Imu e Tari, ecco le nuove regole: novità su scadenze, sanzioni e dichiarazioni

Economia
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Introduzione

Prosegue la riforma della fiscalità locale e cambiano regole e scadenze per i tributi legati agli immobili, a partire da Imu e Tari: le novità sono contenute nel decreto legislativo 147 del 2026, in vigore dallo scorso 12 agosto e poi ripubblicato in Gazzetta Ufficiale a inizio settembre. Ecco una guida alle principali modifiche, introdotte con l’obiettivo di snellire i passaggi burocratici e semplificare i rapporti tra autorità fiscale e cittadini. 

Quello che devi sapere

Imu, la dichiarazione sarà solo telematica

Il testo del decreto modifica la legge 160/2019, introducendo un nuovo comma (il 768-bis) con la disciplina dell’Imu, l’imposta municipale propria dovuta dai proprietari di seconde case o case di lusso. Si stabilisce che i contribuenti tenuti al pagamento devono presentare la dichiarazione esclusivamente in via telematica, che sarà “l'unica modalità per l'assolvimento dell'adempimento dichiarativo”.

 

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Addio ai moduli cartacei per l’Imu

Non si potranno più quindi utilizzare moduli cartacei. L’invio della dichiarazione dovrà seguire “le modalità approvate con decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze, sentita la Conferenza Stato-città e autonomie locali”. In pratica esisterà un unico modello valido per tutti i Comuni, mentre finora i vari territori hanno fatto riferimento a documenti diversi l’uno dall’altro.

 

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La scadenza dell’Imu

Nessuna novità per quanto riguarda invece la scadenza entro cui inviare la dichiarazione Imu. Il limite resta quindi il 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui “il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell'imposta”. La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi, sempre che non si verifichino modifiche dei dati ed elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dell'imposta dovuta. Va quindi ripresentata solamente nel caso di nuovi acquisti o di modifiche dell’assetto proprietario.

I contenziosi legati all’Imu

Sempre per quanto riguarda l’Imu, un’altra modifica riguarda i casi di contenziosi legali contro le rendite catastali. Finché non si arriva a una sentenza definitiva, l’importo da versare dovrà continuare a essere basato proprio sulla rendita catastale che si contesta. Qualora i giudici dovessero poi dare ragione al contribuente, il Comune dovrà risarcirlo della cifra pagata in eccesso, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo alla pronuncia. È però anche possibile che la sentenza vada ad aumentare la rendita catastale contestata. In questo caso sarà il contribuente a dover risarcire il Comune, sempre entro il 31 dicembre del quinto anno successivo, in aggiunta agli interessi legali (e non invece le sanzioni).

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Tari, ridotti i termini per la dichiarazione di occupazione

Cambia anche la disciplina della Tari (la tassa sui rifiuti), il tributo comunale in Italia destinato a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani. La nuova disciplina prevede l’obbligo di inviare la dichiarazione di occupazione di un immobile entro 90 giorni (scadenza in realtà già seguita da vari Comuni) e non più entro il 30 giugno dell’anno seguente all’occupazione. Il nuovo termine si applica a una varietà di casi, che vanno dall’acquisto di un immobile alla firma di un contratto di affitto oppure al cambiamento del numero di persone residenti in un immobile.

Lo sconto per il compostaggio

In tema di rifiuti, viene introdotto un vantaggio per i nuclei familiari che producono compost. “Alle utenze domestiche che effettuano compostaggio aerobico individuale per i propri rifiuti organici da cucina, sfalci e potature da giardino è applicata una riduzione della tariffa dovuta per la gestione dei rifiuti urbani”, si legge nel decreto, che però non specifica l’importo dello sconto. Lo stesso è previsto per le “utenze non domestiche che effettuano il compostaggio aerobico individuale per residui costituiti da sostanze naturali non pericolose prodotti nell'ambito delle attività agricole e vivaistiche”.

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Le multe

Sul fronte sanzioni, dal prossimo anno l’omessa dichiarazione di Imu e Tari (ma anche della tassa di soggiorno) sarà punita con una multa pari al 100% dell’importo non versato, mentre adesso varia tra il 100% e il 200% e non può essere inferiore a 50 euro. Alla dichiarazione infedele, quindi con dati non veritieri, si applicherà invece una sanzione del 40% di quanto non versato (ora è tra il 50 e il 100%).

 

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