Partite Iva, scadenza invio tasse slitta al 20 luglio. Raddoppiano interessi sui ritardi
EconomiaIntroduzione
Cambiamenti in vista sul calendario dei versamenti fiscali 2026 per i contribuenti in Partita Iva soggetti agli Indici sintetici di affidabilità (Isa) e in regime forfettario. Come previsto nell’ultimo Decreto Accise, approvato il 22 maggio scorso dal Consiglio dei Ministri, la scadenza per il pagamento del saldo e del primo acconto slitta dal 30 giugno al 20 luglio. Per chi rinvia oltre tale soglia arriva però una stretta. Ecco quale.
Quello che devi sapere
Cosa include la proroga
Ci sarà quasi un mese in più di tempo per completare i versamenti fiscali delle imposte previste dalla Dichiarazione dei redditi 2026: dall'Irpef all'Ires, dall'Irap fino alla flat tax che a seconda dei casi è del 5% o del 15%. Nell'elenco rientrano inoltre i contributi emersi dal quadro RR e dal modello Redditi.
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Maggiorazione raddoppiata
Rispetto al passato, il versamento delle tasse dal 21 luglio al 20 agosto vedrà l’applicazione di una maggiorazione più elevata, pari allo 0,8%, sull’importo dovuto, il doppio di quanto previsto nel 2025. Come di consueto, l'interesse si applicherà su ciascun versamento corrisposto entro il trentesimo giorno successivo rispetto alla scadenza, in aggiunta agli interessi di rateazione.
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Come si è giunti alla proroga
Il rinvio risponde in primo luogo alle richieste presentate dalle categorie produttive e dai rappresentanti di Partite Iva e professionisti. Nei giorni scorsi, cinque associazioni di settore - Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti – hanno scritto una lettera al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e al suo vice, Maurizio Leo, con la richiesta di dilatare i tempi in conseguenza del ritardo nella pubblicazione, il 13 maggio scorso, del software “Il tuo ISA 2026 Cpb” da parte dell’Agenzia delle Entrate.
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Le richieste degli autotrasportatori
La necessità di garantire più tempo al versamento delle imposte ordinarie è arrivata inoltre dal settore dell’autotrasporto colpito dal caro carburante. Nella riunione con il governo prima dell'ultimo Consiglio dei Ministri, i rappresentanti della categoria hanno chiesto un allentamento delle scadenze vista l’eccezionalità della situazione frutto del conflitto in Medio Oriente.
Attese modifiche al concordato preventivo
Il nuovo calendario per ISA e forfettari dipende in parte anche dalle novità sul concordato preventivo biennale stabilite dall’ultimo Decreto Fiscale. Il provvedimento ha rinviato di un mese non solo il termine per la pubblicazione del software, dal 15 aprile al 15 maggio, ma anche i termini per l’adesione. I professionisti interessati a sottoscrivere il patto con il Fisco per il per periodo 2026-28 avranno tempo fino al 31 ottobre, rispetto al 30 settembre previsto in precedenza.
Le modifiche al software
Per contribuenti e commercialisti un’ulteriore fonte di ritardo è dovuta al rilascio, il 20 maggio scorso, di modifiche al software di accordo biennale. Nella proposta debuttano nuove soglie del 30 e del 35% per gli incrementi di reddito dei soggetti in Partita Iva ritenuti a maggiore rischio evasione.
Doppio calendario di scadenze
Per i contribenti esclusi dalla proroga e per coloro che scelgono di osservare lo scadenzario classico, la data da segnare in rosso sul calendario è il 30 giugno quando scadrà il termine del versamento di saldo e acconto 2026. Fino al 30 luglio sarà invece possibile completare il pagamento con l'applicazione di una maggiorazione dello 0,40%.
Per chi sceglie la proroga, slitta la seconda rata
Un effetto collaterale della proroga decisa dal governo riguarda infine il calendario dei pagamenti rateali. Per i soggetti che iniziano i versamenti dal 20 luglio, decade la scadenza della seconda rata prevista in teoria per il 16 luglio. In questo caso, la nuova soglia da segnare sul calendario è il 20 agosto quando scatta l'interesse dello 0,18%. Per i soggetti che, invece, sforano il termine del 20 luglio, la soglia della seconda rata slitta al 16 settembre: in questo caso all'interesse di 0,18% va sommata la maggiorazione di 0,8%.
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