Il ministro dell'Economia è alla Camera per le comunicazioni sull'attivazione delle clausole di salvaguardia nazionale volte a richiedere all'Unione la possibilità di spendere la flessibilità concessa in difesa ed energia. "La clausola originaria era sulla difesa ed era l'1,5% all'anno. Quello che c'è di nuovo è che nell'ambito di questo 1,5%, uno 0,3% l'anno per un massimo di 0,6% può essere dedicato alla sicurezza energetica", ha spiegato il titolare del Mef
"Sicuramente chiederemo tutto il massimo della sicurezza energetica, cioè lo 0,3% più 0,3% uguale 0,6%. Sulla parte difesa invece non prenderemo il massimo e ci fermeremo allo 0,9%". A dirlo è il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, che stamattina è alla Camera per le comunicazioni sull'attivazione delle clausole di salvaguardia nazionale volte a richiedere all'Unione la possibilità di spendere la flessibilità concessa in difesa ed energia. "La clausola originaria era sulla difesa ed era l'1,5% all'anno. Quello che c'è di nuovo è che nell'ambito di questo 1,5%, uno 0,3% l'anno per un massimo di 0,6% può essere dedicato alla sicurezza energetica", ha spiegato il titolare del Mef, aggiungendo che sono escluse dalla clausola di salvaguardia per le spese energetiche "misure che tendono ad attenuare provvisoriamente la crisi in atto come quelle sulle accise o sussidi diretti e indiretti e al settore privato che non portano ad un miglioramento strutturale". Dopo l'intervento del ministro tocca alla discussione generale, poi la replica del titolare del dicastero di via XX Settembre e le dichiarazioni di voto finale sulle risoluzioni presentate dalla maggioranza e dalle opposizioni. Nel pomeriggio, il dibattito si sposta al Senato.
Giorgetti: "Ok dell'Ue alla clausola a ottobre, poi lo scostamento"
"La Commissione europea ha invitato a presentare la richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale entro la metà di agosto 2026. La richiesta dovrà fornire un elenco delle misure di massima e una stima preliminare dei costi attesi. La commissione la valuterà a settembre", ha spiegato Giorgetti. Poi la Commissione europea valuterà le richieste "nel mese di settembre, eventualmente raccomandandone l'approvazione al Consiglio, che dovrebbe formalizzare la raccomandazione nella riunione Ecofin di ottobre - ha proseguito il ministro - A seguito di tale raccomandazione si procederà, anche nelle more dell'aggiornamento della disciplina contabile nazionale alla nuova governance economica europea, in via analoga, al ricorso alla procedura prevista dall'articolo 6 della legge n.243 del 2012, al fine di poter dare conto del quantum delle clausole utilizzate e degli interventi ai quali le relative risorse saranno destinate, cioè il cosiddetto scostamento di bilancio".
Giorgetti: "Per chi attiva la clausola doppio monitoraggio della spesa"
"La richiesta di attivazione della clausola potrà essere oggetto di aggiornamenti e integrazioni e lo Stato membro si impegnerà all'atto della richiesta a fornire - due volte l'anno (entro il 15 aprile ed entro il 15 ottobre, ossia in corrispondenza, rispettivamente, degli strumenti di aggiornamento dei documenti di bilancio) - informazioni utili al monitoraggio dell'attuazione degli interventi, affinché la Commissione europea possa tenerne conto nelle proprie previsioni e nelle valutazioni di sorveglianza", ha spiegato Giorgetti. "Pertanto, per gli Stati membri che attivino la clausola, il monitoraggio della traiettoria di spesa verrà effettuato in due passaggi: un primo passaggio verificherà se un eventuale debito del conto di controllo possa essere ricondotto all'incremento delle spese per la difesa; nel caso in cui l'incremento delle spese per difesa non giustifichi pienamente gli scostamenti registrati dal conto di controllo rispetto al tasso di crescita dalla spesa netta fissato nel Piano strutturale e raccomandato dal Consiglio, un secondo passaggio verificherà se detti scostamenti derivino dall'utilizzo dei margini concessi per l'estensione della Nec alle spese per sicurezza energetica".
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Giorgetti: "Senza uscita anticipata potremmo restare in procedura deficit"
"L'articolata nuova procedura prevista dalle clausole di salvaguardia mostra come ogni definitiva articolazione del piano non potrà che essere predisposta guardando alla compatibilità degli effetti delle misure in esso incluse con tutti i vincoli di finanza pubblica e all'evoluzione della procedura per il deficit eccessivo", ha detto ancora Giorgetti parlando alla Camera, e spiegando che "nel caso in cui la procedura di deficit eccessiva non venga chiusa anticipatamente alla luce di una revisione a settembre del dato relativo al 2025, o sulla base del valore di consuntivo del deficit 2026, un peggioramento dei conti pubblici negli anni successivi tali da determinare un deficit superiore al 3% implicherebbe la permanenza nella procedura fino al rientro al di sotto della soglia prevista dei trattati anche qualora il deficit in eccesso sia interamente riconducibile a spese in linea con i parametri di ammissibilità alla Nec". "Proprio per le anzidette ragioni, sarà necessario, ai fini del compiuto ricorso alle procedure oggetto delle presenti comunicazioni, poter disporre di informazioni aggiornate sull'andamento dei conti pubblici, che non saranno disponibili prima della fine del mese di settembre", ha aggiunto il ministro. "Infatti, se da una parte l'attivazione della clausola consente - nei limiti sopra richiamati - di giustificare scostamenti in eccesso (debiti) sul conto di controllo associato all'evoluzione della spesa netta, dall'altra gli interventi hanno pieno impatto sul deficit e, come più volte ricordato, quest'ultimo indicatore è particolarmente importante, in questa fase, nella programmazione di finanza pubblica del governo italiano, dal momento che dalla sua evoluzione dipendono gli sviluppi della procedura per deficit eccessivo", ha aggiunto.
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Giorgetti: "Ripartizione risorse clausola nella prossima Manovra"
"Alla ripartizione delle risorse nei diversi esercizi finanziari e alla predisposizione delle disposizioni necessarie per l'attuazione degli interventi si procederà, con la prossima manovra di bilancio, solo successivamente all'approvazione della risoluzione" sullo scostamento "in attesa della approvazione della nuova disciplina contabile. Solo in quel momento il Parlamento delibererà il cosiddetto scostamento di bilancio", ha detto ancora il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. "Oggi, in una situazione in cui non è ancora definita e non è ancora stata recepita nella disciplina contabile di bilancio la legge organica di bilancio, in assenza di una procedura formale, il governo ha ritenuto doveroso presentarsi davanti al Parlamento e richiedere al Parlamento stesso l'autorizzazione a intavolare questa trattativa con la Commissione Europea".
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La risoluzione unitaria del centrodestra
Il centrodestra ha presentato una risoluzione unitaria in vista delle comunicazioni di Giorgetti sull'avvio della procedura di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale. Due i principali impegni chiesti al governo riguardanti le spese per l'energia e per la difesa. Sul primo punto, il documento chiede un impegno a "rafforzare la resilienza del sistema energetico e la sicurezza del relativo approvvigionamento, nei limiti complessivi dello 0,6% del Pil nel periodo di riferimento". Per la difesa, i limiti di spesa sono dello 0,9% del Pil specificando che il governo si impegni "a valutare il ricorso alle migliori condizioni di finanziamento quali quelle di cui al programma Safe". Poi c'è l'impegno a "presentare al Parlamento, a seguito dell'adozione della raccomandazione da parte del Consiglio che autorizza ad avvalersi della clausola e dell'aggiornamento del quadro di finanza pubblica, la relazione di cui all'articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243 che, nelle more del completamento dell'attività del gruppo di lavoro sulla riforma della normativa di contabilità e finanza pubblica - incaricato di svolgere l'istruttoria finalizzata alla definizione dei contenuti dei progetti di legge di iniziativa parlamentare volti a modificare le disposizioni della legge 24 dicembre 2012, n. 243, e della legge 31 dicembre 2009, n. 196 - autorizzi il ricorso allo scostamento dal percorso della spesa netta indicato nel Piano strutturale di bilancio".