Giorgetti: "Uscire da procedura deficit". Ok Senato a risoluzione clausola salvaguardia
EconomiaIl ministro dell'Economia, in Parlamento, ha dato le comunicazioni sull'attivazione delle clausole di salvaguardia nazionale per richiedere all'Ue la possibilità di spendere la flessibilità concessa in difesa ed energia. Roma chiederà il massimo per l'energia, lo 0,6% del Pil, mentre per la difesa ci si fermerà allo 0,9% ("in senso cumulato fino al 2028", precisa Giorgetti), a fronte dell'1,5% annuo consentito dall'Ue
L'Italia si appresta a chiedere all'Unione europea fino a 36 miliardi di flessibilità per le spese in difesa e in energia: la strada verso l'attivazione della clausola di salvaguardia è ormai spianata imboccata, anche se accidentata, complice un tema scivoloso come quello delle armi e il clima già pre-elettorale che si fa sempre più caldo. Ne ha parlato in Parlamento oggi, 5 agosto, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: Camera e Senato hanno approvato (rispettivamente con 181 e 98 sì) le risoluzioni di maggioranza sul tema, delineando il percorso che porterà in autunno - alla vigilia dell'ultima Manovra finanziaria del governo Meloni - allo scostamento di bilancio. Il ministro promette, a chi spinge per le sue dimissioni, che non andrà a casa finché Roma non uscirà dalla procedura Ue per deficit eccessivo.
Giorgetti: "Scostamento dello 0,6% per l'energia e dello 0,9% per la difesa"
La lunga giornata delle comunicazioni al Parlamento di Giorgetti sulla clausola di salvaguardia nazionale inizia alla Camera dei Deputati. Qui, spiega che l'Italia chiederà all’Ue il massimo consentito per l'energia, cioè lo 0,6% del Pil, mentre per la difesa ci si fermerà allo 0,9% ("in senso cumulato fino al 2028", precisa il ministro), a fronte dell'1,5% annuo consentito dall'Ue. Complessivamente si tratta quindi 35-36 miliardi, di cui 14 per l'energia e 21-22 per la difesa.
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Lo scontro sul Safe
Della flessibilità per la difesa potranno beneficiare "anche misure finanziate con il Safe", chiarisce Giorgetti. Ed è proprio il Safe a far fibrillare la maggioranza. Nella prima versione della risoluzione unitaria se ne fa esplicito riferimento, ma quando al termine della discussione generale il governo chiede una sospensione dell'Aula si inizia a ipotizzare che ci sia un problema. I sospetti si concentrano sul Carroccio. In tempo utile per la ripresa dell'Aula spunta una versione corretta: la risoluzione viene modificata proprio nella parte in cui si fa riferimento al Safe, vincolandone l'utilizzo a "sistemi tecnologici difensivi e di sicurezza nazionale". "La prima versione conteneva un giudizio di valore", spiega poi il leghista Claudio Borghi, confermando che è stata proprio il suo partito a chiedere la modifica. I dissapori dentro la Lega non scalfiscono però Giorgetti, che - Wikipedia alla mano - rivendica la diversa natura dei componenti del suo partito e mette in chiaro: il ricorso al Safe "verrà valutato", ma "nasce per promuovere sistemi di difesa comuni e l'Italia ne ha avviati". Lo strumento comunque non piace nemmeno ai vannacciani, che alzano cartelli 'No Safe' e annunciano il voto contrario alla clausola.
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Critiche le opposizioni
Giorgetti non dà però dettagli sulle misure previste con lo scostamento di bilancio. Rivendica il successo dell'Italia nell'aver ottenuto l'estensione all'energia e illustra soltanto il cronoprogramma. Troppo poco per le opposizioni. "Un vuoto pneumatico", attacca il Partito democratico, lamentandosi per una "cambiale in bianco". Il leader dei pentastellati Giuseppe Conte avverte: "Non chiedeteci un euro per il riarmo".
Dimensione dello scostamento di bilancio definita non prima di ottobre
Giorgetti si dice consapevole che andare in Parlamento per chiedere lo scostamento per la difesa è "difficile" e "impopolare". Però, continua, "io ho giurato sulla Costituzione, al dovere non si scantona, non si scappa, non si diserta". La dimensione dello scostamento - che dovrà superare il voto del Parlamento a maggioranza assoluta - verrà definita solo a ottobre.
Il calendario
Come si arriva a ottobre? "La Commissione europea ha invitato a presentare la richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale entro la metà di agosto 2026. La richiesta dovrà fornire un elenco delle misure di massima e una stima preliminare dei costi attesi", dice Giorgetti. Poi la Commissione valuterà le richieste "nel mese di settembre, eventualmente raccomandandone l'approvazione al Consiglio, che dovrebbe formalizzare la raccomandazione nella riunione Ecofin di ottobre". A seguito di tale raccomandazione si procederà allo scostamento di bilanci..
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"Voglio andare a casa uscendo dalla procedura per deficit eccessivo"
È in questo quadro che, spiega il ministro, l’esecutivo vuole capire se l'Italia riuscirà ad uscire anticipatamente dalla procedura di infrazione. In caso contrario, attivando la clausola, si rischia di restare nella procedura più a lungo. Al Senato, risponde quindi a chi chiede le sue dimissioni. "Continuate a insistere che è il momento di andare a casa. Io voglio andare a casa uscendo dalla procedura di deficit eccessivo e non lasciare a voi questa triste incombenza. Non lo faccio per interesse mio o del governo, ma è soprattutto nell'interesse del Paese e, se saprete vincere, le prossime elezioni anche vostro", ha detto nelle repliche ai senatori dell'opposizione.