Videocall tra i ministri dell'Interno dei 27 Stati Ue dopo gli arrivi dal Marocco nell'exclave spagnola e la morte di almeno 75 persone. Piantedosi: "L'Ue usi tutte le leve se Paesi terzi non rimpatriano". Madrid precisa: "Non c'è stato alcun rischio di movimento secondario, Ceuta ha un regime speciale". Brunner: "Nessun migrante è entrato nell'area Schengen". Secondo il sito OkDiario, alcuni post sui social inviterebbero a organizzare un nuovo ingresso in massa il 15 agosto
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Si è svolta oggi la riunione d'emergenza - in videoconferenza - dei ministri Ue dell'Interno, dopo gli arrivi di migranti a Ceuta, l'exclave spagnola confinante col Marocco, e la morte di almeno 75 persone. "Se un Paese terzo rifiuta di cooperare sulla riammissione dei propri cittadini, l'Unione deve poter applicare forti condizionalità in ogni settore, utilizzando tutte le leve a disposizione", ha detto il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. "È emersa una visione condivisa sulla necessità di continuare a combattere senza tregua il traffico di migranti, di potenziare i rimpatri, di rafforzare le frontiere dell'Ue, di instaurare partenariati solidi con i Paesi terzi e di migliorare la capacità di previsione", ha poi fatto sapere il Consiglio Ue. E il commissario Ue agli Affai interni, Magnus Brunner, ha assicurato: "Nessun migrante da Ceuta è entrato nell'area Schengen". Ma è ancora alta la tensione tra Spagna e Italia su questo punto. Madrid: "Schengen mai stato a rischio. La decisione di Roma è incomprensibile, revochi controlli". Il ministro dell'Interno Fernando Grande-Marlaska ha anticipato che la Spagna è contaria alla proposta, sostenuta invece dall'Italia, di hub nei Paesi terzi. Intanto, secondo il sito OkDiario alcuni post sui social inviterebbero a organizzare un nuovo ingresso in massa a Ceuta il 15 agosto.
Gli approfondimenti:
- Cosa succede ora che l'Italia ha sospeso Schengen con la Spagna?
- Dove si trova Ceuta e cosa significa enclave spagnola
- La crisi dei migranti a Ceuta e le mosse dell'Europa
- Migranti, bozza dl: assunzione 500 agenti per più controlli frontiere
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Ue: “Attivare sistemi di allerta precoce e monitoraggio social media”
Il commissario Ue agli Affari interni Magnus Brunner, dopo la videoconferenza, ha spiegato che uno dei cinque punti del percorso annunciato ieri dalla presidente von der Leyen nella sua lettera al primo ministro Sánchez "riguarda l'implementazione di sistemi di allerta precoce. Dobbiamo rafforzare la nostra capacità di monitorare le tendenze della disinformazione, ad esempio sui social media, lavorando a stretto contatto con l'Europol e tutte le altre agenzie dell'Ue". Ha aggiunto: "Il quinto punto di questo piano riguarda lo smantellamento delle reti di trafficanti. Dobbiamo adottare con urgenza un regime di sanzioni globali contro i trafficanti di migranti". Un altro punto "riguarda il rafforzamento ulteriore delle nostre frontiere esterne. Ciò significa rafforzare il supporto frontaliero, sia sul campo che nei paesi terzi. Stiamo attualmente preparando un nuovo mandato per Frontex, che sarà adottato dopo la pausa estiva. Significa anche un monitoraggio vigile, e abbiamo bisogno anche di infrastrutture fisiche nei punti critici", ha detto ancora. "Questi ultimi giorni sono stati una prova della nostra resilienza europea, una prova della sicurezza delle nostre frontiere esterne, e hanno dimostrato chiaramente che ci sono attori che non hanno alcun riguardo per la sicurezza o persino per la vita di persone innocenti", ha sottolineato il commissario.
In Spagna scontro politico sui migranti
Si inasprisce in Spagna lo scontro politico sull'accoglienza dei minori migranti arrivati a Ceuta nell'ondata migratoria dei giorni scorsi dal Marocco. Il conservatore Partito Popolare e Vox respingono l piano del governo Sanchez di redistribuire i minori tra le comunità autonome della penisola iberica, mentre le regioni governate da esecutivi di coalizione delle destre ribadiscono il 'no' ai trasferimenti, in linea con i patti di governo sottoscritti dai 'popolari' con il partito di Santiago Abascal in Andalusia, Aragona, in Estremadura e in Castiglia e Leon. Il segretario del Pp Miguel Tellado ha definito quella di Ceuta "non una crisi migratoria, ma una crisi di sicurezza nazionale", chiedendo che i migranti "tornino da dove sono arrivati". Il partito guidato da Alberto Nunez-Fejoo ha portato l'offensiva in Europa: in una lettera agli eurodeputati popolari, definisce la situazione nell'exclave spagnola come "la peggiore crisi di sovranità nazionale alla frontiera sud dell'Europa", facendone responsabile il premier Pedro Sanchez. Vox, in un messaggio su X, ha anche attaccato il governo dopo l'annuncio di un fondo straordinario di 25 milioni di euro per Ceuta per l'emergenza migranti. "I falsi minori, deportati; e i bambini a casa con i loro genitori. I soldi degli spagnoli, per gli spagnoli", scrive il partito di Abascal. Sulla stessa linea è la presidente della Comunità di Madrid Isabel Diaz Ayuso, dell'ala dura del Pp, che in un post sullo stesso social ha accusato l'esecutivo della crisi, sostenendo che l'arrivo di migranti irregolari "sottrae risorse, servizi pubblici, convivenza e sicurezza".
OkDiario: “Sui social appelli per nuovo ingresso a Ceuta il 15 agosto”
Secondo il media online spagnolo OkDiario, una serie di messaggi lanciati sui social inviterebbero a organizzare un nuovo ingresso in massa di migranti a Ceuta il prossimo 15 agosto. Secondo quanto riportato, decine di account riconducibili a utenti marocchini starebbero diffondendo sui social messaggi rivolti soprattutto ai giovani con lo slogan: "Il 15 agosto 2026, quel giorno tutto avrà un senso", invitando gli interessati a entrare in gruppi privati di WhatsApp per coordinare un nuovo tentativo di assalto della frontiera a Ceuta. Nessuna conferma è arrivata da Madrid o da Rabat.
Danimarca: “Bene l'azione rapida di Madrid su Ceuta”
"Sono molto soddisfatto che la Spagna abbia agito rapidamente, dispiegando tra l'altro forze di polizia e militari, e che molti migranti siano già tornati in Marocco. Ma gli eventi dimostrano che è assolutamente fondamentale avere il controllo delle frontiere dell'Ue". Lo ha dichiarato il ministro dell'Immigrazione e Integrazione danese Morten B›dskov, in un comunicato stampa. Nella nota si legge che, secondo B›dskov, "garantire la sicurezza delle frontiere esterne e rafforzare la cooperazione con i Paesi delle regioni limitrofe all'Ue è una responsabilità comune europea”.
Il bilancio dei morti
Sale a 75, intanto, il numero delle vittime accertate nel tentativo di raggiungere Ceuta nei giorni scorsi. Lo ha confermato la Delegazione del governo nella città autonoma, dopo il recupero di altri tre cadaveri nelle acque antistanti le coste spagnole. Il bilancio è ancora provvisorio e proseguono senza sosta le ricerche in mare di dispersi da parte del servizio marittimo della Guardia Civil. Le autorità locali di Ceuta avevano indicato in 88 i corpi recuperati nell'exclave iberica. Mentre, dal lato marocchino, sarebbero almeno 11 le vittime dichiarate da Rabat.
Brunner: “Finanziare hub rimpatri con fondi Ue è la strada da seguire”
Quella di finanziare gli hub di rimpatri con fondi europei "è una questione che rientra nei negoziati per il prossimo quadro finanziario pluriennale. Credo che questa sia la strada da seguire, come ho già detto più volte: abbiamo creato il quadro giuridico per i centri di rimpatrio, anche nei regolamenti sui rimpatri, e restiamo ovviamente aperti a qualsiasi proposta", ha detto ancora il commissario Ue agli Affari interni, Magnus Brunner, nella conferenza. "La nostra priorità è collaborare con i partner lungo il percorso, su diversi concetti, anche per quanto riguarda le domande di asilo presentate al di fuori dell'Unione europea e guardando al futuro in termini di finanziamenti, ovviamente, le discussioni sul prossimo quadro finanziario pluriennale forniranno il contesto giusto su come sostenere e come il sostegno alle azioni dei paesi terzi possa essere strutturato al meglio nell'ambito delle più ampie partnership migratorie dell'Ue", ha aggiunto.
Ue: “Valuteremo se stop a Schegen dall'Italia è proporzionato”
Sulla sospensione di Schegen da parte dell'Italia verso la Spagna "c'è una valutazione che dobbiamo fare. È una misura che deve essere proporzionata e deve essere temporanea. Ci stiamo occupando della questione”, ha detto il commissario Ue agli Affari interni, Magnus Brunner, nella conferenza stampa al termine del Consiglio informale Interni in videoconferenza sulla crisi di Ceuta. “La situazione, ovviamente, si è anche evoluta negli ultimi giorni. Ora c'è più chiarezza. Il governo spagnolo ha confermato che alcune persone sono rientrate in Marocco. Non era così quando l'Italia ha in qualche modo presentato le sue idee e ora non ci possono essere più movimenti secondari, quindi vedremo, è una valutazione da fare. Ora le cose si sono evolute e ora sappiamo che le persone sono tornate. Questa è una buona notizia, il fatto che abbiamo il controllo su ciò che è accaduto lì al nostro confine esterno europeo", ha aggiunto.
Madrid: “Italia revochi subito i controlli aggiuntivi, non servono”
Dopo la videocall dei ministri Ue su Ceuta, ha parlato in conferenza stampa il ministro dell'Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska. "Chiedo che questi controlli aggiuntivi vengano revocati immediatamente perché chiaramente non corrispondono a ciò che è stato riconosciuto" nel corso della videocall dei ministri Ue, ovvero che "la zona Schengen non è mai stata in pericolo", ha detto.
Ue: "Regolarizzazione migranti di Sànchez non è un buon segnale"
"La regolarizzazione" di oltre 600mila migranti decisa dal governo Sànchez "non è un buon segnale, assolutamente no. Non è un buon segnale per il resto d'Europa. Capisco che sia una competenza di uno Stato membro e capisco che la Spagna l'abbia fatto perché si tratta principalmente di latinoamericani che parlano la stessa lingua e condividono la stessa cultura, ma il segnale per il resto d'Europa non è un buon segnale", ha affermato il commissario Ue agli Affari interni, Magnus Brunner. "Non se ne è discusso stamattina", ha anche chiarito, in quanto, "non ci sono state vere e proprie critiche perché al momento non riusciamo a vedere un collegamento diretto tra la regolarizzazione e gli incidenti di Ceuta".
Madrid: "Hub nei Paesi terzi? Noi contrari"
La questione degli hub nei Paesi terzi è stata parte della discussione ma "non è stato un punto centrale" affrontato nella videocall dei ministri Ue sulla crisi di Ceuta, secondo quanto detto dal ministro dell'Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska, La Spagna, ha sottolineato, ha "manifestato contrarietà" sulla misura. "In Spagna vengono rispettati i diritti fondamentali dei minori e degli anziani, di ogni persona. È uno dei nostri doveri e delle nostre priorità", ha aggiunto.
Ue: "Valutazioni in corso su ruolo delle autorità marocchine"
Il ruolo dell'autorità marocchine nella crisi di Ceuta "fa parte della nostra valutazione, ovviamente. La Spagna sta esaminando la questione in modo particolare e le indagini in corso in Spagna riguardano proprio questo argomento. Non posso entrare nei dettagli, dobbiamo attendere l'esito delle indagini", ha detto il commissario europeo agli Affari interni Magnus Brunner.
Brunner: "Sospensione Schengen possibile in via eccezionale"
Ai sensi del nuovo codice frontiere Schengen, gli Stati membri possono, in via eccezionale e temporanea, reintrodurre i controlli alle frontiere interne", ha detto il commissario europeo agli Affari interni Magnus Brunner.
Brunner: "Hub legittimi, ma puntare anche a procedure asilo in Paesi terzi"
"È legittimo concentrarsi sui centri di rimpatrio, ed è compito degli Stati membri realizzarli, ma concentriamoci anche sul concetto di Paese terzo sicuro, il che significa che la procedura di asilo può effettivamente essere svolta al di fuori dell'Unione europea, cosa che il Paese terzo sicuro consente", ha affermato il commissario Ue agli Affari interni, Magnus Brunner, dopo la videocall dei ministri dei 27 sulla crisi di Ceuta. "I centri di rimpatrio sono stati, ovviamente, menzionati dai 5-6 Paesi che stanno preparando i negoziati con i Paesi terzi in merito", ha poi chiarito.
A Melilla respinti in Marocco oltre mille migranti dei 1.323 entrati durante la crisi
Sono 1.323 i migranti entrati irregolarmente a Melilla durante la crisi alla frontiera registrata giovedì e venerdì della scorsa settimana, negli stessi giorni della grave crisi migratoria a Ceuta, l'altra exclave spagnola in territorio marocchino. Di questi, 1.063 sono stati già rinviati in Marocco attraverso i "respingimenti alla frontiera", secondo i dati forniti oggi dalla delegata del governo spagnolo nella città autonoma, Sabrina Moh. In conferenza stampa, con i vertici operativi di Guardia Civil e polizia nazionale nell'exclave iberica, Moh ha spiegato che attualmente restano a Melilla 260 persone, di cui 140 minori e il resto adulti.
Solidarietà unanime dei 27 Paesi Ue alla Spagna nella riunione su Ceuta
"Gli Stati membri e i Paesi associati allo spazio Schengen hanno espresso all'unanimità una forte solidarietà nei confronti della Spagna. I ministri hanno apprezzato gli sforzi rapidi ed efficaci delle autorità spagnole nel rispondere alla situazione a Ceuta. Hanno inoltre espresso le loro condoglianze alle persone che hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il confine", si legge in una nota del Consiglio Ue al termine della riunione dei ministri degli Interni dei 27.
Brunner: "Reti criminali dietro crisi Ceuta, confini Ue messi a dura prova"
"Oltre 70.000 persone, come sapete, hanno attraversato il confine in poche ore, alimentate da reti criminali di contrabbando e anche dalla disinformazione sui social media, l'integrità del nostro confine esterno è stata messa, ovviamente, a dura prova". Lo ha affermato il commissario Ue agli Affai interni, Magnus Brunner. "Il secondo fatto concreto: 75 vite sono andate perdute. Famiglie che non rivedranno mai più i loro cari perché i criminali mandano le persone in viaggi pericolosi, e questo è semplicemente inaccettabile. E oggi abbiamo discusso di come evitare simili incidenti anche in futuro. Ciò che ha funzionato all'inizio è stata la risposta. Innanzitutto, la Spagna oggi ha confermato di nuovo, come ho detto prima, che praticamente tutti coloro che sono entrati a Ceuta sono ora tornati indietro", ha aggiunto.
Brunner: "Nessun migrante da Ceuta è entrato nell'area Schengen"
"C'è stata piena solidarietà con la Spagna attorno al tavolo. La riunione è stata anche un'occasione molto utile per chiarire la situazione sul campo. Il ministro spagnolo Fernando Grande-Marlaska ha confermato che la situazione è sotto controllo, che nessuno si è effettivamente spostato sulla terraferma spagnola e che l'area Schengen non è stata colpita", ha affermato il commissario Ue agli Affai interni, Magnus Brunner, nella conferenza stampa al termine del Consiglio informale Interni sulla crisi di Ceuta.
Madrid: "Schengen mai stata a rischio, decisione di Roma incomprensibile"
"Non ho compreso la chiusura di Schengen da parte dell'Italia, mi è sembrata totalmente priva di necessità e proporzionalità. Vediamo che succede, se ci sarà un ripensamento. Non c'è stato alcun rischio di movimento secondario, avendo Ceuta un regime speciale. E la stessa Frontex ha riferito che lo spazio Schengen non è mai stato a rischio", ha detto il ministro dell'Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska in conferenza stampa. "Noi riceviamo movimenti secondari di persone che dall'Est entrano in Spagna e non poniamo i controlli interni" nello spazio Schengen.
A Ceuta 72.000 ingressi illegali, tornati in Marocco in 70.000
Almeno 72.000 migranti sono entrati illegalmente nell'exclave spagnola di Ceuta la scorsa settimana, 70.000 dei quali sono già tornati in Marocco, come ha dichiarato il ministro dell'Interno spagnolo. La cifra precedente diffusa dal governo spagnolo riportava 50.000 migranti entrati illegalmente in Spagna, di cui
"quasi tutti" erano già tornati in Marocco.
Madrid: "Chiarito che nessuno lascia Ceuta senza controlli"
"Nella videocall è stato chiarito che Ceuta ha un regime speciale del 1991, nessuna persona può uscire da Ceuta senza controlli alle frontiere", ha detto il ministro dell'Interno spangolo, Fernando Grande-Marlaska, sottolineando che la riunione "è stata necessaria" per affrontare tematiche legate alla crisi. Nel corso dell'incontro "è stato riconosciuto il lavoro" fatto dalla Spagna nella gestione della crisi, ha aggiunto il ministro.
Ue: "Potenziare rimpatri e più coordinamento nella comunicazione"
Nella videocall dei ministri dell'Interno dell'Ue sulla crisi di Ceuta "è emersa una visione condivisa sulla necessità di continuare a combattere senza tregua il traffico di migranti, di potenziare i rimpatri, di rafforzare le frontiere dell'Ue, di instaurare partenariati solidi con i Paesi terzi e di migliorare la capacità di previsione", fa sapere il Consiglio Ue aggiungendo: "I ministri hanno sottolineato che la comunicazione dovrebbe essere più coordinata e più coerente, soprattutto per contrastare attori esterni malintenzionati impegnati nella manipolazione delle informazioni e nelle interferenze dall'estero".
Piantedosi: "L'Ue deve agire come un blocco unito"
"Quanto sta avvenendo, ci mostra chiaramente la strategia da seguire: come Unione Europea non dobbiamo più rincorrere le emergenze all'interno dei nostri confini, ma dobbiamo agire come un blocco unito, compatto e coeso per fermare le partenze all'origine e rimpatriare coloro che non hanno diritto a permanere sul territorio dell'Unione", ha detto il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi nel suo intervento al Consiglio Giustizia Affari Interni. "La forza contrattuale di 27 Stati messi insieme è enormemente superiore a quella di ogni singolo Paese e pertanto deve essere l'Unione Europea nel suo complesso a negoziare e instaurare rapporti reciprocamente vantaggiosi con i Paesi terzi", ha aggiunto.
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Vai al contenutoTerminata la riunione tra i ministri dell'Interno dei 27 Paesi Ue
È terminata, dopo circa tre ore, la videocall tra i ministri dell'Interno dei 27 Paesi Ue sull'immigrazione. Alla riunione hanno partecipato la Commissione Ue, i Paesi Schengen extra-Ue e il Servizio di Azione Esterna dell'Unione.
Save the Children: “A Ceuta nessun minore sia escluso da sistema tutela”
Save the Children ha espresso forte preoccupazione per il grave rischio che bambini, bambine e adolescenti restino fuori dal sistema di protezione a Ceuta a causa dell'aumento degli arrivi registrato negli ultimi giorni. L'organizzazione ha ricordato che il sistema di protezione della città assiste attualmente circa mille minori, un numero ben superiore alla sua capacità strutturale, che conta meno di un centinaio di posti disponibili. Questa situazione fa dunque temere che ci possano essere ancora minorenni che non sono stati identificati e presi in carico dai servizi competenti, rimanendo in strada o in luoghi che non garantiscono le condizioni necessarie per la loro sicurezza e il loro benessere.
Piantedosi: ”Italia comprende pressione che sta provando Spagna”
"L'Italia comprende fin troppo bene la pressione che la Spagna sta provando oggi. Conosciamo perfettamente cosa significhi trovarsi in prima linea di fronte a un'emergenza straordinaria, come avvenuto nel corso del 2023 in particolare a Lampedusa, quando migliaia di persone sono sbarcate sul nostro territorio in pochi mesi”, ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, nel suo intervento al Consiglio di Giustizia Affari interni. "Eravamo da pochi mesi al Governo e abbiamo dovuto fronteggiare quelle emergenze con nuovi strumenti tutti da inventare. E lasciatemi dire con franchezza che in quell'occasione l'Italia non ricevette la necessaria e prevista solidarietà che ci saremmo aspettati”.
Almeno 44 migranti dispersi a Ceuta ricercati dai propri familiari
Sono almeno 44 le persone che mancano all'appello dopo gli arrivi in massa dei giorni scorsi nella città autonoma spagnola di Ceuta, attualmente ricercate dai loro familiari o parenti, secondo fonti di polizia citate dall'agenzia Efe. La gran parte di loro sono giovani o minori di età, secondo le fonti, che basano l'informazione sulle denunce presentate dai congiunti da giovedì 30 luglio ad oggi, fornendo fotografie dei dispersi e numeri di contatto telefonico cui rivolgersi in caso di notizie.
Piantedosi: “Ripristino controlli non è misura contro la Spagna”
"Vorrei chiarire in modo netto la natura della nostra decisione sul ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne aeree e marittime: non si tratta in alcun modo di una misura rivolta contro la Spagna o contro alcun altro partner. È una scelta di natura cautelare e organizzativa, intesa a tutelare la sicurezza nazionale e la tenuta dell'intero sistema europeo dei controlli in un momento di forte sollecitazione, come avvenuto in tantissimi altri casi”, ha detto il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi nel suo intervento al Consiglio Giustizia Affari Interni. Il ministro ha espresso al Governo spagnolo la "sincera solidarietà dell'Italia.
Piantedosi: “Ue usi ogni leva per favorire rimpatri”
"Se un Paese terzo rifiuta di cooperare sulla riammissione dei propri cittadini, l'Unione deve poter applicare forti condizionalità in ogni settore, utilizzando tutte le leve a disposizione”, ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, affrontando il tema dei rimpatri dei migranti nel suo intervento al Consiglio di Giustizia Affari interni. "L'Italia lo ha chiesto formalmente", ha ricordato il ministro che ha citato "Paesi come il Marocco, che pur non collaborando sul fronte dei rimpatri, gode di importanti vantaggi nei rapporti commerciali con l'Europa". "Non possiamo più permetterci che la diplomazia economica viaggi su un binario separato rispetto alla cooperazione in materia di sicurezza e migrazione", ha avvertito Piantedosi. “È giusto utilizzare tutte le leve politiche ed economiche a nostra disposizione per ottenere una reale e misurabile collaborazione, rivalutando anche i partenariati strategici con l'Unione europea alla luce dei livelli di collaborazione offerti", ha concluso il ministro.
Migranti a Ceuta, in migliaia per strada senza aiuti. VIDEO
I migranti ancora a Ceuta
Secondo le stime, ci sono ancora circa 2.500 migranti a Ceuta, dopo gli arrivi dei giorni scorsi.

©Ansa
In foto, i migranti a Ceuta, vicino a Trampolin Beach, 4 agosto 2026.
Menia (Fdi): "Spagna per la sanatoria, l'Italia difende i confini"
"I cittadini italiani hanno la plastica dimostrazione di ciò che avverrebbe se malauguratamente governasse la sinistra: basta volgere lo sguardo alla Spagna di Pedro Sanchez, dove si fa una maxi-sanatoria nei confronti dei clandestini e i confini si rivelano colabrodo. Ha fatto benissimo il governo Meloni a sospendere il trattato di Schengen, mentre la sinistra italiana sosteneva che fosse inutile. Le immagini, d'altronde, dimostrano che gli immigrati marocchini da Ceuta stanno raggiungendo a frotte le spiagge della penisola iberica. Ancora una volta i fatti attestano la bontà delle politiche migratorie dell'Italia, dove gli sbarchi sono stati dimezzati e i rimpatri raddoppiati. La sinistra vorrebbe più immigrati clandestini, noi invece difendiamo confini nazionali e sicurezza degli italiani", scrive in una nota il senatore di Fratelli d'Italia Roberto Menia, componente della commissione Schengen.
La Guardia Civil apre a Ceuta uno sportello per segnalare i migranti dispersi
La Guardia Civil spagnola, intanto, ha istituito a Ceuta uno sportello dedicato e un indirizzo di posta elettronica per raccogliere le denuncie dei familiari dei migranti dispersi dopo la massiccia ondata di ingressi dal Marocco tra il 30 e il 31 luglio, la più grave finora registrata nell'exclave spagnola in Nord Africa. L'ufficio, aperto presso la frontiera del Tarajal, raccoglierà le informazioni utili all'identificazione e alla localizzazione dei migranti che hanno tentato di accedere a Ceuta e di cui non si hanno più notizie, segnala la Guardia Civil.
Fonte Marocco: "Avevamo avvertito la Spagna dei rischi per Ceuta"
Il Marocco aveva avvertito la Spagna, prima della crisi di Ceuta, dei rischi migratori derivanti da una recente sentenza della Corte Suprema spagnola. Lo ha dichiarato anonimamente all'Afp un alto funzionario marocchino, secondo cui le autorità marocchine avevano allertato Madrid del rischio della sentenza che stabiliva che l'espulsione immediata dei migranti era applicabile a chi arrivava via mare. "Abbiamo spiegato che questa sentenza ci avrebbe creato un problema", ha detto. Le discussioni con la controparte spagnola, ha detto, sono iniziate intorno al 22-23 luglio, quando sui social si è diffusa la notizia della decisione.
Borrell: "La solidarietà europea è morta a Ceuta"
"La solidarietà europea è morta a Ceuta, perché molti Paesi hanno anteposto interessi elettorali nazionali alla solidarietà e alla cooperazione leale" fra i soci dell'Unione europea. Lo dice l'ex Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue Josep Borrell. In un'intervista a radio Cadena Ser, Borrell ha criticato "l'approccio di alcuni Paesi, fondamentalmente Italia, ma anche di altri" che "è assolutamente il contrario di quanto ci si poteva aspettare" in reazione all'arrivo in massa a Ceuta, lo scorso 30 luglio, di circa 50.000 migranti dal Marocco. "Non è possibile che la demagogia populista prenda il posto dello Stato di diritto e sostituisca la solidarietà tra gli Stati membri dell'Unione europea", ha detto l'ex capo della diplomazia europea, criticando in particolare l'iniziativa di 22 Paesi, guidati da Italia e Danimarca, che chiedono un rafforzamento delle frontiere esterne. Iniziativa che, secondo Borrell, rappresenta una critica alla Spagna, "Paese che ha subito un attacco ibrido".
Al via la riunione straordinaria dei ministri degli Interni
Al via la riunione straordinaria dei ministri degli Interni dell'Unione Europea convocata dalla presidenza di turno irlandese in seguito alla crisi migratoria di Ceuta. La riunione si svolge in videoconferenza e al termine non è prevista una conferenza stampa. È in programma alle 13, invece, una conferenza stampa del commissario europeo per gli Affari interni e la migrazione Magnus Brunner.
La Croce Rossa e l'associazione ELIN distribuiscono cibo e acqua. VIDEO
Ceuta, cibo e acqua ai migranti bloccati sulla spiaggia
Vai al contenutoAlvarez de Toledo: "Sanchez è un problema per l'Europa intera"
Per Cayetana Álvarez de Toledo "Sanchez è un problema per l'Europa intera". La deputata del Partito popolare spagnolo lo sostiene in un'intervista al quotidiano Il Messaggero. "Quello che è successo a Ceuta non è una crisi migratoria dovuta alle reti di trafficanti umani - dice Álvarez de Toledo -. È un attacco premeditato e annunciato alla sovranità e all'integrità territoriale della Spagna e dell'Europa intera. Diciamoci la verità e lasciamo stare gli eufemismi diplomatici". "Il Marocco - aggiunge - sta sfruttando la debolezza del fallimentare governo di Sanchez e mette alla prova la resistenza del nostro Paese".
Ceuta, migranti costretti a dormire sulla spiaggia
Ceuta, migranti costretti a dormire sulla spiaggia
Vai al contenutoTrump: "L'immigrazione sta uccidendo l'Europa"
Intanto, dopo quanto avvenuto a Ceuta, sulla questione arriva anche il commento del presidente americano Donald Trump: "Due cose stanno uccidendo l'Europa: l'immigrazione e l'energia".
Le tensioni tra Italia e Spagna
Ieri a riportare in auge l'attrito tra Madird e Roma è stato il ministro degli Esteri iberico José Manuel Albares che ha giudicato l'Italia "non all'altezza" di gestire la crisi migratoria. La replica dell'Italia, da un punto di vista governativo, è stata prima affidata al Viminale che ha ricordato come con il governo Meloni gli sbarchi abbiano registrato "un calo del 55% rispetto all'anno scorso e di circa l'82% sul 2023, primo anno di insediamento dell'esecutivo". "Al ministro degli Esteri spagnolo non rispondo io, ma i numeri. Numeri che sono il frutto di un duro lavoro, di accordi bilaterali con otto Paesi di origine e transito che oggi promuovono flussi migratori regolari e sicuri e contrastano il traffico di esseri umani", ha poi rincarato la dose il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Piantedosi: "La Spagna ci attacca? Con noi -82% di sbarchi"
"Il ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne è una misura che i Paesi europei hanno attivato centinaia di volte negli anni: la stessa Spagna vi ha fatto ricorso in diverse occasioni, così come alcuni Paesi confinanti hanno fatto nei nostri confronti. Il clamore che si è sollevato attorno alla decisione del nostro governo è dunque del tutto immotivato. Si tratta di una disposizione di carattere pratico, prevista dai trattati stessi, che non ha alcun impatto sui cittadini europei né su quelli di Paesi extra Ue già in possesso di un titolo di soggiorno regolare sul territorio dell’Unione. Non ci sarà alcun controllo aggiuntivo né alcun aggravio burocratico per i loro spostamenti. Come già avvenuto sulla frontiera orientale, la misura sarà utile solo nella direzione di evitare pericoli per la sicurezza nazionale". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, in un'intervista al quotidiano La Verità. "Quanto ai numeri sugli sbarchi, citati in questi giorni in maniera strumentale, anche dallo stesso governo spagnolo, basterebbe un’analisi più attenta ma soprattutto obiettiva: negli ultimi quindici anni in Italia si sono registrati due cali significativi, e non casuali. Il primo quando era ministro Salvini, nel 2018, il secondo oggi, grazie alle politiche messe in campo da questo governo, guidato da Giorgia Meloni. Se raffrontiamo gli sbarchi dei primi sette mesi del 2023, l’inizio della nostra legislatura, con lo stesso periodo di quest’anno i numeri crollano dell’82%. È la prova che, quando c’è la volontà politica e, se me lo permette, la capacità tecnica, è possibile arginare un fenomeno che nasce e prospera grazie ad attività criminali organizzate".
Le mosse dell'Ue alla vigilia del vertice
Alla vigilia del vertice dei ministri dell'Interno su Ceuta, ieri, Ursula von der Leyen e la presidenza di turno dell'Unione europea si sono mosse in stretto coordinamento per cercare di frenare una crisi che, da migratoria, è diventata in breve tempo politica. In una lettera indirizzata al premier spagnolo Pedro Sanchez la presidente della Commissione ha messo nero su bianco quanto nelle ore calde di Ceuta aveva omesso: che l'Ue è al fianco di Madrid.
La posizione dell'Italia
Il governo Meloni arriva alla videocall straordinaria dei ministri degli Interni di oggi deciso a trasformare il modello Albania in un "approccio europeo": fare uscire gli hub dalla logica dell'eccezione per renderli un tassello stabile del nuovo Patto su migrazione e asilo, sostenuto da accordi con i Paesi terzi e da una protezione più robusta delle frontiere esterne. Dopo aver notificato lo stop temporaneo di Schengen, il ministro Matteo Piantedosi porterà al tavolo dei Ventisette un pacchetto che punta anche sul rafforzamento di Frontex e dei partenariati economici per indurre alcuni Paesi terzi a ospitare i centri in cambio di cooperazione e investimenti, con il possibile sostegno del Global Gateway europeo.
Tajani: "Capisco il nervosismo della Spagna, sui migranti ha fallito"
"Capisco il nervosismo spagnolo per la loro politica fallimentare sui migranti, ma noi abbiamo il dovere di proteggere i confini italiani, che sono fra l'altro anche settemila chilometri di confini europei, che riguardano anche altri Stati, e che sono dunque confini di tutta l'Unione", ha affermato il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani in un'intervista al Corriere della Sera in cui respinge le accuse che arrivano dalla Spagna.
Oggi riunione dei ministri dell'Interno dell'Ue
Oggi si tiene la riunione d'emergenza dei ministri Ue dell'Interno sugli arrivi di migranti a Ceuta, l'exclave spagnola confinante col Marocco. E l’Ue valuta degli hub per il rimpatrio dei migranti lungo le rotte tradizionali. Le strutture dovrebbero essere ospitate in Paesi come Uganda e Montenegro. Resta però il nodo dei fondi. Da Bruxelles, comunque, hanno fatto sapere che la Commissione "è pronta a valutare proposte compiute, basate sulla cooperazione strategica".