Dichiarazione redditi, in calo i rimborsi per i bonus casa: ecco i motivi

Economia
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Introduzione

Un’approfondita analisi del Sole 24 Ore spiega che da quest’anno inizierà a vedersi una diminuzione del peso dei benefit legati ai bonus casa e l’Irpef sarà più alta. I contribuenti interessati sono soprattutto nelle fasce di reddito medio-alte. Dalle detrazioni ridotte al tetto agli oneri e le minori spese: quali sono i fattori che incidono nella riduzione delle agevolazioni.

Quello che devi sapere

La platea

Se si prendono in considerazione solo coloro che nei modelli 730 e Redditi del 2025 hanno indicato le detrazioni per la ristrutturazione edilizia, si raggiunge una platea interessata di circa il 25% dei contribuenti. Questa percentuale però arriva al 52% nella fascia di coloro che hanno dichiarato un reddito superiore ai 29mila euro. E sale addirittura al 70-80% nelle fasce reddituali più alte.

 

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Il peso sull’Irpef

I contribuenti delle fasce medio-alte sono coloro che pagano la fetta più grande dell’Irpef. Avere le detrazioni legate ai bonus casa in dichiarazione dei redditi significa abbassare il peso dell’imposta di diversi punti e diverse migliaia di euro. Da domani, giovedì 14 maggio, si potrà modificare e inviare il modello 730 precompilato. Sarà possibile quindi avere un quadro preciso di eventuali risparmi fiscali.

 

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Le cause della riduzione dei bonus

Secondo l’analisi del Sole 24 Ore, sono quattro i fattori che direttamente o indirettamente possono ridurre le agevolazioni a livello individuale e aggregato. Il primo è la naturale scadenza delle vecchie agevolazioni. Chi ha fatto lavori negli ultimi anni con la classica detrazione ha la rata di spesa detraibile già inserita nel modello 730. Invece chi ha eseguito gli interventi agevolati nel 2015 ha concluso lo scorso anno con le 10 rate annuali. E dunque quest’anno non avrà più diritto al rimborso.

 

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Meno beneficiari

La platea dei beneficiari è destinata a contrarsi da qui ai prossimi anni. Quest’anno le persone che iniziano a ottenere il rimborso saranno meno di quelle di 12 mesi prima. Gli investimenti nei lavori edilizi sono stati in calo: nel 2025 i privati hanno speso il 25% in meno rispetto al 2024.

 

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Le soglie di detrazione

Un terzo aspetto da considerare è che dallo scorso anni la detrazione è scesa al 36% rimanendo al 50% solo per l’abitazione principale. Nella precompilata, è il contribuente a dover inserire la detrazione del 36 o 50% mentre quelli per le parti comuni sono in genere pre-caricati al 36% e quindi se necessario va cambiata in fase di modifica.

 

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La novità sulle detrazioni

Infine va ricordato che nelle dichiarazioni del 2026 c’è la novità dei limiti di oneri detraibili per chi ha redditi oltre i 75mila e i 100mila euro. Si parla di una percentuale molto piccola tra i contribuenti italiani (circa il 3%) ma è comunque una categoria che ha usato molto i bonus casa.

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Chi rischia il taglio

Considerando che la detrazione media per ristrutturazioni è 1.784 euro nella fascia di reddito tra 75mila e 120mila euro (e sale a 2.874 euro in quella tra 120mila e 300mila euro), sapendo che il limite massimo non conteggia la detrazione, ma la spesa agevolata (circa il doppio), secondo Il Sole 24 Ore, l’identikit di chi rischia di più il taglio comprende: contribuenti oltre i 100mila euro di reddito (che hanno plafond massimo di 8mila euro, anziché 14mila); contribuenti che hanno fatto lavori importanti combinando bonus ristrutturazioni ed ecobonus; persone senza figli (che dimezzano il limite); soggetti che non hanno comproprietari con un reddito sotto soglia, con i quali dividere gli oneri detraibili così da non sforare il plafond.

Le strategie

Insomma è chiaro che la corsa ai lavori si è molto affievolita rispetto a qualche anno fa quando si potevano sfruttare diversi bonus e con percentuali di detrazioni più alte. Molti proprietari di immobili sembrano orientati a ridurre il budget o rinviare direttamente gli interventi. I dati sui bonifici dei primi mesi del 2026 indicano che la discesa degli investimenti in questo settore sembra essersi fermata ma le cifre complessive somigliano a quelle del 2019, subito prima che fossero varate le agevolazioni come il superbonus.

 

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