Ad annunciarlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei. "Le coordinate geografiche della rotta presa in considerazione dalle parti sono state concordate e, se alcune parti terze non ostacoleranno il processo, la dichiarazione dei due Paesi è anch'essa nella fase di esame e redazione finale", ha spiegato. Nel Mar Rosso attacchi ad opera degli Houthi ai danni di due petroliere saudite
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Iran e Oman hanno trovato un accordo "sulle coordinate geografiche del corridoio di navigazione" nello stretto di Hormuz. Presto una dichiarazione congiunta se non si intromettono parti terze', il messaggio di Teheran a Washington accusata di sabotare l'intesa che prevede una nuova rotta per attraversare lo Stretto. Trump aveva annunciato un'apertura imminente di Hormuz tornando a promettere, in caso di fallimento dei negoziati, 'colpi durissimi' per Teheran. 'Il presidente Usa è inaffidabile, ha già detto 88 volte che Hormuz era riaperto', aveva ironizzato l'Iran. La Cnn rivela che gli Usa avrebbero assottigliato considerevolmente le scorte di missili scatenando l'ira del segretario alla Difesa Hegseth; 'Falsità, vergognatevi'. Nel Mar Rosso un altro attacco ad opera degli Houthi ai danni di due petroliere saudite.
Gli approfondimenti:
- Stretto di Hormuz, dal transito allo sminamento: cosa prevede l’intesa Iran-Oman
- Cosa prevede il nuovo accordo Israele e Libano che Hezbollah respinge
- Guerra Iran, Reuters: "Gli Usa hanno quasi esaurito missili di precisione a lungo raggio"
- Iran, la Marina militare italiana pianifica l'eventuale invio di 4 navi a Hormuz
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
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Ucraina e Iran, rischia di nascere un unico grande fronte di guerra?
L'attacco attribuito a Kiev contro una nave iraniana nel Mar Caspio potrebbe rappresentare un punto di svolta nei rapporti tra i conflitti in Est Europa e in Medioriente. Una saldatura dei due fronti avrebbe conseguenze militari, energetiche e politiche e il Vecchio Continente rischierebbe di pagarne il prezzo più alto.
Ucraina e Iran, rischia di nascere un unico grande fronte di guerra?
Vai al contenutoCyberattacchi ai sistemi idrici in 7 Stati Usa, sospetti sull'Iran
Almeno sette Stati americani hanno subito attacchi informatici ai sistemi idrici e le prime indicazioni, secondo il New York Times, puntano verso l'Iran. Non risultano alterazioni della qualità dell'acqua, ma le autorità invitano a verificare i sistemi vulnerabili. Dopo il Minnesota, primo a segnalare le intrusioni, anche il Michigan è finito nel mirino. Trump minimizza e accusa il governatore dem Walz.
Cyberattacchi ai sistemi idrici in 7 Stati Usa, sospetti sull'Iran
Vai al contenutoDallo stallo Usa-Iran al conflitto più ampio: 4 segnali da monitorare
I droni sull'Egitto, i raid in Giordania, il blocco di Bab al-Mandeb da parte degli Houthi, la partecipazione saudita ai bombardamenti contro gli alleati di Teheran in Iraq. Il quadro è sempre più complesso e la ripresa della tregua tra Usa e Iran appare sempre più lontana.
Dallo stallo Usa-Iran al conflitto più ampio: 4 segnali da monitorare
Vai al contenutoIran, media: dalla Cina 400 lanciamissili antiaerei portatili
Secondo un'esclusiva dell'agenzia Reuters, basata su tre fonti a conoscenza dell'intesa, Teheran dovrebbe ricevere entro poche settimane la prima fornitura di un massimo di 400 lanciatori portatili di missili antiaerei di fabbricazione cinese. L'accordo, del valore stimato di 60-70 milioni di dollari, mira a colmare le lacune nella difesa a corto raggio emerse durante la guerra con Stati Uniti e Israele. Pechino smentisce: le notizie sarebbero "completamente prive di fondamento".
Iran, media: dalla Cina 400 lanciamissili antiaerei portatili
Vai al contenutoPezeshkian: "Superate condizioni più difficili grazie alla resilienza della popolazione"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha elogiato la resilienza della popolazione per il superamento delle "condizioni più difficili" della storia recente dell'Iran. "Se l'Iran è rimasto in piedi fino a oggi, lo deve al suo popolo", ha affermato Pezeshkian, citato dai media iraniani. Secondo il presidente, "il nemico" starebbe cercando di spingere gli iraniani a scendere in piazza per protestare, ma il governo è determinato a "non deludere il popolo". "Se resteremo al fianco della popolazione, nessuna potenza potrà metterci in ginocchio", ha aggiunto.
Pezeshkian: "Molto difficile parlare con Khamenei, ma la sua presenza è grande forza"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che al momento è "molto difficile" comunicare con la Guida suprema Mojtaba Khamenei, "ma la sua presenza è una grande forza per noi". Lo riporta l'agenzia iraniana Fars. Sin dal suo insediamento a marzo, in seguito all'uccisione del padre Ali Khamenei in un raid israelo-americano, non è mai apparso in pubblico.
Houthi: colpita seconda petroliera saudita nel Golfo di Aden
I ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall'Iran, hanno dichiarato di aver attaccato un'altra petroliera saudita, la seconda in un solo giorno, proseguendo il blocco marittimo dichiarato contro Riad. In una dichiarazione, il portavoce militare Houthi Yahya Saree ha affermato che i ribelli hanno preso di mira la petroliera saudita Daisy nel Golfo di Aden con un missile balistico.
Rubio vede Miliband: "Comune impegno per libero transito a Hormuz"
Gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno ribadito il loro impegno per garantire la libera navigazione nello Stretto di Hormuz e impedire che l'Iran possa dotarsi di un'arma nucleare. Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano Marco Rubio dopo l'incontro con il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband.
"Nel mio incontro con il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband abbiamo discusso della necessità che l'Europa assuma un ruolo maggiore nella propria sicurezza - ha scritto Rubio su X - Abbiamo inoltre riaffermato il nostro comune impegno per garantire il libero transito nello Stretto di Hormuz e per fare in modo che l'Iran non ottenga mai un'arma nucleare".
Hormuz, dal transito allo sminamento: cosa prevede l’intesa Iran-Oman
L’Iran ha raggiunto un accordo con l’Oman che prevede, tra le altre cose, anche la riapertura dello Stretto di Hormuz, nell’ambito di una nuova tregua tra Washington e Teheran.
Il ministero degli Esteri di Teheran, citato da Al Arabiya, ha fatto sapere che sono state "concordate le caratteristiche geografiche del percorso" marittimo nello Stretto. Una "dichiarazione congiunta" tra Iran e Oman sulla nuova rotta per attraversare il corridoio marittimo sarebbe imminente, ha aggiunto il portavoce dello stesso ministero, a patto "che terze parti non vengano a ostacolare il processo", in un chiaro riferimento agli Stati Uniti. Sul testo, a quanto si apprende, dovrebbe pronunciarsi anche l’amministrazione di Donald Trump. Ecco cosa sappiamo.
Hormuz, dal transito allo sminamento: cosa prevede l’intesa Iran-Oman
Vai al contenutoIran: "Israele promuove alternative a Hormuz"
Israele continua a impegnarsi per realizzare un percorso alternativo per un gasdotto che aggiri lo Stretto di Hormuz e che colleghi l'Arabia Saudita all'Europa, passando per Giordania e Israele.
Il ministro dell'Energia israeliano Eli Cohen ha parlato ieri sera con il suo omologo greco, Stavros Papastavrou, in merito all'avanzamento del Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa (Imec), un corridoio infrastrutturale che si estenderebbe dall'Oriente, attraverso gli Stati del Golfo e Israele, prima di raggiungere l'Europa.
Il corridoio aggirerebbe lo Stretto di Hormuz e Bab al-Mandeb, indebolendo l'influenza regionale dell'Iran e rafforzando al contempo quella di Israele. I due funzionari hanno concordato sulle misure da adottare per accelerare il più possibile l'avanzamento del progetto e hanno sottolineato l'importanza di garantire un percorso che assicuri la massima stabilità regionale.
Teheran: "Non sono in corso colloqui con Usa"
L'Iran continua a negare che siano in corso trattative con gli Stati Uniti per la riapertura dello Stretto di Hormuz, descrivendo invece i colloqui con l'Oman come un processo esclusivamente bilaterale. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, in un'intervista televisiva ai media ufficiali di Teheran. "L'affermazione degli Stati Uniti secondo cui sono in corso negoziati con l'Iran è falsa. Non ci sono stati negoziati", ha affermato Gharibabadi, aggiungendo tuttavia che Teheran ha ricevuto messaggi da Washington sulla disponibilità a tornare agli impegni precedenti. Il viceministro ha spiegato che l'Iran non ha ancora deciso se procedere verso una seconda fase che potrebbe portare all'attuazione di un memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran. Le dichiarazioni arrivano dopo che il presidente americano Donald Trump aveva annunciato che lo Stretto di Hormuz sarebbe stato riaperto "a breve", minacciando in caso contrario una nuova dura offensiva contro l'Iran. "Sono in corso discussioni molto positive" con Teheran, aveva dichiarato Trump in un'intervista a Fox News, avvertendo però che, in caso di mancato rispetto degli impegni da parte iraniana, gli Stati Uniti sarebbero tornati a colpire.
Yemen, esplosione vicino petroliera. Non si registrano vittime
Esplosione nelle vicinanze di una petroliera al largo delle coste dello Yemen. Secondo l'Uk Maritime Trade Operations (Ukmto), il comandante della nave ha riferito di aver udito un forte boato nelle immediate vicinanze dell'imbarcazione, situata a sud-est del porto di Aden. Tutti i membri dell'equipaggio sono al sicuro e non si registrano, al momento, danni ambientali. Le autorità competenti hanno avviato un'indagine sull'accaduto.
L'episodio aumenta le preoccupazioni sulla sicurezza delle rotte marittime nella regione, dopo i recenti attacchi contro petroliere saudite nel Mar Rosso rivendicati dalla milizia yemenita degli Houthi, sostenuta dall'Iran. Il gruppo non ha finora commentato l'ultimo incidente. Al centro delle tensioni c'è lo stretto di Bab al-Mandab, uno dei principali passaggi strategici del commercio mondiale: attraverso il corridoio, che collega l'Oceano Indiano al Mar Rosso e al Canale di Suez, transita in condizioni normali circa il 10% del commercio marittimo globale.
Teheran: nuova rotta Hormuz sarà operativa per periodo "tra 2 e 4 mesi"
Un nuovo accordo tra Iran e Oman su una possibile rotta di transito nello Stretto di Hormuz è "sul punto di essere finalizzato". Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, citato dall'agenzia ufficiale Irna, spiegando che Teheran e Muscat hanno raggiunto un'intesa di principio su quasi tutti gli aspetti, compresa la definizione delle rotte di ingresso e uscita per il traffico marittimo. Secondo Gharibabadi, il nuovo corridoio potrebbe essere operativo per un periodo compreso "tra due e quattro mesi" e rappresenterebbe un "nuovo modello di gestione" dello Stretto, diverso da quello utilizzato negli ultimi 60 anni e adattato alle attuali condizioni di sicurezza. Il viceministro ha precisato che l'intesa dovrà essere raggiunta esclusivamente tra Iran e Oman e che Teheran non riconosce un ruolo ad altri Paesi nel processo. Tra le condizioni indicate dall'Iran per la riapertura dello Stretto vi sarebbe anche il ritorno degli Stati Uniti agli impegni previsti dal memorandum di Islamabad, pur non considerato da solo sufficiente.
Pizzaballa: "Ora le elezioni in Israele diano nuove leadership"
"Tutti attendono le elezioni come se fosse una soluzione di tutti i problemi, ma in realtà" quelli del Medio Oriente "sono problemi che richiederanno molto tempo per essere risolti". Tuttavia "è ora che cambino le leadership". Lo dice all'ANSA il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme, che stasera terrà un incontro con gli oltre 2mila giovani convenuti ad Assisi per partecipare all'evento organizzato dal suo ordine, il "Go! Franciscan Youth Meeting", nell'anno giubilare dedicato a san Francesco e che culminerà domani con la visita di papa Leone. L'attualità però incombe e così Pizzaballa non si sottrae alle domande anche se rimane cauto non nominando mai direttamente il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il leader su cui più di tutti le imminenti prossime elezioni saranno un test. "E' importante e decisivo avere volti nuovi e leadership forti - sottolinea però il Patriarca di Gerusalemme -, è auspicabile che si vada verso questa direzione ma senza pensare che ci saranno soluzioni magiche, le cose non cambieranno da un momento all'altro". Pizzaballa commenta con parole nette anche le continue scene di violenze dei coloni: "Non è una novità purtroppo ogni giorno c'è una continuazione, diciamo così, di queste aggressioni che sembra ormai" aver fatto della Cisgiordania "una terra senza legge, un territorio con violenze che stanno rendendo la situazione sempre più incandescente, innanzitutto per i palestinesi, soprattutto nei villaggi e nell'entroterra sono molto spaventati, ma sta creando anche molta tensione all'interno di tutta la società israeliana".
Ukmto: esplosione vicino a petroliera a largo Aden
L'agenzia britannica di sicurezza marittima Ukmto ha ricevuto una segnalazione di un incidente a 95 miglia nautiche a sud-est di Aden, nello Yemen. Il comandante di una petroliera, si legge sul suo sito, ha riferito di aver udito una forte esplosione nelle immediate vicinanze della nave. Tutti i membri sono sani e salvi, e non è stato segnalato alcun impatto ambientale. Le autorita' stanno indagando. Ukmto ha consigliato alle navi di transitare con cautela e di segnalare qualsiasi attivita'. L'incidente e' avvenuto nel tratto di mare che conduce dal Golfo di Aden verso il Mar Arabico, lungo la rotta che collega l'Oceano Indiano con il Mar Rosso e il Canale di Suez, attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb di cui gli Houthi rivendicano il controllo.
Comandante Idf: "Continueremo a operare a Gaza"
Il capo di Stato maggiore israeliano, Eyal Zamir, ha chiarito che l'Idf continuera' a operare "proattivamente" a Gaza, nonostante l'accordo con Hamas annunciato dal presidente americano Donald Trump. "Nella Striscia di Gaza, abbiamo colpito Hamas, lo abbiamo indebolito significativamente e cambiato radicalmente la realta' della sicurezza", ha dichiarato il generale durante una visita alle truppe a Gaza, a quanto riferito da una nota. "Le forze di Difesa israeliane continueranno a operare in modo proattivo e secondo il principio che abbiamo stabilito: eliminare le minacce e, in ogni situazione, proteggere le comunita' e i loro residenti, e salvaguardarne la sicurezza", ha spiegato.
Capo Stato Maggiore Idf: "Indebolito in modo significativo Hamas a Gaza, non permetteremo minaccia ai nostri confini come 7/10"
"Nella Striscia di Gaza abbiamo colpito Hamas, lo abbiamo indebolito in modo significativo e abbiamo cambiato radicalmente la realtà della sicurezza. L’Idf continuerà a operare in modo proattivo e secondo il principio che abbiamo stabilito: rimuovere le minacce e, in ogni situazione, proteggere le comunità e i loro residenti e garantire la loro sicurezza. Non permetteremo che emerga ai nostri confini una minaccia come quella che abbiamo vissuto durante il massacro del 7 ottobre". Ad affermarlo è il Capo di Stato Maggiore, tenente generale Eyal Zamir, che oggi ha condotto oggi una valutazione operativa nella Striscia di Gaza insieme al comandante del Comando Sud, maggior generale Yaniv Asor; al comandante della 99ª Divisione, generale di brigata Elad Tzuri; al comandante della Divisione Gaza, generale di brigata Liron Batito; e ad altri comandanti.
Axios: "Colloqui Israele-Libano a Roma interrotti per gli eventi sul terreno"
Secondo un funzionario del Dipartimento di Stato Usa ad Axios, i colloqui tra Israele e Libano in corso a Roma sono "terminati in anticipo" oggi alle 15.30 a causa degli "eventi sul terreno". La fonte conferma che riprenderanno domani mattina. Sempre secondo Axios, le discussioni si sono concentrate su un'ampia gamma di questioni politiche e militari e sono state "estremamente produttive". I team tecnici hanno fatto progressi nella determinazione di dettagli chiave sull'implementazione del 'Quadro Trilaterale', ha aggiunto.
Iran: Usa hanno chiesto negoziati 4-5 giorni dopo nuovi raid
Gli Stati Uniti hanno trasmesso all'Iran un messaggio con cui chiedevano negoziati 4-5 giorni dopo l'inizio del nuovo ciclo di scontri. A riferirlo e' stato Kazem Gharibabadi, vice ministro degli Esteri iraniano, citato dai media di Teheran.
Iran: maggioranza nuove rotte Hormuz in nostre acque
L'intesa in via di definizione con l'Oman prevede la chiusura delle attuali rotte temporanee per attraversare lo stretto di Hormuz: le nuove saranno per la maggior parte in acque territoriali iraniane. Ad annunciarlo è stato il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi. "Con l'attuazione del nuovo accordo, le attuali rotte temporanee saranno chiuse", ha dichiarato a quanto riportano i media iraniani, e "una parte significativa delle rotte di ingresso e uscita delle navi attraversera' le acque territoriali iraniane".
Gharibabadi: "Raggiunta intesa con Oman su quasi tutto"
Iran e Oman hanno raggiunto un'intesa generale "su quasi tutti i temi ancora in sospeso". A riferirlo e' stato il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, citato da Press Tv. Teheran, ha ricordato, sta trattando con Muscat "nuove rotte di navigazione nello Stretto di Hormuz, poiche' il corridoio attualmente utilizzato rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale del Paese".
Media: Israele accusa il Libano di false notizie, interrotti i colloqui a Roma
I colloqui tra Israele e Libano a Roma, mediati dagli Stati Uniti, si sono conclusi con diverse ore di anticipo. Lo riferisce Times of Israel, spiegando che la sospensione è stata chiesta dall'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, dopo aver accusato la delegazione libanese di aver "ripetutamente diffuso false informazioni ai media libanesi". A causa delle fughe di notizie, ha detto una fonte al giornale israeliano, Leiter ha chiesto ai mediatori statunitensi di sospendere i colloqui odierni prima della loro conclusione prevista. Tuttavia la ripresa dei colloqui è comunque programmata per domani.
Iran, media: dalla Cina 400 lanciamissili antiaerei portatili
Secondo un'esclusiva dell'agenzia Reuters, basata su tre fonti a conoscenza dell'intesa, Teheran dovrebbe ricevere entro poche settimane la prima fornitura di un massimo di 400 lanciatori portatili di missili antiaerei di fabbricazione cinese. L'accordo, del valore stimato di 60-70 milioni di dollari, mira a colmare le lacune nella difesa a corto raggio emerse durante la guerra con Stati Uniti e Israele. Pechino smentisce: le notizie sarebbero "completamente prive di fondamento".
Iran, media: dalla Cina 400 lanciamissili antiaerei portatili
Vai al contenutoUkmto: "Nave al largo dello Yemen sfiorata da una forte esplosione"
Una nave al largo della costa yemenita ha segnalato una forte esplosione nelle vicinanze. Lo riferisce il Centro britannico per le operazioni di commercio marittimo (Ukmto). L'episodio è avvenuto a 95 miglia nautiche (176 km) a sud-est di Aden, in Yemen. Tutto l'equipaggio della nave è "presente e al sicuro". L'Ukmto segnala che le autorità stanno indagando e consiglia alle navi di procedere con cautela e di segnalare qualsiasi attività sospetta.
Libano, dopo la telefonata con Araghchi Tajani sente i negoziatori di Beirut-Tel Aviv e i mediatori Usa. Focus su negoziato a Roma
Dopo il colloquio telefonico con il ministro degli Esteri della Repubblica Islamica dell'Iran, Abbas Araghchi, il titolare della Farnesina Antonio Tajani ha avuto altri confronti con i negoziatori e i mediatori americani che a Roma portano avanti i colloqui sulla situazione in Libano. Già con Araghchi Tajani ha avuto una approfondita discussione sul Libano. Tajani, si legge in una nota della Farnesina, ha ricordato la grande importanza che l'Italia attribuisce alla stabilità del Paese dei Cedri e ha espresso l'auspicio che questo secondo round di negoziati tra Libano e Israele tenuto a Roma possa produrre risultati concreti.
Ai negoziatori israeliani e libanesi e ai mediatori americani Tajani ha confermato che l'Italia continuerà a lavorare a livello politico e diplomatico per facilitare ogni iniziativa volta a favorire il dialogo e la stabilità regionale. In questo senso, l'Italia è pronta a continuare a fare la propria parte, in stretto raccordo con i partner regionali e internazionali.
Copasir: "Allarme su campagne di disinformazione di Russia, Cina e Iran"
Russia, Cina, Iran e altri attori statuali sono impegnati in operazioni di disinformazione e influenza che possono incidere sulla sicurezza nazionale e sul corretto funzionamento dei processi democratici. È quanto emerge dall'attività conoscitiva svolta dal Copasir, che nel corso del 2025 ha raccolto le valutazioni dei vertici dell'intelligence e delle autorità responsabili della sicurezza della Repubblica. Secondo quanto riferito dal direttore dell'Aisi, Bruno Valensise, nel corso di diverse audizioni parlamentari, agenzie e soggetti riconducibili a Stati esteri conducono attività "finalizzate a condizionare l'opinione pubblica" attraverso campagne di propaganda e disinformazione. Tra gli strumenti utilizzati figurano tecniche di "cognitive warfare", basate sulla manipolazione dell'informazione e sulla polarizzazione del dibattito pubblico, con un ricorso sempre più esteso ai social media. Per quanto riguarda la Russia, l'azione informativa si concentrerebbe sulla diffusione di narrative che insistono su una presunta "ipocrisia" e su un presunto "asservimento agli interessi stranieri del Governo italiano", oltre che sul tema del "declino morale, politico ed economico" dell'Occidente e dell'Ucraina. Nel corso dell'audizione del 5 agosto 2025, il sottosegretario Alfredo Mantovano, Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, ha richiamato l'attenzione sulle attività di influenza e disinformazione online realizzate attraverso un articolato network di siti web e account social riconducibili ad attori russi, impegnati nella diffusione di contenuti anti-europei e anti-Nato. Dalle audizioni del ministro della Difesa, Guido Crosetto, è inoltre emerso come uno degli obiettivi della disinformazione antioccidentale russa sia quello di favorire il reclutamento di cittadini stranieri, soprattutto in Africa, da impiegare nel conflitto in Ucraina. Sul fronte cinese, Mantovano ha evidenziato attività di propaganda e influenza volte a promuovere un'immagine positiva di Pechino e ad accreditarla come "partner credibile sullo scenario internazionale", anche attraverso un utilizzo sistematico dei social media e di algoritmi di intelligenza artificiale.
Libano, media Israele: "Colloqui di Roma sospesi anzitempo per fughe di notizie fuorvianti, riprendono domani"
Si è conclusa con circa tre ore di anticipo la seconda giornata di colloqui a Roma tra Israele e Libano mediati dagli Stati Uniti. La sospensione anticipata sarebbe arrivata dopo le accuse israeliane rivolte alla delegazione libanese, accusata di aver diffuso ripetutamente informazioni false ai media del Paese.
Secondo una fonte israeliana citata dal 'Times of Israel', l'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti Yechiel Leiter avrebbe chiesto ai mediatori americani di interrompere la sessione odierna prima del termine previsto proprio a causa delle presunte fughe di notizie. I colloqui dovrebbero riprendere regolarmente nella giornata di domani.
Pizzaballa: "Le elezioni in Israele diano nuove leadership"
"Tutti attendono le elezioni come se fosse una soluzione di tutti i problemi, ma in realtà" quelli del Medio Oriente "sono problemi che richiederanno molto tempo". Ma "è ora che cambino le leadership". E' "importante e decisivo avere volti nuovi e leadership forti, speriamo che si vada verso quello ma senza pensare che ci saranno soluzioni magiche". Lo dice all'ANSA il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme, intervenendo da Assisi dove domani è atteso papa Leone, sulle prossime elezioni in Israele. "Auspicabilmente abbiamo bisogno di nuovi personaggi, ma lo decideranno gli elettori", precisa.
Teheran: "Non in agenda missioni di Araghchi in Pakistan e Qatar"
Non sono in programma visite del ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in Pakistan né in Qatar. Lo ha detto il portavoce della diplomazia iraniana, Esmaeil Baqaei, in dichiarazioni riportate da Asharq Al-Awsat dopo indiscrezioni su una possibile imminente visita di Araghchi a Islamabad, che in questo periodo è stata protagonista della mediazione tra Usa e Iran.
Relazione Copasir: "Forte attenzione alla situazione nell'area e nella Striscia di Gaza"
Il Copasir "ha rivolto una forte attenzione alla situazione in Medio Oriente e nella Striscia di Gaza". E' quanto emerge dalla relazione dello stesso Comitato, presieduto dal deputato Lorenzo Guerini, sull’attività svolta dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025. Nella relazione, approvata ieri e trasmessa al parlamento, si ripercorrono alcune audizioni svolte nel corso dell'anno passato proprio sulla situazione in Medio Oriente.
Oggetto di "numerose sedute del Comitato" anche la situazione in Siria dove, si osserva, "si è registrato l'aumento della presenza americana e la contestuale permanenza russa. Continua inoltre a registrarsi una significativa presenza delle forze israeliane che, pur potendo godere di una dislocazione sul territorio particolarmente favorevole, non sarebbero intenzionate ad ulteriori avanzate per evitare di destabilizzare la regione".
Iran: "Anche con l'intesa Hormuz resta insicuro per colpa degli Usa"
Un'intesa con tra Iran e Oman su Hormuz, in via di finalizzazione, non renderebbe automaticamente sicuro lo Stretto viste le interferenze degli Stati Uniti. A chiarirlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, citato dall'agenzia Isna. "La chiusura dello Stretto di Hormuz è stata causata dall'aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista contro l'Iran, e dalle conseguenze di sicurezza da essa derivanti per l'intera regione", ha spiegato. "Dunque l'intesa Iran-Oman, di per sè, non puo' significare che lo stretto sia diventato sicuro per le navi in transito", ha proseguito, visto che i fattori di insicurezza "dovutri agli Stati Uniti, in particolare il blocco navale e altre azioni aggressive e minacciose contro l'Iran e i suoi interessi, continuano a sussistere".
Iran, intesa con l'Oman su corridoio di navigazione a Hormuz
Iran e Oman hanno trovato un accordo "sulle coordinate geografiche del corridoio di navigazione" nello stretto di Hormuz. Ad annunciarlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, citato dall'agenzia Isna. "Le coordinate geografiche della rotta presa in considerazione dalle parti sono state concordate e, se alcune parti terze non ostacoleranno il processo, la dichiarazione congiunta dei due Paesi, comprendente le principali considerazioni e i punti concordati è anch'essa nella fase di esame e redazione finale", ha spiegato.
Libano, colloqui a Roma con Israele. E l'Idf bombarda il sud
Lo schema delle 'zone pilota', con il ritiro delle Idf e il disarmo di Hezbollah, resta centrale nei colloqui in corso a Roma tra le delegazioni di Israele e Libano. Agli sforzi diplomatici fa tuttavia da contraltare un'escalation sul terreno, con le Idf che sono tornate a emettere - per la prima volta dopo settimane - un avviso di evacuazione per i residenti del villaggio di Al-Mansouri, dove in precedenza la stampa libanese aveva riportato di bombardamenti. Sempre i media di Beirut avevano scritto stamane di colpi di artiglieria sparati sulla periferia della città di Majdalzoun, sempre nel distretto di Tiro. Il sindaco di Mansouri, Haidar Madihli, ha riferito di attacchi nel quartiere di Ghazaleh, alla periferia di Al-Mansouri, che hanno causato danni significativi, inducendo decine di persone a lasciare la città, dopo che circa 120 famiglie vi avevano fatto ritorno a fine giugno.
Netanyahu: "Trump grande amico ma l'esistenza di Israele viene prima"
"Il presidente Trump è il piu' grande amico che abbiamo mai avuto alla Casa Bianca, e gli Stati Uniti sono il nostro più grande alleato, ma l'esistenza di Israele non è negoziabile, con o senza accordo". Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu parlando alla commemorazione pubblica per i nonni di Theodore Herzl. "Sono determinato a fare tutto il necessario per garantire la nostra sicurezza e il nostro futuro".

©Ansa
Iran, Tesoro Usa revoca sanzioni a compagnia area legata ai Pasdaran
Gli Stati Uniti hanno rimosso dalla lista delle entità sanzionate per terrorismo una compagnia area legata ai Guardiani della rivoluzione iraniani. Lo ha reso noto il dipartimento del Tesoro sul suo sito. Dall'elenco è stata cancellata la Fly Baghdad Airlines Company (denominata anche Fly Baghdad e Iraq Express), così come due arei della società. Fly Baghdad era stata sanzionata perchè, secondo Washington, avrebbe avuto legami con i Pasdaran.
Lega araba: "Coloni israeliani alimentano deliberatamente una guerra religiosa"
I coloni israeliani "si stanno adoperando con ogni mezzo per trasformare il conflitto con i palestinesi da una disputa politica risolvibile in un conflitto religioso governato unicamente dalla logica del gioco a somma zero": lo ha detto il segretario generale della Lega Araba Nabil Fahmy intervenendo alla riunione dei ministri arabi su Gerusalemme in corso ad Amman, esortando la comunità internazionale a non sottovalutare i rischi. "Pericoli e minacce incombono sulla città di Gerusalemme e sulla moschea di Al-Aqsa, volte a modificare lo status quo storico, giuridico e demografico della Città Vecchia e del Monte del Tempio", ha aggiunto, una situazione che ha definito "completamente disumana e illegittima". "Stanno deliberatamente e intenzionalmente alimentando le fiamme della guerra religiosa e devono essere contrastati con una campagna diplomatica, legale e mediatica che smascheri questo piano e i suoi pericoli di fronte alla comunità internazionale, che non è ancora sufficientemente consapevole delle potenziali conseguenze di un'escalation della situazione o di un attacco ai sentimenti religiosi di musulmani e cristiani". "Incursioni sempre più frequenti che coinvolgono un numero crescente di partecipanti, sotto la protezione della polizia di occupazione" puntano - secondo Fahmy - "a svuotare Gerusalemme dei suoi abitanti arabi, musulmani e cristiani e circondarla con un anello di insediamenti, così isolandola dalla sua naturale estensione in Cisgiordania, spogliandola della sua identità palestinese e cancellando ogni traccia, monumento e simbolo che ne testimoni la storia".
Libano, media: "Un morto e 11 feriti in raid dell'Idf su Tibnin"
E' di almeno un morto e undici feriti il bilancio di un attacco israeliano a Tibnin, nel distretto di Bint Jbeil. Lo ha riferito L'Orient le Jour, precisando che e' stata presa di mira una sala di preghiera situata all'ingresso del cimitero del villaggio.
Fonti Teheran: "Riapertura Hormuz non automatica dopo eventuale accordo con l'Oman"
Qualsiasi eventuale accordo tra Iran e Oman riguardo il transito nello Stretto di Hormuz "non porterà automaticamente" alla riapertura di questo passaggio strategico. Lo ha detto una fonte all'iraniana Press Tv, dopo le indiscrezioni raccolte dalla tv satellitare al-Jazeera.
Iran, fonti alla Cnn: "50% di possibilità per accordo con gli Usa entro venerdì"
C'è un "50%" di possibilità che Usa e Iran arrivino entro venerdì a un accordo. E' quanto sostiene un funzionario di alto grado di un Paese del Golfo citato dalla Cnn. La fonte ha evidenziato come nella delegazione iraniana non sia rappresentata la voce dei Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani.
Le dichiarazioni della fonte arrivano dopo che nelle scorse ore Donald Trump ha parlato di "ottime discussioni" con l'Iran, affermando che un accordo con Teheran per la riapertura di Hormuz potrebbe concretizzarsi entro venerdì. Intanto, una fonte diplomatica di alto grado ha detto ad al-Jazeera che restano "solo una o due" questioni irrisolte nei colloqui tra Iran e Oman.
Iran, fonti ad al-Jazeera: "Uno o due punti da risolvere con Oman, intesa possibile a ore"
Restano "solo una o due" questioni irrisolte nei colloqui tra Iran e Oman. Lo ha detto una fonte diplomatica di alto grado ad al-Jazeera, precisando che "non sembra" trattarsi di questioni "particolarmente complesse". "A patto che non ci siano interferenze malevole da parte di altri, già oggi o domani si potrebbe arrivare a un accordo", ha detto la fonte, sostenendo che per quanto riguarda "chiusura o riapertura" dello Stretto di Hormuz "dipenderà da eventuali azioni degli Stati Uniti che vengano considerate una violazione del diritto internazionale".
Libano, Idf: " Avviso di evacuazione nel villaggio al-Mansouri nel sud"
L'esercito israeliano ha emesso un avviso di evacuazione per i residenti del villaggio libanese di Al-Mansouri, nel distretto di Tiro. Lo scrive il portavoce dell'Idf Avichay Adraee su X. In precedenza, i media libanesi avevano riferito di raid aerei sulla zona. A Roma è in corso la seconda giornata di colloqui tra le delegazioni di Israele e Libano.
Pezeshkian ad Hamas: "Vi sosteniamo nei negoziati su Gaza"
"L'Iran sosterrà ogni misura, iniziativa e decisione che i leader palestinesi prenderanno nel processo negoziale" su Gaza. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una telefonata a Khalil al-Hayya, capo dell'ufficio politico di Hamas. La scorsa settimana, Trump ha annunciato il raggiugimento di un accordo con Hamas per il suo disarmo. Quest'ultimo tuttavia lo ha legato al ritiro dell'Idf dalla Striscia, cosa che Israele si rifiuta di fare finchè il gruppo militante palestinese non avrà deposto le armi. Lunedì il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha per la prima volta pubblicamente preso le distanze dall'intesa annunciata da Trump, sostenendo che non riflette la posizione dello Stato ebraico, e ieri ha ribadito che non ci sara' alcun ritiro fino al completo disarmo di Hamas.
Tajani sente Araghchi: "Mi ha anticipato le proposte di Teheran sul Libano"
Nella telefonata avuta con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro iraniano Abbas Araghchi ha offerto il punto di vista iraniano, anticipando alcune proposte diplomatiche che Teheran intende avanzare sul dossier. Lo riferisce la Farnesina in una nota. Tajani ha ribadito l'importanza di progredire nell'attuazione degli impegni assunti dalle parti, con particolare riferimento al disarmo di Hezbollah e al contestuale ripristino della sovranità dello Stato libanese sull'intero territorio nazionale. Tajani ha confermato che l'Italia continuerà a lavorare a livello politico e diplomatico a sostegno di ogni iniziativa volta a favorire il dialogo e la stabilità regionale. In questo senso, ha aggiunto, l'Italia è pronta a continuare a fare la propria parte, in stretto raccordo con i partner regionali e internazionali. A Roma è in corso nuovo round di colloqui trilaterali tra Libano, Usa e Israele per cercare di risolvere il conflitto nel Paese del centro.
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Media: Araghchi venerdì in Pakistan per vedere mediatori
Abbas Araghchi, ministro degli Esteri dell'Iran, sarà venerdì in Pakistan per incontri ufficiali con i mediatori del negoziato con gli Stati Uniti. Lo riporta l'agenzia Tasnim. Durante la visita Araghchi dovrebbe incontrare il capo di Stato maggiore dell'esercito Asim Munir, il primo ministro Shehbaz Sharif, primo ministro del Pakistan e il ministro degli Esteri Ishaq Dar.
Iran, Onu: 'Giustiziate almeno 56 persone da marzo'
Almeno 56 persone sono state giustiziate in Iran dal 19 marzo, con l'accusa di reati legati alla sicurezza nazionale, di cui 27 in casi connessi alle proteste di inizio anno. Lo ha reso noto l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Türk, aggiungendo che da marzo si è registrato un aumento delle esecuzioni e delle condanne a morte ed esortando le autorità a fermare tutte le esecuzioni e ad adoperarsi per l'abolizione della pena di morte.
Oltre 50.000 senz'acqua in Cisgiordania per malfunzionamento pozzo gestito da Israele
Il malfunzionamento di un pozzo gestito da Israele in Cisgiordania ha causato una grave crisi idrica, che ha colpito i villaggi di Beit Iba, Tell, Qusin, Beit Wazan, Sarra, Jit e diversi villaggi nella zona di Jenin, nella Cisgiordania settentrionale, lasciando senza acqua almeno 50.000 persone. Iman Mahmoud Ismail, vice capo del consiglio del villaggio di Beit Iba, a ovest di Nablus, ha dichiarato a Radio Alam: "Un guasto tecnico alla pompa principale ha causato un'interruzione dell'acqua che ha colpito circa il 90% del villaggio di Beit Iba e dei villaggi circostanti". Ha spiegato che il pozzo si trova su un terreno di proprietà di Beit Iba, all'interno dell'Area A, amministrata dall'Autorità Palestinese; tuttavia, la gestione del pozzo è affidata alla società israeliana Mekorot. "Ci è stato detto che la riparazione del guasto richiederà un mese", ha aggiunto.
Secondo l'attivista Abdul Rahman al-Banna, ci sono "oltre 50.000 cittadini che non riescono a trovare un bicchiere d'acqua da bere". Ha dichiarato al quotidiano Al-Arabi Al-Jadeed: "Abbiamo sete in ogni senso della parola. Abbiamo esaurito ogni mezzo senza successo, i pozzi domestici si sono prosciugati e le sorgenti d'acqua sono diventate rare, con i consumi che raddoppiano durante l'estate".
Presidente iraniano a leader Hamas: 'Con voi su ogni decisione durante negoziati'
Teheran "sostiene ogni decisione, iniziativa o misura adottata dai leader palestinesi durante il processo negoziale in atto" tra Israele e Hamas. Lo ha detto il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, al nuovo leader dell'Ufficio politico di Hamas, Khalil al-Hayya, in una telefonata di cui dà notizia l'agenzia ufficiale iraniana Irna. Ribadito, precisa l'Irna, "il sostegno continuo al popolo palestinese". Pezeshkian, si legge, ha confermato che "l'Iran non risparmierà sforzi nel sostegno ai palestinesi" e ha insistito per una "maggiore unità" tra i "Paesi islamici" anche per "rafforzare la cooperazione contro sfide comuni". Le parole del presidente iraniano arrivano dopo che la scorsa settimana Donald Trump ha annunciato un accordo raggiunto dal Board of Peace sul "disarmo completo di Hamas e di tutti i gruppi armati a Gaza". Solo ieri è arrivata la reazione del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, che in un video diffuso sui social ha affermato che Israele non ha acconsentito al piano. Netanyahu che puntualizzato che Israele ha ricevuto una "bozza" e ha risposto con osservazioni, non con un via libera. "Ci hanno mandato una bozza, non l'abbiamo approvata. Non è la nostra bozza - ha detto in un video diffuso sui social - Abbiamo mandato le nostre osservazioni".
Tajani sente Araghchi: "Bene dialogo. Hormuz sia libero"
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, in cui ha ribadito la necessità di risolvere la crisi con il dialogo e garantire la libera navigazione nello stretto di Hormuz. Lo ha riferito lo stesso Tajani su X. "Ho appena parlato con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Mi ha illustrato la trattativa che l'Iran sta avendo con l'Oman per riaprire lo stretto di Hormuz al traffico commerciale. Ho ribadito l'importanza di proseguire il dialogo per arrivare rapidamente a una soluzione politica della crisi anche con gli Stati Uniti ed evitare nuove escalation", ha spiegato. "È essenziale garantire la piena libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, senza pedaggi o limitazioni, nell'interesse della stabilità regionale e dell'economia globale", ha insistito Tajani. "Abbiamo parlato anche del Libano: auspico che i negoziati in corso a Roma producano risultati concreti per consolidare il cessate il fuoco e arrivare a un accordo generale. Gli ho ribadito che il ruolo dell'Iran è cruciale per fermare le azioni militari di Hezbollah. L'Italia continuerà a fare la propria parte per favorire dialogo, sicurezza e pace in Medio Oriente", ha assicurato.
Iran: "allarme" Onu per aumento esecuzioni capitali da marzo
Le Nazioni Unite si sono dette "allarmate" dall'aumento delle esecuzioni capitali in Iran, con almeno 56 persone giustiziate con l'accusa di minaccia alla sicurezza nazionale, a partire dalle prime impiccagioni legate alle proteste di inizio anno.
Il Papa: 'prego per la pace nel mondo'
Il Papa, nell'udienza generale, ha ricordato i pellegrinaggi che in questi giorni si svolgono al santuario polacco di Jasna Gora. "Insieme a voi prego per la pace nel mondo", ha detto al momento dei saluti ai fedeli di lingua polacca.
Egitto, ritiro israeliano condizione necessaria per piano Trump per Gaza
Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty è ad Amman per una riunione dei ministri della regione su Gerusalemme, che inevitabilmente verterà in generale sulla situazione di Gaza, il ritiro israeliano e le altre crisi in atto nella regione. Abdelatty - riferisce un portavoce - ne ha parlato a margine prima dell'inizio dell'incontro con il suo omologo tunisino Mohamed Ali Nafti, esortando alla "piena attuazione del piano di pace del Presidente degli Stati Uniti per Gaza, compreso il completamento della prima fase, la garanzia di un accesso completo, sicuro e sostenibile per gli aiuti umanitari" ma soprattutto il "ritiro israeliano dalla Striscia di Gaza", giudicato "condizione necessaria per la rapida attuazione dei programmi di ripresa e ricostruzione". I due ministri hanno accennato anche alla questione libica, sostenendo il proseguimento del meccanismo tripartito avviato da Egitto, Tunisia e Algeria per accompagnare il Paese a un processo politico unitario e pacifico. L'incontro di Amman riunisce i ministri dei Paesi arabi e islamici con lo scopo di "esplorare le modalità per sostenere i legittimi diritti del popolo palestinese e preservare lo status giuridico e storico di Gerusalemme".
Media, Hormuz continuerà a lungo a essere una leva geopolitica per l'Iran
La capacità dell'Iran di trarre profitto dallo stretto di Hormuz "diminuirà, ma potrebbe non scomparire mai del tutto" e "anche se le tariffe che l'Iran può imporre diminuiranno nel tempo, la sua influenza strategica non si affievolirà necessariamente. Anzi, potrebbe persino rafforzarsi man mano che il regime istituzionalizza la propria influenza regionale". Lo scrive l'Economist in un'analisi intitolata 'Per quanto tempo l'Iran potrà utilizzare Hormuz come arma?' la cui conclusione è, appunto, che Teheran potrebbe continuare a sfruttare lo Stretto sia per ottenere entrate sia per mantenere una forte leva geopolitica ben oltre la fine della guerra. L'Economist ricorda come per Hormuz passi circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale. Con la guerra, i Paesi del Golfo hanno cercato alternative. L'oleodotto est-ovest dell'Arabia Saudita, che evita lo stretto attraversando la penisola fino al porto Yanbu sul Mar Rosso, trasportava solo 1 milione di barili al giorno per l'esportazione prima della guerra. Oggi funziona a una capacità di 7 milioni. Gli Emirati Arabi Uniti hanno sfruttato al massimo il loro oleodotto Habshan-Fujairah, che trasporta 1,8 milioni di rispetto a 1 milione di barili al giorno prima della guerra. Circa 200.000 transitano attraverso un oleodotto iracheno più piccolo, un tempo inattivo, verso la Turchia. I Paesi del Golfo stanno poi costruendo oleodotti alternativi, ma non saranno sufficienti a sostituire completamente lo Stretto. Inoltre anche le vie alternative hanno rischi. Per lasciare Yanbu si passa per Bab al-Mandab, vulnerabile agli attacchi Houthi alleati dell'Iran, oppure attraverso il canale di Suez, che sbocca sul Mediterraneo. Ma il 29 luglio un drone ha colpito una petroliera a Damietta, a soli 50 km in linea d'area da quello sbocco. E, se per il petrolio esistono alcune alternative, per carburanti raffinati e gas naturale liquefatto (Gnl) sono molto limitate. Nuove infrastrutture richiederanno anni di lavori e potrebbero essere vulnerabili a nuovi attacchi.
Houthi, 'colpita una petroliera saudita nel Mar Rosso'
Gli Houthi yemeniti, sostenuti dall'Iran, hanno dichiarato di aver attaccato una petroliera saudita al largo di Yanbu, nel Mar Rosso, mentre i ribelli continuano il loro dichiarato blocco marittimo dell'Arabia Saudita. Il gruppo "ha colpito con successo la petroliera saudita 'Wafa' nel Mar Rosso settentrionale, al largo della costa di Yanbu, con diversi missili balistici", ha affermato il loro portavoce militare Yahya Saree in una dichiarazione video, aggiungendo che si tratta dell'ottava nave presa di mira dall'inizio del blocco il 22 luglio.
Teheran: 'Trump instabile, guardiamo con scetticismo a proposte Usa'
"Gli americani hanno dimostrato più volte di non essere affidabili. Il presidente statunitense Donald Trump ha una personalità instabile. Gli Stati Uniti e Israele hanno violato diverse clausole dell'accordo di cessate il fuoco. Qualsiasi passo compiuto dagli americani incontrerà una contromossa da parte dell'Iran, con una forza ben maggiore. Qualsiasi proposta avanzata dagli Stati Uniti, sia nell'ambito dei negoziati che in altre iniziative, dovrebbe essere accolta con scetticismo". Lo ha dichiarato il segretario della Commissione parlamentare per la sicurezza nazionale iraniana Behnam Saidi.
Libano, Onu: oltre 800.000 sfollati tornano a casa dopo guerra
Oltre 800.000 persone sfollate a causa della guerra in Libano hanno iniziato a tornare nelle loro città d'origine dopo la tregua nel conflitto tra Israele e Hezbollah, ha dichiarato l'Onu. L'annuncio, diffuso ieri sera, è giunto mentre il Libano e Israele hanno avviato un nuovo ciclo di colloqui, sponsorizzati dagli Stati Uniti, a Roma, volti a porre fine ai combattimenti, e che dovrebbero concludersi domani. L'Agenzia umanitaria delle Nazioni Unite (Ocha) ha affermato che "821.077 persone hanno iniziato a tornare nelle loro aree di origine al 30 luglio", aggiungendo pero' che oltre 360.000 rimangono sfollate, di cui circa 26.000 ospitate in rifugi governativi.
Libano, Idf: 'distrutto tunnel di Hezbollah nel sud'
Un tunnel di Hezbollah lungo decine di metri nel villaggio di Srebbine, nel sud del Libano, è stato demolito nei giorni scorsi dai genieri militari dell'Idf. Lo ha riferito l'esercito israeliano, aggiungendo che il tunnel era stato utilizzato da dal Partito di Dio per sferrare attacchi. In altre zone del Libano meridionale, le truppe della Brigata Kfir hanno scoperto e distrutto un deposito di armi che comprendeva razzi e lanciatori di Hezbollah, e i riservisti della Brigata Kiryati hanno rinvenuto decine di altre armi, aggiunge l'esercito.
Media Libano, 'potenti bombardamenti israeliani nel sud del Paese'
Le forze israeliane hanno effettuato un potente bombardamento nella città di Kfar Tebnit, che si trova nel Libano meridionale nella zona di Nabatieh. Lo afferma l'agenzia libanese Nna, secondo cui gli israeliani hanno inoltre effettuato un nuovo massiccio bombardamento nella città di Haddatha, nel distretto di Bint Jbei. Nna riporta inoltre, nelle ultime ore, di importanti operazioni di bombardamento nella zona di Al-Mashaa, tra le città di Al-Mansouri e Majdal Zoun nel distretto di Tiro. L'agenzia libanese segnala inoltre, ieri sera e ieri pomeriggio, attacchi di droni sul quartiere di Al-Ruwais, alla periferia di Nabatieh.
Mo: media, 'Idf lancia operazione vasta scala in campo profughi in Cisgiordania'
Le Forze di Difesa Israeliane hanno distribuito volantini nel campo profughi di Qalandiya, in Cisgiordania, dichiarando che "le forze di sicurezza israeliane hanno lanciato un'operazione su vasta scala contro i terroristi". La rete palestinese Al-Quds ha riferito che le forze israeliane hanno fatto irruzione nella sede del comitato popolare del campo. Secondo quanto riportato, le forze dell'ordine hanno picchiato il giornalista Mohammed Samarin mentre stava documentando il raid e hanno impedito ai residenti di pregare in tutte le moschee di Qalandiya. L'ufficio del governatore distrettuale di Gerusalemme dell'Autorità Palestinese ha riferito che le forze operano nella zona dall'alba, conducendo raid e perquisizioni in diversi quartieri.
Media, 'Hamas vuole trasferire parte delle sue attività dal Qatar in Turchia'
Hamas si starebbe preparando a trasferire molte delle sue attività dal Qatar in Turchia. Lo hanno riferito fonti all'emittente pubblica israeliana Kan, secondo cui il gruppo islamista manterrebbe comunque gran parte delle sue attività in Qatar. Secondo quanto riportato, la decisione è stata presa in parte dopo che Doha aveva espresso insoddisfazione per la scelta del gruppo terroristico di eleggere Khalil al-Hayya come suo nuovo leader.
Cnn, 'scorte Usa intercettori Thaad ridotte di quasi l'80%ì
L'esercito statunitense ha utilizzato quasi l'80% delle sue scorte di missili intercettori Thaad dall'inizio della guerra con l'Iran, portando il suo inventario a un livello che alti funzionari militari hanno definito "pericolosamente basso". Lo riporta la Cnn, che cita fonti secondo cui gli Stati Uniti hanno anche utilizzato circa la metà dei missili intercettori Patriot di cui disponevano all'inizio della guerra.
Funzionario Iran: 'sono gli Usa a rallentare l'accordo con Oman su Hormuz'
"La ragione principale del ritardo nell'accordo tra Iran e Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz è l'ingerenza degli Stati Uniti e le minacce del presidente Donald Trump". Lo ha dichiarato un funzionario informato, citato da Sepah News, affiliata alle Guardie Rivoluzionarie. "Finché continueranno queste manovre da parte degli Stati Uniti, l'accordo subirà dei ritardi", ha aggiunto, sottolineando che "Teheran non concluderà alcun accordo sotto la minaccia di tali azioni". Nel frattempo, secondo PressTV, un "alto funzionario iraniano" ha affermato che "i colloqui tra Teheran e Muscat sono entrati in una nuova fase, grazie a una reciproca intesa". L'obiettivo dei colloqui è quello di istituire un corridoio intermedio attraverso lo Stretto di Hormuz per garantire la navigazione sicura, tutelando al contempo i diritti dell'Iran in quanto Stato costiero. Il corridoio dovrebbe sostituire le attuali rotte settentrionali e meridionali, ha aggiunto.
Iran: prezzi petrolio in leggero calo, Brent a 78,82 dollari al barile
Prezzi del petrolio in leggero calo. Il Brent, riferimento in Europa, è sceso dell -0,54% a 78,82 dollari al barile. Il Wti, riferimento in Usa, è sceso dello 0,66% a 75,11 dollari al barile.
Iran, Hegseth contro CNN, fake news su scorte missili
"Quel banner non e' vero, CNN. Vergogna. Non odiamo abbastanza i media delle fake news". Lo scrive su X il segretario americano alla Difesa, Pete Hegseth, smentendo la notizia riportata dalla CNN, secondo cui dall'inizio della guerra in Iran, gli Usa avrebbero utilizzato l'80% dei missili intercettori Thaad e il 50% di Patriot.
Iran, media: il Pentagono nasconde vero numero delle perdite
Alla guerra dei missili si aggiunge quella dei numeri. E secondo alcuni media americani, quello dei soldati americani rimasti uccisi o feriti non torna. Il Pentagono starebbe usando un nuovo metodo per conteggiare le perdite nel conflitto con l'Iran che, secondo un funzionario del governo americano, e' stato "progettato per nascondere il numero reale". Lo sostiene il sito investigativo online americano The Intercept, specializzato in Intelligence e Difesa. Dall'inizio del conflitto, spiega la testata, il dipartimento della Guerra ha pubblicato il conteggio ufficiale delle vittime sul sito del Defense Casualty Analysis System (Dcas), il sistema che monitora i militari "deceduti, feriti, malati o lesionati" per il Congresso e il presidente. Questo totale ufficiale di morti e feriti sarebbe il risultato di una clamorosa sottostima, dovuta a quello che lo stesso funzionario citato dal sito in forma anonima ha definito un "insabbiamento delle perdite".
Trump: 'l'accordo sull'apertura di Hormuz? Possibile oggi o giovedì'
"Sono stati fatti molti progressi" e un accordo "è possibile domani o dopodomani", vale a dire mercoledì o giovedì. E' quanto ha detto Donald Trump, poco prima di imbarcarsi sull'Air Force One a Los Angeles dove è ancora martedì sera allo scopo di raggiungere Las Vegas, a una domanda sull'ipotesi rilanciata da Axios, secondo cui l'intesa sull'apertura dello Stretto di Hormuz è attesa oggi, mercoledì 5 agosto. "Mi hanno chiamato e hanno detto: 'Per favore, parliamone'. Vogliono parlare. La cosa buffa è che non l'avevano mai detto; dicono sempre: 'Non trattiamo'. Ma poi chiamano, vogliono parlare, stiamo parlando", ha aggiunto.
Trump: 'con l'Iran ottime discussioni, speriamo di non usare colpo più duro'
"Li abbiamo colpiti molto, molto duramente, ma il colpo più duro deve ancora arrivare, e spero che non dovremo usarlo. Spero che non ce ne sarà bisogno. Stiamo avendo ottime discussioni". E' quanto ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox News, parlando - a suo dire - di negoziati piuttosto singolari. "Dici a persone come voi: 'Stiamo avendo discussioni meravigliose', e poi arriva qualcuno dal nulla e dice: 'Non ci siamo incontrati, non l'abbiamo fatto'. Succede tutto il giorno, capite? È semplicemente incredibile. Dicono: "Non abbiamo parlato, non abbiamo parlato di nucleare". E di cosa parliamo allora? Ce ne stiamo lì a girarci i pollici?", ha aggiunto Trump. "Sono solo parole. L'unica cosa che conta sono i fatti, e loro vogliono trovare un accordo. Vedremo cosa succederà. Se non trovano un accordo sarà un peccato", ha concluso.
Trump: 'Stretto di Hormuz si aprirà molto presto, altrimenti colpi durissimi'
Lo Stretto di Hormuz "si aprirà molto presto oppure subiranno un colpo durissimo, e allora lo Stretto si aprirà". Lo afferma il presidente Donald Trump in un'intervista a Fox News, assicurando che l'Iran "non avrà mai un'arma nucleare". "Eravamo ormai prossimi a un attacco enorme, il più grande dalla Seconda guerra mondiale. Poi mi hanno chiamato e hanno detto, molto cortesemente: 'Possiamo parlarne? Possiamo parlarne?'. E io ho risposto: 'Sì, possiamo parlarne. Chiudiamo la questione. Finalmente, chiudiamola", ha proseguito il tycoon, per il quale si tratta di una cosa che altri presidenti "avrebbero dovuto fare nell'arco di cinquant'anni. Sai, qui si parla del 47/mo presidente, ma la situazione dura ormai da anni, sono passati più di cinquant'anni. Altri presidenti o altri paesi avrebbero dovuto riuscirci. Io ho fatto ciò che dovevo fare, perché se avessero ottenuto un'arma nucleare, il mondo intero sarebbe un posto diverso. Ecco tutto"., ha concluso Trump.
Axios, 'Usa vicini ad accordo provvisorio su Hormuz, atteso oggi l'annuncio'
Stati Uniti, Iran e Oman sono vicine all'accordo provvisorio per la riapertura dello Stretto di Hormuz: Washington punta ad annunciare oggi l'intesa, secondo Axios, in base a due fonti regionali e a un funzionario americano. L'accordo, oggetto di negoziati da diverse settimane, mira a ripristinare la tregua tra Usa e Iran e a far ripartire i negoziati per un accordo sul nucleare. L'intesa preliminare farebbe sue alcune richieste iraniane sui diritti di controllo del traffico nello stretto che non aveva prima della guerra. L'accordo in discussione consisterebbe in un meccanismo provvisorio di 60 giorni, potenzialmente prorogabile.
Sabato, il presidente Donald Trump ha deciso di non dare seguito alle minacce di un massiccio round di bombardamenti per dare più tempo alla diplomazia. Se non si dovesse raggiungere presto un'intesa, il tycoon potrebbe dare il via libera ad attacchi su larga scala. L'accordo in fase di definizione accoglierebbe alcune richieste dell'Iran per maggiore controllo sul traffico nello Stretto di Hormuz, che il Paese non aveva prima della guerra. Secondo due fonti regionali, è previsto un meccanismo provvisorio di 60 giorni tra Oman e Iran nello Stretto di Hormuz, suscettibile di proroga. Tutto il traffico navale in entrata attraverso lo stretto e diretto verso il Golfo transiterebbe su una corsia settentrionale, attraversando le acque iraniane. Tutto quello in uscita verso il Mar Arabico transiterebbe su una corsia meridionale, in acque dell'Oman e in coordinamento con l'Iran. Non sarebbero applicati pedaggi o tariffe nei 60 giorni.