Introduzione
Anche nel 2026 l’IMU si paga in due tranche. La prima rata, l’acconto, è in scadenza il 16 giugno, mentre il saldo restante va versato entro il 16 dicembre. La disciplina generale dell’imposta è quella di sempre, comprese le esenzioni, ma scatta qualche novità, ad esempio rispetto alla determinazione delle aliquote comunali. Ecco tutto quello che c’è da sapere.
Quello che devi sapere
Chi deve pagare l’IMU 2026
I soggetti tenuti al pagamento dell’IMU sono in linea di principio quelli che possiedono una seconda casa, una prima casa di lusso, un negozio, un terreno edificabile o un capannone. L’obbligo di versamento si estende anche ai titolari del diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie sull’immobile; ai genitori assegnatari della casa familiare a seguito di provvedimento del giudice; ai concessionari nel caso di concessione di aree demaniali e ai locatari per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria.
Ti potrebbe interessare anche: Mutuo prima casa, serve l'Isee per le agevolazioni Consap
Chi non deve versare l’IMU: le esenzioni
Come detto, l’IMU non va versato per la propria abitazione principale (la prima casa), se non nel caso di immobili di lusso, quelli delle categorie A/1, A/8 e A/9. C’è poi tutta una serie di esenzioni stabilite per legge. Eccone alcune:
- gli immobili posseduti dallo Stato, dai comuni, nonché gli immobili posseduti, nel proprio territorio, dalle regioni, dalle province, dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, dagli enti del Servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali;
- i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9;
- i fabbricati con destinazione ad usi culturali di cui all'art. 5-bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601;
- i fabbricati destinati esclusivamente all'esercizio del culto e le loro pertinenze;
- i fabbricati di proprietà della Santa Sede indicati negli artt. 13, 14, 15 e 16 del Trattato tra la Santa Sede e l'Italia del 1929;
- i fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali per i quali è prevista l'esenzione dall'imposta locale sul reddito dei fabbricati in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia;
- gli immobili non utilizzabili né disponibili, per i quali sia stata presentata denuncia all'autorità giudiziaria in relazione ai reati di cui agli artt. 614, secondo comma, o 633 del codice penale o per la cui occupazione abusiva sia stata presentata denuncia o iniziata azione giudiziaria penale.
Ti potrebbe interessare anche: Bonus edilizi, quanto si trasferisce la detrazione?
Le scadenze e i pagamenti
La prima scadenza è quella del 16 giugno, quando si pagherà l’acconto dell’IMU, sulla base delle aliquote comunali del 2025 oppure, se già disponibili, del 2026. Si può anche decidere di pagare tutto in un’unica soluzione in quella data, seguendo quindi le cifre dell’anno precedente. Per la scadenza del 16 dicembre, invece, il saldo segue sempre le cifre aggiornate all’anno in corso.
Le aliquote comunali e le novità per il 2026
Lo scorso novembre, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha introdotto rilevanti novità proprio nel prospetto delle aliquote comunali. In sintesi, rispetto a prima, il sistema si è fatto meno complicato. In precedenza, i Comuni potevano scegliere quale aliquota applicare sulla base di una casistica composta da centinaia di migliaia di esempi. Adesso è scattato l’obbligo, per tutti i Comuni d’Italia, di attenersi a una serie di “criteri uniformi”, riducendo di molto la casistica e rendendo così più facile e più prevedibile per i contribuenti capire quanto si dovrà versare.
Gli immobili inagibili e inutilizzati
Altra novità del 2026 è la possibilità dei Comuni di azzerare l’IMU per i proprietari di immobili che risultano inagibili a causa di eventi come calamità naturali. Le aliquote da applicare agli immobili spesso inutilizzati, come ad esempio le case che non vengono affittate, possono invece essere ridotte sulla base dell’effetto utilizzo annuale. L’esempio più semplice è quello della casa al mare: ogni Comune può decidere se far pagare al proprietario tutti e 12 i mesi oppure soltanto per i mesi in cui viene utilizzata, come possono essere quelli estivi.
Le locazioni con canone concordato
Tra i punti più importanti da ricordare c’è anche la riduzione del 25% sull’IMU dovuta dai proprietari di abitazioni che sono concesse in canone concordato.
Come si calcola l’IMU
Tenendo a mente che le aliquote vengono quindi stabilite dai Comuni, la disciplina generale prevede comunque una base del 5 per mille per le case di lusso (riducibile o aumentabile fino al 6 sei per mille), per gli altri fabbricati e le seconde case la base è dell’8,6 per mille (anche in questo caso aumentabile, fino all’11,4 per mille, o riducibile). Per i fabbricati D e i terreni agricoli la cifra base è del 7,6 per mille.
Come pagare l'IMU
L'IMU si può versare tramite modello F24, guardando al suo codice tributo, oppure con bollettino postale. Dal 2026 c'è anche la possibilità di utilizzare il servizio PagoPA.
Ti potrebbe interessare anche: Bonus domotica 2026, come funziona la detrazione per la casa smart