Voli aerei, c’è ancora rischio carenza jet fuel per l’estate? Le prospettive

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

I forti timori per la possibile carenza di cherosene per aerei durante i mesi estivi, come effetto della perdita delle forniture in arrivo dal Medio Oriente per la guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, stanno lasciando spazio a prospettive più ottimistiche. Resta però ancora alta l'attenzione per quanto riguarda i costi energetici. Ecco quali sono gli scenari dei prossimi mesi.

Quello che devi sapere

Ceo di Ryanair: "Quasi zero preoccupazioni per forniture"

Sul fronte delle forniture, le compagnie aeree europee sono adesso convinte che riusciranno a superare l’estate senza troppe difficoltà. Lo riporta il Financial Times, che cita ad esempio il caso di Ryanair: il ceo della compagnia irlandese, Michael O’Leary, ha dichiarato di avere "quasi zero preoccupazioni" sulle forniture di carburante in Europa per i prossimi mesi, abbandonando quindi "la reale preoccupazione" di "uno o due mesi fa". Soltanto ad aprile l’International Energy Agency aveva avvertito che tutto il Vecchio Continente rischiava di rimanere a secco entro sei settimane

 

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In aumento importazioni da Usa, Africa, Norvegia, Russia

A cambiare il quadro, ha detto O’Leary, è stato l'aumento delle importazioni provenienti da Stati Uniti, Africa occidentale e Norvegia, oltre all'utilizzo di carburante russo da parte di alcune compagnie dell'Europa centrale.

 

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Jet fuel per aerei, Repsol aumenta la produzione

Anche gli Stati europei si sono mossi per correre ai ripari. Lo ha fatto ad esempio il gruppo energetico spagnolo Repsol, che ha annunciato di aver aumentato la produzione di cherosene per aerei di circa il 20-25% rispetto ai volumi del 2025, intervenendo sulla configurazione delle sue raffinerie per massimizzare la produzione e spostando in avanti alcune manutenzioni già programmate da tempo. 

Nessuna preoccupazione per British Airways e Air France

Tra le compagnie che si mostrano sicure per l’estate ci sono anche British Airways e Air France: la prima ha fatto sapere di avere forniture sufficienti per tutti i mesi più caldi, la seconda ha assicurato che nei suoi aeroporti le riserve disponibili possono durare “diversi mesi”.

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Ministro Urso: “Carburante sufficiente per trasporto aereo”

Anche a livello istituzionale arrivano delle rassicurazioni. Guardando all’Italia, il ministro per le Imprese e il Made in Italy Adolfo Urso, parlando da Catania, ha detto che il governo ritiene che “il carburante sarà sufficiente per garantire il trasporto aereo nel nostro Paese e che questo sarà per la Sicilia e per l'Italia un ulteriore anno di crescita con i turisti stranieri”.

Ministro Pichetto Fratin: “Non rimaniamo senza jet fuel”

Negli ultimi giorni anche il ministro per l’Ambiente e per la Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha cercato di spegnere le preoccupazioni. “Non rimaniamo senza carburanti anche sul fronte del jet fuel. Il 50% di quella che è la necessità del Paese lo produciamo già noi. È vero che si tratta del 50%, il resto viene importato però la valutazione che dobbiamo fare ad esempio a livello di continente europeo è che la prevalenza totale europea viene dal Golfo persico e questo - osserva - automaticamente determina una serie di restrizioni e difficoltà che si stanno manifestando per le compagnie aeree, questo è solo un esempio”. 

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Preoccupano però i prezzi

Se per i rifornimenti di jet fuel disponibile non sembrano più esserci grosse difficoltà, non si può dire altrettanto sui costi della materia prima. “È chiaro che se sono tranquillo sulla quantità non sono tranquillo sul prezzo", sintetizza Pichetto Fratin. "Il venir meno del 20% dell'offerta complessiva del Golfo Persico tra gas e petrolio ha portato al fatto che la domanda essenzialmente nei Paesi asiatici si sia riversata negli altri mercati del mondo creando equilibri diversi. È difficile fare certamente le previsioni a medio-lungo periodo, possiamo però dire che dobbiamo comunque prevedere una serie di percorsi a seconda di cosa a livello geopolitico e internazionale succederà", ha detto il ministro. 

Costi ancora molto superiori all’inizio della guerra

Come riporta il Financial Times, nel Nord Europa i prezzi restano molto elevati: dopo il record di 1.904 dollari per tonnellata raggiunto ad aprile, la quotazione si mantiene intorno a 1.328 dollari, molto meno del picco, ma comunque circa il 60% sopra i livelli precedenti alla guerra. Allo stesso risultato, seppur presentando cifre diverse, arriva Eurocontrol. Secondo il riferimento dello scorso 8 maggio, il prezzo medio del carburante per aerei è sceso a 3,94 dollari al gallone, con un calo del 12% rispetto ai 4,46 dollari delle due settimane precedenti. Tuttavia, sottolinea l'organizzazione paneuropea civile-militare dedicata al supporto dell'aviazione europea, "nonostante la diminuzione, i prezzi del carburante per aerei rimangono comunque 1,75 volte superiori ai livelli pre-crisi".

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In Ue regna l'incertezza sul lungo-termine

In ogni caso, con la fragilità della situazione in Medio Oriente, sul futuro regna l'incertezza, non solo per i prezzi ma anche per i rifornimenti. "Non ci aspettiamo problemi gravi di sicurezza dell'approvvigionamento nel breve termine, ma non possiamo escludere che ci saranno nel lungo termine", ha detto senza mezzi termini negli scorsi giorni il commissario Ue all'energia, Dan Jorgensen.

 

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