I governi potranno coprire fino al 70% dei costi extra legati all'aumento dei prezzi di energia, carburanti e fertilizzanti. Il meccanismo, in vigore fino al 31 dicembre 2026, riguarda agricoltura, pesca, trasporti e industrie energivore
La Commissione europea vara un nuovo quadro temporaneo sugli aiuti di Stato per sostenere i settori colpiti dalla crisi in Medio Oriente: i governi potranno coprire fino al 70% dei costi extra legati all'aumento dei prezzi di energia, carburanti e fertilizzanti (CRISI ENERGETICA, LO SPECIALE DI SKY TG24). Il meccanismo, in vigore fino al 31 dicembre 2026, riguarda agricoltura, pesca, trasporti e industrie energivore e prevede anche una procedura accelerata di approvazione degli aiuti nazionali. Prevista inoltre la possibilità di aumentare fino al 70% gli aiuti per il costo dell'elettricità e, caso per caso, interventi sul prezzo del gas per la produzione elettrica.
Prezzi del petrolio saliti di oltre il 50%, quelli del gas fino all'85%
Il nuovo schema varato dalla Commissione europea, denominato Middle East crisis temporary state aid framework (Metsaf), è stato adottato alla luce dell'escalation geopolitica nella regione, che ha provocato un forte aumento dei prezzi energetici e rischi per crescita e inflazione nell'Ue. Dalla fine di febbraio, sottolinea Palazzo Berlaymont, i prezzi del petrolio sono saliti di oltre il 50% e quelli del gas fino all'85%, con effetti diretti anche sull'elettricità. Nel dettaglio, gli Stati membri potranno compensare fino al 70% dei costi aggiuntivi sostenuti dalle imprese per carburanti e fertilizzanti, calcolati rispetto a un benchmark storico. È prevista anche una modalità semplificata di aiuto fino a 50.000 euro per impresa, basata su stime e parametri settoriali, senza necessità di dimostrare i consumi effettivi. Per le industrie ad alta intensità energetica, gli aiuti pubblici potranno essere rafforzati: gli Stati avranno la possibilità di coprire fino al 70% del costo dell'elettricità sostenuto dalle imprese, rispetto al limite precedente del 50%. Il sostegno, tuttavia, non si applica all'intero consumo energetico, ma solo a una quota pari al 50% dell'elettricità utilizzata dall'azienda, per contenere le distorsioni del mercato e mantenere incentivi al risparmio energetico. In pratica, l'intervento pubblico potrà alleggerire in modo significativo la bolletta delle imprese più esposte, ma non ne azzererà il costo. Il meccanismo potrà inoltre essere combinato, entro certi limiti, con altri strumenti già esistenti come quelli legati al sistema europeo di scambio delle emissioni (Ets), che compensano parte dei costi indiretti della CO2. La Commissione segnala inoltre che la crisi sta colpendo in modo particolarmente duro alcuni settori chiave: i fertilizzanti sono arrivati a costare fino al 61% in più rispetto al 2024, il diesel è aumentato del 21% su base annua e i margini del trasporto stradale, già limitati al 2-3%, risultano sotto pressione. Nel comparto pesca, i prezzi del carburante superano ormai i livelli di sostenibilità economica, con il rischio di fermo di una parte significativa delle flotte.