Second hand in crescita in Italia, si punta su guadagno e risparmio: i dati
Economia
Introduzione
Sempre più persone in Italia comprano e vendono oggetti di seconda mano. Che sia online o in negozi fisici, il mercato del second hand è cresciuto negli ultimi anni arrivando a coinvolgere più di 6 italiani su 10. Questi dati emergono dalla ricerca dell’osservatorio Second hand economy di Ipsos Doxa per Subito. Il report fornisce una fotografia chiara dell’evoluzione del settore ma anche delle abitudini delle persone che lo ritengono sicuro e affidabile in un periodo storico-economico incerto. Al centro ci sono il guadagno e il risparmio, due motivazioni fondamentali che spingono a cercare nel second hand ciò di cui si ha bisogno.
Quello che devi sapere
Il 65% degli italiani sceglie il second hand
Come anticipato, oltre 6 italiani su 10 nel 2025 hanno venduto o comprato oggetti di seconda mano. Come emerge dal rapporto, il 65% della popolazione ha dichiarato di aver comprato o venduto usato (+2 punti percentuali rispetto al 2024), 28,2 milioni di italiani solo nel 2025 (+3,7% vs 2024), con una crescita particolarmente significativa sul fronte dell’offerta, con i venditori in crescita di 3 punti percentuali. Quindi se da una parte il valore economico generato rimane sostanzialmente stabile e si attesta sui 27,2 miliardi di euro (era 27 miliardi nel 2024), corrispondenti all’1,2% del Pil, dall’altra parte il numero degli italiani che scelgono la second hand continua ad aumentare. I dati in continua crescita fanno capire come nel 2025 la second hand economy si sia attestata anche in Italia come un fenomeno strutturale che ha come vantaggio la possibilità di guadagnare per i venditori, risparmiare per gli acquirenti e, da entrambe le parti, portare avanti il valore etico del riuso.
Più del 20% compra o vende almeno una volta al mese
Oltre al numero di persone che si sono sono avvicinate al second hand, nel 2025 è aumentata anche la frequenza di utilizzo: dai dati dell’osservatorio Ipsos Doxa è emerso come il 24% di chi acquista e il 23% di chi vende lo fa almeno una volta al mese, mentre oltre la metà dichiara di farlo almeno una volta ogni sei mesi. A favorire il mercato sono anche i canali digitali che consentono la compravendita di oggetti di seconda mano anche online: è del 71% la percentuale degli italiani che usa siti dedicati generando oltre la metà del valore complessivo del mercato, raggiungendo quota 14,7 miliardi di euro (54%). Ma cosa spinge a usare i canali digitali? La rapidità del canale (55%), la possibilità di gestire l’intero processo comodamente da casa (53%), l’ampiezza della scelta (50%) e la disponibilità del servizio 24 ore su 24 (48%).
Prodotti più comprati online
Guardiamo ora nel dettaglio quali sono le categorie di acquisto più gettonate del second hand online. Secondo i dati raccolti dall’osservatorio Ipsos Doxa per Subito, questa classifica è rimasta sostanzialmente invariata rispetto all’anno precedente:
- Casa & Persona (76%);
- Sports & Hobby (52%);
- Elettronica (41%);
- Veicoli (24%).
Scendendo poi nel dettaglio dei prodotti comprati online, questi sono i primi posti:
- Abbigliamento & Accessori (39%);
- Libri & Riviste (28%);
- Arredamento & Casalinghi (22%) a parimerito con il mondo dell’Abbigliamento e Accessori Vintage.
Prodotti più venduti online
Una classifica che rimane sostanzialmente invariata rispetto alla scorsa rilevazione è anche quella che riguarda le categorie di oggetti second hand più venduti online. Casa&Persona mantiene il primo posto con il 76%, seguita da Sports & Hobby (45%), Elettronica (35%) e Veicoli (14%).
Guardando il dettaglio dei prodotti, nella top 3 troviamo:
- Abbigliamento & Accessori (49%);
- Libri & Riviste (25%);
- Arredamento & Casalinghi (21%).
Perché il second hand?
In questo periodo di instabilità a livello sia storico che economico che accompagna un costo della vita in costante aumento, guadagnare e risparmiare sono i motori che spingono a usare il second hand: sono la prima motivazione per chi acquista (62%) e la econda per chi vende (42%). Ma ci sono anche altri driver che muovono il mercato della seconda mano: la necessità di fare spazio e, specialmente per le generazioni più giovani (prima GenZ e Millennial, poi GenX), il valore etico. Seguono le motivazioni legate alla sostenibilità ambientale e sociale.
Ceo Subito: “Second hand alleata del bilancio familiare”
"In un contesto economico fortemente incerto, la second hand si dimostra un alleato concreto nel bilancio familiare”. Questo il commento di Giuseppe Pasceri, ceo di Subito. “I numeri parlano chiaro: chi vende ricava in media 834 euro all’anno, mentre chi acquista percepisce un risparmio medio del 44% rispetto al nuovo, che in alcune categorie arriva al 50%, come nel caso dell’abbigliamento e degli accessori, del vintage, delle biciclette, dei libri o ancora degli articoli per bambini. L'usato - ha spiegato Pasceri - è modello di consumo intelligente, accessibile e che viene scelto consapevolmente perché sostenibile a livello ambientale, sociale e soprattutto economico. Noi di Subito lo vediamo dalla crescita delle persone che ogni giorno visitano la nostra piattaforma, oltre 2,8 milioni, con una crescita dell’8,3% rispetto all’anno precedente".