Pos e scontrini, arriva la soglia di tolleranza del 5%: novità sui pagamenti e sanzioni
EconomiaIntroduzione
Lo scorso 4 agosto il Consiglio dei ministri ha approvato una serie di decreti legislativi che hanno chiuso definitivamente la riforma fiscale. I testi intervengono su diversi argomenti, dai carichi familiari al concordato, aggiustando alcune criticità emerse e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dovrebbe arrivare a fine mese. Nel decreto Omnibus c’è anche la soglia di tolleranza del 5% nei casi di discordanza tra i dati dei corrispettivi registrati e pagamenti elettronici accettati. Ecco cosa sapere.
Quello che devi sapere
La soglia
Per i piccoli scostamenti tra i dati degli scontrini e quelli dei Pos, dopo l’obbligo di abbinamento con i registratori telematici scattato a gennaio (e pienamente operativo da marzo), arriva di fatto un doppio scudo dalle sanzioni che riguarda sia la sanzione amministrativa che quella accessoria del rischio chiusura dopo diverse violazioni. La disposizione stabilisce infatti che le sanzioni non si applichino quando la discrepanza tra il numero delle operazioni regolate con pagamento elettronico, registrate e memorizzate ai fini della trasmissione dei corrispettivi giornalieri, e il numero dei pagamenti elettronici accettati non supera il 5 per cento.
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Le casistiche
La soglia voluta dal governo è stata introdotta dopo le segnalazioni delle commissioni parlamentari alla Camera e al Senato. I piccoli disallineamenti involontari sono frequenti in attività frenetiche come i bar in certi momenti della giornata. O ancora nei casi di pagamenti disgiunti, come un pranzo con più persone che pagano in modi diversi nonostante ci sia un unico scontrino. Il decreto quindi non fa scattare le sanzioni applicabili se si verificano lievi scostamenti tra i dati.
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Le sanzioni
Le associazioni di categoria si erano lamentate, soprattutto per i casi di violazioni ripetute. La sanzione applicabile sarebbe di 100 per ciascuna trasmissione, e in ogni caso entro un limite massimo di 1.000 euro per ogni trimestre. La soglia del 5% protegge però anche dal rischio della sanzione accessoria, che può portare alla sospensione dell’attività commerciale.
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Come funziona
In questo caso, spiega Il Sole 24 Ore, le norme in vigore prevedono che quando siano state contestate nel corso di un quinquennio, quattro diverse violazioni dell’obbligo di emettere la ricevuta fiscale o lo scontrino fiscale compiute in giorni diversi è disposta la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività o dell’esercizio dell’attività per un periodo da tre giorni ad un mese. E se l’importo totale dei corrispettivi oggetto di contestazione supera i 50mila euro la sospensione è disposta per un periodo da un mese a sei mesi. La novità ora introdotta fa da scudo per questa casistica, sempre che gli scostamenti rimangano sotto la soglia del 5%.
Savino (Mef): "Controlli efficaci senza penalizzare gli esercenti”
Sandra Savino, sottosegretaria all'Economia e alle Finanze, si è detta molto soddisfatta della norma inserita nel decreto legislativo cosiddetto correttivo Omnibus: "Il collegamento tra Pos e registratori telematici si sta dimostrando uno strumento efficace per rafforzare la trasparenza e la compliance fiscale. Nel primo semestre dell'anno le stime disponibili indicano circa 9,1 miliardi di euro di maggiore base imponibile e 160 milioni di corrispettivi in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Sono risultati significativi, dovuti anche all'adozione della misura, che confermano l'utilità di questo sistema e la capacità della digitalizzazione di rendere più efficace il contrasto all’evasione. Proprio per rendere questo meccanismo più equilibrato e sostenibile per gli operatori economici abbiamo previsto una misura che tutela in particolare i piccoli esercizi ed evita che meri errori o limitati disallineamenti possano determinare automaticamente l'applicazione di sanzioni".
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