Eurogruppo, Giorgetti: "Estendere clausola di salvaguardia per la difesa anche a energia"

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Nel suo intervento, il ministro dell'Economia ha illustrato la sua proposta per affrontare la crisi energetica dovua al conflitto in Iran. E ha aggiunto di essere "interessato a discutere misure selettive per l'incremento delle entrate". In quest'ottica "sosterrei l'introduzione a livello Ue di una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche, come suggerito dall'Italia e da altri quattro Stati membri (Germania, Portogallo, Austria e Spagna) in una lettera inviata alla Commissione il 3 aprile"

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L'inflazione che sale e una crisi energetica di cui non si vede la fine: oggi l'Eurogruppo è tornato a ospitare un dibattito acceso come non lo si vedeva da tempo. E, in questo quadro, il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, nel suo intervento, ha segnalato come "opzione" quella di "estendere, lasciando invariato il tetto già previsto, l'applicazione della clausola di salvaguardia nazionale" per la deroga al Patto di stabilità "a fini di difesa alla crisi iraniana, per quanto riguarda le conseguenze negative sul settore energetico, invocando le questioni di sicurezza nazionale già previste nel Temporary Framework approvato la settimana scorsa dalla Commissione Ue" (TUTTE LE NEWS SUL CONFLITTO LIVE). 

Giorgetti: "Discutere di una tassa Ue sugli extraprofitti"

Non solo. Giorgetti ha detto anche di essere "interessato a discutere misure selettive per l'incremento delle entrate". In quest'ottica, "sosterrei l'introduzione a livello Ue di una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche, come suggerito dall'Italia e da altri quattro Stati membri (Germania, Portogallo, Austria e Spagna) in una lettera inviata alla Commissione il 3 aprile". "Credo che la politica 'attendere e vedere' sia finita. Ora è tempo di agire", si legge nella conclusione del suo intervento. Sul tassare gli extraprofitti oggi, arrivando all'Eurogruppo, si è espresso anche il ministro dell'Economia tedesco Lars Klingbeil: è "ingiusto se grandi imprese stanno realizzando profitti proprio grazie alla situazione attuale e quindi ritengo che sia giusto, una questione di equità, che le imprese che traggono profitto dalla crisi contribuiscano anche ai costi della crisi. Per questo continuerò a sostenerlo anche all'Eurogruppo. Ho al mio fianco Paesi come Spagna e Italia e ora si tratta di trovare una maggioranza", ha dichiarato.

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Sul versante bancario, invece, è intervenuta la responsabile della vigilanza bancaria Bce, Claudia Buch: "Il settore bancario europeo rimane resiliente", ma "questa resilienza potrebbe essere messa alla prova", ha avvertito. "Il conflitto in Medio Oriente si aggiunge a un contesto geopolitico già complesso, con implicazioni per i prezzi dell'energia, l'inflazione e la crescita. Le condizioni finanziarie si sono irrigidite, riflettendo il calo dei prezzi azionari e l'aumento dei premi per il rischio. Ciò potrebbe pesare sugli investimenti, mettere sotto pressione la capacità dei debitori di rimborsare i prestiti e, in ultima analisi, incidere sulle banche", ha aggiunto.

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