Guerra Iran, i 5 punti della proposta di pace di Teheran: da Hormuz a nucleare e sanzioni
MondoIl regime iraniano chiede la riapertura dello Stretto di Hormuz, la revoca del blocco navale e la garanzia che gli Usa e Israele non attaccheranno di nuovo. Solo in un secondo momento si passerebbe ai colloqui sulle limitazioni al programma nucleare dell’Iran, in cambio della revoca delle sanzioni americane. Donald Trump non è convinto: "Non sono soddisfatto di quanto offrono"
Emergono i dettagli sulla proposta di pace che l’Iran ha consegnato ai mediatori pakistani per la fine del conflitto con gli Stati Uniti e Israele (GLI AGGIORNAMENTI LIVE). Il piano si snoda attraverso cinque punti principali e prevede innanzitutto la riapertura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran, la revoca del blocco navale statunitense e la garanzia che gli Usa e Israele non attaccheranno di nuovo il territorio iraniano. Solo in un secondo momento, secondo quanto riportato da Reuters (che cita un “alto funzionario iraniano” rimasto anonimo), entrerebbero in scena nuovi colloqui sulle limitazioni al programma nucleare dell’Iran, in cambio della revoca delle sanzioni americane. L'accoglienza per ora è molto fredda: "Non sono soddisfatto di quanto offrono", ha detto il presidente Donald Trump.
L'Iran chiede diritto di proseguire con arricchimento uranio
Teheran vorrebbe che gli Usa riconoscessero il suo diritto a proseguire con programmi di arricchimento dell’uranio per scopi pacifici, anche se accettasse di sospendere queste attività. "In questo quadro, i negoziati sulla più complessa questione nucleare sono stati spostati alla fase finale per creare un clima più favorevole", spiega il funzionario citato da Reuters.
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Teheran pronta a colloqui nei prossimi giorni
La nuova proposta iraniana è già stata consegnata ai mediatori del Pakistan, con Teheran che si dice pronta a riprendere i colloqui già la prossima settimana. "Ora la palla è nel campo degli Stati Uniti, che devono scegliere la via della diplomazia o la continuazione di un approccio conflittuale", ha detto il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi, precisando che "l'Iran, con l'obiettivo di garantire i propri interessi e la propria sicurezza nazionale, è pronto a entrambe le strade". Il nodo centrale resta quello sul nucleare, con gli Usa che vogliono che l'Iran si impegni a sospendere ogni attività nei propri siti nucleari bombardati.
Il riarmo iraniano e la minaccia americana: "O si fa un accordo o bombardarli a tappeto"
Intanto, secondo alcune indiscrezioni, Teheran starebbe approfittando della tregua in corso per recuperare armi, missili e munizioni "nascosti sottoterra o sepolte dalle macerie". Il vice comandante del Comando di Khatamolanbia, Mohammad Jafar Assadi, assicura: "È probabile una nuova guerra tra Iran e Stati Uniti. L'Iran è pienamente pronto a fronteggiare qualsiasi mossa ostile". Anche gli Stati Uniti non sono ancora convinti di abbandonare il conflitto armato. Trump ha ribadito a più riprese di voler seguire la via diplomatica ma per ora - ha detto - Teheran ha chiesto cose che non è in grado di accettare. L'opzione militare resta così aperta: le alternative sono "un accordo o bombardarli a tappeto".