Affitti, canoni più cari a causa dell’aumento dell’inflazione: i dati nelle città italiane

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Nei giorni scorsi l’Istat ha confermato per aprile un’inflazione generale pari al 2,7% su base annua. In questo modo tornano ad aggiornarsi anche i canoni di locazione per quei contratti che includono la revisione periodica legata al costo della vita. L’incremento dei prezzi, infatti, incide direttamente sugli affitti indicizzati, determinando possibili rincari per gli inquilini. Ecco cosa sapere.

Quello che devi sapere

L’indice FOI

Per gli affitti, però, il parametro di riferimento è l’indice FOI, cioè quello relativo ai prezzi al consumo delle famiglie di operai e impiegati. Questo indicatore ha segnato una crescita del 2,6% rispetto ad aprile 2025, mentre l’aumento calcolato sull’arco di due anni — quindi confrontando i dati con aprile 2024 — arriva al 4,3%. A risentirne maggiormente sono soprattutto gli inquilini con contratti 4+4 che prevedono l’adeguamento annuale del canone sulla base dell’indice FOI. Per molte famiglie italiane, il rinnovo dell’affitto si tradurrà quindi in una spesa mensile più elevata, con effetti concreti sul budget domestico. Secondo le elaborazioni di Idealista sui canoni medi dei trilocali in affitto, in Italia l’aumento medio sarà di circa 25 euro al mese, vale a dire quasi 300 euro in più nell’arco di un anno.

 

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Lo studio sui trilocali

L’analisi di Idealista prende in considerazione gli annunci relativi ai trilocali pubblicati sulla piattaforma, una tipologia abitativa scelta perché considerata tra le più richieste dai nuclei familiari. Lo studio si concentra esclusivamente sui capoluoghi italiani, ritenuti più rappresentativi grazie a una base dati più ampia rispetto a quella provinciale. Ad aprile 2025, il costo medio mensile per un appartamento con tre stanze risultava pari a circa 950 euro. Con la rivalutazione annuale collegata all’indice FOI di aprile 2026, gli importi richiesti agli affittuari saliranno ulteriormente, attestandosi a 975 euro.

 

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Le città dove gli affitti crescono di più

Gli aumenti più consistenti si concentrano soprattutto nei grandi centri del Centro-Nord. Milano resta la città con i canoni più elevati d’Italia e anche quella dove l’adeguamento legato all’inflazione pesa maggiormente sugli inquilini.

 

Tra i rincari più marcati figurano quelli di:

  • Milano, dove il canone aumenta di circa 49 euro al mese, con una spesa aggiuntiva annua vicina ai 588 euro e un affitto medio che raggiunge i 1.949 euro;
  • Como, con un incremento mensile di circa 40 euro, pari a quasi 480 euro in più nell’arco di un anno;
  • Firenze e Roma, entrambe interessate da rialzi attorno ai 39 euro mensili, ovvero circa 468 euro annui;
  • Venezia, dove l’adeguamento sfiora i 36 euro al mese;
  • Bolzano, con rincari medi di circa 35 euro mensili, equivalenti a oltre 400 euro all’anno.

La situazione nelle altre città italiane

Rialzi meno pesanti, ma comunque significativi, si registrano anche in molte altre città italiane. Nel dettaglio:

  • A Bologna, Cagliari, Monza e Napoli gli affitti salgono mediamente di 31 euro al mese;
  • Padova registra aumenti attorno ai 30 euro mensili;
  • A Bergamo i rincari si attestano sui 29 euro;
  • Modena, Parma, Treviso e Verona mostrano incrementi vicini ai 26 euro al mese;
  • Per Bari, Brescia, Salerno e Varese l’aumento medio è invece di circa 25 euro mensili.

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Dove gli aumenti pesano meno

Nelle città medio-piccole l’impatto dell’adeguamento annuale risulta invece più limitato. Gli incrementi più bassi — inferiori ai 12 euro mensili — si registrano soprattutto a:

  • Nuoro
  • Terni
  • Asti
  • Biella
  • Carbonia
  • Gorizia
  • Caltanissetta
  • Vibo Valentia

In particolare, proprio Caltanissetta e Vibo Valentia rappresentano i casi meno onerosi, con aumenti attorno ai 10 euro al mese.

Province: aumenti diffusi in due territori su tre

Secondo un'altra analisi di Idealista, anche su scala provinciale prevale il segno positivo. Su 106 territori monitorati, 70 registrano infatti un incremento dei canoni di locazione, mentre 32 mostrano una flessione e soltanto 4 rimangono sostanzialmente stabili. Gli aumenti più consistenti si concentrano soprattutto nel Sud Italia: Crotone guida la classifica con un balzo del 12,4%, seguita da Vibo Valentia con l’11,9% e da Reggio Calabria con l’8,5%. Crescite sostenute anche a Bolzano (+7,5%), Teramo (+6,9%) e nel Verbano-Cusio-Ossola (+6,4%). Sul fronte opposto, i ribassi più marcati si registrano a Rimini, dove gli affitti arretrano del 10,2%. Cali significativi interessano anche Barletta-Andria-Trani (-5,1%), Belluno (-4,9%), Udine (-4,6%) e Pordenone (-3,8%).

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Regioni: Calabria in testa ai rialzi

La crescita dei canoni coinvolge ormai quasi tutta la Penisola. Ad aprile gli affitti aumentano in 17 regioni su 20, confermando una pressione diffusa sul mercato delle locazioni. A trainare i rincari è la Calabria, che registra un incremento del 4,1%, davanti a Trentino-Alto Adige (+3,2%) e Valle d’Aosta (+3,1%). Sopra il 2% anche Basilicata (+2,3%), Piemonte e Molise, entrambe ferme a un aumento del 2%. Le uniche regioni in controtendenza risultano Umbria, Friuli-Venezia Giulia e Liguria, dove i canoni mostrano rispettivamente cali del 2,1%, dell’1,5% e dello 0,7%.

 

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