Difesa ed energia, tensioni Italia-Ue. Cos’è il prestito europeo SAFE e perché se ne parla
La premier Giorgia Meloni ha avvertito la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che il prestito prenotato da Roma nell'ambito del programma SAFE per la difesa è a rischio, a meno che Bruxelles non conceda la deroga al Patto di Stabilità per le spese per l'energia. Ma come funziona il progetto? Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri" del 19 maggio
CRISI ENERGETICA, DIFESA E SPESA PUBBLICA: TENSIONI ITALIA-UE
- L’Italia chiede all’Ue più flessibilità sui conti pubblici per l'energia: si fa appello alla clausola di salvaguardia utilizzata per la difesa, potendo quindi fare più debito senza dover rispettare le regole del Patto di Stabilità (che fissano il limite accettabile del rapporto deficit-Pil al 3%). L’Ue però chiude a questa possibilità. In questo dibattito entrano in gioco anche i fondi del prestito SAFE. Anche di questo si è parlato nella puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24, del 19 maggio.
IL PRESTITO SAFE
- Il prestito SAFE (Security Action for Europe) è uno strumento finanziario con cui l’Ue mette a disposizione dei Paesi membri fino a 150 miliardi di euro in prestiti agevolati per investimenti nella difesa. L’Italia dovrebbe attivarlo, ma in una lettera degli scorsi giorni alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, la premier Giorgia Meloni ha espresso chiaramente la sua posizione: la deroga al Patto di stabilità va estesa anche alle spese per la crisi energetica o l'attivazione del programma SAFE da parte dell'Italia è a rischio.
MELONI: “CON CRISI IRANIANA DIFFICILE SPIEGARE RICORSO A PROGRAMMA SAFE”
- Meloni sostiene che “con la crisi iraniana che non volge a una fine e i prezzi dell'energia costantemente alle stelle, per il governo italiano "sarebbe molto difficile spiegare all'opinione pubblica un eventuale ricorso al programma SAFE".
CHI HA PRENOTATO PIÙ SOLDI “SAFE”?
- L’Italia finora ha prenotato 14,9 miliardi di euro. Tra i Paesi che hanno chiesto più fondi c’è ad esempio la Danimarca, con 46,8 miliardi di euro, e la Polonia, con 43,7 miliardi.
LA DECISIONE ENTRO AGOSTO
- Adesso bisognerebbe decidere se accedere al prestito o meno. Pochi giorni fa il ministro della Difesa Guido Crosetto spiegava che la scelta va presa entro agosto e che spetta al Ministero dell’Economia e delle Finanze.
GIORGETTI: "DECISIONE AL PARLAMENTO"
- Il ministro dell'Economia Giorgetti ha chiarito che sarà il Parlamento a decidere "se e come" procedere per quanto riguarda le spese per la Difesa.
I PRO E I CONTRO DEL PROGRAMMA SAFE
- Tra i vantaggi del prestito c’è il fatto che i fondi non vanno restituiti per tutti i primi 10 anni e in ogni caso i rimborsi si possono spalmare in un periodo di 45 anni, senza essere soggetti a Iva e con tassi piuttosto convenienti. Tra gli svantaggi ci sono invece vari vincoli: si possono comprare solo determinati tipi di armamenti, solo insieme ad altri Paesi.
GLI ARMAMENTI ACQUISTABILI
- Non solo: solo alcuni armamenti sono acquistabili, e devono provenire per la maggior parte da Paesi dell'Unione europea.