Petrolio, l'Iran è davvero "vicino al collasso" per la guerra (come dice Trump)?
Teheran avrebbe chiesto al presidente Usa di "aprire lo Stretto di Hormuz" il prima possibile, incapace di sopravvivere ancora a lungo agli effetti del blocco navale americano. La situazione è davvero così difficile? Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri", approfondimento di Sky TG24, del 28 aprile
TRUMP: "IRAN VICINO AL COLLASSO"
- Stando a quanto dichiarato da Donald Trump, l'Iran ha informato gli Stati Uniti di essere vicino a "uno stato di collasso", chiedendo quindi di "aprire lo Stretto di Hormuz" il prima possibile e mettere fine al blocco navale americano. La situazione in cui versa Teheran è davvero così difficile? Anche di questo si è parlato nella puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24, del 28 aprile.
L'IRAN VERSO IL BLOCCO DELLA PRODUZIONE DI PETROLIO
- In parte sì, ha ragione Trump. Non potendo più vendere all’estero il proprio petrolio, visto che quasi tutte le navi esportatrici sono state intercettate dal blocco navale americano, l’Iran ha i serbatoi che stanno per raggiungere la capienza massima. Secondo gli analisti entro due o tre settimane Teheran dovrà così smettere di produrre greggio.
IL CROLLO DELL'EXPORT DI PETROLIO IRANIANO
- Da febbraio ad aprile le esportazioni di petrolio iraniano sono crollate, passando da 2,2 a 1,4 milioni di barili al giorno.
CALA ANCHE LA PRODUZIONE
- Gli esperti stimano che lo stesso trend seguirà anche la produzione nelle prossime settimane, arrivando a 2 milioni di barili al giorno (contro i 3,2 di aprile e i 3,7 di marzo).
LE PERDITE CAUSATE DAL BLOCCO NAVALE USA
- Tutto questo si traduce in perdite economiche ingenti, fino a 250 milioni di dollari al giorno, che però si concretizzerebbero soltanto tra tre o quattro mesi, perché nel frattempo le petroliere in mare hanno raggiunto o stanno per raggiungere i propri acquirenti. Inoltre, i pagamenti arrivano nell’arco di altri uno o due mesi, quindi ora ne stanno ancora entrando nelle casse iraniane.
GLI EMIRATI LASCIANO L'OPEC
- In questo quadro è interessante sottolineare anche l'uscita degli Emirati dall'Opec e dall'Opec+, i gruppi dei grandi Paesi produttori di petrolio. Cosa significa? Che non saranno più obbligati a mantenere il livello di produzione sotto una certa soglia a scopo anti-concorrenziale. L'uscita spingerà quindi sui propri interessi nazionali e punta a soddisfare la domanda in continua evoluzione.
IN ITALIA SCADE IL TAGLIO DELLE ACCISE
- Quello che succederà nelle prossime settimane influirà direttamente sul prezzo dei carburanti in tutto il mondo, Italia compresa. Da sottolineare che nella notte tra l'1 e il 2 maggio scadrà il taglio sulle accise, l'intervento principale messo in campo dal governo per mitigare i rialzi dei prezzi, che per essere prorogato richiederebbe però altri 400 milioni di euro al mese.
VERSO NUOVI RIALZI?
- Senza un intervento sembra scontato che i costi tornino a lievitare.
DA HORMUZ PASSA UNA NAVE METANIERA
- Sotto altro profilo, va sottolineato che dallo Stretto di Hormuz ancora sigillato è passata la prima nave metaniera, cioè che trasportava gas naturale liquefatto, partita dagli Emirati Arabi e diretta verso la Cina. Era ferma nel Golfo Persico da due mesi. Questa è una novità che potrebbe far ben sperare, anche se almeno un’altra decina per ora restano bloccate.