Inps, dilazione fino a 60 rate per sanare i debiti contributivi: novità e cosa sapere

Economia
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Introduzione

Novità, da quest'anno, per il pagamento dei debiti contributivi Inps. Dopo il via libera del Ministero del Lavoro, l’Istituto nazionale di previdenza sociale ha reso noto, in una circolare (numero 60 del 21 maggio 2026), l’entrata in vigore del nuovo regolamento sulla dilazione delle riscossioni in casi di comprovata difficoltà. Ecco cosa cambia.

Quello che devi sapere

L’obiettivo

La nuova disciplina, prevista dalla legge 203 del 2024, consente un allungamento dei tempi per il pagamento delle rate da parte di soggetti che hanno debiti contributivi pendenti nei confronti dell’ente e versano in una situazione di momentanea difficoltà economico-finanziaria. Come spiega l’Inps scopo primario è quello di "favorire il buon esito dei processi di regolarizzazione e assicurare, al contempo, una riscossione dei relativi importi più efficace e tempestiva".

 

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Rate differenziate in base all’entità del debito

A poter beneficiare di maggiore tempo per sanare la propria posizione nei confronti dell’Istituto sono unicamente i soggetti con debiti che non sono stati ancora trasferiti all’Agenzia delle Entrate o ad altri enti di riscossione. Una seconda differenza riguarda l’entità del debito contributivo: per gli importi fino a 500mila euro l’Istituto potrà concedere un massimo di 36 rate mensili, rispetto alle 24 finora previste. La soglia rateale sale a 60 nel caso di importi superiori a 500mila euro.

 

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Riorganizzazione degli organismi decisionali

In secondo luogo, la circolare chiarisce il ruolo delle strutture territoriali e delle figure chiamate a esaminare le domande di rateizzazione. Spetta ai Direttori territoriali l’ultima parola sulla dilazione dei piani fino a 36 quote e 500mila euro di importi. Nelle situazioni dove i debiti superano 500mila euro, la pratica passa ai Direttori regionali o di Coordinamento Metropolitano che dovranno stabilire se sussistono le condizioni per concedere l’allungamento dei tempi fino, come detto, a 60 rate. "Tale assetto consente una valutazione più aderente alle specificità delle situazioni aziendali e del contesto territoriale, migliorando la qualità del servizio e i tempi di risposta", afferma Antonio Pone, direttore centrale entrate dell'istituto di via Ciro il Grande.   

 

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Come presentare la domanda

Inps precisa che la domanda di dilazione può essere presentata esclusivamente in via telematica tramite il "Cassetto previdenziale del contribuente" secondo le modalità definite dall’Istituto. 

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Da quando si applica

Il nuovo regolamento, operativo dalla data di pubblicazione della circolare, dispiega i suoi effetti anche alle istanze presentate a partire dal 12 gennaio 2025 e ancora in corso di validità. Per le domande già accolte, il debitore potrà richiedere la revisione del numero di rate. Come specifica l’Inps, la domanda di rideterminazione dei piani già concessi nel periodo transitorio sarà possibile per 30 giorni dalla pubblicazione della circolare, entro dunque il 20 giugno prossimo.

Pone (Inps): "Riforma semplifica le attività di gestione del credito"

Dall’Inps, Pone sottolinea come la riforma "si inserisce nel più ampio processo di semplificazione delle attività di gestione del credito". Secondo il direttore centrale Entrate il regolamento sulla dilazione contempera le "esigenze di tutela delle entrate pubbliche con strumenti più flessibili a sostegno di imprese e contribuenti". "L'Inps conferma il proprio impegno nel promuovere comportamenti virtuosi e nel favorire la regolarità contributiva quale elemento essenziale per lo sviluppo del sistema produttivo e per la tutela dei lavoratori", aggiunge.

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Da aprile attivo il servizio "OpenRI"

Sempre in tema di debiti pendenti, dallo scorso mese di aprile è attivo "OpenRI", il nuovo servizio digitale Inps che consente di verificare la propria posizione debitoria e autorizzare da remoto la rateizzazione dei pagamenti dovuti.

A chi è rivolto

Come annunciato nel messaggio 1337/2026, il nuovo servizio, gratuito e disponibile sul Portale Inps si rivolge in primo luogo a titolari di pensione, prestazioni assistenziali o ammortizzatori sociali che hanno ricevuto dall'istituto somme risultate poi indebite. 

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Come accedere

"OpenRI" consente di gestire tutte le pratiche relative a somme indebite tramite pc, tablet o smartphone senza l'obbligo di recarsi fisicamente agli sportelli dell'Inps. Fanno eccezione alcune situazioni specifiche dove il pagamento può essere effettuato solo tramite le strutture territoriali dell'ente.

Digitando la parola "indebiti" sulla barra di ricerca del sito istituzionale è possibile accedere alla funzionalità, previa autenticazione con la propria identità digitale tramite Spid (almeno di livello 2), Carta d'identità elettronica di livello 3, Carta nazionale dei servizi o eIDAS.

Quali sono le funzioni abilitate

Una volta eseguito l'accesso sul servizio, l'utente ha modo di visualizzare la panoramica dei propri debiti pendenti con Inps, simulare diverse soluzioni di pagamenti dilazionati e inoltrare una richiesta di rateizzazione.

 

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