Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Usa colpiscono 2 petroliere iraniane. Teheran: "Comportamento sconsiderato"

©Getty

"Le conseguenze di questo avventurismo capriccioso e di questo comportamento sconsiderato sono ormai evidenti al mondo intero. I tweet deliranti non hanno più alcun peso sulla realtà". Lo dice Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, dopo che il Centcom ha riferito di aver "neutralizzato due petroliere iraniane nel Golfo dell'Oman". Gli Usa hanno registrato "grossi passi avanti" nel negoziato con l'Iran e attendono a breve una risposta alla loro ultima proposta negoziale

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Resta alta la tensione nello Stretto di Hormuz, dove il comando americano ha annunciato di aver colpito e neutralizzato due petroilere iraniane dirette verso il Golfo dell'Oman. Ma il cessate il fuoco resta in vigore. A confermarlo è stato il presidente Donald Trump, dopo che Teheran ha accusato gli Usa di averlo violato con attacchi a navi nello Stretto di Hormuz. Il presidente Usa avvisa: "Teheran firmi o colpiremo". Il Comando statunitense per il Medio Oriente (CENTCOM) spiega di aver intercettato "attacchi iraniani non provocati" e aver "risposto con raid di autodifesa". 

"Le conseguenze di questo avventurismo capriccioso e di questo comportamento sconsiderato sono ormai evidenti al mondo intero. I tweet deliranti non hanno più alcun peso sulla realtà". Lo afferma su X Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri di Teheran.

L'esercito americano ha dichiarato di aver preso di mira installazioni militari iraniane in risposta a un attacco condotto contro tre proprie navi durante l'attraversamento dello Stretto di Hormuz verso il Golfo. Tra gli obiettivi colpiti figurano siti di lancio di missili e droni, centri di comando e controllo e basi di intelligence, sorveglianza e ricognizione.

Gli Stati Uniti hanno registrato "grossi passi avanti" nel negoziato con l'Iran e attendono "entro stasera" una risposta alla loro ultima proposta negoziale. Lo ha dichiarato ai cronisti il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, al termine della sua visita a Roma, per poi annunciare che "i colloqui di pace tra Israele e Libano, mediati dagli Usa, si svolgeranno la settimana prossima a Washington". 

Gli approfondimenti:

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Da Hormuz a Bab el-Mandeb, come sono cambiati gli attacchi alle navi?

Lo Stretto di Hormuz rimane l’epicentro delle tensioni tra Stati Uniti e Iran dopo che ieri una nave sudcoreana è andata in fiamme. L’amministrazione Trump afferma di avere il pieno controllo sul passaggio che definisce “aperto”. Teheran replica che nessuna nave commerciale ha attraversato il Golfo. Intanto il prezzo del petrolio continua a salire e la navigazione nell’area è sempre più precaria. Anche di questo si è parlato in una puntata di "Numeri", approfondimento di Sky TG24.

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Israele, soldato oltraggia statua della Madonna con una sigaretta

L'immagine sarebbe stata scattata nel villaggio di Debel dove poche settimane fa un altro soldato dell'Idf aveva distrutto una statua di Gesù suscitando una condanna internazionale. L'esercito israeliano condanna il gesto: "In base ai risultati, saranno presi provvedimenti. Immagine risale a settimane fa".

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Schermaglie nello stretto di Hormuz, ma la tregua regge

Laika, nuovi murales contro la 'complicità di Ue e Italia con Israele'

L'azione artistica di Laika prende spunto dall'incontro con "Justice for Palestine", l'iniziativa dei cittadini europei che chiede la sospensione totale dell'accordo di associazione proprio tra Unione Europea e Israele.

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Libano: "Salgono a 10 i morti negli odierni raid israeliani"

Il ministero della Salute libanese ha annunciato che solo nella giornata di oggi a causa dei raid aerei israeliani sono rimaste uccise almeno 10 persone in quattro località del Libano meridionale. Tra le vittime ci sono due bambini e tre donne, ha precisato il ministero libanese. In precedenza, i funzionari della protezione civile avevano annunciato la morte di uno dei loro soccorritori, ucciso in un raid aereo nel sud del Libano

Trump sta perdendo parte dei repubblicani a causa della guerra in Iran

All'interno del partito del presidente la frattura tra Maga e non-Maga è sempre più netta e a farla risaltare è proprio la questione mediorientale. E in vista delle prossime elezioni questo è un problema per Trump: un campanello di allarme sintomo di un più ampio malcontento.

Trump sta perdendo parte dei repubblicani a causa della guerra in Iran

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Iran, premier Qatar: "Con Rubio parlato di de-escalation"

Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha incontrato a Washington il vice presidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, per discutere della "de-escalation delle tensioni nella regione". Lo ha annunciato il ministero degli Esteri del Qatar, aggiungendo che i due hanno discusso dei recenti sviluppi nella regione e degli sforzi di mediazione pakistani "volti a placare le tensioni in modo da contribuire al miglioramento della sicurezza e della stabilità nella regione".

 Durante l'incontro, Al Thani ha sottolineato "la necessità che tutte le parti rispondano positivamente agli sforzi di mediazione, che apriranno la strada ad affrontare le cause profonde della crisi attraverso mezzi pacifici e porteranno a un accordo globale che garantisca una pace duratura nella regione".

Hezbollah rivendica un nuovo attacco ad una base militare in Israele

Hezbollah ha annunciato di aver lanciato oggi uno sciame di droni contro una base aerea nel nord di Israele, dopo aver rivendicato un altro attacco contro una base israeliana avvenuto in precedenza nella stessa giornata. Il gruppo, sostenuto dall'Iran, ha affermato che i lanci erano una risposta all'attacco israeliano contro i sobborghi meridionali di Beirut di mercoledì, nonché ai continui attacchi nel sud del Libano. 

Guerra in Iran: da cosa dipende la resilienza economica di Teheran?

Teheran ha dimostrato una resilienza economica e militare per molti versi inaspettata, facendo leva anche sulla chiusura dello Stretto di Hormuz.

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Usa, reindirizzate 57 navi commerciali nell'operazione di blocco dei porti Iran

Il Comando centrale americano ha fatto sapere di aver reindirizzato 57 navi commerciali ed impedito ad altre 4 di entrare o uscire dai porti dell'Iran. Il Centcom ha anche aggiunto che le tre cacciatorpediniere USS Truxtun, USS Rafael Peralta e USS Mason stanno navigando nel Mar Arabico a sostegno del blocco navale contro Teheran. 

Quali sono le vie alternative allo Stretto di Hormuz?

Vediamo quali sono le infrastrutture già esistenti che permettono di aggirarlo e quali sono i punti di debolezza di queste opzioni secondarie. Non mancano anche progetti per il futuro ipotizzati o delineati da alcuni attori internazionali.

Quali sono le vie alternative allo Stretto di Hormuz?

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Essere madre e giornalista a Gaza, la storia di Shrouq Aila

Shrouq Aila è una giornalista palestinese che da anni racconta la vita a Gaza. E ha continuato a farlo anche durante la guerra, sotto le bombe. Il 22 ottobre 2023 la sua vita cambia per sempre: il marito Roshdi Sarraj, reporter come lei, viene ucciso in un attacco israeliano. "Noi giornalisti non documentiamo solo la tragedia, ma la viviamo in prima persona", dice. "Essere una reporter è difficile, ma lo è ancora di più crescere mia figlia Dania tra le macerie, senza suo padre, senza una casa".

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Voli, benzina, agricoltura: i costi della guerra in Iran in 8 grafici

Mentre le speranze di una risoluzione del conflitto aumentano, ecco un riepilogo delle conseguenze dell’attacco di Usa e Israele e della risposta iraniana in vari settori: dall’energia ai fertilizzanti, dagli aerei alle materie prime alimentari.

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Media di Teheran: "Ora calma nel Golfo ma possibile una nuova escalation"

Nel Golfo la situazione è al momento "calma", ma il rischio di una nuova escalation resta concreto. Lo ha riferito una fonte militare iraniana all'agenzia di stampa Tasnim, dopo le tensioni delle ultime ore tra forze iraniane e unità statunitensi nell'area.

Secondo la fonte, gli scontri sarebbero iniziati dopo quella che Teheran ha definito "un'azione ostile americana contro petroliere iraniane". La Marina iraniana avrebbe quindi risposto con propri attacchi, accusando Washington di aver violato il cessate il fuoco.

"Dopo un periodo di scambio di colpi, gli scontri si sono fermati e ora la situazione è  calma", ha dichiarato la fonte, precisando però che le forze armate iraniane restano in stato di allerta. La stessa fonte ha avvertito che, qualora gli Stati Uniti dovessero intervenire di nuovo nel Golfo o ostacolare le navi iraniane, Teheran reagirebbe "con fermezza". Per questo, ha concluso, "la possibilità di un nuovo conflitto nella regione rimane concreta".

Medio Oriente, mercoledì Tajani e Crosetto in commissioni Camere

Mercoledì 13 maggio, alle ore 8,15, presso la sala del Mappamondo di Montecitorio, le commissioni riunite Esteri e Difesa Camera e la commissione Esteri e Difesa Senato svolgono l'audizione del vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani, e del ministro della Difesa, Guido Crosetto, sulle iniziative internazionali per il ripristino della liberta' di navigazione nello Stretto di Hormuz. L'appuntamento viene trasmesso in diretta webtv e sul canale satellitare della Camera anche con la traduzione nella lingua dei segni.

Pezeshkian: "Continueremo a lottare contro l'oppressore"

''La politica della Repubblica Islamica dell'Iran è quella di ampliare le relazioni amichevoli basate sul rispetto reciproco e sugli interessi condivisi. Le politiche di colonialismo e sfruttamento non troveranno posto nel mondo futuro. Così come la tolleranza è profondamente radicata nella cultura del nostro popolo, la lotta contro l'oppressione risplende nella storia di questa terra''. Lo ha scritto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un post su 'X'.

Iran, Meloni: "Lavoro incessante per favorire la de-escalation"

"L'Italia sta lavorando incessantemente per favorire una de-escalation" nel Golfo Persico così "da contenere il peso delle conseguenze economiche della crisi sulle nostre famiglie e imprese". Lo ha detto oggi la premier Giorgia Meloni, intervenendo dal palco dell'evento "L'agricoltura, il futuro" di Confagricoltura, che si è tenuto alla Triennale di Milano.

Una crisi che impatta anche "sulla questione fertilizzanti". In ambito europeo "abbiamo chiesto e ottenuto la sospensione dei dazi sui fertilizzanti di importazione con l'obiettivo di calmierare il mercato", ha poi aggiunto la premier.

"Guardiamo con grande attenzione all'imminente definizione della prossima strategia europea sui fertilizzanti" ha chiosato.

Consigliere di Khamenei: "Controllo di Hormuz come una bomba nucleare"

Il controllo dello Stretto di Hormuz, dal punto di vista strategico, "rivaleggia con la potenza della bomba atomica. Lo dichiarato Mohammad Mokhber, consigliere della Guida Suprema Mojtaba Khamenei, sottolineando che Teheran controlla uno snodo capace di "influenzare l'intera economia mondiale".

Mokhber, citato dai media della Repubblica islamica, ha inoltre affermato che la Repubblica islamica "non rinuncerà in nessuna circostanza a ciò che ha ottenuto da questa guerra", rivendicando il controllo dello stretto anche in futuro.

Infine, sugli Emirati Arabi Uniti ha sottolineato che "sono stati puniti e saranno puniti ancora di più. Questi Paesi, un tempo considerati paradisi per gli investimenti, ora affrontano una fuga di capitali".

Hormuz

Teheran, dagli Usa "avventurismo sconsiderato evidente a tutti"

"Le conseguenze di questo avventurismo capriccioso e di questo comportamento sconsiderato sono ormai evidenti al mondo intero. I tweet deliranti non hanno più alcun peso sulla realtà". Lo afferma su X Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, dopo che il Centcom ha riferito di aver "neutralizzato due petroliere iraniane nel Golfo dell'Oman". Baghaei ha poi risposto alle frasi del presidente Usa Donald Trump sulla violazione del cessate il fuoco a Hormuz, affermando che eufemismi come "un leggero colpo" non possono "cancellare la vergogna nata da una valutazione errata". 

Tajani: "Con Rubio insistito su necessità di accordo forte che garantisca pace e stabilità"

''Speriamo che si possa raggiungere un accordo'' tra Usa e Iran. "Oggi, sia io che il presidente del Consiglio, abbiamo insistito con Rubio sulla necessità di arrivare a un accordo forte che garantisca pace e stabilità. La diplomazia è la via che abbiamo sempre prediletto''. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a 'Cinque minuti' di Bruno Vespa in onda questa sera sul Tg1. 

Iran, Tajani: "Missione a Hormuz solo con cessate fuoco"

"Non direi che c'è una freddezza politica con gli Usa. Alcune cose ci convincono, altre no. Siamo disponibili a partecipare a una missione internazionale a Hormuz, una volta raggiunto il cessate il fuoco. Siamo per un accordo tra Iran e Usa. La linea rossa resta il no al nucleare iraniano". Lo afferma sul suo incontro con il Segretario di Stato Usa, Marco Rubio, il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a 'Cinque minuti'. "Rubio - prosegue Tajani - ha detto che è un grande sostenitore della Nato. Non ha parlato di spostamenti di truppe Usa, perché su questo deciderà Trump. L'Alleanza Atlantica è fondamentale anche per gli Usa".

Libano, sale a 2.759 bilancio morti raid Israele dal 2 marzo

È salito a 2.759 il numero dei morti in Libano dal 2 marzo, quando è ripresa l'offensiva israeliana contro Hezbollah. Lo ha reso noto il ministero della Salute libanese aggiungendo che altre 8.512 sono rimaste ferite. Solo oggi almeno 10 persone sono state uccise in attacchi israeliani nel sud del Libano, tra cui due donne e due bambini, ha riferito il ministero. Nelle ultime 24 ore sono 32 le persone uccise in raid israeliani sul Libano.

Media: "Scontri Usa-Iran nel Golfo Persico sospesi, ma potrebbero riprendere"

"Gli scontri tra le forze iraniane e statunitensi si sono per ora interrotti, ma potrebbero riprendere se le forze Usa dovessero rientrare nel Golfo Persico o interferire con le navi iraniane". Lo afferma una fonte militare affiliata alle Guardie Rivoluzionarie, citata da Tasnim e ripresa da Iran International. La fonte ha poi avvertito che qualsiasi ulteriore attacco americano riceverà "una risposta schiacciante" da parte di Teheran.

Tajani: "Per ora dragamine vanno nel mar Rosso"

"Abbiamo dato la nostra disponibilità a inviare dragamine nel Mar Rosso. Quando ci sarà una missione internazionale verranno trasferiti a Hormuz. Ora è presto. Siamo per un accordo tra Iran e Usa, che possa garantire pace e stabilità". Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a 'Cinque minuti'.

Araghchi sente Fidan: "Colloquio su ultimi sviluppi"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo turco, Hakan Fidan. Lo ha riferito il ministero degli Esteri di Teheran, precisando solamente che durante la telefonata i due ministri hanno discusso degli ultimi sviluppi regionali.

Iran, media: "JD Vance incontra premier Qatar su negoziati"

Il vicepresidente americano, JD Vance, sta incontrando il primo ministro del Qatar per discutere dei negoziati con l'Iran. Lo riporta il sito di notizie Axios. "I qatarioti sono un canale di comunicazione chiave tra gli Usa e l'Iran nei colloqui per porre fine alla guerra", ha detto un funzionario statunitense ad Axios.

A Roma presidio della Flotilla, manifestanti consegnano lettera a Commissione Ue

Un presidio organizzato da Global Sumud Italia per chiedere la liberazione di Thiago Avila e Saif Abukeshek, i due attivisti detenuti, si è tenuto oggi a piazza Santi Apostoli di Roma. Fra gli striscioni presenti, “No ai signori della guerra, Rubio go home”, “Rubio e uccidio, ma non ditelo al Papa”,“From every river to every sea Palestine will be free” e “Gaza ancora fame, sete, morte”. Il tutto, nel secondo giorno di visita a Roma del segretario di Stato americano. Una delegazione dei manifestanti poi ha consegnato alla sede della Commissione Europea di via Quattro Novembre una lettera con diverse richieste, fra cui la liberazione dei due attivisti, e una presa di posizione netta da parte di Bruxelles con la sospensione degli accordi con lo Stato di Israele. Alla fine del presidio, i manifestanti si sono messi nella posizione in cui sono stati tenuti i volontari della Flotilla dalle forze israeliane in un lungo momento di silenzio: “Una posizione - spiegano al microfono - che serve a non far vedere, a non far capire cosa sta succedendo intorno”, per poi intonare “Free, free Palestine”.

Hezbollah: "Missili contro base militare Nord Israele"

Hezbollah ha dichiarato di aver lanciato missili contro una base militare nel Nord di Israele in risposta agli attacchi israeliani contro il Libano meridionale e i sobborghi meridionali di Beirut, nonostante la tregua. In un comunicato, il gruppo ha affermato di aver preso di mira una base a sud della città israeliana di Nahariya. L'esercito israeliano aveva precedentemente dichiarato che le sirene d'allarme erano risuonate in diverse città del nord. Mercoledì Israele ha colpito i sobborghi meridionali di Beirut, uccidendo un comandante di Hezbollah nel primo attacco alla zona in un mese. 

Centcom: "Neutralizzate due petroliere iraniane nel Golfo di Oman"

Le forze militari Usa hanno neutralizzato oggi le petroliere Sea Star III e Sevda, impegnate a raggiungere un porto iraniano sul Golfo di Oman, in violazione del blocco americano. Lo riferisce su X il Centcom, secondo cui si è trattato di due navi cisterna battenti bandiera iraniana, prive di carico. Il 6 maggio, le forze Usa hanno neutralizzato la Hasna. Le tre navi hanno interrotto la navigazione verso l'Iran. "Le forze statunitensi in Medio Oriente rimangono impegnate nella piena attuazione del blocco contro le unità in entrata o in uscita dall'Iran", ha dichiarato l'ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom.

Hezbollah: "Lanciati missili contro una base militare nel nord di Israele"

Hezbollah ha affermato in un comunicato di aver lanciato missili contro una base militare nella città di Nahariya, nel nord di Israele, in risposta ad attacchi sul sud del Libano e nei sobborghi meridionali di Beirut, nonostante il cessate il fuoco in atto.

Usa: "Colpite due petroliere iraniane nello Stretto di Hormuz"

Le forze statunitensi hanno bloccato le petroliere M/T Sea Star III e M/T Sevda prima che entrambe le navi entrassero in un porto iraniano nel Golfo di Oman, violando il blocco statunitense in corso. Lo rende noto il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) in un post su X, spiegando che le forze militari hanno «applicato misure di blocco contro due petroliere a bandiera iraniana senza carico che tentavano di attraccare in un porto iraniano nel Golfo di Oman». In particolare, si legge nel post, un F/A-18 Super Hornet della Marina degli Stati Uniti proveniente dalla USS George H.W. Bush (CVN 77) ha neutralizzato entrambe le petroliere dopo aver sparato munizioni di precisione nei loro fumaioli, impedendo alle navi non conformi di entrare in Iran.

Meloni: "Con Rubio confronto costruttivo su M.O., Libia, Libano"

"Ho ricevuto oggi con piacere il Segretario di Stato americano Marco Rubio a Palazzo Chigi. Abbiamo avuto un ampio e costruttivo confronto, durante il quale abbiamo affrontato numerose questioni, dai rapporti bilaterali tra Italia e Stati Uniti fino alle principali questioni internazionali, tra cui la crisi in Medio Oriente, la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, la stabilizzazione della Libia e il processo di pace in Libano e in Ucraina". Così, in un post su X, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. 

Centcom: "Bloccate oltre 70 petroliere con 13 mld stimati di greggio"

Il Centcom, il Comando Centrale degli Stati Uniti, ha dichiarato che oltre 70 petroliere sono state bloccate in entrata o in uscita dai porti iraniani. "Attualmente le forze statunitensi stanno impedendo a più di 70 petroliere di entrare o uscire dai porti iraniani", ha dichiarato il Comando Centrale degli Stati Uniti in un post su X. "Queste navi mercantili hanno la capacità di trasportare oltre 166 milioni di barili di petrolio iraniano, per un valore stimato di oltre 13 miliardi di dollari", ha aggiunto.

Media Teheran: "Scontri sporadici con forze Usa a Hormuz"

Da circa un'ora sono in corso "scontri sporadici" tra le forze armate iraniane e navi americane nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Fars.

Seconda Guerra Mondiale, 81 anni fa la fine del conflitto in Europa: le celebrazioni. FOTO

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Marina avverte navi di stare lontane da Hormuz: "Daremo una lezione agli Yankee"

La Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) dell'Iran ha avvertito le imbarcazioni di tenersi a distanza dalle navi da guerra statunitensi nello Stretto di Hormuz dopo gli scontri notturni, affermando che a volte è necessario dare una lezione agli "Yankee". Lo riporta la Cnn citando una registrazione ottenuta in esclusiva. "Vi consigliamo di mantenere una distanza di almeno 10 miglia dalle navi da guerra per la vostra sicurezza, perché a volte dobbiamo dare una lezione agli yankee" con "missili e droni", si sente sul canale VHF 16, la frequenza radio utilizzata dalle navi internazionali per le comunicazioni urgenti. Una fonte del settore marittimo ha riferito alla Cnn che "gli iraniani hanno intimato a tutte le navi che si trovavano nella parte settentrionale dello Stretto di spostarsi più vicino a Dubai, cosa che tutte hanno fatto", aggiungendo che c'è stato "un intenso scambio di colpi d'arma da fuoco" nel tratto di mare. Il traffico nello Stretto di Hormuz "rimane significativamente ridotto", ha riferito il Centro per le operazioni commerciali marittime del Regno Unito (Ukmto), con diversi nuovi incidenti legati alla sicurezza segnalati "nelle ultime 48 ore". L'Ukmto ha aggiunto che "operare nella via navigabile rimane ad alto rischio, visti i recenti attacchi alle navi nella zona", afferamando che "le attività di controllo legate al blocco continuano". Un'altra fonte operante nel settore marittimo iraniano ha dichiarato alla Cnn che le possibilità di una "risoluzione amichevole e positiva di questo conflitto" sono minime. "Temiamo che la guerra possa scoppiare presto", ha affermato la fonte.

Media: "Trovato morto uno dei 5 marinai iraniani dispersi dopo attacchi Usa"

Mohammad Radmehr, governatore della contea di Minab, nel sud dell'Iran, ha dichiarato che uno dei cinque marinai dispersi dopo l'attacco Usa a una nave iraniana nello Stretto di Hormuz è stato ritrovato morto. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Mehr, ripresa da Al Jazeera. Radmehr ha aggiunto che le squadre di ricerca sono in azione per trovare i quattro marinai attualmente dispersi.

Rubio: "Ci aspettiamo nuovi colloqui tra Israele e Libano"

"Ci aspettiamo dei colloqui. Non so se sia già stata fissata una data precisa, ma prevediamo che ci saranno ulteriori incontri": lo ha detto il segretario di stato Marco Rubio all'ambasciata americana a Roma a chi gli chiedeva conferma dei colloqui tra Israele e Libano la prossima settimana. "Guardate - ha osservato - questo è uno degli ambiti in cui penso possiamo collaborare con l'Italia. L'Italia può svolgere un ruolo molto produttivo e costruttivo nel fornire risorse al governo libanese. Alla fine condividiamo tutti lo stesso obiettivo — e con 'tutti' intendo anche il governo libanese e quello israeliano — cioè vogliamo che le relazioni tra Israele e il Libano, il suo governo legittimo, siano molto solide. L'ostacolo a questo è Hezbollah, ancora una volta un agente dell'Iran. Hezbollah non sta solo colpendo gli israeliani, ma sta anche danneggiando il Libano stesso. Il motivo per cui il Libano subisce bombardamenti e violenze è Hezbollah. E'Hezbollah a imporre questa situazione". "Quindi - ha proseguito - credo che condividiamo tutti lo stesso obiettivo: un governo libanese forte, senza un Hezbollah armato che operi all'interno del territorio nazionale e rappresenti una minaccia per i paesi vicini, e per farlo dobbiamo rafforzare e sostenere il governo libanese affinché sia in grado di affrontare questa minaccia. E penso che - ha concluso - che L'italia, insieme ad altri paesi ma in particolare l'Italia, possa svolgere un ruolo importante non solo nell'aiutare il governo a dotarsi dei mezzi necessari, ma anche nel contrastare i finanziamenti illeciti che sostengono Hezbollah, aiutando a interrompere i flussi finanziari che supportano Hezbollah e il pericolo che rappresenta".

Rubio: "Se verranno lanciati missili contro gli Usa a Hormuz risponderemo"

"Se verranno lanciati missili contro gli Usa, risponderemo" lo ha detto il segretario di stato Marco Rubio all'ambasciata americana a Roma, commentando le tensioni nello stretto di Hormuz. Rubio ha precisato che gli attacchi di giovedì erano separati dall' Operazione Epic Fury 

Teheran: "Proposta Usa ancora in fase di valutazione"

"Per quanto riguarda i negoziati, la proposta Usa è ancora in fase di valutazione. Una volta raggiunta la conclusione definitiva, la annunceremo senza dubbio". Lo ha dichiarato Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, all'agenzia di stampa iraniana Tasnim. Riguardo le possibili violazioni della tregua, Baghaei ha affermato che Teheran rimane "nominalmente in una situazione di cessate il fuoco", aggiungendo che le forze armate del Paese stanno monitorando attentamente gli sviluppi. 

Rubio: "Aspettiamo risposte dall'Iran". VIDEO

Fox News: "Nuovi attacchi Usa contro petroliere iraniane a Hormuz"'

Gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi attacchi contro petroliere vicino al blocco dell'Iran. Lo riporta Fox News, secondo cui le forze americane hanno condotto ulteriori operazioni aeree nell'area, colpendo diverse petroliere vuote che tentavano di forzare il blocco contro l'Iran lungo lo Stretto di Hormuz. 

Hormuz

©Ansa

Centcom: "Bloccate 70 petroliere e 13 miliardi potenziali di greggio Iran"

Il Centcom, il comando militare centrale Usa che copre il Medio Oriente, ha riferito che "attualmente vi sono oltre 70 petroliere a cui le forze statunitensi impediscono di entrare nei porti iraniani o di uscirne". Si tratta di navi commerciali che "hanno la capacità di trasportare oltre 166 milioni di barili di petrolio iraniano, per un valore stimato superiore ai 13 miliardi di dollari", ha riferito il Centcom su X. 

Iran, dieci feriti e cinque dispersi negli attacchi Usa nella notte

Un funzionario iraniano ha dichiarato che gli attacchi statunitensi avvenuti nella notte tra giovedì e venerdì nello Stretto di Hormuz hanno colpito una nave mercantile iraniana, ferendo 10 marinai e lasciandone altri cinque dispersi. L'Iran e gli Stati Uniti si sono scambiati colpi di arma da fuoco nonostante la tregua in vigore dall'8 aprile che ha interrotto una guerra durata settimane. "Durante le azioni aggressive degli americani la scorsa notte nelle acque dello Stretto di Hormuz e del Mar di Makran (Golfo dell'Oman), una nave mercantile vicino alle acque di Minab è stata colpita e ha preso fuoco", ha dichiarato Mohammad Radmehr, un funzionario della provincia meridionale di Hormozgan, secondo l'agenzia di stampa Mehr. "Dieci marinai feriti sono stati trasportati in ospedale e le squadre locali di soccorso stanno cercando di accertare la sorte degli altri cinque marinai", ha aggiunto. Non è stato immediatamente chiaro se la nave mercantile fosse un obiettivo diretto. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato che le forze iraniane hanno lanciato missili, droni e piccole imbarcazioni contro tre navi da guerra statunitensi durante la notte, ma che nessuna è stata colpita, mentre le forze americane hanno neutralizzato la minaccia in arrivo e hanno risposto al fuoco contro basi terrestri in Iran. L'esercito iraniano ha preso di mira le navi statunitensi dopo che queste avevano attaccato "una petroliera iraniana" proveniente dalle acque costiere iraniane, nonché un'altra nave che entrava nello Stretto di Hormuz, di fronte al porto di Fujairah negli Emirati Arabi Uniti.

Papa, Rubio: "Incontro positivo, espressa posizione su Iran"

Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha spiegato ai cronisti di aver avuto un incontro "cordiale" e "positivo" con il Papa al quale ha espresso la posizione degli Stati Uniti sull'Iran.

Rubio a Meloni: "Impegno Usa per stretta collaborazione su priorità condivise"

Il segretario di Stato Marco Rubio ha incontrato oggi a Roma il premier italiano Giorgia Meloni "per rafforzare il solido partenariato strategico tra Stati Uniti e Italia". Lo afferma il Dipartimento di Stato americano in una nota.    Rubio ha sottolineato "l'impegno degli Stati Uniti a una stretta collaborazione sulle priorità condivise. Sono state discusse le sfide alla sicurezza regionale, tra cui quelle relative al Medio Oriente e all'Ucraina, e l'importanza della continua collaborazione transatlantica per affrontare le minacce globali", si legge nella nota.

Rubio: "Dire a Trump di smettere di criticare il Papa? Lui è sempre molto schietto"

"Perché dovrei dirle cosa raccomanderò al presidente? Ma, al di là di  questo, il presidente parlerà sempre in modo schietto di ciò che pensa  degli Stati Uniti e della politica americana. Il presidente degli Stati  Uniti agirà sempre nel miglior interesse degli  Stati Uniti. Penso che  possiamo farlo e allo stesso tempo mantenere un rapporto molto  produttivo, fruttuoso e importante con la Chiesa, che svolge anch'essa  un ruolo importante nel mondo": lo ha detto il segretario di stato Usa  Marco Rubio in un punto stampa all'ambasciata americana a Roma,  rispondendo alla domanda se raccomanderà al presidente di smettere di  criticare il Pontefice.

Il petrolio è poco mosso a New York, si attesta a 94,78 dollari

Il petrolio è poco mosso a New York, in attese delle novità sul  negoziato tra Usa e Iran: il Wti, il riferimento americano, si attesta a  94,78 dollari al barile (-0,03%), mentre il Brent, il benchmark  internazionale, segna un frazionale rialzo dello 0,06%, mantenendosi  sopra quota 100, a 100,12.

Rubio: "Possibile telefonata Trump-Papa"

"Non lo so. Forse, potrebbe succedere": cosi' il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha risposto alla domanda sulla possibilita' di una telefonata tra Papa Leone XIV e il presidente americano Donald Trump in tempi brevi.

Iran, Rubio: "Hezbollah non in negoziato ma smetta di finanziarlo"

Il disarmo di Hezbollah non sara' incluso nel negoziato in corso tra Stati Uniti e Iran ma la Repubblica Islamica deve smettere di finanziare la milizia libanese. Lo ha dichiarato ai cronisti il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, al termine della sua visita a Roma. "Hezbollah e' stato molto indebolito ma comunque e' ancora in grado di danneggiare Israele, di portare avanti attivita' terroristiche", ha affermato Rubio, "non negozieremo con l'Iran su Hezbollah; tutto quello che vogliamo e' che smettano di finanziarli". "Dobbiamo cercare invece di migliorare la posizione del governo libanese perche' non possono permettersi di avere un gruppo terroristico che opera all'interno dei confini nazionali e che danneggia la popolazione civile, Israele e anche il governo libanese stesso. E' su questo che ci concentreremo", ha aggiunto il segretario di Stato Usa.

Ue: Medio Oriente preoccupazione per il 25% degli europei

Le preoccupazioni degli europei sono sempre piu' influenzate dagli sviluppi globali. E' quanto emerge dal sondaggio eurobarometro pubblicato oggi dalla Commissione europea. In cima ai problemi che l'Ue deve affrontare in questo momento, al primo posto il conflitto in Medio Oriente, che preoccupa il 25% degli intervistati (27% per l'Italia). Al secondo posto, per il 23% degli intervistati, la situazione internazionale (22% per l'Italia), poi la guerra della Russia contro l'Ucraina (20%, 15% degli Italiani). Al quarto posto l'inflazione e il costo della vita (17% in Ue, 23% per gli italiani). Per quanto riguarda le preoccupazioni a livello di singoli Stati membri, il costo della vita rimane il tema dominante, con il 36% (31% in Italia). Al secondo posto la situazione economica (18%, in Italia 21%), poi la situazione internazionale (14%, in Italia 20%).

Rubio: "L'incontro con il Papa è stato molto buono"

"Abbiamo un rapporto molto forte col Vaticano" e "questo viaggio era stato pianificato molto tempo prima". Così il segretario di Stato americano Marco Rubio ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano dettagli dell'incontro con Papa Leone XIV. "È stato un incontro molto buono, abbiamo parlato di diverse aree del mondo", dove il  Vaticano ha una presenza, ha spiegato. "Ovviamente il Santo Padre è prima di tutto una guida spirituale. Questo è il suo ruolo. La chiesa ha sempre operato per una missione di pace e di rispetto per tutta l'umanità. Ma, alla fine, è stato un incontro molto cordiale e importante, ed è fondamentale condividere i nostri punti di vista, spiegare da dove veniamo e far comprendere la nostra posizione. L'ho trovato molto positivo", ha detto il segretario di stato Usa Marco Rubio in un punto stampa all'ambasciata americana a Roma, dove ha spiegato di aver "aggiornato il papa sulla situazione con l'Iran".

Roma, Rubio vede Meloni e Tajani: "Spero in seria proposta dell'Iran"

Il Segretario di Stato Usa ha iniziato la sua giornata istituzionale alla Farnesina, dove  è stato accolto dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il bilaterale  è durato circa un'ora. A seguire si è spostato a Palazzo Chigi dove ha  incontrato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Tra i temi al  centro del faccia a faccia la situazione nello Stretto di Hormuz, con la nuova escalation di ieri sera, e la crisi in Libano. A Palazzo Chigi la premier ha ricevuto l'ospite nel suo studio. Con  una stretta di mano e uno scambio di baci Meloni e Rubio si sono  salutati nella Sala dei Galeoni. "Come stai?", ha chiesto Meloni al suo  ospite, prima di posare per le foto davanti al pool di giornalisti e  fotografi. L'incontro con il segretario di Stato è stato inquadrato come  una "visita di cortesia" ed è durato circa un'ora e  mezzo. A seguire Rubio si è spostato nella sede dell'ambasciata  americana in via Veneto per incontrare i dipendenti e i famigliari delle  missioni diplomatiche statunitensi in Italia, presso la Santa Sede e le  agenzie Onu a Roma, e ha tenuto un punto stampa.

Roma, Rubio vede Meloni e Tajani: 'Spero in seria proposta dell'Iran'

Roma, Rubio vede Meloni e Tajani: 'Spero in seria proposta dell'Iran'

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Iran, Rubio: "Spero davvero che loro offerta sia seria"

Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha espresso l'auspicio che la risposta dell'Iran all'ultima proposta negoziale americana, attesa entro stasera, sia "seria". "Spero sia un'offerta seria. Lo spero davvero", ha detto Rubio ai cronisti al termine della sua missione a Roma.

Libano, raid Idf nel Sud: 5 morti di cui un soccorritore

Finora sono cinque le vittime dei raid aerei israeliani nel sud del Libano, di cui un soccorritore e due donne. Lo ha riferito il ministero della Salute libanese. Israele ha effettuato raid aerei in diverse localita' del Libano meridionale oggi, nonostante il cessate il fuoco, a seguito degli ordini di evacuazione che riguardavano sette villaggi, secondo l'agenzia nazionale di stampa (Nna). Un paramedico e' stato ucciso in un raid dell'Idf all'inizio della giornata. Lo ha annunciato la protezione civile in un comunicato, il giorno dopo la morte di un soccorritore del Comitato sanitario islamico, affiliato al movimento filo-iraniano Hezbollah. Secondo la protezione civile, il soccorritore "e' stato colpito da un raid aereo israeliano sulla strada tra Rachaya e Kfarchouba". L'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms) ha riferito di aver riscontrato finora "152 attacchi contro strutture sanitarie, con conseguenti 103 morti e 241 feriti" in Libano dalla ripresa delle ostilita', il 2 marzo.

Libano, Rubio: "Italia importante, può dare qualcosa in più"

L'Italia puo' avere un "ruolo importante" nella pacificazione del Libano e "dare qualcosa in piu'" grazie alla consolidata presenza nel Paese. Lo ha dichiarato ai cronisti il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, al termine della sua visita a Roma. Rubio ha affermato che l'ostacolo a un cessate il fuoco reale con Israele e' Hezbollah, "un agente che agisce per conto dell'Iran e mette a rischio tutto il Libano". "La ragione per cui c'e' tanta violenza in Libano, per cui e' vittima dei bombardamenti e' proprio Hezbollah, perche' la minaccia e' Hezbollah", ha proseguito il segretario di Stato americano, "quindi c'e' bisogno di un governo libanese forte che non ha bisogno di un Hezbollah armato che operi all'interno dei propri confini nazionali". "Per fare tutto questo dobbiamo dare gli strumenti al governo libanese affinche' possa affrontare questa minaccia", ha detto ancora Rubio, "credo che possano partecipare altri paesi ma l'Italia puo' dare qualcosa in piu' grazie all'expertise, grazie alla sua presenza sul territorio".

Rubio: "Se non vogliamo che Iran abbia controllo di Hormuz parole non bastano"

"Ogni nazione si deve chiedere 'vogliamo normalizzare che una nazione  voglia avere il controllo di una via d'acqua?". E la domanda retorica  fatta dal segretario di stato americano Marco Rubio durante la  conferenza stampa all'ambasciata americana a Roma. "E se la risposta è  no", bisogna essere pronti "a qualcosa di più che parole forti".

Nato, Rubio: "Non discussi soldati in Italia; decide Trump"

 I colloqui in Italia "non hanno riguardato nella specifico" la presenza delle truppe americane in Italia. Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, al termine della sua visita a Roma. "Non abbiamo discusso di dettagli specifici di questo tipo, e questa e' una decisione che spetta al presidente. E' una decisione che ogni presidente prende", ha affermato parlando con i giornalisti al suo seguito. "Il fatto e', pero', che l'ho detto pubblicamente e l'ho ripetuto piu' volte, che sono sempre stato un convinto sostenitore della Nato durante tutta la mia carriera al Senato e lo sono tuttora. E uno dei vantaggi di far parte della Nato e' che ci permette di avere forze schierate in Europa e basi che ci consentono una capacita' logistica di proiezione di potenza in caso di emergenza. Ma ci siamo trovati di fronte a un'emergenza, e alcuni Paesi europei, come la Spagna ad esempio, ci hanno negato l'uso di quelle basi per un'emergenza molto importante che, in un certo senso, ha effettivamente ostacolato la missione, non gravemente, ma ha avuto un costo e, di fatto, ha persino creato alcuni pericoli inutili", ha aggiunto. "Quindi, se uno dei motivi principali per cui gli Stati Uniti fanno parte della Nato e' la possibilita' di schierare forze in Europa che potremmo poi impiegare in altre situazioni di emergenza, e ora questo non e' piu' possibile, almeno per quanto riguarda alcuni membri della Nato. Questo e' un problema e deve essere esaminato. Ma in definitiva, questa e' una decisione che spetta al presidente", ha ribadito. "Il suo team e persone come me e altri gli illustreranno le possibili opzioni, ma alla fine la decisione finale spetta a lui. Non l'ha ancora presa. Per quanto riguarda le recenti notizie sugli schieramenti, come ad esempio quello in corso, si trattava di operazioni gia' pianificate. Ad esempio, in Germania, il ritiro delle truppe, che rappresenta meno del 14% della nostra presenza totale, era gia' stato programmato. Di fatto, ci ha semplicemente riportato alla situazione del 2022, quindi c'era sempre stato un piano per apportare dei cambiamenti all'interno della Nato, nell'ottica di modifiche piu' ampie", ha aggiunto Rubio.

Iran, Rubio: "Se colpiti rispondiamo; fatti di ieri separati"

"Quello che avete visto ieri erano cacciatorpediniere statunitensi che navigavano attraverso acque internazionali e che sono state prese di mira dai iraniani. Abbiamo risposto a scopo difensivo per proteggerci. Questo e' separato e distinto dall'Operazione Epic Fury". Lo ha dichiarato ai cronisti il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, al termine della sua visita a Roma.

Libano, Rubio: "La settimana prossima colloqui con Israele"

I colloqui di pace tra Israele e Libano, mediati dagli Usa, si svolgeranno la settimana prossima a Washington. Lo ha dichiarato ai cronisti al termine della sua visita a Roma il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, spiegando di non poter ancora fornire una data precisa.

Ucraina, stop nave porto Haifa: "rammarico" Mosca verso Israele

"La Federazione Russa ha espresso rammarico per il rifiuto di scaricare il grano russo nel porto di Haifa, un rifiuto chiaramente attuato sotto pressione di Kiev". Lo ha dichiarato la portavoce del ministero degli Ester di Mosca, Maria Zakharova. Lo riporta la Tass. Secondo Zakharova, la decisione della compagnia israeliana di negare alla Russia il permesso di scaricare la nave e' "in contraddizione con il suo dichiarato impegno a mantenere i legami economici tra i due Paesi".

Libano: "Da Aoun direttive per negoziati con Israele a Washington"

Il presidente libanese Joseph Aoun ha fornito le ultime direttive al capo delegazione, l'ex ambasciatore Simon Karam, prima della sua partenza per Washington per un nuovo round di negoziati diretti con Israele. Lo ha riferito la presidenza libanese in un comunicato stampa pubblicato su X. Il presidente Aoun ha dichiarato lunedi' che un accordo di sicurezza con Israele e la "fine dell'aggressione israeliana" devono precedere qualsiasi potenziale incontro con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. In un altro comunicato, diffuso dalla presidenza libanese, Aoun ha elogiato i volontari della Croce Rossa e ha sollecitato la fine degli attacchi israeliani contro il personale medico e di soccorso. "Abbiamo chiesto la cessazione degli attacchi contro le istituzioni sanitarie di ogni tipo, dalla Croce Rossa alla Protezione Civile, cosi' come contro i professionisti dei media. Ma purtroppo ci troviamo di fronte a coloro che non credono nella sacralita' del diritto internazionale ne' lo rispettano", ha deplorato il presidente libanese. In conclusione Aoun ha assicurato che il Libano "non risparmiera' alcuno sforzo" per ottenere questo risultato e ha espresso la speranza "che l'aggressione contro il Libano finisca presto".

Rubio: "Con Meloni non abbiamo parlato di basi"

Il segretario di Stato Marco Rubio, nella conferenza stampa al termine degli incontri a Roma, ha affermato di non aver discusso del ritiro delle truppe statunitensi dall'Italia con la prima ministra Giorgia Meloni.    Il segretario di Stato afferma di essere un "forte sostenitore della Nato", ma "alcuni Paesi europei", come la Spagna, "ci hanno negato l'uso di quelle basi per un'emergenza molto importante", il che "ha creato alcuni pericoli inutili" per gli Stati Uniti impegnati nell'offensiva contro l'Iran.

Rubio: "Spero che ci sia seria proposta dell'Iran nelle prossime ore"

"Vedremo cosa succederà, ci sarà uno sviluppo nelle prossime ore, in Iran sono frammentati ma spero davvero in una proposta seria da parte loro". Così il segretario di Stato Usa Marco Rubio in un incontro con la stampa dopo gli incontri con il governo a Roma.

Iran, Rubio: "Grossi passi avanti, attesa risposta entro oggi"

Gli Stati Uniti hanno registrato "grossi passi avanti" nel negoziato con l'Iran e attendono "entro stasera" una risposta alla loro ultima proposta negoziale. Lo ha dichiarato ai cronisti il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, al termine della sua visita a Roma. Rubio ha indicato come un ostacolo alla trattativa la decisione di Teheran di "istituire un'agenzia che cerchi di regolare il traffico nello Stretto", il che "normalizzerebbe" lo status quo attuale, ovvero la riscossione di pedaggi. Rubio ha avvertito che, dopo gli attacchi americani, "il sistema di potere iraniano e' molto frammentato" e cio' complica i colloqui.

Araghchi: "Da Usa rozza tattica di pressione ma non ci pieghiamo"

"Ogni  volta che una soluzione diplomatica è sul tavolo, gli Stati Uniti  scelgono un'avventura militare irresponsabile". Lo ha dichiarato il  ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, accusando gli Usa per  quanto accaduto nelle scorse nello Stretto di Hormuz. "Si tratta di una  rozza tattica di pressione? O è il risultato di un sabotatore che ancora  una volta sta ingannando il presidente degli Stati Uniti trascinandolo  in un nuovo pantano? Il risultato è sempre lo stesso: gli iraniani non  si piegano alle pressioni e la diplomazia è sempre la vittima", ha  scritto Araghchi in un messaggio pubblicato su X. Il capo della  diplomazia iraniana ha inoltre contestato le valutazioni attribuite alla  Cia sulle capacità missilistiche della Repubblica islamica. "La Cia si  sbaglia. Il nostro arsenale missilistico e la capacità di lancio non  sono al 75% rispetto al 28 febbraio. La cifra corretta è il 120%", ha  precisato, aggiungendo che la prontezza dell'Iran a difendere la propria  popolazione è "al 1.000%".

Libano, Idf: "Intercettato un missile, no feriti"

Le  forze armate israeliane hanno riferito di aver "intercettato un  missile" lanciato dal Libano verso il nord di Israele dopo che le sirene  sono risuonate nell'area e sono stati "rilevati numerosi lanci". Gli  altri missili "sono caduti in aree aperte", ha aggiunto l'Idf precisando  che "non si sono registrati feriti".

Iran sostiene aver dirottato petroliera con petrolio iraniano verso proprie coste

L'Iran  ha dichiarato di aver dirottato verso le proprie coste una petroliera  soggetta a sanzioni statunitensi che trasportava petrolio iraniano,  sebbene le ragioni dell'azione non siano chiare. "La Marina della  Repubblica Islamica dell'Iran, durante un'operazione pianificata nel  Golfo dell'Oman, ha abbordato la petroliera non conforme Ocean Koi, che  trasportava un carico di petrolio appartenente alla Repubblica Islamica  dell'Iran", ha dichiarato l'esercito in un comunicato diffuso dalla  televisione di Stato.

Emirati: "Intercettati missili e droni Teheran, 3 feriti"

Gli Emirati Arabi Uniti hanno reso noto di aver intercettato due  missili balistici e tre droni lanciati dall’Iran. Secondo il ministero  della Difesa emiratino, tre persone sono state lievemente ferite.

"In seguito ai palesi attacchi iraniani contro gli Emirati Arabi  Uniti, le difese aeree hanno intercettato complessivamente 551 missili  balistici, 29 missili da crociera e 2.263 droni", ha reso noto il  ministero in un post su X.

Libano: "Quattro morti in un raid israeliano nel sud'

Quattro  persone sono rimaste uccise in un raid attribuito alle forze israeliane  in Libano, avvenuto nel sud del Paese nonostante la tregua formalmente  in vigore: lo afferma il ministero della Sanità di Beirut. L'attacco ha  colpito la località di Toura, secondo la stessa fonte. Tra le vittime ci  sono due donne, ha aggiunto. Stanto all'agenzia libanese Nna e ai  corrispondenti dell'Afp sul posto, Israele sta conducendo attacchi  contro diverse località del sud del Libano, dopo aver emesso ordini di  evacuazione riguardanti sette villaggi. In mattinata, un soccorritore è  rimasto ucciso in uno di questi attacchi.

Vertice Asean, blocco chiede 'stop ostilità', punta a 'più coordinamento' su crisi future

Nelle  Filippine vertice dei leader degli undici Paesi dell'Asean,  l'Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico. Sul summit annuale  pesano le ripercussioni legate alla situazione in Medio Oriente, a  cominciare dai prezzi del petrolio. I Paesi dell'Asean, secondo dati  riportati dai media della regione, dipendono molto dalle importazioni di  oro nero dal Medio Oriente perché da qui arriva più del 55% dell'import  di greggio della regione.

"Abbiamo espresso la forte preoccupazione per la situazione in rapida  evoluzione in Medio Oriente, che rappresenta una minaccia grave per  vita e sicurezza dei civili, così come per pace e stabilità nella  regione e a livello globale", si legge nella dichiarazione "adottata in  risposta alla crisi in Medio Oriente" pubblicata sul sito dell'Asean,  che manifesta sostegno per il "cessate il fuoco tra Usa e Iran" e  "negoziati in buona fede per una soluzione duratura di questo  conflitto". L'invito a "tutte le parti" è a "mantenere condizioni  favorevoli per la piena ed efficace attuazione del cessate il fuoco,  esercitando massima moderazione, ponendo fine alle ostilità ed evitando  azioni che possano aggravare la situazione".

Avs: "Se governo vuole inviare navi a Hormuz serve il voto delle Camere"

"I ministri Tajani e Crosetto svolgeranno la loro audizione il prossimo mercoledì sulle iniziative internazionali per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz: è ovvio che se intendessero inviare navi italiane in zona di guerra, ipotesi che noi di AVS contrastiamo fortemente, l'audizione non sarà sufficiente. In quel caso è necessario un voto delle aule parlamentari". Lo dichiara Luana Zanella, capogruppo di AVS alla Camera.

Nato, Rubio: "Analizzare problema di chi non concede basi"

Il non poter piu' contare su alcuni alleati Nato europei per lo spiegamento di forze da utilizzare in altri quadranti e' un "problema da analizzare". Lo ha dichiarato ai cronisti il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, al termine della sua visita a Roma. "Uno dei motivi principali per cui gli Stati Uniti fanno parte della Nato e' la possibilita' di schierare forze in Europa che possiamo poi impiegare in altre situazioni", ha spiegato Rubio, "ora, questo non e' piu' possibile, almeno per quanto riguarda alcuni membri della Nato. Si tratta di un problema che va analizzato".

Media Iran: "Marina pasdaran sequestra una petroliera"

L'agenzia di stampa Tasnim, affiliata ai pasdaran, scrive Iran International, ha diffuso anche un video che, a suo dire, mostra le forze navali iraniane mentre sequestravano la petroliera Ocean Koi, accusando la nave di aver tentato di ostacolare le esportazioni di petrolio iraniano e gli interessi nazionali dell'Iran.    Tasnim ha affermato che la petroliera trasportava un carico di petrolio iraniano e l'ha accusata di "approfittare delle condizioni regionali per danneggiare e interrompere le esportazioni di petrolio iraniano e gli interessi della nazione iraniana". L'agenzia non ha specificato quando o dove sia avvenuto il sequestro.    La nave sembra essere la Ocean Koi, battente bandiera delle Barbados, sanzionata all'inizio di quest'anno dal Dipartimento del Tesoro statunitense come parte di quella che Washington ha definito la "flotta ombra" iraniana, utilizzata per il trasporto di prodotti petroliferi iraniani soggetti a sanzioni.    Il Dipartimento del Tesoro statunitense ha dichiarato a febbraio che la Ocean Koi aveva trasportato milioni di barili di olio combustibile e condensato iraniani e che operava come parte della flotta ombra iraniana almeno dal 2020.

Libano, Idf: "Ci prepariamo a possibili attacchi a nord Israele"

Le forze armate israeliane hanno fatto sapere che "si stanno preparando alla possibilita' di attacchi dal Libano, in particolare verso il nord di Israele, a seguito dei recenti sviluppi". Pur sottolineando che non vi sono modifiche alle linee guida di protezione, l'Idf ha esortato la popolazione a "rimanere vigile, agire responsabilmente e continuare ad attenersi" alle regole.

Media: "Israele consentirà visite nelle carceri con prigionieri palestinesi"

Il governo israeliano ha informato la Corte Suprema che consentirà alla  Croce Rossa di visitare le carceri che ospitano prigionieri palestinesi  condannati per reati di sicurezza, ma non di incontrare direttamente i  detenuti. Lo riporta Haaretz. È la prima volta, dagli attentati di Hamas  del 7 ottobre, che lo Stato ebraico autorizza visite di questo tipo. La  decisione - scrive il media israeliano - è stata presa su indicazione  del premier Benjamin Netanyahu. Saranno consentiti incontri con il  personale carcerario e visite guidate delle strutture.

Eurobarometro: "Il 74% degli europei ha un'opinione negativa degli Usa"

L'opinione negativa dei cittadini dell'Ue sugli Stati Uniti è aumentata notevolmente (74%, +14 punti percentuali), superando di gran lunga quella positiva (24%). Nel frattempo, il 61% ha un'opinione negativa della Cina, mentre il 33% ne ha una positiva; l'83% ha un'opinione negativa della Russia contro il 14% che ne ha una positiva. Allo stesso tempo, il 48% ha un'opinione positiva dell'India, mentre il 41% ne ha una negativa. E' quanto emerge dall'Eurobarometro condotto in questa primavera nei 27 Paesi membri.     Nel capitolo dedicato all'Ucraina, il sondaggio mostra mostra che il 76% degli intervistati concorda sul fatto che l'invasione russa costituisca una minaccia per la sicurezza dell'Ue. Il sostegno alla risposta dell'Ue all'invasione rimane forte, attestandosi al 55% (+2 punti percentuali). Una larga maggioranza degli europei appoggia le misure chiave, tra cui l'accoglienza delle persone in fuga dalla guerra (80%), la fornitura di sostegno finanziario e umanitario (75%) e il mantenimento delle sanzioni contro la Russia (70%). Nel complesso, il 76% concorda sul fatto che l'Ue dovrebbe continuare a sostenere l'Ucraina fino al raggiungimento di una pace giusta e duratura. Inoltre, il 57% approva la concessione da parte dell'Ue dello status di Paese candidato all'Ucraina e il 56% concorda con il finanziamento da parte dell'Ue dell'acquisto e della fornitura di equipaggiamento militare all'Ucraina.

Tre soldati dell'Idf feriti dai droni di Hezbollah, uno è grave

Secondo quanto riferito dalle Forze di Difesa Israeliane (Idf), tre soldati sono rimasti feriti, uno dei quali in modo grave, da droni esplosivi lanciati da Hezbollah nella giornata di oggi. Lo scrive il Times of Israel.     Un drone di Hezbollah è esploso in territorio israeliano, vicino al confine con il Libano: l'Idf affermano che l'esplosione ha ferito gravemente un soldato e ne ha ferito moderatamente un altro. In un altro incidente, avvenuto in precedenza, diversi droni esplosivi hanno colpito le forze israeliane schierate nel Libano meridionale. Un soldato è rimasto ferito moderatamente nell'incidente, secondo quanto riferito dall'Idf.     L'Idf afferma che i soldati feriti sono stati trasportati in ospedale e le loro famiglie sono state informate. Oggi Hezbollah ha lanciato diversi altri razzi e colpi di mortaio contro le truppe israeliane nel Libano meridionale. L'Idf riferisce che un proiettile è stato intercettato dalla difesa aerea e non ha causato feriti.

Libano, Idf: "3 soldati feriti da droni Hezbollah, uno è grave"

Tre soldati israeliani sono rimasti feriti, di cui uno gravemente, in due incidenti separati, a causa di droni esplosivi lanciati da Hezbollah. Lo hanno reso noto le forze armate israeliane, precisando che un drone e' caduto in territorio israeliano, vicino al confine con il Libano, ferendo gravemente un militare e in modo moderato un secondo. Un terzo soldato e' rimasto ferito in modo moderato dopo il lancio di droni esplosivi che sono detonati vicino a truppe dell'Idf impegnate in operazioni nel Libano meridionale.

Iran, Ue: "Ritardi e cancellazioni aerei se guerra continua"

Se la guerra in Iran dovesse continuare, nell'Ue si potrebbero  verificare "ritardi" e "cancellazioni" di aerei, oltre a prezzi più  alti, a causa di interruzioni nelle forniture di carburante per  l'aviazione civile. Lo dice la Commissione Europea, nelle linee guida  diffuse oggi per il settore dei trasporti. "Le  esportazioni di energia dalla zona" del Golfo Persico "attraverso le  rotte marittime si sono ridotte al minimo a causa della chiusura di  fatto dello Stretto di Hormuz. Di conseguenza, i prezzi del carburante  per tutti i mezzi di trasporto sono aumentati vertiginosamente, con  ripercussioni sia sulla competitività delle imprese che  sull'accessibilità economica dei servizi di trasporto nell'Unione e  oltre". Nonostante questi  effetti, "le opzioni di viaggio all'interno e verso l'Ue non sono  sostanzialmente influenzate. La situazione generale rimane stabile e, al  momento, non vi sono prove concrete di carenze di carburante. Tuttavia,  se il conflitto dovesse persistere, potrebbero verificarsi interruzioni  delle forniture, in particolare per il carburante per aerei. I  viaggiatori potrebbero subire disagi, tra cui ritardi, cancellazioni,  tempi di percorrenza più lunghi e prezzi più elevati". "Sebbene al  momento l'impatto complessivo del conflitto in Medio Oriente sul turismo  rimanga limitato, la Commissione sta collaborando con gli Stati membri e  le parti interessate per monitorare attentamente l'evoluzione della  situazione", conclude l'esecutivo Ue.

Il 13/5 audizione di Tajani e Crosetto in commissione su Homurz

"Secondo le intese intercorse tra i gruppi, nella giornata di mercoledì  13 maggio, la seduta" dell'Aula "inizierà alle 10.30 al fine di  consentire lo svolgimento dinnanzi alle commissioni III e IV  dell'audizione dei ministri degli Esteri e della Difesa sulle iniziative  internazionali per il ripristino della libertà di navigazione nello  stretto di Hormuz". Lo ha annunciato nell'Aula della Camera il  presidente di turno, Giorgio Mulè.

Iran, media: esercito sequestra petroliera nel Golfo Oman

L'esercito iraniano ha sequestrato una petroliera nel Golfo dell'Oman. Lo ha riferito l'agenzia di stampa statale semi-ufficiale Fars, precisando che si tratta della Ocean Koi e che e' stata fermata per il presunto tentativo di interrompere le esportazioni di petrolio iraniane.

Media Iran: "Marina pasdaran sequestra una petroliera"

La marina iraniana ha sequestrato una petroliera, identificata come  Ocean Koi, accusata dalle autorità di aver tentato di ostacolare le  esportazioni di petrolio e gli interessi nazionali dell'Iran. E' quanto  riporta l'agenzia di stampa Tasnim, affiliata al Corpo delle Guardie  Rivoluzionarie Islamiche (Irgc). Tasnim ha affermato che i commando  della marina iraniana hanno effettuato il sequestro durante quella che è  stata definita un'"operazione speciale". Il rapporto iniziale non  fornisce dettagli sulla bandiera della nave, sulla proprietà o sul luogo  dell'incidente.

Tajani a Rubio: "Importante presenza Usa in Europa per Nato più forte"

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha detto di aver ribadito al segretario di Stato americano Marco Rubio "che per noi è importante una presenza americana in Europa per rafforzare la Nato e naturalmente è importante anche un impegno forte degli Europei da questo punto di vista, cosa che gli europei stanno facendo".

Iran, Tajani: "Ribadita a Rubio disponibilità a inviare Marina dopo cessate il fuoco"

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito - nel corso del  bilaterale alla Farnesina con il segretario di Stato americano Marco  Rubio - "la disponibilità dell'Italia di essere presente con la Marina  militare una volta raggiunto il cessate il fuoco stabile, per lo  sminamento e la garanzia della libertà di navigazione" nello Stretto di  Hormuz.

Fonti Ue: "Vicini all'intesa sulle sanzioni per i coloni israeliani violenti"

Si prevede che il consenso necessario per approvare le sanzioni europee contro i coloni violenti in Israele possa arrivare "presto". Lo fa sapere un alto funzionario Ue alla vigilia del consiglio Affari Esteri di lunedì prossimo, che affronterà il tema. Inoltre, l'alto rappresentante Kaja Kallas ha affrontato con Maroš Šefčovič il tema della relazione commerciale con i territori occupati, come promesso di recente.    Le opzioni per le misure commerciali contro gli insediamenti vanno dal "divieto totale di commercio alle quote o ai dazi, con requisiti decisionali diversi" (alcuni richiedono l'unanimità, altri il voto a maggioranza qualificata). Per lunedì però è atteso un accordo politico o una intesa su come procedere, piuttosto che "una decisione definitiva". Gli scambi commerciali con gli insediamenti sono limitati e non rientrano nell'accordo di associazione Israele-Ue.    L'Ue, a quanto si apprende, perseguirà probabilmente una combinazione di sanzioni rivolte ai coloni violenti e agli esponenti di Hamas. Potrebbero includere anche le misure contri i ministri israeliani estremisti ma non c'è ancora chiarezza se questo aspetto verrà scorporato dal pacchetto generale. La formazione del governo ungherese - Budapest sinora aveva sempre bloccato tutto - non si è però ancora formalmente conclusa e questo ha un impatto sui tempi. 

Pechino conferma che una petroliera con equipaggio cinese è stata attaccata lunedì

Il ministero degli Esteri cinese ha confermato che una petroliera battente bandiera delle Isole Marshall con a bordo membri dell'equipaggio cinesi è stata attaccata nei pressi dello Stretto di Hormuz, aggiungendo che finora non sono state segnalate vittime e ha espresso profonda preoccupazione per le navi coinvolte nel conflitto in corso in Medio Oriente.     Il media cinese Caixin aveva riportato ieri che una petroliera di proprietà cinese con la scritta 'China owner crew' era stata attaccata lunedì vicino allo Stretto di Hormuz, subito prima di un incontro tra il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, e il suo omologo iraniano Abbas Araqchi a Pechino mercoledì, durante il quale hanno discusso della riapertura dello stretto.

Iran, Federconsumatori: "Spesa famiglie +204 euro da inizio guerra, sfiora i 1250 euro entro 2026"

Il conflitto in Medio Oriente desta preoccupazione non solo in termini  umanitari e in ordine agli equilibri geopolitici ma anche relativamente  alle tensioni sui prezzi per gli aumenti già avvenuti e quelli in  arrivo. Dall’energia ai trasporti, ai prodotti alimentari, le ricadute  sui prezzi fanno lievitare le spese degli italiani pari a +204,31 euro a  famiglia da fine febbraio a oggi, overo dallo scoppio della guerra,  addirittura arriverebbe a + 1.225,90 euro a fine 2026. La stima è  dell'Osservatorio Nazionale Federconsumatori (Onf), che ha effettuato  uno studio anticipato all'Adnkronos, dopo aver monitorato attentamente  l’andamento nei settori principalmente interessati: carburanti, bollette  di energia elettrica e gas, prodotti agroalimentari e per la cura della  casa e della persona, trasporti. L'Osservatorio ha proiettato le stime  anche in termini annui.

Libano, Tajani: "Ribadita a Rubio importanza Italia"

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha spiegato ai cronisti di aver ribadito al segretario di Stato Usa Marco Rubio, durante il loro colloquio da poco concluso alla Farnesina, "l'importanza dell'Italia nel Libano". Tajani ha detto di aver inoltre espresso al collega americano "la nostra disponibilita' a essere presenti anche in futuro in Libano, per garantire la stabilita' e per rinforzare anche le forze armate libanesi, cosa che stiamo gia' facendo con la nostra missione bilaterale".

Salvini: "Con Usa va sempre bene dialogare, su Hormuz decidono altri"

"È sempre bene dialogare con la più grande democrazia del mondo". Così  il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo  Salvini, a margine dell'inaugurazione della nuova sede del Centro di  Aiuto alla Vita Buzzi a Milano, ha risposto a chi gli chiedeva se  l'incontro odierno tra il segretario di Stato americano Rubio e la  premier Meloni possa segnare una "pace fatta" con gli Stati Uniti.  Quanto all'ipotesi di un invio di navi italiane nello stretto di Hormuz  anche in presenza di un cessate il fuoco ma senza una fine definitiva  della guerra, Salvini ha tagliato corto: "Se ne stanno occupando  colleghi ministri di cui mi fido e quindi se chiedete a loro saranno più  precisi. Io mi occupo di altro genere di navi, quelle passeggeri. Non  ho gli elementi per decidere, quindi chiedete al ministro degli Esteri e  al ministro della Difesa, di cui mi fido".

Iran, Tajani: "Rubio ha detto che Usa ancora attendono risposta"

Gli Stati Uniti sono ancora in attesa della risposta iraniana alla loro ultima proposta negoziale. E' quanto il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha spiegato al ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante il loro colloquio alla Farnesina, ha spiegato Tajani stesso ai cronisti. Tajani ha parlato di un "incontro positivo" durante il quale ha sottolineato "l'importanza dell'unita' dell'Occidente, delle relazioni transatlantiche che per noi sono fondamentali". "Ho detto qual e' la nostra posizione sulla situazione in Medio Oriente", ha proseguito il vicepremier, "siamo favorevoli e sosteniamo tutte le iniziative che possano portare a un cessate il fuoco permanente, noi incoraggiamo il dialogo".

Meloni riceve Rubio a Palazzo Chigi, al via l'incontro

Con una stretta di mano e uno scambio di baci la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il segretario di Stato americano Marco Rubio si sono salutati nella Sala dei Galeoni di Palazzo Chigi, dove è da poco cominciato il loro incontro. "Come stai?", ha chiesto Meloni al suo ospite, prima di posare per le foto davanti al pool di giornalisti e fotografi.    Rubio, poco prima, era stato accolto nel cortile d'onore di Palazzo Chigi dal consigliere diplomatico della premier, Fabrizio Saggio.      Nella delegazione Usa c'è anche l'ambasciatore degli Usa in Italia, Tilman J. Fertitta.

Tajani a Rubio: "Anche gli Usa hanno bisogno di Italia e Europa"

"Sono convinto che l'Europa ha bisogno dell'America, l'Italia ha bisogno  dell'America, ma anche gli Stati Uniti hanno bisogno dell'Europa e  dell'Italia. Queste sono le relazioni transatlantiche, l'unità  dell'Occidente è fondamentale". E' quello che il ministro degli Esteri  Antonio Tajani ha detto al segretario di Stato Marco Rubio. A spiegarlo è  stato lo stesso vicepremier in un punto stampa al termine del  bilaterale con l'omologo americano.

Tajani: "Ribadita a Rubio importanza presenza Usa in Europa"

Dopo il suo incontro con Marco Rubio alla Farnesina, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha spiegato di aver "ribadito" al segretario di Stato Usa che "per noi e' importante una presenza americana in Europa per rafforzare la Nato". "Naturalmente e' importante anche l'impegno forte degli europei da questo punto di vista, cosa che gli europei stanno facendo", ha detto ancora Tajani ai cronisti.

Rubio a Palazzo Chigi per l'incontro con Meloni

Il segretario di Stato americano Marco Rubio è arrivato a Palazzo Chigi per l'incontro con la premier Giorgia Meloni.

Mo, Usb: raccogliamo appello Flotilla, sciopero generale 18/5

USB raccoglie l'appello lanciato dalla Global Sumud Flotilla e proclama lo sciopero generale per il 18 maggio. "La guerra, il genocidio in Palestina, la corsa al riarmo, l'attacco al diritto internazionale e il restringimento degli spazi democratici impongono un salto di qualita' nella mobilitazione", afferma la sigla sindacale. Per l'Usb "l'assalto alla Global Sumud Flotilla, il sequestro degli attivisti in acque internazionali, la detenzione illegale di Thiago vila e Saif Abu Keshek, oggi in sciopero della fame, segnano un punto ulteriore di rottura. Israele agisce nella totale impunita', calpestando il diritto internazionale, sostenuto dalla complicita' politica, economica e militare dei governi occidentali".

Italia-Usa: concluso dopo un'ora bilaterale Tajani-Rubio

Si e' concluso il vertice bilaterale alla Farnesina, durato circa un'ora, tra il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, e il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Rubio e' ora diretto a Palazzo Chigi, dove incontrera' il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Bahrein: "Tutte le nostre armi ai massimi livelli di prontezza"

"Il Comando Generale delle Forze di Difesa del Bahrein conferma che tutte le sue armi e unità sono ai massimi livelli di prontezza operativa e preparazione difensiva". E' quanto scrive il Comando su X.

Idf: "Distrutti 8 tunnel di Hamas nel sud di Gaza"

"Distrutti otto tunnel sotterranei, tra cui uno appartenente alla rete  infrastrutturale terroristica nell'area di Rafah orientale: La 12ª  Brigata del Negev ha completato la sua missione nel sud di Gaza". Lo  scrive su X la portavoce Idf per i media arabi. "Le forze di riserva  della 12ª Brigata di combattimento del Negev, sotto il comando della  143ª Divisione di Gaza, hanno operato negli ultimi mesi nel sud di Gaza  per bonificare l'area dalle infrastrutture terroristiche". "Durante le  operazioni, le forze, insieme all'Unità Yahalom, hanno distrutto otto  tunnel sotterranei per una lunghezza totale di oltre 2,5 chilometri,  utilizzati dall'organizzazione terroristica Hamas. Uno di questi tunnel  faceva parte della rete infrastrutturale terroristica sotterranea nella  Rafah orientale, dove i terroristi di Hamas avevano la loro base da  diversi mesi. Sono stati neutralizzati durante un'operazione di  ingegneria condotta dalle forze all'interno del tunnel".

Papa: "Dio plachi odi fratricidi, illumini governi per pace"

"Venga dal Dio della pace un'effusione sovrabbondante di misericordia, che tocchi i cuori, plachi i rancori e gli odi fratricidi, illumini quanti hanno speciali responsabilita' di governo". Cosi' Papa Leone nell'omelia della messa presieduta nella piazza di San Bartolo Longo a Pompei, chiedendo l'intercessione di Maria. "Da questo Santuario, la cui facciata San Bartolo Longo concepi' come un monumento alla pace, oggi eleviamo con fede la nostra Supplica. Gesu' ci ha detto che tutto puo' ottenere la preghiera fatta con fede. E San Bartolo Longo, pensando alla fede di Maria, la definisce 'onnipotente per grazia'". "Fratelli e sorelle, nessuna potenza terrena salvera' il mondo, ma solo la potenza divina dell'amore, che Gesu', il Signore, ci ha rivelato e donato. Crediamo in Lui, speriamo in Lui, seguiamo Lui!", ha concluso il Pontefice.

Israele a Croce Rossa: ok visite carceri ma no incontri

 Il governo israeliano ha informato la Corte Suprema che consentira' al Comitato Internazionale della Croce Rossa di visitare le carceri che ospitano prigionieri palestinesi per reati di sicurezza, ma non di incontrare direttamente i detenuti. E' la prima volta, dagli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023, che Israele autorizza tali visite. Le visite includeranno incontri con il personale carcerario e sopralluoghi nelle strutture. Israele ha interrotto le visite della Croce Rossa ai detenuti palestinesi il primo giorno di guerra e ha cessato di trasmettere all'organizzazione informazioni su prigionieri e detenuti. Le condizioni di detenzione dei prigionieri palestinesi per reati di sicurezza sono peggiorate significativamente sotto la gestione del ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir. Il leader di estrema destra le rivendica, nonostante le denunce di violazioni dei diritti.

Il Papa: "Basta guerre, non possiamo rassegnarci alle immagini di morte"

"Due  intenzioni rimangono di pressante attualità: la famiglia, che risente  dell'indebolimento del legame coniugale, e la pace, messa a repentaglio  dalle tensioni internazionali e da un'economia che preferisce il  commercio delle armi al rispetto della vita umana". "Le guerre che  ancora si combattono in tante regioni del mondo chiedono un rinnovato  impegno non solo economico e politico, ma anche spirituale e religioso.  La pace nasce dentro il cuore", "non possiamo rassegnarci alle immagini  di morte che ogni giorno le cronache ci propongono".   E' il nuovo appello contro le "guerre" di papa Leone dal santuario di  Pompei. "Quando San Giovanni Paolo II indisse l'Anno del Rosario che l'anno  prossimo si compirà un quarto di secolo - spiega Leone -, lo volle porre  in modo speciale sotto lo sguardo della Vergine di Pompei. I tempi da  allora non sono migliorati". "Lo stesso Pontefice, nell'ottobre 1986 -  aggiunge -, aveva radunato ad Assisi i leader delle principali  religioni, invitando tutti a pregare per la pace. In diverse occasioni  anche recenti, sia Papa Francesco che io abbiamo chiesto ai fedeli di  tutto il mondo di pregare per questa intenzione". Quindi la sua  invocazione: "Non possiamo rassegnarci alle immagini di morte che ogni  giorno le cronache ci propongono. Da questo santuario, la cui facciata  San Bartolo Longo concepì come un monumento alla pace, oggi eleviamo con  fede la nostra Supplica", per  intercessione di Maria, "venga dal Dio  della pace un'effusione sovrabbondante di misericordia, che tocchi i  cuori, plachi i rancori e gli odi fratricidi, illumini quanti hanno  speciali responsabilità di governo.Fratelli e sorelle, nessuna potenza  terrena salverà il mondo, ma solo la potenza divina dell'amore".

Papa: "Pace a repentaglio, economia preferisce armi a vita"

La pace e' "messa a repentaglio dalle tensioni internazionali e da un'economia che preferisce il commercio delle armi al rispetto della vita umana". Cosi' Papa Leone nell'omelia della messa presieduta nella piazza di San Bartolo Longo a Pompei.

Borsa: Milano quasi azzera calo (-0,15%) ma Europa debole malgrado i future Usa

Piazza Affari ha quasi ridotto le perdite (-0,15%) e gli altri listini europei provano almeno a limarle malgrado i futures Usa. Questi ultimi si sono rafforzati e gli indici puntano verso nuovi massimi sull'ottimismo per le prospettive dei tecnologici che prevalgono sull'Iran mentre le quotazioni del greggio oscillano: il Wti perde terreno (-0,5% a 94,3 dollari) e il Brent ha arrestato la crescita appiattendosi sui 100 dollari.     Resta debole Francoforte (-0,82%)  dove Commerzbank perde l'1% sulla scia dei conti e dei nuovi target. Parigi cede lo 0,7% e Londra lo 0,63% dopo la sconfitta dei laburisti con l'ultra destra di Nigel Farage uscita vittoriosa alle elezioni locali.     A Milano sul podio brillano Prysmian (+2,71%), Eni (+2,26%) e Poste (+1,8%) quest'ultima grazie ai conti. Bene anche Tenaris (+1,66%) e Diasorin (-1,2%). Fuori dal paniere principale i risultati hanno messo le ali a Safilo (+10%) e Brembo(+6,6%). Giù invece Bper (-2,8%) all'indomani della trimestrale e i titoli della difesa Leonardo (-2,53%) e Fincantieri (-2,3%) per le scommesse sulla guerra in Medio Oriente. Vendite anche su Unicredit (-1,48%) impegnato nella battaglia per Commerzbank.   Sul mercato valutario il dollaro si conferma debole (1,17 per un euro). Salgono leggermente i rendimenti dei Treasuries a 10 anni mentre scendono quelli a due anni in attesa dei dati sul lavoro Usa e ai possibili effetti sulla politica monetaria della Fed.

"Spiavano per Teheran", a processo tre soldati Idf e un civile

Tre soldati e un civile saranno processati con l'accusa di spionaggio filo-iraniano per aver presumibilmente mantenuto contatti a lungo termine con individui legati all'Iran. Lo scrive il Times of Israel.    Secondo una dichiarazione congiunta delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), dello Shin Bet e della Polizia israeliana, i tre soldati interagivano con il loro referente già prima dell'arruolamento, quando erano ancora minorenni, e avrebbero consapevolmente svolto missioni di spionaggio per conto di Teheran.    I soldati, che si stavano addestrando presso una scuola tecnica dell'Aeronautica israeliana, sono accusati di aver fotografato la struttura su richiesta del referente iraniano. I sospettati avrebbero anche documentato aree pubbliche come stazioni ferroviarie, centri commerciali e telecamere di sicurezza. Le agenzie di sicurezza aggiungono che il loro referente avrebbe chiesto ai sospettati di acquistare armi, ma non è chiaro se abbiano acconsentito.    I quattro saranno formalmente incriminati oggi dai pubblici ministeri della Procura distrettuale di Haifa.

Papa: "Carezza Dio su macerie umanità provata da guerre"

"Si', l'Ave Maria e' un invito alla gioia: dice a Maria, e in lei a tutti noi, che sulle macerie della nostra umanita' provata dal peccato e pertanto sempre incline a prevaricazioni, sopraffazioni e guerre, e' venuta la carezza di Dio, la carezza della misericordia, che prende in Gesu' un volto umano". Cosi' Papa Leone nell'omelia della messa presieduta nella piazza di San Bartolo Longo a Pompei. "Maria diventa cosi' Madre della misericordia. Discepola della Parola e strumento della sua incarnazione, si rivela davvero la 'piena di grazia'. Tutto in lei e' grazia!", ha sottolineato il Pontefice.

Coldiretti: "In due mesi rincari per guerra valgono 3.600 euro ad allevatore"

I rincari energetici e l'aumento dei costi di produzione legati al conflitto in Iran colpiscono gli allevatori italiani: in soli due mesi si conta un aggravio di 3.600 euro per ogni azienda. Lo ha detto il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini questa mattina a Cagliari per l'assemblea generale, che ha richiamato oltre tremila agricoltori sardi,  alla presenza del ministro dell'Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida.     Proprio in terra sarda viene allevata la metà delle pecore italiane, dal cui latte vengono prodotte eccellenze note in tutto il mondo, a partire dal Pecorino Romano Dop. "Gli scontri bellici hanno aggravato una situazione che era già particolarmente delicata per quanto riguarda l'aumento dei costi direttamente sulle attività dei nostri imprenditori - ha spiegato a margine dell'incontro -. Abbiamo avuto un aumento sui fertilizzanti del 100% in più rispetto a un anno fa, un aumento considerevole per quanto riguarda il gasolio agricolo utilizzato per quanto concerne tutte le fasi di lavoro, coltivazione, ma anche per il settore della pesca di cui si parla sempre troppo poco". Secondo l'analisi Divulga, i rincari aggiuntivi che vanno dai 40 centesimi a tonnellata per il latte bovino ai 95 euro a tonnellata per quello di pecora. A questi si devono aggiungere i costi dell'alimentazione, con una stima fino a 200 euro in più ad ettaro per mais e altri cereali, oltre a fertilizzanti ed energia. Se non si riuscisse a raggiungere una tregua nel conflitto e i rincari dovessero perdurare, il conto rischia di salire a decine di migliaia di euro per le aziende più strutturate. Dopo il calo della scorsa settimana il gasolio agricolo è tornato a crescere, 1,42 euro al litro contro i 0,85 di inizio anno. Ma pesa anche il balzo dei fertilizzanti, che si riflette a cascata anche sui mangimi. L'urea è balzata a 870 euro a tonnellata, contro i 470 del maggio dello scorso anno (+85%), mentre il nitrato ammonico è passato nello stesso periodo da 369 euro a tonnellata a 510 (+38%), secondo l'analisi Coldiretti su dati Cciaa Torino.

Iran, Fao: "A rischio forniture alimentari in seconda metà 2026 e in 2027"

Secondo il direttore generale della Fao, Qu Dongyu, la scarsità globale  di fertilizzanti causata dalle perturbazioni nello Stretto di Hormuz  comporterà rese inferiori e un'ulteriore contrazione delle disponibilità  alimentari nella seconda metà del 2026 e nel corso del 2027.  Intervenendo alla riunione ministeriale dei Paesi Med9++ su 'Sostegno  alla sicurezza alimentare e all'accesso ai fertilizzanti', il Dg ha  parlato di "un momento di grande difficoltà. Non si tratta soltanto di  una crisi geopolitica, ma di uno shock al cuore stesso del sistema  agroalimentare globale". "L'agricoltura  risponde a un calendario colturale che non può essere posticipato -  spiega - i fertilizzanti devono essere distribuiti in momenti precisi  del ciclo produttivo. Se non arrivano in tempo, i raccolti ne risentono,  indipendentemente da ciò che accade in seguito". In pratica, anche un  ritardo di poche settimane costringe gli agricoltori a ridurre l'impiego  di fertilizzanti o a rinunciare del tutto alla concimazione. E gli  impatti attuali - dice - non si limitano ai prezzi presenti, ma si  trasmettono ai raccolti futuri. I paesi dipendenti dalle importazioni in  Africa, Asia e in alcune zone del Medio Oriente figurano tra i più  esposti, ma nessun paese è al riparo dalla crisi, avverte Qu Dongyu. Tre,  per il direttore generale della Fao, le aree prioritarie di intervento  coordinato. Nel breve termine,bisogna mantenere il funzionamento delle  catene di approvvigionamento facilitando rotte commerciali alternative,  evitando restrizioni alle esportazioni, sostenendo l'accesso degli  agricoltori agli input produttivi e proteggendo le filiere umanitarie.  Nel medio termine, serve un rafforzamento del coordinamento regionale,  la diversificazione delle fonti di fertilizzanti e di energia nonché un  sostegno mirato alle economie più vulnerabili.

Msf: "Il sistema sanitario nel sud del Libano è in condizioni critiche"

Medici Senza Frontiere ha dichiarato che "il sistema sanitario nel sud del Libano continua a operare in condizioni critiche". I pazienti arrivano spesso troppo tardi o in condizioni critiche a causa dell’insicurezza e delle lunghe distanze da percorrere per raggiungere cure adeguate. E in alcuni casi, secondo la ong, i trasferimenti tra ospedali sono difficili a causa della mancanza di sicurezza sulle strade, mentre la carenza di forniture essenziali - comprese le sacche di sangue - compromette ulteriormente l’assistenza. La scorsa settimana, all'ospedale Najdeh Al-Shaabiyeh, due pazienti gravemente feriti sono morti durante il trasferimento verso un altro ospedale dopo che la struttura in cui erano ricoverati aveva esaurito le scorte di sangue. Le équipe mediche nel sud del Libano lavorano fino a 36 ore consecutive per far fronte all’afflusso continuo di feriti e alla gravità delle lesioni, e talvolta devono coordinare più interventi chirurgici sullo stesso paziente contemporaneamente, a causa delle esigenze pressanti o della gravità delle lesioni. Anche la salute mentale della popolazione sta peggiorando rapidamente. “Non ci fidiamo di questo cessate il fuoco, ci ha portato via tutta la speranza che avevamo", dice Samia, una donna sfollata proveniente dal sud del Libano, che tornata a casa dopo l’annuncio della tregua, ha trovato la propria abitazione gravemente danneggiata. “Se prima del cessate il fuoco non stavo bene, ora sto 100 volte peggio”, aggiunge. Per rispondere ai bisogni crescenti, le équipe di Msf a Nabatiyeh e nelle province del sud stanno aumentando il numero e la frequenza delle cliniche mobili, in modo da raggiungere le comunità più remote e le famiglie che hanno deciso di tornare a casa dopo l’annuncio del cessate il fuoco. “Una rifugiata siriana, che ha subito una doppia amputazione a causa di un attacco aereo avvenuto poche settimane fa, si è svegliata con la notizia che suo figlio di otto anni era stato ucciso in un attacco aereo, mentre sua figlia aveva subito perforazioni intestinali a causa delle schegge - racconta la dottoress Dinh di Msf - Come possiamo aspettarci che una madre riesca a far fronte a questa nuova realtà?” E, afferma Jeremy Ristord, capo missione di Msf in Libano, "a due mesi dall’intensificarsi del conflitto, la situazione sta diventando più complessa, con violenze e danni che si aggravano col passare del tempo”. “Senza una protezione significativa e un accesso senza ostacoli all’assistenza sanitaria, lo sfollamento non ha portato sicurezza né ha protetto i civili”, conclude.

Msf: "Nel sud del Libano civili uccisi e feriti nonostante il cessate il fuoco"

A tre settimane dall’annuncio del cessate il fuoco fra Israele e Libano, nel sud del Libano "i civili continuano a essere uccisi e feriti dagli attacchi israeliani, mentre gli ospedali restano sotto pressione estrema". Lo denuncia in un comunicato Medici Senza Frontiere (Msf), sottolineando come "la tregua non ha garantito sicurezza alla popolazione perché gli attacchi aerei continuano ogni giorno e restano in vigore ordini di evacuazione e sfollamenti forzati e chi prova a rientrare a casa rischia di trovarla distrutta".

Tra il 18 aprile e il 3 maggio, 173 feriti sono stati ricoverati all’ospedale di Jabal Amel, supportato da Msf, nel distretto di Tiro/Sour, mentre 145 persone sono morte per le ferite riportate. Nel distretto di Nabatiyeh, tra il 26 aprile e il 3 maggio, i due ospedali supportati da Msf hanno accolto 65 feriti - tra cui due pazienti che sono poi deceduti a causa delle ferite riportate - oltre a 26 persone arrivate già decedute. 

"Abbiamo visto una serie di ferite gravi dall’inizio di quello che viene definito un cessate il fuoco - afferma la dottoressa Thienminh Dinh, medico di pronto soccorso che trascorre le sue giornate tra l’ospedale di Qana e quello di Jabal Amel, entrambi nel distretto di Sour/Tiro - In una sola famiglia c’era un bambino piccolo con lacerazioni al viso, la sorellina di 4 anni con fratture composte del cranio, fratture agli arti e contusioni ai polmoni. Il padre presentava lesioni di varia entità e anche la madre era rimasta intrappolata sotto le macerie della loro casa”.

Beirut, 19 persone uccise da raid israeliani nelle ultime 24 ore

Con l'uccisione di 19 persone nelle ultime 24 ore in Libano da parte di Israele, sale a 2.742 il numero dei morti dal 2 marzo scorso da quando è cominciato il nuovo round di guerra tra Israele e Hezbollah. Lo riferisce il ministero della sanità libanese, secondo cui nelle ultime 24 ore sono state uccise 19 persone nel sud del Libano. I feriti sono circa 8.500 dal 2 marzo. Nei raid israeliani delle ultime ore si contano vittime tra i soccorritori e membri della protezione civile, secondo l'agenzia governativa Nna. In alcuni casi si scava ancora sotto le macerie dei palazzi bombardati dallo Stato ebraico. 

De Guindos: "Riapertura Hormuz decisiva per i tassi Bce a giugno"

Il fattore chiave per la decisione della Bce se alzare i tassi a giugno è l'eventuale riapertura dello stretto di Hormuz. Lo ha detto il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos, a un evento organizzato da el Economista a Madrid. "Ciò che noi sosteniamo, precisamente, è che le misure di aiuto messe in atto dai Paesi devono essere temporanee e, soprattutto, mirate a quei segmenti della popolazione che ne hanno più bisogno", ha aggiunto de Guindos a proposito degli aiuti messi in campo dai Paesi europei contro lo shock energetico. "Non ci piacciono le misure indiscriminate come i tagli alle tasse o i sussidi; riteniamo che siano inappropriate perché, come ho già detto, lo spazio di manovra fiscale è limitato. Ad esempio, nell'attuale situazione di conflitto, quasi tutti i Paesi - tra cui la Spagna, ma non voglio concentrarmi su questo caso - hanno implementato misure di sostegno fiscale, oltre a incentivare il consumo di combustibili fossili. Questo crea una contraddizione in termini di domanda e, logicamente, non la ridurrà". 

Petroliera raggiunge la Corea del Sud attraversando lo Stretto di Hormuz

La petroliera Odessa, battente bandiera di Malta, è arrivata in Corea del Sud dopo aver attraversato con successo lo Stretto di Hormuz. Si tratta della prima imbarcazione di questo tipo a raggiungere il Paese asiatico attraverso quella rotta da quando l'Iran ha dichiarato chiusa quella via navigabile strategica. Inoltre, fa sapere Yonhap, una nave sudcoreana ha attraversato con successo il Mar Rosso ed è attualmente in rotta verso la Corea del Sud, come ha dichiarato il ministero degli Oceani e della Pesca di Seul. Dopo aver caricato il petrolio nel porto di Yanbu, in Arabia Saudita, la nave ha attraversato il Mar Rosso intorno alle 11 ora locale. La nave è la quarta petroliera coreana ad attraversare la via navigabile che collega l'Oceano Indiano al Mediterraneo attraverso il Canale di Suez da quando il Paese ha iniziato a utilizzare questa rotta per evitare lo Stretto di Hormuz. La prima nave coreana ad aver intrapreso la rotta alternativa dall'inizio della guerra è arrivata giovedì in un porto della città sud-occidentale di Yeosu, trasportando circa 2 milioni di barili di petrolio, secondo fonti. 

Libano, media: "L'Idf uccide un soccorritore della Protezione civile libanese"

Adare la notizia è stata la stessa Protezione Civile libanese, citata anche dai media internazionali. L'attacco è avvenuto con un drone contro un camion lungo una strada a Kfarchouba

Libano, media: 'L'Idf uccide un soccorritore della Protezione civile'

Libano, media: 'L'Idf uccide un soccorritore della Protezione civile'

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Teheran cita un poeta arabo: "Se vedi i denti del leone non è un sorriso"

"Se vedi i denti del leone, non presumere mai che stia sorridendo". Sono i versi, in arabo, postati su X dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei. I versi sono attribuiti ad Al-Mutanabbi, poeta arabo del X secolo, considerato uno dei massimi esponenti della poesia araba classica. 

Trump: "L'Iran ci ha provocato, meglio che firmino l'accordo in fretta"

Donald Trump ha dichiarato ai giornalisti che "l'Iran ci ha provocato" e che "se non ci sarà un cessate il fuoco, vedrete un'enorme bagliore provenire dall'Iran". E, ha insistito, "farebbero meglio a firmare il lor accordo in fretta".

Il tycoon ha anche sostenuto che "vanno molto bene" i colloqui per concludere un'intesa che ponga fine alla crisi. Ma, ha aggiunto, "devono capire" che se non verrà firmato un accordo "dovranno affrontare molte sofferenze". "Vogliono firmare", ha insistito, aggiungendo che a suo avviso a Teheran "vogliono firmare più di quanto non lo voglia" lui stesso.

Libano, Protezione civile: "Soccorritore ucciso nei raid dell'Idf a sud"

Un soccorritore libanese è stato ucciso in un raid israeliano nel sud del Libano. Lo ha riferito la Protezione civile. Secondo la stampa locale, l'attacco è avvenuto mentre il veicolo si trovava tra i villaggi di Kharchouba e Kfarhamam, nel distretto di Hasbaya.

Trump: "Il cessate il fuoco è in vigore, gli attacchi sono solo una carezza"

"Il cessate il fuoco funziona, è in vigore". Lo ha affermato Donald Trump in dichiarazioni nelle ultime ore al telefono con Abc News. Il presidente degli Stati Uniti ha descritto operazioni Usa in risposta ad attacchi iraniani come "una carezza". E parlando poi con i giornalisti il tycoon ha detto che le forze Usa hanno colpito obiettivi iraniani dopo che "hanno scherzato con noi" e ha ribadito che la fragile tregua resta comunque in vigore.

Il Centcom ha comunicato nella notte che "forze Usa hanno intercettato attacchi iraniani ingiustificati e risposto con attacchi di autodifesa mentre cacciatorpediniere" Usa "erano in transito nello Stretto di Hormuz". Trump, riporta la rete, ha anche ripetuto che "potrebbe non andare in porto", ma anche accadere "da un giorno all'altro" che venga raggiunto un accordo con l'Iran.

Media: "Fuoco israeliano contro il sud del Libano"

L'artiglieria israeliana sta bombardando la periferia di al-Mansouri e Byout el-Saiyad, nel sud del Paese, estendendo il fuoco fino alla costa di al-Mansouri-Hamra. Lo riporta l'agenzia nazionale di stampa libanese Nna, ripresa da Al-Jazeera. Secondo quanto riferito, i bombardamenti provengono da posizioni a sud di Tiro. All'alba, una forza israeliana supportata da diversi veicoli militari ha tentato di avanzare verso Byout el-Saiyad. L'avanzata è stata supportata da pesanti bombardamenti di artiglieria, con elicotteri d'attacco impegnati in operazioni di ricognizione nella zona. Ieri sera, un attacco di avvertimento aveva preso di mira le squadre mediche della Croce Rossa libanese e dell'Esercito libanese mentre si dirigevano verso il comune di Zibqin, secondo la Nna. Le squadre mediche stavano cercando di recuperare i corpi e di evacuare i feriti in seguito a un precedente raid, ma sono state costrette a ritirarsi sotto il fuoco israeliano, ha affermato la Nna. Inoltre, una potente esplosione è stata causata dalle forze israeliane nella città di al-Khiam. 

Trump: "Tre cacciatorpediniere Usa oltre Hormuz sotto il fuoco di Teheran, firmino l'intesa in fretta"

Gli Stati Uniti colpiranno l'Iran "molto più forte" se Teheran non accetterà "in fretta" un accordo. Parola di Donald Trump. Su Truth il presidente degli Stati Uniti ha scritto nella notte che "tre cacciatorpediniere americani hanno attraversato, con grande successo, lo Stretto di Hormuz, sotto il fuoco", senza conseguenze, "mentre" hanno subito "gravi danni gli aggressori iraniani". "Sono stati completamente distrutti, insieme a numerose piccole imbarcazioni, usate per sostituire la loro Marina completamente decapitata - ha aggiunto - Missili sono stati lanciati contro i nostri cacciatorpediniere e sono stati facilmente abbattuti. Droni sono stati inceneriti in volo". 

L'Iran, ha continuato, "non è un Paese normale". "Un Paese normale avrebbe consentito il passaggio dei cacciatorpediniere, ma l'Iran non è un Paese normale. Sono guidati da pazzi e se avessero la possibilità di usare un'arma nucleare lo farebbero senza esitazione - ha scritto ancora - Ma non avranno mai questa occasione e proprio come li abbiamo messi ko ancora una volta oggi, li metteremo ko in modo molto più duro e violento, in futuro, se non firmeranno il loro accordo, in fretta".

Emirati: "La difesa aerea risponde ad attacchi con missili e droni"

Gli Emirati arabi uniti denunciano nuovi attacchi "dall'Iran" con missili e droni. Su X il ministero della Difesa emiratino ha comunicato che è stata attivata la difesa aerea in risposta a "operazioni con missili e droni", ha invitato gli abitanti a mantenere la "calma" e a seguire le indicazioni delle autorità. Nessun dettaglio sugli obiettivi che sarebbero finiti nel mirino, ma il ministero "conferma che quanto udito in diverse zone del Paese è da attribuire all'attività dei sistemi di difesa aerea per intercettare missili balistici, missili da crociera e droni".

Sud Corea: arriva prima petroliera da Hormuz dopo inizio blocco

La petroliera Odessa, battente bandiera maltese, è approdata oggi in Corea del Sud, diventando la prima nave cisterna a raggiungere il Paese asiatico attraverso lo Stretto di Hormuz da quando l'Iran ne ha decretato la chiusura lo scorso febbraio. L'imbarcazione, carica di un milione di barili di greggio, è stata avvistata intorno alle 10:00 (le 01:00 GMT) al largo della costa di Seosan. Secondo fonti del settore, il carico equivale a circa la metà del consumo giornaliero nazionale e rappresenta un segnale di sollievo per la sicurezza energetica di Seul, messa a dura prova dal conflitto in Medio Oriente. La Odessa sarebbe riuscita a transitare per lo stretto il 17 aprile scorso, approfittando di una breve tregua. Il blocco di Hormuz ha avuto un impatto durissimo sull'economia sudcoreana, costringendo il governo a imporre un tetto ai prezzi del carburante per la prima volta in trent'anni e a diversificare le rotte di approvvigionamento per coprire il fabbisogno nazionale. Mentre la Odessa raggiungeva la sua destinazione, la compagnia di navigazione HMM ha confermato che la HMM Namu, una nave mercantile sudcoreana danneggiata da un incendio a seguito di un presunto attacco iraniano (negato da Teheran), è arrivata oggi nel porto di Dubai per essere sottoposta a indagini. Resta critica la situazione generale nella regione del Golfo dove, secondo l'Organizzazione marittima internazionale (IMO), circa 1.500 navi e 20.000 membri di equipaggiorimangono tuttora bloccati a causa delle ostilità. 

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