Superbonus, una casa su 2 non in regola con il Catasto: 45mila lettere da Agenzia Entrate

Economia

Le comunicazioni mirano a regolarizzare gli immobili i cui lavori di ristrutturazione hanno comportato un aumento di valore (es. miglioramento classe energetica, aumento superficie), ma che non sono stati aggiornati al catasto. Su 3.500 pre-controlli conclusi al 31 dicembre 2025, ben 1.550 immobili hanno evidenziato la necessità di regolarizzazione

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Mappatura degli immobili non censiti e verifica della corretta classificazione catastale degli edifici ristrutturati con il Superbonis. Su 3.500 pre-controlli effettuati dall'Agenzia delle Entrate (e conclusi al 31 dicembre 2025), ben 1.550 immobili –quasi uno su due – hanno evidenziato la necessità di regolarizzazione. Una situazione che coinvolge centinaia di migliaia di proprietari che hanno ristrutturato casa usufruendo di Superbonus, ecobonus e altri incentivi.

L'operazione di controllo

L'Agenzia delle Entrate ha inviato 45.000 lettere ai proprietari di immobili che hanno beneficiato dei bonus edilizi, incluso il Superbonus, senza aggiornare la rendita catastale. Le lettere rappresentano un invito alla "compliance" (regolarizzazione spontanea) per sanare la propria posizione ed evitare accertamenti più pesanti. Le comunicazioni mirano a regolarizzare gli immobili i cui lavori di ristrutturazione hanno comportato un aumento di valore (es. miglioramento classe energetica, aumento superficie), ma che non sono stati aggiornati al catasto. L’Agenzia sta utilizzando strumenti di analisi avanzata basati su algoritmi di intelligenza artificiale per individuare le cosiddette “case fantasma”, ovvero immobili mai registrati o non correttamente dichiarati. Il metodo combina la cartografia catastale con immagini aeree, consentendo una lettura incrociata del territorio. A fine 2025 la fotointerpretazione ha già coperto il 75% del territorio nazionale, con l’obiettivo di raggiungere l’85% nel corso del 2026 e completare la mappatura entro il 2027.

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Verifiche delle anomalie

L’attenzione del fisco si è concentrata su queli interventi di riqualificazione energetica (o miglioramento strutturale) che hanno in molti casi aumentato il valore degli immobili senza che questo si riflettesse nella rendita catastale. Le anomalie individuate vengono poi sottoposte a verifica dagli uffici dell’Agenzia, che procedono con l’invio di segnalazioni ai proprietari. I contribuenti sono quindi chiamati a mettersi in regola, presentando le dichiarazioni necessarie. In caso contrario, si avviano procedure finalizzate alla regolarizzazione d’ufficio, con conseguenze anche sul piano fiscale. In caso di mancato aggiornamento, infatti, i proprietari rischiano multe significative, che possono arrivare fino a 8.000 euro, oltre alla rettifica della rendita con conseguente impatto su IMU e TARI. Su circa 3.500 verifiche concluse, poco più di 1.050 immobili risultano regolarizzati. In circa 900 casi è emerso che non vi era alcun obbligo di aggiornamento, mentre per circa 1.500 unità è stata accertata la necessità di procedere con la revisione catastale. 

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