Credito imposta ZES Unica, scadenza 30 maggio: chi può richiederlo e come fare domanda

Economia

Introduzione

L’agevolazione è stata estesa anche per quest’anno dall'ultima Legge di Bilancio: è rivolta alle imprese che effettuano, dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028, investimenti in beni strumentali destinati a strutture produttive situate o da realizzare nella Zona economica speciale unica per il Mezzogiorno (ZES unica). Fino al 30 maggio gli operatori economici interessati possono inviare le comunicazioni telematiche con le spese già sostenute. Ecco cosa sapere.

Quello che devi sapere

Cosa è la ZES

La Zona Economica Speciale (ZES) unica per il Mezzogiorno, è stata istituita dall’1 gennaio 2024 e include Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e Abruzzo, e poi ampliata nel 2025 alle regioni Marche e Umbria.

 

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Lo stanziamento

La legge ha definito le modalità di accesso al beneficio, i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta e dei relativi controlli, anche al fine di assicurare il rispetto del limite complessivo di spesa che è pari per il 2026 a 2,3 miliardi di euro. Per quest’anno il credito è commisurato all’ammontare degli investimenti nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 100 milioni di euro. Non sono agevolabili i progetti di investimento il cui costo complessivo sia di importo inferiore a 200mila euro. 

 

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Come funziona

Il credito d'imposta sarà utilizzabile solo in compensazione presentando il modello F24 attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Va indicato il codice tributo "7034". La misura è cumulabile con altri aiuti "de minimis" e con altri aiuti dello Stato. Le imprese beneficiarie devono mantenere la loro attività nella ZES Unica per almeno cinque anni dopo il completamento dell'investimento. In caso contrario decadranno i benefici goduti. L'effettivo sostenimento delle imprese deve essere certificato da un revisore legale dei conti o da una società abilitata.

 

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Come fare domanda

Per fruire del credito d’imposta per l’anno 2026, gli operatori economici interessati devono inviare all’Agenzia delle Entrate una comunicazione dal 31 marzo 2026 al 30 maggio 2026, nella quale devono essere indicati l’ammontare delle spese sostenute per gli investimenti realizzati dal 1°gennaio 2026 e l’ammontare delle spese che prevedono di sostenere per gli investimenti realizzati fino al 31 dicembre 2026. Si considera tempestiva anche la comunicazione trasmessa dal 26 maggio 2026 al 30 maggio 2026 ma scartata dal servizio telematico, purché ritrasmessa entro il 4 giugno 2026. La trasmissione telematica va effettuata utilizzando esclusivamente il software disponibile gratuitamente su questo sito.

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L’integrazione

A pena di decadenza dall’agevolazione, i soggetti che hanno presentato la comunicazione, devono inviare all’Agenzia delle Entrate dal 3 gennaio 2027 al 17 gennaio 2027, una comunicazione integrativa attestante l’avvenuta realizzazione degli investimenti indicati inizialmente. L’ammontare non dovrà essere superiore a quanto riportato nella comunicazione originaria.

Chi non può fruire del credito

L'agevolazione non si applica ai soggetti che operano nei settori dell'industria siderurgica (codici ATECO 24.1), carbonifera (codici ATECO 05.1) e della lignite (codici ATECO 05.2), dei trasporti, esclusi i settori del magazzinaggio e del supporto ai trasporti, e delle relative infrastrutture (codici ATECO 49, 50, ad esclusione dei codici 501000 e 503000, e 51), della produzione, dello stoccaggio, della trasmissione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche (codici ATECO 35.11, 35.12, 35.13, 35.14 e 35.16), della banda larga nonché nei settori creditizio, finanziario e assicurativo (codici ATECO 64, 65 e 66). L’agevolazione, inoltre, non si applica alle imprese in stato di liquidazione o di scioglimento e alle imprese in difficoltà nonché ai soggetti che operano nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli e della pesca e dell’acquacoltura.

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Investimenti ammessi

Sono coperti dal credito d'imposta gli investimenti relativi all'acquisto (anche attraverso contratti di locazione finanziaria) di: nuovi macchinari; impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti; terreni; l’ampliamento di immobili strumentali agli investimenti e utilizzati per l’esercizio dell’attività nella struttura produttiva. Sono esclusi i beni autonomamente destinati alla vendita, come pure quelli trasformati o assemblati per l’ottenimento di prodotti destinati alla vendita, oltre ai materiali di consumo, infine anche le acquisizioni effettuate tra soggetti tra i quali esistono rapporti di controllo o di collegamento. Il valore dei terreni e dei fabbricati ammessi non può superare il 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato.

Come usare il credito

Il credito spettante può essere utilizzato per gli investimenti certificati e documentati da fatture elettroniche, a partire dal giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del provvedimento e, comunque, non prima del rilascio di una seconda ricevuta con cui l’Agenzia comunica il riconoscimento del credito; per gli investimenti non documentabili con fatture elettroniche o effettuati tramite locazione finanziaria, dal giorno lavorativo successivo al rilascio della ricevuta che attesta l’esito positivo della verifica documentale da parte del Centro Operativo Servizi Fiscali di Cagliari. In questo caso, il beneficiario deve trasmettere la certificazione entro 30 giorni dalla data del provvedimento, utilizzando l’applicativo “Consegna documenti e istanze” disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

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Credito d'imposta aggiuntivo

Dal 15 aprile al 15 maggio 2026 le imprese potranno fare domanda per ottenere un credito d’imposta aggiuntivo legato al bonus ZES Unica 2025, pari al 14,6189% dell’ammontare del credito richiesto con la comunicazione integrativa. Il beneficio già richiesto è integrato fino al 75% del credito teorico massimo. Possono accedere solo le imprese che hanno già trasmesso la comunicazione integrativa tra novembre e dicembre 2025 e che non hanno utilizzato, sugli stessi investimenti, il credito Transizione 5.0. La domanda va inviata esclusivamente in via telematica con apposito modello, indicando dati aziendali, credito richiesto e dichiarazione di non cumulo con altre agevolazioni incompatibili.

 

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