Bonus stabilizzazione contratti a termine, come funziona l'incentivo e a chi spetta

Economia
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Introduzione

Lo scorso 28 aprile il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto Lavoro, che – come spiega una nota di Palazzo Chigi – “introduce disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all’occupazione e di contrasto del caporalato digitale”. In particolare, si legge ancora nel comunicato diffuso dopo il Cdm, “il provvedimento interviene, con risorse per circa 934 milioni di euro, per rafforzare la dignità dei lavoratori, promuovere l’occupazione stabile di giovani e donne e contrastare nuove forme di sfruttamento legate all’economia digitale”. Nel decreto si parla anche del bonus stabilizzazione, cioè di un incentivo – sottoforma di sgravio dei contributi – che mira a favorire la trasformazione dei contratti di lavoro a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato. Ecco come funziona, a chi spetta e cosa sappiamo

Quello che devi sapere

Il bonus stabilizzazione 2026

Il governo di Giorgia Meloni ha introdotto il bonus stabilizzazione 2026: si tratta di un nuovo sgravio, previsto dal decreto Lavoro, che ha l’obiettivo di incentivare la trasformazione a tempo indeterminato dei contratti a termine. Con alcuni paletti.

 

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Cos’è

Il bonus stabilizzazione non è una proroga del bonus giovani riservato agli under 35 che è scaduto lo scorso 30 aprile, ma è un incentivo diverso che punta a stabilizzare i rapporti di lavoro. Si tratta di uno sgravio dai contributi a carico dei datori di lavoro privati fino a 500 euro al mese per due anni. Come spiega il governo, il “bonus stabilizzazione giovani 2026 prevede l’esonero del 100% dei contributi fino a 500 euro per 24 mesi anche per le stabilizzazioni di contratti a termine, stipulati tra il 1° gennaio e il 30 aprile 2026 e della durata massima di 12 mesi, effettuate tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026, per personale di età inferiore ai 35 anni mai occupato stabilmente in precedenza”.

 

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L’esonero contributivo

In altre parole, il bonus stabilizzazione consiste in un esonero contributivo per gli under 35. Ai datori di lavoro privati che dal primo gennaio e fino al 31 dicembre 2026 assumono personale under 35 con contratto a tempo indeterminato, infatti, viene riconosciuto - per un massimo di ventiquattro mesi - l'esonero dal versamento dei contributi previdenziali nella misura del 100 per cento, con esclusione dei premi e contributi Inail, nel limite massimo di importo pari a 500 euro mensili per ciascun lavoratore. L’obiettivo è quello di incrementare l'occupazione giovanile stabile.

 

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I contratti

L’esonero contributivo si applica per un periodo massimo di 24 mesi e con un tetto di 500 euro mensili. Per rientrare nell’agevolazione, però, il contratto di lavoro a tempo determinato deve essere stato stipulato entro il 30 aprile 2026 e avere una durata complessiva che non superi i 12 mesi. Inoltre, non deve esserci una interruzione tra il contratto di lavoro a termine e la sua trasformazione in indeterminato: se il tempo determinato scade prima del primo agosto 2026, data dalla quale possono avvenire le trasformazioni in indeterminato, non è possibile rientrare nel bonus.

 

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I giovani

Un altro requisito per accedere al bonus riguarda l’età del lavoratore: alla data della trasformazione del contratto da determinato a indeterminato, non deve aver compiuto 35 anni. Inoltre, non deve mai aver avuto in precedenza un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

L’incremento occupazionale

Altro paletto: la stabilizzazione del contratto deve portare a un incremento occupazionale netto e questo vuol dire che, dopo la trasformazione in indeterminato, il numero di dipendenti deve risultare superiore alla media dei 12 mesi precedenti.

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Le trasformazioni

Per accedere all’esonero contributivo, come detto, le trasformazioni da contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato devono avvenire tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026. La norma, comunque, non è ancora operativa: bisogna aspettare che arrivi il via libera della Commissione europea.

Le aziende

Anche per imprese e aziende ci sono dei requisiti da rispettare. Per poter accedere al bonus, ad esempio, bisogna rispettare il “salario giusto” e le altre condizioni previste dallo stesso decreto Lavoro. Sono escluse, poi, le aziende che hanno effettuato nei mesi precedenti determinati tipi di licenziamenti. Inoltre, sono esclusi i contratti di apprendistato, i contratti di livello dirigenziale, i rapporti di lavoro domestico.

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La platea

Come sottolinea il Sole 24 Ore, il bonus si applica alla stabilizzazione dei contratti che non prevedono la causale: la motivazione per la fissazione di un termine, infatti, è obbligatoria dopo i primi 12 mesi di durata, mentre il bonus è previsto per i contratti con durata inferiore ai 12 mesi. Si tratta, aggiunge il giornale, di una platea che raccoglie la maggior parte dei 2,4 milioni di rapporti a termine in Italia e che potrebbe essere usato dai datori di lavoro per stabilizzare i contratti che non sono stagionali.

 

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