Il presidente Usa ha escluso la possibilità di raggiungere un accordo per il cessate il fuoco con l'Iran. La Nato ha sospeso "temporaneamente" la sua missione in Iraq. Mentre Donald Trump ha definito i membri Nato "codardi" per la "mancanza di sostegno nella guerra contro l'Iran". Il governo britannico ha dato il via libera agli Usa per l'utilizzo delle proprie basi militari per proteggere lo Stretto di Hormuz. Araghchi: "Starmer mette a rischio le vite dei britannici concedendo basi agli Usa"
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Donald Trump ha escluso la possibilità di raggiungere un accordo per il cessate il fuoco con l'Iran. La Nato ha sospeso "temporaneamente" la sua missione in Iraq per via dell'escalation del conflitto regionale. Mentre il presidente Usa ha definito i membri dell'Alleanza "codardi" a causa della "mancanza di sostegno nella guerra contro l'Iran".
Il governo britannico ha dato il via libera agli Stati Uniti per l'utilizzo delle proprie basi militari al fine di lanciare attacchi contro obiettivi iraniani che minacciano lo Stretto di Hormuz. Secondo Araghchi, "Starmer mette a rischio vite britannici concedendo le basi agli Usa".
Il portavoce delle forze armate iraniane ha dichiarato che "i centri turistici e ricreativi di tutto il mondo non saranno più sicuri per i nemici".
Intanto, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato che gli attacchi statunitensi e israeliani hanno ucciso il loro portavoce Ali Mohammad Naini. La nuova guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, ha invitato l'intelligence iraniana a proseguire sulla strada del ministro ucciso Esmaeil Khatabi. "La sua assenza deve essere compensata dagli sforzi raddoppiati degli altri funzionari e del personale di quel delicato ministero, e la sicurezza deve essere strappata ai nemici interni ed esterni e garantita a tutti i nostri compatrioti", ha scritto sui suoi canali social.
Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone si dichiarano pronti a contribuire a un piano per garantire la navigazione commerciale dello Stretto di Hormuz.
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Iran, Casa Bianca: 'Presidente concentrato su unico obiettivo che è vittoria totale e completa'
"Come sempre, il presidente Trump è concentrato su un unico obiettivo: la vittoria totale e completa". Ad affermarlo è la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt,in un post su 'X' in cui rilancia il post su 'Truth' del presidente degli Stati Uniti Donald Trump in cui annunciava di valutare un ridimensionamento dell'operazione contro l'Iran. "Fin dal primo giorno dell’operazione 'Epic Fury', il presidente Trump - scrive Leavitt - ha delineato chiaramente gli obiettivi delle forze armate statunitensi: porre fine alla minaccia rappresentata dal regime terroristico iraniano. Il presidente e il Pentagono avevano previsto che ci sarebbero volute circa 4-6 settimane per portare a termine questa missione. Domani segnerà la terza settimana e le forze armate statunitensi stanno facendo un lavoro eccezionale. Giorno dopo giorno, il regime iraniano viene paralizzato e la sua capacità di minacciare gli Stati Uniti e i nostri alleati viene significativamente ridotta", sottolinea la portavoce della Casa Bianca.
Merz: 'Inviterò Trump, ma non è proprio in buona con me al momento'
Friedrich Merz vuole invitare Donald Trump a settembre in Renania Platinato e gli telefonerà nel weekend. È quello che ha annunciato il cancelliere tedesco parlando a Magonza per la campagna elettorale in vista delle regionali di domenica. Merz ha però anche ammesso di non sapere se il presidente degli Usa accetterà l'invito. "Al momento non è proprio di buon umore nei miei confronti", ha concesso, accennando implicitamente alle forti divergenze sorte sulla guerra in Iran, rispetto alla quale Berlino e l'Ue hanno negato ogni coinvolgimento fino a che non vi sarà almeno una tregua. "Devo parlare con lui nel weekend", ha spiegato parlando al comizio. Merz aveva già invitato Trump nella Renania-Palatinato in occasione della sua visita inaugurale nel 2025. Il nonno di Trump, Friedrich Trump, era emigrato dal Palatinato negli Stati Uniti nel 1885. A proposito dell'invito a Ba Duerkheim, ha aggiunto: "Non so nemmeno se tutti ne siano così entusiasti . Almeno per i servizi segreti sarà un incubo", ha scherzato.
Guerra Iran, Trump attacca gli alleati Nato: "Codardi, non vogliono aiutare su Hormuz"
Il presidente degli Stati Uniti, su Truth, ha scritto che "senza gli Usa" l'Alleanza "è una tigre di carta". Poi parlando di Teheran ha anche detto: "Non lasceremo che abbia il nucleare, perché se lo avesse lo userebbe"
Guerra Iran, Trump contro alleati Nato: 'Codardi, ce ne ricorderemo'
Vai al contenutoIran: "Minacce agli Emirati se attaccate isole iraniane nel Golfo"
L'Iran ha lanciato un avvertimento agli Emirati Arabi Uniti, minacciando di colpire la città portuale di Ras al-Khaimah se le sue isole nel Golfo continueranno a essere oggetto di attacchi."Avvertiamo gli Emirati Arabi Uniti che, in caso di rinnovata aggressione proveniente da quel Paese contro le isole iraniane di Abu Musa e Greater Tunb nel Golfo Persico, le potenti forze armate iraniane sottoporranno Ras Al Khaimah, negli Emirati Arabi Uniti, a pesanti attacchi", ha dichiarato un portavoce dell'esercito iraniano, secondo quanto riportato dall'emittente statale iraniana IRIB.
Bahrein aderisce a Paesi Ue, Canada e Giappone per Hormuz
Il Bahrein si è unito ai paesi dell'UE, al Giappone e al Canada nell'esprimere la propria disponibilità a sostenere gli sforzi per la riapertura dello Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato venerdì dai media statali del paese del Golfo.Si tratta del primo Paese della regione a esprimere pubblicamente la propria disponibilità a contribuire alla sicurezza di questa importante via navigabile."Il Regno del Bahrein ha aderito alla dichiarazione congiunta... riguardante lo Stretto di Hormuz", ha riferito l'agenzia di stampa statale del Bahrein (BNA)."La dichiarazione ha sottolineato che i Paesi condannano fermamente i recenti attacchi dell'Iran contro navi mercantili disarmate nel Golfo, gli attacchi contro infrastrutture civili, tra cui impianti petroliferi e del gas, e l'effettiva chiusura dello Stretto di Hormuz da parte delle forze iraniane".
Teheran elogia milizie alleate e promette "altre sorprese"
Il comandante della Forza Quds iraniana, Ismail Qa'ani, ha sottolineato che le milizie filo-iraniane in Medio Oriente possiedono "capacità di grande valore" e hanno condotto "operazioni molto efficaci", avvertendo che ci saranno "altre sorprese" in arrivo.Qa'ani ha rilasciato queste dichiarazioni in un messaggio in occasione della fine del mese sacro del Ramadan, indirizzato a queste milizie che formano il cosiddetto "asse della resistenza", con una presenza in Libano, Yemen, Iraq e nei territori palestinesi."L’unità dei fronti, consolidata grazie ai vostri sforzi, costituisce una forza per l’umma (nazione) islamica e un incubo di terrore per il dispotismo mondiale e il sionismo internazionale. Presto tutti assisteranno alla liberazione della nazione islamica dalla cospirazione sionista-americana, grazie ai vostri sforzi", ha dichiarato.Secondo l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, il comandante della Forza Quds – braccio operativo esterno delle Guardie Rivoluzionarie e legato alle milizie filo-iraniane in Medio Oriente – ha elogiato le loro recenti azioni contro Stati Uniti e Israele.Il messaggio è rivolto ai gruppi filo-iraniani in Libano (Hezbollah), Yemen (Ansar Allah o Houthi) e Iraq, dove operano decine di gruppi armati che si considerano parte della rete sostenuta da Teheran. Include anche le fazioni presenti nei territori palestinesi, dove organizzazioni come Hamas si definiscono parte dell’"asse della resistenza", una coalizione di gruppi armati e politici che operano con il sostegno iraniano contro Stati Uniti e Israele.In pratica, solo Hezbollah e le milizie sciite in Iraq – unite nella cosiddetta Resistenza Islamica in Iraq – hanno partecipato attivamente all’ultima fase del conflitto. Mentre Hezbollah mantiene fronti diretti contro Israele (che ha provocato un’incursione israeliana nel Libano meridionale), le milizie irachene si concentrano sull’attacco alle basi e alle missioni diplomatiche statunitensi in Iraq.Qa'ani ha dichiarato nel suo messaggio di venerdì che la struttura della resistenza si rafforzerà anche dopo il "martirio" dei suoi leader e che i "nemici" dell’Islam e dell’umanità subiranno infine una sconfitta umiliante.Questa è la prima reazione del comandante militare iraniano dallo scoppio della guerra il 28 febbraio e riaccende le speculazioni sulla sua sorte, soprattutto dopo la sua assenza dalla lista dei leader iraniani per i quali gli Stati Uniti offrono ricompense per informazioni.Qa'ani è succeduto all’influente generale iraniano Qasem Soleimani, padrino del cosiddetto "asse della resistenza", alla guida della Forza Quds. Soleimani è stato ucciso in un attacco aereo statunitense a Baghdad il 3 gennaio 2020.
Come fanno gli aerei di linea a continuare a volare durante una guerra?
Le ripercussioni della guerra in Medio Oriente sul traffico dei voli internazionali rischiano di protrarsi più a lungo del previsto. Molte rotte dirette nelle zone calde continuano a essere sospese: ultima, in ordine di tempo, è ad esempio la scelta di British Airways di prorogare fino al 31 maggio lo stop dei viaggi verso Amman, Dubai (con l'aeroporto che continua a essere attaccato), Tel Aviv e il Bahrein, mentre quelli verso Doha per ora sono bloccati fino al 30 aprile.
Come fanno gli aerei di linea a continuare a volare durante la guerra?
Vai al contenutoIdf chiede ai civili di evacuare periferia sud di Beirut
L'esercito israeliano chiede nuovamente ai civili libanesi di evacuare la periferia sud di Beirut, e in particolare Dahiyeh che è considerata come roccaforte di Hezbollah. "L'Idf continua a operare e a colpire con forza crescente le infrastrutture militari appartenenti all'organizzazione terroristica Hezbollah in tutta l'area della Dahiyeh. L'Idf non intende farvi del male e, pertanto, per la vostra sicurezza, dovete evacuare immediatamente", sottolinea il portavoce di Tsahal, il colonnello Avichay Adaree secondo quanto riferisce 'The Times of Israel'.
Nelle ultime tre settimane l’Aeronautica Militare israeliana ha colpito decine di obiettivi di Hezbollah a Dahiyeh e l’esercito ha ripetutamente invitato i civili libanesi a evacuare l’area.
Trump: 'Stretto di Hormuz sia pattugliato da chi lo usa, non da noi'
Donald Trump scarica sull'Europa ed altre nazioni la responsabilità di garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz. "Sia pattugliato da chi lo usa, non da noi", ha detto il presidente in un lungo posto su Truth. "Lo stretto di Hormuz dovrà essere pattugliato e presidiato, secondo necessità, dalle altre nazioni che lo utilizzano, gli Stati Uniti non lo fanno!", ha scritto Trump "Se richiesto, assisteremo questi Paesi nei loro sforzi relativi a Hormuz, ma ciò non dovrebbe essere necessario una volta debellata la minaccia dell'Iran. È importante sottolineare che per loro si tratterà di un'operazione militare facile", ha aggiunto il tycoom.
Crosetto a Sky TG24: "Per Hormuz serve intervento Onu. Ora siamo tutti vulnerabili"
Il ministro della Difesa, intervistato dal direttore Fabio Vitale, spiega che "gli attacchi da cui difendersi, ormai, sono molteplici". I droni? "Hanno cambiato totalmente gli scenari di guerra". Mentre per lo Stretto di Hormuz, l'obiettivo è quello di "creare un canale sicuro"
Crosetto a Sky TG24: 'Su Hormuz intervento Onu. Tutti vulnerabili'
Vai al contenutoIran: 'Non abbiamo eccedenze di greggio da offrire ai mercati globali'
L'Iran ha dichiarato di non avere eccedenze di petrolio greggio da offrire ai mercati internazionali, dopo che il segretario al Tesoro statunitense ha affermato che Washington potrebbe revocare le sanzioni sul petrolio iraniano in transito in mare. "Attualmente, l'Iran non ha praticamente più eccedenze di petrolio greggio in mare o da fornire ad altri mercati internazionali, e la dichiarazione del segretario al Tesoro statunitense ha il solo scopo di dare speranza agli acquirenti", ha scritto il portavoce del ministero del Petrolio iraniano, Saman Ghoddoosi su X.
Trump: "Europa ha più bisogno di noi dello Stretto"
Il presidente statunitense Donald Trump ha chiesto di nuovo all'Europa di farsi avanti e collaborare sullo Stretto di Hormuz. "Gli Stati Uniti non usano lo stretto, non ne abbiamo bisogno. Ne ha bisogno l'Europa, così come la Corea, il Giappone, la Cina e molti altri Paesi, quindi dovranno essere loro a farsi coinvolgere un po' di più su questa questione", ha detto parlando ai giornalisti.
Iran: "Non abbiamo eccedenze di greggio da offrire ai mercati globali"
L'Iran ha dichiarato di non avere eccedenze di petrolio greggio da offrire ai mercati internazionali, dopo che il segretario al Tesoro statunitense ha affermato che Washington potrebbe revocare le sanzioni sul petrolio iraniano in transito in mare. "Attualmente, l'Iran non ha praticamente più eccedenze di petrolio greggio in mare o da fornire ad altri mercati internazionali, e la dichiarazione del segretario al Tesoro statunitense ha il solo scopo di dare speranza agli acquirenti", ha scritto il portavoce del ministero del Petrolio iraniano, Saman Ghoddoosi su X.
Trump: "Molti senatori e deputati arrabbiati con la Nato"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che "molti senatori e deputati sono arrabbiati con la Nato per non aver fatto nulla", riguardo alla partecipazione nel conflitto con l'Iran.
Trump: "Penso che la Nato abbia perso molto terreno"
Il presidente statunitense Donald Trump ha bocciato la linea attendista degli alleati Nato. "Penso che la Nato abbia perso molto terreno", ha dichiarato, commentando la guerra in Ir
Trump: "All'Europa serve lo stretto di Hormuz, deve dare un contributo"
"Noi non utilizziamo lo Stretto di Hormuz. Non ne abbiamo bisogno; ne hanno bisogno l'Europa, la Corea, il Giappone, la Cina e molti altri. Pertanto, saranno loro a dover dare un piccolo contributo in tal senso". Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti alla Casa Bianca.
Trump su condanne a morte di manifestanti: "Sono animali"
Il presidente statunitense Donald Trump ha definito "animali" i membri del regime iraniano che hanno fatto impiccare tre manifestanti anti-regime. "Li colpiremo duramente. Non so se si possa colpire più duramente. Ma questi sono delinquenti, animali e persone orribili. Ma non sono sorpreso", ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti che chiedevano un commento.
Teheran minaccia Abu Dhabi: "Colpiremo Ras al Khaimah se attaccati"
L'Iran ha minacciato di colpire la città di Ras al Khaimah, negli Emirati Arabi Uniti, qualora le isole iraniane nel Golfo Persico venissero nuovamente attaccate da lì. Lo hanno riportato i media iraniani.
Stretto di Hormuz, blocco ferma anche l’elio: rincari per sanità e tecnologia
Secondo l'US Geological Survey, oltre un quarto dell'elio mondiale proviene dal Qatar e transita attraverso lo Stretto di Hormuz, ora bloccato. Ma si registrava una carenza di questo gas già da prima dell’inizio del conflitto in Iran. Con la conseguenza che ora il settore tecnologico - soprattutto quello dei chip - e quello sanitario sono in grande difficoltà
Hormuz, blocco ferma anche elio: rincari per sanità e tecnologia
Vai al contenutoTrump: "Su Kharg potrei avere un piano ma non lo direi ai media"
"Potrei avere un piano, potrei non averlo, ma come potrei mai dirlo a un giornalista?". Così il presidente americano Donald Trump ha risposto a una domanda dei giornalisti sui suoi progetti per l'isola di Kharg. "È sicuramente un luogo di cui si parla molto", ha aggiunto.
Centcom: "232 militari Usa feriti da inizio guerra, 10 sono gravi"
Duecentotrentadue militari americani sono rimasti feriti dall'inizio della guerra contro l'Iran iniziata il 28 febbraio. Lo ha dichiarato un portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti alla Cbs News precisando che 207 militari sono tornati in servizio e 10 sono rimasti gravemente feriti.
Trump: "Bello se Cina e Giappone si unissero a sforzi per aprire Hormuz"
Sarebbe ''bello se Paesi come la Cina e il Giappone'' si unissero agli sforzi per riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump incontrando i giornalisti davanti alla Casa Bianca. "Sapete, noi Stati Uniti non usiamo lo Stretto. Non ne abbiamo bisogno - ha detto Trump - L'Europa ne ha bisogno. La Corea, il Giappone, la Cina, molti altri, quindi dovranno farsi coinvolgere". In merito alla decisione del governo di Londra di concedere l'uso delle basi britanniche agli Stati Uniti per colpire postazioni di lancio in Iran, Trump ha ribadito che si è trattato di ''una risposta molto tardiva".
Media: "L'Iraq riduce la produzione di petrolio di circa il 70%"
L'Iraq ha ridotto la sua produzione di petrolio di circa il 70% rispetto ai livelli precedenti la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, secondo quanto riferito ad Al Jazeera da una fonte del ministero del Petrolio del Paese. La chiusura riguarda sei giacimenti petroliferi a Bassora, nel sud del Paese, ha aggiunto la fonte.
Anche negli Usa prezzo carburanti alle stelle, benzina sfiora 4 dollari al gallone
Non c'è tregua per gli automobilisti americani che anche loro devono far fronte all'aumento dei prezzi dei carburanti legati al conflitto contro l'Iran. Il prezzo della benzina sfiora 4 dollari e attualmente si attesta mediamente a 3,91 dollari al gallone (circa 4 litri). E' quanto emerge dai dati dell'AAA. Rispetto al 28 febbraio, giorno dell'attacco israeliano e americano contro l'Iran, il prezzo della benzina negli Usa è aumentato di 93 cents. In California, la benzina costa in media 5,66 dollari al gallone, e i prezzi superano in media i 5 dollari al gallone anche a Washington e alle Hawaii. Gli automobilisti del Midwest e del Sud stanno registrando prezzi relativamente più bassi. Nessuno Stato ha attualmente un costo medio al gallone inferiore a quello del Kansas, pari a 3,26 dollari. Anche i prezzi del diesel continuano a salire. Un gallone di diesel costa in media 5,16 dollari negli Stati Uniti.
Turchia: "Attacchi Israele in Siria pericolosa escalation"
La Turchia ha duramente criticato Israele per gli attacchi contro gli accampamenti militari nel sud della Siria, esortando la comunità internazionale a intervenire. "Consideriamo gli attacchi israeliani contro le infrastrutture militari nel sud della Siria una pericolosa escalation e li condanniamo fermamente", si legge in una dichiarazione del ministero degli Esteri, che esorta la comunita' internazionale "a fermare gli attacchi israeliani".
Trump: "Quando sarò pronto a finire la guerra in Iran lo sarà anche Israele"
Donald Trump si è detto fiducioso che quando gli Stati Uniti saranno pronti a finire la guerra lo sarà anche Israele. "Credo di sì", ha detto parlando con i giornalisti alla Casa Bianca.
Trump: "Noi e Israele vogliamo più o meno cose simili"
Il presidente statunitense Donald Trump ha detto che "Stati Uniti e Israele vogliono più o meno cose simili" nella guerra all'Iran. "Il rapporto è molto buono, vogliamo più o meno cose simili", ha detto alla Cnn.
Missile iraniano impatta nel centro di Israele, Idf e polizia sul luogo
La polizia e le Forze della Difesa Israeliane (Idf) hanno annunciato di aver inviato delle squadre nei luoghi in cui sono stati segnalati impatti nel centro di Israele, dopo che l'Iran ha lanciato un missile balistico con una testata a grappolo. Lo scrive The Times of Israel, precisando che non sono stati segnalati feriti. Le immagini mostrano che l'impatto di una piccola bomba ha provocato un cratere in un parco giochi nella città centrale di Kiryat Ono.
Iran, sondaggio: "55% americani contro operazioni di terra"
Piu' di un americano su due è contrario all'invio di soldati in Medio Oriente per operazioni di terra. E' quanto emerge da un rilevamento Reuters/Ipsos condotto tra il 17 e il 19 marzo. Il 55 per cento degli intervistati si è dichiarato contrario, il 34 a favore ma solo se verranno inviate le unità speciali, mentre solo il 7 per cento è favorevole a una invasione su vasta scala. Mentre tra gli elettori repubblicani i contrari sono il 21 per cento, tra quelli democratici la percentuale sale all'87 per cento. Tra gli indipendenti, cioè coloro che non si considerano repubblicani o democratici, i contrari all'impiego di soldati rappresentano il 58 per cento.
Guerra in Iran, ecco qual è la situazione nello stretto di Hormuz
Gli Stati Uniti sono costretti a spostare la portaerei Ford a Creta per riparazioni, mentre nessuna delle navi cacciamine della marina Usa è nella zona dello stretto. Intanto, mentre Trump chiede agli alleati una missione per liberare il tratto di mare, si assiste a una escalation di attacchi sui siti energetici dell’area del Golfo. Anche di questo si è parlato nell'ultima puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24
Guerra in Iran, ecco qual è la situazione nello stretto di Hormuz
Vai al contenutoEsplosioni a Gerusalemme, per ora non ci sono vittime
Diverse esplosioni sono state udite a Gerusalemme dopo che le sirene d'allarme sono risuonate nel nord di Israele, mentre l'esercito segnalava il lancio di missili iraniani verso il territorio. "L'esercito israeliano ha rilevato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele. I sistemi di difesa sono in azione per intercettare questa minaccia", ha dichiarato l'esercito in un comunicato. Poco dopo, il Magen David Adom (MDA), l'equivalente israeliano della Croce Rossa, ha indicato che "al momento non si registrano vittime".
Trump: "Con Israele rapporti ottimi, vogliamo cose simili"
Tra Stati Uniti e Israele "i rapporti sono ottimi. Vogliamo più o meno cose simili" nella guerra contro l'Iran. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump alla Cnn prima di lasciare la Casa Bianca.
Trump: "Abbiamo vinto la guerra"
Il presidente americano Donald Trump ha detto di ritenere che gli Stati Uniti abbiano "vinto" la guerra contro l'Iran. "Penso che abbiamo vinto", ha detto il presidente ai giornalisti mentre lasciava la Casa Bianca. "Abbiamo messo fuori combattimento la loro marina, la loro aeronautica, abbiamo messo fuori combattimento la loro difesa antiaerea, abbiamo messo fuori combattimento tutto", ha affermato.
"Noi siamo liberi di muoverci", ha aggiunto, pur riconoscendo che l'Iran continua a "intasare" lo Stretto di Hormuz. "Ma dal punto di vista militare, sono finiti", ha sostenuto.
Trump sull'aiuto del Regno Unito: "Una risposta tardiva"
Trump: "Nello stretto di Hormuz stiamo andando molto bene"
Trump: "Non voglio un cessate il fuoco"
Donald Trump ha escluso la possibilità di raggiungere un accordo per il cessate il fuoco con l'Iran, affermando che Washington controlla la guerra, giunta ormai alla terza settimana. "Non voglio un cessate il fuoco. Sapete bene che non si fa un cessate il fuoco quando si sta letteralmente annientando la controparte", ha dichiarato Trump ai giornalisti alla Casa Bianca.
Trump: "Penso che Israele sarà pronta a finire la guerra quando gli Usa lo vorranno"
Nuove sirene d'allarme a Tel Aviv e nel centro d'Israele
Le sirene d'allarme per il lancio di missili o droni dall'Iran stanno risuonando in questi minuti a Tel Aviv e nel centro d'Israele. Lo constata l'ANSA sul posto. È la decima volta da questa mattina che le sirene d'allarme risuonano.
Netanyahu: "Non ho offeso Gesù, contro me propaganda"
Benjamin Netanyahu ha respinto l'accusa di aver voluto offendere i cristiani paragonando Gesù a Gengis Khan e ha negato di aver "denigrato" Cristo. "Altre informazioni errate (questa volta) sul mio atteggiamento nei confronti dei cristiani", ha scritto su X il premier israeliano "Sia chiaro, non ho denigrato Gesu' Cristo durante la mia conferenza stampa", ma "al contrario, ho citato il grande storico americano Will Durant". Questo "fervente ammiratore di Gesù Cristo", ha precisato Netanyahu, "ha affermato che la sola moralità non basta a garantire la sopravvivenza". "Non intendevo offendere nessuno", ha insistito.
Iran, dopo Hormuz si apre il rischio di chiusura dello Stretto di Bab el-Mandeb
Teheran potrebbe aumentare la pressione sull’economia globale coordinandosi con gli Houthi yemeniti per tentare di chiudere lo Stretto di Bab el-Mandeb, snodo chiave del Mar Rosso. Attraverso questo passaggio transita circa il 12% del traffico marittimo mondiale
Iran, dopo Hormuz rischio chiusura dello Stretto di Bab el-Mandeb
Vai al contenutoCrosetto: "L'Italia è quella che finora ha saputo controllare fenomeni terroristici con maggior successo"
"L'Italia è quella che finora ha saputo controllare i fenomeni terroristici con maggior successo in tutto il mondo, grazie alle forze di polizia, grazie ai nostri servizi, grazie a una cooperazione interistituzionale che fa sì che noi monitoriamo meglio di altri il territorio e le cellule impazzite". Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a '10 minuti' condotto da Nicola Porro su Rete4.
L'Iran ha potenziali minacce, "centinaia di cani sciolti sparsi per il mondo, pronti ad attivarsi anche come cellule singole per seminare il caos, come stanno facendo ad esempio nei Paesi del Golfo: Hormuz fa parte della strategia iraniana, del regime iraniano, da tempo", ha aggiunto Crosetto.
Iran, sondaggio: "La maggioranza americani sostiene gli attacchi"
Un sondaggio del sito di notizie Politico indica che la maggioranza degli americani appoggia gli attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Il sondaggio rivela che il 43% degli americani appoggia gli attacchi militari congiunti tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, mentre il 33% si oppone e il restante non sa o non si schiera. Il sostegno è più forte tra i sostenitori di Trump, con l'81% dei repubblicani che si identificano come MAGA favorevoli agli attacchi. Tra tutti i repubblicani, il 74% è favorevole alla guerra e il 10% è contrario, mentre tra i democratici il 24% è favorevole e il 56% è contrario. Le principali ragioni a sostegno degli attacchi sono lo sviluppo di armi nucleari da parte dell'Iran, la fiducia in Trump e la necessità di un cambio di regime in Iran. Le principali ragioni per opporsi agli attacchi sono la mancanza di fiducia in Trump, la convinzione che "l'America non dovrebbe iniziare guerre" e che i costi dell'operazione sarebbero meglio impiegati negli Stati Uniti.
Strage di bambine in Iran, l'AI non riconosce la foto delle tombe di Minab
Chatbot come Gemini e Grok confondono l'immagine attribuendola avvenuti in anni e luoghi diversi. L'esperimento del Guardian
Strage di bambine in Iran, l'AI non riconosce la foto delle tombe
Vai al contenutoFiglio coppia britannica in carcere: "Sono usati come scudi umani"
Lindsay e Craig Foreman, i due cittadini britannici arrestati in Iran nel gennaio del 2025, verrebbero usati come ''scudi umani efficaci'' dalle autorità di Teheran impegnate nella guerra con Stati Uniti e Israele. Lo denuncia il figlio di di Lindsay Foreman, Joe Bennett. "I miei genitori vivono sotto un 'ronzio di droni' costante e snervante, con 600 velivoli in cielo" sopra le loro teste, ha dichiarato Bennett in un comunicato. "Condividono piccole celle rettangolari con ratti e scarafaggi, dormendo su letti a castello di metallo senza materassi, in uno stato di costante dolore fisico", ha aggiunto. La coppia è stata arrestata mentre viaggiava in motocicletta attraverso l'Iran durante un giro del mondo. Nel febbraio dello scorso anno i media statali iraniani hanno annunciato che i due sono accusati di spionaggio.
Crosetto: "Alleati Nato codardi? Non lo sono, anzi aiutiamo"
"Ho letto che Trump ha dato dei codardi a tutti gli alleati della Nato. Non ho capito per quale motivo però. Non mi sembra ci sia stato nessun atto di codardia da parte di nessuno. Anzi penso che l'atteggiamento tenuto da molti alleati della Nato sia un atteggiamento che aiuta gli americani anche in un momento di difficoltà, non per gli americani, ma di difficoltà di uscire da una situazione complessa come quella di Hormuz". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto a Dieci Minuti, commentando le dichiarazioni del presidente Usa, Donald Trump.
Gran Bretagna autorizza gli Usa a usare basi per proteggere Hormuz (2)
Stando a quanto comunicato da Downing Street, il via libera di Starmer appare il frutto di un' intesa fra il primo ministro laburista e il presidente Donald Trump. Ed è stato autorizzato oggi in una riunione ad hoc del Consiglio dei ministri a Londra. Una portavoce ha precisato che le forze britanniche non saranno comunque coinvolte direttamente in attacchi contro l'Iran e ha provato a minimizzare la svolta - destinata a riaccendere la polemica contro sir Keir da parte della sinistra interna ed esterna al Labour sul fronte politico interno - sostenendo che "i principi dietro l'approccio del Regno Unito al conflitto restano gli stessi". Nelle sue parole, l'ok concesso stasera riguarda attacchi che gli Usa potranno condurre per colpire forze iraniane impegnate ad "attaccare navi nello Stretto di Hormuz", nell'ambito di operazioni che il governo Starmer continua a indicare come "difensive". Mentre viene ribadito in parallelo l'appello per "una de-escalation e una risoluzione rapida della guerra". Stando alle prime interpretazioni di diversi media, la mossa rappresenta comunque di fatto la premessa di abbandono del paravento sull'asserito uso da Usa di basi britanniche per soli scopi strettamente "difensivi" nei raid sull'Iran.
Tajani: "Minacce dell'Iran a mete turistiche? Non vedo rischi imminenti in Italia"
La minaccia dell'Iran alle mete turistiche "è molto vaga, ma certamente non va mai sottovalutata. Le nostre forze dell'ordine, le nostre intelligence sono al lavoro da quando è scoppiata la guerra e quindi i controlli sono aumentati. E questo però non ci deve neanche costringere a essere spaventati di tutto, perché al momento io non vedo rischi imminenti nel nostro Paese, però è giusto che si innalzi il livello di sicurezza proprio perché la prevenzione è fondamentale". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Tg4. "Tutte le azioni delle nostre forze dell'ordine vanno nella direzione di tutelare i nostri cittadini, ma anche i cittadini stranieri che vengono a passare le loro vacanze in Italia", ha aggiunto.
Libano, 20 morti in raid Idf oggi, oltre mille da ripresa offensiva
Sono almeno 20 le persone che sono state uccise e 57 quelle che sono rimaste ferite negli attacchi israeliani condotto oggi in Libano. Lo ha riferito l'Unità libanese per la gestione del rischio di catastrofi. Secondo l'agenzia di stampa libanese National News Agency sale così a 1.021 il numero totale delle vittime degli attacchi israeliani dal 2 marzo.
Il numero totale dei feriti è salito a 2.641, mentre sono 134.616 gli sfollati che sono stati registrati nei centri di accoglienza.
Iraq: "Forza maggiore in tutti giacimenti gestiti da compagnie straniere"
Il ministero del Petrolio iracheno ha dichiarato lo stato di forza maggiore in tutti i giacimenti petroliferi del Paese sviluppati e gestiti da compagnie straniere. Lo ha riferito Sky News Arabia.
Casa Bianca: "Possiamo conquistare isola Kharg in qualsiasi momento"
Gli Stati Uniti potrebbero "conquistare" l'isola iraniana di Kharg in qualsiasi momento. Lo ha dichiarato la Casa Bianca, dopo l'articolo di Axios secondo cui l'Amministrazione Trump starebbe valutando piani per occupare l'importante snodo petrolifero. "Le forze armate statunitensi possono conquistare l'isola di Kharg in qualsiasi momento se il presidente dà l'ordine", ha dichiarato all'Afp la vice portavoce della Casa Bianca, Anna Kelly.
Gran Bretagna autorizza gli Usa a usare basi per proteggere Hormuz
Il governo britannico ha dato il via libera agli Stati Uniti per l'utilizzo delle proprie basi militari al fine di lanciare attacchi contro obiettivi iraniani che minacciano lo Stretto di Hormuz. In precedenza era stato autorizzato l'uso delle basi solo per operazioni difensive volte a impedire il lancio di missili contro interessi o vite britanniche. Tuttavia, l'esecutivo del premier Keir Starmer ha deciso in una riunione odierna di ampliare il raggio delle operazioni aeree.
Media: "Iran riluttante a discutere riapertura Hormuz"
I funzionari iraniani sono diventati riluttanti persino a discutere la riapertura dello Stretto di Hormuz, concentrandosi invece sulla sopravvivenza all'offensiva israelo-americana. Lo sostiene una fonte coinvolta in contatti diretti e di alto livello con Teheran, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. Gli attacchi alle infrastrutture energetiche e gli attentati contro alti funzionari iraniani, tra cui il recente assassinio del capo della sicurezza iraniana Ali Larijani, segnano un'escalation che sta rallentando i tentativi di far riprendere il transito delle navi commerciali, ha aggiunto la fonte, parlando in forma anonima. In termini pratici - scrive Bloomberg -, ciò significa che il Regno Unito, la Francia e altri paesi hanno perso un'occasione nella loro tentativo di scortare le navi attraverso lo Stretto una volta terminata la guerra. Secondo fonti vicine ai negoziati, questa sensazione è condivisa in tutta Europa e in Medio Oriente. I funzionari stanno perdendo fiducia nel fatto che Stati Uniti e Israele abbiano un piano di uscita e prevedono sconvolgimenti economici più profondi. Nessuna risposta alla richiesta di un commento è arrivata da un portavoce del ministro degli esteri iraniano e dall'ambasciata di Teheran a Londra.
Bbc: "Londra concede uso basi a Usa per operazioni a Hormuz"
Il Regno Unito ha approvato l'utilizzo delle sue basi da parte degli Stati Uniti per operazioni contro siti iraniani nello Stretto di Hormuz. Lo riporta la Bbc. Downing Street aveva precedentemente autorizzato le forze americane a utilizzare le basi britanniche per operazioni volte a impedire all'Iran di lanciare missili che mettessero a rischio interessi o vite britanniche. Durante una riunione del governo Starmer di oggi, i ministri hanno concordato che l'utilizzo delle basi britanniche da parte degli Stati Uniti possa ora essere esteso alla protezione delle navi nello Stretto di Hormuz. Il Regno Unito non sara' comunque direttamente coinvolto negli attacchi e Downing Street afferma che "i principi alla base dell'approccio del Regno Unito al conflitto rimangono gli stessi". Un portavoce di Downing Street ha dichiarato che i ministri hanno concordato oggi che le basi possano ora essere utilizzate per "operazioni difensive statunitensi" volte a colpire "le capacita' utilizzate per attaccare le navi nello Stretto di Hormuz". Hanno aggiunto che "i ministri hanno sottolineato la necessita' di un'urgente de-escalation e di una rapida risoluzione della guerra".
Attacco droni a struttura diplomatica Usa a Baghdad
Droni hanno attaccato una struttura diplomatica appartenente agli Stati Uniti vicino all'aeroporto della capitale irachena Baghdad. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Reuters citando fonti della sicurezza.
Kuwait: "Missile balistico intercettato e distrutto"
Nelle ultime 24 ore, il sistema di difesa aerea del Kuwait ha rilevato un missile balistico, che è stato intercettato e distrutto. Inoltre, sono stati rilevati 25 droni ostili nello spazio aereo kuwaitiano e i sistemi di difesa aerea ne hanno distrutti 15. Lo riferisce il portavoce ufficiale del ministero della Difesa, Colonnello Saud Abdulaziz Al-Atwan. Due droni hanno preso di mira un impianto di una raffineria appartenente alla Kuwait Petroleum Corporation, provocando un incendio che è stato domato da squadre specializzate. "Fortunatamente, non ci sono stati feriti", ha precisato. "Otto droni sono precipitati al di fuori della zona di minaccia senza rappresentare alcun pericolo".
Tajani: "Posizione su Hormuz scelta politica non militare"
La scelta dei sei Paesi, tra cui l'Italia, che hanno dato disponibilità a contribuire alle iniziative per l'attraversamento sicuro dello stretto di Hormuz "è una presa di posizione politica per cercare di far si' che possa essere garantito nel prossimo futuro il traffico commerciale e marittimo". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo in videocollegamento con il festival euromediterraneo dell'economia a Napoli. "Quindi l'impegno a far sì che Hormuz possa tornare a essere uno stretto dove si può sviluppare il libero commercio senza rischio di essere affondati, non è una scelta militare, è una scelta politica", precisa Tajani "Qualora si raggiungesse un cessate il fuoco e le Nazioni Unite dovessero decidere di avviare un'operazione di garanzia del traffico marittimo, allora potremmo essere disponibili, insieme all'India, alla Cina, ad altri Paesi".
Frammenti di missili su Gerusalemme, colpita area vicino Spianata Moschee (2)
"Il 'regalo' iraniano per Eid al-Fitr: missili su al-Aqsa", si legge in un post su X del ministero degli Esteri israeliano. "L'attacco iraniano contro i luoghi sacri - prosegue il messaggio - rivela la follia del regime iraniano, che si professa religioso".
Media: "Droni contro sede diplomatica Usa vicino ad aeroporto Baghdad"
Droni hanno preso di mira una sede diplomatica americana vicino all'aeroporto internazionale di Baghdad, in Iraq. Lo riporta l'emittente al-Arabiya su 'X' citando fonti di sicurezza. L'agenzia di stampa iraniana Mehr ha segnalato forti esplosioni vicino all'aeroporto di Baghdad.
Frammenti di missili su Gerusalemme, colpita area vicino Spianata Moschee
Frammenti di un missile balistico lanciato dall'Iran e intercettato dalla difesa aerea israeliana sono caduti sulla Città Vecchia di Gerusalemme. Lo ha riferito il sito di Haaretz, precisando che i frammenti hanno colpito un'area distante alcune centinaia di metri dalla Spianata delle Moschee e del complesso della Moschea di al-Aqsa nel giorno in cui la maggior parte dei musulmani celebra l'Eid al-Fitr, la festa di fine Ramadan.
Israele: "Decine di siti militari colpiti a Teheran e nel centro del Paese"
Le forze israeliane (Idf) confermano che l'Aeronautica ha colpito decine di obiettivi militari iraniani in due ondate di raid aerei su Teheran e sul centro dell'Iran, operazioni effettuate tra la notte scorsa e stamani. Nella capitale iraniana, rendono noto come riportato dal Times of Israel, sono stati colpiti stabilimenti per la fabbricazione di armamenti e siti in cui venivano sviluppate componenti per missili balistici. A est di Teheran sono state prese di mira strutture in cui erano 'custoditi' missili balistici mentre all'interno operavano militari iraniani.
Le Idf riferiscono di aver rilevato come negli ultimi giorni l'Iran abbia lanciato missili balistici in direzione di Israele dalle zone centrali del Paese, dopo che le forze israeliane "hanno eliminato la maggior parte delle capacità del regime di lanciare" missili "dall'Iran occidentale".
Lagarde: "Outlook significativamente più incerto, discusso con leader Ue a vertice Eurozona"
''Sono lieta di aver partecipato ieri sera al Vertice dell'Eurozona a Bruxelles insieme ai leader. Abbiamo discusso dell'attuale situazione economica alla luce degli eventi in Medio Oriente, che hanno reso l'outlook significativamente più incerto''. Lo scrive il presidente della Bce, Christine Lagarde, su X, il giorno dopo la riunione del consiglio, che ha decisio di lasciare i tassi invariati.
Prezzi petrolio ancora in rialzo, Wti sopra 97 dlr e Brent sopra 110 dlr
Continuano ad aumentare i prezzi del petrolio. A Londra il Brent si colloca sopra i 110 dollari (+1,55%) mentre a New York il West Texas Intermediate (Wti) si attesta attualmente a 97,90 dollari, in progressione del 2,47%.
Iran, Viminale: "Domani Comitato analisi antiterrorismo"
Domani, sabato 21 marzo, alle ore 12 al Viminale è stato convocato il Comitato di analisi strategica antiterrorismo (C.a.s.a.) presieduto dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.
Iran spara missili dal centro del Paese, nell'ovest distrutti lanciatori
L'Idf riferisce che l'Iran ha iniziato a lanciare missili balistici contro Israele dal centro del Paese negli ultimi giorni. Un portavoce delle Idf ha spiegato che i lanci da quest'area "vengono effettuati dopo che l'esercito ha privato il regime terroristico della maggior parte delle sue capacità di lancio dall'Iran occidentale, nell'ambito delle centinaia di raid aerei condotti dall'inizio dell'operazione".
Tajani: "Su Hormuz disponibili se da Onu azione garanzia traffico marittimo"
"Si è presa una posizione politica per garantire nel prossimo futuro il traffico marittimo commerciale, un impegno affinché Hormuz sia uno stretto dove si possa sviluppare il libero commercio senza essere affondati, poi qualora ci fosse il 'cessate fuoco' oppure le Nazioni Unite volessero avviare operazione di garanzia per il traffico marittimo, potremmo essere disponibili assieme a India o Cina". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in video collegamento con il Feuromed, a Napoli, a proposito del piano di riapertura di sei Paesi, compreso l'Italia, sullo Stretto di Hormuz. Sui tempi del conflitto in Iran, Tajani ha aggiunto: "Mi pare che gli americani vogliano continuare a difendere la libertà di navigazione con la forza contro gli iraniani, non so se Trump voglia inviare soldati di terra sul territorio iraniano, vedremo, certamente non è una guerra che finisce entro qualche giorno".
Beirut: "In Libano 1.021 morti dal 2 marzo, 118 erano minori"
In Libano dal 2 marzo si contano 1.021 morti, compresi 118 minori. E' questo il nuovo bilancio ufficiale diffuso dal ministero della Salute di Beirut e riportato dai media del Paese dei Cedri mentre proseguono le operazioni militari israeliane contro gli Hezbollah. I feriti sono in totale 2.641. Beirut denuncia come solo nelle ultime 24 ore si siano registrati 20 morti e 57 feriti.
Pezeshkian: "Serve sistema sicurezza regione senza esterni né armi nucleari"
''Formare una struttura di sicurezza regionale composta da paesi islamici" con l'obiettivo di ''garantire la pace e la stabilità nella regione''. E' la proposta che il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha formulato in occasione del Capodanno persiano. “Non abbiamo bisogno della presenza di estranei nella regione”, ha aggiunto.
Pezeshkian ha poi sottolineato che la Guida Suprema, l'Ayatollah Mojtaba Khamenei, ha dichiarato che le armi nucleari sono proibite dalla religione e che nessun funzionario è autorizzato a perseguire piani per ottenerle.
Nuovo messaggio Mojtaba Khamenei, ma Guida Suprema non si fa vedere
Un nuovo messaggio attribuito a Mojtaba Khamenei. Ma la Guida Suprema dell'Iran continua a non farsi vedere in pubblico. E quelle che sono state presentate come sue parole non sono accompagnate da un audio o da un video, evidenzia la Cnn. Il lungo messaggio è stato letto sulla tv di Stato in occasione di Nowruz, il Capodanno persiano che quest'anno arriva nel mezzo del conflitto e coincide con Eid al-Fitr, la fine del mese di Ramadan. Sugli schermi, sottolinea anche l'agenzia Dpa, un'immagine fissa di Mojtaba Khamenei. E la bandiera iraniana.
Mojtaba Khamenei, 56 anni, non è mai stato visto in pubblico da quando l'8 marzo è stato scelto come 'erede' del padre, Ali Khamenei, Guida Suprema dell'Iran fino allo scorso 28 febbraio, quando è stato ucciso nel primo giorno di raid di Usa e Israele contro l'Iran. Non solo non è mai stato visto in pubblico, ma non ha mai diffuso messaggi audio o video da quell'8 marzo.
La rete americana precisa di non aver potuto verificare l'autenticità delle immagini che hanno accompagnato il nuovo messaggio, dopo il primo di una settimana fa, anche quello letto sulla tv di Stato. Nell'audizione di ieri alla Camera dei Rappresentanti Tulsi Gabbard, direttrice della National Intelligence, ha affermato che la Guida Suprema è rimasta "ferita gravemente" in un raid israeliano del 28 febbraio. In precedenza fonti iraniane avevano parlato di ferite lievi, senza molti dettagli.
Tajani: "Ruolo decisivo per l'Europa per un'Occidente unito"
"Dobbiamo giocare un ruolo attivo che possiamo giocare se siamo parte integrante, autorevole influente dell’Ue". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in video collegamento con il Festival euromediterraneo dell'Economia, a proposito dello scenario internazionale, anche alla luce delle dichiarazioni di Donald Trump sugli alleati della Nato."Mi riferisco all’intera Europa, considerando il ruolo del Regno Unito", ha aggiunto Tajani, "Dobbiamo far sì che l'Europa possa contare, svolgere un ruolo interlocutore con Usa nell’Alleanza Atlantica che va al di là delle dichiarazioni, l'Occidente deve sempre restare unito puntando molto sull’Europa, è indispensabile, soltanto così potremo influire in un mondo che sta cambiando, dove ci sono potenze emergenti come India, Cina, specie India ma anche paesi in area Golfo che sono coinvolti in questo difficile momento, ci sono tante realtà nuove con cui avere rapporti positivi", ha chiuso Tajani.
Pahlavi: "Questo diventi l'anno della vittoria sul regime tirannico"
"Quest'anno, il nostro Iran ha perso decine dei suoi migliori figli e figlie nella battaglia contro questo regime tirannico. Rendiamo omaggio alle loro anime pure, siamo al fianco delle loro famiglie e stringiamo un solenne patto, con questi spiriti valorosi e tra di noi, affinché quest'anno diventi l'anno della vittoria per la Rivoluzione del Leone e del Sole in Iran". Lo afferma il figlio del defunto scià in esilio Reza Pahlavi in un messaggio per il capodanno iraniano pubblicato sul suo profilo X. "Oggi, diamo il benvenuto al nuovo anno nel pieno di una lotta patriottica contro la Repubblica Islamica dell'Iran, e nel ricordo di tutti i coraggiosi e immortali figli e figlie dell'Iran", afferma Pahlavi, sostenendo che l'anno appena trascorso "è stato un anno di preparazione per l'impresa finale: un anno di magnifica solidarietà nazionale, di straordinario coraggio e di grandi sacrifici; un anno che ci ha avvicinato di un passo alla vittoria definitiva; un anno che ha dimostrato che la determinazione della nazione iraniana a costruire un futuro libero e prospero è più forte che mai". "Quest'anno, lo Zahhak (figura malvagia della mitologia persiana, ndr.) della nostra epoca è stato ucciso, eppure le sue guardie non sono ancora riuscite a seppellirlo. Nell'anno che ci attende, insieme seppelliremo questo regime sanguinario una volta per tutte", aggiunge Pahlavi: "In questi primi momenti del nuovo anno, facciamo ardere i nostri cuori con maggiore intensità, rafforziamo la nostra unità e marciamo con passi sempre più decisi verso un Iran libero e prospero".
La Nato lascia l'Iraq, la missione continua dalla base di Napoli
La Missione Nato in Iraq (Nmi) ha adeguato la propria postura, trasferendo in sicurezza tutto il proprio personale dal Medio Oriente all'Europa. "Desidero ringraziare la Repubblica dell'Iraq e tutti gli Alleati che hanno contribuito al trasferimento in sicurezza del personale", ha dichiarato il generale Alexus Grynkewich, Comandante Supremo Alleato in Europa. La Missione Nato in Iraq proseguirà dal Comando delle Forze Congiunte di Napoli. "Desidero inoltre ringraziare gli uomini e le donne della Missione Nato in Iraq, che hanno portato avanti la loro missione con dedizione durante tutto questo periodo: sono dei veri professionisti", ha aggiunto Grynkewich. Gli ultimi uomini e donne della Missione in Iraq hanno lasciato il Paese oggi. La Nmi è una missione di consulenza e di rafforzamento delle capacità non combattenti volta ad assistere l'Iraq nella creazione di istituzioni e forze di sicurezza più sostenibili, trasparenti, inclusive ed efficaci, affinché siano in grado di stabilizzare il proprio Paese, combattere il terrorismo e impedire il ritorno dell'Isis/Daesh.
Guerra in Iran, Ferrari sospende le consegne via mare in Medio Oriente: titolo perde 5,4%
La casa di Maranello scivola in borsa e in un anno la capitalizzazione scende da 76 a meno di 54 miliardi. Il mercato rivede al ribasso le valutazioni dopo il piano industriale giudicato dagli analisti troppo prudente
Guerra in Iran, Ferrari sospende le consegne via mare in Medio Oriente
Vai al contenutoPersonale missione Nato in Iraq trasferito a Napoli
La missione della NATO in Iraq è stata completamente trasferita in Europa a causa della guerra in Medio Oriente, ha annunciato l'Alleanza, precisando che l'ultimo personale della forza non combattente - composta da alcune centinaia di membri - ha lasciato il Paese nella giornata odierna. La missione si trovava in una base militare irachena nella Green Zone di Baghdad, vicino all'ambasciata statunitense, che è stata presa di mira più volte dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele da un lato e l'Iran dall'altro, tre settimane fa. In una dichiarazione del comando europeo dell'Alleanza si legge: "La NATO Mission Iraq ha adeguato la propria postura, trasferendo in sicurezza tutto il suo personale dal Medio Oriente all'Europa". La missione della NATO in Iraq fornisce assistenza, consulenza e formazione alle forze di sicurezza irachene impegnate nelle operazioni antijihadiste, con l'obiettivo, in particolare, di prevenire una nuova ascesa del gruppo Stato Islamico. Secondo l'Alleanza, la missione continuerà a operare dal comando regionale della NATO nella città italiana di Napoli.
Capo di Stato maggiore visita base italiana in Kuwait: "Qui i danni maggiori"
Il capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano, ha visitato ieri il contingente italiano e la Task Force Air in Kuwait, nella base di Ali Al Salem, recentemente colpita da attacchi iraniani. "Da Capo di Stato Maggiore della Difesa è mia responsabilità e dovere sincerarmi personalmente delle condizioni del personale in operazioni, la cui sicurezza è la nostra priorità. Ho scelto di venire nella base che ha subito più danni, qui ad Ali Al Salem, per manifestarvi la vicinanza del ministro della Difesa, Guido Crosetto, mia e di tutte le Forze armate, e per ribadire quanto è apprezzato e indispensabile il lavoro che state portando avanti in una situazione tutt'altro che semplice", ha detto Portolano ai militari presenti presso la base. "In frangenti come questo - ha continuato il generale - contano lucidità, determinazione e fiducia reciproca. Io oggi sono qui, ma in Italia tutta la Difesa è impegnata 24 ore al giorno, 7 giorni su 7 per monitorare la situazione e garantire, a voi e ai vostri colleghi nelle altre basi, tutto il supporto necessario. So bene che la pressione è forte, ma avete dimostrato, ancora una volta, di saper affrontare le difficoltà con professionalità e coraggio, anche in condizioni degradate come quelle attuali. Continuate a lavorare con l'attenzione e lo spirito di squadra che vi contraddistinguono, senza dimenticare mai che dal vostro lavoro, in questa base lontana dall'Italia, dipende anche la sicurezza delle persone che vi attendono a casa". Lo Stato maggiore della Difesa spiega che l'attività operativa - anche se temporaneamente alleggerita - continua, per garantire il necessario supporto alle nostre operazioni e alla sicurezza dei nostri partner nella regione.
In Israele sirene da nord a sud per missili da Libano e Iran
Sirene sono suonate in diverse aree del Paese, da nord a sud, per lanci di missili in contemporanea dal Libano e dall'Iran. Un impatto diretto ha colpito l'area del centro commerciale nella città di Dimona, nei pressi della quale si trova il 'Centro di ricerca nucleare del Negev'. I servizi di soccorso riportano che non si sono registrati feriti.
Iran, Mojtaba Khamenei per Nowruz: “Per noi anno di vittoria, nemico è stato sconfitto"
La nuova Guida Suprema iraniana è tornata a parlare in occasione del primo giorno dell'anno 1405 del calendario persiano ma, di nuovo, senza farsi vedere. Khamenei nel suo messaggio è tornato a negare la responsabilità dell’Iran per i raid su Turchia e Oman invitando poi i media iraniani a non alimentare la narrativa dei nemici: "Una delle strategie del nemico è la sua operazione mediatica, che in questi giorni mira in particolare alle menti e alla psiche di alcuni cittadini”, ha affermato
Iran, Khamenei nel messaggio per Nowruz: “Il nemico è stato sconfitto”
Vai al contenutoLibano, Osservatore Romano: "Oltre un milione di sfollati, dramma al di là dell’immaginazione"
“È un dramma oltre ogni immaginazione, quello degli sfollati in Libano, acuitosi da quando il Paese è tornato al centro del conflitto in Medio Oriente dopo l’inizio degli attacchi di Usa e Israele contro l’Iran, e nonostante il cessate-il-fuoco che era stato raggiunto tra Tel Aviv e Hezbollah nel novembre 2024. Si fugge dalle bombe, dai raid, dalle frequenti operazioni via terra da parte dell’Idf”. Lo registra l’Osservatore Romano in un servizio in prima pagina a dedicato alla situazione in Libano.
“Il flusso di persone in cerca di un briciolo di sicurezza e serenità ammonta ormai a oltre un milione. Di questi, 350.000 sono bambini. Decine di migliaia di famiglie sono state costrette ad abbandonare le proprie case, cercando posto in centri di per sé già sovraffollati e nelle scuole — circa 500 — che lo Stato ha messo a disposizione come rifugi nei quartieri settentrionali di Beirut e nelle aree del nord del Paese. Mentre, per le strade, su tutto il territorio, crescono anche gli shelter improvvisati”, registra il quotidiano della S. Sede ricordando che i numeri del dramma arrivano da Unicef Libano.
Trump: "All'Iran ci vorranno 10 anni per ricostruire dopo gli attacchi"
All'Iran ci vorranno 10 anni per ricostruire dopo gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Ms. "Credo che se ce ne andassimo ora a loro servirebbero 10 anni per ricostruire. Ma non ritengo sia una situazione accettabile. Se restiamo di più non ricostruiranno mai", ha messo in evidenza Trump.
Khamenei: "Il nemico è stato sconfitto"
In un messaggio diffuso oggi in occasione del Capodanno iraniano, la Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, ha affermato: "Al momento, il nemico è stato sconfitto, grazie alla particolare unità che vi unisce, nostri compatrioti, nonostante tutte le differenze di origine religiosa, intellettuale, culturale e politica". Il messaggio attribuito a Khamenei è stato trasmesso dalla televisione di Stato in forma scritta, poiché non è ancora apparso in pubblico né in televisione da quando è stato eletto leader.
Khamenei nega i raid su Turchia e Oman: "Un piano di Israele" (2)
"Si tratta di una tattica che il nemico sionista mette in atto utilizzando la tecnica del falso allarme per seminare discordia tra la Repubblica Islamica e i suoi vicini, e potrebbe accadere anche in altri Paesi", ha detto Khamenei, mentre Ankara ha dichiarato nelle scorse settimane che erano stati intercettati dal sistema difensivo della Nato tre missili dall'Iran che si dirigevano verso il proprio spazio aereo o che vi sono entrati e anche l'Oman ha denunciato una serie di attacchi contro i suoi porti o le sue infrastrutture energetiche.
Guerra Iran, Trump attacca gli alleati Nato: "Codardi, non vogliono aiutare su Hormuz"
Il presidente degli Stati Uniti, su Truth, ha scritto che "senza gli Usa" l'Alleanza "è una tigre di carta". Poi parlando di Teheran ha anche detto: "Non lasceremo che abbia il nucleare, perché se lo avesse lo userebbe"
Guerra Iran, Trump contro alleati Nato: 'Codardi, ce ne ricorderemo'
Vai al contenutoKhamenei nega i raid su Turchia e Oman: "Un piano di Israele"
La Guida suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, ha negato che la Repubblica islamica abbia attaccato la Turchia e l'Oman, sostenendo che si tratti di un "piano" di Israele. "Vorrei ricordarvi che gli attacchi contro la Turchia e l'Oman - entrambi Paesi che hanno buone relazioni con noi - contro alcuni punti in questi Paesi non sono stati portati avanti in alcun modo dalle Forze armate della Repubblica islamica o da altre forze del fronte della resistenza", ha affermato Khamenei in un messaggio a lui attribuito da Fars, aggiungendo che si tratta di "un piano che il nemico sionista mette in atto" per seminare discordia tra i vicini.
Trump: "Vogliamo parlare con l'Iran ma non c'è nessuno con cui parlare" (2)
"Nelle ultime settimane, il mondo ha assistito alla vera forza e potenza dei nostri marinai e aviatori, mentre combattevano in una delle operazioni più complesse e riuscite di tutti i tempi contro il regime iraniano", ha detto Trump. "Non voglio esagerare" perché "non è una gara" ma "nessuna forza sulla Terra può battere i marinai e i militari americani".
Trump: "Alleati codardi, si lamentano prezzo petrolio ma rifiutano azione militare"
Donald Trump torna ad attaccare gli alleati della Nato, accusandoli di essere "codardi" per non appoggiare un'azione militare per sbloccare lo stretto di Hormuz. "Ora che la battaglia è militarmente vinta, con un piccolissimo rischio per loro - scrive su Truth Social, affermando come ha fatto più volte che avrebbe già vinto nel conflitto con l'Iran, mentre i vertici militari Usa riconoscono che Teheran ha ancora "una certa capacità militare" - loro si lamentano del prezzo alto del petrolio che sono costretti a pagare, ma non vogliono aiutare ad aprire lo stretto di Hormuz, una semplice manovra militare oltre che l'unica ragione per i prezzi alti del petrolio". "Così facile per loro da fare, con così pochi rischi, codardi, ce ne ricorderemo", aggiunge Trump, ripetendo che "senza gli Usa la Nato è una tigre di carta".
Trasferito in Europa tutto il personale della missione Nato in Iraq
"La missione NATO in Iraq ha riorganizzato la propria presenza, trasferendo in sicurezza tutto il personale dal Medio Oriente all'Europa", si legge in una dichiarazione del comando europeo dell'Alleanza riportata dall'Afp. La missione NATO in Iraq è stata completamente trasferita in Europa, ha dichiarato l'Alleanza, con l'ultimo contingente non combattente, composto da diverse centinaia di persone, che ha lasciato il Paese oggi.
Esplosioni a Teheran durante le celebrazioni del Nowruz
A Teheran si sono udite oggi delle esplosioni mentre gli iraniani celebravano il Nowruz, il Capodanno persiano. Le esplosioni provenivano da est e da nord della capitale, ha osservato un giornalista dell'Afp.
Udite esplosioni a Teheran
Diverse esplosioni sono state udite nella capitale iraniana Teheran. Lo riferiscono giornalisti dell'agenzia Afp precisando che boati sono stati uditi dalle zone orientali e settentrionali della città.
Media: "Due navi cargo indiane pronte ad attraversare Hormuz"
Due navi cargo battenti bandiera indiana che trasportano gas di petrolio liquefatto (Gpl) si stanno preparando ad attraversare lo Stretto di Hormuz nei prossimi giorni, dopo una pausa nei transiti di petroliere nelle ultime 24 ore. Lo riporta Al Jazeera citando dati e fonti del settore marittimo. Le due navi cisterna sono attualmente ancorate nelle acque del Golfo, secondo i dati di Kpler e fonti del settore marittimo. Le valutazioni di mercato, basate sui dati disponibili, indicano che nelle ultime 24 ore non ci sono stati passaggi di petroliere, con l'eccezione di una petroliera vuota, colpita dalle sanzioni statunitensi, che il 18 marzo ha fatto ritorno attraverso lo stretto verso le acque iraniane, come mostrano i dati di Kpler.
Israele denuncia attacco a luoghi sacri: "Follia"
Il ministero degli Esteri israeliano ha denunciato un "attacco iraniano ai luoghi santi, sacri a tutte e tre le religioni" che "rivela la follia del regime iraniano, che si professa religioso". Un impatto è stato registrato nella Città Vecchia di Gerusalemme, a circa 400 metri dal Muro del Pianto e la moschea di al-Aqsa. Si è trattato, ha ironizzato il ministero israeliano, di un "regalo iraniano" per la festività musulmana di Eid al-Fitr.
Mojtaba: "Israele ha colpito Oman e Turchia non noi"
La guida suprema Mijtaba Khamenei ha negato che sia stato l'Iran a prendere di mira con attacchi Oman e Turchia. "Ricordo inoltre che gli attacchi compiuti in Turchia e in Oman, Paesi che entrambi intrattengono con noi relazioni adeguate, non sono in alcun modo opera delle forze armate della Repubblica Islamica né delle altre forze del fronte della resistenza", ha scritto nel suo messaggio per il capodanno persiano. "Si tratta di un inganno del nemico sionista, che utilizza la tattica della falsa bandiera per creare divisioni tra la Repubblica Islamica e i suoi vicini, e ciò potrebbe verificarsi anche in altri Paesi", ha aggiunto.
Israele: "Regalo iraniano per Eid al-Fitr: missili su Al-Aqsa"
''Il regalo iraniano per Eid al-Fitr: missili su Al-Aqsa. L'attacco iraniano ai luoghi santi per tutte e tre le religioni rivela la follia del regime iraniano, che si professa religioso''. Lo ha postato il ministero degli Esteri israeliano sul proprio account X a seguito dell'impatto poco fa di lanci di missili dall'Iran nella città vecchia di Gerusalemme, a circa 350 metri dalla Moschea di Al Aqsa. Oggi cade il secondo giorno della festività musulmana di Ein al-Fitr con cui si conclude il mese del Ramadan. La Spianata delle Moschee è rimasta chiusa ai fedeli dall'inizio della guerra a causa delle restrizioni sugli assembramenti.
Iran: "Esportazioni di petrolio da Kharg continuano normalmente"
L'Iran afferma che le esportazioni di petrolio dall'isola iraniana di Kharg continuano normalmente. Lo riporta Al Jazeera. I dati e il tracciamento satellitare mostrano che le petroliere continuano a caricare e il petrolio greggio a fluire nonostante gli attacchi. L'amministrazione Trump sta valutando la possibilità di occupare o bloccare l'isola di Kharg per fare pressione su Teheran affinché riapra lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito a Barak Ravid di Axios da quattro fonti.
Hezbollah: "Presi di mira soldati israeliani in 6 villaggi nel sud del Libano"
Hezbollah ha dichiarato, in una serie di comunicati, di aver preso di mira soldati israeliani in sei villaggi del Libano meridionale, mentre le forze di terra israeliane tentano di avanzare nel Libano meridionale. Il gruppo armato filo-iraniano ha affermato di aver colpito un "assembramento di soldati nemici israeliani" in ciascuno dei sei villaggi di confine e un carro armato Merkava.
Mojtaba: "Sia per noi un anno di vittoria e di sventura per i nemici"
La guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, ha auspicato il nuovo anno persiano porti la vittoria dell'Iran. "Spero che, grazie alla preghiera del nostro signore che Dio ne affretti la manifestazione e alla benevolenza del Creatore Altissimo, abbiamo davanti a noi un anno buono, pieno di vittorie e di ogni genere di aperture materiali e spirituali per il nostro popolo, per tutti i vicini e per le nazioni musulmane, e in particolare per le componenti del fronte della resistenza", ha scritto nel suo messaggio per Nowruz. "E un anno di sventura per i nemici dell'Islam e dell'umanità", ha aggiunto.
Trump: "Vogliamo parlare con l'Iran ma non c'è nessuno con cui parlare"
"I leader dell'Iran sono andati, i prossimi leader sono andati e nessuno vuole più essere leader dell'Iran". Lo ha detto Donald Trump riferendosi all'uccisione dei vertici del regime iraniano. "Volgiamo parlare" con Teheran ma "non c'è nessuno con cui parlare. Non abbiamo nessuno. E sapete una cosa? Ci piace così", ha aggiunto il presidente ribadendo che l'Iran vuole prendere il controllo del Medio Oriente.
Cooper mette in guardia l'Iran "contro attacchi diretti a basi o interessi britannici"
La ministra degli Esteri britannica, Yvette Cooper, ha oggi messo in guardia l'Iran "contro ogni intenzione di prendere mira direttamente basi militari, territori o interessi del Regno Unito". Lo si legge in un comunicato diffuso dal Foreign Office a margine di una conversazione telefonica avvenuta diverse ora fa tra la stessa Cooper e il collega di Teheran, Abbas Araghchi: colloquio dopo il quale il ministro Araghchi aveva accusato da parte sua Londra di "complicità" con la guerra di Usa e Israele per aver revocato nelle scorse settimane il no all'uso da parte di forze aeree americane di alcune basi britanniche. La ministra degli Esteri del governo di Keir Starmer, fa ora sapere di aver replicato all'omologo iraniano giustificando come "difensive le operazioni" britanniche nel quadro del conflitto e come una reazione "all'aggressione" attribuita all'Iran nei confronti degli alleati arabi del Golfo, dopo gli attacchi israelo-americani. Cooper ha peraltro ribadito che "il Regno Unito vuole una rapida soluzione" di tutte le ostilità in Medio Oriente.
Mojtaba: "I media non aiutino la narrativa del nemico"
La nuova guida suprema, Mojtaba Khamenei, ha chiesto ai media iraniani di non alimentare la narrativa del nemico. "Una delle strategie del nemico è la sua operazione mediatica, che in questi giorni mira in particolare alle menti e alla psiche di alcuni cittadini, con l'intento di danneggiare l'unità nazionale e, di conseguenza, la sicurezza nazionale", ha scritto nel mezzaggio per il nuovo anno persiano. "Dobbiamo stare attenti a non permettere, per negligenza nostra e con le nostre stesse mani, che questo sinistro obiettivo si realizzi. Perciò raccomando ai media interni del nostro Paese, con tutte le loro possibili differenze di orientamento intellettuale, politico e culturale, di evitare seriamente di concentrarsi sui punti deboli. In caso contrario, il nemico potrebbe riuscire nel proprio intento", ha ammonito.
Mojataba: "Nemico sperava in rivolta e ora farnetica"
Le speranze di Stati Uniti e Israele di provocare una rivolta contro il regime in Iran sono andate deluse. Ad assicurarlo è stato il nuovo leader Mojataba Khamenei, nel messaggio scritto per il capodanno persiano. "Questa guerra è avvenuta dopo che il nemico, disperando di ottenere un grande movimento popolare a proprio favore, si è illuso che martirizzando il vertice del sistema e un certo numero di figure militari influenti avrebbe generato in voi, nostro caro popolo, paura e disperazione, inducendovi a lasciare il campo, e così avrebbe realizzato il sogno di dominare l'Iran e poi smembrarlo", ha scritto. "Ma voi, in questo mese benedetto, avete unito il digiuno al jihad e avete creato una vasta linea di difesa in tutto il Paese, con trincee salde in numero pari ai luoghi di lotta, ai quartieri e alle moschee, infliggendo così al nemico un colpo tanto sconcertante da spingerlo a pronunciare parole contraddittorie e farneticazioni molteplici, segni di mancanza di lucidita' e di debolezza cognitiva", ha aggiunto.
Trump: "In Iran stiamo facendo molto bene, non lasceremo che abbia il nucleare"
"Stiamo facendo molto bene in Iran. Non lasceremo che abbia il nucleare, perché se lo avesse lo userebbe". Lo ha detto Donald Trump, sottolineando che "due settimane fa" Teheran aveva una Marina "ora non l'ha più. Le sue navi sono sul fondale, ne abbiamo abbattute 58 in due giorni".
Media: "Pentagono manda tre navi e migliaia di Marines"
Washington ha deciso di aumentare drasticamente la presenza militare in Medio Oriente inviando tre navi da guerra e migliaia di Marines in quello che è il secondo dispiegamento nella regione in una sola settimana. Si tratta di 2.200-2.500 Marines del gruppo anfibio USS Boxer, con base in California, e dell'11esima Unità di Spedizione, secondo funzionari statunitensi citati dal Wall Street Journal.
Annunciato il messaggio di Mojtaba per il nuovo anno
La nuova guida suprema iraniana Mojataba Khamenei pubblicheà un messaggio in occasione del Nowruz, il capodanno persiano. Lo riferiscono i media iraniani.
Hezbollah nega presenza in Emirati: "Accuse infondate"
Hezbollah ha smentito qualsiasi coinvolgimento in un presunto complotto terroristico sventato negli Emirati Arabi Uniti, dopo che le autorità del Paese del Golfo hanno annunciato di aver smantellato una rete terroristica finanziata e gestita dal gruppo libanese e dall'Iran. "Hezbollah nega formalmente le accuse inventate mosse contro di esso dalle autorità di sicurezza degli Emirati Arabi Uniti e dichiara categoricamente che tali accuse sono completamente infondate e prive di qualsiasi fondamento. Hezbollah non è presente negli Emirati Arabi Uniti o in qualsiasi altro Paese, né sotto copertura né con alcun nome commerciale", si legge in una nota, denunciando i "ripetuti tentativi di danneggiare il partito e di infangarne l'immagine". Il gruppo filo-iraniano ha anche condannato "l'irresponsabile fretta del ministero degli Esteri libanese nell'adottare queste narrazioni provenienti da entità straniere e nel condannare una componente essenziale del Libano prima di qualsiasi verifica, invece di dimostrare il minimo senso di responsabilità nazionale, soprattutto nel contesto della brutale aggressione israeliana di cui il Libano e il suo popolo sono vittime".
Teheran: "Trump e Netanyahu faranno stessa fine di Saddam"
Il presidente americano Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu faranno la fine di Saddam Hussein. La minaccia è arrivata dal portavoce del quartier generale centrale di Khatam al-Anbia, Ebrahim Zolfaqari. "Lo stesso destino di Saddam attende Trump e Netanyahu", ha detto a quanto riferisce la tv di Stato iraniana.
Impatto a Gerusalemme, scheggia cade vicino Muro Pianto
Segnalato a Gerusalemme un impatto dopo che sono risuonate le sirene di allarme per un attacco missilistico iraniano. Secondo i media, una scheggia è caduta vicino al Muro del Pianto, nella Citta' Vecchia. Le immagini mostrano danni, ma non ci sarebbero feriti.
Brasile, piano d'emergenza sui carburanti per la crisi in Medio Oriente
Il Brasile attiva un piano di emergenza per garantire l'approvvigionamento di carburanti in un contesto di forte tensione sui mercati energetici globali legato al conflitto nel Golfo Persico. L'Agenzia nazionale del petrolio (Anp) ha dichiarato lo stato di "pre-allerta", rafforzando il monitoraggio su scorte e flussi di benzina e diesel. La misura obbliga produttori, distributori e importatori a condividere con l'agenzia dati su disponibilità e movimentazioni dei carburanti. Allo stesso tempo, viene temporaneamente allentato l'obbligo di scorte fino a fine aprile, per aumentare il volume disponibile sul mercato. L'Anp ha inoltre chiesto alla compagnia energetica statale Petrobras di riprendere le aste di vendita di diesel e benzina sospese nei giorni scorsi e di fornire aggiornamenti sulle importazioni.
La presidente della compagnia statale, Magda Chambriard, ha spiegato che la sospensione è servita a rivalutare i livelli di stock dopo l'anticipo delle consegne nelle settimane precedenti. La società sta aumentando la produzione nelle raffinerie e monitorando le rotte di approvvigionamento, dopo che alcune navi dirette in Brasile sono state reindirizzate verso altri mercati in un contesto di forte volatilità. Intanto cresce la pressione sui prezzi: il diesel ha raggiunto in media circa 1,18 euro (7,17 real) al litro a metà marzo, rispetto a circa 1,00 euro al litro (6,06 real) di fine febbraio. Il rincaro segue l'impennata del petrolio, con il Brent salito fino a 119 dollari al barile dopo nuovi attacchi a infrastrutture energetiche in Qatar, Iran e Arabia Saudita.
Hezbollah nega le accuse degli Emirati di avere una rete nel Paese
Hezbollah ha negato di avere una presenza negli Emirati Arabi Uniti, dopo che le autorità emiratine hanno annunciato l'arresto di almeno cinque membri di una "rete terroristica" legata a Hezbollah e al suo sostenitore, l'Iran. In una dichiarazione, il gruppo militante libanese ha affermato di "negare le accuse inventate mosse contro di esso dalle autorità di sicurezza degli Emirati Arabi Uniti... Hezbollah non ha alcuna presenza negli Emirati Arabi Uniti o in qualsiasi altro Paese, sotto alcuna copertura, denominazione commerciale o altro".
Idf: "Ucciso Rastami Shamestan, alto funzionario del ministero dell'Intelligence Iran"
"L'aviazione israeliana ha eliminato a Teheran l'altro ieri Mahdi Rastami Shamestan, un alto funzionario del ministero dell'Intelligence del regime iraniano". Lo ha detto il portavoce dell'Idf Effie Defrin in conferenza stampa, aggiungendo che Shamestan era una figura chiave nell'organizzazione di attività terroristiche contro israeliani ed ebrei in Israele e nel resto del mondo.
Idf: "Continueremo a espandere l'operazione in Libano"
''L'Idf continuerà a espandere l'operazione militare in Libano nei prossimi giorni''. Lo ha detto il portavoce dell'Idf Effie Defrin nell'ambito della conferenza stampa quotidiana. ''Le truppe della divisione 91 e 36 avanzano nel territorio libanese per ancorare le postazioni di difesa avanzata della popolazione israeliana al confine nord'', ha aggiunto.
Tajani vede ambasciatori. Coordinamento con imprese in loco
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha tenuto oggi una riunione con gli Ambasciatori dell'area del Medio Oriente per un nuovo punto sulla situazione della Crisi nel Golfo, sotto gli aspetti politici e di assistenza ai connazionali. Lo riferisce una nota della Farnesina. La riunione ha consentito di fare il punto anche sullo Stretto di Hormuz e sulle ripercussioni sui transiti energetici. Continuano i lanci di missili e droni in vari Paesi della regione anche su impianti di gas e petrolio con conseguenze sugli approvvigionamenti energetici. In Qatar, è stato colpito l'impianto piu' importante che esporta gas, anche verso l'Italia, la cui ricostruzione prenderà alcuni anni, ricorda la nota. L'ambasciata a Doha ha rafforzato il coordinamento con le imprese italiane presenti in loco per assisterle e per monitorare la dislocazione dei dipendenti italiani. Negli Emirati Arabi Uniti, l'ambasciata d'Italia è al lavoro con le autorita' locali per aiutare le imprese italiane che affrontano problemi logistici o doganali. Prosegue l'attività di assistenza nei confronti dei connazionali e per fare fronte alla grave situazione in Libano, dove si assiste a una crescita del numero di sfollati interni. Nel Paese è arrivato ieri un volo della Cooperazione Italiana con 30 tonnellate di beni di prima necessità. La scorsa settimana, nel quadro dell'impegno del governo italiano nei confronti del Libano, il ministro Tajani aveva annunciato un nuovo pacchetto di interventi d'emergenza del valore di 10 milioni di euro.
Wall Street Journal: "Pentagono invia altre 3 navi da guerra in Medio Oriente e migliaia marines"
Il Pentagono sta inviando tre navi da guerra e migliaia di marines in Medio Oriente. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali 2.200-2.500 marines sono diretti verso il Us Central Comand, responsabile per le forze armare americane in Medio Oriente.
Trump ai membri Nato: "Codardi per la mancanza di sostegno nella guerra contro l'Iran"
Donald Trump ha definito i membri Nato "codardi" a causa della "mancanza di sostegno nella guerra contro l'Iran".
Erdogan: "Netanyahu minaccia pace nel mondo"
"Il terrorismo di Netanyahu minaccia la pace nel mondo". Ancora un affondo del presidente turco Recep Tayyip Erdogan nei confronti del premier israeliano Benjamin Netanyahu, artefice a suo dire della "distruzione e violenza che affligge tutto il Medio Oriente". "Come Paesi islamici stiamo cercando di superare un momento pieno di trappole. A Gaza continua la distruzione, in Libano ci sono mille morti e un milione di sfollati. La moschea di Al Aqsa e' stata chiusa e gli insediamenti illegali aumentano. Il terrorismo di Netanyahu continua a minacciare la pace nel mondo", ha affermato Erdogan.
Manifestanti in piazza Tel Aviv, basta guerra senza fine
Manifestanti si sono radunati in centro a Tel Aviv sotto lo slogan, "Basta alla guerra senza fine" portata avanti dal governo israeliano. La protesta, sottolinea Haaretz, è la prima di una serie organizzata dal movimento Standing Together insieme ad altre associazioni. Per Uri Weltmann, tra i dirigenti di Standing Together, "Netanyahu non si accontenta che siamo per la seconda volta sotto i missili iraniani. Vuole anche che sprofondiamo per la quarta volta nella guerra infinita in Libano. Noi, il popolo di Israele, stiamo pagando con l'abbandono della nostra sicurezza il desiderio di Netanyahu di rimanere al potere".
The Economist boccia la guerra di Trump in Iran: "L'operazione è furia cieca"
"Operazione furia cieca", 'Operation Blind Fury'. E' il titolo della copertina di The Economist sulla falsariga dell'operazione Epic Fury, 'furia epica', lanciata da Donald Trump in Iran. Secondo il magazine, la guerra in Medio Oriente sta rendendo il "presidente più debole e arrabbiato. Riducendo i superpoteri politici del presidente, la sua campagna sconsiderata potrebbe renderlo più pericoloso". The Economist parla di "guerra avventata e sconsiderata. Anche un conflitto di breve durata altererebbe il corso del suo secondo mandato. Uno che si protragga per mesi potrebbe farlo precipitare rovinosamente a terra", afferma il magazine.
Iran, forza Quds: "Presto Umma libera da giogo Usa-Israele"
L'Umma, la comunità dei fedeli musulmani, sarà presto libera dal giogo di Israele e Stati Uniti. Ad assicurarlo è stato il comandante della forza Quds dei Pasdaran, Ismail Qaani. "I vostri sforzi zelanti, altruisti e sinceri nella lotta contro gli Stati Uniti criminali e il regime sionista assassino di bambini hanno conquistato l'ammirazione di tutti, portato gioia ai credenti e agli amanti della libertà in tutto il mondo e riempito i nemici di rabbia, stupore e terrore", si legge in un messaggio di Qaani ai militari in occasione dell'Eid al-Fitr. Il Fronte di Resistenza, ha proseguito, "ha condotto operazioni di grande impatto fino a oggi e ha in serbo altre sorprese". L'unità, ha assicurato, "è il punto di forza della Umma islamica e un incubo per l'arroganza globale e il sionismo internazionale, e presto assisterà alla liberazione della Umma islamica dalla fitnah (oppressione) americano-sionista per mano delle vostre potenti azioni".
Sa'ar a Barrot: "Francia e Ue inseriscano Hezbollah nella blacklist"
''La Francia e l'Ue designino l'intera organizzazione di Hezbollah come organizzazione terroristica, e non solo la sua ala militare, come già fatto da diversi Paesi europei. È necessaria la completa delegittimazione di Hezbollah, perché questo gruppo filo-iraniano opera militarmente contro Israele da decenni, rovinando progressivamente il Libano e il suo futuro''. Lo rende noto il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar in una nota, a margine dell'incontro con il suo omologo francese Jean-Noël Barrot oggi a Gerusalemme. ''Ho ascoltato le impressioni del ministro sulla sua visita in Libano e abbiamo discusso a lungo della guerra contro l'Iran e Hezbollah. Gli ho descritto le operazioni israeliane contro i militanti di Hezbollah, compiendo ogni sforzo per ridurre al minimo i danni alla popolazione civile. Ho anche illustrato al ministro la portata degli attacchi, oltre 2.500, contro Israele dal territorio libanese, a partire dal 2 marzo, comprese le aree a sud del fiume Litani, su cui il governo e l'esercito libanesi solo due mesi e mezzo fa avevano affermato di raggiunto il controllo operativo. Purtroppo, il governo libanese e il suo esercito non stanno intraprendendo alcuna azione significativa contro Hezbollah, né militarmente né in altri ambiti'', si legge nella nota.
Arrestati due intrusi in una base navale britannica, uno è un iraniano
Due persone sono state arrestate mentre tentavano di fare irruzione nella base navale di Faslane, il sito strategico della Royal Navy in Scozia dove sono di stanza i sottomarini nucleari britannici. Lo ha reso noto la polizia scozzese. Secondo quanto riportato dai media del Regno Unito, uno dei fermati è un uomo di 34 anni di nazionalità iraniana. Era accompagnato da una donna di 31 anni.
Iran, Barrot: "Faccia importanti concessioni e cambi postura"
"Qualunque sia l'esito delle operazioni militari in corso, deve essere integrato da una soluzione politica che produca effetti duraturi. A questo proposito, il regime iraniano deve impegnarsi a fare importanti concessioni e a un radicale cambiamento di atteggiamento". Lo ha affermato il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot in una conferenza stampa a Tel Aviv. Per il capo della diplomazia di Parigi, "la stabilità della regione dipende anche dall'attuazione del piano di pace presentato dagli Stati Uniti lo scorso autunno per Gaza: libero accesso umanitario, disarmo di Hamas e ripristino di un orizzonte politico basato sulla soluzione dei due Stati".
Teheran: "Colpiremo funzionari Usa e Israele ovunque si trovino"
L'esercito iraniano ha minacciato di dare la caccia a funzionari e comandanti militari provenienti dagli Stati Uniti e da Israele, anche mentre sono in vacanza o si trovano in luoghi di svago. "Stiamo tenendo d'occhio i vostri funzionari e comandanti codardi, i vostri piloti e i vostri soldati malvagi", ha dichiarato il portavoce delle forze armate Abolfazl Shekarchi, citato dalla televisione di stato. "D'ora in poi, in base alle informazioni che abbiamo , nemmeno i lungomare, le località balneari e i centri turistici e di intrattenimento del mondo saranno sicuri".
Si intensificano operazioni aeree Usa e alleati per riapertura Hormuz
Si intensificano le operazioni aeree di Stati Uniti e di alcuni alleati - di cui non è stato fatto il nome - per neutralizzare navi, mine e missili da crociera dispiegati dall'Iran, per consentire la riapertura dello stretto di Hormuz. Sono stati dispiegati aerei A-10, che volano a bassa quota sul tratto di mare per interdire le navi da attacco iraniane, ed elicotteri Apache, impiegati per colpire droni, come ha spiegato il generale Dan Caine, a capo degli stati maggiori riuniti Usa.
Il Wall Street Journal anticipa il possibile dispiegamento, se lo sforzo in corso non dovesse portare al risultato auspicato, di navi da guerra Usa per scortare fisicamente le navi commerciali. Una unità di risposta rapida di 2.200 marines sta arrivando in Medio Oriente, occupando le isole al largo della costa meridionale dell'Iran.
"Un A-10 Warthog è dispiegato sul fianco sud, e colpisce le navi da attacco veloci nello Stretto di Hormuz e gli Apache ora partecipano alle operazioni", ha spiegato Caine in una conferenza stampa. Alcuni Paesi alleati dispiegano i loro Apache "per colpire droni da attacco a perdere". Fino a ora i raid aerei americani hanno distrutto o danneggiato più di 120 unità navali iraniane, ha rivendicato ieri il segretario della Difesa Pete Hegseth. Ma Teheran dispone ancora di un vasto arsenale di missili montati su camion e di centinaia di navi nascoste in siti sotterranei, lungo la costa e in isole, ha rivelato Farzim Nadimi, analista dell'Institute for Near East Policy anticipando che saranno necessarie altre settimane per poter riaprire lo stretto.
Barrot a Hezbollah: "Deponete le armi"
Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha condannato "la decisione inammissibile e irresponsabile di Hezbollah" di unirsi alla guerra contro Israele al fianco dell'Iran e ha esortato il gruppo sciita filo-iraniano a "deporre le armi".
Barrot: "Fine crisi non a breve, serve soluzione duratura"
Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot, ha sottolineato che "non vede una fine a breve termine del conflitto regionale in corso" ma questo "non può essere un pretesto per l'inazione, bisogna lavorare per una soluzione duratura".
La Nato ritira "temporaneamente" sua missione in Iraq
La Nato ha sospeso "temporaneamente" la sua missione in Iraq per via dell'escalation del conflitto regionale. Lo riferiscono funzionari iracheni. La Nato Mission Iraq (Nmi) è una missione di addestramento e consulenza.
Esercito Iran: "Centri turistici non più sicuri per nemici"
L'Iran ha minacciato di colpire le località turistiche frequentate da americani e israeliani. "L'assassinio dei funzionari dello Stato e di alcuni comandanti delle forze armate della Repubblica Islamica dell'Iran è frutto della disperazione, dell'impotenza e della malvagità del nemico", ha dichiarato il portavoce dell'esercito, Sardar Shekarchi, a quanto riporta l'agenzia Isna. "Stiamo tenendo d'occhio i vostri funzionari e comandanti codardi, i vostri piloti e soldati, e non passerà molto tempo prima che vi trasciniamo fuori dai vostri nascondigli e rifugi in totale umiliazione e disonore per infliggervi la punizione che le vostre azioni maledette meritano", ha proseguito. "D'ora in poi, i centri turistici e ricreativi di tutto il mondo saranno insicuri per i nemici", ha ammonito Sardar.
Svizzera: "Non esporteremo armi agli Usa durante conflitto in Medio Oriente"
La Svizzera ha deciso di non autorizzare l'esportazione di materiale bellico negli Stati Uniti durante il conflitto in Medio Oriente, in linea con il suo principio di lunga data di neutralità militare. "L'esportazione di materiale bellico verso i Paesi coinvolti nel conflitto armato internazionale con l'Iran non può essere autorizzata per tutta la durata del conflitto", ha dichiarato il governo in un comunicato. "Le esportazioni di materiale bellico verso gli Stati Uniti non possono essere autorizzate al momento", e le licenze statunitensi esistenti saranno ora soggette a revisione periodica, ha aggiunto, precisando che la Svizzera non rilascia licenze di esportazione di materiale bellico a Israele o all'Iran da anni.
Spagna, in Cdm accordo su 2 decreti per misure per guerra in Iran
Il Consiglio straordinario dei ministri spagnolo, riunito oggi, si è concluso con un accordo fra gli alleati di governo del Psoe e della coalizione di sinistra Sumar con una soluzione 'salomonica', con l'approvazione di due decreti di misure per fronteggiare le conseguenze economiche del conflitto in Iran. Uno dei testi contiene le misure per ridurre il prezzo dell'energia, tra cui la diminuzione dell'Iva dal 21% al 10% sui combustibili; e l'altro quelle abitative e un meccanismo di controllo per evitare utili imprenditoriali ingiustificati, come richiesto dai 5 ministri dalla forza di sinistra fondata dalla vicepremier Yolanda Diaz, segnalano fonti della coalizione di governo.
Ancora sirene d'allarme a Tel Aviv, Gerusalemme e nel nord di Israele
Ennesimo allarme a Tel Aviv, con le sirene che hanno risuonato per l'ottava volta da stamattina, con i residenti nei rifugi. Allerta anche a Gerusalemme e nel nord di Israele per attacchi dall'Iran.
Schegge missile di nuovo su Rehovot, danni a casa
Schegge di un missile intercettato sono nuovamente cadute su Rehovot, nella regione centrale di Israele, facendo danni a una casa. Lo riferisce Channel 12. Poche ore prima, sempre a Rehovot un altro appartamento era stato danneggiato dalla caduta di schegge di un missile intercettato ma i proprietari ne erano usciti incolumi. Nella cittadina a una ventina di km da Tel Aviv, una 70enne era rimasta moderatamente ferita mentre si recava in un rifugio e diverse altre persone avevano riportato ferite lievi.
Iran: ambasciata, cellule dormienti Italia? falso e offensivo
L'ambasciata iraniana a Roma ha negato respinto con sdegno i socspetti che possano esservi terroristi tra gli iraniani residenti in Italia pronti a compiere attentati. "Le recenti dichiarazioni rilasciate da un'alta autorita' italiana, che attribuiscono un presunto 'rischio di terrorismo' agli iraniani residenti all'estero, non risultano soltanto infondate e prive di qualsiasi riscontro concreto, ma rappresentano anche una grave offesa nei confronti di una comunità riconosciuta a livello globale per il suo livello culturale, il rispetto delle leggi e il contributo significativo alle societa' in cui e' inserita", si legge in un lungo comunicato della rappresentanza diplomatica. A parlare di "centinaia di cellule dormienti iraniane sparse nel mondo" era stato ieri il ministro della Difesa, Guido Crosetto. "Affermazioni di questo tipo, che con eccessiva superficialità proiettano un'ombra di sospetto su un'intera nazione e sulla sua diaspora, non sono soltanto ingiuste e dolorose: risultano profondamente immeritate e lesive della dignità umana", si legge ancora nella nota.
Axios: Trump valuta piani occupare Kharg per ottenere riapertura Hormuz
L'amministrazione Trump sta considerando piani per occupare o bloccare l'isola di Kharg per fare pressioni sull'Iran per far riaprire lo stretto di Hormuz. Lo scrive Axios citando quattro fonti, aggiungendo che un'operazione per prendere il controllo dell'isola a 15 miglia dalle coste iraniane, da dove passano il 90% delle esportazioni di greggio iraniano, potrebbere mettere militari americani direttamente sulla linea del fuoco. Per questo, aggiungono le fonti, un'operazione del genere potrebbe essere lanciata solo dopo che le forze americane avranno ulteriormente degratato le capacità militari iraniani intorno allo stretto di Hormuz, obiettivo che potrebbe richiedere ancora alcune settimane, anche un mese. "Abbiamo bisogno di un mese per indebolire gli iraniani con più raid, prendere l'isola e così tenerli per palle e usarlo per i negoziati", ha detto una fonte informata sulle valutazioni della Casa Bianca. Per fare questo sono neccesarie più truppe, aggiungono le fonti ricordando che tre diverse unità di Marine sono in viaggio verso la regione, mentre Casa Bianca e Pentagono stanno considerando anche altre mobilitazioni. "Lui vuole Hormuz aperto - aggiunge un'alta fonte dell'amministrazione riferendosi a Donald Trump - e se deve prendere l'isola di Kharg per farlo, allora questo succedere. Se decide di avere un'invasione costiera, questo avverrà, ma questa decisione - avverte la fonte - non è stata ancora presa". Ed infine dall'amministrazione fanno un distinguo sulla questione dei 'boots on ground': "abbiamo sempre avuto le truppe sul terreno nei conflitti sotto ogni presidente, compreso Trump. So che è una fissazione dei media, ed io capisco la politica, ma il presidente farà quello che è giusto".
Iran, Idf: "Raid su obiettivi regime su rive Mar Caspio"
Le forze armate israeliane hanno annunciato di aver "iniziato a colpire obiettivi del regime iraniano nella zona di Nur, a est di Teheran", sulle rive del Mar Caspio".
Energia, Pichetto: "Oggi è la discriminante, chi ce l'ha compete"
"Oggi ci troviamo in un momento storico nel quale l'energia e' diventata la discriminante tra i ricchi e i non ricchi, chi ha l' energia e' in grado di competere e assicurare il futuro. Chi non ce l'ha rischia di regredire". Cosi' il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dell'evento per i 70 anni del Cesi a Milano. "Abbiamo quel 20 per cento di energia propria nazionale che e' l'idroelettrico, c'e' poi la parte del geotermico, il resto abbiamo le molecole del gas. Dobbiamo - ha aggiunto - assolutamente impegnarci ad andare avanti con le rinnovabili". "Nella lettura ante guerra, quella di un mese fa, avevamo fatto una valutazione del quadro, che indicava la necessita' di intervenire sul gas. Dobbiamo trovare un meccanismo di aiuto per le imprese fortemente energivore. Il contesto che si e' determinato successivamente puo' in parte cambiare quella lettura - spiega il ministro -, ma restano alcuni elementi di fondo da valutare nel prosieguo. Il quadro e' difficile. La guerra nel Golfo non incide soltanto sui 4 miliardi di metri cubi che importavamo dal Qatar, ma ha un impatto piu' ampio sul piano internazionale. I fornitori entrano in concorrenza". "La pressione a livello globale e' molto elevata. Dovremo chiedere aiuto a tutti e rivolgerci a tutti, creando anche condizioni di concorrenza su realta' di fornitura e produzione che al momento non presidiamo" ha detto Pichetto. "Il quadro attuale resta molto difficile e incerto. Ringrazio per il supporto che viene dato al governo in questa fase, sia sull'azione nazionale sia nel rapporto con l'Unione europea, anche in vista delle decisioni che il Consiglio Ue, con l'impegno della Commissione, e' chiamato a prendere sugli Ets entro il 10 luglio" ha concluso.
I monarchi spagnoli cancellano visita in Qatar per il conflitto in Iran
I monachi Felipe VI e Letizia di Spagna hanno rinviato la visita di Stato prevista in primavera in Qatar a causa della crisi provocata dal conflitto scatenato dall'intervento di Stati Uniti e Israele in Iran e della risposta nella regione del regime degli Ayatollah. Lo segnalano fonti della Casa Reale riferite da El Pais, secondo cui, sebbene non fosse stata ancora annunciato ufficialmente, da mesi erano in corso preparativi per il viaggio di Stato dei reali nell'emirato, su invito dell'emiro Tamin bin Hamad al Thani, che era stato in visita ufficiale in Spagna con la consorte nel 2022. Quello annullato doveva essere il primo viaggio ufficiale di Felipe VI e Letizia in un Paese del Golfo Persico, a parte la visita a Doha compiuta dal re spagnolo nel dicembre 2022 per accompagnare la nazionale maschile al Mondiale di calcio.
Media: "La Cina limita le esportazioni di carburante, gasolio e fertilizzanti"
La Cina sta limitando le esportazioni di carburante per aerei, gasolio e fertilizzanti. Lo riferiscono fonti del settore, diplomatici e analisti al Financial Times. Secondo queste fonti, la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (Ndrc), il principale organo di pianificazione economica cinese, ha chiesto nei giorni scorsi agli esportatori di fertilizzanti di sospendere le spedizioni all'estero di alcune linee di prodotti. Ciò fa seguito alle istruzioni date dall'Ndrc all'inizio di questo mese alle grandi raffinerie petrolifere sostenute dallo Stato di interrompere le spedizioni all'estero di carburante per aerei, diesel e cherosene. La Cina è il secondo esportatore mondiale di fertilizzanti, dopo la Russia, e il sesto esportatore di carburante per aerei, secondo i dati dell'International Trade Centre. Secondo gli analisti, sta cercando di preservare le riserve energetiche e alimentari e di proteggere il mercato interno a causa della guerra in Medio Oriente.
Iran, Axios: "Usa valutano occupazione o blocco Kharg"
L'amministrazione Trump sta valutando di occupare o bloccare l'isola iraniana di Kharg per fare pressione sull'Iran affinche' riapra lo stretto di Hormuz. Lo riferisce Axios citando quattro fonti. Un'operazione per rilevare l'isola di Kharg, che si trova a 15 miglia al largo e processa il 90% delle esportazioni di petrolio greggio dell'Iran, potrebbe mettere le truppe statunitensi piu' direttamente nella linea di fuoco, sottolinea Axios. Per questo, si passera' in caso all'azione solo dopo che l'esercito americano avra' avrebbe ulteriormente degradato la capacita' militare dell'Iran intorno allo stretto di Hormuz. "Abbiamo bisogno di circa un mese per indebolire di piu' gli iraniani con bombardamenti, catturare l'isola e poi prenderli per le palle e usarla per i negoziati", ha detto una fonte vicina alla Casa Bianca. Un'operazione del genere, se approvata, richiederebbe anche piu' truppe. Tre diverse unita' marine sono in viaggio verso la regione. La Casa Bianca e il Pentagono stanno pensando di inviare ancora piu' truppe presto, ha detto una fonte. Tuttavia la decisione di invadere Kharg "non e' stata presa" al momento, ha assicurato un alto funzionario dell'amministrazione.
Borsa: l'Europa incerta con gas e petrolio, Milano sulla parità
Le Borse europee proseguono l'ultima seduta della settimana in un clima molto incerto. Ai dubbi sul conflitto in Iran si somma la volatilità del cosiddetto 'giorno delle quattro streghe', con la contemporanea scadenza di future e opzioni sugli indici. In questo contesto, con gas e petrolio che ondeggiano attorno alla parità, il listino migliore è quello di Madrid, che cresce meno di mezzo punto percentuale. Attorno alla parità tutti gli altri mercati, con escursioni in terreno negativo. Spread Btp-Bund in rialzo rispetto all'avvio a 84 punti base, mente l'euro è in leggero calo (-0,3%) a 1,155 contro il dollaro. Piatto il Bitcoin sui 75mila dollari. In Piazza Affari sempre generalmente bene il settore del credito (Mps e Mediobanca +2,7%), deboli Eni e Leonardo che cedono circa un punto percentuale e mezzo. Ancora in scivolata Inwit, che cede l'8% a 6,3 euro (con un minimo di seduta in calo fino al 12%) dopo aver rivisto al ribasso guidance e outlook in conseguenza dell'accordo tra Tim e Fastweb+Vodafone sulle torri di trasmissione.
Iran, Letta: "Coinvolti in guerra ingiusta che non abbiamo scelto"
"Ci sono troppi elementi che ci portano a pensare che siamo coinvolti, anche formalmente, dentro una guerra che non abbiamo scelto, profondamente ingiusta e con effetti drammatici, certamente sulle popolazioni - e le migliaia di morti in Libano lo dimostrano - e terribili sulla nostra economia. La guerra deve finire veramente al piu' presto". Cosi' Enrico Letta, presidente del Jacques Delors Institute, a Palermo.
Borse europee: riducono guadagni con rialzo prezzo petrolio
Le Borse europee riducono i guadagni di avvio seduta e si attestano attorno alla parita' e poco sotto a causa della risalita del prezzo del petrolio, che sul mercato del Brent ha toccato nuovamente quota 110 dollari al barile. Al momento l'indice Dax di Francoforte segna +0,02%, il Cac 40 di Parigi -0,05% mentre l'Ftse 100 di Londra -0,17%. Debole anche Milano con Piazza Affari a +0,05%.
Usa prorogano sospensione sanzioni all'azienda petrolifera serba Nis
In piane crisi energetica, gli Stati Uniti, come chiedeva Belgrado, hanno concesso una nuova "licenza operativa" temporanea fino al 17 aprile alla società petrolifera serba Nis, cioè una sospensione delle sanzioni che gravano sulla compagnia, che non si è ancora liberata in modo definitivo della quota maggioritaria detenuta dal colosso russo Gazprom, che le sanzioni aveva generato. "Come ha anticipato il presidente Aleksandar Vučić, sono arrivate buone notizie dagli Stati Uniti: la proroga della licenza per quasi un mese è particolarmente importante in questo momento in cui i prezzi del petrolio continuano a salire vertiginosamente in borsa. La raffineria di Pančevo continua a operare e la fornitura di derivati ;;del petrolio rimarrà affidabile. I cittadini non devono preoccuparsi, non c'è bisogno di fare scorte, abbiamo sufficienti derivati ;;del petrolio", ha dichiarato la ministra all'Energia e alle Miniere, Dubravka Djedović Handanović, nell'annunciare che l'Ofac, l'Ufficio per il controllo sui beni stranieri del Dipartimento del Tesoro Usa ha accolto la richiesta di una nuova proroga. L'ungherese Mol ha raggiunto in gennaio un accordo di massima per rilevare la quota azionaria russa, che supera il 60% del capitale Nis, facendo scattare una prima e poi una seconda sospensione delle sanzioni, ma un contratto organico non è stato ancora firmato. Dunque, tutto rimandato, ma si tratta di una boccata d'ossifìgeno per la Serbia. Per le 11 il presidente Vučić ha convocato una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza nazionale sulla crisi energetica, dalla quale usciranno una serie di misure-tampone, come, pare, la proroga del divieto di esportazione dei carburanti, l'immissione sul mercato di 40.000 tonnellate di diesel dalle riserve e provvedimenti sulle accise.
Israele: "Polizia disperde fedeli, condanna per chiusura al-Aqsa"
La polizia israeliana ha disperso fedeli musulmani che si erano radunati alle porte della Citta' Vecchia di Gerusalemme, cercando di avvicinarsi il piu' possibile alla moschea di al-Aqsa per celebrare la chiusura del mese di Ramadan. E' la prima volta dal 1967 che Israele vieta l'accesso alla Spianata delle Moschee in occasione di Eid al-Fitr e le istituzioni islamiche lo hanno condannato con forza. Il sito religioso islamico, come anche il Muro del Pianto per gli ebrei e il Santo Sepolcro per i cristiani, e' chiuso dall'inizio della guerra contro l'Iran il 28 febbraio per "motivi di sicurezza", alla luce dei quotidiani allarmi per il lancio di missili dalla Repubblica islamica.
Unc: mini-cali dei prezzi dei carburanti, anche meno della metà del taglio accise
Il taglio delle accise di 20 cent previsto dal decreto legge carburanti, pur essendo entrato in vigore il 19 marzo, non ha prodotto ieri alcun effetto sui prezzi medi pubblicati dal Mimit e anche oggi le riduzioni dei prezzi sono anche meno della metà del dovuto. Lo stima l'Unione nazionale consumatori. Oggi a prezzi industriali costanti, i prezzi alla pompa avrebbero dovuto diminuire, considerando anche l'Iva al 22%, di 24,4 cent al litro, 12 euro e 20 cent per un pieno di 50 litri, ma non è accaduto, secondo l'Unc, in nessuna regione italiana. L'andamento cambia a seconda dei territori, fluttuando da -10,2 cent al litro a -17,8 cent. Per la benzina, la regione peggiore in termini di variazione tra il prezzo di ieri e quello di oggi è la Campania, dove il prezzo cala solo di 10,3 cent al litro contro i 24,4 teorici previsti, meno della metà, pari a 5,15 euro per un rifornimento di 50 litri. Medaglia d'argento per Bolzano dove l'abbassamento sale, si fa per dire, a 12,8 cent. Sul gradino più basso del podio il Molise ex aequo con il Lazio con -13,1 cent al litro. "Nonostante lo spauracchio creato ieri, con la consegna alla Guardia di finanza della lista di distributori che non avevano ancora adeguato i prezzi, ci sono sempre i soliti furbetti del quartierino che invece di traslare tutto il taglio delle accise sui prezzi alla pompa hanno pensato bene di fare la cresta, cogliendo l'occasione per arricchirsi un po' di più," afferma il presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona.
Iran, Teheran: "Presa di mira base rifornimenti a Ben Gurion"
L'Iran ha annunciato di avere preso di mira in una nuova ondata di bombardamenti con droni obbiettivi all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv e il ministero della Sicurezza interno israeliano. "In una nuova serie di attacchi con droni, la base operativa degli aerei da rifornimento strategici del regime sionista, il Canale 13 e il ministero della Sicurezza Interna del nemico sionista sono stati nuovamente presi di mira dall'esercito a partire dall'alba di oggi", ha comunicato l'ufficio stampa dell'Esercito, a quanto riferisce la tv di Stato.
Staffetta: primi effetti del taglio accise, il gasolio self a 1,978 euro
Cominciano a vedersi oggi gli effetti del taglio delle accise sui prezzi dei carburanti, all'indomani dell'entrata in vigore del decreto legge. Secondo l'elaborazione di Staffetta quotidiana sulla base dei prezzi medi nazionali di questa mattina del Mimit, il calo rispetto a ieri si aggira intorno ai 14-15 centesimi al litro: in particolare, il gasolio self service è oggi a 1,978 euro al litro contro i 2,123 euro al litro di ieri (-14,5 centesimi). La benzina è a 1,734 euro al litro contro 1,885 euro al litro di ieri (-15,1 centesimi). In autostrada, sempre al self service, il gasolio oggi è a 2,048 euro al litro contro 2,190 di ieri (-14,2 centesimi), la benzina a 1,812 euro al litro contro 1,967 di ieri (-15,5 centesimi). Le compagnie hanno adeguato i listini alle nuove aliquote e, sempre stando alla rilevazione di Staffetta quotidiana, tra ieri pomeriggio e questa mattina Eni, Ip, Q8 e Tamoil hanno ridotto di 24,4 centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio e di 12,2 centesimi quelli del Gpl. Allo stesso tempo Staffetta evidenzia come continui la corsa dei mercati petroliferi internazionali, che "rischia di 'mangiarsi' lo sconto, almeno in parte".
Petrolio: prezzo torna a crescere, Brent a 110 dlr, Wti 95,5
Il petrolio torna a salire, con il Brent (+1,22%) che raggiunge nuovamente quota 110 dollari al barile, dopo una lieve flessione dei prezzi a seguito delle parole del premier israeliano Benjamin Netanyahu, secondo cui "questa guerra finira' molto piu' velocemente di quanto la gente pensi". Il prezzo del Wti procede invece in parita' a 95,5 dollari.
Onu: "Festa Eid al-Fitr porti speranza, unità e pace"
Molte persone oggi nel mondo celebrano la fine del Ramadan, Eid al-Fitr. "Possa il suo spirito portare speranza, unità e pace in questi tempi difficili". E' quanto augura al popolo musulmano l'Alto Commissario Onu per i diritti umani, Volker Turk. Alla comunità musulmana nel mondo ha inviato i suoi auguri anche il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. "E devastante - ha detto - che conflitti e violenze impediscano a molte persone di festeggiare con i propri cari. Possa la solidarietà e l'empatia, che questa occasione ispira, guidarci verso la compassione e la pace". Letteralmente "festa della rottura del digiuno" Eid al-Fitr celebra la conclusione dei 30 giorni di astinenza e disciplina interiore del Ramadan. È una delle feste più importanti dell'Islam, caratterizzata da preghiere comunitarie, doni, abiti nuovi, pasti in famiglia e atti di carità.
Gas, Pichetto: "Molto difficile fare stime sui prezzi"
"Faccio il ministro, non il mago. Quando siamo passati dai 28-30 euro il dato di riferimento quando ho fatto il decreto tre settimane fa ai 72 euro registrati ieri mattina" sul Ttf "le stime diventano molto difficili da fare". Cosi' il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine di un evento a Milano. "Ogni tanto vado a verificare sul cellulare qual e' la quotazione", ha aggiunto, evidenziando la forte volatilita' del mercato. Le imprese stanno "certamente" soffrendo, ha spiegato, sottolineando che "settori fortemente gasivori soffrono enormemente". "Abbiamo circa 100.000-102.000 imprese con contratti in media tensione e superare i 150 euro sul Pun significa che quelle che non hanno contratti a prezzo fisso predeterminato ne soffrono tantissimo. Dipende poi dal margine dell'impresa e dal peso dell'energia sui costi", ha aggiunto. Il ministro ha quindi ribadito che l'andamento dei prezzi resta legato all'evoluzione dello scenario internazionale, con oscillazioni difficilmente prevedibili anche nel breve periodo.
Carburanti, Boccia: "Aggiustare il tiro? Decreti sono già inutili"
"L'escalation della crisi in Medio Oriente sta già producendo effetti pesantissimi: petrolio ormai stabilmente sopra i 100 dollari e arriva fino a 118 dollari, gas in forte rialzo, borse europee in caduta con Milano tra le più colpite. La stessa BCE avverte che l'inflazione potrebbe salire fino al 4,4% e la crescita dimezzarsi. È uno shock economico serio che colpisce direttamente famiglie e imprese. Di fronte a tutto questo il Governo Meloni si conferma incapace di affrontare la situazione. Non si tratta di 'aggiustare il tiro' come ha affermato la Presidente del Consiglio stamattina. Parole che confermano il grado di improvvisazione dell'esecutivo. Il cosiddetto decreto bollette di poche settimane fa è già superato dai fatti. L'intervento previsto sui carburanti è già inutile: una misura temporanea da 550 milioni con tagli lineari ai ministeri che faranno altri danni, un intervento limitato a 20 giorni, che non copre nemmeno gli aumenti già subiti dagli italiani e che, nei fatti, molti cittadini non stanno neppure vedendo alla pompa. È l'ennesima operazione di facciata: prima si incassa di più grazie ai rincari, poi non si restituisce nemmeno una minima parte e per pochi giorni, mentre il prezzo reale continua a salire. Non è così che funzionano le accise mobili, che servono a sterilizzare davvero gli aumenti e a proteggere i redditi. Nel frattempo cresce il rischio sociale: le associazioni parlano di un possibile aumento della povertà fino a coinvolgere un quinto delle famiglie. E mentre il Paese affronta una nuova emergenza economica, il Governo rincorre gli eventi senza una strategia. La verità è semplice: questi decreti non servono. Sono inadeguati, tardivi e già superati dalla realtà. Servono interventi strutturali, risorse adeguate e scelte serie. Il resto è propaganda in un momento in cui gli italiani non possono permettersela". Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia commenta alcune affermazioni di Giorgia Meloni.
Pichetto: "Su gnl Italia parla con tutti per compensare forniture Qatar"
"Si, stiamo parlando con tutti. Direttamente, tramite le nostre imprese e tramite Eni". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dell'evento per i 70 anni del Cesi a Milano, rispondendo a chi gli chiedeva se l'Italia stesse dialogando con Algeria, Azerbaigian, Stati Uniti per le forniture di gnl dal Qatar. "Cerchiamo di agevolare le iniziative delle nostre imprese private", ha aggiunto il ministro. Secondo il ministro "il problema è più complesso, perché Adesso dall'Asia in particolare - pensiamo a un Paese come il Giappone, con il 70% delle importazioni che arrivano dal Golfo Persico - è chiaro che va a comprare in tutto il mondo e diventa un problema di concorrenza per noi, perché cerca di comprare dove avevamo le nostre forniture":
Iran, arrestato riservista Iron Dome: "Spiava per Teheran"
E' stato arrestato, con l'accusa di aver trasferito informazioni ad agenti iraniani in cambio di denaro, un riservista di Gerusalemme, in servizio nel sistema di difesa aerea Iron Dome. L'imputato, identificato come Raz Cohen, è accusato di reati contro la sicurezza e di aver presumibilmente fornito informazioni relative al sistema antimissilistico. Il militare è stato arrestato all'inizio della guerra e l'accusa sostiene che abbia mantenuto contatti con elementi iraniani e abbia trasmesso informazioni sensibili relative alle operazioni di difesa aerea di Israele. Le autorità non hanno specificato, nel testo fornito, la portata completa delle informazioni presumibilmente trasmesse né le somme esatte ricevute.
Madrid: "L'offensiva di Israele in Libano deve fermarsi subito"
"La situazione del Libano è critica. Oltre 1 milione di sfollati, oltre 1.000 morti e migliaia di feriti. L'offensiva di Israele in Libano deve fermarsi subito". Lo scrive il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, in tre successivi messaggi su X, in cui critica che "La distruzione di ponti sul fiume Litani comporta l'isolamento inaccettabile di parte del territorio del Paese". Madrid condanna anche i raid su abitazioni di civili. "Condanniamo la distruzione di abitazioni a Beirut e altre parti del Libano da parte di Israele, contraria ai principi del diritto internazionale umanitario, così come il lancio di missili di Hezbollah", assicura il capo della diplomazia spagnola. Che definisce "imperativo che le vittime possano accedere ai servizi medici". In un post collegato, Albares evidenzia che le forze armate iberiche dispiegate nella missione Unifil dell'Onu nel Paese "svolgono un lavoro esemplare per la stabilità del Libano e la sicurezza della regione". L'esponente del governo ribadisce che la Spagna sostiene "il governo libanese e la integrità territoriale e la sovranità del Paese". "La Spagna è al suo fianco, e con la popolazione civile", conclude.
Principessa Pahlavi: "Un dovere combattere per un Iran libero"
"I messaggi che ricevo sono continui e mi chiedono di ricordare a tutti di non lasciare che il regime rimanga al potere". Lo ha detto in un'intervista al Jerusalem Post la principessa iraniana Noor Pahlavi, figlia del principe ereditario in esilio Reza Pahlavi e nipote dell'ex scià Mohammad Reza, nata e cresciuta negli Stati Uniti. "Temono - dice ancora - che il regime resti al potere dopo tutto questo, e che poi si ritrovino a dover affrontare 47 anni di devastazione del Paese e una repressione ancora più brutale". "Sento il dovere di onorare l'eredità della mia famiglia, lottando per il popolo iraniano, per il suo futuro e per la sua libertà". "Ogni generazione ha cercato di capire se il sistema potesse cambiare, e ogni volta la risposta è stata la repressione e l'aumento della brutalità. Il sistema stesso è impossibile da riformare, nonostante le numerose opportunità a disposizione". Secondo Noor Pahlavi la storia dell'Iran pre e post-rivoluzionario può essere definita dalle esperienze delle donne. "L'aspetto che più mi ha colpito di quel movimento è stato vedere i giovani rischiare la propria vita per un futuro migliore che forse non avrebbero mai visto. Abbiamo assistito a crimini inimmaginabili commessi contro i bambini: matrimoni precoci, stupri, torture, incarcerazioni, esecuzioni, rapimenti. Il regime si è spinto persino ad attaccare le studentesse, picchiandole, avvelenandole e uccidendole per aver partecipato al movimento Donna Vita Libertà". "Mia nonna (l'ex imperatrice Farah Pahlavi, ndr) era molto impegnata nella promozione dei diritti delle donne. Sottolineava spesso che il progresso delle donne dipendeva dall'istruzione, dalla cultura e da istituzioni solide". "Sono orgogliosa del fatto che milioni di iraniani abbiano riposto la loro fiducia in mio padre, ma non si tratta di noi come singoli individui. Mio padre si è offerto come ponte verso il futuro. A nessuno piace la guerra. Ma questa operazione militare sta finalmente dando agli iraniani una possibilità concreta di riconquistare il loro Paese, sotto gli occhi del mondo intero. Gli iraniani considerano Usa e Israele alleati naturali nella loro lotta contro la Repubblica islamica. Ogni iraniano con cui ho parlato aspetta con ansia il momento in cui arriverà la chiamata all'azione", ha affermato, aggiungendo che molti "rimangono al sicuro nelle proprie case in attesa del momento opportuno". Un Iran democratico, ha sostenuto, rappresenterebbe un ulteriore punto di riferimento per la stabilità in una regione instabile, affermando che "un'altra roccaforte democratica in Medio Oriente è vantaggiosa sia per Israele che per il mondo".
Il ministro francese Barrot incontra a Gerusalemme l'omologo Sa'ar
Dopo la visita in Libano, il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot è arrivato a Gerusalemme dove è in corso un incontro con l'omologo israeliano Gideon Sa'ar.
Iran, Teheran: "Israele vuol attaccare siti energia e incolparci"
Israele si appresa a colpire siti energetici nel Golfo e attribuire la responsabilita' degli attacchi all'Iran. A sostenerlo e' stato i portavoce del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya, Ebrahim Zolfaqari, citato dalla tv iraniana. "Le informazioni di intelligence indicano che il regime sionista intende attaccare le infrastrutture energetiche regionali, tra cui Aramco", ha detto, "e la sua storia di atti di sabotaggio volti a incolpare l'Iran e a seminare discordia tra i paesi della regione conferma questo intento malevolo".
Gas, Pichetto: "Fiducioso metà aprile avvio stoccaggi '26-'27"
"Oggi siamo al 20 marzo e fino al 20 marzo ci siamo arrivati. Garantisco che nei prossimi 10 giorni manterremo questi livelli di approvvigionamento. Credo che possiamo anche arrivare a partire con gli stoccaggi nell'ottica 2026-2027 verso meta' aprile, ma la valutazione va fatta rispetto alla capacita' delle pompe e a quanto si riesce a iniettare: e' una questione di tempi". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dei 70 anni del Cesi. "Non si puo' mai essere pronti per un conflitto. Dobbiamo essere pronti a ricostituire gli stoccaggi entro fine anno. L'Italia parte da una condizione migliore rispetto al resto d'Europa, con molte fonti alternative di approvvigionamento. Sono abbastanza fiducioso che da meta' aprile si possano ricostituire gli stoccaggi in modo adeguato", ha aggiunto, sottolineando tuttavia che tempi e modalita' restano legati alle condizioni tecniche e all'evoluzione dello scenario internazionale. Quanto all'eventualita' di incentivare gli stoccaggi, il ministro ha risposto che "Si tratta di valutare qual e' il momento opportuno; e' un po' come saper leggere il futuro rispetto a cosa sta succedendo purtroppo a due passi da noi".
Idf conferma l'uccisione del portavoce pasdaran: "Principale propagandista"
L'esercito israeliano conferma ufficialmente l'uccisione del portavoce delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, Ali Mohammad Naini, in un raid aereo avvenuto nella notte. Secondo il portavoce dell'Idf, "Naini ha ricoperto diverse posizioni nel mondo della propaganda e della comunicazione, e negli ultimi due anni ha svolto il ruolo di principale diffusore di materiale propagandistico per le Guardie Rivoluzionarie".
Bce, Nagel: "Se pressioni su prezzi verso aumento tassi ad aprile"
La Banca Centrale Europea dovra' prendere in considerazione un aumento dei tassi di interesse gia' dal prossimo mese se le pressioni sui prezzi dovessero aumentare ulteriormente a causa della guerra con l'Iran: lo ha dichiarato Joachim Nagel, membro del comitato di politica monetaria della Bce in un'intervista a Bloomberg News. "Allo stato attuale, e' plausibile che le prospettive di inflazione a medio termine possano deteriorarsi e che le aspettative di inflazione possano aumentare in modo sostenuto, il che significa che probabilmente sara' necessario un orientamento di politica monetaria piu' restrittivo", ha detto Nagel a Bloomberg.
Iran, Ghalibaf celebra "abbattimento" F35, simbolo arroganza Usa
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, ha dichiarato che l'F35 americano - di cui Teheran ha rivendica l'abbattimento ieri - "non era solo un aereo da caccia, ma una statua dell'invincibilita' e dell'arroganza dell'esercito statunitense". "Un simbolo teologico che si proclamava invisibile a qualsiasi occhio e superiore a qualsiasi potere; ma la mano di Dio e' al di sopra delle loro mani", ha scritto Ghalibaf sui social. "Questo simbolo e' stato colpito per la prima volta al mondo e questo e' stato il momento del crollo di un ordine", ha aggiunto. Ieri, l'Iran ha rivendicato di aver colpito l'F35 americano costretto a un atterraggio di emergenza. La tv di Stato ha mostrato le immagini di quello che sostiene essere "il momento in cui il caccia F35 e' stato abbattuto nei cieli dell'Iran". Secondo il Comando Centrale, il jet e' atterrato in sicurezza in una base americana e il pilota e' in condizioni stazionarie.
Un'abitazione colpita da frammenti di missile nel centro di Israele
Nell'ultimo attacco missilistico iraniano sul centro di Israele, un'abitazione è stata colpita da frammenti di ordigno e gravemente danneggiata a Rehovot. Al momento non risultano feriti, secondo i soccorritori.
Media: "In Iran giustiziato anche giovanissimo campione di lotta"
Tra le tre persone giustiziate ieri dal regime iraniano c'era anche l'adolescente Saleh Mohammadi, 19 anni, membro della nazionale iraniana di lotta libera. Lo riferiscono fonti citate dalla Bbc. Le esecuzioni sono avvenute nella provincia settentrionale di Qom, dopo che la Corte Suprema ha confermato le condanne a morte, come riportato dall'agenzia di stampa iraniana Tasnim. I tre erano accusati di aver ucciso agenti di polizia durante le proteste antigovernative di gennaio, secondo quanto riportato dai media statali. Secondo l'agenzia Tasnim, i tre uomini sono stati condannati anche per "moharebeh" - aver mosso guerra a Dio - una delle accuse che l'Iran usa per emettere condanne a morte contro manifestanti e oppositori della Repubblica Islamica. Secondo le organizzazioni per i diritti umani, i tre uomini avrebbero confessato sotto tortura e sarebbero stati giustiziati senza un giusto processo. La loro esecuzione è avvenuta il giorno dopo che l'Iran aveva giustiziato un cittadino con doppia cittadinanza iraniana e svedese. Kouroush Keyvani è stato impiccato dopo essere stato riconosciuto colpevole di spionaggio per Israele, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa giudiziaria iraniana Mizan Online.
Idf: "Nella notte ondata di attacchi a Teheran e altre aree dell'Iran"
Durante le prime ore del mattino, l'Idf ha annunciato che dopo gli attacchi dell'Iran nel nord ieri e in seguito alla serie di lanci contro tutto Israele, l'aeronautica militare ha lanciato un'ondata di attacchi contro le infrastrutture del regime iraniano nel cuore di Teheran e in altre zone del Paese. I raid israeliani avrebbero colpito a Parchin, Kerman, Arak e Bandar Lange.
Governo Qatar: "Con danni a Ras Laffan -17% export Gnl in 5 anni"
Secondo il governo del Qatar gli attacchi iraniani contro l'impianto di Ras Laffan ridurranno del 17% in cinque anni la capacità di esportazione di gas naturale, causando al Paese una perdita di 20 miliardi di dollari di entrate annuali. Lo scrive la Bbc. Il Gnl viene prodotto raffreddando il gas naturale a temperature molto basse utilizzando una grande unità di processo industriale nota come 'train', spiega l'emittente britannica, e il ministro afferma che gli attacchi iraniani hanno danneggiato due dei 14 'train' dell'impianto. "Cinque anni non bastano per una riparazione", ha dichiarato alla Bbc Ciaran Roe, direttore commerciale di HySights, società di intelligence di mercato per i combustibili puliti con sede a Singapore. "Si tratta di una ricostruzione completa". I paesi asiatici sono i più dipendenti dal Gnl del Qatar, in particolare Giappone, Corea del Sud, India e Cina. In Europa, Italia e Belgio sono già grandi clienti, ma il continente nel suo complesso sta diventando sempre più dipendente dal gas mediorientale, avendo abbandonato le importazioni russe in seguito alla guerra in Ucraina e il Qatar è uno dei principali, se non il principale, attore nel mercato globale del gas naturale, ricorda la testata. "La paura potrebbe persistere sul mercato per diversi mesi, se non anni", afferma Roe. "Questo cambierà il modo di pensare dei governi nei confronti delle importazioni di Gnl".
Erdogan: "Israele pagherà per tutti i morti"
"Israele sionista paghera' il prezzo" per aver ucciso decine di migliaia di persone in Medio Oriente. E' il duro messaggio del presidente turco Recep Tayyip Erdogan in occasione della festivita' di Eid al-Fitr. A irritare ancor di piu' Erdogan, la decisione delle autorita' israeliane di vietare le preghiere dell'Eid alla moschea di Al-Aqsa, a Gerusalemme, con la Citta' Vecchia che ha assunto un aspetto spettrale durante la festivita' musulmana. Erdogan ha preso parte alla preghiera dell'Eid alla moschea centrale di Guneysu, nella sua citta' natale di Rize, sul Mar Nero. "Possa Allah fare in modo che l'Eid al-Fitr sia un'occasione di salvezza e rinascita per l'intero mondo islamico. Che sia anche un momento di unita', coesione e fratellanza nel nostro Paese", ha esordito parlando ai giornalisti. Il presidente turco ha poi rivolto l'attenzione alla situazione nella regione: "Il Medio Oriente e' attualmente in ebollizione e questo Israele sionista ha, come noto, massacrato centinaia di migliaia di persone. Non ho dubbi che, a Dio piacendo, paghera' il prezzo per questo".
Crosetto: "Coinvolgere impianti errore da entrambe parti, danni di una vita"
"Il fatto di aver coinvolto gli impianti di produzione energetica da tutte e due le parti è stato un errore drammatico, perché sono danni che durano una vita. La produzione di gas liquido del Qatar per noi è una produzione molto importante come Italia. Per l'impianto che è stato colpito, ha detto ieri l'autorità qatarina, ci vorranno 3-5 anni per rimetterlo in piedi. Quindi tu fai un danno all'economia del mondo di altri Paesi che sono al di fuori della guerra per i prossimi 3-5 anni". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto a Omnibus.
Iran, scheggia missile su palazzo vicino Tel Aviv: no feriti
Una scheggia di un missile intercettato ha colpito un appartamento a Rehovot, nel centro di Israele, a venti km da Tel Aviv. Lo ha riferito Channel 12, precisando che ha arrecato danni all'edificio ma non ci sono feriti.
Crosetto: "Stiamo studiando una via per delle navi Onu a Hormuz dopo la tregua"
"Noi e gli altri Paesi del mondo stiamo studiando una via per cui, una volta che ci sarà una tregua e quando saranno finite le ostilità" possano essere inviate "delle navi delle marine di tutto il mondo". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto a Omnibus. "Quelli sono sei Paesi che hanno firmato una prima volontà - ha aggiunto Crosetto riferendosi al documento firmato da sei Paesi - ma io mi auguro si uniranno l'India, la Cina, si unirà tutta l'Asia. Quando sarà tutto finito, sotto le Nazioni Unite, che magari in questo modo riprenderanno un po' di vita, perché negli ultimi anni non ne hanno avute, sono state relegate". Per Crosetto "può essere una buona via per rimettere in piedi, ridare un po' di forza alle Nazioni Unite e avere magari la totalità, se poi non la totalità favorevole magari con l'astensione della Russia, anche all'interno del Consiglio di Sicurezza. E sarebbe una novità, una nuova linfa vitale per un'organizzazione multilaterale che secondo me è fondamentale per il nostro futuro, come le Nazioni Unite".
Pil, Sangalli: "Con petrolio sopra 100 dlr crescita dimezzata"
"Il 2026 e' iniziato con segnali molto incoraggianti per l'economia: consumi in crescita fino all'1,3% a febbraio, inflazione sotto controllo, occupazione ai massimi livelli. Ma lo scenario di guerra rischia di vanificare la ripresa. Speriamo che il prezzo del petrolio torni entro maggio intorno ai 70 dollari, perche' cosi' si avrebbe un impatto su Pil e consumi molto modesto. Viceversa, se le quotazioni rimanessero sopra i 100 dollari fino a fine anno, la crescita sarebbe dimezzata". Lo afferma il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, commentando la Congiuntura dell'Ufficio Studi della Confederazione diffusa oggi.
Iran, presidente Siria: "Terremo il Paese lontano dalla guerra"
Il presidente siriano Ahmed al-Sharaa ha dichiarato di essere al lavoro per tenere il suo Paese lontano dal conflitto, sullo sfondo del conflitto in Medio Oriente, sottolineando che il suo governo e' in buoni rapporti con tutti i Paesi della regione. In un discorso pronunciato dopo la preghiera dell'Eid al-Fitr nel palazzo presidenziale di Damasco, Sharaa ha affermato: "Stiamo calcolando i nostri passi con estrema precisione e stiamo lavorando per tenere la Siria lontana da qualsiasi conflitto". "E' importante ricordare che la Siria e' sempre stata un'arena di conflitti e lotte negli ultimi 15 anni e anche prima, ma oggi e' in armonia con tutti i Paesi vicini a livello regionale e internazionale", ha detto. Sharaa ha aggiunto che la Siria e' "in piena solidarieta' con gli Stati arabi". La guerra in Medio Oriente e' scoppiata dopo che Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi contro l'Iran il 28 febbraio, ai quali Teheran ha risposto prendendo di mira Israele e conducendo attacchi contro ambasciate e interessi statunitensi, nonche' contro impianti energetici e obiettivi civili negli stati del Golfo. La guerra si e' estesa al Libano, Paese confinante con la Siria, con Israele che ha condotto attacchi su larga scala in risposta agli attacchi di Hezbollah, e all'Iraq, dove basi di fazioni armate irachene allineate con l'Iran sono state colpite da raid aerei. Dopo essere stata, per tutti gli anni del conflitto che l'ha devastata, un'arena di competizione tra le potenze internazionali, la Siria e' rimasta finora a distanza dall'escalation regionale. I siriani osservano la guerra da lontano, mentre Israele intercetta i missili iraniani che solcano i cieli sopra di loro. Tuttavia, la Siria non e' del tutto immune alla violenza. Oggi, l'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito campi militari siriani in risposta a quelli che ha definito attacchi contro la comunita' drusa nella provincia meridionale di Sweida. I media statali siriani non hanno menzionato gli scontri ne' i raid aerei israeliani.
Media: "Il governo Spagna ridurrà al 10% l'Iva sui carburanti per guerra in Iran"
La riduzione dell'Iva sui carburanti dal 21% al 10% e l'eliminazione dell'imposta speciale sugli idrocarburi sono alcune delle misure che il governo spagnolo ha presentato ai gruppi parlamentari e che si prevede sarà approvato oggi dal Consiglio dei ministri, secondo quanto anticipato da media iberici, fra cui radio Cadena Ser. Il governo guidato dal premier Pedro Sanchez, che illustrerà le misure al termine del Cdm, cerca un sostegno trasversale al piano per mitigare gli effetti della guerra in Iran, combinando riduzioni fiscali con il rafforzamento di parte dello scudo sociale, varato quattro anni fa dopo l'inizio del conflitto in Ucraina. Fra le misure anticipate, l'eliminazione dell'imposta speciale sugli idrocarburi, con un calo stimato di 30-40 centesimi al litro su diesel e benzina. E la riduzione delle imposte sull'elettricità, con la cancellazione della tassa speciale del 5% e la riduzione dell'imposta sul valore della produzione elettrica. Sul fronte sociale, previsto il rafforzamento del bonus sociale elettrico e il divieto di sospensione delle fornitura per i nuclei familiari vulnerabili. Tuttavia, il pacchetto escluderebbe interventi sul blocco degli affitti o il divieto di sfratti in esecuzione, richiesti dalle forze di sinistra. In particolare da Sumar, alleato dei socialisti nell'esecutivo progressista, ma al quale si oppongono i partiti nazionalisti Junts per Catalunya e il Partito Nazionalista basco, assieme al conservatore Partido Popular e all'ultradestra Vox all'opposizione.
Iran, Crosetto: "A Hormuz solo sotto Onu che recupererebbe ruolo"
"In Italia si creano scalpori sul nulla: da giorno il governo ha detto che questa non e' una guerra che abbiamo condiviso. Questo conflitto ha provocato un aumento del prezzo del petrolio e, anche se da Hormuz all'Italia arriva poco, insieme agli altri Paesi stiamo studiando una via in modo che una volta giunti a una tregua le navi di tutto il mondo possano transitarvi". Lo ha precisato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che a Omnibus su La7 ha ribadito che un'eventuale operazione militare nello Stretto scatterebbe "quando tutto sara' finito, sotto le Nazioni Unite che potrebbero cosi' recuperare un ruolo come io vado auspicando da tempo". "Da giorni sto insistendo per coinvolgere il Giappone in questa soluzione per garantire un passaggio tranquillo a tutte le navi", ha aggiunto Crosetto, "l'alternativa e' che Hormuz rimanga chiusa e il petrolio arrivi a 200 dollari al barile. La produzione di gas liquido in Qatar e' molto importante per noi: l'attacco all'impianto colpito ieri, per la cui riparazione serviranno tra tre e cinque anni, e' un danno all'economia di tutto il mondo".
Teheran a Gb: "Se Usa usano vostre basi sarete complici degli aggressori"
"La decisione del Regno Unito di consentire agli Stati Uniti di utilizzare le sue basi militari è certamente considerata una complicità nell'aggressione israelo-americana e l'Iran si riserva il diritto di difendere la propria sovranità e indipendenza". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in una conversazione telefonica con la sua omologa britannica Yvette Cooper.
Iran, Israele: "Riservista arrestato con l'accusa di spionaggio"
Un riservista dell'esercito israeliano e' stato arrestato con l'accusa di spionaggio per conto dell'Iran, ha annunciato la polizia israeliana in un comunicato. "Raz Cohen, un ventiseienne residente a Gerusalemme, e' stato recentemente arrestato con l'accusa di aver commesso violazioni della sicurezza, avendo avuto contatti con personale dell'intelligence iraniana per svolgere missioni di sicurezza sotto la loro direzione", si legge nel comunicato. Il riservista, in servizio nel sistema Iron Dome (sistema di difesa antimissile), "manteneva contatti con agenti dell'intelligence iraniana e, su loro istruzioni, era incaricato di svolgere diverse missioni di sicurezza, tra cui la trasmissione di informazioni sensibili a cui aveva accesso nell'esercizio delle sue funzioni". L'indagine ha, inoltre, accertato che il sospettato era consapevole di essere "in contatto con entita' iraniane" e di aver ricevuto denaro in cambio.La polizia israeliana e i servizi di sicurezza interni (Shin Bet) lanciano regolarmente avvertimenti, tramite i social media, sui tentativi di reclutamento e infiltrazione da parte dei servizi iraniani in Israele.Questi avvertimenti si sono intensificati dall'inizio della guerra intrapresa da Israele e dagli Stati Uniti contro l'Iran, il 28 febbraio.
Borse asiatiche: in ribasso, Shanghai -1,23%, chiusa Tokyo
I mercati asiatici chiudono in flessione nonostante le dichiarazioni di Israele, secondo cui la guerra finira' "piu' velocemente di quanto si pensi", e che, almeno per ora, fanno scendere i prezzi del petrolio. Inoltre, la Banca centrale cinese ha mantenuto invariati i tassi di interesse sui prestiti per il decimo mese consecutivo e il renminbi ha guadagnato lo 0,2% contro il dollaro. Hong Kong perde lo 0,79% sulla scia del forte calo di Alibaba. Shanghai arretra dell'1,23%. Negativa anche Sidney (-0,82%). In controtendenza, invece, la Borsa di Seul con il Kospi che sale dello 0,31%. Chiusa per festivita' la Borsa di Tokyo.
Nuovo allarme per missili dall'Iran dopo ondate tra la notte e la mattina
L'allarme per un nuovo lancio di missili dall'Iran è appena scattato a Tel Aviv e nel centro di Israele dopo altre ondate di lanci di ordigni durante la notte e la mattina anche a Gerusalemme.
Erdogan: "Dio possa distruggere Israele"
"Possa Egli, 'il dominatore' (Al-Kahrar), schiacciare e distruggere Israele". Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, utilizzando uno dei nomi usati nell'Islam per descrivere Dio: Kahrar, traducibile come "il dominatore" o "colui che sottomette". Come riferisce Anadolu, il leader turco si è espresso in questi termini parlando dopo la preghiera del venerdì in una moschea di Rize, località sul Mar Nero di cui la sua famiglia è originaria. "Che Dio ci protegga e ci preservi al più presto dalla calamità dei sionisti", ha aggiunto Erdogan nel suo discorso.
Media: "Israele conferma uccisione del portavoce dei pasdaran"
Una fonte della Difesa israeliana ha confermato a Ynet che il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie, Ali Mohammad Naini, è stato ucciso, dopo che la notizia è stata diffusa dai pasdaran.
Iran, Idf: "Nuovo attacco missilistico su Israele"
L'Iran ha sferrato un nuovo attacco missilistico su Israele. Lo riferisce l'Idf.
Siria, raid di Israele: rappresaglia per attacchi a drusi
Israele ha annunciato di aver effettuato attacchi contro obiettivi militari in Siria. Un centro di comando e armi in complessi militari appartenenti al regime siriano sono stati colpiti nel sud del Paese, ha dichiarato l'esercito israeliano (Idf) sui social media. L'Idf ha affermato che l'attacco e' avvenuto dopo che ieri in Siria sono stati attaccati civili di etnia drusa. "L'Idf non tollerera' alcun danno alla popolazione drusa in Siria e continuera' a operare per difenderla", ha ammonito l'esercito. Dall'inizio della guerra contro Teheran, gli attacchi israeliani si sono concentrati quasi esclusivamente sull'Iran e su quelle che Israele definisce infrastrutture utilizzate dal gruppo militante Hezbollah, sostenuto dall'Iran, in Libano.
Tajani: "A guerra finita sì a iniziative Onu per la sicurezza di Hormuz"
"Finita la guerra, si può partecipare a iniziative più ampie delle Nazioni Unite per garantire il trasporto marttimo a Hormuz. Noi dobbiamo insistere con la nostra diplomazia". Lo ha detto a Mattino Cinque il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Non abbiamo voluto questa guerra, non vogliamo parteciparvi - ha ribadito - ma ieri in Ue abbiamo dato un contrinuto fondamentale per dare un messaggio forte per una moratoria negli attacchi ai centri petroliferi e del gas. Un messaggio che punta a ristabilire maggiore tranquillità" per arrivare a una "de-escalation". "Il fatto che l'Ue abbia ascoltato Guterres - ha concluso il ministro - significa che vuole essere protagonista".
Iran, media: "Ucciso nuovo capo intelligence Basij Ahmadi"
Esmail Ahmadi, succeduto a Ghelhamreza Soleimani a capo dell'intelligence dei Basij, e' stato ucciso. Lo riporta Iran International citando l'agenzia Tasnim. "Era uno dei pilastri piu' importanti dell'organizzazione Basij e ricopriva un ruolo di grande responsabilita' in materia di sicurezza", sottolinea l'agenzia.
Iran, appello Cina: "Garantire forniture energetiche stabili"
Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, ha esortato tutte le parti coinvolte nella guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran a garantire un approvvigionamento petrolifero stabile e senza ostacoli. Il portavoce, riporta il Guardian, non ha esplicitato il nome di alcun Paese in particolare. Le sue parole giungono dopo che gli Stati Uniti hanno lasciato intendere che potrebbero presto revocare le sanzioni sul petrolio iraniano al fine di rendere disponibile una maggiore quantita' di petrolio agli acquirenti globali e ridurre i prezzi, che sono aumentati vertiginosamente dall'inizio della guerra. Questa mossa potrebbe liberare 140 milioni di barili di petrolio iraniano per l'uso globale, ha affermato il Segretario del Tesoro statunitense Scott Bessent. "In sostanza, useremo il petrolio iraniano contro gli iraniani per mantenere basso il prezzo per i prossimi 10 o 14 giorni, mentre proseguiamo questa campagna", ha dichiarato Bessent a Fox Business.
Pezeshkian: "Le fiamme appiccate da Usa e Israele bruceranno altri Paesi"
"La natura del regime sionista è il terrorismo di Stato. Tuttavia, l'aggressione statunitense contro l'Iran e l'assassinio del Leader martire creano un nuovo precedente nelle controversie internazionali che distruggerà le norme giuridiche globali. Se il mondo non saprà resistere, le sue fiamme bruceranno molti". Lo ha scritto Masoud Pezeshkian in un post sul suo account X.
Media: "Ambasciatore di Israele a Mosca convocato al ministero degli Esteri"
L'ambasciatore israeliano, convocato in seguito all'attacco contro i giornalisti di Rt in Libano, è giunto al ministero degli Esteri russo a Mosca. Lo ha riferito l'agenzia di stampa russa Tass.
Sri Lanka: "Abbiamo respinto richiesta Usa di schierare 2 jet sull'isola"
Il presidente dello Sri Lanka, Anura Kumara Dissanayake, ha dichiarato che a inizio marzo il suo Paese ha negato agli Stati Uniti il ;;permesso di stazionare due dei loro aerei da guerra in un aeroporto nel sud dell'isola. "Volevano portare due aerei da guerra armati con otto missili antinave da una base di Gibuti all'aeroporto internazionale di Mattala dal 4 all'8 marzo e noi abbiamo detto di no", ha affermato Dissanayake. "Nonostante le numerose pressioni, vogliamo mantenere la nostra neutralità. Non cederemo. La guerra in Medio Oriente pone delle sfide, ma faremo tutto il possibile per rimanere neutrali", ha affermato il presidente dello Sri Lanka, ripreso dall'agenzia di stampa indiana Pti, secondo cui le parole di Dissanayake arrivano all'indomani di un suo incontro con un rappresentante degli Stati Uniti.
Pasdaran: "Il nostro portavoce ucciso dagli attacchi Usa-Israele"
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che gli attacchi statunitensi e israeliani hanno ucciso il loro portavoce Ali Mohammad Naini. Naini "è stato martirizzato nel vile e criminale attacco terroristico condotto dalla parte americano-sionista all'alba", hanno affermato le Guardie in una dichiarazione sul loro sito web Sepah News.
Khamenei: "Bisogna creare insicurezza per i nemici"
"Il Ministero dell'Intelligence deve proseguire sulla sua strada, creando insicurezza per i nemici e sicurezza per i cittadini iraniani". Lo si legge in un messaggio attribuito alla Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, l'Ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei, in cui ha espresso le sue condoglianze al presidente Masoud Pezeshkian "per il martirio del ministro dell'Intelligence Esmaeil Khatib". Nel messaggio pubblicato su Mehr News, l'agenzia di stampa iraniana semi-ufficiale di proprietà statale, Khatib viene descritto come "un veterano di guerra instancabile" che "ha profuso grandi sforzi per la causa della Rivoluzione Islamica". Il messaggio è stato pubblicato quando di Khamenei non è ancora stata diffusa alcuna immagine o video verificato dalla sua nomina a nuovo leader della Repubblica islamica, e mentre circolano speculazioni sulle sue reali condizioni di salute dopo il coinvolgimento negli attacchi statunitensi e israeliani.
Iran, Tajani: "Impegno politico Italia per sicurezza a Hormuz"
Il conflitto in Medio Oriente "e' una guerra che l'Italia "non ha voluto, alla quale siamo assolutamente estranei, non intendiamo parteciparvi". Lo ha ribadito il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo al programma Mattino Cinque su Canale Cinque. "Ieri, all'interno dell'Unione europea, abbiamo dato un contributo fondamentale per inviare un messaggio forte perche' si arrivi a una moratoria degli attacchi alle basi e ai centri da cui si estrae il petrolio o da dove parte il gas", ha ricordato, "quindi un messaggio che punta a ristabilire una situazione di maggior tranquillita'". "Siamo impegnati per questo per una de-escalation. Non e' facile, pero' c'e' un'Europa che comincia a voler essere protagonista. L'Italia ha firmato un documento con altri Paesi, si cominciare a pensare a una garanzia per il traffico marittimo, finita la guerra, nello Stretto di Hormuz. Quindi un impegno anche politico dell'Italia che diventa trainante anche a livello europeo".
Borsa: l'Europa parte in crescita, Francoforte +1%
Mercati azionari del Vecchio continente in aumento: in apertura le Borse migliori sono quelle di Francoforte e Madrid, in rialzo dell'1%, seguite da Parigi in crescita dello 0,7%. Più cauta Amsterdam, che sale di mezzo punto percentuale, e Londra comunque in rialzo dello 0,3%.
Erdogan: "Israele ha ucciso migliaia di persone, ne pagherà il prezzo"
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha accusato Israele di avere ucciso migliaia di persone, aggiungendo che lo Stato ebraico ne pagherà il prezzo. "Questo Israele sionista ha ucciso centinaia e migliaia di persone", ha detto il leader turco, ieri sera, durante una cerimonia per la conclusione del Ramadan, dopo la preghiera in una moschea di Rize, sulla costa del Mar Nero. "Non ho dubbi che ne pagherà il prezzo", ha aggiunto Erdogan, come riferisce Anadolu, sottolineando che "il Medio Oriente è incandescente in questo momento".
Il gas parte in calo (-3%) a 59 euro al Megawattora
Dopo i forti rialzi della vigilia, prezzo del gas in ribasso sul mercato di Amsterdam, di riferimento per l'Europa: il future sul metano con consegna ad aprile ha aperto in calo del 3,8% a 59,5 euro al Megawattora.
Borsa: Asia debole in attesa di sviluppi del conflitto in Iran, Cina in calo
Mercati azionari asiatici e dell'area del Pacifico tendenzialmente deboli dopo l'incontro con tensioni a Washington fra il presidente Usa Trump e la premier giapponese Takaichi. Con la Borsa di Tokyo chiusa per festività e in attesa di sviluppi sul conflitto in Iran, Hong Kong e i listini cinesi si avviano alla chiusura in ribasso di circa un punto percentuale, mentre Sidney ha concluso in calo dello 0,8%. In rialzo dello 0,3% invece Seul. Incerti con una leggera tendenza positiva i future sull'avvio dei mercati europei.
Iran, Araghchi a Europa: "Sostegno a Usa aggraverà situazione"
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto un colloquio telefonico con l'omologa britannica, Yvette Cooper, in cui ha criticato quello che ha definito l'atteggiamento "negativo e di parte della Gran Bretagna e di alcuni Paesi europei nei confronti della palese aggressione" di Usa e Israele "che viola il diritto internazionale". Aragchchi "ha messo in guardia contro qualsiasi forma di assistenza e aiuto agli aggressori": "Tali azioni non faranno altro che aggravare la situazione", ha detto alla controparte a Londra, secondo la nota del colloquio diffusa dal ministero degli Esteri. "Abbiamo rispettato la sovranita' dei Paesi vicini e non avevamo intenzione di attaccarli, ma purtroppo le basi americane da cui veniamo attaccati si trovano sul loro territorio", ha ribadito il capo della diplomazia di Teheran. "Questi Paesi non hanno adempiuto alla loro responsabilita' internazionale di impedire l'uso del loro territorio per attacchi all'Iran", ha aggiunto Araghchi. Il ministro iraniano ha infine chiesto a Londra di "evitare qualsiasi cooperazione con gl Stati Uniti e il regime sionista".
Idf: "Raid contro sud Siria, rappresaglia per attacchi ai drusi"
"In risposta agli eventi di ieri in cui sono stati attaccati civili drusi, l'Idf ha colpito un centro di comando e armi in complessi militari appartenenti al regime siriano nella Siria meridionale". Lo scrive su X l'Idf. "Le Forze di Difesa Israeliane non tollereranno alcun danno nei confronti della popolazione drusa in Siria e continueranno a operare per difenderla - aggiunge il post - Le Forze di Difesa Israeliane continuano a monitorare gli sviluppi nel sud della Siria e agiranno in conformità con le direttive provenienti dalle autorità politiche".
Iran, Mosca: "A Europa serve Russia per superare shock energetico"
"L'Europa deve riconoscere i propri errori strategici in campo energetico e geopolitico, espiare le proprie colpe, cambiare la propria leadership nella Ue e abbandonare l'approccio russofobo". Cosi' su X l'inviato speciale del presidente russo, Vladimir Putin, che rilancia un articolo del Financial Times sulla necessita' per l'Europa di prepararsi a "un esteso shock energetico", "Come previsto", continua il Dmitriev, "un devastante tsunami energetico si abbattera' presto sull'Europa, che ha bisogno della Russia per sopravvivere".
Iran, Pasdaran: "Produzione missili continua nonostante guerra"
Il portavoce dei Guardiani della Rivoluzione in Iran, Ali Mohammad Naeini, ha insistito sul fatto che Teheran continua a costruire missili, smentendo l'affermazione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu secondo cui la Repubblica islamica non sarebbe piu' in grado di farlo. Lo riportano i media iraniani. Facendo riferimento al fatto che nelle scuole iraniane il punteggio massimo e' 20, il generale ha affermato: "Il nostro punteggio per l'industria missilistica e' 20 e non c'e' motivo di preoccuparsi a questo proposito, perche' produciamo missili anche in condizioni di guerra, il che e' sorprendente, e non ci sono particolari problemi di accumulo". Il portavoce dei Pasdaran ha anche affermato che la guerra continuera'. Gli iraniani "si aspettano che la guerra continui finche' il nemico non sara' completamente annientato", ha detto il generale. "Questa guerra deve finire quando l'ombra della guerra sul Paese si sara' dissolta", ha aggiunto.
Media: "Nella notte forti esplosioni in più città dell'Iran"
Nella notte sono state segnalate forti esplosioni in diverse città iraniane. Lo scrive Iran International. Secondo le prime informazioni, le esplosioni si sono verificate a Bandar Lengeh e Isfahan, mentre a Yazd le autorità hanno riferito che due siti militari alla periferia della città sono stati presi di mira nelle prime ore del mattino. Esplosioni sono state udite anche nelle contee di Bardsir e Baft, nella provincia di Kerman, e ad Arak.
Meloni: "Nessuna missione militare per forzare il blocco di Hormuz"
La presidente del Consiglio, al termine del Consiglio europeo, ha assicurato che un eventuale contributo potrà arrivare solo “in una fase post-conflitto”, con l’obiettivo di “garantire la libertà di navigazione”. Sul fronte interno, Meloni ha difeso il decreto bollette: “Confido nel via libera dell'Ue”
Meloni: 'Nessuna missione militare per forzare il blocco di Hormuz'
Vai al contenutoIdf: nuovo lancio missilistico iraniano contro area Gerusalemme
L'Idf ha rilevato un nuovo lancio di missili balistici dall'Iran, diretto verso il centro di Israele e l'area di Gerusalemme. Si prevede che le sirene d'allarme risuoneranno nei prossimi minuti. Lo scrive il Times of Israel.
Consiglio Ue, i leader chiedono “moratoria su attacchi a energia e acqua in Medio Oriente”
I 27 si sono ritrovati a Bruxelles per un vertice di due giorni. Tanti i temi: dall'escalation militare in Medio Oriente e la situazione in Iran, alle conseguenze in termini economici ed energetici, con lo scontro focalizzato sul Green Deal. Nelle conclusioni approvate sul Medio Oriente, in particolare, il Consiglio Ue "chiede una moratoria agli attacchi che colpiscono le infrastrutture energetiche e idriche".
Consiglio Ue, chiesta “moratoria su attacchi a energia e acqua”
Vai al contenutoLibano: attacchi israeliani contro città del Sud
Israele ha effettuato attacchi aerei contro città del Libano meridionale, causando numerosi feriti, secondo quanto riportato venerdì dai media statali. "Aerei da combattimento nemici israeliani hanno colpito all'alba, prendendo di mira le città di Bafliyeh e Hanine nei distretti di Tiro e Bint Jbeil", ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale Nna, aggiungendo che le forze israeliane hanno colpito altre cinque città nel sud del Paese.
Droni provocano incendio raffineria petrolio in Kuwait
Un attacco di droni ha provocato un incendio in una raffineria di petrolio in Kuwait. A riferirlo sono media statali.
Emirati e Kuwait rispondono a raid missilistici, allerta aerea anche in Arabia e Bahrein
MAR - Gli Emirati Arabi Uniti e il Kuwait hanno dichiarato ieri, in comunicati separati, di aver risposto ad attacchi missilistici. Sempre nel Golfo, il Ministero dell'Interno del Bahrein ha riferito dell'attivazione delle sirene antiaeree, mentre il Ministero della Difesa dell'Arabia Saudita ha segnalato l'intercettazione di un drone nella parte orientale del Paese.