Case Green, cosa prevede la direttiva Ue e a che punto sono l’Italia e gli Stati europei
La Commissione europea ha aperto una procedura d'infrazione nei confronti di tutti i 27 Stati membri dell'Unione, Italia compresa, per il mancato recepimento entro il termine previsto della direttiva sulle "Case Green". Ora scattano i due mesi di tempo per recepirla. La normativa e gli obblighi comunitari in materia sono stati al centro della puntata di “Numeri”, il programma di Sky TG24 andato in onda il 15 luglio
LA PROCEDURA DI INFRAZIONE
- La Commissione europea ha avviato una procedura d’infrazione per il mancato recepimento nei termini della direttiva sulle “Case Green”, dedicata all’efficienza energetica degli edifici. Bruxelles ha inviato le lettere di costituzione in mora concedendo due mesi per adeguare la normativa nazionale e comunicare l’attuazione. In assenza di risposte ritenute sufficienti, l’iter proseguirà con l’emissione di un parere motivato. Il tema è stato al centro della puntata di “Numeri”, il programma di Sky TG24 andato in onda il 15 luglio.
COSA PREVEDE LA DIRETTIVA
- La direttiva Case Green prevede emissioni azzerate entro il 2050, con un contestuale stop alle caldaie a gas dal 2040 e pannelli solari su tutti i nuovi edifici dal 2030.
GLI STATI COINVOLTI
- I Paesi coinvolti dalla procedura di infrazione intentata dalla Commissione europea sono tutti e 27, Italia inclusa.
CHI HA INVIATO I PIANI E CHI NO
- Ci sono però delle consistenti differenze in Europa: ci sono Paesi che hanno già inviato i loro Piani di attuazione, come Francia, Spagna e Germania, e chi invece non lo ha fatto, come l’Italia.
LA SITUAZIONE A OGGI PER L’ITALIA
- L’Italia non è però messa male: grazie ai bonus edilizi degli ultimi anni gli obiettivi del 2030 previsti dalle Case green sono stati raggiunti al 56%.
I COSTI
- Per raggiungere però i restanti obiettivi servirà investire ancora, ben 17 miliardi all'anno. Questo significa una spesa media di 25 mila euro su un numero di edifici pari al 10%.
CALO CONSUMI ENERGETICI
- Grazie ai bonus, il calo dei consumi energetici si è attestato sul 2% dal 2020 ad oggi. Per raggiungere gli obiettivi del 2030 bisognerebbe ancora scendere dell’1,6% nei prossimi anni.
I FONDI EUROPEI
- Il problema resta quello di chi paga. Oltre ai fondi europei vanno annoverati anche i bonus nazionali a cui si aggiungono anche i prestiti da pagare con risparmi sulle bollette e gli aiuti ai più fragili.