sono intrappolati Stati Uniti e Israele".
Parlando con i giornalisti prima di partire per Memphis Donald Trump ha precisato che è stato trovato l'accordo con Teheran su 15 punti: tra questi, l'Iran avrebbe accettato di non avere l'arma nucleare. Il presidente Usa ha dichiarato di aver dato istruzioni all'esercito statunitense di rinviare "tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane" in seguito a due giorni di "conversazioni molto positive e produttive" con l'Iran. Nonostante gli annunci di Trump, Israele non si ferma e lancia raid su Teheran: colpito un comando centrale dei Guardiani della Rivoluzione situato all'interno di un'infrastruttura civile.
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'Usa valutano presidente del Parlamento iraniano come potenziale leader'
L'amministrazione Trump valuta "con discrezione" il presidente del Parlamento iraniano come potenziale partner e persino futuro leader sostenuto dagli Stati Uniti dopo un accordo. Mohammad Bagher Ghalibaf, 64 anni, ha ripetutamente minacciato gli Usa e i loro alleati di ritorsioni, ma è considerato, almeno da alcuni esponenti all'interno della Casa Bianca, un partner praticabile, in grado di guidare l'Iran e negoziare con gli Usa nella prossima fase del conflitto. Lo riferiscono due funzionari dell'amministrazione Trump a Politico. "È un candidato promettente. Ma dobbiamo valutarli attentamente e non possiamo avere fretta", ha detto un funzionario precisando che non è stata ancora presa alcuna decisione.
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Guerra Iran, Trump ferma i raid e annuncia negoziati con Teheran. LIVE
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Iran, quali navi passano ancora da Hormuz e dove sono dirette?
Il blocco dello Stretto di Hormuz, imposto dalle forze iraniane dopo l'inizio del conflitto dello scorso 28 febbraio, ha ridotto quasi completamente il traffico marittimo. Riescono a passare quasi esclusivamente mercantili e petroliere battenti bandiera di Teheran. Ecco i dati e come si stanno organizzando i vari Paesi.
Iran, quali navi passano ancora da Hormuz e dove sono dirette?
Vai al contenutoIran: intercettati missili iraniani su cielo Haifa
Sono stati intercettati dei missili iraniani sul cielo di Haifa, in Israele. Lo riportano i media regionali.
Jessica Foster, la soldatessa Usa con un milione di follower non esiste: è creata con l’Ia
Alcune foto la ritraevano accanto a un caccia F-22 Raptor. Altre in tuta mimetica nel deserto. E ancora, altre immagini la vedevano accanto al presidente Donald Trump il primo giorno degli attacchi contro l'Iran. Jessica Foster è stata, per qualche tempo, la perfetta, patriottica ragazza Maga (lo slogan "make America great again"). Peccato che fosse tutto falso. Jessica - nonostante avesse collezionato milioni di follower sui social network - non è mai esistita. Come scrive anche il Washington Post, secondo diversi esperti è stata probabilmente creata da un generatore di immagini basato sull'intelligenza artificiale. Ma come è potuto succedere?
Jessica Foster, la soldatessa Usa star dei social in realtà non esiste
Vai al contenutoWp, obiettivo Trump Stretto Hormuz non piu' cambio regime
La riapertura dello Stretto di Hormuz - snodo cruciale per le forniture energetiche globali - e' emersa come l'obiettivo prioritario per la fine della guerra in Iran, mentre appare sempre meno probabile il raggiungimento di obiettivi inizialmente ipotizzati, come il rovesciamento del regime iraniano o l'eliminazione definitiva della capacità nucleare di Teheran. Lo riporta il Washington Post citando funzionari americani. Secondo le stesse fonti, sottrarre all'Iran il controllo dello stretto permetterebbe a Washington di avviare una de-escalation rivendicando un successo, contenere la crisi energetica globale e ridurre la capacità deterrente iraniana in vista di eventuali futuri attacchi.
Gb: oltre 260 agenti in piu' a Londra a tutela comunità ebraica
Circa 264 agenti di polizia aggiuntivi saranno dispiegati a Londra per proteggere la comunita' ebraica dopo un attacco incendiario contro quattro ambulanze di volontari gestite da un'organizzazione ebraica. Lo ha annunciato il capo della Metropolitan Police, Mark Rowley. Gli agenti saranno mobilitati immediatamente, affiancando le forze già presenti sul territorio e "ulteriori pattuglie armate altamente visibili", ha dichiarato Rowley intervenendo alla cena annuale del Community Security Trust, organizzazione che monitora l'antisemitismo nel Regno Unito. "Il nostro obiettivo è ridurre la minaccia, colpire i responsabili e fermare ulteriori attacchi", ha aggiunto, illustrando una serie di misure di sicurezza rafforzate.
Politico, Usa valutano Ghalibaf come possibile leader
L'amministrazione del presidente Donald Trump sta valutando discretamente lo speaker del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, come possibile interlocutore - e persino come figura di riferimento futura - nel quadro di un possibile negoziato con Teheran. Secondo fonti dell'amministrazione citate in forma anonima da Politico, Ghalibaf, 64 anni, è considerato da alcuni alla Casa Bianca un partner "praticabile" per guidare l'Iran e negoziare nella prossima fase del conflitto. Tuttavia, Washington non intende puntare su un solo nome e sta "testando" diversi potenziali interlocutori alla ricerca di qualcuno disposto a un accordo. "E' una delle opzioni piu' forti, ma dobbiamo testarli e non possiamo avere fretta", ha affermato un funzionario. La ricerca di un interlocutore segnala il tentativo di trovare una via d'uscita dal conflitto, che ha scosso i mercati globali e spinto al rialzo i prezzi del petrolio. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha pero' sottolineato che si tratta di "discussioni diplomatiche sensibili". Trump ha lasciato intendere l'esistenza di contatti con figure "molto solide" all'interno dell'Iran e ha annunciato una pausa di cinque giorni nei raid contro infrastrutture energetiche iraniane per favorire i negoziati.
Rutte: "22 Paesi uniti per riaprire lo Stretto di Hormuz". VIDEO
Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha annunciato che 22 paesi, tra cui membri Nato e alleati come Giappone, Corea del Sud, Australia e gli Emirati Arabi Uniti, si sono coordinati per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. L'annuncio arriva dopo che il presidente Usa Donald Trump aveva minacciato di colpire le centrali iraniane.
Wp, 'improbabile raggiungere fine regime e stop nucleare in Iran'
I funzionari americani ritengono "improbabile" raggiungere obiettivi quali "il rovesciamento del regime teocratico iraniano e la messa fuori portata delle armi nucleari in modo permanente". Lo riporta il Washington Post, citando fondi vicine all'amministrazione Usa.
Fonti Cbs, almeno una dozzina di mine in Stretto Hormuz
Gli Stati Uniti ritengono che nello Stretto di Hormuz siano state posizionate almeno una dozzina di mine sottomarine, secondo valutazioni dell'intelligence americana citate da Cbs News. Funzionari statunitensi, che hanno parlato in forma anonima, indicano che si tratterebbe di mine iraniane dei modelli Maham 3 e Maham 7. Un altro funzionario ha tuttavia precisato che il numero sarebbe inferiore a dodici. Secondo le stesse fonti, la Maham 3 e' una mina navale ancorata dotata di sensori magnetici e acustici in grado di rilevare le navi senza contatto diretto e attivarsi a distanza ravvicinata. Piu' sofisticata la Maham 7, una mina compatta ad alto esplosivo progettata per posizionarsi sul fondale, che utilizza sensori acustici e magnetici tridimensionali per individuare bersagli come navi di medie dimensioni, mezzi da sbarco e piccoli sottomarini. Può essere rilasciata da navi, aerei o elicotteri, anche in acque relativamente basse, ed e' progettata per disperdere le onde sonar e sfuggire ai sistemi di rilevamento.
Il "segreto peggio custodito al mondo": il nucleare israeliano. VIDEO
Zelensky: "Sempre più prove aiuto intelligence Mosca all'Iran"
"Ci sono sempre più prove sul fatto che la Russia stia fornendo intelligence all'Iran. È evidentemente un'attività distruttiva che va fermata, perche' oltre alla destabilizzazione permette che la guerra si prolunghi". Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo discorso quotidiano di aggiornamento alla nazione.
Media: atteso incontro Vance-iraniani a Islamabad
È un atteso un incontro tra il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance (accompagnato dagli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner) con alcuni funzionari iraniani a Islamabad per i colloqui in vista di una cessazione del conflitto. Lo riferisce un funzionario pakistano citato dalla Reuters. Non è ancora chiaro quando dovrebbe tenersi l'incontro.
Trump: negoziati in corso, possibile accordo
Libano, Israele attacca il ponte di Qasmiyeh nel sud. VIDEO
Il 22 marzo due attacchi israeliani hanno danneggiato un ponte importante che collega il sud del Libano al resto del Paese. Si tratta infatti di una delle principali vie di collegamento tra il sud e il centro del Libano. Gli attacchi al ponte di Qasmiyeh sono avvenuti dopo che Israele ha ordinato alle sue forze armate di distruggere tutti i ponti sul fiume Litani e di intensificare la demolizione delle case vicino al confine meridionale. La distruzione di ponti e abitazioni segna una significativa escalation della campagna militare di Israele in Libano.
Cbs: "Intelligence Usa stima dozzina di mine in Stretto Hormuz"
Lo Stretto di Hormuz sarebbe attualmente disseminato da circa una dozzina di mine iraniane. Lo hanno riferito a Cbs funzionari statunitensi, sulla base di valutazioni di intelligence aggiornate che indicano la presenza di ordigni sottomarini lungo il passaggio strategico, vitale per il commercio globale. Le mine impiegate dall’Iran sarebbero di fabbricazione locale, del tipo Maham 3 e Maham 7 Limpet Mine. Un funzionario statunitense ha precisato che il numero effettivo potrebbe essere leggermente inferiore alla dozzina stimata.
Idf: "Nuovi raid su Beirut; missili da Teheran"
L'esercito israeliano ha annunciato nuovi attacchi su Beirut contro obiettivi di Hezbollah, poco dopo che il primo ministro Benjamin Netanyahu ha affermato che le operazioni contro il gruppo libanese proseguiranno. Nel frattempo è stato intercettato il lancio di missili dall'Iran contro il Sud di Israele.
Teheran: "Guerra finirà quando tutti danni risarciti e sanzioni rimosse"
"Non colpite le nostre infrastrutture. Se lo farete, non sarà più un occhio per un occhio; sarà una testa per un occhio, arti per un occhio". Questo l'avvertimento lanciato da Mohsen Rezaei, ex comandante dei Guardiani della Rivoluzione e membro del Consiglio per il Discernimento dell’Interesse dello Stato iraniano. "Sarete paralizzati e annegherete nel Golfo Persico. Gli ultimi giorni della salvezza americana stanno per finire", ha aggiunto alla tv di Stato riferendosi direttamente al presidente americano Donald Trump.
L’ufficiale ha precisato che "la guerra continuerà fino a quando tutti i danni non saranno risarciti, tutte le sanzioni economiche non saranno rimosse e non sarà ottenuta una garanzia che gli Stati Uniti non interferiranno negli affari dell’Iran. Questa è la decisione della nostra nazione, del nostro leader e delle nostre forze armate".
Antisemitismo, a Londra incendiate ambulanze volontari ebraici. VIDEO
Teheran: "Controllo su Hormuz senza dispiegare mine"
L'Iran mantiene il controllo dello Stretto di Hormuz e può garantirne la sicurezza "senza ricorrere al dispiegamento di mine". Lo dice il portavoce militare iraniano Ebrahim Zolfaghari secondo quanto riportano i media statali iraniani.
Iran, Teheran aumenta la gittata dei missili balistici: cosa sappiamo
Il lancio di due missili balistici contro la base congiunta anglo-americana sull'isola di Diego Garcia, nell'Oceano Indiano, a 3.810 chilometri dall'Iran, sembra smentire le parole del ministro degli Esteri Abbas Araghchi il quale - il mese scorso - aveva affermato che il Paese ha deliberatamente limitato la gittata delle proprie armi a 2.000 km. Teheran ha invece dato dimostrazione di poter minacciare obiettivi fino a 4.000 chilometri dal proprio territorio, un raggio d'azione che tocca buona parte dell'Europa, Italia compresa, come sottolineato dal capo di stato maggiore dell'Idf Eyal Zamir: "Berlino, Parigi e Roma, e sono tutte a portata di tiro diretta".
Iran, Teheran aumenta la gittata dei missili balistici: cosa sappiamo
Vai al contenutoSky Cube 23/03-Guerra Iran, c'è una svolta dietro l'angolo?
La guerra in Iran procede tra annunci, promesse e smentite. In uno scenario geopolitico complesso, si cerca la strada di un possibile dialogo tra i principali attori coinvolti. Una vera svolta è dietro l'angolo? Nello Sky Cube con Stefania Pinna c’è Liliana Faccioli Pintozzi, Caporedattrice Esteri.
Netanyahu sente Trump: "Tuteleremo nostri interessi in qualsiasi situazione"
"Oggi ho parlato con Trump. Lui ritiene che ci sia la possibilità di sfruttare i grandi successi dell'Idf e dell'esercito statunitense per realizzare gli obiettivi di guerra previsti dall'accordo, un accordo che tutelerà i nostri interessi vitali. Allo stesso tempo, continuiamo ad attaccare sia l'Iran che il Libano. Stiamo annientando il programma missilistico e nucleare e continuiamo a infliggere gravi danni a Hezbollah. Solo pochi giorni fa abbiamo eliminato altri due scienziati nucleari e la mano è ancora tesa. Tuteleremo i nostri interessi vitali in qualsiasi situazione". Lo ha dichiarato Benjamin Netanyahu in un video.
Qatar, con il conflitto in Medio Oriente va in crisi l’impero del gas
La guerra contro l’Iran, scatenata dagli attacchi di Stati Uniti e Israele, sta causando enormi ripercussioni economiche in tutta la regione mediorientale (e non solo). I Paesi del Golfo, colpiti ripetutamente da Teheran in queste settimane, stanno subendo gravi conseguenze. Tra questi, il Qatar sta pagando un prezzo molto alto. Ecco perché.
Qatar, con il conflitto in Medio Oriente va in crisi l’impero del gas
Vai al contenutoMedia: "Washington punta al 9 aprile per concludere la guerra"
Un funzionario israeliano ha affermato che Washington ha fissato il 9 aprile come data obiettivo per la fine della guerra, lasciando circa 21 giorni per la prosecuzione dei combattimenti e dei negoziati. Lo riporta la testata israeliana Ynet, aggiungendo che il funzionario ha affermato che i colloqui tra Iran e Stati Uniti dovrebbero svolgersi entro la fine di questa settimana in Pakistan e che Washington non ha aggiornato Israele sui contatti con il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. La fine della guerra entro tale data potrebbe consentire a Trump di visitare Israele nel giorno dell'Indipendenza (che quest'anno si celebra il 22 aprile) per ricevere il Premio Israele, ha concluso il funzionario.
Razzi dall'Iraq su base militare Usa in Siria
Razzi lanciati da Mosul (in Iraq) verso la base militare degli Stati Uniti nel nord-est della Siria. Lo riportano fonti di sicurezza irachene.
Bloomberg: “Voli Lufthansa per Dubai e Tel Aviv sospesi fino al 31 maggio”
I voli Lufthansa per Dubai e Tel Aviv sono sospesi fino al 31 maggio. I servizi per altre città (comprese Abu Dhabi, Beirut e Teheran) sono invece sospesi fino al 24 ottobre. La notizia è riportata da Bloomberg.
Lega araba condanna gli attacchi israeliani in Libano
Il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, ha condannato i continui attacchi israeliani contro il Libano, mirati a infrastrutture e ponti. Li considera - si legge in una nota - "una flagrante violazione della sovranità, della sicurezza e della stabilità del Libano, nonché una chiara violazione del diritto internazionale. Il portavoce del segretario generale, Jamal Rushdi, ha detto che "gli obiettivi di Israele sono ormai chiari: stabilire una zona cuscinetto nel Libano meridionale, frammentare il territorio libanese e sfollare la popolazione". Aboul Gheit ha affermato che è !responsabilità del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite porre fine immediatamente a questi attacchi, ribadendo la necessità che Israele rispetti il ;;diritto internazionale e le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, in particolare la Risoluzione 1701, e le attui integralmente". La Lega araba esprime preoccupazione per "il deterioramento della situazione in Libano a seguito dell'escalation delle tensioni", riaffermando "il suo sostegno agli sforzi compiuti dallo Stato libanese per mantenere la pace civile e affrontare le ripercussioni del peggioramento della crisi umanitaria".
Idf: "A Dimona e Arad non ha funzionato l'antimissile"
Un malfunzionamento del sistema di intercettazione aerea David's Sling ha permesso a due missili balistici iraniani di colpire il sud di Israele, ferendo decine di persone durante il fine settimana, come confermato lunedì dall'esercito. Le città di Dimona e Arad sono state colpite sabato sera; si ritiene che la prima ospiti l'arsenale nucleare israeliano non dichiarato. La maggior parte dei feriti è stata colpita da schegge o mentre si dirigeva verso i rifugi, secondo quanto riferito dai soccorritori israeliani. Diversi edifici sono stati danneggiati dagli attacchi. Il quotidiano e sito web finanziario israeliano Calcalist ha riportato per primo la notizia del malfunzionamento del sistema David's Sling, componente chiave dello scudo di difesa aerea multistrato di Israele, che avrebbe impedito l'intercettazione dei missili balistici iraniani in arrivo. L'esercito israeliano ha confermato che il malfunzionamento ha riguardato il sistema David's Sling, che prende il nome dalla figura biblica che uccise Golia. Operativo dall'aprile 2017, il sistema di difesa aerea è stato originariamente progettato per contrastare razzi pesanti e missili da crociera.
Axios: "Vance ha sentito Netanyahu su ipotesi accordo"
Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, e il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, hanno avuto oggi un colloquio telefonico nel quale hanno discusso degli sforzi per aprire un negoziato con Teheran. Lo riporta Axios citando una fonte informata. Secondo quanto riferito, i due leader hanno affrontato anche i possibili elementi di un accordo volto a porre fine al conflitto con l'Iran.
Premier Pakistan a Pezeshkian: "Pronti a promuovere dialogo"
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha avuto un colloquio con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, promettendogli l'aiuto di Islamabad per portare la pace nella regione. Sharif ha affermato di aver portato gli auguri a Pezeshkian per il capodanno persiano e di aver discusso anche della "grave situazione nella regione del Golfo, concordando sull'urgente necessità di de escalation, dialogo e diplomazia". In un post su X, ha affermato che anche il Pakistan si impegna a svolgere "un ruolo costruttivo nel promuovere la pace nella regione". Secondo fonti israeliane il Pakistan potrebbe ospitare eventuali colloqui tra Usa e Iran.
Governo Gb annuncia l'arrivo di una nave militare a Cipro
È finalmente approdata nelle acque di Cipro la Dragon, cacciatorpediniere lanciamissili della Royal Navy che il governo di Keir Starmer aveva promesso d'inviare oltre due settimane fa per rafforzare la difesa della base britannica di Akrotiri, presa di mira da un drone il 2 marzo scorso sullo sfondo della rappresaglia dell'Iran agli attacchi subiti da Usa e Israele. Lo ha annunciato oggi alla Camera dei Comuni il ministro della Difesa, John Healey. Il ritardo nella partenza dell'unità navale dall'Inghilterra aveva innescato polemiche politiche nel Regno Unito contro l'esecutivo laburista, in particolare dalle opposizioni di destra. Healey ha affermato che la Dragon è da oggi "operativa nel Mediterraneo orientale", in azioni "difensive" coordinate con le forze della Raf e della Royal Navy che nelle ultime settimane hanno già compiuto in totale "900 ore di volo" a protezione di alleati quali "Cipro, Giordania, Bahrein, Qatar ed Emirati Arabi Uniti". Il ministro ha precisato che la presenza di jet militari britannici nella regione è ora la più elevata "da 15 anni a questa parte" e che finora sono stati inviati in zona "500 effettivi in più" dai ranghi dell'aeronautica militare del Regno. La tutela di Cipro, ha aggiunto, è svolta in collaborazione con Paesi Nato "come Usa, Francia e Grecia".
Forti esplosioni avvertite in Barhein
Diverse forti esplosioni e sirene d'allarme si sono avvertite in Barhein. Lo riferisce un giornalista dell'AFP. Si tratta delle prime esplosioni avvertite nel Golfo da quando il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato l'avvio di colloqui per porre fine alla guerra con l'Iran. "Si invitano i cittadini e i residenti a mantenere la calma e a recarsi nel luogo sicuro più vicino", ha comunicato il Ministero dell'Interno del Bahrein sui social media.
Libano: "1.039 morti dal 2 marzo"
In Libano sono 1.039 i morti dal 2 marzo. Lo conferma il ministero della Salute di Beirut, mentre proseguono le operazioni militari israeliane contro Hezbollah. I feriti, stando al bilancio ufficiale rilanciato dai media libanesi, sono 2.876.
Trump: "Spero di non dover bombardare le centrali elettriche dell'Iran"
"Ho messo in pausa gli attacchi contro le centrali elettriche dell'Iran. Mi auguro di non doverlo fare". Lo ha detto Donald Trump parlando a Memphis. "Spero che troveremo un accordo", ha aggiunto.
Londra convoca ambasciatore Iran: "Basta destabilizzazione Gb"
Il governo britannico di Keir Starmer ha convocato al Foreign Office l'ambasciatore dell'Iran a Londra per elevare una protesta formale contro "le attività destabilizzanti" e di spionaggio attribuite a Teheran nel Regno Unito. La convocazione segue il recente arresto di un cittadino iraniano accusato di tentata intrusione assieme a una donna nella base navale di Faslane, dove sono di stanza i sottomarini nucleari della Royal Navy. Mentre non riguarda l'incendio a Londra di 4 ambulanze appartenenti a un'organizzazione ebraica, la cui rivendicazione da parte di una sedicente sigla pro-Iran non è stata peraltro finora confermata.
Idf: "Raid contro comando centrale Pasdaran a Teheran"
L'Aeronautica israeliana ha condotto una serie di attacchi nel centro di Teheran, colpendo un comando centrale dei Guardiani della Rivoluzione situato all'interno di un'infrastruttura civile. L'operazione, secondo quanto riferito dalle Forze di difesa israeliane (Idf) in una nota, è stata guidata dall'intelligence militare. Il centro colpito, secondo l'esercito di Tel Aviv, coordinava le unità provinciali incaricate di garantire l'ordine e la sicurezza interna. Dallo stesso comando venivano inoltre dirette le unità dei Basij, parte integrante delle forze armate iraniane.
Trump: "Distrutto il regime, l'Iran non ci minaccia più"
"Abbiamo distrutto il regime iraniano, non ci minaccia più". Lo ha detto Donald Trump a Memphis ribadendo che gli Stati Uniti "hanno ucciso tutti i leader dell'Iran".
Trump ribadisce: "Abbiamo avuto buoni colloqui con l'Iran"
Donald Trump è tornato a parlare dell'Iran in una tavola rotonda sulla sicurezza a Memphis. "Abbiamo avuto buoni colloqui" con Teheran, ha detto il presidente americano, ribadendo che "non può avere l'atomica".
Chevron: "Prezzi del petrolio non hanno del tutto scontato blocco di Hormuz"
I prezzi del petrolio non hanno ancora "pienamente scontato" gli effetti del blocco dello Stretto di Hormuz. Mike Wirth, alla guida del colosso energetico americano Chevron, ha affermato, nel corso della Cera Week di Houston, che il mercato "sta basando le sue valutazioni su pochissime informazioni" relative alla situazione in Medio Oriente. "I prezzi sul mercato fisico, insieme ai livelli delle scorte, indicano un mercato più teso di quanto suggeriscano i contratti futures. Stiamo osservando effetti fisici molto evidenti legati alla chiusura dello Stretto di Hormuz", ha aggiunto Wirth, per il quale si tratta di "effetti che si stanno attualmente propagando a livello globale e non credo che tutto ciò sia già stato scontato nei prezzi dei contratti futures". L'Asia, in particolare, "nutre seri timori sull'approvvigionamento" di greggio e prodotti raffinati, ha osservato il numero uno di Chevron, citando le misure adottate dai governi della regione, tra cui quelli di Australia, Vietnam e Thailandia. La situazione globale può essere paragonata a quella osservata dopo l'invasione dell'Ucraina nel 2022 da parte della Russia, con le interruzioni dei flussi decisamente più marcati a partire dallo scoppio del conflitto in Medio Oriente. Anche una volta concluso il conflitto in Iran, "ci vorrà del tempo per ricostituire le scorte", in un processo ulteriormente complicato dai tempi necessari per riparare le infrastrutture danneggiate.
Starmer annuncia l'invio di nuovi missili a corto raggi ad alleati del Golfo
Il Regno Unito è pronto a rafforzare la sua presenza militare a sostegno delle monarchie arabe alleate del Golfo, schierando in particolare nuovi sistemi di difesa anti-aerea a partire dal Bahrein. Lo ha annunciato oggi il primo ministro Keir Starmer durante un'audizione in commissione parlamentare, sullo sfondo della guerra in atto in Medio Oriente e delle rappresaglie lanciate dall'Iran contro vari Paesi vicini storicamente alleati di Washington (e di Londra) in risposta agli attacchi subiti da Usa e Israele. "Noi - ha detto il premier laburista - stiamo collaborando con l'industria (bellica privata) per distribuire missili di difesa aerea ai nostri partner del Golfo e dislocheremo rapidamente nuovi sistemi a corto raggio in Bahrein". Una svolta resa più urgente dagli ultimi sviluppi, ha aggiunto, respingendo le accuse d'impreparazione militare e di mancanza di risorse rivoltegli durante l'audizione da alcuni deputati, in primis dell'opposizione conservatrice, e che gradualmente coinvolgerà anche "Kuwait e Arabia Saudita".
Operatrice iraniana: "Donne frustate e lapidate, speriamo il regime cada"
"Gli iraniani da soli non potevano mai fare una rivoluzione quindi ora speriamo bene: la gente che vuole la libertà è felice di quello che sta accadendo e che questo regime vada via; poi ci sono quelli che ovviamente sono a favore del regime e vedono questo intervento come una cattiveria. Però anche se i miei amici e parenti che vivono in Iran hanno tanta paura perché bombardano, dentro di loro festeggiano e sono felici perché finalmente avranno un Iran libero". Lo ha detto Parisa Shahvand, operatrice iraniana della Casa rifugio 'Casa dei diritti delle donne', commentando la guerra che Usa e Israele hanno dichiarato all'Iran. Parisa ne ha parlato a margine dell'evento 'Donne vita libertà: resistenza femminista in Iran', oggi a Bari. Arrivata in Italia con i genitori nel 2000 quando aveva 15 anni, Parisa ricorda che sua madre e suo padre volevano farla "vivere libera". Popi, a 30 anni, perso il lavoro, è tornata nel suo paese e suo marito ha iniziato a essere violento: "Mi disse qui su di te comando io, non è come in Italia". "Ricordo la prima volta che sono stata picchiata con la cintura - ha sottolineato Parisa - mi ha detto sei come una cavalla selvatica e ti devo addomesticare". "A livello lavorativo - ha ricordato - avevo una posizione sempre più alta della sua e a lui questa cosa non andava bene. E dopo una discussione nel negozio in cui lavoravamo mi ha rotto un dito. Inoltre mi diceva che dovevo portare il velo, non potevo dare la mano agli uomini e i suoi parenti decidevano tutto anche in casa mia". "Non potevo uscire dall'Iran perché serviva il suo consenso. Allora andai alla polizia ma mi dissero 'tu donna cosa hai fatto per meritarti questo?'. Quando gli ho detto che volevo lasciarlo mi ha minacciato con un coltello dicendo che poteva sgozzarmi e seppellirmi e non l'avrebbe mai saputo nessuno. Ed era vero perché ha molti parenti nella polizia morale". Poi la via di fuga, un visto per lei e i suoi due figli. Arrivata in Italia - ha raccontato Parisa - sono andata in questura e poi dall'associazione Giraffa che mi ha aiutato". "Io - ha evidenziato - voglio poter scegliere se tenere il velo addosso come un foulard perché mi fa freddo o in testa. Mentre in Iran le donne vengono frustate e lapidate, vengono uccise perché lottano per la libertà e i loro corpi non vengono neppure restituiti: prima di essere uccise vengono anche stuprate. Ai parenti delle vittime impongono di non piangere e li costringono a festeggiare sulle tombe dei loro figli. Le ragazze vengono vendute quando sono piccoline: a nove anni puoi essere sposa di un uomo di 60, 80 anni, e lui può venderti a chi vuole". "Mi auguro - ha concluso - che per il nostro popolo sia la volta di una vera rinascita".
Ghalibaf: "No negoziati con Usa, fake news per manipolare mercati"
L'Iran "non ha condotto negoziati con gli Stati Uniti", ha assicurato il presidente del Parlamento di Teheran, Mohammed Bagher Ghalibaf, che in un post su X ha bollato come false le parole di Donald Trump sui colloqui in corso tra le parti. Secondo Ghalibaf, indicato da Israele come l'uomo del dialogo con Washington, queste "fake news vengono utilizzate per manipolare i mercati finanziari e petroliferi e per uscire dal pantano in cui sono intrappolati Stati Uniti e Israele". Ghalibaf ha quindi sottolineato che "il popolo iraniano esige una punizione completa e severa per gli aggressori", aggiungendo che "tutti i funzionari iraniani sostengono fermamente la loro Guida Suprema e il loro popolo fino al raggiungimento di questo obiettivo"
Teheran insiste: "Nessun negoziato con gli Usa"
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha negato che l'Iran abbia avuto colloqui con gli Stati Uniti, affermando che la posizione di Teheran sullo Stretto di Hormuz e le condizioni per la fine della guerra non sono cambiate. Il portavoce, come riporta l'agenzia Irna, ha affermato che nei giorni scorsi sono stati trasmessi messaggi attraverso diversi "Paesi amici", a dimostrazione di quello che ha definito l'interesse di Washington per i negoziati volti a porre fine alla guerra. L'Iran, ha aggiunto, ha risposto in linea con le sue "posizioni di principio" e ha avvertito delle "gravi conseguenze" di qualsiasi attacco alle infrastrutture vitali iraniane. Baqaei ha poi sottolineato che qualsiasi azione mirata alle infrastrutture energetiche iraniane riceverà una risposta "decisiva, immediata ed efficace" da parte delle forze armate della Repubblica islamica. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sostiene che gli Stati Uniti hanno parlato con alti funzionari iraniani e che sia stata Teheran a prendere l'iniziativa.
Iran, Zelensky: "Abbiamo prove inconfutabili sostegno intelligence Mosca"
"Abbiamo prove inconfutabili che i russi continuano a fornire informazioni di intelligence al regime iraniano". Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un post su X. "La Russia sta utilizzando le proprie capacità di signal intelligence e di intelligence elettronica, oltre a parte dei dati ottenuti grazie alla cooperazione con partner in Medio Oriente", ha aggiunto
Zuppi: "Non possiamo rimanere in silenzio"
"Non possiamo rimanere in silenzio di fronte alla sofferenza di così tante persone, vittime inermi di questi conflitti". Il cardinale Matteo Zuppi apre i lavori del Consiglio Episcopale Permanente e rilancia il grido per la pace, richiamando le parole del Papa e la drammatica situazione delle Chiese del Medio Oriente. "Ciò che li ferisce, ferisce l'intera umanita'", sottolinea citando Leone che ha definito "la morte e il dolore provocati da queste guerre uno scandalo per tutta la famiglia umana e un grido al cospetto di Dio". Zuppi ricorda la lettera inviata ai Patriarchi della regione e le risposte ricevute, tra cui quella del cardinale Pizzaballa: "Non mancano le minacce di Erode e non mancano neppure le grida degli innocenti". "La guerra non può risolvere le contese", aggiunge, "né tantomeno aprire orizzonti di speranza". Il presidente della Cei auspica che "la voce del Papa sia ascoltata dai responsabili delle nazioni" e si arrivi a un cessate il fuoco, per evitare che la guerra diventi "una spirale che faccia precipitare tutti in una voragine"
Trump: "Cerchiamo un accordo tipo quello con Venezuela"
Non a caso il presidente degli Stati Uniti ha citato la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, come esempio per la futura leadership iraniana. "Guardate il Venezuela: come funziona tutto cosi' bene. Stiamo ottenendo ottimi risultati in Venezuela con il petrolio e con le relazioni tra il presidente e noi e forse troveremo qualcuno di simile in Iran", ha detto Trump ai giornalisti. Delcy Rodriguez e' succeduta a Nicolas Maduro come presidente ad interim dopo la cattura del leader chavista il 3 gennaio da parte delle forze statunitensi e da allora ha instaurato una stretta relazione con Washington. Trump ha affermato che nella Repubblica Islamica si è già verificato "un cambio di regime molto serio", poiche' tutti i suoi leader sono stati "eliminati" nell'offensiva lanciata da Stati Uniti e Israele il 28 febbraio "tuttavia, abbiamo a che fare con persone che mi sembrano molto ragionevoli e affidabili. Chi vive nel Paese sa chi sono. Sono molto rispettati e forse uno di loro si rivelera' essere esattamente ciò che stiamo cercando". Il Presidente ha aggiunto che i negoziati sono in corso con un politico iraniano "rispettato" che non è a Guida Suprema, Mukhta Khamenei il quale non e' stato visto in pubblico e, secondo l'amministrazione Trump, potrebbe essere rimasto sfigurato negli attacchi costati la vita al padre o addirittura essere morto. "Non abbiamo sue notizie. Ogni tanto si vede qualche dichiarazione, ma non sappiamo se sia vivo", ha detto Trump. Sul fronte statunitense, i colloqui sono guidati dall'inviato speciale della Casa Bianca per il Medio Oriente, Steve Witkoff, e da Jared Kushner, genero di Trump.
Fonte Israele: "Usa fissato fine guerra il 9 aprile"
A seguito delle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, una fonte israeliana ha affermato che gli americani hanno indicato il 9 aprile come data per la fine della guerra, lasciando 21 giorni per il conflitto e i negoziati. Lo riporta Ynet. Secondo la stessa fonte, sembra che i colloqui tra Iran e Stati Uniti si terranno questa settimana in Pakistan. "Gli americani non hanno aggiornato Israele sui colloqui con Khalibaf. Porre fine alla guerra il 9 aprile permetterà a Trump di arrivare in Israele per il Giorno dell'Indipendenza e ricevere il Premio Israele", ha dichiarato la fonte.
Axios: "Si lavora a incontro Usa-Iran a Islamabad, forse ci sarà Vance"
I paesi che stanno mediando fra Stati Uniti e Iran stanno cercando di organizzare un incontro in settimana a Islamabad fra il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e altri funzionari di Teheran con gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner. Lo riporta Axios, sottolineando che anche il vice presidente JD Vance potrebbe essere all'incontro.
Ceo Adnoc: "Attaccare Hormuz è terrorismo economico"
Il capo della compagnia energetica statale degli Emirati Arabi Uniti Adnoc ha condannato le azioni di Teheran volte a bloccare di fatto lo Stretto di Hormuz dopo gli attacchi israelo-americani, una mossa che ha ridotto le forniture e causato un'impennata dei prezzi del petrolio. "Mietere lo Stretto di Hormuz non è un atto di aggressione contro una nazione", ha dichiarato Sultan Ahmed Al Jaber in un intervento virtuale alla conferenza CERAWeek di Houston. "È terrorismo economico contro ogni nazione. E nessun Paese dovrebbe essere autorizzato a tenere in ostaggio lo Stretto di Hormuz", ha aggiunto.
Mosca: "Su negoziati parole "contradditorie", monitoriamo"
Il Cremlino sta monitorando le numerose dichiarazioni contraddittorie rilasciate nella giornata di oggi in merito ai colloqui tra Usa e Iran, ma auspica una rapida soluzione del conflitto. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, all'agenzia Tass, commentando le notizie secondo cui il presidente statunitense Donald Trump avrebbe ordinato al Pentagono di rinviare di cinque giorni gli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane per permettere un negoziato. Negoziato che da Teheran è stato smentito. "Oggi ci sono molte dichiarazioni diverse, anche contraddittorie. Continuiamo a monitorarle attentamente e speriamo in una rapida transizione verso una soluzione pacifica", ha detto Peskov.
Ministro Energia Usa: "Perturbazioni mercato petrolio temporanee"
Le perturbazioni del mercato petrolifero, conseguenza della nuova guerra in Medio Oriente avviata da Usa e Israele, sono "temporanee". È quanto ha detto il segretario all'Energia Usa, Chris Wright, intervenendo oggi a Houston a Ceraweek, una delle più importanti conferenze annuali al mondo del settore energetico. "I prezzi non sono ancora aumentati a sufficienza da provocare una significativa riduzione della domanda", ha aggiunto Wright, spiegando che l'amministrazione Trump ha adottato "soluzioni pragmatiche" per permettere al petrolio sanzionato già in transito di entrare nel mercato, sottolineando che queste misure sono destinate a "mitigare una situaizone temporanea".
Forze israeliane: "Raid a Beirut contro Forza Quds"
Le forze israeliane (Idf) confermano un'operazione contro un componente della Forza Quds, unità dei Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, nella capitale libanese Beirut. Non ci sono al momento altri dettagli.
Media Israele: "Trump parla con presidente Parlamento"
È il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, la persona che tiene i contatti con l'amministrazione Trump. Il presidente Usa poco fa ha annunciato colloqui positivi con Teheran ad alto livello, ma non con la Guida Suprema Mojtaba Khamenei
Trump: "Colloqui con l'Iran anche nel corso della giornata"
Gli Stati Uniti hanno in programma "un nuovo ciclo di colloqui" con l'Iran nel corso della giornata. Parlando con i giornalisti prima di salire a bordo dell'Air Force One in Florida, il presidente americano Donald Trump ha detto: "Ci sentiremo oggi, probabilmente per via telefonica e molto presto, a un certo punto, ci incontreremo di persona". In risposta alle smentite da parte dei media statali iraniani sullo svolgimento di colloqui tra le parti, Trump ha suggerito l'esistenza di problemi di comunicazione all'interno dell'Iran: "Forse l'informazione non è stata trasmessa
Trump: "C'è un cambio di regime con persone ragionevoli"
Donald Trump ritiene che in Iran ci sia stato un cambio di regime. "Praticamente tutti nel regime sono stati uccisi, stanno davvero ripartendo da zero", ha detto il presidente parlando con i giornalisti. "C'è automaticamente un cambio di regime, ma abbiamo a che fare con alcune persone che trovo molto ragionevoli, molto solide", ha aggiunto. "Sono molto rispettate - ha continuato - forse una di loro sarà esattamente ciò che stiamo cercando".
Trump: "Lo Stretto di Hormuz riaprirà, forse controllato in modo congiunto"
Lo Stretto di Hormuz riaprirà molto presto "se questo funziona". Lo ha detto Donald Trump riferendosi a un possibile accordo con l'Iran. "C'è una vera possibilità di raggiungere un accordo ma non garantisco nulla", ha aggiunto il presidente aprendo alla possibilità che lo Hormuz sia controllato in modo congiunto, "forse da me" e da chiunque è l'ayatollah
Trump: "Accordo su 15 punti, l'Iran ha accettato di non avere l'atomica"
Donald Trump ha detto che l'Iran ha accettato di non avere l'arma nucleare. Parlando con i giornalisti prima di partire per Memphis il presidente ha inoltre precisato che è stato trovato l'accordo con Teheran su 15 punti, tra i quali appunto l'arma atomica.
Trump: "I prezzi del petrolio crolleranno con l'accordo con l'Iran"
I prezzi del petrolio crolleranno quando sarà raggiunto un accordo con l'Iran. Lo ha detto Donald Trump
Trump: "In Iran parliamo con figura di vertice, non con la guida suprema"
Gli Stati Uniti stanno parlando con la "persona più importante" in Iran, ma non è la Guida suprema. Lo ha detto Donald Trump.
Trump: "L'Iran deve rinunciare alle scorte di uranio arricchito"
Donald Trump afferma che l'Iran deve rinunciare alle scorte di uranio arricchito per arrivare ad un accordo.
Trump: "Non abbiamo chiamato noi l'Iran, loro ci hanno chiamato"
"Non li ho chiamati. Loro hanno chiamato. Loro voglio un accordo". Lo ha detto Donald Trump in riferimento ai contatti con l'Iran.
Trump: "Raggiunto un accordo su punti principali con l'Iran"
Abbiamo raggiunto un accordo sui punti principali con l'Iran". Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti prima di partire per Memphis.
Trump: "Iran vuole un accordo, lo vogliamo anche noi"
Trump: "Iran vuole un accordo, lo vogliamo anche noi"
Wall Street apre in netto rialzo dopo post Trump su Iran
Avvio di settimana in deciso rialzo per Wall Street, dopo che il presidente Trump ha annunciato la sospensione per cinque giorni degli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane. Gli Stati Uniti rinviano gli attacchi all'Iran dopo colloqui "molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni", ha scritto Trump su Truth. Nei primi scambi il Dow Jones sale dell'1,45% a 46.239,57 punti, lo S&P 500 dell'1,5% a 6.604,15 punti e il Nasdaq avanza dell'1,58% a 21.988,47 punti.
Sudcorea a Teheran: "Garantire navigazione sicura Stretto Hormuz"
La Corea del Sud chiede all'Iran di "garantire la navigazione sicura" nello Stretto di Hormuz. L'agenzia sudcoreana Yonhap dà notizia di un colloquio telefonico tra il capo della diplomazia di Seul, Cho Hyun, e il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Cho, hanno fatto sapere dal ministero degli Esteri di Seul, ha insistito su "misure per ridurre le tensioni e stabilizzare gli approvvigionamenti energetici a livello globale". Il ministro sudcoreano ha manifestato "forte preoccupazione" per la situazione in Medio Oriente, chiedendo a Teheran di "porre fine agli attacchi contro i civili e contro infrastrutture civili nei Paesi del Golfo" nel quadro della risposta iraniana alle operazioni militari avviate il 28 febbraio da Usa e Israele contro la Repubblica islamica. Secondo le autorità sudcoreane, dallo Stretto di Hormuz passa circa il 70% delle importazioni di petrolio della Corea del Sud. Anche Seul ha fissato un tetto al prezzo dei prodotti petroliferi.
Merz ringrazia Trump per rinvio raid centrali elettriche
l cancelliere tedesco Friedrich Merz ha espresso gratitudine al presidente degli Stati Uniti per la decisione di rinviare gli attacchi contro le centrali elettriche iraniane e di aprire la strada a colloqui diretti con Teheran. "Sono grato che Donald Trump abbia annunciato oggi il rinvio di cinque giorni e che abbia anche aperto la possibilità di un contatto diretto e immediato con la leadership iraniana", ha dichiarato il cancelliere in conferenza stampa.
Media: "Israele informato, Usa chiesto sospendere raid"
"Israele è stato informato della decisione del presidente Usa Donald Trump di rinviare l'ultimatum all'Iran". Lo ha riferito un funzionario israeliano, citato dalla stampa locale, secondo il quale "gli americani hanno anche chiesto a Israele di sospendere gli attacchi contro le centrali elettriche e le infrastrutture in Iran". "Trump ha indubbiamente fatto marcia indietro perché ha capito che il suo ultimatum non faceva altro che complicare la situazione", ha aggiunto la fonte.
Trump: "Con l'Iran sta andando tutto molto bene"
Donald Trump assicura che tutto sta "andando molto bene" per quanto riguarda l'Iran. Lo ha detto il presidente americano all'Afp
Media: "Israele eviterà come Usa i raid su siti energetici"
Israele probabilmente sospenderà, come faranno gli Stati Uniti, i raid aerei sui siti energetici iraniani e le centrali elettriche. Lo scrive il Times of Israel citando una fonte della sicurezza informata sui piani di guerra di Israele. Washington, secondo quanto riferito dalla fonte, ha tenuto gli israeliani al corrente dei colloqui con Teheran. Israele non ha esplicitamente minacciato di colpire i siti energetici iraniani, ma il ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato ieri che gli attacchi contro l'Iran e contro "le infrastrutture da cui dipende aumenteranno significativamente".
Russia e Aiea discutono "preoccupanti " attacchi a Bushehr
Rafael Grossi, direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'Energia atomica (Aiea), ha avuto una conversazione telefonica con Aleksey Likhachev, capo della societa' nucleare statale russa Rosatom, per discutere delle "recenti segnalazioni preoccupanti sull'attività militare nei pressi della centrale nucleare di Bushehr, in Iran". Rosatom ha costruito la prima unità da 1 gigawatt dell'unica centrale nucleare iraniana a Bushehr e sta costruendo ulteriori unità nella stessa area. In un comunicato, l'Aiea ha affermato che "in conformità con i sette pilastri imprescindibili della sicurezza nucleare, il direttore generale Grossi ha ricordato che nessuna azione militare dovrebbe mettere a rischio l'integrità fisica e la sicurezza delle centrali nucleari e del loro personale operativo, che deve essere in grado di svolgere il proprio lavoro vitale in condizioni di sicurezza".
Trump: "Colloqui anche ieri sera, non capisco media iraniani"
L'Iran vuole un accordo e un'intesa potrebbe esserci in cinque giorni o meno. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox, sottolineando di non sapere esattamente a cosa di riferiscono i media iraniani che hanno smentito trattative con gli Stati Uniti. I colloqui più recente, ha riferito, si sono avuti ieri sera fra Steve Witkoff e Jared Kushner con le loro controparti.
Media israeliani: "Usa e Iran lavorano a prima intesa per riaprire Hormuz"
Un possibile quadro d'accordo in discussione tra Usa e Iran prevede che l'Iran consenta la riapertura dello Stretto di Hormuz, con gli Stati Uniti che si asterrebbero dall'attaccare le centrali elettriche iraniane. Un cessate il fuoco più ampio verrebbe perseguito in una seconda fase. Lo scrive il media israeliano Ynet, che cita funzionari israeliani per cui sono in corso intensi contatti tra Washington e Teheran, sia diretti che attraverso Qatar e Turchia, per un'intesa. Secondo queste fonti Israele non è rimasto sorpreso dall'annuncio di Trump di "colloqui produttivi" con l'Iran. L'Iran ha smentito che si siano svolti negoziati.
Mimit, monitoraggio importazioni materie prime strategiche da area Golfo
Sul fronte delle commodities, il Centro studi del Mimit ha presentato un primo monitoraggio delle importazioni italiane di materie prime industriali provenienti dall’area del Golfo, con particolare riferimento ai comparti energetico, petrolchimico, dei fertilizzanti, delle plastiche, nonché dei minerali e dei metalli. Dall’analisi emerge un gruppo di 26 materie prime industriali di rilevanza strategica, per un valore complessivo delle importazioni pari a circa 9 miliardi di euro. È stato inoltre evidenziato il ruolo centrale di Arabia Saudita e Qatar tra i principali Paesi fornitori, a conferma della rilevanza dell’area del Golfo per l’approvvigionamento nazionale di risorse critiche. È quanto emerso dal nuovo incontro della Commissione Allerta Rapida, che si è svolto al Mimit, dedicato all’andamento dei prezzi dei carburanti, dell’inflazione e alle possibili ripercussioni dell’escalation delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici, sull’approvvigionamento di materie prime critiche e su altri input strategici per il sistema produttivo, come fertilizzanti, materie plastiche e costi dei noli marittimi. Nel dettaglio, nel comparto dei fertilizzanti si registrano già tensioni sui prezzi, con aumenti soprattutto per l’urea. Si rilevano inoltre incrementi significativi delle quotazioni internazionali delle materie plastiche, utilizzate nei comparti del packaging, dell’automotive e dell’edilizia. Al contrario, dallo scoppio del conflitto emerge una flessione delle quotazioni dei metalli industriali. In aumento, infine, anche il costo dei noli marittimi per il trasporto di container: le tariffe sulla tratta Shanghai–Genova hanno registrato un incremento del 10% dall’inizio delle tensioni in Medio Oriente.
Axios: "Colloqui indiretti in corso tra Witkoff e Araghchi"
Sono in corso colloqui indiretti tra l'inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, ed il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Lo ha riferito il sito d'informazione Axios, dopo l'annuncio del presidente Donald Trump, che ha parlato di colloqui "molto positivi e produttivi" con l'Iran nelle ultime 48 ore. Una fonte americana citata da Axios ha dichiarato che Turchia, Egitto e Pakistan hanno trasmesso messaggi tra Stati Uniti e Iran negli ultimi due giorni. La fonte ha aggiunto che i ministri degli Esteri dei tre Paesi islamici hanno avuto colloqui separati con Witkoff e Araghchi. "La mediazione è in corso e sta facendo progressi. La discussione verte sulla fine della guerra e sulla soluzione di tutte le questioni in sospeso. Speriamo di avere presto delle risposte", ha dichiarato una fonte a conoscenza dei dettagli.
Cnn: "Qatar non coinvolto in tentativi di mediazione Iran-Usa"
Il Qatar non è coinvolto in alcun tentativo di mediazione tra Teheran e Washington. Lo dichiara un diplomatico qatariota alla Cnn. "Attualmente siamo concentrati sulla difesa del nostro Paese e sulla gestione della situazione successiva agli attacchi iraniani contro gli impianti del gas del Qatar", ha affermato il diplomatico.
Idf: "Colpiremo un altro ponte sul fiume Litani"
Il portavoce arabo delle Forze di Difesa Israeliane, il generale di brigata Avichay Adraee, ha annunciato che l'Aeronautica militare colpirà il ponte di Dalafa, un altro collegamento nel sud del Libano che attraversa il fiume Litani.
Londra dopo post Trump: "Bene ogni notizia di colloqui proficui"
"Lo Stretto di Hormuz va riaperto" e "sono le benvenute tutte le notizie di colloqui proficui". Così un portavoce del premier britannico Keir Starmer, in dichiarazioni riportate dalla Bbc dopo il post su Truth di Donald Trump a più di tre settimane dall'avvio da parte di Usa e Israele di operazioni militari contro l'Iran e dall'inizio dell'immediata reazione di Teheran. "Abbiamo sempre detto che una soluzione rapida alla guerra è nell'interesse globale", ha aggiunto il portavoce.
Iran, Quartapelle (Pd): "In 33 per patrocinio condannati a morte"
"Dopo la notizia delle tre impiccagioni avvenute in Iran, nei giorni scorsi, sono 33 i parlamentari che hanno aderito all'iniziativa di patrocinio politico per i prigionieri iraniani condannati a morte, lanciata dall'onorevole Lia Quartapelle, anche con il supporto di Amnesty International e HRANA. "Nei momenti di crisi il regime intensifica la repressione. È fondamentale tenere alta l'attenzione su quanto sta accadendo all'interno dell'Iran, mentre lo guardo internazionale si sposta verso lo Stretto di Hormuz. Noi continueremo a vigilare fino a quando sarà necessario", dichiara la deputata Pd, vice presidente della commissione Esteri, Lia Quartapelle.
Liberman: "Dobbiamo continuare la guerra anche senza gli Usa"
"Se gli Stati Uniti si ritirano dalla guerra, noi dobbiamo continuare. Dal nostro punto di vista, rovesciare il regime è essenziale". Lo ha detto l'ex ministro della Difesa israeliano Avigdor Liberman, presidente di Yisrael Beytenu, attaccando il governo all'apertura della riunione del suo partito.
Trump: "Fiducia su risultato concreto, c'è un cambio di regime a Teheran"
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha commentato con il giornalista della Cnbc, Joe Kernen, il suo post su Truth Social in cui ha annunciato colloqui "molto positivi" con le auturità iraniane nelle ultime 48 ore, aprendo uno spiragio per una possibile soluzione diplomatica alla crisi. Lo stesso Kernen, in diretta tv, ha precisato che Trump - durante una breve telefonata - ha definito "molto intenso" il dialogo avuto dall'Amministrazione Usa con Teheran, spiegando di essere "fiducioso" sul fatto che si possa raggiungere un "risultato concreto" con la Repubblica islamica. Sempre secondo Kernen, Trump ha inoltre ribadito che quanto sta accadendo in Iran può essere ritenuto come "un cambio di regime" dal momento che diversi esponenti iraniani sono stati uccisi e sostituiti.
Italia-Turchia: Urso ad Ankara, confronto su industria e Iran
Domani al via Task force bilaterale per rafforzare interscambio commerciale e investimenti reciproci Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, è atterrato ad Ankara, dove tra poco avrà un primo incontro con il Ministro dell'Industria e della Tecnologia turco, Mehmet Fatih Kacr. Si tratta del terzo confronto tra i due Ministri in poco piu' di un anno, a conferma della continuità e della crescente intensità del dialogo industriale tra Italia e Turchia. In serata, presso l'Ambasciata d'Italia ad Ankara, Urso incontrerà i rappresentanti della comunità imprenditoriale italo-turca, per un confronto che sarà dedicato alle prospettive di cooperazione e agli impatti del contesto geopolitico, con particolare riferimento alla crisi iraniana e alle sue conseguenze sui prezzi dell'energia, sugli scambi commerciali e sulle catene del valore.
Washintgon Post: "Esportatori gas naturale Usa emergono come vincitori conflitto"
Gli esportatori di gas naturale Usa, e l'agenda di Donald Trump per la "dominanza energetica", emergono finora come i principali beneficiari del conflitto, entrato nella quarta settimana, con l'Iran. Lo scrive oggi il Washington Post, sottolineando come la chiusura da parte di Teheran dello stretto di Hormuz e i raid iraniani su impianti di gas nel Golfo, sta spingendo la richiesta, in particolare in Asia, di Lng, gas naturale liquidificato, americano, con la soddisfazione dell'amministrazione Trump.
"Dobbiamo vendere energia a nostri amici e alleati e così non devono comprare dagli avversari, così che non devono essere dipendenti da fonti di energia che possono essere controllate", ha detto il segretario all'Interno, Doug Burgum, la scorsa settimana da Tokyo, dove ha annunciato 57 miliardi di accordi energetici. "Questo è stato parte della politica della dominanza energetica del presidente Trump sin dal primo giorno", ha poi aggiunto.
Anche se da anni gli hub di produzione tech di Taiwan, Giappone e Corea del Sud stanno cercando di diminuire la loro dipendenza dal gas proveniente dal Medio Oriente, il Lng americano è stato solitamente considerato troppo costoso e con trasporti complessi vista la distanza, per essere un'alternativa sostenibile. Questo però ha iniziato a cambiare lo scorso anno quando Trump, minacciando doazi, ha fatto pressioni su questi Paesi per abbassare i deficit commerciali con gli Usa. Con il danneggiamento delle infrastrutture del gas in Qatar nei bombardamenti iraniani, il trend è destinato ad accelerare.
Teheran: "No dialogo con Usa, parole Trump per ridurre prezzi energia"
L'Iran nega che ci siano colloqui con gli Stati Uniti, come sostenuto da Donald Trump. Lo chiarisce il ministero degli Esteri citato dall'agenzia di stampa Mehr, che poi aggiunge: "Le dichiarazioni del presidente americano si inseriscono nel quadro degli sforzi volti a ridurre i prezzi dell'energia e a guadagnare tempo per attuare i suoi piani militari".
Commissione a stati, avviare stoccaggi di gas
Alla luce della volatilità dei mercati energetici legata al conflitto in Medio Oriente, la Commissione europea ha invitato gli Stati membri ad avviare in modo coordinato e tempestivo la stagione di riempimento degli stoccaggi di gas in vista del prossimo inverno. Secondo l'esecutivo Ue, la sicurezza dell'approvvigionamento resta al momento garantita grazie alla limitata dipendenza dalle importazioni dalla regione e ai carichi di GNL transitati dallo Stretto di Hormuz prima dell'escalation. Tuttavia, Bruxelles sottolinea che prepararsi per tempo è essenziale per assicurare livelli adeguati di gas in deposito, adattarsi alle condizioni di mercato e sfruttare le flessibilità disponibili. "Rispetto al 2022 siamo molto meglio preparati grazie alle scelte politiche collettive, alla diversificazione e alla crescita dell'energia prodotta in Europa", ha dichiarato il commissario per l'Energia, Dan Jorgensen. "Ma la nostra esposizione ai mercati globali resta evidente e dobbiamo agire già ora, in modo coordinato. Iniziare le iniezioni di gas il prima possibile permette di sfruttare un periodo più lungo, mitigare la pressione sui prezzi ed evitare corse dell'ultimo minuto". In una lettera inviata ai ministri dell'Energia, Jorgensen ha ricordato che il regolamento Ue sugli stoccaggi offre agli Stati membri margini di flessibilità per raggiungere gli obiettivi di riempimento, inclusa la possibilità di ridurre temporaneamente il target o estendere i tempi per raggiungerlo in determinate condizioni.
Il prezzo del gas scivola a 57 euro dopo tregua annunciata da Trump
Il prezzo del gas scivola a 57 euro al megawattora con la tregua di 5 giorni annunciata dal presidente Usa Donald Trump in seguito a "colloqui molto buoni" con l'Iran. I contratti Ttf ad Amsterdam, mercato di riferimento, cedono oltre il 3%.
Idf: "Nuova ondata di attacchi contro infrastrutture a Teheran"
L'aeronautica israeliana annuncia di aver lanciato una nuova ondata di attacchi su Teheran. Lo riporta il Times of Israel. Le Forze di Difesa Israeliane affermano che gli attacchi aerei sono diretti contro siti infrastrutturali del regime iraniano. Gli attacchi giungono poco dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che la sua amministrazione ha intrapreso colloqui proficui con l'Iran per giungere a una "risoluzione completa e totale" delle ostilità e annunciato un rinvio dei raid su centrali e infrastrutture elettriche.
Ue: "Di Maio attivo in diplomazia Golfo"
L'operato dell'Ue nel contesto della guerra in Iran "non si limita a dichiarazioni: abbiamo anche attivato il nostro Rappresentante speciale dell'Ue per il Golfo, Luigi Di Maio", il quale si trova nella regione, specificamente nei sei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, "per esprimere la nostra solidarietà ai nostri partner, ma anche per esplorare più da vicino cosa Ue e Ccg possano fare insieme alla luce delle dinamiche di sicurezza regionale che vediamo sul campo". Lo afferma il portavoce della Commissione europea, Anouar El Anouni, nel corso del briefing giornaliero con la stampa, dopo aver enumerato la serie di incontri ad alto livello tra funzionari Ue e Ccg, i cui Paesi sono "partner di importanza strategica", nelle ultime settimane.
Iran, ucciso in raid docente energia elettrica
Le forze alleate hanno ucciso questa mattina in un attacco mirato Saeed Shamghadari, professore di ingegneria elettrica all'università di Scienze e Tecnologia dell'Iran. Lo riferisce la tv di Stato.
Mosca: "Colloquio telefonico Tra i ministri degli Esteri russo e iraniano"
Il ministero degli Esteri russo ha riferito che il ministro, Serghei Lavrov, ha avuto un colloquio telefonico con l'omologo iraniano Abbas Araghchi, "durante il quale è stata discussa la situazione nel Golfo Persico". La conversazione si è svolta "su iniziativa della parte iraniana". "Sergey Lavrov ha sottolineato la categorica inaccettabilità degli attacchi statunitensi e israeliani contro le infrastrutture nucleari iraniane, inclusa la centrale nucleare di Bushehr, che creano rischi inammissibili per la sicurezza del personale russo e comportano catastrofiche conseguenze ambientali per tutti i Paesi della regione, senza eccezioni", si legge nel comunicato del ministero russo. "Araghchi ha ringraziato la leadership russa per il significativo sostegno diplomatico e di altro tipo fornito alla Repubblica Islamica dell'Iran, compresa la fornitura di aiuti umanitari", ha riferito inoltre l'ufficio stampa del ministero russo.
Teheran: "Nessun negoziato con Usa. Trump ha avuto paura"
L'Iran ha smentito che vi siano colloqui in corso con gli Stati Uniti, come invece annunciato dal presidente Donald Trump. "Trump ha rinunciato ad attaccare infrastrutture vitali dopo che le minacce militari dell'Iran sono state prese sul serio", ha detto un alto funzionario della sicurezza citato dall'agenzia Fars. "La pressione dei mercati finanziari e la minaccia delle obbligazioni negli Stati Uniti e in Occidente sono aumentate, e questo è stato un altro fattore significativo in questa marcia indietro", ha aggiunto. "Dall'inizio della guerra, alcuni mediatori hanno inviato messaggi a Teheran, ai quali la risposta chiara è stata che continueremo a difenderci fino a quando non avremo raggiunto la necessaria deterrenza", ha chiarito la fonte, "non ci sono stati negoziati e non ve ne sono in corso".
"Questa guerra psicologica non riporterà lo Stretto di Hormuz allo stato prebellico né porterà calma ai mercati energetici", ha insistito il dirigente iraniano citato da Fars. "L'ultimatum di cinque giorni di Trump significa la continuazione del programma criminale di questo regime contro il proprio popolo e noi continueremo a rispondere e a difendere il nostro Paese su vasta scala", ha assicurato.
Media iraniani vicini ai pasdaran: "Trump fa marcia indietro"
Donald "Trump fa marcia indietro". Lo ha scritto in un messaggio su X l'agenzia iraniana Tasnim, ritenuta vicina alle Guardie della rivoluzione, commentando l'annuncio del presidente degli Stati Uniti riguardo a un rinvio di cinque giorni di "tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane", dopo "conversazioni molto positive e produttive" con l'Iran.
Media iraniani vicini ai pasdaran: "Trump fa marcia indietro"
Donald "Trump fa marcia indietro". Lo ha scritto in un messaggio su X l'agenzia iraniana Tasnim, ritenuta vicina alle Guardie della rivoluzione, commentando l'annuncio del presidente degli Stati Uniti riguardo a un rinvio di cinque giorni di "tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane", dopo "conversazioni molto positive e produttive" con l'Iran.
Media: "Netanyahu non risponde a richieste commento annuncio Trump"
L'ufficio del primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu non ha risposto alle richieste di commento della stampa israeliana sull'annuncio del presidente americano Donald Trump, che ha parlato di ''colloqui positivi con l'Iran'' e annunciato il rinvio dei raid sugli impianti energetici. Lo scrive il Times of Israel.
Emirati, 'dove sono Lega Araba e grandi Paesi regione?'
Dagli Emirati Arabi Uniti critiche alle "istituzioni arabe e islamiche", ai "principali" Paesi arabi e islamici, accusati di non aver dimostrato sostegno ai Paesi del Golfo "in tempi difficili", ovvero durante la risposta iraniana alle operazioni miliari di Usa e Israele avviate lo scorso 28 febbraio contro la Repubblica islamica. "Dove sono le istituzioni arabe e islamiche, prime tra tutte la Lega Araba e l'Organizzazione della cooperazione islamica, mentre la nostra gente e i nostri Paesi subiscono questa vile aggressione iraniana?", ha scritto in un post su X Anwar Gargash, consigliere diplomatico del presidente degli Emirati.
E ha incalzato: "Dove sono i 'principali' Paesi arabi e della regione?". "In questa assenza e incapacità non sarà poi lecito - ha aggiunto - criticare la presenza americana e occidentale" nella regione. "I Paesi arabi del Golfo sono stati un sostegno e partner - ha concluso - nei momenti di prosperità. Quindi dove siete oggi nei momenti di difficoltà?".
A Roma la camminata delle madri palestinesi e israeliane per la pace
Madri palestinesi e israeliane cammineranno fianco a fianco a Roma il 24 marzo unendo le loro voci nella "Barefoot Walk: Mothers’ Call for Peace" , l’appello che chiede la fine della violenza e la tutela dei bambini colpiti dal conflitto israelo-palestinese.
A Roma la camminata delle madri palestinesi e israeliane per la pace
Vai al contenutoDopo l'annuncio di Trump, silenzio da parte di Netanyahu
Silenzio del premier israeliano Benjamin Netanyahu, dopo l'annuncio del presidente Usa Donald Trump di una tregua di cinque giorni negli attacchi contro le installazioni energetiche iraniane alla luce di colloqui produttivi con Teheran. Come sottolinea la stampa israeliana, l'ufficio di Netanyahu non ha rilasciato alcuna dichiarazione e non ha risposto alle richieste di commento.
Araghchi sente Lavrov: "Grazie per il sostegno"
Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha avuto una conversazione telefonica con l'omologo iraniano Abbas Araghchi che lo ha ringraziato per "il sostegno della Russia alla Repubblica islamica". Lo riporta il ministero degli Esteri russo in una nota che riferisce i contenuti del colloquio avvenuto dopo i colloqui annunciati da Donald Trump tra Washington e Teheran. "Le parti hanno discusso della situazione nella regione del Golfo Persico", si legge nella nota da Mosca. "Lavrov ha affermato la necessità di una cessazione immediata delle ostilita' e di una soluzione politica che tenga conto degli interessi di tutte le parti coinvolte, in particolare dell'Iran", ha poi aggiunto il ministero russo.
Un civile ucciso in raid dell'Idf nel sud del Libano
Un civile è rimasto ucciso in un raid aereo israeliano nel distretto di Shahabiya, a Tiro, nel sud del Libano. Lo riporta l'Agenzia di stampa nazionale libanese, aggiungendo che nell'attacco quattro persone sono rimaste ferite in modo non grave. Dal 2 marzo, i raid aerei israeliani e l'operazione di terra dell'Idf hanno ucciso più di 1.000 persone e causato lo sfollamento di circa un milione.
Oman: "Al lavoro per la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz"
"L'Oman lavora a un ritmo intenso per mettere in atto misure volte a garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz". Così in un post su X il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Albusaidi. "Qualunque sia la vostra opinione sull'Iran, questa guerra non è stata causata da loro", si legge nel messaggio del capo della diplomazia del Paese che è stato protagonista della medazione tra Usa e Iran prima dell'avvio, il 28 febbraio scorso, delle operazioni militari di Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica e della risposta di Teheran ai raid. E, prosegue il post arrivato poco prima delle parole di Donald Trump su Truth, il conflitto "sta già causando problemi economici diffusi e temo promettano di peggiorare se la guerra dovesse continuare".
Trump: "I colloqui con l'Iran continueranno questa settimana"
Donald Trump ha annunciato che i colloqui con l'Iran "proseguiranno per tutta la settimana" dopo che "in base al tenore e al tono di queste conversazioni approfondite, dettagliate e costruttive" ha deciso di rinviare per cinque giorni gli attacchi a centrali e infrastrutture energetiche iraniane.

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Prezzi del petrolio in forte calo dopo il rinvio dell'ultimatum di Trump
I prezzi del petrolio in forte calo dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il rinvio dell'ultimatum contro l'Iran, dopo colloqui "produttivi" avuti negli ultimi due giorni. A Londrea il Brent è in calo del 10,37% a 100,56 dollari mentre a New York il West Texas Intermediate perde il 10,58% a 87,84 dollari.
Iran, Nyt: "Il Mossad aveva un piano per rovesciare il regime a inizio guerra fomentando l'opposizione"
Il capo del Mossad, David Barnea, aveva un piano: fomentare l'opposizione iraniana nei primi giorni della guerra, scatenare una rivolta e arrivare al rovesciamento del regime di Teheran. Piano che Barnea ha illustrato al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu prima del 28 febbraio e ad alti funzionari dell'Amministrazione Trump durante la sua visita a Washington a metà gennaio. Piano che, al 24esimo giorno di conflitto, sembra non essere riuscito. Lo scrive il New York Times, che ha parlato a condizione di anonimato con oltre una decina di funzionari americani, israeliani e di altre nazionalità.
Alti funzionari americani e alcuni funzionari di altre agenzie di intelligence israeliane erano scettici sulla riuscita del piano, ma Netanyahu lo ha adottato e anche il presidente americano Donald Trump era ottimista. A loro avviso l'uccisione dei leader iraniani all'inizio del conflitto poteva portare a una rivolta di massa in grado di porre fine rapidamente alla guerra e a regime. Ma a tre settimane dall'inizio della guerra non c'è una rivolta iraniana. Secondo le intelligence americana e israeliana che il governo teocratico di Teheran è indebolito, ma intatto, mentre la paura delle forze militari e di polizia iraniane ha smorzato le prospettive di una ribellione e di incursioni transfrontaliere da parte di milizie etniche al di fuori dell'Iran.
Cina: "Rischio caos totale in Medio Oriente"
Il "caos". Questo si rischia in Medio Oriente, secondo la Cina, mentre proseguono, dal 28 febbraio, le operazioni di Usa e Israele contro l'Iran e la 'risposta'di Teheran ai raid. "Continua a dilagare il conflitto in Medio Oriente - ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Lin Jian, in dichiarazioni ai giornalisti prima del post di Donald Trump su Truth - Se il conflitto continuerà ad allargarsi e la situazione peggiorerà ancora una volta, la regione intera sprofonderà nel caos".
"L'uso della forza porterà solo a un circolo vizioso", ha aggiunto, ribadendo l' "appello" allle "parti in conflitto" a "porre immediatamente fine alle operazioni militari, a tornare al dialogo e ai negoziati, a evitare che continui questa guerra che non avrebbe mai dovuto iniziare".
Trump: "Gli Usa rinviano gli attacchi all'Iran dopo colloqui molto buoni"
Gli Stati Uniti rinviano gli attacchi all'Iran dopo colloqui "molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni". Lo afferma Donald Trump su Truth. Donald Trump ha dichiarato di aver dato istruzioni all'esercito statunitense di rinviare "tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane" in seguito a due giorni di "conversazioni molto positive e produttive" con l'Iran su "una completa e totale risoluzione delle nostre ostilità nel Medio Oriente". Il presidente degli Stati Uniti ha affermato che la pausa durerà cinque giorni ed è subordinata al "successo degli incontri e delle discussioni in corso".
Media: "Massicci attacchi su Teheran"
Teheran è sotto un'ondata di massicci attacchi. Lo riferiscono i media iraniani. In particolare, è stata presa di mira la zona residenziale nel sud-est della Capitale.
La portaerei Usa Gerald Ford arriva a Cipro
La Uss Gerald R. Ford, la più grande portaerei al mondo che ha partecipato alle operazioni belliche in Medio Oriente, è rientrata oggi in una base navale a Creta, secondo quanto riferito da un fotografo dell'Afp. La nave, che a febbraio aveva fatto rifornimento di cibo, carburante e munizioni a Souda Bay, aveva segnalato un incendio nella lavanderia il 12 marzo, in cui erano rimasti feriti due membri dell'equipaggio. La portaerei aveva attraversato il canale di Suez sabato. Nella base di Souda Bay, è prevista una sosta per le riparazioni dei danni causati dall'incendio del 12 marzo.
Berlino: "Missione su Hormuz? Il nostro contributo dopo la fine della guerra"
"Il governo è disponibile, dopo la fine della guerra, a dare un contributo per stabilizzare la regione". Lo ha detto il portavoce del governo Stefan Kornelius, rispondendo in conferenza stampa a Berlino alla domanda se la Germania parteciperà alla missione di 22 nazioni annunciata dal segretario della Nato Mark Rutte per liberare lo Stretto di Hormuz.
I Pasdaran: "Il nemico sappia di nuove sorprese in arrivo, nessuna resa"
Teheran minaccia nuove sorprese. In attesa che scada l'ultimatum per la riapertua dello stretto di Hormuz lanciato da Donald Trump, Abdullah Haj-Sadeghi, rappresentante della guida suprema nel corpo dei Guardiani della rivoluzione, avverte: "Il nemico deve sapere che nuove sorprese sono in arrivo". L'Iran non si arrenderà mai, ha riferito l'agenzia di stampa Tasnim, citando Haj-Sadeghi: "Siamo cresciuti in una scuola di pensiero che considera la resa un'umiliazione".
Rutte: "22 Paesi uniti per riaprire lo Stretto di Hormuz". VIDEO
Starmer: "No indicazioni che Gb sia nel mirino di Teheran"
Non ci sono indicazioni che la Gran Bretagna sia nel mirino dell'Iran. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer ai giornalisti prima della riunione d'emergenza del comitato Cobra convocato per valutare gli effetti economici della guerra sul Regno Unito e studiare delle contromisure da adottare. "Effettuiamo valutazioni continue per garantire la nostra sicurezza, e non c'è alcuna valutazione che indichi che siamo presi di mira'', ha detto Starmer aggiungendo che "ovviamente è mio compito garantire che gli interessi britannici, le vite dei britannici siano sempre al primo posto".
Facendo appello alla ''de-escalation'', il premier britannico ha affermato che ''la scorsa settimana abbiamo diversi Paesi si sono espressi su cosa dobbiamo fare riguardo allo Stretto di Hormuz, che ovviamente richiede un attento coordinamento e un piano realizzabile. Ma è fondamentale difendere i nostri interessi, difendere le vite britanniche, senza però essere trascinati in guerra, ed è questa la netta distinzione che ho stabilito".

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Allerta mondiale Usa ai suoi cittadini: "Iran e proxy potrebbero colpirvi"
Il Dipartimento di Stato americano ha emesso un "avviso a livello mondiale" rivolto ai cittadini statunitensi residenti fuori dagli Stati Uniti, specialmente nel Medio Oriente, per invitarli ad adottare misure precauzionali nel contesto della guerra in corso con l'Iran. "I gruppi che sostengono l'Iran potrebbero prendere di mira altri interessi statunitensi all'estero o luoghi associati agli Stati Uniti e/o a cittadini americani in tutto il mondo".
Cremlino: "Ultimatum di Trump? Via politica e diplomatica per de-escalation"
Solo la "via politica e diplomatica" può portare a una de-escalation in Medio Oriente. Lo ha ribadito il Cremlino, dopo l'ultimatum di Donald Trump che ha minacciato di distruggere le centrali elettriche iraniane se Teheran non riaprirà lo stretto di Hormuz entro stanotte. "La situazione avrebbe dovuto passare già da tempo a una via di risoluzione politica e diplomatica. È l'unica cosa che possa contribuire efficacemente a disinnescare la situazione drammaticamente tesa che regna attualmente nella regione", ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov.
Peskov ha anche messo in guardia contro qualsiasi attacco alla centrale nucleare civile di Bushehr in Iran, dove lavorano specialisti russi. "Gli attacchi contro installazioni nucleari sono potenzialmente estremamente pericolosi e rischiano di avere conseguenze, forse anche irreparabili", ha avvertito.
Iran, Israele a Sanchez: "Tue parole su missili sparati da regime"
"Pedro Sanchez, il regime dei mullah iraniani ti ringrazia stampando le tue parole sui missili che lancia contro i civili in Israele e nel mondo arabo. Come ti senti sapendo che il tuo volto e le tue parole sono su questi missili?". E' il messaggio postato dal ministero degli Esteri israeliano su X, allegando un video in cui si vedono attaccate su un missile le parole di condanna di Madrid verso la guerra di Israele e Stati Uniti all'Iran. "Tieni presente - ha aggiunto Tel Aviv - che l'Europa, Spagna compresa, e' nel raggio d'azione di questi missili".
Coppia Gb in carcere in Iran accusa governo Starmer: "Ci ha abbandonato"
Un j'accuse in piena regola al governo di Keir Starmer, per averli "abbandonati": è il contenuto di una telefonata drammatica fatta da due coniugi britannici, Craig e Lindsay Foreman, dal carcere iraniano di Evin, dove la coppia è rinchiusa da oltre un anno in base a una contestata condanna per "spionaggio", dopo essere sconfinata in Iran nell'ambito di un tour asiatico in motocicletta. I Foreman, che si definiscono biker e negano ogni sospetto di essere spie come frutto di una montatura, hanno ottenuto il permesso di chiamare nel Regno Unito i familiari, i quali hanno poi diffuso la registrazione della conversazione. Nella telefonata dicono di sentirsi "abbandonati e completamente frustrati" e rinfacciano al governo Starmer di non aver mai proclamato pubblicamente la loro innocenza pur sapendoli non colpevoli dell'accusa per la quale sono stati condannati a 10 anni dai giudici della Repubblica Islamica. La voce di Craig denuncia "la grave mancanza d'impegno" da parte di Londra e aggiunge: "Noi siamo ora in prigione in una zona di guerra, le nostre vite sono minacciate, e il governo ha scelto di non farci avere alcuna informazione su cosa può accaderci o su dove andare se le porte del carcere fossero aperte". Nessun cenno invece a maltrattamenti o a celle bloccate a Evin, secondo quanto sostenuto negli ultimi giorni da fonti dell'opposizione iraniana all'estero. Il Foreign Office, da parte sua, ha reagito manifestando "comprensione" per l'angoscia dei Foreman, ma assicurando che la diplomazia sta facendo tutto il possibile e considera la sicurezza dei cittadini britannici "una priorità". "La sentenza contro Craig e Lindsay - si legge in una nota - è stata totalmente orribile e ingiustificabile. Noi continueremo a sollevare incessantemente il loro caso con il regime iraniano finché non torneranno sanno e salvi nel Regno Unito per riunirsi alla loro famiglia".
Iran: attaccata base irachena forze Mobilitazione popolare
Fonti irachene hanno riferito di un attacco aereo statunitense contro il quartier generale della 15 Brigata delle Forze di Mobilitazione Popolare nella zona di Al-Hamra, nella provincia di Salahuddin. Lo riporta l'agenzia Tasnim.
La Cina limita gli aumenti dei prezzi dei carburanti
La Cina ha deciso di limitare l'entità dell'aumento dei costi del carburante nel Paese dovuti all'impennata dei prezzi del petrolio causata dalla guerra in Medio Oriente. Lo ha deciso il governo. L'ente statale cinese preposta alla pianificazione, la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (Ndrc), ha dichiarato di aver aumentato i prezzi massimi al dettaglio della benzina e del diesel rispettivamente di 1.160 yuan (168 dollari) e 1.115 yuan per tonnellata metrica, a partire dalla mezzanotte.
Media: "Mojtaba Khamenei ferito, isolato e non risponde ai messaggi"
Secondo quanto riferito al Washington Post da funzionari della sicurezza americani e israeliani, il nuovo leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, è "ferito, isolato e non risponde ai messaggi che gli vengono trasmessi". Lo riporta The Times of Israel. Secondo fonti israeliane, nel frattempo, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e alcuni religiosi hanno rafforzato il loro controllo sull'Iran. Sabato Axios aveva riportato che la Cia e il Mossad israeliano dispongono di informazioni che suggeriscono che Mojtaba sia vivo, aggiungendo che tra le prove ci sarebbero i tentativi di alcuni funzionari iraniani di organizzare incontri di persona con la guida suprema, senza successo, per motivi di sicurezza. Ma, aveva aggiunto una fonte: "Non abbiamo prove che sia davvero lui a impartire gli ordini". Khamenei, che risulta irreperibile da quando è stato proclamato nuovo leader supremo in seguito all'assassinio del padre. Da quando è stato eletto non si è mai fatto vedere in viso né sentire per messaggio audio, alimentando le speculazioni sul suo vero stato di salute, soprattutto visto il suo convolgimento nel raid israeliano-americano che ha ucciso il padre, l'ayatollah Ali Khamenei.
Magistratura iraniana: "Nessuna clemenza con i traditori"
Un altro funzionario della Magistratura iraniana, Hamzeh Khalili, ha affermato che le autorità adotteranno misure severe contro gli individui accusati di collaborare con attori ostili. Coloro che saranno considerati "infiltrati, mercenari e traditori" subiranno punizioni severe e "nessuna clemenza" se risulterà che collaborano con il nemico, riferisce l'emittente dissidente con sede a Londra 'Iran International', citando i media statali iraniani. Le dichiarazioni di Khalili arrivano dopo che il ministero dell'Intelligenze di Teheran aveva annunciato l'arresto, in varie province del Paese, di decine di "mercenari degli Stati Uniti e di Israele", tra cui persone accusate di avere legami con l'emittente 'Iran International'.
Iran, Cremlino: "Possibile solo soluzione diplomatica"
Solo una soluzione politico-diplomatica puo' contribuire a risolvere efficacemente la situazione catastrofica in Medio Oriente. Lo ha ribadito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, a quanto riporta la Tass. La Federazione Russa, ha detto, ritiene che sarebbe servita "gia' ieri una soluzione politico-diplomatica". "La situazione si sarebbe dovuta spostare molto tempo fa verso una via di soluzione politica e diplomatica. Questa e' l'unica cosa che puo' contribuire efficacemente a disinnescare la situazione catastrofica e tesa attualmente presente nella regione", ha sottolineato Peskov.
Media: "2 uccisi in raid israeliano nel sud del Libano"
Due persone sono state uccise da questa mattina in raid israeliani nel sud del Libano, tra i distretti di Tiro e Nabatiye. Lo riferisce l'agenzia governativa libanese Nna. Nelle ultime ore altri attacchi israeliani hanno colpito più volte località nei distretti di Nabatiye e Bint Jbeil. Le fonti parlano anche di uso di proiettili al fosforo bianco, vietato dal diritto internazionale. I bombardamenti sono proseguiti su Khiam, nel distretto di Marjeyoun, dove si concentrano i combattimenti più intensi tra Hezbollah e l'esercito israeliano dall'inizio dell'offensiva terrestre. Operazioni di rastrellamento hanno interessato diversi quartieri della località, ormai in parte sotto controllo israeliano. Sul terreno, truppe israeliane hanno condotto nuove incursioni nell'area nel distretto di Hasbaya, effettuando perquisizioni nelle abitazioni e posizionandosi in prossimità di case abitate. Le stesse forze hanno inoltre proseguito le operazioni di demolizione di edifici in tre villaggi sotto loro controllo. Nella notte, bombardamenti avevano già colpito anche la valle della Bekaa, vicino al confine con la Siria. Nel corso della giornata di ieri, Hezbollah aveva affermato di aver respinto avanzate israeliane in diverse aree, in particolare nel distretto di Marjeyoun, tra Khiam, Taybe, Markaba e Adayse, ma anche a Marun ar Ras nel distretto di Bint Jbeil e nelle località di Marwahin e Dhayra nel distretto di Tiro.
Iran: "Un morto in un attacco a una stazione radiofonica"
Un attacco a una stazione radiofonica nel sud dell'Iran ha causato almeno un morto, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. "Il trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall'esercito terroristico sionista-americano", ha riferito la televisione di Stato della Repubblica Islamica dell'Iran. "In questo attacco, che viola il diritto internazionale, un membro del personale di sicurezza del centro è stato ucciso e un'altra persona è rimasta ferita".Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato nuovi attacchi contro diverse zone di Teheran, tra cui Lavizan, Niavaran e Andarzgu. Anche altre città sono state prese di mira, come Karaj, Isfahan, Khorramabad, Bushehr Orumiyeh, Hamedan e Yazd. Secondo l'agenzia Isna, il membro delle forze di sicurezza è rimasto ucciso e un'altra persona ferita nell'attacco a un trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo Persico che si trovava nella città portuale meridionale di Bandar Abbas.
La guerra in Medio Oriente potrebbe rallentare la produzione di semiconduttori
Gli attacchi condotti dall'Iran contro le infrastrutture energetiche del Qatar hanno innescato una crisi nelle forniture di elio che minaccia di paralizzare l'industria globale dei semiconduttori nelle prossime settimane. Secondo quanto riporta l'Associated Press online, il Qatar, che occupa oltre un terzo della produzione mondiale del gas, ha sospeso le attività nel sito di Ras Laffan dopo i recenti raid missilistici. L'elio è un componente primario nei processi di raffreddamento dei "wafer" di silicio e nell'incisione dei circuiti integrati di ultima generazione necessari per l'intelligenza artificiale. Il gas viene raffreddato allo stato liquido in Qatar e immagazzinato in contenitori isotermici per il trasporto attraverso lo Stretto di Hormuz. Circa 200 di questi container sono bloccati in Medio Oriente. "Questo peggiora ulteriormente la situazione", ha affermato alla testata Phil Kornbluth, presidente di Kornbluth Helium Consulting, "nella migliore delle ipotesi, si potrebbe riprendere la produzione di elio entro sei settimane o giù di lì. Allo stato attuale, però, è altamente improbabile". La testata ricorda che colossi del settore come Samsung Electronics e Sk Hynix, importano circa il 65% del proprio fabbisogno di elio direttamente da Doha. L'elio è tra i 14 materiali della catena di approvvigionamento dei semiconduttori che la Corea del Sud ha segnalato per un monitoraggio costante a causa delle criticità dovute ad azioni di guerra.
Iran, Pasdaran attaccano postazioni separatisti a Erbil
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno sferrato massicci attacchi con droni contro le postazioni separatiste a Erbil, in Iraq. Lo riferisce il Tehran Times.
Borsa: Europa sotto pressione con l'escalation in Iran, Milano -2,5%
Ancora una seduta sotto pressione per le Borse. Già un'indicazione era arrivata dall'Asia con le vendite che hanno piegato le Piazze di Giappone e Corea Sud, che insieme all'India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali. A contribuire è l'ennesima escalation nella guerra che vede coinvolti Stati Uniti Israele e Iran e che alimenta ulteriori tensioni nell'area del Golfo Persico. A questo si aggiungono le persistenti preoccupazioni che l'aumento dei prezzi del petrolio possa alimentare un'inflazione globale più tenace, accompagnata ad una politica più restrittiva da parte delle banche centrali. Milano cede il 2,5%, Francoforte l'1,8%, Parigi l'1,49%, Londra l'1,55%, Madrid il 2,25%. L'indice d'area del Vecchio Continente lascia sul terreno l'1,7% con l'immobiliare e gli industriali tra i più pesanti. Il petrolio avanza con il wti che che lima a 99 dollari con un rialzo dell'1,2%. Il Brent guadagna l'1% oltre 113 dollari al barile. Anche il gas è in allungo con i Ttf che salgono del 5% a 62,3 euro al megawattora. L'oro conferma il calo a 4.265 dollari l'oncia (-8,3%) mentre l'argento cede il 10% a 63,9 dollari. In questo contesto sono sempre in rialzo i rendimenti dei titoli di Stato con il decennale italiano che si conferma oltre il 4%. Lo spread tra Btp e Bund è a 98,5 punti sempre sui massimi da giugno scorso. Sul fronte dei cambi il dollaro si apprezza sull'euro. La moneta unica passa di mano a 1,1526 sul biglietto verde.
Analisti: con rischio energia, periodo prolungata instabilità mercati
Il ritorno del rischio energia fa presagire un periodo di prolungata instabilità. E' questo lo scenario tracciato dagli analisti finanziari con l'escalation della guerra in Medio Oriente. L'intensificarsi del conflitto in Medio Oriente ha "acuito le tensioni geopolitiche e provocato brusche oscillazioni dei mercati dell'energia", afferma William Davies, global chief investment officer di Columbia Threadneedle Investments. "I prezzi del petrolio - aggiunge - hanno mostrato una notevole volatilità con l'evolversi del conflitto, quasi raddoppiando nei livelli più estremi. Sebbene tali mosse possano generare titoli di impatto sui media, non sempre riflettono la reale situazione economica di fondo. Se si ipotizza che i prezzi del petrolio rimangano elevati, l'effetto immediato è un aumento dei costi correlati. Questo fenomeno è generalmente interpretato come inflazionistico, sollevando preoccupazioni che le banche centrali possano dover inasprire la politica monetaria". La scorsa settimana Federal reserve, Bank of England e Bce hanno lasciato i tassi di interesse "invariati, in linea con le attese. Tuttavia, al di là delle decisioni formali, il conflitto in Medio Oriente ha già iniziato a riflettersi in modo evidente nel quadro di politica monetaria", sottolinea Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm. "Il protrarsi di prezzi energetici elevati - aggiunge - delinea uno scenario complesso, caratterizzato da maggiore inflazione e crescita più debole. La durata di questa fase resta incerta e dipenderà in larga misura dall'entità dei danni alle infrastrutture energetiche e dai tempi necessari per il ripristino dell'offerta".
Libano, Idf: "Civile nel nord Israele ucciso da nostro fuoco"
Il civile israeliano morto ieri a Misgav Am, nel nord del Paese, e' stato ucciso dal fuoco dell'Idf, non di Hezbollah. Lo ha affermato il comandante del Comando Nord, Rafi Milo, al termine dell'inchiesta sull'accaduto: "Si tratta di un incidente gravissimo. Ofer Moskovitz e' stato ucciso dal fuoco delle nostre stesse forze durante un'operazione il cui unico scopo era proteggerle". "Le prime indagini suggeriscono che il civile israeliano sia stato ucciso dal fuoco dell'artiglieria dell'Idf a supporto delle truppe israeliane impegnate nel Libano meridionale", ha spiegato il comandante, riconoscendo che ci sono stati "diversi gravi problemi ed errori operativi, sia nella pianificazione che nell'esecuzione del fuoco". "Il fuoco di artiglieria e' stato effettuato con un'angolazione errata e senza seguire i protocolli previsti. Di conseguenza, cinque proiettili di artiglieria sono stati sparati contro la cresta di Misgav Am anziche' contro l'obiettivo nemico", ha aggiunto, esprimendo "rammarico per l'accaduto" e porgendo "le piu' sentite condoglianze alla famiglia Moskovitz e alla comunita' di Misgav Am in questo momento difficile".
Media: Starmer convoca una riunione d'emergenza sull'economia
Il primo ministro britannico Keir Starmer presiederà oggi una riunione d'emergenza sulle conseguenze economiche della guerra in Iran, alla quale parteciperanno anche il cancelliere dello Scacchiere Rachel Reeves e il governatore della Banca d'Inghilterra Andrew Bailey, ha annunciato il governo britannico. Lo scrive il Guardian. I mercati finanziari si preparano ad affrontare un'altra settimana turbolenta dopo che l'Iran ha dichiarato che colpirà i sistemi energetici e idrici dei suoi vicini del Golfo se Donald Trump darà seguito alla sua minaccia di "annientare" le centrali elettriche iraniane qualora non venga completamente aperto lo stretto di Hormuz.
Gb, media: "Gruppo sciita rivendica incendio ambulanze Londra"
Il gruppo sciita Ashab al-Yamin ha rivendicato l'incendio di quattro ambulanze a Golders Green, a Londra A quanto riferiscono diversi media online, su account social legato al movimento filo-iraniano e' comparso un video dell'azione. Il gruppo si e' assunto gia' la responsabilita' di recenti attacchi a Rottardam, Amsterdam e Liegi.
Iran, Fmi: "Da conflitto significativa nuova fonte di rischio nell'economia globale"
Il conflitto in Medio Oriente ha introdotto ''una nuova e significativa fonte di rischio nell'economia globale, che fino a poco tempo fa appariva piuttosto resiliente. Le conseguenze complete sono ancora difficili da valutare, ma prevediamo che questi sviluppi porranno ai responsabili politici delle scelte complesse''. La lezione che gli shock hanno insegnato è che ''solidi quadri normativi e agilità sono essenziali''. Lo afferma il vicedirettore generale del Fmi, Dan Katz, intervenendo al Forum sullo sviluppo in Cina. ''Naturalmente la prima linea di difesa contro le interruzioni dell'approvvigionamento è rappresentata dai prezzi. La domanda dovrebbe potersi adeguare entro certi limiti, per garantire che gli usi marginali dell'energia siano quelli più produttivi'', spiega Katz. Comprensibilmente, la politica fiscale ''potrebbe dover svolgere un ruolo nell'adattamento allo shock energetico'', spiega il vicedirettore. ''I governi potrebbero tentare di proteggere le famiglie con tetti massimi di consumo energetico e programmi di sussidi. Ciò potrebbe attenuare le pressioni del costo della vita nel breve termine, ma queste misure sono costose dal punto di vista fiscale in un momento in cui molti bilanci pubblici sono già al limite''. Inoltre poiché sopprimono i segnali di prezzo, ''spesso impediscono una riduzione ordinata del consumo energetico e potrebbero mantenere elevati i prezzi dell'energia, e la domanda in generale, per un periodo più lungo''. Per le banche centrali , il contesto politico ''è particolarmente difficile'', secondo Katz. Se i prezzi dell'energia ''dovessero rimanere elevati più a lungo, le banche centrali potrebbero dover bilanciare i rischi per la stabilità dei prezzi con una recessione economica e un potenziale inasprimento delle condizioni finanziarie''. E ''non fare nulla è perfettamente logico se rappresenta la migliore alternativa disponibile e, per le banche centrali al momento, attendere ora offre un'opzione di grande valore ''. ''Le banche centrali con aspettative di inflazione meno saldamente ancorate e che hanno dovuto affrontare un'inflazione persistentemente elevata potrebbero dover reagire più rapidamente', avverte Katz. Tuttavia, ''le banche centrali che hanno mantenuto la politica invariata o l'hanno gradualmente modificata possono probabilmente permettersi di prendersi il loro tempo e ottenere maggiore chiarezza sulla situazione in rapida evoluzione prima di decidere se sia opportuno un cambio di rotta, sia verso un orientamento più restrittivo per affrontare i rischi di inflazione, sia verso un orientamento più accomodante per affrontare i rischi di produzione''. ''È fondamentale -secondo il vicedirettore- che tutte le banche centrali illustrino chiaramente le proprie potenziali funzioni di reazione, anche attraverso analisi di scenario, al fine di sensibilizzare il mercato sui possibili percorsi di politica monetaria qualora si concretizzassero rischi per l'inflazione e la produzione''. ''Certo, è ancora presto e molto potrebbe cambiare'', precisa Katz. ''Ma quel che è certo è che sia i responsabili politici che le imprese dovranno adattarsi, a riprova di una lezione che i successivi shock ci hanno insegnato: che solidi quadri normativi e agilità sono essenziali . L'esperienza recente ha anche dimostrato che consentire al settore privato di adattarsi e innovare in risposta agli shock può rafforzare la resilienza complessiva dell'economia''.
Iran, Pizzaballa: "Cancellata processione Palme a Gerusalemme"
"La durezza di questo tempo di guerra, che ci colpisce tutti, oggi si fa carico dell'ulteriore peso di non poter celebrare la Pasqua insieme e con dignita'. Questa e' una ferita che si aggiunge alle tante inflitte dal conflitto". Il Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, conferma - dopo notizie trapelate nei giorni scorso - che i riti della Settimana Santa a Gerusalemme hanno subito delle variazioni. Annullata la tradizionale processione della Domenica delle Palme, che dal Monte degli Ulivi sale fino a Gerusalemme. "Al suo posto, si terra' un momento di preghiera per la citta' di Gerusalemme, in un luogo che verra' comunicato in seguito", afferma Pizzaballa che annuncia che "la Messa Crismale e' rinviata a data da destinarsi, non appena la situazione lo permettera', possibilmente durante il tempo pasquale. Il Dicastero per il Culto Divino ha gia' concesso l'autorizzazione necessaria". "A causa della guerra, quest'anno non abbiamo potuto vivere il tradizionale cammino quaresimale a Gerusalemme, con le solenni celebrazioni al Santo Sepolcro e nei Luoghi Santi della Passione", scrive il Patriarca. "Pur avendo potuto pregare e prepararci personalmente, abbiamo sentito la mancanza del cammino comunitario verso la Pasqua. Ora ci interroghiamo sulle celebrazioni della Settimana Santa, cuore pulsante della nostra fede, a Gerusalemme e al Santo Sepolcro. Le restrizioni imposte dal conflitto e dagli eventi degli ultimi giorni non lasciano presagire un imminente miglioramento. In costante dialogo con le autorita' competenti, insieme alle altre Chiese cristiane, stiamo valutando come, secondo modalita' da concordare, potremo celebrare il Mistero centrale della nostra salvezza nel cuore delle nostre Chiese". "La situazione e' in continua evoluzione e non e' possibile fornire indicazioni definitive per i giorni a venire; saremo quindi costretti a coordinarci giorno per giorno", sottolinea Pizzaballa che aggiunge pero' che le chiese della diocesi restano aperte: "I parroci e i sacerdoti, nelle forme e nei modi possibili, faranno tutto il possibile per incoraggiare la preghiera e la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni del Mistero Pasquale". "Desideriamo la pace, prima di tutto per i nostri cuori turbati. Solo la preghiera puo' donarla", prosegue il Patriarca latino che invita a unirsi "in preghiera sabato prossimo, 28 marzo, recitando il Rosario per implorare il dono della pace e della serenita', specialmente per coloro che soffrono a causa del conflitto". "Lo faremo con umilta' di cuore, certi che la nostra preghiera, pur essendo fisicamente distanti, e' capace di attingere alla forza dell'amore di Dio, che ci unisce in uno spirito di speranza e fiducia".
Iran, Wp: "Mojtaba Khamenei ferito, non risponde ai messaggi"
La nuova Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, è "ferita, isolata e non risponde ai messaggi che le vengono trasmessi". Lo scrive il Washington Post citando funzionari della sicurezza americani e israeliani. Secondo fonti israeliane, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e alcuni religiosi hanno rafforzato il loro controllo sull'Iran. Il sito di notizie Axios ha riportato sabato che la Cia , il Mossad israeliano e altri servizi segreti stanno lavorando per individuare tracce di Khamenei, rimasto irreperibile da quando è stato proclamato nuova guida suprema in seguito all'assassinio del padre.
Iran, Teheran: 16 lettere anche a Cpi. "Condannino attacco"
La Societa' iraniana della Mezzaluna Rossa (Irsc) ha riferito che il paese ha finora inviato 16 lettere alla Corte penale internazionale (Cpi) e ad altri organismi competenti chiedendo la condanna della guerra di aggressione non provocata di Stati Uniti e Israele. L'Iran, ha riferito il vicecapo dell'Irsc per gli affari internazionali Razieh Alishvandi, ha esortato gli organismi mondiali a prendere le misure legali necessarie in condanna degli attacchi di Usa e Israele. Dal canto suo l'Irsc ha inviato dichiarazioni e lettere riguardanti l'aggressione anti-Iran in corso agli organismi internazionali autorizzati, tra cui la Federazione internazionale della Croce Rossa e il Comitato internazionale della Croce Rossa, su base giornaliera. Il capo dell'Ircs Pir-Hossein Kolivand ha reso noto ieri che un totale di 81.365 unita' civili, tra cui centri medici, scuole e ambulanze, sono state danneggiate negli attacchi aerei Usa-Israele, "una grave violazione delle norme umanitarie internazionali e della Convenzione di Ginevra. Non solo: "61.555 case e 19.050 unita' commerciali in varie province sono state danneggiate negli attacchi. Nella provincia di Teheran, ha osservato, i raid hanno colpito 24.605 unita' residenziali e commerciali, 275 centri farmaceutici, sanitari e di emergenza, 498 scuole e 17 centri della Mezzaluna Rossa, e 3 elicotteri". Si tratta, ha detto, di "un attacco diretto a chi salva vite umane".
Borse asiatiche: chiudono tutte in forte calo, Kospi -6,5%
Chiusura in forte calo per i mercati asiatici, penalizzati dai timori di una nuova escalation in Medio Oriente e dal rialzo del petrolio, che alimenta le preoccupazioni per inflazione e crescita. A Tokyo il Nikkei ha perso il 3,68%, mentre a Seul il Kospi ha lasciato sul terreno il 6,5%, segnando la flessione piu' pesante dell'area. Male anche Hong Kong, con l'Hang Seng in calo del 3,54%, e le Borse cinesi continentali: Shanghai ha ceduto il 3,63% e Shenzhen il 3,74%. In rosso anche gli altri principali listini della regione, compresi Australia e India.
Iran, limiti Ben Gurion: Arkia sposta voli in Egitto e Giordania
La compagnia aerea israeliana Arkia ha annunciato che trasferira' la maggior parte delle sue operazioni all'aeroporto di Aqaba, in Giordania, e all'aeroporto di Taba, in Egitto. La decisione e' stata presa a seguito della disposizione del ministero dei Trasporti che limita a 50 il numero di passeggeri per volo in partenza dall'aeroporto Ben Gurion. La compagnia ha dichiarato che "l'attuale quadro normativo non consente una regolare attivita' aerea e cio' equivale di fatto a una chiusura dello spazio aereo israeliano". Pertanto, i voli Arkia per New York, Bangkok e Hanoi opereranno a piena capacita' dall'aeroporto di Aqaba. Dopo le disposizioni del ministero, anche El Al, la compagnia aerea di bandiera, ha fatto sapere che sta valutando se continuare le operazioni da Ben Gurion e ha esortato ad aprire lo scalo di Ramon, vicino Eilat, nel sud di Israele.
Teheran: "Se le coste saranno attaccate, mineremo tutto il Golfo Persico"
Il Consiglio di difesa iraniano ha minacciato di posizionare mine marine per bloccare l'intero Golfo Persico se le coste o le isole iraniane venissero attaccate. "Qualsiasi tentativo da parte del nemico di attaccare le coste o le isole iraniane comporterà naturalmente il minamento di tutte le vie di accesso e le linee di comunicazione nel Golfo Persico e lungo le coste con vari tipi di mine navali, comprese le mine galleggianti", si legge nella dichiarazione, diffusa da Fars. "In tal caso, l'intero Golfo Persico si troverebbe per lungo tempo in una situazione praticamente simile a quella dello Stretto di Hormuz", afferma Teheran.
Iran: El Al valuta se proseguire attività a Ben Gurion
La compagnia di bandiera israeliana el Al sta valutando su continuare a operare dall'aeroporto Ben Gurion, dopo che il ministero dei Trasporti ha ordinato una riduzione del traffico. Lo riferisce il Times of Israel. El Al, che dallo scoppio della guerra con l'Iran il 28 febbraio si sta facendo carico di voli di rimoatrio, ha chiesto alle autorita' di aprire l'aeroporto Ramon, vicino alla citta' di Eilat sul Mar Rosso, come alternativa al Ben Gurion.
Teheran ribadisce: "Ritorsioni se nostre centrali elettriche saranno prese di mira"
"Se gli Stati Uniti daranno seguito alla loro minaccia di 'annientare' la rete elettrica iraniana, l'Iran attaccherà senza dubbio le centrali elettriche israeliane, quelle dei Paesi della regione che riforniscono le basi statunitensi nel Golfo Persico, nonché le infrastrutture energetiche, industriali ed economiche della regione in cui gli Stati Uniti detengono una quota", hanno dichiarato le Guardie della Rivoluzione in un comunicato stampa odierno. "Siamo determinati a rispondere a qualsiasi minaccia con la stessa intensità deterrente che essa genera... Se colpite l'elettricità, noi colpiamo l'elettricità" aggiunge il comunicato, citato dall'agenzia Mehr. Sabato, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che le centrali elettriche iraniane sarebbero state prese di mira se Teheran non avesse "aperto completamente" lo Stretto di Hormuz a tutte le navi entro 48 ore.
Iea: "Almeno 40 infrastrutture energetiche "gravemente o molto gravemente"
Il capo dell'Agenzia Internazionale dell'Energia ha dichiarato oggi che almeno quaranta infrastrutture energetiche sono state "gravemente o molto gravemente" danneggiate in Medio Oriente a causa della guerra nella regione. "Almeno quaranta infrastrutture energetiche nella regione sono state gravemente o molto gravemente danneggiate in nove paesi", ha dichiarato Fatih Birol al National Press Club nella capitale australiana.
Madrid condanna attacchi a infrastrutture energetiche in Medio Oriente
Il governo di Spagna ha condannato gli attacchi contro infrastrutture energetiche critiche in Medio Oriente, citando il raid israeliano contro il giacimento di South Pars in Iran e i successivi attacchi iraniani contro impianti nei Paesi del Golfo, tra cui il "brutale bombardamento" del sito di Ras Laffan in Qatar. Madrid respinge "nei termini più energici" queste azioni, definite una nuova escalation con conseguenze umane e ambientali imprevedibili, segnala il ministero degli Esteri in una nota. L'esecutivo iberico ha inoltre condannato l'avvertimento di evacuazione lanciato da Teheran alle popolazioni civili residenti vicino agli impianti energetici nel Golfo, giudicato "illegale, ingiustificato e di impossibile attuazione". Madrid ricorda che gli attacchi contro infrastrutture energetiche rappresentano una violazione del diritto internazionale e umanitario e mettono a rischio la vita di civili innocenti. Il governo spagnolo rinvia tutte le parti alla moderazione per evitare ulteriori effetti destabilizzanti con possibili ripercussioni globali, esprimendo al contempo sostegno agli sforzi dei Paesi del Golfo per una urgente de-escalation.
Iran, Consiglio Difesa: "Se invasi mineremo e bloccheremo Golfo"
Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato di dispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sia invaso. "Si ribadisce che qualsiasi tentativo nemico di attaccare la costa o le isole iraniane portera' naturalmente, in conformita' con la procedura militare standard, alla posa di mine su tutte le vie di accesso e le linee di comunicazione nel Golfo Persico e lungo la costa con vari tipi di mine marine, comprese le mine galleggianti dispiegabili dalla riva", si legge el comunicato riportato dall'agenzia Tasnim. "In tal caso, l'intero Golfo Persico sara' in una situazione simile a quella dello Stretto di Hormuz per un lungo periodo e, questa volta, insieme allo Stretto di Hormuz, l'intero Golfo sara' di fatto bloccato, con la responsabilita' che ricadra' sull'aggressore", si avverte. "Il fallimento di oltre 100 sminatori nel bonificare un numero limitato di mine marine negli anni '60 e' ancora vivo nella memoria", si ricorda nella nota.
Media Iran: "Sei morti e 43 feriti in un attacco Usa al nord"
Un raid aereo americano ha colpito diverse abitazioni nella parte settentrionale di Khorramabad, nella provincia del Lorestan, uccidendo sei persone e ferendone altre 43 ferite. Lo scrive l'agenzia iraniana Isna secondo la quale "il bilancio delle vittime aumenterà. Quattro case sono state completamente distrutte e molte altre danneggiate".
Pechino: "Nuovo attacchi in Medio Oriente porterebbero a situazione incontrollabile"
La Cina ha avvertito che ulteriori attacchi in Medio Oriente rischiano di creare una "situazione incontrollabile" nella regione devastata dalla guerra, dopo che sabato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di "radere al suolo" le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse posto fine al blocco parziale dello Stretto di Hormuz. "L'uso della forza porterà solo a un circolo vizioso", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian in una conferenza stampa, quando gli è stato chiesto delle minacce di Trump. "Se la guerra si espandesse ulteriormente e la situazione si deteriorasse di nuovo, l'intera regione potrebbe essere precipitata in una situazione incontrollabile", ha affermato.
Iran, Consiglio difesa: "Si passa Hormuz solo con nostro ok"
Il consiglio di Difesa ha ribadito che l'unico modo per i paesi non belligeranti di attraversare lo Stretto di Hormuz e' attraverso il coordinamento con l'Iran. Lo riporta l'agenzia Isna. "L'unico modo per i paesi non belligeranti di attraversare lo Stretto di Hormuz e' coordinarsi con l'Iran", si legge nella nota riportata dai media iraniani. "L'intera nazione iraniana, le sue forze armate e i suoi funzionari resisteranno con fermezza fino alla morte nell'eseguire il comando della Guida Suprema della Rivoluzione Islamica e comandante in capo delle Forze Armate", si assicura.
Iran, nube tossica su Teheran dopo attacchi a siti petrolio
Due settimane dopo i bombardamenti israeliani sui depositi di petrolio di Teheran, una nube tossica continua a incombere sulla Capitale, con gravi rischi per la salute degli abitanti. Lo riporta il Guardian citando le immagini dell'area prese dai satelliti. Il fumo dei bombardamenti del 7 marzo su piu' strutture ha coperto la citta' con inquinanti che vanno dalla fuliggine alle particelle di olio all'anidride solforosa. Ore dopo, una tempesta di passaggio ha inondato Teheran di pioggia velenosa e piena di petrolio. Alcuni residenti, intervistati dal Guardian, hanno riferito di mal di testa, irritazione degli occhi e della pelle e difficolta' respiratorie. Gli esperti hanno avvertito che questi sintomi potrebbero essere solo l'inizio, con rischi a lungo termine di malattie cardiovascolari, deterioramento cognitivo, danni al Dna e cancro.
Borse europee: aprono in netto calo, pesano guerra e petrolio
Avvio in deciso calo per le Borse europee a causa dei timori per una nuova escalation del conflitto in Medio Oriente. L'ultimatum di Trump all'Iran sull'apertura dello stretto di Hormuz, e la risposta aggressiva di Teheran, hanno pesato sul sentiment insieme al nuovo rialzo del prezzo del petrolio. Nei primi scambi a Londra l'indice Ftse 100 cede l'1,46% a 9.770,95 punti, a Francoforte il Dax l'1,99% a 21.957 punti e a Parigi il Cac40 perde l'1,50% a 7.550,96 punti. A Piazza Affari l'indice Ftse Mib segna -1,9% a 42.079,63 punti. A Madrid, infine, l'Ibex 35 arretra del 2,20% a 16.346, 41 punti
Iran, media: Consiglio Difesa "se invasi mineremo il Golfo"
Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato di dispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sia invaso. Lo riporta l'Associated Press.
Mosca: "Gli Usa abbiano il buon senso di non colpire la centrale iraniana di Bushehr"
Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha dichiarato che Mosca spera che la leadership statunitense, la la quale minaccia di attaccare le infrastrutture energetiche iraniane se Teheran non sbloccherà lo Stretto di Hormuz, "abbia il buon senso di non colpire la centrale nucleare iraniana di Bushehr". "Immagino che Bushehr non sarà inclusa in queste liste, poiché le conseguenze sarebbero semplicemente catastrofiche per tutti", ha detto ai media Rudenko, citato dall'agenzia Interfax.
Premier iracheno: "Noi amici di Iran e Stati Uniti, fateci mediare"
"Gli Stati Uniti sono amici, abbiamo importanti relazioni strategiche di vecchia data. Le nostre relazioni sono forti e abbiamo stretti rapporti economici, specie nel campo petrolifero. Del resto, abbiamo ottimi rapporti anche con l'Iran, ecco perché possiamo agire da mediatori". Così in un'intervista a Il Corriere della Sera, il premier iracheno Mohammed Shia al-Sudani parlando del conflitto in Medio Oriente. "Tra le cause principali" dell'attacco israelo-americano "c'è la questione israelo-palestinese, che destabilizza l'intera regione", osserva. Gli Stati Uniti, dice, "si sono lasciati trascinare in un nuovo attacco, ma ancora non è chiaro con quale obiettivo". Quanto ai gruppi armati estremisti sciiti filo-Teheran che sparano sulle basi americane e della coalizione internazionale alleata, tra cui quella italiana: "Il nostro esercito e gli apparati di sicurezza nazionali lavorano assieme per mettere sotto controllo qualsiasi tipo di violenza illegale", risponde al-Sudani. "Però la situazione è davvero complicata in Iraq e ha le sue radici nel periodo in cui questi gruppi furono fondati per combattere il terrorismo del sedicente Stato Islamico a fianco degli americani - precisa - Dopo la fine dell'Isis abbiamo lavorato anche con la coalizione internazionale per scioglierli. Sappiamo che alcuni di loro vedono la presenza delle truppe straniere come un'occupazione dell'Iraq". E aggiunge che "anche per questo motivo, con gli alleati abbiamo deciso adesso di anticipare la fine della coalizione internazionale, che avrebbe dovuto proseguire sino al settembre 2026". Per quanto riguarda l'Iraq, "è cambiato - sottolinea - non vedo rischi di guerra interna o terrorismo. Ci sono solo pochi jihadisti isolati a cui diamo la caccia". Il premier oltre a condannare la chiusura di Hormuz, fa sapere che non si uniranno "ad azioni belliche nel Golfo". E plaude alla politica europea: "Va privilegiata la diplomazia".
Iran, Idf: "Nuovo lancio missili su Israele"
Le forze armate israeliane hanno individuato un nuovo lancio di missili su Israele. Lo riferisce l'Idf.
Oro: crolla (-6%) a 4.200 dlr. Giù anche argento
Oro, argento e platino restano sotto forte pressione sui mercati, mentre gli investitori continuano a ridurre l'esposizione ai metalli preziosi nonostante il conflitto in Medio Oriente. A pesare sono i timori che l'escalation della guerra con l'Iran alimenti l'inflazione globale e costringa le principali banche centrali a mantenere una linea restrittiva piu' a lungo. L'oro perde oltre il 6% e scivola verso i 4.100 dollari l'oncia, toccando i livelli piu' bassi degli ultimi quattro mesi. La scorsa settimana il metallo giallo aveva gia' lasciato sul terreno oltre il 10%, mentre il forte rialzo del petrolio ha rafforzato le preoccupazioni per una nuova fiammata inflazionistica, spingendo i mercati a scontare una pausa piu' lunga sui tassi o persino ulteriori rialzi da parte delle principali banche centrali. Il conflitto con l'Iran, intanto, non mostra segnali di allentamento. Il presidente Donald Trump ha minacciato attacchi contro centrali elettriche iraniane se lo Stretto di Hormuz non verra' riaperto, mentre Teheran ha avvertito che colpira' asset chiave statunitensi e israeliani nella regione nel caso in cui vengano prese di mira le proprie infrastrutture energetiche. In forte calo anche l'argento, che perde oltre l'8% sul mercato spot e piu' dell'11% nei contratti future, scivolando sui minimi da inizio anno. Le vendite si estendono anche agli altri metalli preziosi: il platino crolla di oltre il 10% e il palladio lascia sul terreno quasi il 7%. Il calo dei metalli preziosi riflette il cambio di umore dei mercati: la guerra non sta rafforzando la domanda di beni rifugio, ma alimenta piuttosto i timori per energia piu' cara, inflazione piu' persistente e condizioni finanziarie piu' rigide. In questo quadro, aumenta anche la pressione sulle principali economie perche' sostengano la liquidita', anche attraverso vendite di oro, per assorbire l'impatto del conflitto.
Iran, Cina: "Regione rischia di andare fuori controllo"
La Cina ha avvertito del rischio che la situazione in Medio Oriente possa diventare "incontrollabile" se il presidente degli Stati Uniti Donald Trump portera' avanti la sua minaccia di distruggere le centrali elettriche iraniane. "Se la guerra si diffondesse e la situazione dovesse peggiorare ulteriormente, l'intera regione potrebbe precipitare in una situazione incontrollabile", ha dichiarato in conferenza stampa il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Lin Jian.
Iran, Teheran: "Nemmeno Nato avalla bugie Israele su Diego Garcia"
Per l'Iran, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, non ha voluto confermare che Teheran abbia preso di mira la base anglo-americana di Diego Garcia. "Il fatto che persino il segretario generale della Nato (notoriamente impegnato a fare pressioni sui membri dell'Alleanza affinche' accontentino gli Stati Uniti e sostengano la loro guerra illegale contro l'Iran) si rifiuti di avallare la piu' recente disinformazione israeliana, la dice lunga: il mondo e' ormai esausto di queste trite e ritrite storie di operazioni sotto falsa bandiera", ha scritto il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baqaei, in un post su X in cui riporta le dichiarazioni di Rutte.
Mosca: "Contrari al blocco di Hormuz, ma va letto nel contesto del Medio Oriente"
Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha affermato che Mosca si oppone al blocco dello Stretto di Hormuz, ma chiede che 'l'intera situazione venga considerata nel contesto degli eventi in Medio Oriente'. "L'Iran, come altri Paesi, ha anche il diritto all'autodifesa, secondo la sua visione. Questo non significa che approviamo tutto ciò che accade lì", ha detto Rudenko ai media, citato dall'agenzia Interfax.
Iran, media: "Sei morti in attacchi mirati a Tabriz"
Sei persone sono rimaste ferite in due attacchi mirati a Tabriz, nell'est dell'Iran. Lo riferisce al Jazeer citando l'agenzia iraniana Fars. Majid Farshi, direttore regionale della Protezione civile, ha reso noto che quattro persone sono morte nel bombardamento di un condominio nella zona di Marzdaran e altre due in un parco di Rabe Rashidi.
Borsa: Tokyo, chiusura in netto calo (-3,48%)
La Borsa di Tokyo termina la prima seduta della settimana in sostenuto ribasso, assestandosi ai minimi di inizio anno, con gli investitori preoccupati per l'evoluzione del conflitto in Medio Oriente, dopo le nuove minacce del presidente Usa Donald Trump di bombardare le infrastrutture energetiche dell'Iran se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto al transito. Il listino di riferimento Nikkei cede il 3,48%, a quota 51.515,49, con una perdita di 1.857 punti. Sul mercato valutario lo yen guadagna terreno sul dollaro, a 159,50, ed è stabile sull'euro a 183,90.
Tricarico: "I missili iraniani hanno sorpreso tutti"
Con l'operazione iraniana contro la base di Diego Garcia "la Repubblica Islamica ha sorpreso tutti, in particolare 'gli addetti ai lavori', a cominciare dalle forze israeliane, e questo è davvero strano e inquietante". Così in un'intervista a La Stampa l'ex capo di stato maggiore dell'Aeronautica militare italiana, Leonardo Tricarico. "Significa - aggiunge - che qualcosa nella raccolta o nella valutazione delle informazioni apparentemente non ha funzionato come avrebbe dovuto. E questo dubbio alimenta incertezza e paura". A una domanda su quanto sia grande e grave l'insidia: "Il punto strategico-militare non è tanto se un missile possa raggiungere la Turchia, questo cambierebbe poco le dinamiche, ma se sia in grado di arrivare più lontano, verso paesi come Grecia, Italia, Francia o Germania - risponde il generale - In quel caso si aprirebbe uno scenario completamente diverso". Su quale possa essere, Tricarico pone un tema: "Come reagirebbero questi Stati? Si attiverebbe l'articolo 5 della Nato? Ci sarebbe quindi un coinvolgimento diretto dell'Alleanza atlantica?" E prosegue: "Il pericolo in prospettiva è complesso, riguarda la politica oltre agli eserciti. L'incubo è un'escalation imprevista". "Sul piano militare occorre scoprire e chiarire la portata: quanti missili hanno gli iraniani, con quale affidabilità, con quale precisione", osserva il generale. "La guerra oggi è in una fase di stallo - conclude - Ma il quadro può cambiare con sorprese clamorose, peraltro mai da escludere".
Kepel: "Pericoli enormi, ci avviciniamo all'uso dell'atomica"
"Fare un pronostico" sulla guerra in Medio Oriente "è ancora difficile perché ci sono troppe incognite, tanto sulla capacità iraniana di colpire Israele e i Paesi del Golfo quanto sulla possibilità che Netanyahu e Trump riescano a distruggere il regime di Teheran. Ma siamo al parossismo, ci avviciniamo cioè in modo pericoloso all'uso dell'arma nucleare". A dirlo in un'intervista a La Stampa è l'islamologo Gilles Kepel. "L'attacco reciproco su Natanz e su Dimona - spiega - con la teocrazia sciita sorprendentemente in grado di infliggere danni seri al sito dov'è localizzata la bomba israeliana, apre a un'escalation imprevedibile". Se abbiano sottovalutato l'Iran "il regime si era evidentemente preparato a questo attacco - osserva - E usando le armi del povero, come i droni Shahed da 35 mila dollari l'uno prodotti in tutto il Paese su scala industriale, è riuscito, per ora, a mettere in trappola i nemici". Kepel parla anche del "sistema organizzativo a mosaico costruito dal regime per ovviare alla portentosa capacità d'infiltrazione israeliana grazie al quale, per quanto decapitata, la teocrazia non cade e risponde colpo su colpo". Quanto all'Iran come "minaccia concreta": "Non lo era. Di sicuro, a sentire l'antiterrorismo americano, non lo era per gli Stati Uniti - È una guerra di Israele. Anche l'Unione europea si tiene alla larga, con Macron ed altri leader disponibili a riattivare il commercio mondiale senza però schierare alcuna forza a Hormuz", prosegue Kepel. L'islamologo dice di non essere convinto del fatto che il regime sia ancora in controllo del Paese. "Filtrano poche notizie dall'Iran, circolano dei video ma vanno scremate propaganda e intelligenza aritificiale". Se Trump dovesse mandare i soldati "sarebbe una catastrofe - è il monito dello studioso - l'America non può neppure ipotizzarlo. Il tema è il rischio nucleare, il momento Hiroshima: i missili caduti su Dimona che fino a ieri venivano intercettati nei cieli d'Israele".
Iran, Lavrov: "Modi atteso in Russia quest'anno"
Il primo ministro indiano Narendra Modi è atteso in Russia nel corso dell'anno. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov sottolineando che è ''importante il coordinamento tra India e Russia in politica estera'' e, in particolare ora, ''in merito alla crisi nel Golfo Persico'' dopo la guetta in Iran. Lo riporta la Tass.
Teheran: "Arrestati decine di mercenari di Usa e Israele"
Il Ministero dell'Intelligence di Teheran ha dichiarato in un comunicato che 25 "mercenari degli Stati Uniti e di Israele" sono stati arrestati, di cui 23 nella Provincia Centrale e 2 nella Provincia del Golestan. "Gli arrestati avevano legami con la rete televisiva dissidente Iran International e le hanno inviato informazioni sulla posizione di centri militari e forze di sicurezza, oltre ad avere legami con gruppi separatisti che pianificavano disordini di piazza in caso di appelli da parte del nemico statunitense-israeliano", aggiunge il comunicato, citato da Irna, precisando che a 15 degli arrestati verranno confiscati beni. Nel frattempo, altri "elementi di Iran International Tv" sono stati arrestati a Bojnourd, nella Provincia del Khorasan Settentrionale. Le forze di sicurezza iraniane, in messaggi ai cittadini, hanno minacciato di intervenire contro i membri delle pagine social di Iran International, invitandoli ad abbandonare tali pagine.
Borsa: l'Asia cade con Tokyo e Seul, l'Europa attesa in rosso
Avvio di settimana al cardiopalma per le Borse di Asia e Pacifico, ancora una volta sotto pressione per i timori di una ulteriore escalation della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Un nuovo ultimatum di Donald Trump a Teheran ha innescato una fuga generalizzata dagli asset rischiosi. Tokyo lascia il 3,48% e Seul il 6,5% con Giappone e Corea che insieme all'India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali. Pesantissime anche Hong Kong (-4,16%), Shanghai (-3,6%) e Shenzhen (-4,19%). L'Europa è prevista in rosso, così come sono negativi i future su Wall Street.
Iran: media, caccia Usa precipita in Kuwait
Un caccia americano e' precipitato in Kuwait. Lo scrive l'agenzia Mehr citando media iracheni. Secondo l'emittente irachena Al-Ahd, citata dai media iraniani, il caccia americano e' stato colpito nei cieli sopra l'Iran ed e' poi caduto in Kuwait.
Cambi, euro apre in calo poco sopra quota 1,15 dollari
Euro debole nei primi scambi della mattinata poco sopra quota 1,15 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1532 dollari (-0,35%) e a 183,92 yen (+0,17%). Cambio dollaro/yen a 159,48, +0,16% in favore del biglietto verde.
CentCom: "L'Iran prende di mira i civili per disperazione"
Brad Cooper, a capo del Comando Centrale degli Stati Uniti (CentCom), ha affermato che l'Iran ha preso di mira sempre più spesso obiettivi civili nella regione "per disperazione", a causa del deterioramento delle sue capacità militari, in un'intervista a Iran International, il media d'opposizione basato a Londra. "Stanno agendo in preda alla disperazione... Nelle ultime due settimane, hanno attaccato obiettivi civili in modo molto deliberato, più di 300 volte", ha dichiarato. Cooper ha inoltre sottolineato che "all'inizio del conflitto si vedevano grandi quantità di droni e missili. Ora non si vedono più. Si tratta di uno o due alla volta". L'amministrazione statunitense sostiene che la capacità di fuoco dell'Iran si sia drasticamente ridotta. Nella prima settimana di marzo, il Pentagono ha affermato che i lanci di missili erano diminuiti del 90% rispetto al primo giorno di combattimenti e gli attacchi con droni dell'86%.
Il prezzo del gas in avvio sale oltre i 60 euro al megawattora
Il prezzo del gas in avvio di settimana è in rialzo. I contratti Ttf sul mercato di Amsterdam salgono del 2,1% a 60,5 euro al megawattora.
Prezzo dell'oro crolla, Spot scambiato a 4.152 dollari
Il prezzo dell'oro crolla questa mattina sui mercati delle materie prime: il metallo prezioso con consegna immediata (Gold Spot) scende a 4.152 dollari l'oncia con una riduzione del 10,6%.
Amb. Ordine di Malta: "In Libano oltre un milione di sfollati"
In Libano si contano "oltre un milione di sfollati". Lo ha affermato l'ambasciatrice Maria Emerica Cortese, rappresentante diplomatica dell'Ordine di Malta a Beirut, ospite a Rai News 24. Dopo aver detto più volte che nel paese mediorientale è in corso una catastrofe umanitaria, la rappresentante dell'antichissimo ordine religioso (che è un soggetto sovrano di diritto internazionale dedito all'assistenza umanitaria in oltre 120 Paesi) ha detto che per il futuro "noi speriamo che qualcosa possa cambiare ma non sarà immediato: questo popolo è destinato a continuare a soffrire".
Iran, Emirati contro Lega Araba e Oci: "Dove siete nel bisogno?"
Durissima presa di posizione degli Emirati Arabi Uniti contro le organizzazioni islamiche e arabe ree di aver lasciato solo il Golfo durante la guerra. A farsene portavoce e' stato Anwar Gargash, potente consigliere del presidente emiratino Mohammed bin Zayed. "Noi, negli Stati del Golfo Persico, abbiamo il diritto di chiedere: dove sono le istituzioni di azione araba e islamica congiunta, prima fra tutte la Lega Araba e l'Organizzazione della Cooperazione Islamica, mentre i nostri Paesi e i nostri popoli sono soggetti a questa brutale aggressione iraniana? E dove sono i principali Stati arabi e regionali?", ha scritto su X. "In questa assenza e impotenza, non sara' lecito parlare in seguito del declino del ruolo arabo e islamico o criticare la presenza americana e occidentale. Gli stati arabi del Golfo sono stati un sostegno e un partner per tutti nei periodi di prosperita'... quindi, dove siete oggi, in tempi di difficolta'?", ha aggiunto.
Prezzo petrolio sale ancora, Wti scambiato a 100,68 dollari
Il prezzo del petrolio sale ancora sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a maggio è scambiato a 100,68 dollari con una crescita del 2,49% mentre il Brent, sempre con consegna a maggio, è scambiato a 113,70 dollari con un avanzamento dell'1,35%.
Bitcoin: resta sotto 68mila dollari, pesa escalation conflitto
Anche il Bitcoin arretra insieme agli altri asset piu' rischiosi, scendendo sotto 68mila dollari, in un mercato scosso dall'escalation in Medio Oriente. A pesare sono i timori per un allargamento del conflitto e per nuove pressioni su inflazione e tassi. In questo quadro la criptovaluta piu' famosa ha comunque tenuto meglio dell'oro nell'ultimo mese, guadagnando circa il 6%. Resta pero' negativo il bilancio da inizio anno: mentre l'oro si muove intorno alla parita', il Bitcoin registra ancora una flessione superiore al 20%. Il metallo giallo ha risentito di forti prese di profitto dopo i massimi di fine gennaio e di un piu' ampio smontaggio delle posizioni lunghe. Il Bitcoin, invece, ha beneficiato di sviluppi normativi piu' favorevoli negli Stati Uniti e del ritorno degli acquisti dopo il forte calo accusato rispetto ai massimi record di ottobre.
Media: "Coloni tentano di incendiare una clinica e auto in Cisgiordania"
Secondo quanto riportato dai media palestinesi, alcuni coloni avrebbero tentato di incendiare veicoli e una clinica durante la notte nel villaggio di Burqa, nella zona di Ramallah. Non si segnalano feriti. Lo riporta il Times of Israel. Secondo altre fonti, i coloni avrebbero anche bloccato una strada per diverse ore durante la notte nelle colline a sud di Hebron, apparentemente nel tentativo di impedire il passaggio ai palestinesi, e avrebbero lanciato pietre contro un palestinese nella zona di Nablus. Gli attacchi si sono verificati in un contesto di crescente violenza da parte dei coloni in Cisgiordania, con arresti sempre più rari e incriminazioni ancora più rare. I critici affermano che l'impunità di cui godono i coloni dimostra che la violenza degli estremisti è avallata, se non addirittura incoraggiata, dal governo, scrive il Times of Israel.
Iran, Israele riunisce gabinetto sicurezza dopo ultimatum Trump
Il gabinetto di sicurezza israeliano si riunira' questa sera in vista dell'ultimatum di Donald Trump all'Iran. Lo riferiscono i media israeliani. Il presidente americano ha dato ieri 48 ore a Teheran per riaprire lo stretto di Hormuz o attacchera' le reti energetiche iraniane.
Libano, Hezbollah: "Abbiamo soprese in serbo. Soprattutto droni"
Hezbollah ha minacciato di colpire duramente Israele in particolare con droni. "Abbiamo delle sorprese in serbo, specialmente per quanto riguarda i droni suicidi. Ci siamo preparati per una lunga guerra contro gli occupanti sionisti", ha dichiarato Wafiq Safa, membro del Consiglio politico di Hezbollah, alla tv di stato iraniana. "Dopo la guerra, costringeremo il governo a revocare la sua decisione di vietare le attivita' militari di Hezbollah e non importa come lo faremo", ha aggiunto.
Iran: "Un morto in un attacco a una stazione radiofonica"
Un attacco a una stazione radiofonica nel sud dell'Iran ha causato almeno un morto, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. "Il trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall'esercito terroristico sionista-americano", ha riferito la televisione di Stato della Repubblica Islamica dell'Iran. "In questo attacco, che viola il diritto internazionale, un membro del personale di sicurezza del centro è stato ucciso e un'altra persona è rimasta ferita".
Trump: pace attraverso la forza. Per usare eufemismo
Il presidente americano Donald Trump è tornato a invocare una guerra durissima con L'Iran. "Pace attraverso la forza, per usare un eufemismo", ha scritto su Truth.
Oro: prezzo scende sotto 4.300 dollari, in calo da 4 settimane
L'oro e' sceso sotto i 4.300 dollari l'oncia, estendendo il calo alla quarta settimana consecutiva, mentre l'aggravarsi del conflitto in Medio Oriente alimenta i timori sull'inflazione e aumenta la pressione sulle principali economie affinche' sostengano la liquidita', anche attraverso vendite di oro, per compensare l'impatto della guerra. Il conflitto con l'Iran, del resto, continua a non mostrare segnali di allentamento. Il presidente Donald Trump ha minacciato attacchi contro centrali elettriche iraniane se lo Stretto di Hormuz non verra' riaperto, mentre Teheran ha avvertito che colpira' asset chiave statunitensi e israeliani nella regione nel caso in cui vengano prese di mira le proprie infrastrutture energetiche. La scorsa settimana il metallo giallo ha perso oltre il 10%, penalizzato dall'impennata del petrolio, che ha rafforzato i timori di un'inflazione piu' persistente e spinto i mercati a scontare una pausa piu' lunga sui tassi, se non addirittura nuovi rialzi da parte delle principali banche centrali.
Iran, Idf: "Intercettati missili lanciati dall'Iran"
Le Idf hanno intercettato missili lanciati dall'Iran verso il territorio israeliano e hanno chiesto alla popolazione di mettersi al riparo. "Poco fa, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno identificato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele", ha scritto l'esercito israeliano su Telegram. "I sistemi di difesa sono in funzione per intercettare la minaccia", hanno aggiunto.
Borse asiatiche: in forte calo per timori guerra, Kospi -6%
Le Borse asiatiche aprono la settimana in forte calo, appesantite dai timori di un'ulteriore escalation della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. A spingere gli investitori fuori dagli asset piu' rischiosi e' stato l'ultimatum lanciato dal presidente Donald Trump a Teheran, seguito dalla dura risposta iraniana. Tra i listini peggiori figurano Giappone e Corea del Sud, considerati insieme all'India tra i Paesi asiatici piu' esposti a possibili interruzioni delle forniture energetiche globali. Sui mercati pesa anche il rialzo del petrolio, che alimenta i timori di un'inflazione piu' persistente e di banche centrali costrette a mantenere una linea piu' restrittiva. A Tokyo, l'indice Nikkei cede oltre il 3,5%, mentre a Seul il Kospi oltre il 6%, segnando la flessione piu' pesante dell'area. Sul listino sudcoreano pesa anche la prospettiva di una Bank of Korea piu' aggressiva nei prossimi mesi, dopo la nomina dell'economista Shin Hyun-song a nuovo governatore della banca centrale. Nelle precedenti dichiarazioni, Shin aveva assunto toni da falco, mettendo in guardia contro l'eccesso di credito e i rischi inflazionistici. In calo anche gli altri principali mercati della regione: a Hong Kong, l'Hang Seng perde quasi il 4%, mentre in Cina gli indici di Shanghai e Shenzhen arretrano entrambi di oltre il 3,5%.
Iran, esercito: "Trump pensava fosse film. Perde e nasconde morti"
Il presidente Donald Trump pensava che la guerra all'Iran fosse come un film di Hollywood e invece sta perdendo e nasconde agli Americani il numero dei suoi morti in battaglia. A sostenerlo e' Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare Khatam al-Anbiya,in dichiarazioni riportate dai media iraniani. "I malvagi politici sionisti americani, assassini di bambini, hanno allestito una grande messinscena, usando il proprio personale militare e la popolazione musulmana della regione come scudi umani per le loro politiche sconsiderate, e minacciano costantemente un Iran potente", ha detto. "Soldati americani vengono massacrati quotidianamente nella guerra che avete istigato, rotolando nel proprio sangue, e voi vi astenete dall'informare la nazione americana e le loro famiglie delle vere cifre di morti e feriti, e censurate invece severamente le notizie sulla guerra. Se il vostro esercito criminale riportasse le cifre reali dei morti e dei feriti in modo accurato e tempestivo, il vostro esercito codardo e timoroso andrebbe in pezzi, i vostri soldati si rifiuterebbero di obbedire ai loro comandanti e dovreste affrontare una feroce resistenza del vostro stesso popolo in America, che non vi permettera' di mandare i propri figli a morire", ha proseguito. "Soprattutto tu, Trump, lo sciocco presidente d'America! Non puoi ottenere nulla con i tuoi circhi mediatici in questa guerra e invasione che hai scatenato contro un potente Iran", ha insistito, "avete scambiato la guerra contro la fiera nazione e le potenti forze armate dell'Iran per film hollywoodiani ed eroi di fantasia, e avete iniziato l'aggressione con calcoli errati. Forse non avreste potuto immaginare una sconfitta cosi' totale".
Iran, Pasdaran: "Se rete energetica attaccata risponderemo"
I Guardiani della Rivoluzione iraniani sono tornati a minacciare dure rappresaglie in caso di bombardamenti ai suoi impianti energetici. "Avete attaccato i nostri ospedali noi no. Avete attaccato i nostri centri di soccorso, noi no. Avete attaccato le nostre scuole, noi no. Ma se attaccate la rete energetica, noi attaccheremo reti energetiche: risponderemo a qualsiasi minaccia con la stessa intensita'", si legge in una nota riportata dall'agenzia Isna.
Ft: "Taiwan teme che la guerra in Iran stia esaurendo i missili Usa a lungo raggio"
Taiwam teme che la guerra in Iran stia esaurendo le scorte di missili da crociera a lungo raggio, che sarebbero fondamentali per consentire agli Stati Uniti di respingere un'eventuale attacco cinese, rendendo così il Paese più vulnerabile. Lo riporta il Financial Times, dopo aver parlato con alcuni funzionari della Difesa di Taipei. "La mia preoccupazione principale è che le forze statunitensi stiano consumando grandi quantità di munizioni che, presumibilmente, sarebbero necessarie per contrastare un eventuale attacco a Taiwan", ha dichiarato al Ft un alto funzionario della difesa taiwanese spiegando che "questo indebolisce la deterrenza". Secondo le fonti di Taipei, se gli Stati Uniti dedicassero troppo tempo ad altri teatri di guerra, al punto da concentrarvi troppe risorse, "alla fine si creerebbe davvero uno squilibrio". Il Center for Strategic and International Studies (Csis) ha stimato la scorsa settimana che le forze statunitensi abbiano lanciato 786 missili Jassm e 319 missili Tomahawk nei primi sei giorni della guerra in Iran, in entrambi i casi, una quantità pari a diversi anni di produzione. Gli esperti di difesa hanno affermato che entrambi sarebbero cruciali in qualsiasi conflitto su Taiwan perché possono essere lanciati al di fuori della portata delle difese aeree nemiche, riducendo il rischio per gli aerei o le navi da guerra che attaccano.
Israele: intercettati missili lanciati dall'Iran
L'esercito israeliano ha annunciato stamattina di aver intercettato missili lanciati dall'Iran verso lo Stato ebraico, nel 24mo giorno di guerra in Medio Oriente. Le forze armate di Israele "hanno rilevato missili lanciati dall'Iran. I sistemi di difesa sono in azione per intercettare questa minaccia", ha scritto l'esercito su Telegram.
Iran, capo Aie: 40 impianti energetici con danni gravi in M.O.
Almeno 40 impianti energetici in Medio Oriente sono stati "gravemente danneggiati" nel corso del conflitto tra Usa,Israele e Iran. Lo ha affermato Fatih Birol, Direttore Generale dell'Agenzia Internazionale dell'Energia.
Idf: raid aerei su Teheran contro obiettivi del regime
L'esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato "una massiccia ondata di attacchi aerei contro le infrastrutture governative iraniane a Teheran". Secondo quanto dichiarato dall'Idf, gli attacchi sono diretti contro "infrastrutture legate al regime terroristico iraniano".