Introduzione
Mancano pochi giorni alla scadenza per il versamento della prima rata dell'Imu 2026. L'imposta municipale unica è dovuta da tutti coloro che possiedono un immobile, oppure che hanno il diritto reale di godimento. Ci sono però delle esenzioni, su tutte quella che riguarda le prime case: deve pagare l'Imu sulla prima abitazione solo chi vive in un immobile di lusso. Ecco tutto quello che c’è da sapere e a quali date fare attenzione.
Quello che devi sapere
Le tempistiche per l’acconto e per la seconda rata
Partiamo dalle date. Il versamento dell’Imu deve avvenire entro il 16 giugno 2026. Come tutti gli anni, quella del 16 giugno è solo la scadenza per l'acconto, infatti l’importo è diviso in due parti, con la seconda rata che andrà versata entro il 16 dicembre 2026.
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Come si calcola l'Imu
Per calcolare l'Imu bisogna partire dalla rendita catastale dell'immobile e aumentarla del 5%. Poi questa somma va moltiplicata per un certo coefficiente, che cambia a seconda della tipologia di edificio. Il tutto va moltiplicato per l'aliquota decisa dal Comune in cui l’immobile si trova. La cifra totale andrà pagata nel corso dell'anno, come detto, in due rate di uguale importo.
Per approfondire:
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I periodi di tempo e le variazioni
Bisogna poi tenere presente che l’Imu si paga solo per i mesi in cui si risulta proprietari dell’immobile in questione. Ad esempio, se si è comprata una casa a marzo 2025 si pagheranno solo nove mesi su 12. Se la si è comprata a ottobre, invece, se ne pagheranno solo tre. Il mese viene considerato “intero” solo se la proprietà dura almeno 15 giorni.
Chi deve pagare l’Imu e chi no
Devono versare l'Imu tutti coloro che hanno un immobile di proprietà oppure hanno il cosiddetto diritto reale di godimento (uso, usufrutto, diritto di abitazione, superficie, enfiteusi). Se ci sono più proprietari la somma si divide in base alle quote di proprietà della casa. Sono escluse le prime case, a meno che non siano accatastate nelle categorie A1 (cioè immobili signorili), A8 (ville) o A9 (castelli, palazzi). E va ricordato anche che l’esenzione per le prime case si applica anche alle pertinenze, cioè a tettoie, box auto, cantine e soffitte: ma solo a uno per tipo. Se si hanno quindi, per esempio, due box auto, l'esenzione varrà solo per uno dei due.
Le riduzioni
Inoltre, sempre per l'anno 2026 ai fini Imu, valgono le seguenti riduzioni:
- riduzione del 50% della base imponibile per le abitazioni (escluse categorie A/1, A/8, A/9) concesse in comodato gratuito a parenti in linea retta di 1° grado (figli e genitori), a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante sia possessore di un solo immobile abitativo in Italia (oltre eventualmente la propria abitazione principale) e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso Comune in cui è situato l'immobile concesso in comodato;
- riduzione del 50% della base imponibile per immobili di interesse storico/artistico;
- riduzione del 50% della base imponibile per immobili inagibili/inabitabili e di fatto non utilizzati;
- riduzione del 25% (o equivalentemente riduzione al 75%) della base imponibile per le abitazioni locate a canone concordato;
- riduzione del 50% dell'imposta per un solo immobilie posseduto dai pensionati residenti in uno Stato di assicurazione diverso dall'Italia, con pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l'Italia.
Come pagare l’Imu
Il versamento lo si può effettuare con bollettino postale oppure con modello F24 compilando la sezione "Imu e altri tributi locali” e inserendo il codice catastale del proprio Comune, il numero di immobili e l'anno dell'imposta, ovvero il 2026, oltre alla somma da pagare.
Va ricordato che si può anche pagare utilizzando il servizio F24 Web dell'Agenzia delle Entrate. Questo dà la possibilità di saldare del tutto o in parte il debito utilizzando, invece di un nuovo pagamento, dei crediti fiscali già accumulati per altri tributi.
Le cifre
Ma qual è il gettito dell'Imu? Pe farsi un'idea si può guardare ai dati del 2024, quando il gettito ha raggiunto i 16,9 miliardi di euro, il livello più alto registrato da cinque anni a quella parte. Di questi, quasi 15 miliardi e mezzo sono stati incassati attraverso la riscossione ordinaria mentre il resto è stato frutto delle attività per il recupero dell'evasione: 1,4 miliardi che hanno rappresentato poco più dell'8% del totale.
Per approfondire:
Imu, nel 2024 gettito da 17 miliardi di euro: al top da 5 anni. I dati città per città