Petrolio Iran, quanto incide il blocco navale nel Golfo su produzione ed export? I DATI
Il blocco navale imposto dagli Stati Uniti di Donald Trump sullo stretto di Hormuz sta avendo un impatto sugli approvvigionamenti da e per l'Iran. Per quanto tempo Teheran riuscirà a resistere senza esportare petrolio o ricevere merci? Anche di questo si è parlato nella puntata andata in onda il 24 aprile di "Numeri", l'approfondimento di Sky TG24
IL BLOCCO DI HORMUZ DANNEGGIA GLI APPROVVIGIONAMENTI ALL'IRAN
- Il blocco navale americano sullo stretto di Hormuz ha tra i suoi obiettivi l'aumento di pressione sull'Iran nelle difficili trattative di pace in corso. Per l'economia del regime degli ayatollah il fermo ai transiti commerciali rappresenta una "mano alla gola" sia per le merci che acquista dall'estero sia per le esportazioni di petrolio. Anche di questo si è parlato nella puntata, andata in onda il 24 aprile, di Numeri, di Sky TG24.
COSA SI INTENDE PER BLOCCO NAVALE USA
- Dopo il fallimento del primo round di colloqui a Islamabad, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato il 13 aprile scorso un’operazione di intercettazione di tutte le navi dirette o provenienti dai porti nell’Iran.
LA NAVE SIMBOLO SULL'ISOLA DI KHARG
- Il blocco ha innescato un cortocircuito nella produzione di greggio. Come documenta il servizio online MarineTraffic, una vecchia petroliera iraniana ormai in disuso è stata richiamata in servizio. I depositi iniziano a essere saturi per il petrolio prodotto in eccesso che il regime non riesce più ad esportare. Per tamponare il surplus di produzione, vengono riempite anche le vecchie navi che vengono poi "parcheggiate" in mezzo al mare.
QUANTO PETROLIO GIACE NEI DEPOSITI IRANIANI?
- Stando ai dati diffusi dalla società di consulenza FGE NexantECA, attualmente l'Iran custodisce nei suoi depositi circa 90 milioni di barili, equivalenti a due mesi di produzione.
CHI HA FERMATO LA PRODUZIONE DI PETROLIO?
- Se i depositi iraniani si riempiranno del tutto, Teheran sarà costretta a seguire la scelta compiuta da altri Paesi del Golfo di interrompere, almeno in parte, la produzione. Come mostra la mappa, dall'inizio del conflitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e altri Paesi dell'area hanno adottato restrizioni rinunciando agli introiti derivanti dalla vendita dell'"oro nero" all'estero.
QUANTO PETROLIO VIENE ESPORTATO DALL'IRAN?
- Il blocco Usa sta riducendo la capacità di Teheran di esportare barili in misura maggiore rispetto alle fasi iniziali del conflitto. Come rilevano le piattaforme Kpler e Vortexa, dall'introduzione del blocco navale l'Iran ha esportato - nonostante il cessate il fuoco - "solo" 1,2 milioni di barili al giorno, la metà rispetto a febbraio. Il calo è evidente anche rispetto a marzo quando, nel pieno dei raid israelo-americani, erano comunque stati esportati circa 1,8 milioni di barili.
PETROLIERE IRANIANE BLOCCATE FUORI DAL GOLFO
- Come mostra il sito MarineTraffic, il blocco americano si estende anche al di fuori del Golfo Persico. Navi petroliere iraniane, come quella ancorata a largo dello Sri Lanka, sono state letteralmente fermate dai cacciatorpedinieri Usa e al momento non sono nelle condizioni di fare rientro nel porto d'origine.
QUANTO L'IRAN DIPENDE DAL GOLFO PERSICO?
- Problemi in uscita ma anche in entrata. Secondo dati di Foundation for Defense of Democracies, prima del blocco il 90% del commercio iraniano con l'estero passava dal Golfo Persico.
QUANTO SONO SALITI I PREZZI IN IRAN?
- I problemi economici in Iran rischiano di acuirsi a causa dell'assenza dei flussi di moneta estera che stanno progressivamente svalutando il Rial, la valuta locale. Secondo una stima del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) l'inflazione del Paese potrebbe salire quest'anno dal 50 al 68,9%.
IL NODO PEDAGGI
- Per alleviare, almeno in parte, l'impatto economico del blocco navale su Hormuz e recuperare moneta estera il regime ha introdotto i pedaggi per il passaggio delle merci attraverso lo Stretto. Secondo Hamidreza Haji Babaei, vicepresidente del Parlamento iraniano, la banca centrale di Teheran "ha ricevuto i primi introiti derivanti dai pedaggi delle navi che passano Hormuz".