Introduzione
Si avvicina la scadenza per il pagamento della prima rata dell’Imu, in calendario per il prossimo 16 giugno. Si tratta di fatto di un acconto, calcolato sulle aliquote comunali per il 2026 se già diffuse dalle istituzioni competenti oppure su quelle del 2025. La parte restante andrà poi versata entro il 16 dicembre. Sono però previste diverse esenzioni, oltre ad agevolazioni e riduzioni dell’importo dovuto. Ecco quali sono.
Quello che devi sapere
Chi non deve pagare l’Imu sulla prima casa
L’Imu in generale va sempre versata per la seconda casa ma non va mai versata per la casa principale, a meno che non sia un’abitazione di lusso. Le categorie catastali di abitazioni principali escluse dal pagamento sono quindi le A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 e A/7. L’imposta è invece dovuta per le categorie A/1, A/8 e A/9, cioè di ville, abitazioni in ville e castelli e palazzi.
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Le pertinenze
Il fatto che l'Imu per le prime case non vada pagata si estende anche alle relative pertinenze, che siano di categoria catastale C/2, C/6, C/7.
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Le esenzioni Imu
Passando alle esenzioni vere e proprie, quindi quelle su immobili, terreni e fabbricati per cui l’Imu di base sarebbe dovuta, tra queste possono citarsi quelle su:
- gli immobili posseduti dallo Stato, dai comuni, nonché gli immobili posseduti, nel proprio territorio, dalle regioni, dalle province, dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, dagli enti del Servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali;
- i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9;
- i fabbricati con destinazione ad usi culturali di cui all'art. 5-bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601;
- i fabbricati destinati esclusivamente all'esercizio del culto e le loro pertinenze;
- i fabbricati di proprietà della Santa Sede indicati negli artt. 13, 14, 15 e 16 del Trattato tra la Santa Sede e l'Italia del 1929;
- i fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali per i quali è prevista l'esenzione dall'imposta locale sul reddito dei fabbricati in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia;
- gli immobili non utilizzabili né disponibili, per i quali sia stata presentata denuncia all'autorità giudiziaria in relazione ai reati di cui agli artt. 614, secondo comma, o 633 del codice penale o per la cui occupazione abusiva sia stata presentata denuncia o iniziata azione giudiziaria penale.
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Abitazione data in uso gratuito ai familiari
Un caso di esenzione dal pagamento dell'Imu è la concessione di un'abitazione in uso gratuito a un famigliare in linea retta, che deve però viverci in modo effettivo e continuativo e presentare un'apposita dichiarazione in tal senso all'Agenzia delle Entrate.
Le agevolazioni Imu: gli immobili inagibili
Ci sono poi le agevolazioni, di competenza dei Comuni. Nello stabilire le aliquote per il 2026, ogni Comune ha la possibilità di azzerare del tutto l’imposta dovuta su immobili che risultano di fatto inagibili, ad esempio per calamità naturali, cedimenti del terreno, incendi e condizioni igienico-sanitarie pericolose.
Gli immobili inutilizzati o non affittati
Sempre i Comuni possono decidere di ridurre il valore dell’imposta sugli immobili che non vengono utilizzati pienamente dai proprietari, come le case che non sono state affittate o le case di vacanza che vengono utilizzate solamente per qualche mese all’anno.
Il portale Federalismo Fiscale del Mef
Per capire se il proprio Comune ha effettivamente deciso di proseguire con l’azzeramento o la riduzione dell’Imu nei casi specifici citati bisogna controllare il portale del Federalismo Fiscale del Ministero dell’Economia e delle Finanze, dove si trovano anche le aliquote comunali per quando l’imposta è invece da versare. Ogni anno, i Comuni devono inserire le ipotesi di esenzione o simili entro il 14 ottobre.
Come ottenere sconti ed esenzioni
Il contribuente che pensa di ricadere in una delle ipotesi di riduzione o di esenzione dall’Imu deve provare al Comune che la propria situazione corrisponde a quella prospettata in linea teorica. Se si tratta di un immobile inagibile per calamità naturali, bisognerà ad esempio avere una certificazione dello stato di inagibilità. Per le case non affittate servirà invece dimostrare la mancanza di contratti in corso di validità, insieme a elementi come gli scarsi consumi di energia. Si tratta quindi di valutazioni che vanno fatte caso per caso.
Gli immobili a canone concordato
È prevista una riduzione del 25% dell’Imu anche sugli immobili in locazione a canone concordato. In questo caso per avere diritto all’agevolazione bisogna che le parti del contratto siano assistite dalle associazioni di categoria, oppure che sia disponibile un’attestazione di conformità.
Chi va ad abitare nella seconda casa
Un’altra ipotesi di esenzione non automatica si verifica quando si abita nella seconda casa, come succede quando due coniugi decidono di abitare in due case separate. Anche in questo caso servirà però dimostrare l’effettiva abitazione, ad esempio tramite le bollette.
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