Il Papa: "Sulla Flotilla siano rispettati i diritti di tutti. Aiutare Gaza"

Mondo
©Ansa

Questo l'appello lanciato dal Pontefice, uscendo da Villa Barberini a Castel Gandolfo e a proposito delle violenze subite dagli attivisti della Flotilla. "Bisogna fare un nuovo appello per il rispetto dei diritti umani di tutti", ha detto Leone XIV parlando con i giornalisti

ascolta articolo

"Siano rispettati i diritti di tutti". Questo l'appello lanciato da Papa Leone XIV, uscendo da Villa Barberini a Castel Gandolfo e a proposito delle violenze subite dagli attivisti della Flotilla. "Bisogna fare un nuovo appello per il rispetto dei diritti umani di tutti", ha detto il Pontefice parlando con i giornalisti. "Purtroppo il popolo di Gaza non riceve ancora aiuti umanitari, questo sta provocando proteste, difficoltà e anche l'azione di quelli che hanno partecipato alla Flotilla. Io rinnovo l'appello a tutte le autorità ad assistere e accompagnare, aiutare il popolo di Gaza che soffre tanto", ha aggiunto il Pontefice. 

Il rientro degli attivisti

Intanto la missione di terra della Flotilla è finita in Libia. Dopo il violento sgombero di lunedì sera del convoglio che si era accampato da giorni nei pressi di Sirte, i circa duecento attivisti di varie nazionalità faranno ritorno a casa. Tra loro ci sono anche sette italiani che arriveranno nelle prime ore di domani, 27 maggio, a Fiumicino.

Il racconto delle violenze

"Siamo stati attaccati dalle forze libiche dell'ovest nel nostro accampamento - ha riferito l'attivista Sara Suriano -. Eravamo in presidio ad attendere il rilascio di compagne e compagni, abbiamo visto arrivare delle camionette nere di militari. Erano tutti a volto coperto". A quel punto, poi, tutti si sono radunati in una moschea. "C'è stato caos. La moschea è stata alla fine sgomberata col gas", ha riferito ancora l'attivista, raccontando di alcune donne "strattonate, colpite alla schiena, una presa per il collo, una trascinata per i piedi fuori". Ad avere la peggio è stato "un ragazzo dell'organizzazione" che è rimasto "privo di sensi e si ipotizza che abbia riportato un trauma cranico dopo esser stato colpito con un pugno".

Il convoglio di terra

Il convoglio di terra era partito il 15 maggio con a bordo 7 ambulanze, 20 case mobili, 10 camion di aiuti umanitari diretti a Gaza e oltre 200 partecipanti da più di 25 paesi. Rispetto a questo convoglio si attendono notizie degli altri dieci attivisti della stessa spedizione, tra cui Domenico Centrone e Dina Alberizia, fermati nei giorni scorsi nella Libia orientale. Il console generale a Bengasi aspetta indicazioni per recarsi in visita. Sono accusati di "ingresso illegale" per essere entrati nella regione senza autorizzazione e dovrebbero essere espulsi presto. Il ministero degli Esteri di Bengasi ha fatto sapere di aver agito "nel rispetto della legge e dei diritti umanitari" assicurando che "stanno ricevendo l'assistenza medica e umanitaria necessaria".

La missione "via mare"

Nel nostro Paese, intanto, procede l'indagine della Procura di Roma sulla detenzione in Israele dei partecipanti alla missione "via mare" dopo l'abbordaggio delle barche in acque internazionali. Sono una decina i nomi della catena di comando israeliana al vaglio dei pm che stanno valutando eventuali profili penali nei loro comportamenti. 

Approfondimento

Sumud Flotilla, Papa: siano rispettati i diritti di tutti

Mondo: I più letti