Decreto Lavoro 2026, tornano i bonus giovani e donne: a chi spettano e come funzionano
EconomiaIntroduzione
Con il nuovo provvedimento del governo sono stati prorogati i bonus per le assunzioni di giovani, donne e nelle aree Zes, oltre a un nuovo incentivo per la trasformazione dei contratti da tempo determinato a indeterminato. Gli incentivi valgono per assunzioni fino a fine anno e si rivolgono a lavoratori disoccupati di lungo corso o inoccupati da almeno 24 mesi, con un cambio di passo rispetto agli attuali incentivi giovani e Zes, in scadenza oggi. Ecco cosa sapere.
Quello che devi sapere
I requisiti
Tutti i contributi devono comportare un incremento occupazionale netto, come previsto dal decreto lavoro approvato in Consiglio dei ministri, e applicare contratti sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. In totale sono a disposizione 934 milioni per gli incentivi, compresi quelli per la stabilizzazione. Del totale, 497,5 milioni sono le risorse destinate ai soli incentivi per i giovani: con la stima di 52.400 assunzioni prevista nella relazione tecnica.
Per approfondire: Decreto Lavoro 2026, misure e bonus: dagli incentivi per le assunzioni al salario giusto
Come funziona
In particolare, per l'assunzione a tempo indeterminato delle lavoratrici svantaggiate è riconosciuto, per un periodo massimo di ventiquattro mesi, l'esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro fino a 650 euro mensile; cifra che sale a 800 euro se residenti nelle regioni della Zes. Per gli under 35 il tetto è di 500 euro mensili, che sale a 650 euro nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria. Per tutte le altre assunzioni in area Zes l'esonero è pari a 650 euro mensili.
Per approfondire: Non solo Carta Valore, i bonus attivi dopo il diploma anche senza avere 100 alla maturità
L’alternativa dell'apprendistato
Al di là dei bonus temporanei, per l’assunzione di giovani resta quasi sempre percorribile la strada dell’apprendistato, che continua a rappresentare uno degli strumenti più usati per contenere il costo del lavoro giovanile. Il vantaggio nasce sia dalle aliquote contributive più leggere, sia dalla possibilità di applicare un inquadramento inferiore rispetto a quello finale, oppure di riconoscere al lavoratore una retribuzione progressiva, collegata al percorso formativo.
Giovani ancora penalizzati
Le agevolazioni nascono con l’obiettivo di dare slancio all’occupazione giovanile, nonostante un mercato del lavoro che, nel complesso, continua a mostrare segnali positivi. Nel 2025 il numero medio degli occupati si è mantenuto stabilmente sopra i 24 milioni con un aumento di 185mila persone. Il problema è che questa crescita non ha premiato i più giovani. Secondo i dati Istat, l’espansione dell’occupazione è stata trainata soprattutto dagli over 50, aumentati di 409mila unità. Nello stesso periodo, invece, si è registrato un calo di 109mila occupati tra i 15 e i 34 anni e di 115mila nella fascia 35-49 anni. A peggiorare il quadro c’è anche il numero degli under 35 inattivi, cresciuto di 166mila unità rispetto al 2024.
Calderone: “Testo frutto di un confronto allargato”
"Sottolineo lo spirito con cui si è arrivati a un testo frutto di un confronto allargato, fatto di riflessioni e valutazioni, che porta con sé una rilevante dotazione finanziaria e un messaggio chiaro: sostenere il lavoro partendo dal rafforzamento della contrattazione collettiva di qualità", ha dichiarato la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto lavoro sul salario giusto. "La scelta di legare gli incentivi ai contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, cui facciamo riferimento per definire il salario giusto, significa valorizzare il contratto e le sue garanzie", ha aggiunto Calderone, soffermandosi sulle misure rivolte all’assunzione di donne, giovani e nelle Zes. "È un criterio che porteremo avanti e che caratterizzerà anche gli altri interventi a sostegno del lavoro, del lavoro di qualità". "La scelta di campo fatta sul salario giusto rappresenta un attento ascolto delle istanze del mondo datoriale e sindacale, oltre che una reale attenzione alla fase di confronto in corso tra le organizzazioni. Significa aver compiuto scelte importanti, improntate all’attesa e alla qualificazione. Posso dire che le interlocuzioni ci sono e che il governo ascolta". La ministra ha quindi ribadito come la norma sul salario giusto "tuteli trasversalmente tutti", evidenziando gli incentivi destinati a giovani e donne e "guardando anche a chi ha oltre 35 anni ed è lontano dal mondo del lavoro".
Le altre misure sul lavoro presenti
Tra le misure debuttano anche sgravi contributivi per le imprese che mettono in campo strumenti per la conciliazione tra lavoro e vita familiare, ottenendo una certificazione ad hoc: ci sono fino a 50mila euro annui per ogni azienda. Altra novità riguarda i rider: l'accesso alla piattaforma digitale può avvenire con Spid, Carta di identità elettronica (Cie), Carta nazionale dei servizi (Cns) oppure con un account rilasciato dalla stessa piattaforma con un sistema di autentificazione a più fattori. L'obiettivo è quello di rafforzare le tutele per i ciclofattorini ed evitare "la proliferazione" dell'utilizzo di un account.
Per approfondire: Lavoro, via libera Cdm a decreto 1° maggio. Meloni: "Stanziato 1 miliardo per incentivi"