Spese Difesa, l’Italia al 2% del Pil ma c’è il nodo pensioni militari: cosa succede
Roma ha raggiunto il target fissato dalla NATO, ma con artifici contabili: non sono stati infatti messi soldi in più. Rubio: "Le pensioni dei militari non dovrebbero contare come spesa per la Difesa", ma per l’Italia pesano quasi per il 20%. Anche di questo si è parlato nella puntata del 3 giugno di "Numeri", approfondimento di Sky TG24
L’ITALIA E LA DIFESA
- L’Italia ha ottenuto da Bruxelles il via libera a una maggiore flessibilità sul bilancio per affrontare il caro energia. L’Ue accoglie così la posizione di Roma, che aveva chiesto di non indebitarsi solo per la Difesa ma anche per aiutare cittadini e imprese. La situazione comunque è complicata: anche di questo si è parlato nella puntatat del 3 giugno di Numeri, approfondimento di Sky TG24.
IL 2% DEL PIL IN DIFESA
- L’Italia infatti è arrivata al 2% del Pil in spesa per la Difesa, ma con artifici contabili: non sono stati messi soldi in più. Nei giorni scorsi il segretario di Stato americano Marco Rubio ha detto: "Le pensioni dei militari non dovrebbero contare come spesa per la Difesa degli alleati NATO". Ma perché questo è importante?
IL NODO DELLE PENSIONI
- L’Italia è oggi uno dei Paesi che spende di più per le pensioni militari: quasi un quinto della spesa per la Difesa, nel 2025, era destinato a questa voce. E adesso abbiamo aumentato ulteriormente questa quota, mettendoci dentro anche altre pensioni per arrivare al 2%.
LA SITUAZIONE ATTUALE
- Se la situazione rimane questa, quella cioè che gli americani stanno contestando, la situazione dell’Italia diventerà ancora più difficile: la quota azzurra nel grafico infatti sarebbe destinata ad aumentare ancora.
COSA DICE LA NATO
- Non si tratta però di un meccanismo "inventato" dall’Italia: è infatti scritto nei documenti della NATO che "il pagamento delle pensioni al personale militare e civile dei dipartimenti della Difesa è incluso nel conteggio" dell’Alleanza.
L’IMPEGNO CON LA NATO
- Attualmente, come riportato dallo stesso sito della NATO, lo scorso anno "gli alleati si sono impegnati a investire il 5% del Pil ogni anno" in Difesa a partire dal 2035. Inoltre spenderanno "almeno il 3,5% del Pil per soddisfare i requisiti fondamentali della Difesa e gli obiettivi della NATO". Dunque la partita con gli Stati Uniti sul tema delle spese militari resta difficile, tra richieste di aumentare le spese e le critiche su come vengono conteggiate.