Spese condominiali, come pagarle con un bollettino Mav. La guida

Economia
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Introduzione

Pagare le spese condominiali è un appuntamento periodico che riguarda tutti i proprietari e, in alcuni casi, anche gli inquilini. Tra i metodi più utilizzati negli ultimi anni c’è il bollettino Mav, uno strumento semplice e pratico che consente di effettuare il pagamento in modo tracciabile e senza particolari complicazioni. Ma come funziona esattamente il Mav? E perché viene così spesso scelto dagli amministratori di condominio? A rispondere all’Adnkronos è Alessandra Caparello di Immobiliare.it.

Quello che devi sapere

Che cos’è il bollettino Mav?

Il Mav, acronimo di Pagamento Mediante Avviso, è un sistema di pagamento precompilato utilizzato principalmente per versamenti periodici o rateizzati, come appunto le spese di condominio. A differenza di un bonifico, il MAV contiene già tutti i dati necessari: importo, beneficiario e causale. Questo significa che chi deve pagare non deve inserire manualmente le informazioni, riducendo così il rischio di commettere errori. È sufficiente utilizzare il bollettino ricevuto e procedere al pagamento attraverso uno dei canali disponibili.

 

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Perché gli amministratori di condominio scelgono il Mav?

Molti amministratori optano per l’uso del Mav perché consente una gestione più ordinata e trasparente dei pagamenti. Ogni bollettino è associato a un codice identificativo univoco, che permette di collegare il versamento al singolo condomino. In questo modo, quando il pagamento viene effettuato, l’importo risulta automaticamente registrato nei sistemi contabili. Questo semplifica il lavoro dell’amministratore e riduce il rischio di contestazioni o errori nella registrazione dei versamenti.

 

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Quali sono le spese condominiali che si possono pagare con il Mav?

In pratica, quasi tutte le spese condominiali possono essere pagate con il Mav, perché questo strumento non dipende dal tipo di spesa ma dal modo in cui l’amministratore decide di gestire i pagamenti. Ecco le principali voci che di solito vengono incluse nei Mav:

  • Spese ordinarie: sono le più comuni e riguardano la gestione quotidiana del condominio, come pulizia delle scale, luce delle parti comuni, manutenzione dell’ascensore e compenso dell’amministratore.
  • Rate condominiali periodiche: spesso il bilancio annuale viene suddiviso in rate (mensili, trimestrali o semestrali) e ogni rata viene pagata tramite Mav già precompilato.
  • Spese straordinarie: lavori più importanti, come rifacimento della facciata, tetto o impianti. Anche queste vengono di solito suddivise in più rate pagabili con Mav.
  • Conguagli di fine anno: se a fine esercizio emerge una differenza tra quanto previsto e quanto effettivamente speso, l’amministratore può emettere un Mav per saldare il conguaglio.
  • Fondi cassa o anticipi: in alcuni casi viene richiesto un versamento anticipato per coprire spese future o urgenti.
  • Quote per servizi specifici: ad esempio riscaldamento centralizzato, acqua o altri servizi comuni, se contabilizzati separatamente.

 

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Come si riceve il Mav?

Di solito il bollettino Mav viene inviato dall’amministratore di condominio insieme al rendiconto o al piano di riparto delle spese. Può arrivare in formato cartaceo, tramite posta, oppure in formato digitale via email. Nel documento sono indicati tutti i dati necessari: l’importo da pagare, la scadenza, il codice MAV e le istruzioni per effettuare il pagamento.

 

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Dove si può pagare il Mav?

Uno dei vantaggi principali del Mav è la flessibilità. Può essere pagato attraverso diversi canali, a seconda delle preferenze personali. Si può pagare in banca, allo sportello o tramite il servizio di home banking, inserendo semplicemente il codice Mav. È possibile anche recarsi in ufficio postale oppure utilizzare tabaccai e ricevitorie abilitate. Molti scelgono di pagare online, perché è il metodo più rapido: basta accedere al proprio conto corrente, selezionare la voce relativa ai pagamenti MAV e inserire il codice indicato sul bollettino.

In crescita chi non paga le spese condominiali

Secondo un sondaggio condotto da ANAMMI, l’Associazione Nazional-europea degli Amministratori d’Immobili, fra i suoi 13mila iscritti, la morosità - ovvero chi non paga le spese di condominio - è un fenomeno che negli ultimi anni ha registrato alcuni picchi di crescita. La ragione principale dell’aumento è da ricercarsi nelle difficoltà economiche dei condòmini (38,8%). Tuttavia, a poca distanza (36%) gli associati segnalano fra le cause anche lo scarso rispetto delle regole. Per il 25% degli intervistati, è invece l’incapacità di gestione delle finanze che porta a rinviare il pagamento degli oneri condominiali. La geografia dal fenomeno - spiega l’ANAMMI -  vede in testa Roma, secondo il 22,38% degli interpellati, e Milano, per il 9,3% dei soci. Altri capoluoghi seguono a grande distanza, come Venezia (3,9%) Firenze e Napoli (3,2%), a dimostrazione che il fenomeno pesa in particolare nelle metropoli. Gli immobili condominiali che soffrono maggiormente la morosità sono in genere di grandi dimensioni (35,53%) e in periferia (35,26%). Per il 14% degli amministratori, il problema colpisce però anche i condomìni dei quartieri più ricchi o abitati da persone anziane (13,95%).

 

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