Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra, Trump: "Risposta Iran totalmente inaccettabile". Teheran: "Non ci interessa"

©IPA/Fotogramma

Secondo il Wall Street Journal, la proposta dell'Iran fa concessioni sul programma nucleare ma non scioglie tutti i nodi. L'obiettivo principale è la "cessazione immediata del conflitto" e il "ripristino della sicurezza marittima" a Hormuz. Ma il presidente americano rincara la dose: "Teheran ora non riderà più". Netanyahu: "Guerra non è finita. Prendiamoci l'uranio". Teheran avvisa Londra e Parigi: "Risposta immediata con navi ad Hormuz"

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L'Iran ha risposto agli Stati Uniti sulla proposta per concludere il conflitto, offrendo concessioni significative sul programma nucleare e sullo Stretto di Hormuz. Ma per il presidente Usa Donald Trump, la risposta iraniana è "totalmente inaccettabile". E Teheran replica: "La sua reazione non è importante".

Secondo il Wall Street Journal, che cita fonti informate, Teheran si è detta pronta a diluire parte delle sue scorte di uranio altamente arricchito e a trasferire il materiale restante in un Paese terzo, non negli Stati Uniti, chiedendo però garanzie che tale uranio venga restituito qualora i negoziati dovessero fallire. Disponibilità anche a sospendere l'arricchimento dell'uranio, ma per un periodo inferiore ai vent'anni richiesti dagli Stati Uniti. Escluso invece lo smantellamento degli impianti e richiesto l'avvio entro i prossimi 30 giorni, di negoziati specifici sulle questioni nucleari. 

Sul piano regionale, Teheran avrebbe proposto la cessazione dei combattimenti e una riapertura graduale dello Stretto di Hormuz in parallelo alla revoca del blocco navale e delle restrizioni imposte dagli Stati Uniti. Secondo le fonti citate, la risposta iraniana lascia ancora alcune lacune e non risolve completamente le questioni considerate centrali da Washington, ma rappresenta comunque un passo importante verso una possibile intesa.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump fa comunque sentire la sua voce in serata affermando su Truth che l'Iran "si è presa gioco degli Stati Uniti e del resto del Mondo per 47 anni", e che ora "non  riderà più". Toni minacciosi dal presidente Usa e dal premier israeliano Benjamin Netanyahu sull'uranio iraniano. "A un certo punto prenderemo l'uranio arricchito, ne abbiamo il controllo”, ha detto Trump. La scorta iraniana di uranio arricchito deve essere "eliminata" prima  che la guerra tra il duo Usa-Israele e l'Iran possa considerarsi conclusa, ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu. "L'Iran non si piegherà mai al nemico", ha dichiarato il presidente Masoud Pezeshkian, sottolineando che "se parliamo di avviare colloqui, non significa che ci arrendiamo o ci ritiriamo, ma piuttosto che puntiamo a realizzare i diritti dell'Iran e a difendere con forza gli interessi nazionali". 

L'Iran ha inoltre avvertito Francia e Regno Unito che risponderà in modo "fermo e immediato" al dispiegamento di navi militari nei pressi dello Stretto di Hormuz, annunciato dai due Paesi europei per garantire la libertà di navigazione nella regione. In risposta Macron ha riferito che la Francia non ha "mai preso in considerazione" un "dispiegamento"  militare navale nello Stretto di Hormuz, bensì "una missione ad hoc" con la Gran Bretagna e altri Paesi per la ripresa del traffico marittimo, "in concerto con l'Iran" e  non appena "le condizioni lo permetteranno". Intanto, il ministero degli Esteri israeliano ha reso noto che i due attivisti della Global Sumud Flotilla, arrestati in acque internazionali e rimasti in stato di detenzione per oltre una settimana, sono stati espulsi. 

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Gb e Francia copresiedono martedì riunione ministri difesa su Hormuz

Parigi e Londra copresiederanno martedì una riunione dei ministri della difesa sullo Stretto di Hormuz. Lo rende noto il governo britannico.

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Martedì riunione video ministri Difesa alleanza Hormuz

Regno Unito e Francia ospiteranno martedì una riunione in videoconferenza di oltre 40 ministri della Difesa per definire i piani militari di una futura missione multinazionale volta a ripristinare la sicurezza della navigazione e i flussi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz. L'annuncio del governo britannico arriva poche ore dopo l'avvertimento dell'Iran, che ha minacciato una "risposta immediata e decisiva" in caso di dispiegamento di navi da guerra britanniche e francesi nella regione. Il segretario alla Difesa John Healey copresiederà la prima riunione ministeriale della missione insieme alla sua omologa francese Catherine Vautrin, ha fatto sapere Londra. L'incontro segue la riunione di due giorni svoltasi ad aprile nella capitale inglese, durante la quale pianificatori militari di 44 Paesi hanno discusso gli aspetti operativi di una missione guidata da Regno Unito e Francia per proteggere la libertà di navigazione nello stretto una volta consolidato un cessate il fuoco sostenibile. "Stiamo trasformando l'accordo diplomatico in piani militari concreti per ristabilire la fiducia del trasporto marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz", ha dichiarato Healey. Nel frattempo, Parigi e Londra hanno già avviato un dispiegamento preliminare di forze nella regione. La Francia ha inviato la portaerei nucleare Charles de Gaulle verso il Mar Rosso, mentre il Regno Unito ha annunciato sabato l'invio del cacciatorpediniere HMS Dragon. Entrambi i governi hanno precisato che si tratta di un "pre-posizionamento" in vista di un'eventuale missione internazionale per proteggere il traffico commerciale.

Crisi in Medioriente, qual è l’impatto economico della guerra?

Conflitti, dazi e crisi energetica. Di fronte a un panorama  internazionale così instabile, le imprese italiane accelerano la  diversificazione verso mercati finora trascurati. Dal palco di Sky TG24  Live In Roma, i vertici di Simest, Sace, Challenge Network e General  Finance tracciano nuove rotte. La parola d’ordine è una sola:  “proattività”.

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Teheran: "Chieste riparazioni e sovranità su Hormuz"

L'Iran ha chiesto, nella proposta ritenuta inaccettabile dal presidente americano, Donald Trump, "il pagamento di danni di guerra all'Iran da parte degli Stati Uniti; il riconoscimento della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz; la revoca delle sanzioni americane e il rilascio degli asset iraniani congelati dagli Usa". Lo riporta l'emittente pubblica iraniana, Irib.

Da Hormuz a Bab el-Mandeb, come sono cambiati gli attacchi alle navi?

Lo Stretto di Hormuz rimane l’epicentro delle tensioni tra Stati  Uniti e Iran dopo che ieri una nave sudcoreana è andata in fiamme.  L’amministrazione Trump afferma di avere il pieno controllo sul  passaggio che definisce “aperto”. Teheran replica che nessuna nave  commerciale ha attraversato il Golfo. Intanto il prezzo del petrolio  continua a salire e la navigazione nell’area è sempre più precaria.  Anche di questo si è parlato nella puntata del 4 maggio di "Numeri",  approfondimento di Sky TG24.

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Fonti a Tasnim: "La reazione di Trump alla nostra risposta non è importante"

All'Iran non interessa la reazione di Donald Trump, che ha definito "totalmente inaccettabile" la risposta di Teheran alla proposta Usa per porre fine al conflitto. A darne notizia è l'agenzia Tasnim. Secondo le fonti citate, "nessuno in Iran fa piani per compiacere Trump" e "il team di negoziatori deve solo fare piani per i diritti della naziona iraniana". 

Rubio vede Meloni, la premier: 'Ognuno difende propri interessi'

Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha incontrato la premier Giorgia Meloni. Tra i temi al centro del faccia a faccia la situazione nello Stretto di Hormuz, con la nuova escalation di ieri sera, e  la crisi in Libano. Un'ora e mezza di faccia a faccia, che Palazzo  Chigi definisce "franco". La premier è stata molto diretta e chiara,  secondo quanto filtra da fonti governative: ha sottolineato che deve difendere, e continuerà a farlo, gli interessi italiani sui vari dossier transatlantici aperti, dai dazi alle ricadute  economiche di un conflitto, quello in Iran, che non ha mai condiviso. E  di cui l'Italia attende la fine per intervenire con due navi cacciamine  in una missione internazionale nello Stretto di Hormuz. "Ottimo incontro con la premier italiana Meloni a Roma per rafforzare la duratura partnership strategica Usa-Italia", ha scritto su X il segretario di Stato americano.

Rubio vede Meloni, la premier: 'Ognuno difende propri interessi'

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Trump dopo telefonata con Netanyahu: "Su intesa decido io"

Il presidente americano, Donald Trump, ha precisato parlando con Axios della sua telefonata con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, che i negoziati con l'Iran riguardano solo lui e non altri. "È stata una conversazione molto piacevole. Abbiamo un buon rapporto, ma questa è una questione mia, non di nessun altro", ha affermato riferendosi ai negoziati con Teheran.

Telefonata Trump-Netanyahu dopo risposta Teheran a proposta cessate il fuoco

Telefonata Trump-Netanyahu , dopo la risposta dell'Iran all'ultima proposta di cessate il fuoco statunitense. Lo riferisce la Cnn citando "un funzionario israeliano e una fonte israeliana a conoscenza della telefonata". 

La chiamata tra il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente Usa Donald Trump sarebbe avvenuta domenica sera. Un video pubblicato sui social media mostra Netanyahu che si scusa di non poter partecipare a un incontro con i leader delle comunità druse e circasse, affermando di dover parlare al telefono con Trump.

Trump e Netanyahu sono stati in contatto regolarmente, mentre gli Stati Uniti cercavano di far progredire i negoziati per il cessate il fuoco con l'Iran. In un'intervista a "60 Minutes" della CBS, in onda domenica, Netanyahu ha affermato che c'è "del lavoro da fare" sull'Iran. Il Primo Ministro israeliano ha anche dichiarato che Trump concordava con lui sull'importanza di rimuovere le scorte di uranio altamente arricchito di Teheran, una delle questioni chiave che gli Stati Uniti hanno cercato di affrontare.

Trump: "Risposta arrivata dall'Iran totalmente inaccettabile"

"Ho appena letto la risposta dei cosiddetti 'Rappresentanti' dell'Iran. Non mi piace TOTALMENTE INACCETTABILE! Grazie per l'attenzione a questa materia". È il post su Truth del presidente americano, Donald Trump. 

Voli, benzina, agricoltura: i costi della guerra in Iran in 8 grafici

Mentre le speranze di una risoluzione del conflitto aumentano,  ecco un riepilogo delle conseguenze dell’attacco di Usa e Israele e  della risposta iraniana in vari settori: dall’energia ai fertilizzanti,  dagli aerei alle materie prime alimentari.

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Wsj: "Teheran per stop arricchimento inferiore a 20 anni"

Nella sua risposta agli Stati Uniti l'Iran avrebbe manifestato disponibilita' a sospendere l'arricchimento dell'uranio, ma per un periodo inferiore ai vent'anni richiesti dagli Usa. Lo riporta il Wall Street Journal secondo cui il testo iraniano esclude lo smantellamento degli impianti nucleari e non soddisfa pienamente le richieste americane relative a impegni vincolanti sul futuro del programma atomico e sul destino delle scorte di uranio altamente arricchito. Il documento prevede inoltre l'avvio, entro i prossimi 30 giorni, di negoziati specifici sulle questioni nucleari.

Wsj: "Riapertura Stretto con stop blocco e sanzioni"

Nella sua risposta agli Stati Uniti, l'Iran avrebbe proposto la cessazione dei combattimenti e una riapertura graduale dello Stretto di Hormuz in parallelo alla revoca del blocco navale e delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti. Lo riporta il Wall Street Journal. 

Wsj: "Ok Teheran a spostamento uranio già arricchito"

L'Iran si è detto pronto a diluire parte delle sue scorte di uranio altamente arricchito e a trasferire il materiale restante in un Paese terzo, non negli Stati Uniti. È quanto riporta il Wall Street Journal citando fonti informate sulla riposta di Teheran inviata nelle scorse ore al Pakistan per un accordo con gli Stati Uniti. L'Iran avrebbe tuttavia chiesto garanzie che tale uranio venga restituito qualora i negoziati dovessero fallire. 

Wsj: "Teheran per stop arricchimento inferiore a 20 anni"

Nella sua risposta agli Stati Uniti l'Iran avrebbe manifestato disponibilità a sospendere l'arricchimento dell'uranio, ma per un periodo inferiore ai vent'anni richiesti dagli Usa. Lo riporta il Wall Street Journal secondo cui il testo iraniano esclude lo smantellamento degli impianti nucleari e non soddisfa pienamente le richieste americane relative a impegni vincolanti sul futuro del programma atomico e sul destino delle scorte di uranio altamente arricchito. Il documento prevede inoltre l'avvio, entro i prossimi 30 giorni, di negoziati specifici sulle questioni nucleari.

Iran, media: "Risposta a Usa chiede controllo Hormuz e revoca sanzioni"

La risposta dell'Iran alla proposta degli Stati Uniti per porre fine  alla guerra , i cui contenuti non sono stati ufficialmente divulgati,  includerebbe la richiesta di mantenere il controllo dello Stretto di  Hormuz, quella di revocare tutte le azioni relative al petrolio e quella  di sbloccare i fondi iraniani congelati. Lo riporta l'emittente Al  Mayadeen, affiliata a Hezbollah, citando fonti a conoscenza dei fatti,  secondo quanto scrive il Times of Israel. Secondo le fonti, i negoziati  continueranno a svolgersi solo tramite comunicati scritti trasmessi da  mediatori iraniani.

Project Freedom, le ragioni dell'operazione e i rischi per la pace

L’operazione militare-umanitaria ideata dal Presidente Usa  dovrebbe consentire il passaggio delle navi bloccate a nord attraverso  lo stretto di Hormuz. Ma cosa c'è dietro ed è realmente applicabile? E  quali conseguenze potrebbe avere in termini di raggiungimento di un  accordo di pace?

Project Freedom, le ragioni dell'operazione e i rischi per la pace

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Iran, si è tenuta la telefonata tra Trump e Netanyahu

Si e' tenuta nella serata una telefonata tra il presidente americano, Donald Trump, e il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. Lo riportano i media israeliani.

Abukesheck all'arrivo a Barcellona: "Tornerò a bordo della Flotilla in Turchia"

"Non ci arrenderemo, lavoreremo un giorno dopo l'altro, perché le lotte  richiedono sacrificio. Sono a Barcellona per preparare la valigia e  unirmi di nuovo nei prossimi giorni ai miei compagni in Turchia". Lo ha  detto Saif Abukesheck, l'attivista ispano-palestinese della Global Sumud  Flotilla scarcerato con il brasilianoThiago Avila, dopo giorni di  isolamento in cella in Israele, al suo arrivo all'aeroporto della città  catalana, dove risiede. Abukesheck è stato accolto da una folla festante  di attivisti pro-pal.  "Il nostro cammino è appena cominciato", ha  detto l'attivista, ripreso dall'emittente pubblica Tve. E ha assicurato  di essere pronto a  unirsi agli equipaggi della Global Sumud Flotilla,  scampati all'intercettazione da parte dell'esercito israeliano in acque  internazionali a largo di Creta lo scorso 1° maggio, attualmente nel  porto turco di Marmaris, per proseguire la spedizione finalizzata a  "rompere il blocco israeliano" alla Striscia. "Non siamo eroi né  vogliamo esserlo. Ciò che vogliamo è che si parli e si racconti quanto  accade ogni giorno in Palestina", ha segnalato Abukeshek.

Guerra Iran e crisi energetica, impatto su fatturato imprese italiane

A gennaio, prima dell’escalation della crisi nel Golfo, si prevedeva  una crescita dell’1,7% dei fatturati reali complessivi delle imprese  italiane tra il 2025 e il 2027. Oggi, invece, lo scenario è peggiorato:  si stima una contrazione dello 0,9% nello scenario base, che potrebbe  arrivare fino a -2,6% nel caso più negativo.

Guerra Iran e crisi energetica, impatto su fatturato imprese italiane

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Idf annuncia uccisione forze elite di Hamas a Gaza

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato di aver ucciso oggi nella Striscia di Gaza dei membri delle forze d'élite Nukhba di Hamas, stando a quanto riporta il Times of Israel. Secondo l'esercito israeliano essi sono stati identificati da truppe sul campo, che hanno allertato l'aeronautica militare israeliana della loro presenza: la forza aerea ha poi "colpito ed eliminato" gli obiettivi "al fine di rimuovere la minaccia". In un incidente separato, avvenuto durante la notte, le truppe israeliane hanno identificato altri due operativi "che svolgevano attività sospette sul terreno nell'area della Linea Gialla", si legge in un comunicato Idf. Gli operativi "si sono avvicinati alle truppe, rappresentando una minaccia imminente", e anche loro sono stati presi di mira in un attacco aereo. "Le truppe dell'Idf sotto il Comando Meridionale rimangono schierate in conformità con l'accordo di cessate il fuoco e continueranno a operare per rimuovere qualsiasi minaccia immediata", aggiunge la dichiarazione.

Usa: "Trump farà pressione su Xi per il dossier iraniano"

Donald Trump farà pressione sul presidente cinese Xi Jinping in merito alla questione iraniana durante la sua visita a Pechino della prossima settimana. Lo ha riferito un alto funzionario dell'amministrazione, mentre il presidente Usa è impegnato a cercare un accordo per porre fine alla guerra in Medio Oriente. "Mi aspetto che il presidente eserciti pressione", ha detto il funzionario nel corso di una telefonata con i giornalisti, aggiungendo, a condizione di anonimato, che Trump ha agito in tal senso anche in precedenti colloqui avuti con il leader cinese. 

Carburanti e bollette, ecco quanto costano i rincari agli italiani

L’Ufficio studi della Cgia ha analizzato l’impatto su famiglie e  imprese italiane dello shock energetico seguito allo scoppio della  guerra nel Golfo Persico. Ecco, secondo le stime, a quanto ammonta il  conto dei rincari e quali sono i territori più colpiti.

Carburanti e bollette, ecco quanto costano i rincari agli italiani

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Iran, fonti: "In intesa nucleare, Hormuz, sanzioni e Libano"

La risposta dell'Iran alle proposte degli Stati Uniti per un accordo complessivo e' stata formulata in termini "realistici e positivi" e punta a un'intesa che affronti contemporaneamente il dossier nucleare, lo Stretto di Hormuz, la revoca totale delle sanzioni e la fine della guerra nella regione, in particolare in Libano. Lo ha riferito una fonte iraniana di alto livello ad Al Jazeera. Secondo la fonte, la risposta di Teheran insiste innanzitutto sulla necessita' di una "chiara e garantita" procedura per l'eliminazione di tutte le forme di sanzioni imposte alla Repubblica islamica. Il documento inviato agli interlocutori contiene inoltre la richiesta di "garanzie internazionali chiare" sull'attuazione di qualsiasi eventuale accordo che dovesse essere concluso con Washington. La fonte ha spiegato che la proposta iraniana si concentra anche sulla cessazione del conflitto in tutta la regione, "in particolare in Libano", e sulla composizione delle divergenze con gli Stati Uniti. "La scelta ora e' nelle mani di Washington e il suo impegno verso il realismo politico sara' decisivo", ha affermato la fonte, aggiungendo che un approccio positivo da parte americana consentirebbe di far avanzare rapidamente i negoziati. Secondo la stessa fonte, la posizione iraniana si fonda "sugli interessi supremi del Paese" e tiene conto delle consultazioni condotte da Teheran con gli Stati della regione.

Trump: "L'Iran prende in giro gli Usa, ma non riderete più"

"L'Iran prende in giro gli Stati Uniti, e il resto del mondo, da 47 anni (RINVIANDO, RINVIANDO, RINVIANDO!), e ha finalmente fatto centro quando Barack Hussein Obama è diventato presidente. Egli non è stato solo benevolo nei loro confronti, è stato eccezionale: si è schierato apertamente dalla loro parte, scaricando Israele e tutti gli altri Alleati, e concedendo all'Iran una nuova, importante e potentissima linfa vitale". E' quanto scrive il presidente Donald Trump su Truth nel pieno dei negoziati, mettendo in guardia Teheran sul fatto che "non riderà più". "Centinaia di miliardi di dollari - oltre a 1,7 miliardi di dollari in contanti, trasportati in aereo fino a Teheran - sono stati loro serviti su un piatto d'argento. Ogni banca di Washington DC, della Virginia e del Maryland è stata svuotata; si trattava di una somma di denaro talmente ingente che, al suo arrivo, i delinquenti iraniani non avevano la minima idea di cosa farne", ha aggiunto Trump, toccando temi tradizionali del suo repertorio.    "Non avevano mai visto una quantità di denaro simile e non la vedranno mai più. Il denaro è stato scaricato dall'aereo in valigie e borsoni, e gli iraniani non potevano credere alla loro fortuna. Avevano finalmente trovato il più grande 'fesso' di tutti, sotto le spoglie di un presidente americano debole e stupido. È stato un disastro come nostro 'Leader', ma non così terribile quanto 'Sleepy Joe' Biden! Da 47 anni gli iraniani ci 'tengono a bada', ci fanno aspettare, uccidono la nostra gente con le loro bombe lungo le strade, reprimono le proteste e, di recente, hanno massacrato 42.000 manifestanti innocenti e disarmati, ridendo del nostro Paese, che ora è di nuovo GRANDE. Non rideranno più!", ha concluso il tycoon.

Iran, Modi invita indiani a ridurre consumo carburante

Il primo ministro indiano Narendra Modi ha invitato i cittadini a ridurre il consumo di benzina e diesel a causa delle difficolta' di approvvigionamento provocate dalla guerra in Medio Oriente e dal blocco quasi totale dello Stretto di Hormuz. "Dobbiamo ridurre il nostro consumo di benzina e diesel. Nelle citta' servite dalla metropolitana dovremmo cercare di usare la metropolitana. Se dobbiamo utilizzare un'auto, dovremmo provare a condividere il viaggio con altre persone", ha dichiarato Modi durante un comizio nello Stato del Telangana, nel sud del Paese. Il premier ha sottolineato che la riduzione dei consumi e' necessaria anche per contenere la spesa in valuta estera destinata alle importazioni di carburanti. "Dobbiamo attribuire la massima importanza alla conservazione delle riserve in valuta estera, perche' benzina e diesel sono diventati estremamente costosi a livello globale", ha affermato. Modi ha inoltre esortato la popolazione a riprendere alcune pratiche di risparmio energetico adottate durante la pandemia di Covid-19. "Dobbiamo tornare a privilegiare il telelavoro, le videoconferenze e le riunioni virtuali", ha consigliato. L'India e' uno dei pochi Paesi della regione a non aver aumentato i prezzi di benzina e diesel per i consumatori e a non aver introdotto forme di razionamento. Il governo ha tuttavia ritoccato al rialzo i prezzi del Gpl, combustibile essenziale per la cucina domestica.

Trump: "Iran ci ha presi in giro per 47 anni, ora smettera"

Il presidente americano, Donald Trump, accusa l'Iran di "aver fatto giochetti e preso in giro gli Stati Uniti e il resto del mondo per 47 anni" ma che ora "smetteranno di ridere". Lo scrive in un lungo post su Truth. "Per 47 anni gli iraniani ci hanno 'presi in giro', ci hanno fatto aspettare, hanno ucciso la nostra gente con le loro bombe lungo le strade, hanno distrutto le proteste e recentemente hanno sterminato 42 mila manifestanti innocenti e disarmati, ridendo del nostro Paese, ora di nuovo grande. Non rideranno piu'!", afferma il capo della Casa Bianca. "L'Iran ha giocato con gli Stati Uniti e con il resto del mondo per 47 anni (posticipare, posticipare, posticipare!), e poi finalmente ha fatto centro quando Barack Hussein Obama e' diventato Presidente. Non solo e' stato buono con loro, e' stato fantastico, schierandosi dalla loro parte, abbandonando Israele e tutti gli altri alleati, e dando all'Iran una nuova, importantissima opportunita'", denuncia Trump. "Centinaia di miliardi di dollari, e 1,7 miliardi di dollari in contanti, trasportati a Teheran, sono stati serviti su un piatto d'argento. Ogni banca di Washington, Virginia e Maryland e' stata svuotata: c'erano cosi' tanti soldi che, quando sono arrivati, i criminali iraniani non sapevano cosa farne. Non avevano mai visto soldi del genere e non li vedranno mai piu'. Sono stati scaricati dall'aereo in valigie e borse, e gli iraniani non potevano credere alla loro fortuna. Hanno finalmente trovato il piu' grande imbecille di tutti, nella persona di un debole e stupido presidente americano. E' stato un disastro come nostro "leader", ma non cosi' male come il sonnolento Joe Biden!", aggiunge.

Iran, amb. in Cina: "Pechino può essere garante accordo con Usa"

La Cina può agire da garante di un eventuale accordo tra Iran e Stati  Uniti, ha dichiarato via social Abdolreza Rahman Fazli, l'ambasciatore  di Teheran a Pechino. "Qualsiasi potenziale accordo deve necessariamente  essere accompagnato da garanzie delle grandi potenze ed essere  sollevato anche in seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite",  ha scritto, sottolineando che Cina e Russia "sono due potenze importanti  e influenti, e data la posizione che la Cina detiene per l'Iran e altri  paesi nella regione del Golfo Persico, Pechino può fungere da garante  per qualsiasi accordo". Non è  la prima volta che i funzionari iraniani indicano la Cina come possibile  garante in un accordo di pace, rileva la Cnn. A inizio aprile il  ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar ha visitato la Cina prima dei  colloqui tra Usa e Iran a Islamabad con il probabile intento di  discutere il ruolo di Pechino come garante, stando a quanto dichiarato  da fonti ufficiali pakistane all'emittente statunitense. Nello stesso  mese il Ministero degli Affari Esteri cinese ha dichiarato alla Cnn che  la Cina "sostiene gli sforzi di mediazione del Pakistan e di altri  Paesi" ed è disposta a "mantenere comunicazione e coordinamento con  tutte le parti per continuare a svolgere un ruolo costruttivo nel  perseguire la pace".

Iran, Usa valutano sospensione accise sulla benzina

L'amministrazione americana di Donald Trump apre alla possibilita' di sospendere la tassa federale sulla benzina per abbassare i prezzi alla pompa. "Questa amministrazione sostiene tutte le misure che possono essere adottate per abbassare il prezzo alla pompa e ridurre i costi per gli americani", ha affermato il segretario all'Energia Chris Wright, al programma "Meet the Press" della Nbc News. Wright ha ripetutamente affermato di non poter garantire se i prezzi della benzina o del gasolio scenderanno sotto i 3 dollari al gallone (3,8 litri) entro la fine dell'anno, o se saliranno sopra i 5 dollari, a causa della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, ma ha sostenuto che le prospettive per la produzione di energia in paesi come il Venezuela sono "incredibilmente positive". Il prezzo medio della benzina negli Stati Uniti e' attualmente di 4,52 dollari al gallone, secondo l'American automobile association, con una tassa federale di circa 18 centesimi al gallone.

Iran, media: "Stasera telefonata Netanyahu Trump"

L'emittente israeliana Channel 14 riferisce di una telefonata prevista stasera tra il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, e il presidente americano, Donald Trump.

Libano: Idf annuncia nuovi attacchi su infrastrutture Hezbollah

Le  Forze di difesa israeliane hanno annunciato di aver condotto nuovi  attacchi nel sud del Libano, affermando in un comunicato di aver colpito  delle infrastrutture appartenenti a Hezbollah. Gli attacchi arrivano  all'indomani della morte di 22 persone, tra cui una bambina di 2 anni,  per via delle operazioni israeliane, secondo l'Agenzia di stampa  nazionale libanese. Hezbollah ha rivendicato di aver lanciato 22  attacchi contro le forze militari israeliane nella giornata di ieri.

Iran, Pakistan conferma risposta Teheran ma non divulga dettagli

Il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, ha confermato che il suo Paese ha ricevuto la risposta dell'Iran all'ultima proposta di pace presentata dagli Stati Uniti per porre fine alla guerra nel Golfo Persico. Durante un discorso al Pakistan Monument, Sharif ha riferito che il feldmaresciallo Asim Munir gli aveva appena comunicato l'arrivo del documento iraniano, senza tuttavia fornire dettagli sul contenuto per ragioni di riservatezza diplomatica. "Il feldmaresciallo mi diceva poco fa che la risposta dell'Iran e' stata ricevuta. Non posso fornire ulteriori dettagli", ha affermato il premier davanti ai vertici militari e politici del Paese. Sharif ha rivendicato il ruolo svolto da Islamabad nel favorire la ripresa del dialogo tra Teheran e Washington dopo oltre un decennio. "Per stabilire la pace nel Paese fratello islamico dell'Iran, il Pakistan sta compiendo sforzi sinceri. Non solo abbiamo convinto le parti a un cessate il fuoco, ma abbiamo svolto un ruolo chiave", ha dichiarato. Il capo del governo ha inoltre elogiato pubblicamente il vice primo ministro e ministro degli Esteri Ishaq Dar e lo stesso Munir per il loro impegno nel processo di mediazione, volto a evitare che l'amministrazione del presidente Donald Trump riattivi il cosiddetto "Project Freedom Plus", l'operazione militare concepita per rompere con la forza il blocco navale iraniano.

Iran, senatore dem Kelly: "Stato scorte munizioni scioccante"

Mark Kelly, senatore democratico dell'Arizona, ha definito "scioccante"  lo stato delle scorte di munizioni nel contesto della guerra tra Usa e  l'Iran, citando briefing del Pentagono che dettagliavano i livelli di  munizioni specifiche, stando a quanto riporta Cbs. "Penso  sia giusto dire che è scioccante quanto profondamente abbiamo attinto  da questi depositi, perché questo presidente ha trascinato il nostro  Paese" nel conflitto armato "senza un obiettivo strategico, senza un  piano, senza una tempistica", ha detto Kelly nel corso di un'intervista  al programma "Face the Nation" dell'emittente statunitense. "Per  questo motivo, abbiamo utilizzato molte munizioni, e ciò significa che  il popolo americano è meno al sicuro", ha aggiunto, sottolineando che le  riserve sono esaurite "che si tratti di un conflitto nel Pacifico  occidentale con la Cina o altrove nel mondo" e che ci vorranno "anni"  per ricostituire le scorte.

Macron: "Mai considerato un dispiegamento a Hormuz ma missione ad hoc"

La Francia non ha "mai preso in considerazione" un "dispiegamento"  militare navale nello Stretto di Hormuz, bensì "una missione ad hoc" con  la Gran Bretagna e altri Paesi per la ripresa del traffico marittimo,  "in concerto con l'Iran" e  non appena le condizioni lo permetteranno".  Lo ha affermato il presidente Emmanuel Macron in conferenza stampa a  Nairobi rispondendo alle minacce di Teheran contro Parigi e Londra nel  caso dispegassero navi da guerra nello Stretto. "Non si è mai parlato di  un dispiegamento, ma siamo pronti", ha insistito Macron.

Libano, bilancio attacchi Israele: 2.846 morti e 8.693 feriti

Il numero di morti causati dagli attacchi israeliani in Libano dal 2 marzo e' salito a 2.864, mentre il numero dei feriti ha raggiunto quota 8.693. Il bilancio aggiornato e' stato diffuso dal Centro operativo per le emergenze sanitarie, parte del ministero della Salute pubblica libanese. Nelle ultime 24 ore, sono stati registrati 69 decessi, secondo l'agenzia nazionale di stampa libanese (Nna). Durante l'offensiva israeliana sul Libano, finora sono stati uccisi 108 operatori sanitari mentre quelli feriti sono 249.

Iran, Pezeshkian: "Negoziato non significa ritirata"

"Non ci inchineremo mai di fronte al nemico, e se si parla di dialogo o  negoziato, ciò non significa resa o ritirata". Lo dichiara via social il  presidente iraniano Masoud Pezeshkian, con riferimento ai dialoghi in  corso con gli Stati Uniti. "Piuttosto, l'obiettivo è difendere i diritti  della nazione iraniana e proteggere gli interessi nazionali con ferma  determinazione", aggiunge.

Iran, Macron: "Mai considerato dispiegamento Hormuz ma pronti"

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha affermato che per quanto riguarda la Francia "non si e' mai parlato di un dispiegamento" nello Stretto di Hormuz. Si dice tuttavia "pronto" a farlo. Lo ha dichiarato in un intervento a Nairobi. Macron ha affermato che il suo Paese non ha "mai preso in considerazione" un "dispiegamento" di forze navali nello Stretto di Hormuz, bensi' una missione di sicurezza "in concerto con l'Iran". Durante una conferenza stampa a Nairobi, il presidente francese ha ribadito la sua posizione, ovvero di opporsi a "qualsiasi blocco, da qualunque parte provenga", sia esso dagli Stati Uniti o dall'Iran, e di "rifiutare qualsiasi pedaggio, da qualunque parte provenga", al fine di "garantire la liberta' di navigazione". La sua dichiarazione era una risposta all'Iran, che nelle scorse ore aveva minacciato una "risposta decisiva e immediata" in caso di dispiegamento di navi francesi e britanniche nello Stretto di Hormuz, in seguito all'annuncio da parte di Parigi e Londra del dispiegamento di navi da guerra nella regione. "Non si e' mai parlato di un dispiegamento, ma siamo pronti", ha insistito Emmanuel Macron. "Abbiamo istituito una missione ad hoc, co-guidata con il Regno Unito, che ha riunito 50 paesi e organizzazioni internazionali per garantire, in concerto con l'Iran e attraverso una de-escalation della situazione con tutti i paesi della regione e gli Stati Uniti, la ripresa del traffico marittimo non appena le condizioni lo consentiranno", in particolare per il trasporto di fertilizzanti, alimenti e idrocarburi, ha spiegato. Nel secondo giorno del suo tour in Africa, il presidente francese ha sottolineato che "l'intero continente africano sta attualmente soffrendo a causa del blocco" dello Stretto di Gibilterra, attraverso il quale transita normalmente una grande parte delle esportazioni di petrolio mediorientale. La Francia ha annunciato la scorsa settimana che la sua portaerei, la Charles de Gaulle, ha attraversato il Canale di Suez per essere pronta qualora questa missione dovesse essere attuata in futuro.

Iran, Trump: "Abbiamo altri obiettivi che potremmo attaccare"

In Iran, ci sono altri obiettivi da attaccare se la guerra non dovesse terminare. Lo ha dichiarato il presidente Donald Trump, in un altro passaggio dell'intervista a "Full Measure", programma televisivo di attualita' e approfondimento investigativo statunitense, condotto dalla nota giornalista Sharyl Attkisson. "Possiamo agire in due settimane e colpire qualsiasi obiettivo. Avevamo obiettivi specifici e probabilmente ne abbiamo colpiti il 70%, ma abbiamo anche altri obiettivi che potremmo attaccare", ha affermato il presidente Usa. Nel rispondere a una domanda di Attkisson sulla fine - gia' proclamata - della guerra contro la Repubblica Islamica, Trump ha risposto che "no, non l'ho detto. Ho detto che hanno fallito, ma questo non significa la fine della loro carriera". Nel valutare le operazioni gia' attuate e quelle che gli Stati Uniti potrebbero ancora portare avanti in Iran, il titolare della Casa Bianca ha sottolineato che "anche se non lo facessimo, ci vorranno molti anni per ricostruirli".

Iran, Usa: "Finora con blocco dirottate 61 navi e fermate 4"

"Oltre 20 navi da guerra statunitensi stanno attuando il blocco navale contro l'Iran. Le forze Centcom hanno dirottato 61 navi commerciali e ne hanno disabilitate 4 per garantire la conformita'". Lo scrive su X il Comando centrale delle forze armate americane, dando un aggiornamento sul bilancio totale del blocco navale da quando e' entrato in vigore.

Usa, valuta sospensione accise su benzina per guerra in Iran

Gli Stati Uniti stanno valutando di sospendere temporaneamente l'imposta federale sulla benzina a causa dell'aumento dei prezzi del combustibile provocato dalla guerra con l'Iran. Il segretario statale all'Energia, Chris Wright, ha detto all'Nbc che la Casa Bianca e' disponibile a congelare queste imposte per ridurre i costi che gravano sui consumatori.

Iran, Teheran smentisce perdita petrolio vicino a isola di Kharg

La Compagnia iraniana dei terminali petroliferi (Iran Oil Terminals Company) ha smentito le notizie di una perdita di petrolio vicino all'isola di Kharg, secondo quanto riportato dai media statali. La smentita e' giunta dopo che nei giorni scorsi alcune immagini satellitari sembravano mostrare una grande chiazza a ovest del principale hub di esportazione petrolifera del paese nel Golfo Persico. L'amministratore delegato della compagnia ha dichiarato che le ispezioni non hanno rilevato alcuna prova di perdite da serbatoi di stoccaggio, oleodotti, impianti di carico o petroliere operanti vicino all'isola. La stessa fonte ha aggiunto che anche il Centro di mutuo soccorso per le emergenze marine, un organismo regionale che monitora l'inquinamento marino, non ha segnalato alcun segno di perdita nella zona. Il funzionario ha affermato che squadre iraniane hanno condotto ulteriori ispezioni sul campo e analisi di laboratorio dopo la diffusione delle notizie e non hanno individuato "nemmeno la piu' piccola traccia" di perdita. Una qualsiasi fuoriuscita di petrolio dall'isola di Kharg sarebbe un "disastro" ecologico che innescherebbe immediatamente "una crisi ambientale e geopolitica", ha dichiarato ad Al Jazeera, Chuk Okereke, professore di governance globale e politiche pubbliche all'Universita' di Bristol. "Anche se si rivelasse limitata, evidenzia comunque quanto siano fragili le infrastrutture energetiche" nel Golfo "in un contesto di crescente tensione militare", ha analizzato. Poiche' il Golfo e' un "bacino idrico semi-chiuso ed ecologicamente sensibile", ha spiegato Okereke, l'inquinamento da petrolio puo' persistere molto piu' a lungo che in mare aperto, minacciando la pesca, le mangrovie e la biodiversita' marina. "Tutti questi ecosistemi saranno a rischio", ha avvertito l'esperto.

Iran: se arrivano navi Francia e Gb risponderemo

L'Iran ha avvertito Francia e Regno Unito che rispondera' in modo "fermo e immediato" al dispiegamento di navi militari nei pressi dello Stretto di Hormuz, annunciato dai due Paesi europei per garantire la liberta' di navigazione nella regione. "Si avverte che la presenza di navi francesi, britanniche o di qualsiasi altro Paese per sostenere potenzialmente le azioni illegali e contrarie al diritto internazionale degli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz si trovera' di fronte a una risposta ferma e immediata", ha scritto su X il vice ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi. Il diplomatico ha sottolineato che "sia in tempo di guerra sia in tempo di pace, soltanto la Repubblica islamica dell'Iran puo' garantire la sicurezza in questo stretto e non permettera' a nessun Paese di interferire in queste questioni". Francia e Regno Unito hanno annunciato negli ultimi giorni l'invio di unita' navali nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden per preparare una futura missione di cooperazione congiunta destinata a rafforzare la liberta' di navigazione nell'area di Hormuz, bloccata dal conflitto che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran. Secondo Gharibabadi, la presenza di forze "extra-regionali" con il pretesto di proteggere la liberta' di navigazione rappresenta una "militarizzazione di una via marittima vitale" e costituisce un'escalation della crisi. "La sicurezza marittima non si garantisce con dimostrazioni di forza militare, soprattutto da parte di attori che, attraverso il sostegno, la partecipazione o il silenzio di fronte all'aggressione e al blocco, fanno parte del problema", ha aggiunto. Il vice ministro ha sostenuto inoltre che l'origine dell'insicurezza nella regione risiede nell'"uso illegale della forza", nelle minacce contro gli Stati rivieraschi e nel blocco navale, in apparente riferimento alle operazioni americane e all'assedio imposto a porti e navi iraniane dal 13 aprile. Gharibabadi ha infine ribadito che lo Stretto di Hormuz non e' una zona sotto il controllo di potenze esterne e ha rivendicato "il diritto della Repubblica islamica a esercitare la propria sovranita' su questa via marittima strategica e a determinarne il quadro giuridico".

Iran, Netanyahu: "Guerra non è finita. Prendiamoci l'uranio"

La guerra con l'Iran "non e' finita" ma l'uranio arricchito in suo possesso puo' essere "portato via". Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu alla trasmissione "60 Minutes" della Cbs. "Non e' finita perche' c'e' ancora materiale nucleare, uranio arricchito che deve essere portato fuori dall'Iran", ha affermato Netanyahu. "Ci sono ancora siti di arricchimento che devono essere smantellati. Ci sono ancora gruppi armati sostenuti dall'Iran. Ci sono missili balistici che vogliono ancora produrre", ha avvertito il premier israeliano. Per rimuovere l'uranio arricchito dall'Iran, "bisogna entrare e portarlo via", ha sottolineato. Secondo Netanyahu, il presidente Usa Donald Trump gli avrebbe detto di voler "intervenire". "Non parlero' di mezzi militari, ma quello che mi ha detto il presidente Trump e': 'Voglio entrare li'', e penso che si possa fare fisicamente. Non e' questo il problema. Se c'e' un accordo e andiamo a prendercelo, perche' no? E' il modo migliore". Alla domanda se le forze israeliane o statunitensi si impadroniranno dell'uranio con la forza qualora non si raggiunga un accordo, Netanyahu ha risposto: "Se avete intenzione di farmi queste domande, le evitero'".

Iran, Netanyahu: "Guerra non finita, uranio va rimosso"

La scorta iraniana di uranio arricchito deve essere "eliminata" prima che  la guerra tra il duo Usa-Israele e l'Iran possa considerarsi conclusa.  Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu nel corso in  un'intervista al programma "60 Minutes" della Cbs.  "Non è finita,  perché c'è ancora materiale nucleare, uranio arricchito, che deve essere  rimosso dall'Iran. Ci sono ancora siti di arricchimento che devono  essere smantellati", ha detto Netanyahu in un estratto dell'intervista  che andrà in onda oggi. "Ci si va e lo si prende", ha risposto il leader  israeliano quando gli è stato chiesto come l'uranio potesse essere  rimosso.

La procuratrice di Israele si oppone alla nomina del nuovo capo del Mossad

La procuratrice generale di Israele, Gali Baharav-Miara, ha espresso la  sua opposizione alla nomina del prossimo direttore del Mossad, Roman  Gofman, in una lettera alla Corte suprema pubblicata oggi dai media  israeliani. L'opposizione della procuratrice deriva da un caso risalente  al 2022, quando il generale Gofman era di stanza al confine  settentrionale di Israele. All'epoca, ricorda nella sua lettera, alcuni  ufficiali che agivano "su ordine di Gofman" reclutarono, al di fuori di  qualsiasi quadro giuridico, Uri Elmakiyes, un diciassettenne, per  condurre "operazioni di raccolta di informazioni e di influenza" con  Paesi nemici, principalmente la Siria. Ignari del fatto che agisse per  conto dell'esercito, lo Shin Bet (il servizio di intelligence interno)  arrestò il ragazzo, che fu incarcerato per oltre un anno prima che la  procura indagasse e ritirasse tutte le accuse. Secondo la procuratrice,  Gofman non fece nulla per scagionare il giovane dopo il suo arresto,  arrivando persino a negare inizialmente di essere a conoscenza dei  fatti. Roman Gofman, attuale segretario militare del primo ministro, è  stato nominato da  Benyamin Netanyahu nel dicembre 2025 all'incarico di  direttore del Mossad. Nei prossimi giorni è prevista un'udienza presso  la Corte Suprema per esaminare il caso, a seguito di diversi ricorsi  contro la nomina presentati da organizzazioni israeliane per l'integrità  e da Uri Elmakiyes. Netanyahu ha scritto alla Corte chiedendo il  rigetto di questi ricorsi, affermando che "la responsabilità per la  sicurezza dello Stato e dei suoi cittadini spetta al primo ministro, e  solo a lui".

Iran, Trump: "Prenderemo uranio arricchito, abbiamo controllo"

 Toni minacciosi dal presidente Usa Donald Trump sull'uranio iraniano, mentre Teheran ha appena consegnato la risposta agli Stati Uniti per tentare di porre fine alla guerra. "Gli Stati Uniti non possono permettere all'Iran di possedere armi nucleari e di avere accesso alla capacita' nucleare", ha dichiarato Trump in un'intervista a "Full Measure", programma televisivo di attualita' e approfondimento investigativo statunitense, condotto dalla nota giornalista Sharyl Attkisson. "A un certo punto prenderemo l'uranio arricchito, ne abbiamo il controllo. Se qualcuno si avvicina, possono dirvi il suo nome, il suo indirizzo e il suo numero di matricola. Lo stiamo monitorando molto attentamente e chiunque si avvicini, lo faremo saltare in aria", ha minacciato Trump. 

Iran, Trump: "Sorvegliamo scorte uranio, prima o poi le otterremo"

Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che gli Stati  Uniti stanno sorvegliando le scorte iraniane di uranio arricchito  rimanenti e che le avrebbero "ottenute a un certo punto", in  un'intervista con la giornalista indipendente Sharyl Attkisson  registrata settimana scorsa e rilasciata oggi. Nel  corso dell'intervista, Trump ha minimizzato l'idea che il Paese detenga  ancora una quantità significativa di uranio arricchito vicino a livelli  utili per scopi bellici, che secondo gli ispettori internazionali  probabilmente è sepolto nei siti nucleari presi di mira la scorsa  estate. Questo nonostante il presidente abbia sostenuto che la guerra  fosse volta a garantire che Teheran non potesse mai possedere un'arma  nucleare, e abbia ripetutamente parlato di come gli Usa abbiano  bombardato i siti nucleari iraniani la scorsa estate, come sottolinea il  New York Times. Ad aprile  Trump aveva affermato di "non preoccuparsi realmente" dell'uranio  arricchito perché era così in profondità. Nell'intervista rilasciata  oggi ha ribadito che gli Usa stavano monitorando un sito e avvertito che  "se qualcuno si avvicinasse al luogo, lo sapremmo, e lo faremmo saltare  in aria".

Iran, Trump: "Basterebbero due settimane per colpire tutti obiettivi"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato in  un'intervista andata in onda oggi che ci vorrebbero solo due settimane  per colpire "ogni singolo obiettivo" in Iran, aggiungendo che la  repubblica islamica è "militarmente sconfitta".  Nel corso della  conversazione con la giornalista indipendente Sharyl Attkisson,  registrata la scorsa settimana, ha anche definito la Nato una "tigre di  carta" e ha accusato gli alleati di Washington di non aver fornito  assistenza nella campagna contro Teheran.  "Sono  militarmente sconfitti. Nella loro mente, forse non lo sanno. Ma penso  che lo sappiano", ha detto Trump nell'intervista, prima di aggiungere:  "Questo non significa che abbiano finito".  Ha suggerito che l'esercito  americano potrebbe "intervenire per altre due settimane e colpire ogni  singolo obiettivo. Abbiamo certi obiettivi che volevamo, e ne abbiamo  colpiti probabilmente il 70%, ma abbiamo altri obiettivi che potremmo  potenzialmente colpire".  "Ma anche se non lo facessimo, sai, sarebbero  solo gli ultimi ritocchi", ha aggiunto.

Centcom: "Respinte 61 navi per garantire il blocco navale all'Iran"

Oltre 20 navi da guerra americane stanno attuando il blocco navale contro l'Iran. E' quanto riporta il Centcom, il Comandato militare americano che copre il Medio Oriente, precisando che attività di vigilanza hanno permesso di "reindirizzare 61 navi commerciali" e di "immobilizzarne 4 per garantire il rispetto" del blocco.     Il post su X, inoltre, include una foto in cui sono riprese nel mar Arabico la Uss John Finn (DDG 113) che naviga in coda alla Uss Milius (DDG 69), alla Usns Carl Brashear (T-AKE-7) e alla portaerei a propulsione nucleare Uss George H.W. Bush (CVN 77).

Iran, condanna Emirati per "attacchi terroristici" contro Kuwait

Gli Emirati Arabi Uniti hanno condannato gli attacchi con droni contro il Kuwait avvenuti questa mattina. "Questi attacchi terroristici costituiscono una violazione della sovranita' del Kuwait e una minaccia alla sua sicurezza e stabilita'", ha dichiarato il ministero degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti in un comunicato. Il ministero della Difesa del Kuwait aveva precedentemente affermato che "diversi droni ostili" erano stati rilevati nello spazio aereo del Paese all'alba.

Iran contro le navi di Francia e Regno Unito nello Stretto di Hormuz

Il vice ministro degli Esteri iraniano ha scritto su X che “la presenza di navi da guerra francesi e britanniche nello Stretto di Hormuz, potenzialmente a supporto delle azioni illegali e contrarie al diritto internazionale degli Stati Uniti, riceverà una risposta immediata e decisa”. Lo riporta Reuters.

Iran: risposta incentrata su fine guerra "anche in Libano"

La risposta dell'Iran agli Stati Uniti e' incentrata sulla "fine della guerra su tutti i fronti, in particolare in Libano". Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Irib News Agency, secondo cui la risposta di Teheran inviata al Pakistan fa riferimento "alla fine della guerra imposta dagli Stati Uniti e dal regime sionista su tutti i fronti, in particolare in Libano". Israele ha continuato a condurre attacchi quotidiani in tutto il Libano nonostante l'accordo di cessate il fuoco raggiunto tra le parti il 17 aprile e successivamente prorogato.

Iran, prima sessione pubblica parlamento da inizio guerra

Il parlamento iraniano ha tenuto oggi la sua prima sessione pubblica dall'inizio della guerra con Israele e gli Stati Uniti il 28 febbraio, anche se in modalita' virtuale per problemi di sicurezza. Secondo i media iraniani, il parlamento ha discusso di "turbolenze di mercato, preoccupazioni dell'opinione pubblica e recenti aumenti dei prezzi", mentre l'inflazione su base annua supera il 73% e la valuta nazionale ha toccato un nuovo minimo storico, scambiando oggi a 1.770.000 rial per dollaro. L'ultima sessione pubblica del parlamento si era tenuta il 17 febbraio, undici giorni prima dell'inizio della guerra, per discutere la bozza di bilancio per l'anno iraniano 1405 (2026-2027). Il ritardo nello svolgimento di nuove sessioni parlamentari e' stato attribuito a problemi di sicurezza. Il presidente del parlamento, Ali Nikzad, ha dichiarato che "il Parlamento e i suoi membri hanno svolto un ruolo attivo fin dal primo giorno di guerra", tenendo decine di riunioni con la partecipazione dell'ufficio del presidente, dei presidenti delle commissioni specializzate, dei dipartimenti parlamentari, del centro di ricerca e di membri del governo per valutare i danni e studiare i meccanismi di risarcimento. Durante questo periodo, il parlamento ha presentato un disegno di legge per l'introduzione di pedaggi per le navi che transitano nello Stretto di Hormuz.

Iran, funzionari confermano base Idf nel deserto iracheno Najaf

Le forze israeliane hanno allestito una base improvvisata utilizzando una vecchia pista di atterraggio nel deserto iracheno durante la guerra contro l'Iran. Lo hanno riferito due funzionari della sicurezza, confermando un articolo del Wall Street Journal (Wsj) pubblicato ieri. All'inizio della guerra, scatenata dagli attacchi congiunti israelo-americani contro l'Iran il 28 febbraio, le truppe israeliane furono individuate nel deserto di Najaf, nel sud-ovest del Paese, e si scontrarono con le forze irachene, uccidendo un soldato e ferendone altri due. "Le forze israeliane hanno stabilito una base in una pista di atterraggio abbandonata, costruita da Saddam Hussein, nel deserto di Najaf", ha confermato un funzionario della sicurezza. "Non ci sono piu' forze li', ma potrebbero aver lasciato delle attrezzature", ha aggiunto, precisando che l'operazione israeliana "era coordinata con gli Stati Uniti". Non e' chiaro per quanto tempo le forze israeliane siano rimaste sul posto ne' quale fosse la loro missione. Un altro funzionario della sicurezza ha dichiarato oggi che vi erano "indicazioni che l'operazione coinvolgesse una squadra tecnica israeliana sotto protezione militare americana". Ha inoltre confermato che le forze straniere hanno utilizzato una vecchia pista di atterraggio costruita da Saddam e che sul posto sono stati avvistati elicotteri CH-57 Chinook. "Non c'e' piu' personale militare li'", sebbene abbiano lasciato sul posto attrezzature, tra cui un radar, probabilmente utilizzato per il disturbo elettronico. Il sito era nascosto in una valle, "una posizione scelta con cura per evitare attacchi missilistici iraniani", ha affermato il funzionario. Le prime segnalazioni di truppe straniere nel deserto di Najaf sono emerse all'inizio della guerra, dopo che un pastore aveva riferito di aver visto attivita' militari. L'Iraq e' stato coinvolto nella guerra in Medio Oriente fin dall'inizio, con attacchi attribuiti agli Stati Uniti e Israele contro gruppi armati sostenuti dall'Iran, che a loro volta hanno lanciato centinaia di attacchi contro interessi statunitensi nella regione. Ieri, il Wall Street Journal ha riportato che "Israele ha allestito un avamposto militare clandestino nel deserto iracheno per supportare la sua campagna aerea contro l'Iran". L'articolo affermava che "Israele ha costruito l'installazione, che ospitava forze speciali e fungeva da centro logistico per l'aviazione israeliana, poco prima dell'inizio della guerra, con la consapevolezza degli Stati Uniti". In seguito all'articolo del Wall Street Journal, un portavoce della sicurezza irachena ha rimandato i giornalisti a una precedente dichiarazione rilasciata il 5 marzo. All'epoca, Qais al-Mohamadawi, vice comandante delle operazioni congiunte irachene, aveva dichiarato ai media statali che l'Iraq aveva protestato con la coalizione anti-jihadista a guida statunitense di stanza nel Paese per un raid aereo a Najaf. Il deserto di Najaf e' vasto e in gran parte disabitato, il che rende difficile per le forze irachene mantenere una stretta sicurezza nella zona.

Media Iran: "Risposta Teheran incentrata su stop guerra e sicurezza marittima"

L'obiettivo principale della risposta iraniana al quadro proposto dagli Stati Uniti è la "cessazione immediata della guerra" e il "ripristino della sicurezza marittima" nel Golfo Persico e nello strategico Stretto di Hormuz. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Isna, gestita principalmente da studenti universitari. Secondo l'attuale roadmap proposta, i negoziati in questa fase rimangono strettamente dedicati ai meccanismi per porre fine alle ostilità e risolvere la crisi regionale. La consegna di questo documento è considerata uno sviluppo cruciale negli sforzi diplomatici in corso per stabilizzare le acque della regione e porre fine all'attuale conflitto militare. 

Media, capo Idf chiede "con urgenza più soldati"

"Non mi occupo di processi politici o legislativi, mi occupo di una guerra su più fronti e di battere il nemico" e "per continuare a farlo, le Idf hanno bisogno con urgenza di più soldati". E' quanto avrebbe rimarcato il capo di Stato Maggiore delle forze israeliane (Idf), Eyal Zamir, alla Commissione Esteri e Difesa della Knesset, durante una riunione a porte chiuse secondo notizie dei media locali rilanciate dal Times of Israel.

Iran critica l'Aiea: "Il suo compito è fare verifiche, non dare messaggi politici"

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha respinto le recenti dichiarazioni del direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea), Rafael Grossi, sullo Stretto di Hormuz e sul programma missilistico iraniano. "Il mandato dell'Aiea è la verifica, non la diffusione di messaggi politici sullo Stretto di Hormuz, sui missili iraniani o su come Teheran dovrebbe comportarsi", ha affermato in un messaggio su X. "Quando l'imparzialità professionale viene compromessa per la propaganda politica o per ambizioni personali, le istituzioni perdono credibilità e, col tempo, anche efficacia", ha sottolineato Baghaei. 

Media Iran, Teheran ha inviato la risposta alla proposta Usa via Pakistan

La Repubblica Islamica dell'Iran ha inviato oggi al mediatore pachistano la sua risposta all'ultima proposta statunitense per porre fine alla guerra. Lo riporta l'agenzia Irna. 

Qatar: "Strumentalizzare Stretto Hormuz aggrava crisi"

Il Qatar avverte l'Iran che la strumentalizzazione dello Stretto di Hormuz non farebbe altro che aggravare la crisi. Lo ha dichiarato il primo ministro del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, durante una telefonata con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Al Thani ha affermato che "chiudere o utilizzare lo Stretto di Hormuz come mezzo di pressione non farebbe altro che peggiorare la crisi" in Medio Oriente, secondo quanto riportato in un comunicato del ministero degli Esteri del Qatar. Durante la conversazione con Araghchi, il primo ministro qatariota ha inoltre ribadito che il concetto di libertà di navigazione non è soggetto a "compromessi", dopo che Doha ha segnalato un attacco con droni contro una nave mercantile nelle sue acque territoriali. 

Nave sudcoreana in fiamme a Hormuz il 4 maggio, colpita da attacchi aerei

Una nave cargo sudcoreana ha subito attacchi aerei nello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato La Corea del Sud ha annunciato domenica che la propria nave, vittima di un incendio il 4 maggio nello stretto di Hormuz, era stata colpita da attacchi provenienti dall’aria.“Il 4 maggio, due velivoli non identificati hanno colpito lo scafo» di una nave gestita dall'operatore sudcoreano Hmm Namu «a circa un minuto di distanza l’uno dall’altro», ha dichiarato oggi il ministero degli Esteri sudcoreano a seguito di un'ispezione in loco effettuata venerdì. Una settimana prima, Seul aveva segnalato un’esplosione e un incendio a bordo della stessa nave nello stretto, mentre era ancorata vicino agli Emirati Arabi Uniti. Nessuno è rimasto ferito nell’incidente.

Parlamentare iraniano minaccia gli Usa: "La nostra moderazione è finita"

Il portavoce della commissione per la sicurezza nazionale del parlamento iraniano ha avvertito gli Stati Uniti contro qualsiasi attacco alle navi nelle acque del Golfo, affermando che la moderazione dell'Iran è finita. "La nostra moderazione è finita da oggi. Qualsiasi attacco alle nostre navi provocherà una risposta iraniana forte e decisa contro le navi e le basi americane", ha dichiarato Ebrahim Rezaei in un post su X.

Beirut, 2 paramedici del Comitato Sanitario Islamico uccisi in raid israeliano

Il ministero della Salute libanese ha riferito che due paramedici del Comitato Sanitario Islamico, affiliato a Hezbollah, sono stati uccisi nel corso di raid israeliani nel sud del Paese. Altri cinque paramedici sono invece rimasti feriti, ha aggiunto il ministero in un comunicato. La nota sostiene che Israele ha "colpito direttamente, con due attacchi, due sedi del Comitato Sanitario", uccidendo un paramedico e ferendone altri tre a Qalaway, e uccidendo un altro paramedico e ferendone altri due a Tibnin. Beirut denuncia la  continua "violazione del diritto internazionale" da parte delle forze israeliane

Media Iran, capo forze armate incontra Khamenei: "nuove direttive contro nemici"

La televisione di Stato iraniana ha riferito che Ali Abdollahi, capo del comando centrale delle forze armate Khatam al-Anbiya, ha incontrato la guida suprema Mojtaba Khamenei, che non si vede in pubblico dalla sua nomina a marzo. Khamenei ha impartito "nuove direttive e linee guida per la prosecuzione delle operazioni contro il nemico", ha affermato la televisione di Stato, senza specificare quando si sia svolto l'incontro. 

Teheran a Usa: meglio che vi arrendiate

Gli Stati Uniti dovrebbero prendere atto della nuova realtà e arrendersi. A sostenerlo è stato Ebrahim Rezae, nuovo portavoce della commissione per la Sicurezza nazionale iraniana. "Da oggi la nostra pazienza è finita: ogni attacco alle nostre navi sarà accolto con una risposta pesante e decisa dell'Iran contro le navi e le basi americane", ha avvertito.

Capo Stato maggiore vede Khamenei: nemici si pentiranno

L'Iran è pronto a reagire a qualsiasi aggressione e a "far pentire" i suoi nemici. Lo ha assicurato il comandante dello stato maggiore unificato Khatam al-Anbiya, che è stato ricevuto dal leader supremo iraniano Mojtabah Khamenei. Lo ha riferito l'agenzia Tasnim. Nell'incontro, il generale Ali Abdullah ha assicurato che "le unità dei combattenti islamici, hanno spirito di combattimento, prontezza difensiva e offensiva, piani strategici, attrezzature e armamenti necessari per affrontare le azioni ostili dei nemici sionisti e americani", si legge in una nota.

Pezeshkian: "Non ci piegheremo mai al nemico, negoziare non significa arrendersi"

"L'Iran non si piegherà mai al nemico": lo ha dichiarato il presidente Masoud Pezeshkian, sottolineando che "se parliamo di avviare colloqui, non significa che ci arrendiamo o ci ritiriamo, ma piuttosto che puntiamo a realizzare i diritti dell'Iran e a difendere con forza gli interessi nazionali". Secondo l'agenzia di stampa Irna, il presidente ha invitato il popolo all'unità di fronte alla "situazione e alle difficoltà attuali".

Kuwait: droni ostili intercettati nel nostro spazio aereo

Le forze armate del Kuwait hanno intercettato stamattina presto "diversi droni ostili" all'interno dello spazio aereo del Paese: è quanto reso noto dal portavoce ufficiale del Ministero della Difesa del Kuwait, il colonnello Saoud Abdulaziz Al-Atwan, in un comunicato diffuso dai social. L'esercito del Kuwait fa sapere che l'episodio "è stato gestito secondo le procedure approvate". Nel comunicato non sono indicati danni a persone o cose.

Teheran: smantellate due cellule terroristiche Mossad

Il ministero dell'Informazione iraniano ha reso di avere individuato e smantellato "due cellule terroristiche legate al Mossad", i servizi segreti iraniani. "I membri di una cellula operativa composta da quattro persone legate al Mossad nella provincia dell'Azerbaigian Occidentale sono stati identificati e arrestati prima di poter compiere attacchi terroristici contro obiettivi sensibili e omicidi mirati a Teheran", si legge in una nota del ministero dell'Informazione rilanciata dai media iraniani.

Cnn: gasiera del Qatar attraversa Hormuz per la prima volta da inizio guerra

Una gasiera qatariota carica di Gnl ha attraversato lo Stretto di Hormuz ed è diretta in Pakistan. Lo riporta la Cnn citando i dati di tracciamento navale. La nave, denominata Al Kharaitiyat, è la prima nave cisterna di proprietà e gestita dal Qatar ad aver attraversato lo stretto dall'inizio del conflitto tra Iran e Stati Uniti, alla fine di febbraio, secondo gli analisti del settore marittimo citati dall'emittente. Il tracciato della nave mostra che ha attraversato lo Stretto di Hormuz utilizzando la rotta settentrionale approvata dall'Iran, vicino all'isola di Qeshm, secondo il sito di tracciamento MarineTraffic. L'Al Kharaitiyat, che può trasportare oltre 200.000 metri cubi di gas liquefatto, ha preso il suo carico presso l'hub di esportazione di Ras Laffan all'inizio di questo mese. Il Qatar normalmente fornisce quasi il 20% del Gnl mondiale, ma la sua produzione è stata interrotta e il suo impianto principale danneggiato durante il conflitto.

Agenzia marittima Gb: nave colpita da un proiettile al largo di Doha

Un proiettile "non identificato" ha colpito una nave al largo delle coste del Qatar nelle prime ore di domenica mattina: lo ha riferito l'agenzia marittima britannica Ukmto, dopo che i pasdaran iraniani avevano minacciato il giorno precedente di prendere di mira navi "nemiche" nella regione. Secondo l'agenzia, una nave portarinfuse ha segnalato di essere stata colpita a 23 miglia nautiche a nord-est di Doha. "Si è sviluppato un piccolo incendio, ma è stato spento. Non ci sono vittime. Non è stato segnalato alcun impatto sull'ambiente", ha precisato la stessa fonte. 

Idf: oltre 10 membri di Hezbollah uccisi nel weekend, colpiti 40 siti

Oltre 10 militanti di Hezbollah sono stati uccisi e circa 40 siti utilizzati dal gruppo terroristico sono stati colpiti da raid nel sud del Libano durante il fine settimana, secondo quanto riferito dalle Forze di Difesa Israeliane (Idf) e riportato dal Times of Israel.    L'esercito israeliano ha dichiarato che tra gli obiettivi figuravano edifici utilizzati da Hezbollah, depositi di armi, un lanciarazzi e altre infrastrutture. I militanti sono stati colpiti dopo essere stati individuati in prossimità di truppe israeliane, aggiunge l'Idf.

Media, oltre 35 morti nell'ultima ondata di raid israeliani in Libano

I raid israeliani che hanno colpito diverse zone del Libano meridionale nelle scorse 24 ore circa hanno provocato oltre 35 morti: è quanto riferito da alcuni media internazionali, facendo riferimento alle autorità sanitarie locali.    La testata israeliana Haaretz, citando il ministero della Sanità, scrive stamattina di "36 morti nel corso dell'ultima giornata". Dal canto suo, la Bbc riporta un bilancio di 39 morti. L'agenzia libanese Nna aggiunge che anche stamattina ci sono stati nuovi raid. Non è ancora stato precisato un bilancio di eventuali vittime.

Pasdaran: se navi attaccate colpiremo siti Usa

Il comando della Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) è tornato a minacciare gravi conseguenze in caso di attacco alle sue navi nel Golfo Persico. "Qualsiasi aggressione nei confronti delle petroliere e delle navi mercantili iraniane comporterà un pesante attacco contro uno dei centri americani nella regione e contro le navi nemiche", si legge in una nota diffusa dall'agenzia Irna.

Esercito Iran: "Chi impone sanzioni avra' problemi a Hormuz"

I paesi che hanno imposto sanzioni all'Iran avranno problemi ad attraversare lo stretto di Hormuz. L'avvertimento è arrivato dal colonnello Akrami Nia, portavoce dell'esercito della Repubblica Islamica, a quanto riporta l'agenzia Tasnim. "D'ora in poi, i paesi che seguiranno gli Stati Uniti nell'applicazione delle sanzioni contro la Repubblica Islamica dell'Iran si troveranno sicuramente in difficolta' nel transitare lo Stretto di Hormuz", ha dichiarato. 

Pakistan, proseguono sforzi per pace duratura

I negoziati per una pace tra Stati Uniti e Iran vanno avanti. A confermarlo e' stato il capo di Stato maggiore dell'esercito pakistano Asim Munir, mediatore tra Washington e Teheran. "Gli sforzi di mediazione per raggiungere una pace duratura  proseguono", ha dichiarato a quanto riportano i media iraniani. "Islamabad sta conducendo una mediazione imparziale in Medio Oriente con l'obiettivo di raggiungere una pace duratura. Sta facendo tutto il possibile per arrivare a un successo". 

Usa ancora in attesa della risposta dell'Iran sul piano di pace

Gli Stati Uniti continuano ad attendere la risposta da parte dell'Iran alla loro ultima proposta di pace per chiudere la guerra, mentre la fragile tregua regge. Sabato, il presidente Donald Trump ha ribadito di "aspettarsi di avere notizie molto presto" da Teheran e ha passato buona parte della giornata al LIV Golf Tournament di Sterling, in Virginia, presso il Trump National Golf Club Washington Dc. Su Truth, il suo social media, ha postato, tra l'altro, diverse foto del green, altre del restauro della grande vasca di fronte al Lincoln Memorial e alcuni attacchi contro l'ex direttore dell'Fbi James Comey, suo acerrimo nemico, che andrà a processo il 15 luglio, chiamato a rispondere dei nuovi capi d'accusa penali per aver minacciato il tycoon. Nel frattempo, sempre sabato, gli sforzi diplomatici hanno registrato il premier del premier del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, impegnato negli incontri a Miami con l'inviato di Trump, Steve Witkoff, e il segretario di Stato Marco Rubio, all'indomani dei colloqui avuti alla Casa Bianca con il vicepresidente JD Vance. 

Flotilla, espulsi da Israele i due attivisti Thiago e Saif

Il ministero degli Esteri israeliano ha reso noto che i due attivisti della Global Sumud Flotilla, arrestati in acque internazionali e rimasti in stato di detenzione per oltre una settimana, sono stati espulsi. In un post su X, il ministero ha dichiarato: "Dopo il completamento delle indagini, i due provocatori professionisti, Saif Abukeshek e Thiago Ávila, appartenenti alla flottiglia delle provocazioni, sono stati espulsi oggi da Israele. Israele non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza". 

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