Il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, apre alla possibilità di un accordo con "libertà di navigazione" nello stretto di Hormuz già oggi o domani. Il Qatar conferma i colloqui anche se non diretti: "Iran e Usa non si parlano ma gli sforzi continuano". Resta la tensione tra gli Houthi e l'Arabia Saudita: colpito con un drone l'aeroporto saudita di Najran. Il ministero degli Esteri di New Delhi denuncia: "Cargo indiano attaccato e affondato nel Mar Rosso"
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Spiragli per Hormuz. Il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, apre alla possibilità di un accordo con "libertà di navigazione" nello stretto già oggi o domani. Il Qatar conferma i colloqui anche se non diretti: "Iran e Usa non si parlano ma gli sforzi continuano". Resta la tensione tra gli Houthi e l'Arabia Saudita: colpito con un drone l'aeroporto saudita di Najran. Le voci di un possibile accordo Usa-Iran fanno perdere terreno al petrolio che scivola sotto gli 80 dollari. Sperano le borse: Milano, la migliore in Europa, chiude al massimo storico oltre i 53mila punti dopo Wall Street.
Intanto prosegue il botta e risposta tra l'Iran e Trump. Teheran gela il presidente Usa: "Nessun negoziato è in corso con gli Usa", fa sapere il ministero degli Esteri iraniano smentendo il presidente americano. Ma Trump ribadisce: "Questa è l'ultima chance per l'Iran di firmare un buon accordo". Secondo Bloomberg, Teheran sta valutando di permette alle forze navali di paesi europei di partecipare allo sminamento dello stretto di Hormuz. Un'apertura in tal senso potrebbe essere parte di un'intesa sullo stretto e facilitare i negoziati con gli Stati Uniti, sottolinea l'agenzia.
Il ministero degli Esteri di New Delhi denuncia che "una nave commerciale battente bandiera indiana, l'Msv Faize Noore Oliya" ha subito "un attacco" ed "è affondata nel Mar Rosso al largo delle coste dello Yemen". "Tutti i 14 marinai a bordo (compresi i 13 cittadini indiani) sono stati tratti in salvo dalla guardia costiera yemenita e condotti al porto di Mokha".
Gli approfondimenti:
- Cosa prevede il nuovo accordo Israele e Libano che Hezbollah respinge
- Guerra Iran, Reuters: "Gli Usa hanno quasi esaurito missili di precisione a lungo raggio"
- Iran, la Marina militare italiana pianifica l'eventuale invio di 4 navi a Hormuz
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
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Hegseth contesta la Cnn sulla carenza dei missili: 'Vergognatevi'
Il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha respinto la validità di quanto riportato dalla Cnn, secondo cui, dall'inizio della guerra all'Iran, gli Usa avrebbero esaurito l'80% dei missili intercettori Thaad e il 50% di Patriot. "Quel titolo NON è vero, Cnn. Vergognatevi", ha scritto Hegseth su X, postando la foto di un momento della trasmissione in cui è stata presentata la vicenda con il relativo banner riassuntivo e la citazione dell'80% dei Thaad in meno. "Non odiamo abbastanza i media delle fake news", ha aggiunto.
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Ucraina e Iran, rischia di nascere un unico grande fronte di guerra?
L'attacco attribuito a Kiev contro una nave iraniana nel Mar Caspio potrebbe rappresentare un punto di svolta nei rapporti tra i conflitti in Est Europa e in Medioriente. Una saldatura dei due fronti avrebbe conseguenze militari, energetiche e politiche e il Vecchio Continente rischierebbe di pagarne il prezzo più alto.
Ucraina e Iran, rischia di nascere un unico grande fronte di guerra?
Vai al contenutoCyberattacchi ai sistemi idrici in 7 Stati Usa, sospetti sull'Iran
Almeno sette Stati americani hanno subito attacchi informatici ai sistemi idrici e le prime indicazioni, secondo il New York Times, puntano verso l'Iran. Non risultano alterazioni della qualità dell'acqua, ma le autorità invitano a verificare i sistemi vulnerabili. Dopo il Minnesota, primo a segnalare le intrusioni, anche il Michigan è finito nel mirino. Trump minimizza e accusa il governatore dem Walz.
Cyberattacchi ai sistemi idrici in 7 Stati Usa, sospetti sull'Iran
Vai al contenutoCnn: 'Usati l'80% di intercettori Thaad e circa il 50% di Patriot contro l'Iran' ++
Il conflitto con l'Iran sta esercitando una pressione senza precedenti sulle scorte di missili statunitensi, raggiungendo livelli "pericolosamente bassi". Le operazioni militari, riporta la Cnn, hanno portato all'uso di parte considerevole degli intercettori per la difesa aerea più avanzati, spingendo Washington a rivalutare i rischi di una campagna prolungata. Le forze armate Usa hanno impiegato quasi l'80% degli intercettori Thaad e circa la metà di quelli Patriot rispetto alle scorte pre-conflitto. Nelle ostilità, l'esercito ha usato praticamente tutti i missili terra-terra a lungo raggio a guida di precisione a sua disposizione.
Dallo stallo Usa-Iran al conflitto più ampio: 4 segnali da monitorare
I droni sull'Egitto, i raid in Giordania, il blocco di Bab al-Mandeb da parte degli Houthi, la partecipazione saudita ai bombardamenti contro gli alleati di Teheran in Iraq. Il quadro è sempre più complesso e la ripresa della tregua tra Usa e Iran appare sempre più lontana.
Dallo stallo Usa-Iran al conflitto più ampio: 4 segnali da monitorare
Vai al contenutoIran, media: dalla Cina 400 lanciamissili antiaerei portatili
Secondo un'esclusiva dell'agenzia Reuters, basata su tre fonti a conoscenza dell'intesa, Teheran dovrebbe ricevere entro poche settimane la prima fornitura di un massimo di 400 lanciatori portatili di missili antiaerei di fabbricazione cinese. L'accordo, del valore stimato di 60-70 milioni di dollari, mira a colmare le lacune nella difesa a corto raggio emerse durante la guerra con Stati Uniti e Israele. Pechino smentisce: le notizie sarebbero "completamente prive di fondamento".
Iran, media: dalla Cina 400 lanciamissili antiaerei portatili
Vai al contenutoIl governo yemenita condanna gli Houthi per l'attacco al cargo indiano
Il ministero dei trasporti yemenita, parte del governo riconosciuto a livello internazionale e sostenuto dall'Arabia Saudita, ha condannato gli Houthi, allineati con l'Iran, per l'attacco condotto con un'imbarcazione carica di esplosivo contro un cargo battente bandiere indiana nel Mar Rosso, vicino allo Yemen. La Msv Faize Noore Oliya è stata affondata, ma i marinai sono stati tratti in salvo. Lo riporta Iran International.
Il petrolio chiude a New York a -5% con l'ipotesi di accordo Usa-Iran
Il petrolio chiude a New York in brusca frenata sulle ipotesi di accordo tra Usa e Iran, anticipate dal segretario al Tesoro Scott Bessent: il Wti, il riferimento americano, cede il 5,81%, a 75,67 dollari, mentre il Brent, il benchmark internazionale, perde il 5,35% e scivola a quota 79,29.
Iran: colloquio Trump-Al Thani
Lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, emiro del Qatar, ha avuto una conversazione telefonica con il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sugli ultimi sviluppi regionali, compresi gli sforzi per "allentare" le tensioni tra Stati Uniti e Iran e "colmare il divario" nelle loro posizioni. Lo si apprende da fonti dell'emirato. Durante la telefonata, Trump ha elogiato il ruolo del Qatar nel "sostenere gli sforzi diplomatici e facilitare il dialogo", mentre lo sceicco Tamim ha sottolineato la necessita' di proseguire con il dialogo e che tutte le parti rispettino il memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran concordato a meta' giugno.
Media: "Trump sente l'emiro del Qatar, focus sulle tensioni tra Usa e Iran"
Lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, emiro del Qatar, ha ricevuto oggi una telefonata dal presidente Donald Trump, incentrata sugli ultimi sviluppi regionali, in particolare sugli sforzi per ridurre le tensioni tra Stati Uniti e Iran e per avvicinare le rispettive posizioni. A riferire del colloquio è stata la Qatar News Agency (Qna), precisando che le due parti hanno inoltre discusso diverse questioni di interesse comune, sottolineando l'importanza di proseguire il coordinamento sugli sviluppi regionali e internazionali, in modo da tutelare gli interessi di entrambi i Paesi amici. Al Thani ha ribadito l'importanza di mantenere il dialogo e di ricorrere a strumenti diplomatici per affrontare le questioni controverse, nonché la necessità che tutte le parti rispettino quanto concordato nell'ambito del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran e sostengano le iniziative internazionali volte a contenere le tensioni, contribuendo così a consolidare la pace e la sicurezza a livello regionale e internazionale.
Netanyahu: "Non ci ritireremo da attuali linee a Gaza fino a disarmo completo Hamas"
Le truppe israeliane "non si ritireranno dalle attuali linee a Gaza finché Hamas non sarà completamente disarmato". Ad affermarlo è stato il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un video postato su Facebook, citato dal Times of Israel. "Trump ritiene, e il suo team ritiene - prosegue - che Hamas possa essere completamente disarmato e Gaza smilitarizzata - stiamo valutando la questione". "Ci hanno inviato una bozza - afferma ancora - ma non eravamo d’accordo. Non era la nostra bozza. Abbiamo inviato le nostre risposte".
Onu: "Studente ferito da armi da fuoco in tenda-scuola"
Nella citta' di Gaza un alunno al primo anno di scuola media e' stato ferito da un colpo d'arma da fuoco mentre stava partecipando a una lezione in una tenda-scuola. Lo ha detto il portavoce dell'Onu Farhan Haq. L'episodio, ha aggiunto, segue la demolizione di abitazioni a Beit Lahia da parte dell'esercito israeliano. Demolita dagli israeliani, ha detto Haq, anche l'ultima scuola che era rimasta.
Anche tra i MAGA di Trump cala il consenso sulla guerra in Iran
Un nuovo sondaggio racconta che, nel giro di appena due mesi, anche la base elettorale del presidente - il cosiddetto elettorato MAGA - ha iniziato a manifestare una certa insofferenza verso un conflitto percepito come sempre più costoso sul piano economico e umano. Molti elettori attribuiscono direttamente alla crisi in Medio Oriente l'aumento dei prezzi dei carburanti.
Anche tra i MAGA di Trump cala il consenso sulla guerra in Iran
Vai al contenutoIran, Wsj su bozza: "Via Iran tutte navi che entrano a Hormuz"
L'accordo sullo Stretto di Hormuz, proposto all'Iran, prevede che tutte le navi mercantili che entrano nel Golfo Persico debbano attraversare le acque territoriali della Repubblica Islamica. Lo scrive il 'Wall Street Journal'. Secondo le sue informazioni, a Teheran e' stato offerto un accordo in base al quale le navi entrerebbero nel Golfo Persico attraverso un corridoio al largo delle coste iraniane e ne uscrirebbero tramite una rotta che attraversa le acque territoriali dell'Oman, senza dover pagare alcuna tassa per uscire dal Golfo Persico. Secondo il giornale, i rappresentanti iraniani hanno richiesto il diritto di riscuotere pedaggi per il passaggio delle navi, nonche' garanzie di non ripresa degli attacchi, la revoca del blocco navale americano e l'allentamento delle sanzioni sul petrolio iraniano. Gli Stati Uniti e i Paesi mediorientali, scrive il giornale, hanno respinto la richiesta di pedaggi e chiedono garanzie di assenza di minacce da parte di Teheran. Secondo il Wall Street Journal, alcuni rappresentanti del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche avrebbero dichiarato ai mediatori durante i negoziati che Teheran non avrebbe accettato un accordo senza il diritto dell'Iran di controllare lo stretto e che era pronta a intraprendere azioni militari per mesi, se necessario. Se i mediatori raggiungeranno un accordo sullo Stretto di Hormuz, il passo successivo sara' il ripristino del memorandum d'intesa. Il Pakistan si e' offerto di ospitare un nuovo ciclo di colloqui tra Iran e Stati Uniti.
Ucraina e Iran, rischia di nascere un unico grande fronte di guerra?
L'attacco attribuito a Kiev contro una nave iraniana nel Mar Caspio potrebbe rappresentare un punto di svolta nei rapporti tra i conflitti in Est Europa e in Medioriente. Una saldatura dei due fronti avrebbe conseguenze militari, energetiche e politiche e il Vecchio Continente rischierebbe di pagarne il prezzo più alto.
Ucraina e Iran, rischia di nascere un unico grande fronte di guerra?
Vai al contenutoIran, emiro al Thani sente Trump: "Portare avanti il dialogo"
L'emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad al-Thani, ha avuto una conversazione telefonica con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sugli sviluppi nella regione, compresi gli sforzi per "ridurre l'escalation" in Iran. Lo ha riferito un comunicato dell'ufficio dell'emiro riportato da Al-Jazeera. Durante la conversazione, si legge, Trump ha lodato il ruolo del Qatar nel "sostenere gli sforzi diplomatici e facilitare il dialogo", mentre lo sceicco Tamim ha sottolineato la necessità di portare avanti il dialogo e che tutte le parti aderiscano al memorandum d'intesa concordato da Stati Uniti e Iran a metà giugno.
Netanyahu: "Nessun ritiro fino a completo disarmo Hamas"
Il Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook ufficiale: "Rimango fermo sulle nostre posizioni in materia di sicurezza. Non ci ritireremo dalle nostre attuali linee finché Hamas non sarà completamente disarmato". Ha poi aggiunto: "Stiamo dando istruzioni ai soldati delle Forze di Difesa Israeliane di fare tutto il necessario per proteggere se stessi, il nostro territorio e i nostri cittadini". Netanyahu ha infine affermato: "Il Presidente Trump e il suo team pensano di poter disarmare Hamas e smilitarizzare Gaza: stiamo esaminando la questione. Ci hanno inviato una bozza, non l'abbiamo approvata e abbiamo inviato le nostre osservazioni".
Esercito: "Attacchi a Gaza solo con ok capo Stato maggiore"
Sono cambiate le regole per le forze israeliane a Gaza: gli attacchi nella Striscia devono avere ora l'approvazione diretta del capo di Stato maggiore, il generale Eyal Zamir. Lo ha riferito la radio militare israeliana Galatz che ha citato fonti di sicurezza. Prima, per i raid bastava il via libera di un comandante di divisione. Ma come ha fatto notare Galatz, di recente i bombardamenti sono diminuiti proprio in ragione delle nuove procedure: nelle ultime 48 ore c'è stato un solo attacco, ieri mattina. Nonostante la tregua che Hamas e Israele hanno concordato nell'ottobre 2025, però, la situazione nell'enclave palestinese non è proprio quella di una tregua. Domenica scorsa, 18 persone sono morte in raid dell'Idf.
Libano, Pigott su colloqui Roma: 'Usa impegnati a sostenere i due governi per sicurezza duratura'
Gli Stati Uniti restano "pienamente impegnati a sostenere i governi" di Israele e Libano, "in modo da garantire una sicurezza duratura per entrambi i paesi, eliminare le minacce alla sicurezza di Israele e ripristinare l’autorità dello Stato libanese in tutto il sud del Paese". A scriverlo su X è stato il portavoce del Dipartimento di Stato americano Tommy Pigott confermando l'avvio oggi a Roma della nuova tornata dei colloqui tra i due paesi facilitati dagli Stati Uniti, che proseguirà fino al 6 agosto.
"Questi colloqui riuniscono gruppi di esperti tecnici di entrambi i governi per portare avanti la piena attuazione del Quadro trilaterale, che comprende il processo relativo alle zone pilota, il disarmo verificato di Hezbollah e di altre minacce alla sicurezza sostenute dall’Iran, il ritiro delle forze israeliane dal Libano meridionale e la creazione delle basi per un accordo globale di pace e sicurezza", ha aggiunto.
Iran, Bbc: “Giovani sicari reclutati online per uccidere in Europa”
A rivelarlo in un reportage è stata la Bbc, specificando che la banda, nota per le sue tattiche di violenza su commissione, avrebbe reclutato adolescenti per compiere attentati in cambio di denaro. I sicari sarebbero stati ingaggiati sui social e avrebbero ricevuto le istruzioni in modo "ludico", imitando il funzionamento dei videogiochi.
Iran, Bbc: “Giovani sicari reclutati online per uccidere in Europa”
Vai al contenutoUsa: "Colloqui Israele-Libano cominciati oggi a Roma, proseguiranno sino a giovedì"
Sulla scia dello slancio generato dall'incontro del presidente Trump con il presidente Aoun e il primo ministro Netanyahu, nonchè dal successo dell'avvio delle prime zone pilota nel Libano meridionale, le ultime trattative facilitate dagli Stati Uniti tra Israele e Libano sono iniziate oggi a Roma e continueranno fino all'8 agosto": lo ha scritto il portavoce del dipartimento di stato Usa Tommy Pigott. "Queste discussioni - spiega - riuniscono team tecnici di entrambi i governi per promuovere l'implementazione completa del quadro trilaterale, inclusi il processo delle zone pilota, la smilitarizzazione verificata di Hezbollah e altre minacce alla sicurezza sostenute dall'Iran, il ridispiegamento delle forze israeliane dal Libano meridionale e la preparazione del terreno per un accordo di pace e sicurezza completo. Gli Stati Uniti rimangono pienamente impegnati a sostenere entrambi i governi mentre portano avanti questo processo in modo che garantisca una sicurezza duratura per entrambi i Paesi, elimini le minacce alla sicurezza per Israele e ripristini l'autorità statale libanese in tutto il sud".
Libano, Usa: "Colloqui a Roma avanti fino a giovedì"
I colloqui di Roma tra Libano e Israele, con la mediazione degli Stati Uniti, andranno avanti fino a giovedi'. Ad annunciarlo e' stato il dipartimento di Stato americano. "Facendo direttamente leva sullo slancio generato dall'incontro del presidente (americano Donald) Trump con il presidente (libanese Joseph) Aoun, il primo ministro (israeliano Benjamin) Netanyahu e dal positivo avvio delle prime zone pilota nel Libano meridionale, gli ultimi colloqui facilitati dagli Stati Uniti tra Israele e Libano sono iniziati oggi a Roma e continueranno fino al 6 agosto", ha scritto su X il portavoce Tommy Pigott. "Queste discussioni riuniscono i team tecnici di entrambi i governi per portare avanti la piena attuazione del Quadro Trilaterale, incluso il processo delle zone pilota, il disarmo verificato di Hezbollah e di altre minacce alla sicurezza sostenute dall'Iran, il ridispiegamento delle forze israeliane dal Libano meridionale e la creazione delle basi per un accordo globale di pace e sicurezza", ha spiegato. "Gli Stati Uniti restano pienamente impegnati nel sostenere entrambi i governi mentre portano avanti questo processo in modo da garantire una sicurezza duratura per entrambi, eliminare le minacce alla sicurezza di Israele e ripristinare l'autorita' dello Stato libanese in tutto il sud del Paese", ha assicurato Pigott.
Delhi: "Cargo indiano attaccato e affondato nel Mar Rosso"
Il ministero degli Esteri di New Delhi denuncia che "una nave commerciale battente bandiera indiana, l'Msv Faize Noore Oliya" ha subito "un attacco" ed "è affondata nel Mar Rosso al largo delle coste dello Yemen". Stando a quanto scrive l'agenzia di stampa Ani sul proprio sito, il ministro della Navigazione indiano ha dichiarato che "tutti i 14 marinai a bordo (compresi i 13 cittadini indiani) sono stati tratti in salvo dalla guardia costiera yemenita e condotti al porto di Mokha". L'agenzia Pti riporta che secondo il ministro indiano della Navigazione, Sarbananda Sonowal, la nave è stata colpita da un missile che ne ha provocato "il capovolgimento e l'affondamento". “La nostra ambasciata a Riyadh sta monitorando attentamente la situazione e si sta coordinando proattivamente con le autorità yemenite per la sicurezza dell'equipaggio. Ringraziamo le autorità yemenite per il loro supporto”, ha scritto il ministero degli Esteri indiano in una nota. “I continui episodi di attacchi contro il naviglio mercantile nella regione sono motivo di profonda preoccupazione. Gli attacchi al naviglio mercantile nella regione devono cessare e la navigazione e il commercio liberi e senza ostacoli attraverso le vie navigabili internazionali della regione, in conformità con il diritto internazionale, devono essere ripristinati al più presto”.
Centcom: "Deviata la navigazione di 45 navi commerciali nel blocco anti-Iran"
Il Comando centrale militare degli Stati Uniti (Centcom) ha riferito che, "alla data del 4 agosto, le forze statunitensi hanno deviato 45 navi commerciali, ne hanno rese inoffensive due e sono salite a bordo di altre due per garantire il rispetto del blocco imposto dagli Usa all'Iran" sullo Stretto di Hormuz, nell'ambito dello stop ai collegamenti in entrate e in uscita verso i porti del Paese. Lo riferisce il Centcom su X, postando la foto di un marinaio americano di guardia presso il centro informazioni di combattimento a bordo della Uss Boxer, mentre la nave d'assalto anfibio naviga nelle acque della regione.
Caro carburanti, Cdm approva taglio accise su gasolio fino a 25 agosto
Il Consiglio dei ministri, secondo quanto si apprende da diverse fonti, ha approvato un nuovo taglio delle accise sul gasolio fino al 25 agosto. Lo sconto resta di 17 centesimi al litro. Il precedente sconto è in scadenza dopodomani (6 agosto). Prima della riunione la premier Meloni ha avuto un vertice con i suoi due vice, Salvini e Tajani, e il ministro dell'Economia Giorgetti. Dopo il Cdm è attesa una conferenza stampa in cui saranno illustrati i provvedimenti adottati. Intanto il gasolio torna a salire: è in media a 2,100 euro al litro in modalità self lungo la rete stradale nazionale (ieri era a 2,097). Il prezzo medio sale così al livello più alto dal 29 luglio, il giorno dopo l'avvio dell'ultimo taglio delle accise approvato dal governo che ha ridotto di 17 centesimi l'aliquota per il diesel. Per la benzina, invece, il prezzo medio self è stabile a 1,999 euro al litro, sempre sulla rete stradale.
Caro carburanti, Cdm approva taglio accise su gasolio fino a 25 agosto
Vai al contenutoMissile affonda nave indiana al largo dello Yemen
Il ministro indiano del Commercio e dell'Industria, Piyush Goyal, ha annunciato che una nave indiana e' stata colpita da un missile vicino alle acque territoriali dello Yemen ed e' affondata. Il ministro ha dichiarato che tutti i 14 membri dell'equipaggio, tra cui 13 indiani, sono stati tratti in salvo dalla Guardia Costiera yemenita e portati al porto di Mocha.
Iran, Centcom: "45 le navi deviate e 2 neutralizzate nel Golfo"
Da quando e' iniziato il blocco navale contro l'Iran, le forze americane hanno deviato nel Golfo 45 navi mercantili, ne hanno neutralizzate 2 e ne hanno abbordate altre due "per garantire il rispetto delle disposizioni". Lo ha riferito il Comando centrale (Centcom) su X.
Iran, Teheran: "Colloqui positivi con Oman su corridoi sicuri a Hormuz"
Iran e Oman stanno proseguendo i colloqui per garantire la sicurezza del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, con le discussioni finalizzate all'individuazione di corridoi sicuri per le navi in entrata e in uscita. Lo ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, citato dall'emittente Irib. I colloqui, ha spiegato Baghaei, sono stati valutati "positivamente sia a livello tecnico che a livello politico", mentre Teheran lavora alla definizione dei meccanismi necessari per gestire il traffico nello Stretto.
Pakistan: "Nostro ministro partito per incontro su Gerusalemme ad Amman"
Il ministero degli Esteri pachistano afferma in un post su internet che il titolare del dicastero, Mohammad Ishaq Dar, "è partito per una visita di un giorno ad Amman, in Giordania, per partecipare a un incontro ministeriale su Gerusalemme il 5 agosto del 2026". "Nel corso della visita, il vice primo ministro e ministro degli Esteri ribadirà il sostegno incrollabile del Pakistan al popolo palestinese e alla sua giusta causa", scrive il dicastero.
Israele-Libano, a Roma i colloqui mediati dagli Usa
Dipartimento di Stato Usa: gli ultimi colloqui tra Israele e Libano, facilitati dagli Stati Uniti, sono iniziati oggi a Roma e proseguiranno fino al 6 agosto. Lo riporta Reuters.
Iran, Teheran: "Colloqui con Oman su Hormuz procedono bene"
I colloqui dell'Iran con l'Oman sullo Stretto di Hormuz stanno procedendo "positivamente". Lo dice il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei. In dichiarazioni riportate dall'emittente iraniana IRIB, Teheran fa sapere che i colloqui sono stati "valutati positivamente sia a livello tecnico che politico", mentre l'Iran si impegna a sviluppare i "meccanismi" necessari per gestire il traffico nello stretto. L'Iran e l'Oman stanno continuando i colloqui volti a garantire la sicurezza del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, concentrandosi sulla designazione di corsie sicure in entrata e in uscita.
Iran, Araghchi in pellegrinaggio a Karbala in Iraq
Milioni di musulmani sciiti osservano il pellegrinaggio annuale dell'Arbaeen nella citta' santa irachena di Karbala, all'ombra delle continue tensioni regionali e del timore di una nuova escalation nella guerra tra Stati Uniti e Iran. L'Arbaeen si celebra 40 giorni dopo l'Ashura, che commemora l'uccisione dell'Imam Hussein, nipote del Profeta Maometto, e dei membri della sua famiglia, nella battaglia di Karbala del 680 dopo Cristo. Il governatore di Karbala, Nasseif Jassim al-Khattabi, ha dichiarato che oltre 22 milioni di persone sono entrate in citta' durante il pellegrinaggio. Tra i visitatori stranieri di piu' alto profilo figura il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, giunto ieri nella citta' irachena di Najaf e successivamente diretto a Karbala per partecipare al pellegrinaggio.
Iran, media: "Teheran valuta permettere sminamento a europei"
Teheran sta valutando di permette alle forze navali di paesi europei di partecipare allo sminamento dello stretto di Hormuz. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando fonti diplomatiche. Un'apertura in tal senso potrebbe essere parte di un'intesa sullo stretto e facilitare i negoziati con gli Stati Uniti, sottolinea l'agenzia.
Petrolio, prezzi calano ancora: Brent sotto gli 80 dollari
I prezzi del petrolio proseguono la caduta libera sulle attese di un accordo ad horas tra Iran e Usa grazie al quale verrebbe riaperto lo Stretto di Hormuz. Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha dichiarato alla Cnbc di ritenere che un'intesa per l'apertura dello Stretto potrebbe essere raggiunto "oggi o domani". Il Brent cede ora il 4,95% e scende sotto gli 80 dollari al barile (79,5) mentre il suo equivalente americano, il Wti, lascia sul terreno il 5,35% a 76 dollari.
Iran: "Intesa con Oman vicina se Trump smette interferire"
L'Iran ha ribadito che i negoziati per la regolamentazione del passaggio da Hormuz sono con l'Oman e non con gli Stati Uniti, nonostante il presidente americano Donald Trump sostenga il contrario. E confermato che un'intesa e' vicina sempre che Washington smetta di interferire. "Questi negoziati si svolgono tra due Stati costieri e non hanno alcun legame con altri, inclusi gli Stati Uniti", ha dichiarato un'alta fonte iraniana a Press Tv. Tuttavia, "Trump, attraverso ripetute interferenze, cerca di far credere di influenzare questo processo e di costruirsi un risultato politico da presentare all'opinione pubblica interna americana, sostenendo di essere riuscito a influire su questo processo tramite minacce e ultimatum", ha proseguito la fonte. Al contrario, "l'influenza degli Stati Uniti e' sempre stata negativa e ha rallentato il corso dei negoziati". Ora, "un'intesa con l'Oman su Hormuz e' a portata di mano se gli Stati Uniti smettono di interferire", ha avvertito la fonte. "I colloqui Iran-Oman ruotano attorno a un nuovo corridoio che garantira' il passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz", ha spiegato, e che "proteggera' gli interessi sovrani dell'Iran in quanto Stato rivierasco".
Guerra Iran, Reuters: Usa hanno esaurito i missili di precisione
Gli Stati Uniti hanno bruciato buona parte del proprio arsenale di missili di precisione a lungo raggio nei cinque mesi di guerra contro l'Iran. È quanto emerge da un'inchiesta di Reuters, secondo cui l'esercito americano avrebbe utilizzato "praticamente tutti" i suoi ATACMS e PrSM, le armi terra-terra più accurate a disposizione. L'agenzia cita tre fonti a conoscenza dei dati, che esprimono timori sulla prontezza militare del Paese in vista di eventuali conflitti futuri.
Guerra Iran, Reuters: Usa hanno esaurito i missili di precisione
Vai al contenutoIraq, export di greggio sceso da 105 a 30 milioni di barili al mese via Hormuz
L'Iraq ha esportato oltre 30 milioni di barili di petrolio greggio in un mese attraverso lo Stretto di Hormuz, secondo i dati pubblicati dalla società di monitoraggio marittimo Kpler. Prima della guerra in Medio Oriente, l'Iraq produceva circa quattro milioni di barili al giorno ed esportava in media 105 milioni di barili al mese, principalmente dal terminal petrolifero di Bassora, attraverso lo Stretto di Hormuz. Ali Nizar, capo dell'Organizzazione statale irachena per la commercializzazione del petrolio (Somo), ha dichiarato in un'intervista televisiva che a luglio l'Iraq ha esportato "dai 35,5 ai 37 milioni di barili" attraverso questa rotta. Altri sette milioni di barili sono stati esportati attraverso un oleodotto Iraq-Turchia fino al porto turco di Ceyhan. Il portavoce del ministero del Petrolio iracheno, Salim al-Rikabi, ha dichiarato all'agenzia di stampa statale Ina che alcune petroliere sono transitate per Hormuz dopo aver caricato il greggio, aggiungendo che "il ministero non è responsabile dei loro percorsi né delle necessarie autorizzazioni". L'Iraq, membro fondatore dell'Opec, è stato costretto a interrompere la produzione nella maggior parte dei suoi giacimenti petroliferi durante la guerra e, a causa dell'interruzione delle vie navigabili, ha iniziato a esportare greggio tramite autocisterne attraverso la Siria e un oleodotto fino al porto turco di Ceyhan. "Un tempo riempivano le casse dello Stato con fino a 8 miliardi di dollari al mese, ma ora superano a malapena 1,5 miliardi", ha dichiarato il ministro del Petrolio Bassem Mohammed Khudair.
Iran, media: intesa entro domani. Le richieste di Teheran
L'ottimismo del segretario al Tesoro americano Scott Bessent su un accordo per Hormuz entro domani e' stato confermato da fonti regionali di alto livello alla televisione Al-Arabiya. Secondo l'emittente, sono in corso contatti intensi e sono stati registrati progressi dunque l'annuncio dovrebbe arrivare tra poche ore. Quanto alla sostanza, fonti iraniane hanno ribadito a Reuters che Teheran sta trattando con l'Oman una soluzione che preveda il controllo delle navi in entrata attraverso lo stretto di Hormuz e la visibilita' sul traffico in uscita, attraverso notifica da Muscat delle imbarcazioni in transito, con la possibilita' di intervenire se necessario. Il regime, hanno spiegato le fonti, "difficilmente cambiera' posizione", visto che considera l'idea gia' un compromesso rispetto alla richiesta iniziale di controllare totalmente il traffico nelle due direzioni.
Idf: "Arrestato un militante della Jihad islamica"
I soldati dell'Idf, guidati dallo Shin Bet, hanno avviato un'operazione nell'area di Nablus, in Cisgiordania, e nel corso dell'operazione, hanno arrestato un militante palestinese della Jihad Islamica Palestinese, "che operava per promuovere attività terroristiche". Lo riferisce Tsahal in un post su Telegram. Il palestinese faceva parte della 'Tana dei Leoni', un'organizzazione che in passato era stata smantellata dalle forze di sicurezza israeliane.
Borse europee, chiudono in rialzo: Milano la migliore
Le Borse europee chiudono in rialzo, dopo aver toccato nuovi massimi, come a Milano, sostenute dall'allentamento delle tensioni sul mercato petrolifero dove i prezzi sono in calo, da solidi indicatori economici statunitensi e da una nuova ondata di trimestrali. I dati economici statunitensi hanno confermato la resilienza dell'economia, con Wall Street che avanza sfiorando il +2%. Al termine delle contrattazioni Milano segna il risultato migliore, l'indice Ftse Mib si attesta a +1,26% con 53.540,50, nuovo record di punti. A Francoforte l'indice Dax segna +0,86% con 26.251,73 punti, a Parigi il Cac 40 +0,61% con 8.666,63 punti, a Londra l'Ftse 100 +0,22% con 10.881,24 punti.
Media: "Nuove regole di ingaggio per i soldati dell'Idf a Gaza"
I media israeliani riportano che le forze dell'Idf operanti nella Striscia di Gaza hanno ricevuto una nuova direttiva, secondo cui gli attacchi possono essere effettuati solo contro ''minacce imminenti''. Inoltre, gli ''omicidi mirati'' possono essere eseguiti solo dopo l'approvazione del Capo di Stato Maggiore e dei vertici politici. L'aggiornamento delle regole di ingaggio per l'apertura del fuoco non è stato comunicato ufficialmente, e arriva dopo l'incontro di ieri tra l'inviato speciale per la Striscia di Gaza Nickolay Mladenov e il premier israeliano Benjamin Netanyahu, sull'avanzamento verso l'implementazione della seconda fase del piano Trump per la Striscia di Gaza.
Amman: "Domani summit su Al-Aqsa, rischio guerra religione"
La Giordania ha convocato una riunione d'emergenza dei ministri degli Esteri del mondo arabo-islamico di fronte alla minaccia "imminente" cui e' sottoposto il complesso religioso di Al-Aqsa a Gerusalemme, soggetto alle sempre piu' frequenti incursioni di estremisti ebrei, sostenuti dal governo israeliano. Il rischio, ha avvertito Amman, e' che si arrivi a "un conflitto religioso". Violando lo status quo, sempre piu' spesso fedeli ebrei si recano nel complesso intorno alla moschea di Al-Aqsa e alla Cupola della Roccia, per pregare, circostanza vietata dal momento che solo i musulmani sono autorizzati a farlo. In occasione della festivita' ebraica di Tisha B'Av, il 23 luglio oltre 2mila ebrei della destra religiosa, guidati dal ministro per la Sicurezza nazionale e leader dell'estrema destra Itamar Ben-Gvir, sono entrati sulla Spianata delle Moschee, per loro il Monte del Tempio, hanno pregato e compiuto rituali. Una gravissima violazione per la Giordania che, tramite il Waqf, gestisce il ruolo sacro ai musulmani. "Questa e' una minaccia costante, una minaccia pericolosa che stiamo cercando di contrastare con ogni mezzo a nostra disposizione", ha dichiarato al Guardian il ministro degli Esteri giordano, Ayman Safadi. "Avvertiamo che alterare lo status quo... potrebbe innescare un conflitto religioso che si ripercuoterebbe oltre la Palestina e la Giordania, in tutto il mondo musulmano", ha aggiunto, definendo Gerusalemme "una polveriera". A preoccupare Amman e' anche la recente campagna di reclutamento di ebrei religiosi per un'unita' speciale di polizia da destinare al Monte del Tempio.
Iran, Tajani-Fidan: "Libertò navigazione a Hormuz e mar Rosso"
I ministri degli Esteri di Italia e Turchia, Antonio Tajani e Hakan Fidan, hanno ribadito in un colloquio telefonico odierno che il pieno ripristino immediato della liberta' di navigazione nello Stretto di Hormuz e nel Mar Rosso rappresenta una priorita' strategica. Tajani ha espresso preoccupazione per le minacce degli Houthi e confermato la solidarieta' italiana all'Arabia Saudita. Ha ricordato il ruolo di primo piano svolto dall'Italia nell'Operazione ASPIDES per la tutela della navigazione commerciale. Il Ministro italiano ha infine richiamato l'importanza della collaborazione con la Turchia nel settore della Difesa, ricordando l'impegno italiano a favorire i partner della Nato e del G7 anche nella acquisizione di materiali di difesa destinati a rafforzare la sicurezza italiana e dell'Europa.
Tajani-Fidan: "Sostenere negoziato Libano-Israele"
Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha avuto oggi un colloquio telefonico con il Ministro degli Esteri della Repubblica di Turchia, Hakan Fidan, dedicato ai principali sviluppi in Medio Oriente e alla sicurezza regionale, con particolare attenzione a Libano, Gaza, Mar Rosso e Golfo. In concomitanza con il nuovo round negoziale tra Libano e Israele ospitato oggi a Roma, il Ministro Fidan ha detto di sostenere l'azione del Governo italiano; il Ministro Tajani ha espresso l'auspicio che il dialogo produca risultati concreti per consolidare il cessate il fuoco e favorire un accordo diplomatico e politico, nell'interesse della pace e della stabilita' regionale. Tajani ha ribadito che il disarmo di Hezbollah, contestualmente al ritiro delle forze straniere dal Libano, rappresenta un elemento imprescindibile per una soluzione duratura e che una presenza internazionale sul terreno continuera' ad essere fondamentale anche in futuro. Con riferimento all'accordo sul disarmo di Hamas, il Ministro Tajani ha espresso apprezzamento per il ruolo svolto dalla Turchia nel mediare l'intesa. Ha sottolineato come sia ora essenziale che entrambe le parti approvino formalmente il percorso concordato, cosi' da avviarne la piena attuazione, incluso il previsto dispiegamento di una forza internazionale di stabilizzazione a seguito del ritiro israeliano. Tajani ha evidenziato il ruolo che Ankara puo' continuare a svolgere nell'incoraggiare Hamas a rispettare gli impegni previsti dall'intesa, ribadendo la disponibilita' dell'Italia ad accompagnare il processo. La piena realizzazione dell'accordo e' essenziale per consolidare la stabilizzazione di Gaza e mantenere viva la prospettiva della soluzione dei due Stati, in linea con quanto emerso nella riunione dell'Alleanza Globale ospitata a Roma il 29 luglio.
Iran, ufficio Khamenei: "Falso commento leader su Pezeshkian"
L'ufficio di Mjotaba Khameni ha smentito che il leader supremo abbia minacciato di accettare le dimissioni del presidente iraniano Massoud Pezeshkian. A far circolare la voce dello scontro tra l'ayatollah e il presidente era stato Seyed Mohammad-Baqer Kharrazi, segretario generale di Hezbollah Iran nonche' cognato di un fratello di Khamenei, in un video sui social media. Secondo Karrazi, Pezeshkian avrebbe per 28 volte comunicato l'intenzione di lasciare, anche formalmente con una lettera datata 30 maggio, ma si sarebbe fermato quando Mojtaba gli ha fatto sapere di essere pronto a controfirmarle. Netta la smentita. "La fonte ufficiale per la pubblicazione di messaggi, notizie e contenuti relativi all'ayatollah Seyed Mojtaba Hosseini Khamenei e' il suo ufficio e l'Ufficio per la conservazione e la diffusione delle opere della Guida della Rivoluzione, e qualsiasi contenuto al di fuori di questo quadro e' privo di documentazione, validita' e veridicita'", si legge in una nota riportata dai media iraniani Di la' dalle posizioni ufficiali, la vicenda sembra confermare il clima di tensione a Teheran. Da mesi trapelano voci su un Pezeshkian sempre piu' isolato, e privo di potere reale, e un Khamenei sempre piu' sotto l'ala dei potenti Pasdaran e per nulla interessato a contatti con il presidente. Era stato lo stesso Pezeshkian a tentare di rassicurare su relazioni buone, tanto da raccontare a meta' maggio di avere visto per due ore e mezzo la Guida Suprema. Ma secondo Iran International, media con sede a Londra e vicino all'opposizione, il colloquio e' stato fissato solo dopo l'ennesima minaccia del presidente di dimettersi e non si e' svolto propriamente "in un'atmosfera intima", come invece aveva assicurato Pezeshkian. L'incontro non si e' tenuto alla residenza della Guida Suprema, ma sul sedile posteriore di un'auto con i vetri oscurati. I due non potevano vedersi, ma solo parlarsi e a Pezeshkian non e' stato neppure permessa una stretta di mano. Dopo uno scambio di pochi minuti, il capo del governo e' stato invitato ad andarsene. Umiliato, sempre secondo Iran International, e infuriato tanto da chiedere se davvero la persona di cui aveva solo potuto sentire la voce fosse davvero il figlio di Ali' Khamenei. Pezeshkian, ha assicurato la tv, ha recentemente richiesto un altro incontro con Khamenei, questa volta a casa della Guida Suprema. Ma la sua istanza e' stata respinta, almeno per il momento.
Mo, uomo di circa 75 anni accoltellato a Tel Aviv
Un uomo di circa 75 anni è rimasto gravemente ferito dopo essere stato accoltellato a Tel Aviv. Lo riferisce 'The Times of Israel' che cita i soccorsi. L'uomo è stato trasportato al Centro medico Sourasky per essere sottoposto alle cure necessarie. La polizia, al momento, non ha rilasciato dichiarazioni sul possibile movente dell'accoltellamento.
Iran, Qatar: "Colloqui indiretti ma in fase avanzata, c'e' bozza"
Gli sforzi per risolvere il conflitto tra Stati Uniti e Iran sono "in una fase molto avanzata". Lo ha detto ai giornalisti il portavoce del Ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, aggiungendo che sono in circolazione bozze di un potenziale accordo. Il portavoce del Qatar ha precisato che l'obiettivo attuale dei mediatori e' trovare una "soluzione a breve termine" che riporti Washington e Teheran al tavolo dei negoziati, perche' "al momento non abbiamo nulla di concreto per quanto riguarda i colloqui diretti". "Speriamo che, se riusciremo a riprendere i colloqui a breve, saremo in grado di fare progressi verso un accordo importante che ci aiutera' a tornare a una situazione di pace nella nostra regione", ha detto ai giornalisti. Interrogato sulle dichiarazioni contrastanti rilasciate da funzionari statunitensi e iraniani in merito all'avvio o meno di negoziati, al-Ansari ha affermato: "Possiamo confermare che gli sforzi sono tuttora in corso con tutte le parti. Stiamo cercando una soluzione diplomatica proprio in questo momento". "Sono in corso sforzi sul campo" per risolvere la crisi, che sono in una fase molto avanzata", ha dichiarato al-Ansari secondo quanto riporta la Cnn. "Stiamo collaborando con tutte le parti per portare avanti questo sforzo. Posso quindi confermare che gli sforzi sono in corso proprio in questo momento", ha aggiunto. Secondo il portavoce qatariota, Doha si sta coordinando "strettamente" con l'Oman per "facilitare i colloqui tra le due parti e lo scambio di idee e bozze". "Le bozze vengono scambiate continuamente. E' stata redatta una bozza di un possibile accordo e che e' in circolazione tra le parti", ha concluso.
Iran, Rubio: "Progressi per riapertura Hormuz, ma ancora nessun accordo definitivo"
Sullo Stretto di Hormuz, ha detto Rubio, "c'è un dialogo nei negoziati in cui siamo coinvolti tra Oman e Iran su come consentire a un maggior numero di navi di attraversarlo in sicurezza nel breve termine, mentre ci muoviamo verso i colloqui a lungo termine sul nucleare. Sono stati fatti progressi, ma non si è ancora giunti a una conclusione. Confidiamo sia finalizzata a brevissimo". Il segretario di Stato americano, nel corso della firma di un accordo sul nucleare civile con il vicepresidente del Paraguay Pedro Alliana, ha aggiunto che "ci sono navi in transito attraverso lo Stretto e sta passando petrolio. Lo Stretto è aperto".
Media: "Dubbi su incontro con Mojtaba, era buio e Pezeshkian non potè riconoscerlo"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che a maggio aveva affermato di aver incontrato di persona la nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei, avrebbe avuto solo un incontro di pochi minuti, al buio, senza poterlo riconoscere. E' quanto sostiene un'esclusiva di Iran International: il presidente iraniano sarebbe stato condotto con un'auto coi finestrini oscurati in un luogo segreto a Teheran e gli sarebbero stati concessi solo "alcuni attimi nell'oscurità per parlare con una persona, che non riusciva a vedere, ma che gli era stato detto essere Mojtaba Khamenei" con la sicurezza che non ha permesso nemmeno una stretta di mano. Un incontro molto confuso - sottolinea il media di opposizione iraniano basato a Londra - a fronte del quale lo stesso Pezeshkian avrebbe chiesto se la voce del suo interlocutore fosse davvero quella della Guida suprema. Due mesi fa, Pezeshkian aveva detto di aver trascorso due ore e mezza con la nuova Guida Suprema "in un'atmosfera cordiale", fugando i tanti dubbi legati alla sorte di Mojtaba che non è mai apparso in pubblico, o in video, dalla sua successione al padre. Ricostruzione diversa, quindi, da quella di Iran International secondo cui l'ufficio di Khamenei avrebbe acconsentito al presunto incontro solo dopo le minacce di dimissioni di Pezeshkian.
Iran, Rubio: "Progressi per riapertura Hormuz, ma ancora nessun accordo definitivo"
Gli Stati Uniti hanno compiuto "progressi" nei colloqui con l'Iran per arrivare alla piena riapertura dello Stretto di Hormuz, ma un accordo definitivo non è ancora stato raggiunto. Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano Marco Rubio, parlando con i giornalisti al Dipartimento di Stato. "Ci sono stati progressi in questi colloqui, ma non siamo ancora arrivati a una conclusione definitiva. Speriamo che ciò avvenga molto presto", ha detto Rubio, precisando che l'intesa attualmente in discussione riguarda esclusivamente lo Stretto di Hormuz e che sarà necessario un ulteriore accordo sul programma nucleare iraniano.
Iran, Al Arabiya: "Annuncio accordo apertura Hormuz entro ore o domani"
L’emittente Al Arabiya ha riferito, citando una fonte di alto profilo, che “l’annuncio delle disposizioni per la completa riapertura dello Stretto di Hormuz sarà dato entro poche ore o domani”. Secondo la Tv di proprietà saudita, “i contatti sono in pieno svolgimento e sono stati compiuti progressi riguardo allo Stretto di Hormuz”. In precedenza, il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent aveva suggerito di un possibile accordo con l'Iran entro domani per consentire la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Doha spera in accordo tra Usa e Iran nelle prossime ore o giorni
Il Qatar sostiene gli sforzi di mediazione dell'Oman e si augura che si possa raggiungere un accordo nelle prossime ore o nei prossimi giorni. Lo ha detto, nella sua conferenza stampa settimanale, il portavoce del ministero degli Esteri di Doha, Majed Al-Ansari, ricordando che il suo Paese continua a chiedere una de-escalation e il dialogo. Lo scrive Al Jazeera. Ansari ha confermato che non sono in corso colloqui diretti, ma che i mediatori si stanno confrontando, aggiungendo che le bozze di accordi vengono scambiate, come avviene fin dall'inizio del conflitto a febbraio.
Iran, colloquio ministri Esteri Qatar-Russia su de-escalation
Il ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha avuto un colloquio telefonico con l'omologo russo, Serghei Lavrov, in cui si è discusso delle "relazioni di cooperazione tra i due Paesi e le modalità per sostenerle e rafforzarle", si legge nel comunicato del ministero qatarino. Nella nota si riferisce che i due ministri hanno, inoltre, discusso "degli ultimi sviluppi regionali, in particolare degli sforzi diplomatici intrapresi e del coordinamento congiunto per ridurre l'escalation e promuovere la sicurezza e la stabilità nella regione". Il ministro degli Esteri del Qatar ha espresso la necessità che tutte le parti "si attengano al dialogo e alla diplomazia e attuino" il Memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran, compresa la garanzia della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Al Thani "ha rinnovato il pieno sostegno dello Stato del Qatar a tutti gli sforzi volti a disinnescare le tensioni e a raggiungere un accordo globale che garantisca una pace duratura nella regione", ha aggiunto Doha.
Colloquio Tajani-Fidan sul Medio Oriente: "Sostenere negoziato Libano-Israele"
Il ministro degli esteri Antonio Tajani ha avuto oggi un colloquio telefonico con il ministro degli esteri della Repubblica di Turchia, Hakan Fidan, dedicato ai principali sviluppi in Medio Oriente e alla sicurezza regionale, con particolare attenzione a Libano, Gaza, Mar Rosso e Golfo. Lo rende noto la Farnesina. In concomitanza con il nuovo round negoziale tra Libano e Israele ospitato oggi a Roma, il Ministro Fidan ha detto di sostenere l'azione del Governo italiano; il Ministro Tajani ha espresso l'auspicio che il dialogo produca risultati concreti per consolidare il cessate il fuoco e favorire un accordo diplomatico e politico, nell'interesse della pace e della stabilità regionale. Ha ribadito che il disarmo di Hezbollah, contestualmente al ritiro delle forze straniere dal Libano, rappresenta un elemento imprescindibile per una soluzione duratura e che una presenza internazionale sul terreno continuerà ad essere fondamentale anche in futuro. Con riferimento all'accordo sul disarmo di Hamas, il Ministro Tajani ha espresso apprezzamento per il ruolo svolto dalla Turchia nel mediare l'intesa. Ha sottolineato come sia ora essenziale che entrambe le parti approvino formalmente il percorso concordato, così da avviarne la piena attuazione, incluso il previsto dispiegamento di una forza internazionale di stabilizzazione a seguito del ritiro israeliano. Tajani ha evidenziato il ruolo che Ankara può continuare a svolgere nell'incoraggiare Hamas a rispettare gli impegni previsti dall'intesa, ribadendo la disponibilità dell'Italia ad accompagnare il processo.
Reuters: "Gli Usa hanno esaurito in Iran quasi tutti i loro missili"
Secondo tre fonti a conoscenza dei dati, l'esercito statunitense ha esaurito gran parte delle sue scorte di missili a lungo raggio ad alta precisione durante i cinque mesi di guerra con l'Iran, sollevando preoccupazioni sulla prontezza operativa delle forze armate per futuri conflitti. I missili in questione sono principalmente i sistemi missilistici terra-terra dell'esercito, noti come Army Tactical Missile Systems (Atacms) e Precision Strike Missiles (PrSM). Gli Stati Uniti hanno utilizzato "praticamente tutte" queste armi, secondo due delle fonti. Lo scrive la Reuters sul suo sito. Il livello di esaurimento delle scorte di Atacms e Precision Strike Missiles non era stato precedentemente reso noto. Le munizioni a lungo raggio rappresentano una parte importante dell'arsenale militare, consentendo attacchi precisi da una distanza di sicurezza. I missili Atacms forniti dagli Stati Uniti hanno svolto un ruolo chiave nella guerra in Ucraina, consentendo alle forze ucraine di attaccare obiettivi in Russia. Il PrSM è una generazione più recente e avanzata che sostituirà gli Atacms, i quali hanno una gittata inferiore. Gli analisti affermano che tali armi - che costano oltre un milione di dollari ciascuna - sarebbero importanti anche in un eventuale conflitto con la Cina. Le fonti si sono rifiutate di specificare quante munizioni di ciascun tipo fossero ancora disponibili negli Stati Uniti.
Fonti Israele: "Obiettivo colloqui Roma è mantenere slancio positivo e istituire gruppi lavoro"
L'obiettivo di Israele nei colloqui di Roma con il Libano, al via oggi, è quello di "mantenere lo slancio positivo istituendo gruppi di lavoro su sei questioni". Lo ha dichiarato al Times of Israel un funzionario israeliano. I gruppi di lavoro avranno il compito di occuparsi dei confini marittimi, dei confini terrestri, della valutazione delle zone pilota in cui l'esercito libanese ha sostituito le Forze di difesa israeliane (Idf), del disarmo di Hezbollah, dell'interruzione del flusso di fondi iraniani verso il Libano e dell'intensificazione degli sforzi di ricostruzione nel Libano meridionale.
Wall Street: future accelerano dopo annuncio Bessent
I future di Wall Street che prima viaggiavano in rialzo accelerano dopo l'annuncio del segretario Usa Scott Bessent secondo cui tra oggi o domani dovrebbe essere raggiunto un accordo tra Washington e Teheran per la riapertura dello Stretto di Hormuz. I contratti sul Dow Jones avanzano dell'1,22%, quelli sullo S&P 500 dello 0,35% mentre sul Nasdaq guadagnano l'1,11%.
Bessent: "Possibile accordo per riaprire Hormuz oggi o domani"
Un accordo per riaprire lo Stretto di Hormuz con "libertà di navigazione" potrebbe essere raggiunto già oggi o domani. Lo ha detto il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, e lo riporta Cnbc.
Libano, media: iniziati nuovi colloqui a Roma con Israele
Ha preso il via a Roma il settimo round di colloqui tra Libano e Israele. Lo ha riferito l'agenzia di stampa libanese Nna. Secondo il Times of Israel, la delegazione israeliana comprende funzionari delle forze armate.
Houthi: abbiamo attaccato un aeroporto saudita
Gli Houthi in Yemen affermano di aver attaccato un aeroporto saudita.
Araghchi: le relazioni Iran-Iraq sono ai massimi livelli
"Le relazioni tra Iran e Iraq sono attualmente al massimo livello", ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, durante una visita di pellegrinaggio alla città santa irachena di Najaf, ieri sera. "Durante la recente visita del primo ministro iracheno Ali al-Zaidi in Iran, le due parti hanno avuto colloqui proficui su questioni bilaterali e regionali", ha aggiunto, citato dall'agenzia Irna, sottolineando: "La cooperazione reciproca tra Iran e Iraq si è intensificata in diversi ambiti, tra cui le questioni politiche, in cui i due Paesi condividono posizioni comuni, nonché le questioni economiche e di sicurezza".
Hezbollah: negoziati tra Libano e Israele portano vergogna e umiliazione
I negoziati tra il Libano e Israele portano "vergogna e umiliazione". Lo dice Hezbollah, secondo cui il presidente libanese sta alimentando le divisioni con i colloqui con Israele. Oggi a Roma è previsto un nuovo round di colloqui trilaterali tra Israele, Libano e Stati Uniti per risolvere il conflitto nel Paese dei Cedri.
Pezeshkian: resto al mio posto, tutte false le voci di mie dimissioni
"Io non rassegnerò le dimissioni e resterò al mio posto per realizzare le mie promesse e servire questa nazione". Lo ha detto in una videointervista, la cui anteprima è stata pubblicata dall'agenzia iraniana Isna, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. "Ho stretto un patto con il popolo e rimarrò fedele a questo patto fino all'ultimo momento", dice ancora. "Le voci diffuse negli ultimi giorni riguardo a mie dimissioni o a un mio passo indietro sono del tutto false, fabbricate da chi punta a colpire l'unità nazionale. I problemi del Paese sono molti, ma risolverli richiede coesione e fermezza", ha concluso.
Media: "Vicino accordo con Oman su traffico marittimo a Hormuz"
L'Iran e l'Oman sono vicini a un accordo sul traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. Secondo un articolo del New York Times che cita funzionari iraniani e americani, l'accordo prevederebbe che le navi in entrata nel Golfo Persico utilizzino una rotta controllata dall'Iran, mentre quelle in uscita dal Golfo navigherebbero su una rotta più vicina all'Oman. Fonti iraniane hanno affermato che l'accordo include "tariffe di servizio" che sarebbero utilizzate per "coprire l'impatto ambientale del traffico marittimo, la sicurezza delle navi e il personale".
Secondo le stesse fonti iraniane, i ricavi verrebbero divisi equamente tra Iran e Oman. Un funzionario statunitense ha affermato che la versione iraniana "non è accurata" e ha dichiarato che non tutte le rotte richiederebbero l'approvazione dell'Iran e non includerebbero tariffe di transito
Teheran: "Nemici non hanno capacità per attacco su vasta scala"
"Le capacità dell'Iran e del fronte della resistenza sono maggiori rispetto al passato. Nonostante le minacce, i nemici non hanno la capacità di lanciare un attacco su vasta scala contro l'Iran". Lo ha dichiarato Ibrahim Razaei, membro della Commissione per la Sicurezza Nazionale del parlamento iraniano.
Iran: prezzi petrolio in rialzo, Brent a 85 dollari al barile
Prezzi del petrolio in leggero rialzo. Il Brent , riferimento per l'Europa, è aumentato dell',1,25% a 85,02 dollari al barile. Il Wti, riferimento per gli Usa, è aumentato dello +0,92% a 81,26 dollari al barile.
Media: "Minacce Houthi costringono petroliere saudite a circumnavigare l'Africa"
Le petroliere saudite sono costrette a circumnavigare il continente africano anziché utilizzare il Mar Rosso a causa delle minacce degli Houthi di imporre un blocco marittimo alla navigazione saudita. Lo riporta la Cnn, secondo cui la deviazione comporta un prolungamento di circa 15 giorni dei viaggi e aumenta significativamente i costi di spedizione a causa del maggiore consumo di carburante, dei premi assicurativi e delle spese per l'equipaggio.
Secondo Kpler, società che monitora il traffico marittimo, i flussi di greggio saudita attraverso lo stretto di Bab al-Mandeb sono diminuiti di circa il 50% da quando gli Houthi, sostenuti dall'Iran, hanno iniziato a minacciare le rotte marittime saudite alla fine di luglio.