Caro energia, ipotesi attivazione clausola di salvaguardia per l’Italia: come funziona
EconomiaIntroduzione
Trattativa in corso tra Roma e Bruxelles sulla richiesta, avanzata dall’Italia, di estendere all’energia la clausola di salvaguardia concessa per la difesa. Come ha affermato nei giorni scorsi il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, l’esecutivo comunitario continua "a seguire la situazione e a valutare quale tipo di risposta richieda e richiederà". Ecco come funzionerebbe la deroga
Quello che devi sapere
Strumento previsto da riforma 2023
La clausola di salvaguardia nazionale ha fatto il suo debutto a fine 2023 quando i Ventisette hanno raggiunto l’intesa sulla riforma del patto di stabilità dopo la sospensione imposta dall’emergenza pandemica.
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Come si è arrivati alla clausola
A sbloccare il nuovo strumento definito nell’articolo 26 del regolamento 1263 del 29 aprile 2024 era stata soprattutto una mediazione tra la Germania e la Commissione europea. La prima versione scritta da Dombrovsiks e Paolo Gentiloni prevedeva paletti meno rigidi ma di fronte al rischio di un ritorno alle regole pre-pandemia gli altri Stati membri, Italia inclusa, hanno accettato la soluzione caldeggiata da Berlino.
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Clausola di salvaguardia generale
Una deroga alle regole di bilancio Ue era già prevista da norme comunitarie precedenti ed è stata attivata nel marzo 2020 per permettere ai Paesi di fronteggiare la minaccia del Covid-19 attingendo a risorse pubbliche. La clausola aveva in quell’occasione una dimensione generale, valida per tutti gli Stati.
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La crisi di Hormuz
Nel 2026, dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran e il conseguente blocco dello Stretto di Hormuz, il governo Meloni aveva sondato, in un primo momento, la possibilità di richiedere l’attivazione della clausola di salvaguardia generale per rispondere all’impennata dei prezzi sui prodotti energetici, dal petrolio al gas. A frenare questa opzione hanno però concorso le rigide regole europee che prevedono la clausola solo in circostanze eccezionali dovute ad una "grave congiuntura negativa nella zona euro o nell’Unione nel suo complesso”.
Clausola di salvaguardia nazionale
Tramontata l’ipotesi di chiedere una clausola dai vincoli di bilancio valida per tutta Europa, nelle ultime settimane è avanzata la possibilità di attivare il nuovo strumento. Secondo questa opzione un Paese Ue può richiedere alla Commissione una deviazione temporanea dagli impegni di spesa “nel caso in cui circostanze eccezionali al di fuori del controllo dello Stato membro abbiano rilevanti ripercussioni sulle sue finanze pubbliche”. Va ricordato che lo scostamento deve avere carattere momentaneo senza compromettere “la sostenibilità di bilancio nel medio termine”.
L’iter
Ma come funziona? Spetta in primo luogo alla Commissione esaminare la richiesta di deroga temporanea avanzata da uno Stato membro e, se accolta, di raccomandarla al Consiglio. Quest’ultimo organismo stabilisce, con un voto a maggioranza, la durata temporale dello sforamento. Nell’ipotesi in cui le “circostanze eccezionali” persistano, la clausola può essere in ogni caso prorogata, a patto che ciò avvenga un anno per volta.
Il precedente: ReArm EU
L'attivazione sull’energia non sarebbe tuttavia la prima deroga. Nel 2025 la clausola di salvaguardia nazionale ha consentito l'avvio di ReArm EU, l’ambizioso progetto lanciato dalla Commissione Von Der Leyen per innalzare la difesa all’interno dell’Unione. Sostenuta da Bruxelles, l’attivazione della clausola ha consentito una procedura di spesa accelerata per Germania e Polonia, senza passare da un dibattito pubblico nell’Aula del Parlamento Ue.
Cosa prevede la clausola sulla difesa
Non solo Berlino e Varsavia. Sono finora 17 gli Stati membri che hanno chiesto a Commissione e Consiglio di spendere una cifra pari al 1,5% del Pil ogni anno fino al 2030 per realizzare investimenti nel comparto difesa.
L’Italia e ReArm EU
Tra i Paesi richiedenti c’è anche l’Italia che, ipotizzando l’attivazione della clausola di salvaguardia, potrebbe disporre in teoria di 33-34 miliardi di euro aggiuntivi per i prossimi quattro anni da destinare alle spese militari. ReArmEu prevede inoltre il Security Action For Europe (Ue Safe), un piano di prestiti concessi alle aziende della difesa e destinati soprattutto all’acquisto comune di armamenti. Anche su questo versante Roma si è mossa presentando un piano per ottenere prestiti Safe dalla Commissione, valore 14,9 miliardi.
L’incognita della procedura di infrazione
Dalla difesa all’energia: per l’Italia il principale ostacolo all’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale è rappresentato dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo che secondo le stime del governo sarà superata non prima del 2027. In vista di un piano che consenta da subito maggiore spesa pubblica contro il caro energia senza compromettere l’obiettivo di scendere sotto il 3% nel rapporto deficit/Pil, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sonderà la Commissione alla riunione informale dell’Eurogruppo in programma a Nicosia.
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