Lo ha assicurato la presidente del Consiglio, al termine del Consiglio europeo. Un eventuale contributo potrà arrivare solo “in una fase post-conflitto”, con l’obiettivo di “garantire la libertà di navigazione”. Sul fronte interno, Meloni ha difeso il decreto bollette: “Confido nel via libera dell'Ue”
La premier Giorgia Meloni, al termine del Consiglio europeo di ieri, è intervenuta sulla crisi nello Stretto di Hormuz e ha chiarito la posizione dell’Italia (GUERRA IN IRAN: LE NOTIZIE IN DIRETTA). “Voglio essere chiara perché mi sembra ci siano state delle interpretazioni un po' forzate. Nessuno pensa ad una missione dell'Italia per forzare il blocco dello Stretto”, ha dichiarato. "Quello sui cui ci interroghiamo è che, quando ci dovrebbero essere le condizioni, ma ragionevolmente in una fase post-conflitto, è a come possiamo offrire un contributo, d'accordo con le parti, per difendere la libertà di navigazione", ha aggiunto in merito al piano condiviso con Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone, che si sono dichiarati pronti a contribuire alla sicurezza della navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz.
Meloni: “Confido nel via libera dell'Ue al decreto bollette”
La presidente del Consiglio ha poi difeso il decreto bollette. “Alla fine, dopo lunga discussione, siamo riusciti a far entrare nelle conclusioni del Consiglio la possibilità di dare vita a misure nazionali urgenti che riescano a mitigare l'impatto delle varie componenti nella formazione del prezzo dell'elettricità, Ets compreso, il che chiaramente ci consente da lunedì di lavorare con la Commissione sulla base del nostro decreto Bollette. E questo nell'immediato per noi era importantissimo", ha aggiunto.
“Decreto su accise elettorale? Opposizioni non hanno idee chiare”
Meloni è intervenuta anche sul decreto relativo alle accise, rispondendo alle critiche politiche. Il decreto sulle accise "lo abbiamo fatto con un tempo limitato non per una questione elettorale ma perché non sappiamo quale sia la tempistica. Prima di mettere risorse aspettiamo a veder come evolve la crisi e se necessario aggiusteremo il tiro”. Alle opposizioni che parlano di misura elettorale, la premier ha replicato: “Prendo atto che avrebbero preferito che non lo facessimo però mi sembrava che anche loro lo avessero chiesto. Nel provvedimento ci sono anche le accise mobili che ci chiedevano. Non mi sembra che abbiano le idee chiarissime”.