Stage, rimborsi medi da 600 euro. Per i neolaureati rischio di fuga all'estero

Economia
©Ansa

Introduzione

Per molti giovani che si affacciano al mondo del lavoro dopo la laurea, il percorso appare ormai abbastanza definito: anni di studio, primo ingresso attraverso uno stage e, nella maggior parte dei casi, un compenso che si aggira intorno ai 600 euro al mese. È questo uno dei dati principali che emerge dalla ricerca realizzata da ING People Insights Lab insieme a YouGov, dedicata al rapporto tra neolaureati, tirocini e valorizzazione del talento. Ecco cosa sapere.

Quello che devi sapere

Gli intervistati

L’indagine ha coinvolto 411 giovani tra i 20 e i 30 anni che hanno concluso gli studi universitari negli ultimi due anni. Il quadro che ne deriva è piuttosto chiaro: per sette neolaureati su dieci il talento non viene riconosciuto in modo adeguato nel mercato del lavoro italiano e, di conseguenza, elementi come stipendio, qualità dell’ambiente professionale ed esperienze di crescita influenzano sempre di più le decisioni sul proprio futuro, incluso il possibile trasferimento all’estero.

 

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Stage come primo ingresso, ma con forti limiti

Lo stage continua a rappresentare la principale porta d’ingresso nel mondo del lavoro. Circa la metà dei giovani intervistati dichiara infatti di aver svolto almeno un’esperienza di tirocinio negli ultimi tre anni, confermando il ruolo centrale di questo strumento nella fase iniziale della carriera. Tuttavia, il tema della retribuzione resta uno dei nodi più critici. Tra chi ha svolto uno stage, circa sei giovani su dieci hanno ricevuto un compenso economico. L’importo medio si attesta sui 607 euro mensili, in crescita rispetto ai 565 euro dell’anno precedente, ma ancora percepito come insufficiente rispetto al costo reale della vita, soprattutto nelle grandi città.

 

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Il rimborso

Il problema emerge in modo ancora più evidente se si considera il contesto abitativo e lavorativo: molte opportunità di stage si concentrano infatti nei principali centri urbani, dove gli affitti e le spese quotidiane sono più elevati. In queste condizioni, il rimborso medio non è generalmente sufficiente a garantire autonomia economica, rendendo spesso necessario un supporto familiare per sostenere le spese di base. Resta inoltre molto limitata la quota di stage meglio retribuiti: soltanto il 14% degli stagisti percepisce più di 800 euro al mese, anche se si registra un lieve aumento rispetto al 9% dell’anno precedente.

I fattori alla base della scelta dello stage

Nella selezione di un tirocinio, i neolaureati mettono al primo posto le opportunità di apprendimento e formazione, indicate dal 55% degli intervistati. Subito dopo vengono la possibilità concreta di un’assunzione futura (48%) e l’entità del rimborso spese (47%). Un elemento significativo riguarda il comportamento dei giovani rispetto alle offerte ricevute: circa la metà degli intervistati ha rifiutato almeno una proposta di stage. Tra questi, la motivazione principale nel 36% dei casi è stata proprio un compenso ritenuto troppo basso, a conferma di quanto il tema economico stia diventando centrale anche nelle prime esperienze lavorative.

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Il talento non valorizzato

Un dato particolarmente rilevante riguarda la percezione complessiva del mercato del lavoro italiano. Come detto, il 70% dei giovani ritiene infatti che il talento non venga adeguatamente riconosciuto e valorizzato nel nostro Paese. Secondo i neolaureati, inoltre, le aziende non riescono in particolare a garantire in modo efficace tre elementi considerati fondamentali per la crescita professionale:

  • un compenso adeguato (56%);
  • opportunità concrete di sviluppo e carriera (53%);
  • un buon equilibrio tra vita privata e lavoro, insieme a flessibilità e smart working (48%).

La questione di genere

Un aspetto interessante riguarda le differenze di genere: le opportunità di crescita professionale risultano particolarmente importanti per le donne, che le indicano nel 63% dei casi, segnalando una maggiore attenzione al tema della progressione di carriera e delle difficoltà ancora percepite nel percorso professionale.

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Stipendio e scelta tra Italia ed estero

Il peso della retribuzione non si limita alla fase dello stage, ma diventa ancora più determinante quando si parla della scelta tra rimanere in Italia o cercare opportunità all’estero. Per il 62% dei neolaureati, lo stipendio rappresenta il fattore principale nella decisione di restare nel Paese. Questo dato conferma una tendenza sempre più marcata: la componente economica è diventata decisiva nella costruzione del proprio percorso professionale. A seguire, tra gli elementi che influenzano la scelta, troviamo:

  • la possibilità di un’assunzione stabile (40%);
  • le opportunità di formazione e crescita (35%);
  • la flessibilità dell’orario di lavoro (32%), soprattutto tra chi ha già avuto esperienze di stage;
  • lo smart working (27%).

Nel complesso, oltre al salario, assume sempre più rilevanza anche la qualità complessiva dell’esperienza lavorativa, intesa come equilibrio tra vita privata, flessibilità organizzativa e prospettive di crescita.

Stage come esperienza formativa, ma con aspettative limitate

Nonostante le criticità legate alla retribuzione, lo stage continua a essere percepito dai giovani come un’esperienza utile soprattutto dal punto di vista formativo. La metà degli intervistati dichiara infatti di aver acquisito competenze relazionali e capacità di lavorare in team, mentre un’analoga percentuale riconosce anche un miglioramento delle competenze tecniche. Tuttavia, le aspettative di trasformazione dello stage in un lavoro stabile restano contenute. Solo una minoranza dei giovani crede realmente che un tirocinio possa tradursi rapidamente in un’occupazione duratura. Un atteggiamento più ottimista si riscontra tra chi possiede una laurea in ambito scientifico e ha svolto uno stage retribuito, segno che esperienza e condizioni economiche incidono anche sulle prospettive future.

 

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