Bonus mobili, la detrazione spetta se si compra a rate? Come dichiararla correttamente

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Tra le misure fiscali più richieste da chi rinnova un'abitazione figura il bonus mobili ed elettrodomestici, utilizzato sia per acquistare nuovi arredi sia per sostituire apparecchi domestici di grandi dimensioni. Uno dei dubbi più frequenti riguarda però gli acquisti effettuati mediante prestito o finanziamento rateale: per stabilire quando nasce il diritto alla detrazione bisogna fare riferimento alla sottoscrizione del contratto, alla consegna del bene oppure al pagamento effettuato dalla società finanziaria? Ecco cosa sapere 

Quello che devi sapere

Quando nasce il diritto alla detrazione

A fare chiarezza è intervenuta l'Agenzia delle Entrate, che rispondendo a un quesito presentato da un contribuente ha precisato in modo dettagliato quali criteri seguire quando il bene viene acquistato a rate. Secondo le indicazioni fornite dall'Amministrazione finanziaria, il beneficio fiscale resta pienamente riconosciuto anche nel caso in cui il contribuente scelga di dilazionare la spesa nel tempo. La condizione essenziale è che il venditore riceva il pagamento dalla finanziaria attraverso modalità tracciabili e che l'acquirente conservi la relativa documentazione. L'elemento decisivo non è quindi il piano di rimborso delle rate, ma il momento in cui la società finanziaria versa l'intero importo dovuto al negoziante. È proprio questa operazione a determinare il periodo d'imposta nel quale la spesa viene considerata sostenuta e, di conseguenza, l'anno a cui collegare la detrazione.

 

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L'anno da considerare

Le Entrate hanno evidenziato che, ai fini della dichiarazione dei redditi, non assumono rilevanza né la data di stipula del contratto di finanziamento né quella di consegna del prodotto acquistato. Il riferimento da prendere in considerazione è esclusivamente l'anno in cui il commerciante incassa il corrispettivo dalla finanziaria. In pratica, l'agevolazione fiscale viene associata all'anno del pagamento effettivo al venditore. Questo criterio consente di individuare con precisione il momento in cui la spesa entra nel perimetro della detrazione prevista dalla normativa.

 

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L’esempio

Per comprendere meglio il meccanismo il portale giuridico Brocardi.it fa l’esempio dell'acquisto di un frigorifero effettuato nel dicembre 2025 con un finanziamento che viene liquidato al rivenditore soltanto nel gennaio 2026. Sebbene l'ordine sia stato concluso nel 2025, la spesa, dal punto di vista fiscale, risulta sostenuta nel 2026. Di conseguenza, il contribuente potrà indicare la detrazione nella dichiarazione dei redditi presentata nel 2027. Il sistema segue infatti il principio dell'effettivo sostenimento della spesa e non quello della semplice conclusione dell'acquisto. In questo modo si evita qualsiasi disallineamento tra il pagamento reale e il beneficio fiscale riconosciuto.

Le regole confermate per il 2026

L'agevolazione è stata mantenuta anche per il 2026 senza modifiche sostanziali rispetto agli anni precedenti. Rimane prevista una detrazione Irpef pari al 50% delle somme sostenute per l'acquisto di mobili nuovi destinati all'arredo dell'immobile e di grandi elettrodomestici nuovi che rispettino i requisiti minimi di efficienza energetica richiesti dalla legge. Il beneficio viene calcolato su una spesa massima di 5 mila euro e l'importo recuperabile è suddiviso in dieci rate annuali di identico valore. Nel limite agevolabile possono rientrare anche i costi sostenuti per il trasporto e il montaggio, purché saldati con strumenti di pagamento ammessi dalla normativa.

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Pagamenti e requisiti

Restano inoltre in vigore tutte le disposizioni relative alla tracciabilità dei pagamenti. Le spese devono essere effettuate tramite mezzi che consentano di ricostruire l'operazione, come bonifici, carte di credito o carte di debito. Va ricordato inoltre che il bonus mobili ed elettrodomestici non può essere richiesto in modo indipendente, ma presuppone l'esecuzione di interventi di recupero edilizio. L'agevolazione può essere collegata sia a lavori eseguiti sulle singole abitazioni sia a quelli realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali e non è limitata agli immobili adibiti a prima casa.

Le regole per i condomini

Il bonus mobili si applica, come detto, anche sulle parti comuni degli edifici. Va ricordato come, nel caso dei condomini, sia possibile richiedere lo sconto fiscale sui nuovi arredi relativi ad esempio alle pertinenze, come nel caso della guardiola adibita per la portineria o di un locale d'uso comune. Per ciascun condòmino il bonus si applica sulla propria quota di spesa ed è valido solo per mobili o elettrodomestici acquistati per il locale interessato e non sulle singole unità.

 

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