L'Istituto nazionale di previdenza ha lasciato vuota la casella dell'addizionale comunale, già trattenuta ai contribuenti ma non riportata nel documento fiscale. L'Inps ha aggiornato le certificazioni e l'Agenzia delle Entrate adeguerà la precompilata nei prossimi giorni
Nuovo errore dell'Inps, questa volta riguarda i pensionati. In circa 270mila certificazioni uniche è rimasta vuota la casella dell'addizionale comunale, una tassa trattenuta ogni mese sull'assegno ma non riportata nel documento fiscale utilizzato anche per la dichiarazione precompilata.
L'origine del problema e gli effetti sui contribuenti
Secondo l'Istituto si tratta di un errore informatico. Solo una parte delle Cu coinvolte sarebbe già stata consultata e forse utilizzata per il 730. Gli interessati saranno avvisati. La maggioranza dei pensionati, invece, troverà direttamente la versione corretta quando accederà al documento. L'Istituto nazionale di previdenza aggiunge che gli "importi interessati risultano di entità estremamente contenuta e, nella maggior parte dei casi, inferiori alla soglia di rilevanza fiscale pari a 12 euro". Un ulteriore elemento riguarda i pensionati deceduti: l'errore può riflettersi su vedove, vedovi o eredi chiamati a presentare la dichiarazione.
Leggi anche
Inps, assegno unico maggio: quando arriva e a chi spettano arretrati
L'intervento dell'Inps
L'Inps comunica di aver già aggiornato le certificazioni trasmesse all'Agenzia delle Entrate. Sarà ora il Fisco ad adeguare le dichiarazioni precompilate nei prossimi giorni. Gli importi mancanti, ribadisce l'Istituto, sono nella maggior parte dei casi sotto la soglia di rilevanza fiscale. I contribuenti dovranno fare riferimento all'ultima Cu disponibile: chi ha già scaricato o usato il documento è invitato a verificare di avere la versione aggiornata.
Gli errori precedenti
Non si tratta del primo errore commesso nel 2026 dall'Inps. A inizio maggio erano emerse oltre 2 milioni di Certificazioni uniche sbagliate, mettendo a rischio la corretta applicazione di bonus e detrazioni per i percettori di Naspi, cassa integrazione e maternità. A fine marzo oltre 20 mila pensionati avevano ricevuto assegni maggiorati fino a mille euro per l'applicazione indebita della nuova detrazione fiscale prevista dalla legge di Bilancio, destinata ai soli lavoratori dipendenti tra 20 mila e 40 mila euro di reddito. Il recupero è partito ad aprile per gli importi fino a 150 euro. Per le somme superiori, la restituzione è stata distribuita da maggio a dicembre, fino a otto rate. Anche in quel caso la causa era l'incrocio tra nuove regole fiscali e sistemi Inps da adeguare.