Dallo Stretto di Hormuz a Bab el-Mandeb, come cambiano gli attacchi alle navi mercantili?
Lo Stretto di Hormuz rimane l’epicentro delle tensioni tra Stati Uniti e Iran dopo che ieri una nave sudcoreana è andata in fiamme. L’amministrazione Trump afferma di avere il pieno controllo sul passaggio che definisce “aperto”. Teheran replica che nessuna nave commerciale ha attraversato il Golfo. Intanto il prezzo del petrolio continua a salire e la navigazione nell’area è sempre più precaria. Anche di questo si è parlato nella puntata del 4 maggio di "Numeri", approfondimento di Sky TG24
BATTAGLIA SU HORMUZ
- Lo Stretto di Hormuz resta l’epicentro delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Secondo il capo dello Us Central Command Brad Cooper le forze Usa hanno aperto un passaggio sicuro per le navi. La marina iraniana ha “sparato colpi di avvertimento” vicino a cacciatorpedinieri americani. Mentre la Corea del Sud ha annunciato che una sua imbarcazione è andata in fiamme dopo un’esplosione. Le navi sono sempre più nel mirino di attacchi in tutta l’area. Anche di questo si è parlato nella puntata di Numeri, andata in onda il 4 maggio.
IL POTERE ASIMMETRICO DI TEHRAN
- Droni, missili, navi "zanzare", mine: Teheran esercita nello Stretto di Hormuz un potere asimmetrico che colpisce più che obiettivi militari le imbarcazioni civili che trasportano merci in tutto il mondo. Come riferisce il centro di sicurezza britannico United Kingdom Maritime Trade Operations (UKMTO), nell’ultima settimana di aprile nessuna nave è stata attaccata nel passaggio naturale che separa Iran e Oman. Mentre dal 1° maggio si contano almeno quattro attacchi ai quali si aggiungono quelli avvenuti nelle ultime ore.
ATTACCHI ALLE NAVI FINO ALL’8 APRILE 2026
- Sin dallo scoppio del conflitto, il 28 febbraio scorso, l’Iran ha colpito navi commerciali come strumento di pressione sul nemico. Stando a quanto mostra l’UKMTO a cambiare è stata invece la mappa dei bersagli. Fino al cessate il fuoco, l’8 aprile scorso, gli attacchi si sono concentrati tra il Golfo Persico, il Golfo dell'Oman e, come detto, lo Stretto di Hormuz.
ATTACCHI ALLE NAVI DALL’8 APRILE 2026
- Nell’ultimo mese, l’area “calda” si è invece allargata ad altre zone. Mentre la tregua ha determinato un calo delle esplosioni nel Golfo Persico, sono aumentati gli attacchi nel tratto di mare tra Yemen e Somalia fino allo Stretto di Bab el-Mandeb, porta d’accesso per il Mar Rosso. L’intelligence americana paventa il rischio di una saldatura tra i combattenti houthi e i pirati somali, entrambi interessati a destabilizzare l’area.
COME È MUTATO IL TRAFFICO MARITTIMO NEL MAR ROSSO?
- Secondo un’analisi condotta dalla compagnia Llyods, con la guerra in Iran lo Stretto di Bab el-Mandeb ha registrato un aumento dei transiti di navi commerciali passati dai 720 a 1.260, il 70% in più in un mese. La crisi nel Golfo ha innescato un incremento dei flussi di petrolio verso il Mar Rosso attraverso l’oleodotto che passa per l’Arabia Saudita. Per consentire al Paese di proseguire le esportazioni di “oro nero” soprattutto verso l’Asia è necessario che il tratto di mare tra Yemen ed Eritrea resti sicuro.
PREZZO BENZINA IN USA VICINO AI MASSIMI DAL 2022
- Nonostante gli annunci dell'amministrazione Trump, incluso quello del segretario al Tesoro Scott Bessent, il prezzo del petrolio continua a salire e con esso la benzina che anche negli Stati Uniti non accenna a rallentare la sua corsa. Come riporta l'Energy Information Administration (EIA) il carburante ha raggiunto, il 4 maggio, i 4,45 dollari al gallone. Si accorcia così la distanza dal picco di 5,02 dollari al gallone raggiunto nel giugno 2022 durante la presidenza Biden.