Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran Usa, Trump: "Ultima chance per Teheran per trattare, poi li decapiteremo"

©Ansa

Il presidente Usa sostiene che gli iraniani gli hanno chiesto di fermare gli attacchi e di raggiungere un accordo. Poi ha ribadito che "il blocco navale continuerà fino all'accordo o una resa totale". E ancora: "Non permetterò a Teheran di imporre pedaggi a Hormuz". Come riferito dalla Casa Bianca, le conversazioni con Arabia, Emirati, Qatar e Iran avrebbero spinto il tycoon a revocare un "attacco massiccio" contro Teheran. Teheran smentisce

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Donald Trump ha dichiarato che gli iraniani lo hanno supplicato di fermare gli attacchi e di raggiungere un accordo. "Con l'Iran c'è "un accordo su Hormuz" e "ci sarà un patto sulla denuclearizzazione", assicura Trump annunciando che le discussioni inizieranno da oggi. Il petrolio cede subito oltre il 4%. Le conversazioni avute con Arabia, Emirati, Qatar e Iran lo hanno spinto a revocare quello che sarebbe stato un "attacco massiccio" contro Teheran, ha spiegato il presidente Usa. Teheran ha però precisato che, al momento, Iran e Stati Uniti non stanno trattando. “La situazione nello Stretto di Hormuz non cambierà finché continueranno, da parte degli Stati Uniti, le violazioni degli impegni”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, secondo quanto riportano i media iraniani.

Intanto, Israele ha espresso a Washington le proprie "preoccupazioni" riguardo al piano annunciato dal presidente americano Donald Trump per il disarmo del movimento islamista Hamas a Gaza. A riferirne è stato l'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

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Cosa sta succedendo in Cisgiordania

Due moschee sono state date alle fiamme e vandalizzate nelle aree di  Nablus e Tulkarem da gruppi armati di coloni israeliani, in un episodio  che segna un ulteriore inasprimento della crisi. Il clima è quello di  una tensione crescente, di violenza impunita e, soprattutto, di campagna  elettorale: una campagna che l'estrema destra conduce con la promessa  esplicita di riportare Giudea e Samaria, ossia la Cisgiordania, sotto il  pieno controllo di Israele.

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Ucraina e Iran, rischia di nascere un unico grande fronte di guerra?

L'attacco attribuito a Kiev contro una nave iraniana nel Mar Caspio  potrebbe rappresentare un punto di svolta nei rapporti tra i conflitti  in Est Europa e in Medioriente. Una saldatura dei due fronti avrebbe  conseguenze militari, energetiche e politiche e il Vecchio Continente  rischierebbe di pagarne il prezzo più alto.

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Gaza, Qatar, Egitto e Turchia condannano Israele: "Continue violazioni"

Turchia, Egitto e Qatar hanno espresso una condanna congiunta nei confronti di Israele per le "violazioni" commesse a Gaza. Secondo i tre Paesi, le azioni israeliane "causano vittime civili" e "violano il diritto internazionale". La notizia è riferita dall'agenzia turca Anadolu.

Anche tra i MAGA di Trump cala il consenso sulla guerra in Iran

Un nuovo sondaggio racconta che, nel giro di appena due mesi, anche la  base elettorale del presidente - il cosiddetto elettorato MAGA - ha  iniziato a manifestare una certa insofferenza verso un conflitto  percepito come sempre più costoso sul piano economico e umano. Molti  elettori attribuiscono direttamente alla crisi in Medio Oriente  l'aumento dei prezzi dei carburanti.

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L'incontro tra Trump e Netanyahu si è concluso con un nulla di fatto

Dietro le pacche sulle spalle e i sorrisi di circostanza tra i due  leader, sono mancate le risposte alle tante incognite che aleggiano sul  rapporto tra Stati Uniti e Israele in questi ultimi mesi. I due Paesi  sono in un punto delicato della loro “special relationship”.

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Ministro dell'Economia iraniano: "Piano per resistere almeno 2 anni"

Il ministro dell'Economia iraniano, Ali Madanizadeh, ha dichiarato che il suo Paese ha un piano di resilienza economica della durata di almeno due anni, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale Fars. Madanizadeh ha affermato che l'Iran ha un piano di risposta per "qualsiasi complotto ordito dal nemico contro di noi", aggiungendo che coloro che hanno dichiarato di voler distruggere il Paese con mezzi economici "porteranno il loro desiderio nella tomba".

Cyberattacchi ai sistemi idrici in 7 Stati Usa, sospetti sull'Iran

Almeno sette Stati americani sono stati bersaglio di attacchi  informatici ai loro sistemi idrici e le prime valutazioni degli  inquirenti indicano l'Iran come possibile responsabile. A riferirlo è il  New York Times, che cita fonti a conoscenza delle indagini. Al momento  non si registrano segnali di un peggioramento della qualità dell'acqua  né di contaminazioni tali da renderla non potabile, ma le autorità hanno  diffuso un invito alla prudenza, chiedendo di controllare i sistemi  informatici più esposti.

Cyberattacchi ai sistemi idrici in 7 Stati Usa, sospetti sull'Iran

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Board of Peace, ritiro Idf oltre linea gialla solo dopo disarmo Hamas

"Il ritiro delle Idf oltre la Linea Gialla avverrà solo una volta completato il disarmo di Hamas, in linea con i suoi impegni con i mediatori" e questo "riguarda nello stesso modo per le armi leggere, le armi pesanti e i tunnel".  Ad affermarlo è il Board of Peace dopo l'incontro di oggi tra il suo principale rappresentante per Gaza, Nickolay Mladenov, e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Un incontro, si legge in una nota del Board of Peace, che "è stato costruttivo e dettagliato". Israele e il Board of Peace "condividono una comune comprensione degli obiettivi finali".

L'obiettivo, sottolinea il Board of Peace, "è chiaro e non è in discussione: il completo disarmo nella Striscia e il passaggio da un governo fondato sulla forza delle armi a una governance civile. Raggiungerlo sarà un processo. E tale processo sarà definito nella prossima fase dei lavori". L'attuazione del disaro "sarà supervisionata dalla Forza internazionale di stabilizzazione e dal Comitato per la verifica dell'attuazione del piano, di cui fanno parte sia gli Stati Uniti sia il Board of Peace. Il continuo progresso verso la piena attuazione dipende dal fatto che ciascuna parte adempia ai propri obblighi nell'ambito del quadro concordato".

Onu, a Gaza distrutte da Israele forniture mediche

L'Onu ha segnalato nuovi attacchi aerei israeliani in tutta Gaza, oltre a bombardamenti e spari quotidiani, che avrebbero provocato la morte di decine di persone, tra cui bambini. "Sabato un attacco ha colpito l'area dell'ospedale Al Aqsa, danneggiando una struttura di stoccaggio medico", ha detto il portavoce, Farhan Haq. Secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità, l'attacco ha provocato la distruzione di forniture mediche essenziali, comprese alcune che erano state consegnate proprio dall'Oms.

Onu, 125 violazioni di spazio aereo da Israele in Libano

In Libano i caschi blu Onu registrano nuove violazioni dello spazio aereo libanese da parte di Israele, nonostante il cessate il fuoco raggiunto dai due Paesi. Lo ha detto il portavoce della segreteria generale, Farhan Haq. "Tra giovedì e domenica sono state registrate 125 violazioni aeree, con un tempo complessivo di sorvolo di 418 ore. Droni di sorveglianza e droni armati sono stati avvistati vicino e sopra le postazioni dei caschi blu", ha aggiunto.

Trump: "Teheran mi ha chiesto 'per favore, non attaccare'"

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, continua a sostenere che gli iraniani lo hanno supplicato di fermare gli attacchi e di raggiungere un accordo. "Hanno chiamato e hanno detto, 'per favore non attaccare, faremo un accordo'. Questa è la verità e lo sanno tutti", ha aggiunto parlando con i giornalisti nello Studio Ovale.

Tutti i dubbi sul disarmo di Hamas annunciato da Trump

Il presidente Usa ha promesso un imminente passo avanti del piano in  venti punti per la pace a Gaza. Ma i nodi da sciogliere restano ancora  molti e lo scetticismo rimane alto.

Tutti i dubbi sul disarmo di Hamas annunciato da Trump

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Trump: "Le compagnie petrolifere guadagnano troppo dalla guerra contro l'Iran"

Donald Trump ha accusato le compagnie petrolifere di guadagnare "troppo" dalla carenza di forniture causato dalla guerra contro l'Iran. Parlando nello Studio Ovale il presidente ha assicurato che i prezzi della benzina negli Stati Uniti caleranno una volta finito il conflitto. 

Iran, Bbc: “Giovani sicari reclutati online da Foxtrot per uccidere in Europa”

Arivelarlo in un reportage è stata la Bbc, specificando che la banda, nota per le sue tattiche di violenza su commissione, avrebbe reclutato adolescenti per compiere attentati in cambio di denaro. I sicari sarebbero stati ingaggiati sui social e avrebbero ricevuto le istruzioni in modo "ludico", imitando il funzionamento dei videogiochi

Iran, Bbc: “Giovani sicari reclutati online per uccidere in Europa”

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Trump: "Lo Stretto di Hormuz domani deve essere aperto"

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che gli Stati Uniti e l'Iran stanno parlando dello Stretto, "dell'apertura dello Stretto, e di averlo aperto letteralmente entro domani, completamente aperto". "E questa è la fase uno. La fase due sarà parlare poi della capacità nucleare", ha aggiunto parlando con i giornalisti nello Studio Ovale.

Tajani a capi delegazione Israele-Libano: "Avanti con il negoziato"

Alla vigilia della sessione negoziale prevista domani a Roma, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto oggi colloqui telefonici con i capi delegazione di Libano e Israele, Yechiel Leiter e Simon Karam, che si incontreranno per proseguire le trattative mediate dagli Stati Uniti. Lo rende noto la Farnesina. Nel corso delle telefonate, il ministro degli Esteri ha espresso apprezzamento per i primi risultati registrati nelle "zone pilota" dopo i colloqui di luglio e ha incoraggiato le parti a proseguire con spirito costruttivo, individuando soluzioni condivise che consentano di dare piena attuazione all'Accordo quadro. Ha inoltre accolto con favore il ridispiegamento delle Forze Armate Libanesi nelle aree di Froun-Srifa e Zawtar Occidentale, definendolo un segnale concreto dei passi avanti compiuti. Nel ribadire l'importanza di consolidare il cessate il fuoco tra le parti e di proseguire il percorso negoziale, Tajani ha confermato il sostegno per lo Stato libanese e l'impegno dell'Italia a lavorare, in stretto coordinamento con i partner europei e internazionali, per evitare vuoti di sicurezza dopo la conclusione della missione UNIFIL e rafforzare le capacità dello Stato libanese. Tajani ha infine sottolineato che il successo del negoziato rappresenta un obiettivo nell'interesse non solo di Libano e Israele, ma della pace e della stabilità dell'intera regione, invitando le parti a cogliere questa opportunità e a proseguire il dialogo con spirito di responsabilità e di compromesso. La nuova tornata fa seguito a quella ospitata nella Capitale il 14 e 15 luglio e si inserisce nel percorso negoziale facilitato dagli Stati Uniti, avviato dopo la firma dell'Accordo quadro del 26 giugno.

Trump: "Avremmo dovuto colpirli duramente ieri"

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, riferendosi all'Iran, ha detto che "avremmo dovuto colpirli duramente ieri. Molto, molto duramente". "Più duramente di qualsiasi attacco dai tempi della Seconda guerra mondiale", ha aggiunto.

Trump: "Non permetterò a Teheran di imporre pedaggi a Hormuz"

Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che "non permetterò all'Iran di imporre pedaggi per lo Stretto di Hormuz". 

Trump: "Stiamo parlando di riaprire Hormuz già da domani"

"Stiamo parlando di aprire completamente lo Stretto di Hormuz entro domani". Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump dallo Studio Ovale, aggiungendo che "i colloqui procederanno rapidamente, in un senso o nell’altro. Non è una questione molto complessa". "Poi parleremo della capacità nucleare dell'Iran", ha chiarito.

Trump: "Ultima chance per l'Iran di firmare un buon accordo"

"Questa è l'ultima chance per l'Iran di firmare un buon accordo". lo ha detto Donald Trump nello Studio Ovale. 

Trump: "I colloqui con l'Iran si stanno svolgendo in questo momento"

"I colloqui con l'Iran si stanno svolgendo in questo momento". Lo ha detto Donald Trump nello Studio Ovale. "Stiamo parlando su richiesta di Teheran", ha aggiunto.

Tajani parla con i mediatori di Israele e Beirut

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha appena concluso conversazioni con i capi negoziatori di Israele Yechiel Leiter e del Libano Simon Karam, che domani si incontreranno a Roma per proseguire le trattative mediate dagli Stati Uniti.

Israele, scontro tra governo e vertici dell'esercito

Trump: "Conflitto sta andando molto molto bene"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che il "conflitto con l'Iran sta andando molto bene, molto molto bene", durante un evento allo Studio Ovale dedicato al lancio di un organismo consultivo incaricato di studiare e proporre soluzioni ai problemi che affrontano i familiari dei militari americani.

Board of Peace: "Ritiro dell'Idf dopo il disarmo di Hamas, incluse le armi leggere"

''Contrariamente a quanto riportato in modo inaccurato, precisiamo che il ritiro completo dell'Idf oltre la Linea Gialla avverrà solo al termine del disarmo, come Hamas si è impegnato dinanzi ai mediatori. Questo vale sia per le armi leggere che per quelle pesanti, e per i tunnel''. Lo comunica il Board of Peace in una nota a seguito dell'incontro incontro avvenuto oggi tra l'alto rappresentante Nickolay Mladenov, insieme al team del Board of Peace, e il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu e il suo staff. ''L'incontro è stato costruttivo e approfondito. Israele e il Board of Peace condividono una visione comune degli obiettivi finali. L'obiettivo è chiaro e non è in discussione: il completo disarmo nella Striscia e la transizione da un governo armato a un governo civile. Il raggiungimento di tale obiettivo richiederà tempo e sarà definito nella prossima fase dei lavori'', aggiunge la nota, specificando che ''l'attuazione sarà supervisionata dalla Forza Internazionale di Stabilizzazione e dal Comitato di Verifica dell'Attuazione, di cui fanno parte sia gli Stati Uniti che il Board of Peace. Il continuo progresso verso la piena attuazione dipende dal rispetto per conto di ciascuna parte degli obblighi previsti dal quadro concordato''. 

Accordo con Oman su Hormuz "alle battute finali"

Iran e Oman sono vicini a un’intesa su una rotta temporanea nello Stretto di Hormuz che garantisca la sicurezza delle navi, mentre da Islamabad arrivano nuovi inviti a una mediazione tra Washington e Teheran. 

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto un in giornata colloquio al telefono con il suo omologo omanita, Sayyed Badr Al-Busaidi. In una nota, il governo di Teheran ha parlato di "un'intesa su una rotta sicura attraverso lo Stretto", mentre ieri Araghchi ha confermato a una riunione del CdM che i negoziati con l'Oman sono «alle battute finali». Il portavoce della diplomazia iraniana, Esmail Baghaei, ha precisato che il negoziato riguarda un passaggio «accettabile per entrambe le parti», diverso dalle attuali rotte, e ha ribadito: «In questo momento non stiamo negoziando con gli Stati Uniti».

Intanto il Pakistan, secondo fonti diplomatiche citate da Al-Arabiya, intende invitare a Islamabad il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf, per discutere una possibile ripresa dei colloqui con Washington. Teheran ha fino a ora smentito sia l’esistenza di negoziati diretti con gli Usa, sia di avere chiesto agli Stati Uniti di rinunciare ai bombardamenti.

Media: "Mercoledì riunione vertici Idf su 'linee rosse' rispetto a piano Trump per Gaza"

Mercoledì i vertici dell'Idf terranno una valutazione speciale sulla roadmap di 15 punti presentata dal Board of Peace per l'avanzamento verso la seconda fase del Piano Trump per la Striscia di Gaza. Lo riporta Channel 11 citando fonti militari, secondo cui la consultazione sarà incentrata sulle ''linee rosse'' poste dall'Idf, che verranno in seguito presentate al governo: garanzia della ''libertà di azione dell'Idf rispetto a minacce che si presentano''; le armi delle fazioni palestinesi raccolte devono essere consegnate a un organismo non palestinese e il rifiuto di ritirarsi da qualsiasi area fintanto ché Hamas non sarà completamente disarmato. 

Media: "Mladenov ha chiesto a Netanyahu di fermare i raid per 14 giorni"

L'inviato speciale per Gaza del Board of Peace, Nickolay Mladenov, ha incontrato oggi il premier israeliano Benyamin Netanyahu nel suo ufficio a Gerusalemme, nel corso di una visita lampo in Israele. Mladenov ha chiesto a Netanyahu di ''fermare immediatamente i raid sulla Striscia di Gaza almeno per le prossime due settimane, dando una chance alla possibilità di definire i dettagli della roadmap'' di 15 punti pubblicata dal Board of Peace venerdì. Lo riporta Channel 12, definendo l'incontro ''teso''. Netanyahu continua a non rilasciare dichiarazioni pubbliche sul tema. Sempre secondo l'emittente, Israele non intende ritirarsi senza un disarmo che comprenda anche la questione delle 'armi personali' delle milizie palestinesi. Nelle ultime 26 ore, riporta Channel 12, l'Idf non ha effettuato attacchi contro la Striscia di Gaza. 

Libano-Israele, fonti: "Ruolo Italia tra le ipotesi"

In Libano serve una parte terza, indipendente e affidabile per certificare la smilitarizzazione delle zone pilota nel sud del Libano e tra le ipotesi c'è quella di un coinvolgimento italiano. Lo hanno riferito fonti informate all'AGI, alla vigilia del nuovo round di colloqui a Roma tra le delegazioni di Israele e Libano il cui obiettivo è definire l'attuazione dell'Accordo quadro raggiunto il 26 giugno a Washington. I libanesi auspicano una proroga di Unifil e hanno interesse ad affidare verifica e monitoraggio all'iniziativa italo-francese, hanno riportato anche media libanesi.

Comandante Pasdaran: "Forze di terra pronte a reagire alle minacce"

Mohammad Karami, comandante delle forze di terra del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc), afferma che nell'Iran nord-occidentale i combattenti sono pronti a reagire a qualsiasi "errore di valutazione da parte di nemici extraregionali o gruppi terroristici". La notizia è riportata da al Jazeera. In un post su X, il comandante ha dichiarato che i combattenti del quartier generale di Hamzeh Seyyed al-Shohada, supportati dall'intelligence, dalla "prontezza operativa e dall'impiego di fede, tecnologia e scienze moderne, sono pronti a dare una risposta decisiva a qualsiasi minaccia". 

Fonti Usa a Cbs: "Non sono previsti nuovi colloqui Iran-Usa"

Non sono previsti nuovi negoziati tra Stati Uniti e Iran, nonostante il presidente americano Donald Trump abbia annunciato ieri sera un nuovo round di colloqui a partire da oggi. Lo riferiscono alla Cbs funzionari americani, precisando che proseguono invece i contatti già in corso tra l'inviato speciale per il Medio Oriente Steve Witkoff, Jared Kushner e la squadra negoziale americana e i rappresentanti iraniani, attraverso la mediazione di Paesi terzi.

Anche Teheran ha escluso l'avvio di colloqui diretti con Washington. "Per evitare qualsiasi equivoco, è importante chiarire su cosa vertono gli attuali negoziati e con chi si svolgono. Al momento non stiamo negoziando con gli Stati Uniti - ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei - I nostri negoziati con l'Oman sono incentrati sul raggiungimento di un'intesa che garantisca il passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz". 

Media: "Il Pakistan inviterà a Islamabad Araghchi e Ghalibaf"

Il Pakistan inviterà il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf a Islamabad per discutere i negoziati con gli Stati Uniti. E' quanto riferito da fonti diplomatiche ad Al-Arabiya. 

Netanyahu nominerà un ministro dell'Interno anche se in campagna elettorale

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha trasmesso oggi la sua risposta all'Alta Corte di Giustizia esprimendo l'intenzione di nominare un ministro dell'Interno, anche durante il periodo della campagna elettorale. La risposta è arrivata nell'ambito del ricorso presentato dalla Ong 'Movement for Quality Government in Israel' che richiedeva la nomina di un ministro dell'Interno permanente, annullando il trasferimento di alcuni dei poteri al premier. La posizione di ministro degli Interni è attualmente ricoperta dal ministro della Giustizia Yariv Levin, con funzioni di vicario temporanee, dopo che nel giugno 2025 l'allora ministro Moshe Arbel, appartenente al partito ultraortodosso Shas, si dimise nell'ambito della protesta dei partiti ultraortodossi che fuoriuscirono dalla coalizione, passando al sostegno esterno al governo. Una mossa fatta in polemica con le misure che la coalizione intendeva promuovere sull'arruolamento dei giovani ultraortodossi disertori dell'esercito. 

Trump: "Stiamo cercando soluzione a problema causato dall'Iran"

Meno di 24 ore dopo aver espresso ottimismo su un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz, il presidente statunitense, Donald Trump, è tornato ad attaccare il regime iraniano, mettendo in dubbio la sua capacità di raggiungere un accordo significativo per porre fine alla guerra. "La leadership iraniana è incredibilmente ipocrita!", ha scritto Trump su Truth. "Chiedono un incontro, alcuni direbbero 'supplicano', iniziano i colloqui, con altri in programma nell'immediato futuro, e poi dicono, apertamente e con orgoglio, che non stanno avendo alcuna discussione, che non si sta parlando di nulla e che stanno trattando solo con l'Oman". L'Iran sta "ripetendo le solite chiacchiere, affermando che lo Stretto di Hormuz sarà gestito da loro, quando è già completamente sotto il controllo della Marina degli Stati Uniti". Ha aggiunto che il blocco statunitense dei porti iraniani continuerà, "a meno che non si raggiunga un accordo o una resa totale". "Che l'Iran lo voglia ammettere o no, stiamo di fatto parlando di una soluzione a un problema causato da loro da decenni. È molto semplice: l'Iran non avrà mai un'arma nucleare!", ha scritto.

Usa-Iran, Teheran: nessuna fiducia verso Washington

Save the Children, bimbi continuano a essere uccisi a Gaza e in regione pagano prezzo alto escalation 

A Gaza, nonostante l'accordo di "cessate il fuoco", i bambini continuano a essere uccisi e le infrastrutture civili essenziali restano sotto attacco. Lo denuncia Save the Children, riportando come domenica, nel corso di massicci attacchi, fonti media hanno riportato che l'esercito israeliano ha ucciso quattro bambini. Tra le vittime figurava una donna incinta, ritrovata sotto le macerie. Le forze israeliane, prosegue un comunicato dell'organizzazione, hanno inoltre colpito e demolito due magazzini di forniture mediche a Deir al-Balah, ostacolando ulteriormente l'accesso a presidi sanitari salvavita. La scorsa settimana, un bambino di otto anni e uno di 18 mesi sono stati uccisi in distinti attacchi aerei delle forze israeliane contro abitazioni a Gaza City e Khan Younis, ricorda Save the Children.

"In tutta la regione del Medio Oriente i bambini continuano a pagare il prezzo più alto per l'escalation della violenza - afferma l'organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro - Dal Territorio palestinese occupato al Libano all'Iran, i minori vengono uccisi, feriti e costretti a lasciare le proprie case, perdendo inoltre l'accesso all'assistenza sanitaria, all'istruzione e alle tutele di cui hanno disperatamente bisogno. È necessario ridurre immediatamente l'intensità della violenza in Medio Oriente. Bisogna porre fine ai rischi che gravano sui bambini della regione, coinvolta in un conflitto in corso da oltre cinque mesi". 

"I minori nel Territorio palestinese occupato continuano ad affrontare violenze incessanti - prosegue il comunicato - Le ostilità a Gaza, così come le operazioni militari e gli attacchi dei coloni in Cisgiordania, li espongono a gravi rischi. In Cisgiordania le operazioni militari israeliane e gli attacchi dei coloni si sono intensificati, le comunità palestinesi hanno segnalato aggressioni contro civili e proprietà in diverse località. Venerdì scorso, durante un attacco a un villaggio vicino a Ramallah, dei coloni israeliani hanno sparato alla schiena a un bambino di 10 anni. Le autorità israeliane hanno inoltre prorogato gli ordini militari che impediscono ai residenti di tornare nei campi profughi di Jenin, Tulkarm e Nur Shams fino alla fine di settembre, prolungando lo sfollamento di migliaia di famiglie e ostacolando l'accesso dei bambini all'istruzione, all'assistenza sanitaria e ad altri servizi essenziali".

Trump: "Il blocco navale continua fino ad accordo o resa totale"

"La leadership iraniana è incredibilmente ipocrita! Chiedono un incontro, alcuni direbbero che implorano, i colloqui iniziano, con altri già programmati per il prossimo futuro, eppure dichiarano apertamente e con orgoglio di non stare discutendo di nulla, sostenendo di avere a che fare solo con l'Oman". Lo scrive Donald Trump su Truth avvertendo che il blocco navale Usa continua "finché non si giungerà a un accordo o a una resa totale".

Smotrich: "No a ingresso forze internazionali a Gaza"

Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich e la ministra degli Insediamenti Orit Strock, entrambi esponenti del partito di estrema destra Sionismo Religioso, hanno esortato il premier israeliano Benjamin Netanyahu a revocare il via libero all'ingresso a Gaza delle Forze internazionali di stabilizzazione (Isf), approvato dal governo la scorsa settimana. La misura contestata dovrebbe consentire l'ingresso di 200 soldati provenienti da "Paesi amici" nella Striscia. Le truppe dell'Isf - principalmente Uganda e Marocco - verrebbero inizialmente schierate lungo i confini di una zona umanitaria pilota a Gaza, pianificata dal Board of Peace nella zona di Rafah, al confine sud. L'ingresso delle forze internazionali sarebbe comunque soggetto all'approvazione specifica di Netanyahu, del ministro della Difesa Israel Katz e del ministro degli Esteri Gideon Sa'ar. Per i due ministri di estrema destra, la decisione presa si basa su "informazioni errate" e hanno sottolineato come la tabella di marcia del Board of Peace, diffusa la settimana scorsa, "è pericolosa per Israele e contraddice completamente il disarmo di Hamas e la smilitarizzazione di Gaza". In linea con Smotrich e Strock si è espresso il ministro per la Sicurezza Nazionale, il leader di estrema destra Itamar Ben Gvir, che ha annunciato a breve la richiesta al premier di sottoporre l'accordo su Gaza alla Knesset per una votazione.

Trump: "Teheran ipocrita, Hormuz completamente controllato dagli Usa"

"La leadership iraniana è incredibilmente ipocrita". A dirlo in un post su Truth è stato il presidente statunitense Donald Trump. "Chiedono un incontro, alcuni direbbero 'supplicano', iniziano i colloqui, con altri in programma nell'immediato futuro, e poi affermano, apertamente e con orgoglio, di non avere alcuna discussione, che non si sta parlando di nulla e che stanno trattando solo con l'Oman", ha aggiunto il tycoon. Poi ha aggiunto: "Proseguono con le loro solite chiacchiere, dicendo che lo Stretto di Hormuz sarà gestito con forza da loro, quando è già completamente controllato dalla Marina degli Stati Uniti e dal nostro blocco". Il presidente Usa ha poi concluso ribadendo che "l'Iram non avrà mai un'arma nucleare". 

Israele: "Nessun ritiro da Gaza, avanti con raid Idf"

Israele non si ritirerà dalle sue attuali posizioni a Gaza e continuerà a contrastare qualsiasi minaccia ai suoi civili e soldati. Lo ha dichiarato un alto funzionario israeliano alla stampa, dopo che la settimana scorsa il presidente Usa Donald Trump ha annunciato il raggiungimento di un accordo per il disarmo di Hamas. Quest'ultimo ha puntualizzato che e' legato al ritiro dell'Idf e alla fine degli attacchi nell'enclave palestinese. Dopo un iniziale silenzio, stamane l'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu ha fatto sapere di aver espresso preoccupazioni per l'intesa, sottolineando che non rappresenta gli interessi dello Stato ebraico. Israele continua a opporsi pubblicamente all'attuale tabella di marcia per il disarmo di Hamas a Gaza, ma dal Board of Peace e da Washington alcuni funzionari Usa, sotto anonimato, hanno espresso la loro frustrazione per la reticenza di Tel Aviv, affermando che era stata pienamente informata dei termini dell'accordo.

Idf: "Ucciso a Gaza leader Jihad Islamica, rapì Braslavski il 7 ottobre"

"L'Idf ha colpito l'area di Deir al-Balah nel weekend eliminando il terrorista Mahmoud Fatair, comandante della Jihad Islamica nel centro della Striscia di Gaza. Fatair si era infiltrato in territorio israeliano il 7 ottobre 2023 e aveva partecipato al rapimento di Rom Braslavski". Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota. Braslavski fu rapito dal Nova Festival e rilasciato nell'ultimo round di scambi tra ostaggi israeliani e prigionieri palestinesi nell'ottobre 2025. 

Media: "Sei superpetroliere saudite hanno invertito la rotta dopo minacce Houthi"

Sei superpetroliere battenti bandiera saudita hanno cambiato rotta nel Golfo di Aden negli ultimi giorni. Lo scrive la Bbc nel suo account X in farsi citando i dati di due compagnie internazionali di intelligence marittima. A seguito delle minacce degli Houthi yemeniti di attaccare navi saudite, queste petroliere si stanno ora dirigendo verso l'Africa meridionale. 

Libano, domani a Roma nuovo round colloqui con Israele

Roma si prepara ad accogliere domani un nuovo round di colloqui tecnici tra le delegazioni di Israele e Libano, con l'obiettivo di far progredire l'attuazione dell'accordo quadro raggiunto il 26 giugno a Washington dalle parti. L'incontro avviene dopo che il 21 luglio ha preso il via sul terreno l'attuazione dello schema delle zone pilota, a cominciare dal villaggio di Zawtar Al-Gharbiya, nel sud del Paese dei Cedri, dove è iniziato il graduale dispiegamento dell'esercito libanese, chiamato a riprenderne il controllo e a metterlo in sicurezza smantellando le strutture di Hezbollah. Un primo passo celebrato dagli Usa, mediatori nel processo negoziale, come "risultato diretto dei colloqui" avvenuti a metà luglio sempre a Roma, celebrata come 'capitale di pace' dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Auspicando "un risultato positivo" dai nuovi colloqui, previsti da domani fino a giovedì, l'ambasciatore americano a Beirut Michel Issa ha sottolineato su X che "resta ancora molto lavoro tecnico da fare per garantire la sicurezza dei civili sul campo". "C'è una differenza sostanziale tra redigere un accordo sulla carta e attuarlo in modo responsabile: procedere troppo in fretta rischia di mettere a repentaglio proprio i civili che questo processo dovrebbe proteggere", ha aggiunto l'ambasciatore, esortando le parti a "prendersi il tempo necessario per fare le cose per bene fin da subito" in modo che "le prossime zone pilota" possano procedere in modo più efficiente". "Soprattutto - ha concluso Issa - entrambe le parti devono concordare un processo chiaro e praticabile prima di procedere". Secondo i media, per la prima volta dall'avvio dei negoziati, Washington vuole ampliarne significativamente il raggio d'azione, per includere questioni di confine ed economiche.

Navi saudite aggirano blocco Houthi circumnavigando l'Africa ma allungando i tempi

Sei petroliere gestite da operatori sauditi hanno deviato la loro rotta circumnavigando l'Africa, aggiungendo almeno due settimane ai loro viaggi, per evitare il blocco dichiarato dagli Houthi nel Mar Rosso. E' quanto sottolinea la Cnn citando i dati di tracciamento delle navi. Il mese scorso, gli Houthi dello Yemen, sostenuti dall'Iran, avevano avvertito che avrebbero preso di mira qualsiasi nave saudita che avesse tentato di attraversare lo stretto di Bab el-Mandeb, il punto di passaggio situato all'estremità meridionale del Mar Rosso.

La rotta delle navi mostra che hanno lasciato il Golfo di Aden nei pressi della costa dell'Oman e hanno proseguito verso sud lungo la costa dell'Africa orientale. Secondo il servizio di monitoraggio navale MarineTraffic, diverse di esse indicano porti del Sudafrica come destinazione. Una delle navi indica invece Gibilterra come prossimo porto di scalo.

Funzionario Israele: "Non ci ritireremo dall'attuale linea gialla a Gaza"

Nuova presa di distanza da parte di Israele rispetto al programma del Board of Peace per il disarmo di Hamas a Gaza:  "Israele non si ritirerà dall'attuale linea di demarcazione nella Striscia di Gaza", ha dichiarato un funzionario israeliano citato dal Times of Israel, "e continuerà a eliminare qualsiasi minaccia per i nostri cittadini e i nostri soldati".

In precedenza, un alto portavoce israeliano aveva affermato - riferendo delle preoccupazioni manifestate con Washinbgton al riguardo del piano - che la tabella di marcia per il disarmo a Gaza "non riflette le posizioni di Israele".

Media: "Per una fonte di governo Israele non si ritirerà dalla Linea Gialla a Gaza"

''Israele non si ritirerà dall'attuale linea di confine dentro la Striscia di Gaza e continuerà a contrastare qualsiasi minaccia posta verso i nostri cittadini e soldati''. Lo ha affermato una 'fonte governativa' riportata dai media israeliani, a commento della lettera inviata a Netanyahu dai ministri Smotrich e Struk che si oppone al roadmap per Gaza del Board of Peace. 

Media: "Mladenov incontra Netanyahu: fermare raid a Gaza"

L'alto rappresentante per Gaza del Board of Peace Nickolay Mladenov e il consigliere del Board of Peace Aryeh Lightstone, hanno incontrato oggi il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu e gli hanno chiesto di fermare gli attacchi a Gaza, come Israele si era impegnato a fare quando ha accettato a ottobre il piano in 20 punti del presidente Trump. Lo riporta Channel 12 citando una fonte a conoscenza dei fatti. 

Smotrich a Netanyahu: "Revocare ingresso Forza di stabilizzazione a Gaza"

I ministri Betzalel Smotrich e Orit Struk, del partito Sionismo Religioso, hanno inviato una lettera urgente al premier Benyamin Netanyahu chiedendo di annullare la decisione del gabinetto di governo della settimana scorsa in cui era stato approvato l'ingresso nella Striscia di Gaza delle prime truppe della Forza di Stabilizzazione Internazionale prevista dal piano Trump, "poiché la decisione del governo è stata presa sulla base di informazioni errate", si legge nella lettera. La decisione era passata durante la riunione del 26 luglio scorso, alla vigilia dell'incontro di Netanyahu con Trump, e l'unico voto contrario era stato del ministro Itamar Ben Gvir. Inoltre, scrivono i ministri, "insistiamo affinché Israele rifiuti di accettare la roadmap presentata dal Board of Peace finché non saranno corretti tutti i punti menzionati", in particolare riguardo alle modalità e tempistiche del disarmo di Hamas, la libertà di azione dell'Idf e il collocamento sul campo delle Isf. "Il documento in 15 punti pubblicato dal Board of Peace contraddice completamente l'obiettivo centrale di disarmare Hamas, smilitarizzare Gaza ed eliminare qualsiasi minaccia per Israele. Si tratta di un documento pericoloso per Israele e la sua stessa esistenza, finché non verrà modificato, richiede interventi immediati per proteggere Israele", aggiungono i ministri. 

Media: "Usa pronti compromesso su Hormuz. No di Teheran"

Gli Stati Uniti sarebbero stati pronti a un compromesso sul controllo iraniano della rotta sud di Hormuz. Lo ha riferito il quotidiano arabo Al-Al-Mayadeen. L'Iran, però, ha respinto la proposta e continua a rifiutarsi di aprire completamente lo stretto fino a quando la guerra non sarà finita.

Pezeshkian: "Non vogliamo alimentare tensioni ma ci difenderemo con fermezza"

"Non intendiamo alimentare le tensioni, ma agiremo con fermezza per difendere la nostra sicurezza, i nostri interessi e l'integrità del nostro territorio". Così, secondo quanto riportato da Al-Jazeera, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. 

Nile air: "Chiuso aeroporto di Jizan, nel sud dell'Arabia saudita"

Nile Air ha cancellato il volo previsto per oggi dall'Aeroporto Internazionale del Cairo all'Aeroporto di Jizan, a seguito della chiusura dell'aeroporto in Arabia Saudita a causa del conflitto e del suo impatto sul traffico aereo. Lo si apprende da fonti aeroportuali. "Le autorità aeroportuali competenti del Cairo sono state informate da Nile Air della cancellazione del volo NP241, previsto per lunedì dall'Aeroporto Internazionale del Cairo all'Aeroporto di Jizan, nel sud dell'Arabia Saudita, a causa della chiusura dell'aeroporto dovuta al conflitto nella regione. I passeggeri sono stati informati della cancellazione e riprenotati su voli successivi non appena il traffico aereo riprenderà". Flightradar24 conferma che quasi tutti i voli in partenza e in arrivo a Jizan sono stati cancellati. 

Israele, coccodrilli nelle carceri: giudice blocca Ben-Gvir

Nuovo scontro tra l'autorità giudiziaria e il ministro per la Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir: il tribunale distrettuale di Gerusalemme ha bloccato l'ultima misura ideata dal leader di estrema destra contro il "terrorismo", e cioè alloggiare coccodrilli nelle carceri di massima sicurezza, a cominciare dalla prigione di Ketziot dove sono detenuti sospetti membri di Hamas e prigionieri di sicurezza palestinesi. Il capo del partito Otzma Yehudit, ispirandosi all''Alligator Alcatraz' promosso dal presidente Usa Donald Trump, e chiuso meno di un anno dopo l'inaugurazione, aveva lanciato l'idea per la prima volta alla fine del 2025. Per superare vincoli e norme, in suo aiuto è accorsa la ministra dell'Ambiente Idit Silman, esponente del Likud, che - nonostante il parere contrario del consulente legale interno e dell'Autorità per la Natura e i Parchi - di recente ha modificato i regolamenti. 

Sky News: "Il traffico per Bab el-Mandeb sta rallentando dopo le minacce Houthi"

Il traffico attraverso lo Stretto di Bab al Mandeb rallenta a causa del blocco degli Houthi. Lo scrive Sky News citando dati della società di intelligence marittima Kpler. Il traffico nell'altro collo di bottiglia marittimo dell'area (oltre a quello di Hormuz) risente della minaccia del gruppo ribelle sostenuto dall'Iran, che ha dichiarato il blocco contro i porti sauditi sul Mar Rosso alla fine del mese scorso, aprendo un nuovo fronte contro gli Stati Uniti e i loro alleati. Di conseguenza, solo due petroliere cariche di petrolio saudita hanno attraversato lo Stretto di Bab al Mandeb, che collega il Mar Rosso all'Oceano Indiano, da allora. Complessivamente, il numero di navi mercantili che hanno attraversato lo Stretto è sceso a 18 ieri, rispetto alle 27 di sabato e alle 28 di venerdì. 

Gaza, 19 morti e 35 feriti in raid Idf nelle ultime 24 ore

Nelle ultime 24 ore a Gaza 19 palestinesi sono morti e altri 35 sono rimasti feriti in attacchi israeliani. Lo ha riferito il ministero della Salute di Gaza, precisando che da quando e' stato dichiarato il cessate il fuoco nell'enclave palestinese nell'ottobre 2025 in 1.250 sono stati uccisi e 4.110 feriti. In totale dall'avvio della guerra nella Striscia dopo l'attacco di Hamas in Israele il 7 ottobre 2023, il bilancio è di 73.375 morti e 174.220 feriti. 

Gaza

©Ansa

Herzog: "Punti positivi piano Gaza ma serve disarmo Hamas"

Per il presidente israeliano Isaac Herzog ci sono "molti elementi positivi negli sforzi del Board of Peace" su Gaza ma serve "disarmare completamente Hamas". "Credo che il piano in 20 punti (promosso dal presidente Usa Donald Trump) rappresenti un passo molto positivo, con la chiara avvertenza che Hamas deve essere disarmato, e spero che Hamas venga disarmato completamente", ha affermato. "Questa è chiaramente la base per passare alla fase successiva, con l'ingresso di tecnocrati nel governo", ha proseguito, sostenendo che "gli sforzi degli americani, del Board of Peace, del presidente Trump e dell'ad del Board of Peace, Nickolay Mladenov, possono portare una certa visione di speranza, anche al popolo di Gaza e al popolo di Israele". Stamane l'ufficio del premier Benjamin Netanyahu ha fatto sapere di aver "comunicato ai nostri omologhi americani i propri commenti e le proprie preoccupazioni in merito al quadro proposto". "La versione resa pubblica non riflette la posizione di Israele", ha sottolineato, prendendo le distanze dall'accordo sulla fase due che prevede il disarmo di Hamas insieme al ritiro dell'Idf dalla Striscia. L'intesa è stata annunciata la settimana scorsa non da Netanyahu ma da Trump, affermando pubblicamente che Israele né è contento e ha aiutato a raggiungerlo. 

Iran, attacco ucaino a nostra nave in Mar Caspio "deliberato"

Teheran ha denunciato che, nonostante le dichiarazioni ufficiali di Kiev, l'attacco ucraino contro una nave iraniana nel Mar Caspio la settimana scorsa è stato "deliberato". "Le autorità ucraine, nel colloquio con il ministro degli Esteri e nei messaggi che ci hanno trasmesso, hanno sottolineato che l'azione non è stata intenzionale. Tuttavia, prove evidenti, tra cui le dichiarazioni esplicite del presidente ucraino, indicano che l'attacco è stato deliberato", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baqaei, come riporta l'agenzia Tasnim. "Abbiamo ascoltato le loro spiegazioni e attendiamo di vedere se seguiranno azioni concrete", ha aggiunto, "faremo certamente tutto ciò che sarà necessario sia per chiamare l'Ucraina a rispondere delle proprie responsabilità sia per garantire che un simile episodio non si ripeta in futuro". 

Gaza, 19 persone uccise e 35 ferite nella Striscia nelle ultime 24 ore

Diciannove persone sono state uccise e 35 ferite negli attacchi israeliani nell'enclave nelle ultime 24 ore. Lo ha reso noto il ministero della Salute di Gaza, secondo cui 1.250 persone sono state uccise e 4.110 ferite da quando è stato dichiarato il cessate il fuoco tra Israele e Hamas l'11 ottobre 2025. Con gli ultimi dati, il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza sale a 73.375 morti e 174.220 feriti dall'attentato di Hamas del 7 ottobre 2023.

Haaretz: "Documenti rivelano profondità della cooperazione militare Israele-Emirati"

Un'inchiesta di Haaretz rivela la profondità dei legami di difesa tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti successivi alla sigla degli Accordi di Abramo nel 2020. Le rivelazioni di Haaretz si basano su documenti interni di Elbit Systems, il principale produttore di armi israeliano, derivati dal trafugamento nei mesi scorsi di email dall'account Gmail personale di un alto dirigente di Elbit, pubblicate online da un gruppo di hacker collegato all'intelligence iraniana. Alcuni dei documenti rivelati mostrano che nel marzo 2022, dopo l'attacco Houthi agli Emirati del gennaio precedente - che causò tre morti colpendo installazioni petrolifere e l'aeroporto di Abu Dhabi - Elbit rispose a una 'richiesta operativa urgente' emiratina con una proposta di fornitura di sei droni Hermes 900, il modello più avanzato della società, per 180 milioni di dollari. Tra i documenti vi è anche una proposta del marzo 2023 per la vendita agli Emirati di un altro sistema strategico di Elbit, un anno prima della sua presentazione ufficiale al Salone di Singapore: l'Hermes 650, il drone più recente della flotta di Elbit. Il mese scorso, Haaretz aveva pubblicato analisi di altri documenti trafugati, secondo cui Elbit avrebbe venduto anche a Doha sistemi di difesa aerea, come C-Music, e a Riad componenti di fabbricazione israeliana nell'ambito del progetto saudita per lo sviluppo degli F-35. In questi casi, on assenza di rapporti diplomatici diretti tra i Paesi, i contratti sarebbero passati attraverso aziende internazionali. Secondo quanto riportato da Haaretz, le esportazioni di armi israeliane hanno raggiunto nel 2025 un record di 19 miliardi di dollari, di cui circa 3 miliardi verso i Paesi degli Accordi di Abramo. Dal 2021, le vendite cumulative a questi paesi ammontano a circa 9 miliardi di dollari, principalmente destinate ad Emirati e Marocco. La cooperazione militare si è ulteriormente intensificata dopo l'attacco congiunto israelo-americano all'Iran del 28 febbraio scorso: Israele ha dispiegato batterie Iron Dome con i relativi equipaggi sul suolo emiratino, e secondo quanto riportato dal Financial Times avrebbe trasferito agli Emirati anche un sistema di intercettazione laser, il recentissimo Iron Beam che l'Idf non ha mai ancora annunciato come operativo su suolo israeliano. 

Media: "Mladenov visiterà Israele per le trattative sulla fase due del piano di Trump per Gaza"

L'invitato per Gaza del Board of Peace, Nickolay Mladenov, dovrebbe visitare  Israele nei prossimi giorni e incontre alti funzionari israeliani, per discutere l'avanzamento verso la seconda fase del piano di Trump per Gaza. Lo riporta Channel 11. Ieri Mladenov, che ha lavorato per mesi con le varie fazioni palestinesi per arrivare un accordo sul disarmo di Hamas, ha attaccato su X Israele per i raid degli ultimi due giorni sulla Striscia di Gaza alla luce dei negoziati in corso.

Israele, ok commissione Knesset a proroga della mobilitazione militare

La commissione Affari Esteri e Difesa della Knesset israeliana ha approvato con 4 voti favorevoli e 2 contrari la proroga, richiesta dal governo, della mobilitazione militare d'emergenza. L'estensione sarà, quindi, fino al 30 settembre. La votazione consente all'esercito israeliano di richiamare in servizio un massimo di 240mila riservisti, stando a quanto riporta al Jazeera.

Iran, Cnn: "Gli Usa chiedono alle truppe idee creative e non convenzionali per far pressione su Teheran"

L'esercito statunitense sta chiedendo alle proprie truppe nuove idee per esercitare pressione sull'Iran. Lo rivela la Cnn che cita la richiesta, arrivata per mail ai militari, proveniente da un alto ufficiale del Comando centrale degli Stati Uniti. "Stiamo cercando nuovi modi creativi e non convenzionali per fare pressione sull'Iran e punirlo", ha scritto l'ufficiale dell'intelligence del Comando Centrale degli Stati Uniti, secondo quanto riportato dalla testata statunitense. La notizia suggerisce che gli Stati Uniti non sono soddisfatti dei risultati ottenuti attraverso le tattiche di pressione convenzionali, vale a dire l'azione militare e le sanzioni finanziarie. "Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha una lunga storia di pensiero e di lavoro innovativi", ha dichiarato alla Cnn il capitano Timothy Hawkins, portavoce del Centcom. "L'Ammiraglio Cooper, in particolare, si rivolge ai membri del nostro fantastico team, a prescindere dal grado, per raggiungere i massimi livelli possibili di prestazioni operative."

Usa-Iran. Trump: "Oggi riprendono i negoziati, accordo su Hormuz". VIDEO

Pasdaran, abbattuto drone sullo Stretto di Hormuz

Il corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc) ha annunciato di avere abbattuto un drone MQ-9 Reaper sopra lo stretto di Hormuz. Lo ha riferito l'agenzia Sepah News, a quanto riporta Al Jazeera. Non è chiaro da dove sia partito il veicolo senza pilota, ma i droni Reaper sono gestiti principalmente dall'Aviazione americana e l'Iran ne ha intercettati più di 30 dall'inizio della guerra, il 28 febbraio. 

Tutti i dubbi sul disarmo di Hamas annunciato da Trump

Il presidente Usa ha promesso un imminente passo avanti del piano in venti punti per la pace a Gaza. Ma i nodi da sciogliere restano ancora molti e lo scetticismo rimane alto.

Tutti i dubbi sul disarmo di Hamas annunciato da Trump

Tutti i dubbi sul disarmo di Hamas annunciato da Trump

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Teheran: "La Cina non è un nuovo mediatore tra noi e gli Usa"

"Abbiamo relazioni amichevoli e una stretta cooperazione con la Cina in  tutti i settori di interesse comune, ma non abbiamo incluso il Paese  come nuovo mediatore nella controversia tra Iran e Stati Uniti". Lo ha  dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil  Baghaei. "Il mediatore nei colloqui relativi all'Iran e agli Stati Uniti  è il Pakistan, e anche il Qatar fornisce aiuto quando necessario", ha  proseguito. "La Cina è preoccupata per l'escalation del conflitto e  dell'insicurezza nella regione e si impegna semplicemente a prevenire  un'ulteriore escalation della tensione", ha aggiunto.

Iran: "Usa non dovrebbero aspettarsi che il fuoco che hanno appiccato non si estenda"

Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha fornito  chiarimenti sugli attacchi condotti dagli Houthi dello Yemen, sostenuti  dall'Iran, e dai gruppi iracheni appoggiati da Teheran contro le  infrastrutture petrolifere dell'Arabia Saudita, nonché sulle accuse  secondo cui l'Iran starebbe aprendo nuovi fronti e ampliando il  conflitto. "Le azioni intraprese dagli yemeniti riguardano loro. I  nostri nemici cercano consapevolmente di distorcere i fatti per  sottrarsi alle proprie responsabilità nell'aver provocato questa crisi.  Gli americani sono responsabili dei conflitti nella regione e anche al  di fuori di essa. Non dovrebbero aspettarsi che il fuoco che hanno  appiccato non si estenda ad altre aree", ha dichiarato. 

Israele esprime agli Usa le proprie "preoccupazioni" sul piano per Gaza

Israele ha espresso agli Stati Uniti le proprie preoccupazioni riguardo  a un piano per Gaza, elogiato dal presidente Donald Trump, dopo che  Hamas ha dichiarato di aver accettato il disarmo. Lo ha reso noto lunedì  l'ufficio del primo ministro Benyamin Netanyahu. "Israele ha trasmesso  ai nostri interlocutori americani i propri commenti e le proprie  preoccupazioni sul quadro proposto. La versione resa pubblica non  rispecchia la posizione di Israele", ha dichiarato Doron Spielman,  portavoce dell'ufficio del primo ministro. Spielman ha affermato che  l'intelligence israeliana ha rilevato che Hamas, dopo il cessate il  fuoco annunciato da Trump in ottobre - che ha ridotto il livello delle  violenze, pur senza interrompere gli attacchi israeliani - ha continuato  a riarmarsi e a reclutare nuovi combattenti. Venerdì Hamas ha  annunciato di aver accettato la fase successiva di un accordo che  prevede anche la consegna delle armi a un nascente comitato palestinese  incaricato della governance. Trump ha definito questa decisione "un  traguardo importante" negli sforzi per porre fine alla devastante guerra  iniziata con l'attacco di Hamas contro Israele il 7 ottobre 2023 e ha  dichiarato ai giornalisti che Israele era "molto soddisfatto" degli  sviluppi. Tuttavia, il portavoce di Netanyahu ha affermato che le azioni  di Hamas dimostrano che il movimento si sta preparando a "nuovi  massacri sul modello del 7 ottobre". Ha inoltre ricordato che il piano  presentato dal Board of Peace di Trump prevede che Gaza diventi "una  zona denazionalizzata dall'estremismo, libera dal terrorismo e che non  rappresenti una minaccia per i Paesi vicini". "Questa visione è in netto  contrasto con la realtà attuale e con le intenzioni dichiarate da  Hamas. Il primo passo indispensabile verso qualsiasi accordo duraturo è  il disarmo autentico, verificabile e irreversibile di Hamas", ha  dichiarato. "Qualsiasi soluzione che non preveda il completo disarmo  lascerebbe Hamas nelle condizioni di poter minacciare nuovamente  Israele".

Cnn: gli Usa fanno "brainstorming" via mail per trovare nuove tattiche contro l'Iran

Gli Usa fanno brainstorming via e-mail per trovare nuove tattiche contro  Teheran. "Stiamo cercando nuovi modi creativi e non convenzionali per  fare pressione e punire l'Iran", ha scritto un ufficiale del ramo  intelligence del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centocom) in un  messaggio inviato mercoledì scorso a un ampio gruppo di analisti  militari, secondo una fonte a conoscenza del messaggio citata dalla Cnn.  Una seconda fonte ha confermato che un alto ufficiale militare  statunitense ha inviato il messaggio la settimana scorsa, sollecitando  nuove idee su come affrontare l'Iran. Questa richiesta, in stile  crowdsourcing, che secondo i funzionari militari è insolita via e-mail, è  un segnale delle opzioni limitate - e potenzialmente sgradevoli - a  disposizione di Trump per costringere l'Iran a un accordo alle sue  condizioni. Sperando di trovare un'alternativa, il funzionario del  Centocom ha avviato una sessione di brainstorming via e-mail per vedere  se qualcuno avesse un'idea migliore. La seconda fonte ha affermato che  il Centcom sta valutando ogni possibilità, riconoscendo la necessità di  rivalutare la strategia. "Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha una  lunga storia di pensiero e di lavoro innovativi", ha dichiarato in un  comunicato il capitano Timothy Hawkins, portavoce del Centocom.  "L'Ammiraglio Cooper, in particolare, si rivolge ai membri del nostro  grande team, a prescindere dal grado, per raggiungere i massimi livelli  possibili di efficienza operativa". L'e-mail ha preceduto la minaccia di  Trump di lanciare nuovi attacchi contro l'Iran, poi revocati nel fine  settimana dopo l'intervento dei leader della regione, in particolare il  principe ereditario saudita, che ha telefonato al presidente esortandolo  a ridurre la tensione.

Ufficio Netanyahu: "Espresse agli Usa preoccupazioni su piano disarmo Hamas"

Israele ha espresso a Washington le proprie "preoccupazioni" riguardo al  piano annunciato dal presidente americano Donald Trump per il disarmo  del movimento islamista Hamas a Gaza. A riferirne è stato l'ufficio del  primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. "Israele  ha trasmesso ai suoi omologhi americani i propri commenti e le proprie  preoccupazioni in merito al quadro proposto", ha dichiarato oggi all'Afp  il portavoce Doron Spielman. "La versione resa pubblica non riflette la  posizione di Israele".

Iran, Teheran: "Nessun nuovo mediatore. Neppure Cina"

L'Iran ha chiarito che "non vi sono nuovi mediatori" tra il regime e gli Stati Uniti, neppure la Cina. "Il Pakistan svolge un ruolo di mediazione nelle questioni riguardanti l'Iran e gli Stati Uniti. Anche il Qatar fornisce assistenza quando necessario", ha ricordato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei. "La Cina e' preoccupata per l'aggravarsi dei conflitti e dell'insicurezza nella regione. Per questo motivo, i nostri amici cinesi stanno cercando di utilizzare le proprie capacita' e la propria influenza per evitare un'ulteriore escalation della situazione", ha spiegato, "in questo senso, la Cina contribuisce, cosi' come fanno diversi altri Paesi. Tuttavia, affermare che abbiamo aggiunto un nuovo mediatore a quelli gia' esistenti non sarebbe corretto nel significato preciso del termine".

Iran: "Al momento no trattative con Usa. Hormuz resta chiuso"

Per chiarire che non c'e' nulla in preparazione, il portavoce ha riferito che oggi il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, "e' in partenza per il pellegrinaggio dell'Arbaeen e anche gli altri membri della delegazione negoziale si trovano in Iran". Al momento, ha sottolineato Baqaei, sono in corso colloqui "solo con l'Oman" e "sono concentrati sulla definizione di una rotta sicura per la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz". Detto questo, se anche arrivasse un'intesa sarebbe "una condizione necessaria per la riapertura dello stretto, ma non una condizione sufficiente". Hormuz, ha ricordato, "non e' stato chiuso a causa di divergenze tra Iran e Oman. La situazione si e' complicata a seguito dell'aggressione degli Stati Uniti e del regime sionista (Israele)".

Iran, media: "L'esercito Usa in cerca di idee"

Dopo mesi di guerra in Iran, l'esercito americano sarebbe alla ricerca di "nuove idee" per la sua offensiva in Medio Oriente. Lo riporta la Cnn, che ha avuto accesso a un'email di un alto ufficiale del comando militare statunitense: "Abbiamo bisogno di idee". "Stiamo cercando nuovi modi creativi e non convenzionali per fare pressione e punire l'Iran", ha scritto un ufficiale del ramo intelligence del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) in un messaggio inviato mercoledi' a un ampio gruppo di analisti militari, secondo una fonte a conoscenza del messaggio. Una seconda fonte, scrive Cnn, ha confermato che un alto ufficiale militare statunitense ha inviato il messaggio la settimana scorsa, sollecitando nuove idee su come affrontare l'Iran.La mail arriva in uno scenario bellico di stallo, dove i tentativi di pace sono finora falliti e gli Usa continuano a minacciare bombardamenti contro Teheran senza sortire effetto. Trump sta valutando la possibilita' di intensificare la campagna militare, riprendendo gli attacchi contro le restanti installazioni nucleari iraniane, che a suo dire sarebbero state "annientate" negli attacchi della scorsa estate. Due fonti a conoscenza della pianificazione affermano che l'esercito si sta attivamente preparando a lanciare attacchi contro il Monte Pickaxe e altri siti iraniani ritenuti contenenti materiale o attrezzature nucleari. "A volte servono menti creative, soprattutto quando si stanno esaurendo le opzioni convenzionali".

Iran, Teheran: "Bene Riad. Guerra Usa è contro intera regione"

L'Iran ha dato mostra di apprezzare l'intervento dell'Arabia Saudita per fermare una nuova offensiva americana, nella telefonata del principe Mohammed bin Salman al presidente Donald Trump. "La guerra degli Stati Uniti contro la Repubblica Islamica dell'Iran non e' soltanto una guerra contro il nostro Paese: e' una guerra contro l'intera regione e contro la sicurezza di tutti i Paesi della regione", ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei. "Negli ultimi cinque mesi abbiamo constatato direttamente che la presenza militare statunitense nella regione e l'utilizzo del territorio e delle infrastrutture dei Paesi della sponda meridionale del Golfo Persico hanno contribuito ad accrescere l'insicurezza e l'instabilita' per tutti gli Stati della regione. E' quindi naturale che i Paesi dell'area cerchino di impedire un ulteriore aggravamento della situazione", ha aggiunto. "Il fuoco che e' stato acceso contro l'Iran e' un fuoco che puo' propagarsi e coinvolgere altri", ha avvertito, e se accadesse sarebbe "esclusivamente responsabilita' degli Stati Uniti". In ogni caso, "apprezziamo questi sforzi, ma l'esperienza ci ha dimostrato che cio' che, in ultima analisi, puo' impedire al nemico di intensificare le proprie azioni ostili contro l'Iran non sono altro che la nostra forza e capacita' di deterrenza", ha assicurato Baqaei.

Libano, media: "Idf ha utilizzato proiettili al fosforo nel sud per appiccare incendi"

Le alture di Ali al-Taher, situate alla periferia di Nabatieh al-Fawqa,  nel sud del Libano, sono state colpite ieri pomeriggio da proiettili al  fosforo, una tattica che il nemico israeliano impiega deliberatamente  per appiccare incendi nelle aree boschive della zona. Lo riporta  l'Agenzia di Stampa nazionale libanese.

Portavoce Netanyahu: "Preoccupazione per piano per Gaza"

Israele ha espresso agli Stati Uniti le proprie preoccupazioni in merito al piano per la Striscia di Gaza, accolto con favore dal presidente Donald Trump dopo che Hamas ha dichiarato di aver raggiunto un accordo sul disarmo. E' quanto ha fatto sapere l'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. "Israele ha comunicato ai nostri omologhi americani i propri commenti e le proprie preoccupazioni in merito al quadro proposto. La versione resa pubblica non riflette la posizione di Israele", ha dichiarato Doron Spielman, portavoce dell'ufficio del primo ministro.

Libano, media: "Idf ha utilizzato proiettili al fosforo nel sud per appiccare incendi"

Le alture di Ali al-Taher, situate alla periferia di Nabatieh al-Fawqa,  nel sud del Libano, sono state colpite ieri pomeriggio da proiettili al  fosforo, una tattica che il nemico israeliano impiega deliberatamente  per appiccare incendi nelle aree boschive della zona. Lo riporta  l'Agenzia di Stampa nazionale libanese.

Gas, prezzo in calo in Europa: al Ttf sotto i 58 euro/Mwh

Cala il prezzo del gas naturale in Europa. All'hub di riferimento Ttf, nel primo giorno di contrattazioni di agosto i prezzi cedono il 2,3% a 57,7 euro per megawattora. A pesare, le nuove trattative per la pace in Medio Oriente annunciate da Donald Trump, che hanno allentato le tensioni che avevano fatto impennare i prezzi dell'energia. Il costo del gas naturale in Europa e' balzato del 36% a luglio, poiche' la ripresa dei combattimenti tra Usa e Iran ha acuito le preoccupazioni sulle forniture di Gnl dal Golfo Persico e sulla capacita' dell'Europa di ricostituire le scorte di gas prima dell'inverno. Gli impianti di gas europei hanno chiuso il mese scorso con una capacita' di circa il 55%, ben al di sotto sia della media quinquennale che del livello registrato nello stesso periodo dell'anno scorso, lasciando i livelli di stoccaggio al di sotto del ritmo necessario per raggiungere gli obiettivi pre-invernali prima dell'inizio della stagione del riscaldamento a novembre.

Teheran: "Al momento non sono in corso negoziati con gli Usa"

"Al momento non sono in corso negoziati con gli Stati Uniti". Lo afferma il ministero degli Esteri iraniano, smentendo quanto affermato da Donald Trump. "Attualmente stiamo conducendo colloqui con l'Oman solo sulla gestione  dello Stretto di Hormuz. I due Paesi perseguono seriamente i negoziati  per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto", ha  affermato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei,  sottolineando che i colloqui si concentrano esclusivamente sulla via  navigabile e non sulla questione Iran-Usa. "La guerra degli Stati Uniti  contro l'Iran è una guerra contro l'intera regione ed è importante che i  Paesi della regione sappiano di avere una parte di responsabilità nella  situazione attuale", ha aggiunto, riferendosi all'appello dell'Arabia  Saudita agli Usa per la fine del conflitto. "Gli Stati Uniti hanno  causato insicurezza nella regione, ma è dimostrato che il potere di  deterrenza dell'Iran ha fermato il nemico".

Iran: "Al momento no trattative con Usa. Hormuz resta chiuso"

Per ora, Iran e Stati Uniti non stanno trattando. A chiarirlo e' stato il portavoce del ministero degli Esteri, iraniano, Esmaeil Baqaei, a quanto riportano i media iraniani, "Al momento non stiamo negoziando con gli Stati Uniti", ha detto, e "finche' continueranno le violazioni degli impegni per parte degli Usa, la situazione dello Stretto di Hormuz non cambiera'". Teheran ha annunciato nei giorni scorsi la chiusura dello stretto

Libano, media: "Israele usa bombe al fosforo al Sud"

L'agenzia di stampa ufficiale libanese Nna riferisce che le forze israeliane hanno sganciato bombe al fosforo su uliveti e pinete nelle citta' di Yaroun e Arnoun, e sulla citta' di Bint Jbeil, nel governatorato di Nabatieh. Gli attacchi hanno provocato vasti incendi, secondo quanto riportato dall'agenzia. La Nna ha anche segnalato due attacchi missilistici israeliani sulla collina di Ali al-Taher, vicino a Nabatieh, e ha affermato che un drone israeliano ha sganciato una granata stordente sulla citta' di Bayt al-Sayyad a Tiro.

Iran, ministero Esteri: "Progressi in colloqui con Oman"

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato che Teheran sta conducendo colloqui con l'Oman "da 7-8 giorni". "Sono stati compiuti alcuni progressi", ha affermato, aggiungendo che sono in corso colloqui anche con funzionari della regione e di altri Paesi, stando a quanto riferisce al Jazeera.

Borse europee: aprono in rialzo in attesa colloqui Usa-Iran

Le Borse europee aprono in deciso rialzo, sulla spinta dell'annuncio del presidente Usa Donald Trump che i colloqui di pace con l'Iran riprenderanno a breve, dopo aver annullato un attacco militare pianificato contro la Repubblica islamica. Nei primi scambi l'indice Dax di Francoforte segna +1,20 con 25.939,11 punti, il Cac 40 di Parigi +0,92% con 8.590,73 punti. Piu' debole Londra che si attesta sopra la parita' a +0,02% con 10.870,50 punti. A Milano Piazza Affari parte a +0,62% a 52.498,34 punti.

Borsa Milano: apre positiva Ftse Mib +0,6%, scatta Unipol

Piazza Affari avvia la prima seduta di agosto in rialzo, in linea con le altre Borse europee, sostenuta dal calo del prezzo del petrolio dovuto all'annuncio di Trump di nuovi colloqui di pace con l'Iran. Nei primi scambi l'indice Ftse Mib segna +0,62% a 52.498,34 punti. Sul listino Unipol balza al +4,06%.

Gas: future in calo del 4%

I future sul gas naturale in Europa (Ttf) scivolano a 56,7 euro al  Megawattora con un calo del 4,01% dopo che il presidente americano  Donald Trump ha detto che nuovi colloqui sarebbero iniziati oggi.

La Turchia condanna i raid di Israele a Gaza: "Colpite strutture sanitarie"

La Turchia ha condannato gli attacchi israeliani contro Gaza,  denunciando che hanno colpito "strutture sanitarie", avvenuti nella  notte di sabato e nella giornata di ieri nonostante Hamas avesse  dichiarato di aver accettato di avviare l'ultima fase del piano  annunciato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per porre  fine alla guerra, che prevede il disarmo di Hamas e il ritiro dell'Idf  dalla Striscia. "L'uccisione da parte di Israele di oltre 30 civili a  Gaza e il suo attacco a strutture sanitarie, immediatamente dopo il  raggiungimento di un accordo su una roadmap volta a promuovere  l'attuazione del Piano di pace per Gaza, hanno dimostrato ancora una  volta che il governo (israeliano del premier Benjamin) Netanyahu non ha  alcuna reale intenzione di perseguire la pace con il popolo  palestinese", ha dichiarato il ministero degli Esteri di Ankara in un  nota, invitando la comunità internazionale ad adottare "una posizione  più determinata, coerente e ferma contro la mentalità espansionista e  militarista di Netanyahu", difendendo il "diritto internazionale e i  valori umanitari".

Iran: "Spie del regime sionista", due giustiziati a Teheran

L'Iran ha giustiziato due uomini condannati per spionaggio a favore di Israele. Dall'inizio della guerra con Israele e gli Stati Uniti, a febbraio, Teheran ha intensificato le esecuzioni, con molti condannati accusati di spionaggio per conto dei servizi segreti israeliani. "Omid Behzad e Pouria Safvat sono stati impiccati questa mattina per aver trasmesso le coordinate di siti militari e di sicurezza sensibili ad agenti del Mossad", ha dichiarato Mizan, l'organo di stampa della magistratura iraniana, riferendosi al servizio di intelligence estera israeliano. L'agenzia non ha specificato quando i due siano stati arrestati o quando sia iniziato il processo, ma ha spiegato che sono stati condannati per "spionaggio e collaborazione con il regime sionista". "Hanno aiutato i servizi segreti a raggiungere i loro obiettivi fornendo loro informazioni su centri militari e di sicurezza durante la guerra", ha aggiunto Mizan. Il numero di esecuzioni in Iran e' aumentato dall'inizio della guerra, scoppiata il 28 febbraio con i massicci attacchi statunitensi e israeliani che hanno ucciso la Guida Suprema iraniana. Secondo organizzazioni per i diritti umani come Amnesty International, l'Iran e' il secondo Paese al mondo per numero di esecuzioni dopo la Cina. Le autorita' hanno giustiziato almeno 1.639 persone lo scorso anno, un record dal 1989, secondo Iran Human Rights, un'ong con sede in Norvegia, e Together Against the Death Penalty (Ecpm), con sede a Parigi. Martedi', Amnesty ha denunciato quella che ha definito un'"escalation" delle esecuzioni dopo che l'Iran ha annunciato l'impiccagione di due uomini riconosciuti colpevoli di aver partecipato a proteste antigovernative durante l'inverno.

Hamas: "Escalation Israele a Gaza mina accordi"

La "deliberata escalation" degli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza mira a "ostacolare gli accordi raggiunti con i mediatori, inclusa l'amministrazione statunitense, per completare l'attuazione dell'accordo di cessate il fuoco". E' quanto ha sostenuto Hamas, stando ad al Jazeera. Il gruppo palestinese ha affermato che i "bombardamenti criminali e frenetici della Striscia di Gaza" da parte di Israele hanno spazzato via "intere famiglie dal registro civile" e chiesto ai mediatori di "intervenire immediatamente per fare pressione" su Israele affinche' cessi i suoi crimini. La dichiarazione, rilasciata domenica sera, e' giunta mentre le forze israeliane continuavano a bombardare Gaza, uccidendo almeno 19 palestinesi, nonostante l'annuncio di Trump di una tabella di marcia per l'attuazione della seconda fase dell'accordo di pace. La tabella di marcia prevede il disarmo di Hamas e il ritiro delle truppe israeliane da Gaza.

Eseguite due condanne a morte in Iran: "Erano spie di Israele"

L'Iran ha eseguito le condanne a morte per impiccaggione di due  cittadini, Omid Behzad e Pouria Safvat, con l'accusa di aver inviato  informazioni militari sensibili e coordinate di sicurezza a Israele  durante le due recenti guerre tra i due Paesi. "Avevano inviato immagini  e informazioni relative a centri militari e di sicurezza iraniani al  Mossad e ai canali ad esso collegati, aiutando così Israele a  raggiungere i suoi obiettivi in Iran", ha dichiarato la magistratura in  un comunicato riportato dall'agenzia Irna.

Prezzo del petrolio in netto calo, Wti sotto gli 80 dollari

Il prezzo del petrolio è in forte calo, sulle speranze per la guerra in  Medio Oriente innescate dall'annuncio del presidente Usa Donald Trump di  una ripresa dei negoziati con l'Iran. Il Wti è in calo del 5,88% e  viene scambiato sotto gli 80 dollari, a 79,75 dollari al barile. Il  Brent cede il 5,03% a 83,51 dollari al barile.

Iran, Ukmto: "Esplosione vicino a petroliera al largo dell'Oman"

Il comandante di una petroliera al largo delle coste dell'Oman ha  riferito di aver udito un'esplosione vicino alla nave, secondo quanto  riportato dal Centro per le operazioni commerciali marittime del Regno  Unito. "La nave e l'equipaggio sono tutti sani e salvi", afferma  l'Ukmto, aggiungendo che l'incidente è avvenuto a 20 miglia nautiche (37  chilometri) a nord-est di Khasab, in Oman, aggiunge l'osservatorio. "Si  consiglia alle navi di procedere con cautela e di segnalare qualsiasi  attività sospetta", ha avvertito l'Ukmto. La  notizia giunge mentre l'Iran ha dichiarato di essere vicino a un  accordo con l'Oman su una nuova rotta attraverso lo Stretto di Hormuz,  poche ore dopo che gli Stati Uniti hanno sospeso i principali attacchi  per consentire la via diplomatica. Il portavoce del ministero degli  Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha dichiarato alla televisione di stato  che un accordo con l'Oman per una nuova rotta di navigazione era  imminente. Ha però insistito sul fatto che tale accordo non implicasse  la riapertura dello Stretto.

Petrolio, prezzi in deciso calo in Asia: Brent 83 dlr, Wti 79

Prezzi del petrolio in deciso calo sulle piazze asiatiche in seguito all'annuncio del presidente Usa Donald Trump che i colloqui di pace con l'Iran riprenderanno a breve, dopo aver annullato un attacco militare pianificato contro la Repubblica islamica. I contratti sul Brent vengono scambiati a 83,1 dollari al barile (-5,4%), mentre quelli sul Wti a 79,4 dollari (-6,14%).

Iran, esplosione vicino a petroliera a largo Oman: no vittime

Un'esplosione si e' verificata nei pressi di una petroliera nello Stretto di Hormuz, secondo quanto segnalato dall'agenzia britannica per la sicurezza marittima UKMTO nella notte tra domenica e lunedi', precisando che non ci sono state vittime. L'equipaggio ha riferito di "aver udito un'esplosione nelle immediate vicinanze della nave. La nave e l'equipaggio sono stati dichiarati tutti sani e salvi", ha scritto l'agenzia britannica su X, senza specificare l'origine dell'esplosione, avvenuta a 20 miglia nautiche (37 chilometri) a nord-est della citta' omanita di Khasab

Petrolio, in calo di oltre 4% dopo annuncio nuovi colloqui Iran

I prezzi del petrolio sono calati dopo l'annuncio di nuovi negoziati per porre fine alla guerra in Medio Oriente e riaprire lo Stretto di Hormuz, mentre lo yen ha continuato a rafforzarsi in seguito all'intervento congiunto di Tokyo e Washington sul mercato valutario. Il l prezzo del Brent del Mare del Nord con consegna a settembre, benchmark globale, viaggia in calo del 4,56% a 83,92 dollari al barile. Il suo equivalente statunitense, il West Texas Intermediate, e' sceso del 4,75% a 80,66 dollari al barile.

Il petrolio cede il 4% in Asia con annuncio Trump su ripresa negoziati con l'Iran

Il petrolio è in brusca correzione in Asia con l'annuncio del presidente americano Donald Trump sulla ripresa dei negoziati tra Usa e Iran: il Wti, il riferimento statunitense, cede il 4,10% a 81,20 dollari al barile, mentre il Brent, il benchmark internazionale, segna un tonfo del 3,93%, a quota 84,47 dollari.

Trump: 'Lo stop ai raid dopo i colloqui con Arabia Saudita, Emirati, Qatar e Iran'

Il presidente americano Donald Trump ha affermato che le conversazioni avute con Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Iran lo hanno spinto a revocare venerdì quello che sarebbe stato un "attacco massiccio" contro Teheran. Parlando sull'Air Force One, il tycoon ha detto che Teheran sapeva che l'attacco degli Stati Uniti in cantiere "sarebbe stato il più grande dalla Seconda Guerra Mondiale; sarebbe stato disastroso. Credo il Paese non sarebbe stato nemmeno ricostruibile". Lo scopo "non è uccidere, ma avere un accordo".

Sale ad almeno 13 morti il bilancio degli attacchi israeliani a Gaza in 24 ore

Gli attacchi israeliani su Gaza hanno colpito diversi edifici residenziali causando la morte di almeno 13 persone in 24 ore, secondo quanto riferito dalle autorità, nonostante Hamas avesse dichiarato di aver accettato l'ultima fase di un accordo per porre fine alla guerra. Venerdì Hamas aveva annunciato di aver aderito a un piano promosso dal presidente statunitense Donald Trump, che prevede disposizioni per la consegna delle armi e il graduale ritiro delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza. Israele non ha ancora commentato ufficialmente l'accordo, ma una fonte politica ha riferito all'Afp che "non ci sarà alcun ritiro" senza un "effettivo disarmo" di Hamas. Il servizio di soccorso della protezione civile di Gaza, che opera sotto l'autorità di Hamas, ha reso noto che otto persone sono rimaste uccise in attacchi avvenuti nella notte fra sabato e domenica contro diversi edifici residenziali, mentre altre cinque persone hanno perso la vita nel corso della giornata di domenica.

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