Case Green, l'Ue apre una procedura d'infrazione contro tutti i 27 Paesi membri

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Entro il 29 maggio gli Stati europei avrebbero dovuto recepire la direttiva. Ma nessuno l'ha fatto. Ora, con l'apertura della procedura, i governi hanno due mesi di tempo per mettersi in regola

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La Commissione europea ha aperto una procedura d'infrazione nei confronti di tutti i 27 Stati membri dell'Unione europea, Italia compresa, per il mancato recepimento entro il termine previsto della direttiva sulle cosiddette "Case Green". I governi nazionali hanno ora due mesi di tempo per rispondere a Bruxelles e notificare il recepimento delle disposizioni previste dalla normativa europea.

Perché è stata avviata la procedura d'infrazione

La decisione della Commissione europea riguarda il mancato recepimento completo nel diritto nazionale della direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia, adottata nel 2024. Gli Stati membri erano tenuti a comunicare entro il 29 maggio 2026 il recepimento, cosa che non è accaduta. Secondo quanto comunicato da Bruxelles, quindi, sono state inviate lettere di costituzione in mora a tutti i 27 Paesi dell'Unione. Da questo momento gli Stati interessati hanno a disposizoine due mesi di tempo per completare il recepimento della direttiva e notificarlo alla Commissione. Se la risposta non sarà ritenuta soddisfacente, l'esecutivo europeo potrà procedere con la fase successiva dell'iter, attraverso l'emissione di un parere motivato.

Cosa prevede la direttiva sulle Case Green

La direttiva introduce nuovi requisiti relativi agli standard minimi di prestazione energetica degli edifici non residenziali e definisce percorsi per la progressiva riqualificazione del patrimonio edilizio residenziale. Tra le misure previste figurano inoltre interventi dedicati allo sviluppo delle infrastrutture per la mobilità sostenibile e all'integrazione dell'energia solare negli edifici. La normativa prevede anche una scadenza per la disposizione relativa al divieto di incentivi finanziari destinati all'installazione di caldaie alimentate a combustibili fossili, che doveva essere recepita entro il 1° gennaio 2025.

Approfondimento

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Italia compresa tra i Paesi interessati

L'Italia rientra tra gli Stati destinatari della procedura insieme agli altri 26 Paesi dell'Unione europea. La Commissione europea aveva già avviato, nel mese di marzo, una precedente procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia e di altri 18 Stati membri, tra cui Francia e Germania, per la mancata presentazione della bozza del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici. La nuova iniziativa riguarda invece il mancato recepimento della direttiva entro la scadenza fissata del 29 maggio 2026 e coinvolge, senza eccezioni, tutti gli Stati membri dell'Unione europea.

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