Bonus ristrutturazione 2026, detrazioni fiscali condominiali: come fare richiesta

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Per chi risiede in un condominio si avvicina la scadenza per ottenere il bonus ristrutturazioni 2026. Come chiarito dal provvedimento, pubblicato il 10 febbraio scorso da Agenzia delle Entrate, la data da segnare in rosso sul calendario è il 16 marzo quando anche per le parti comuni di edifici residenziali scadrà il termine per fare richiesta della detrazione. Ecco quali sono i requisiti e chi deve fare domanda.

Quello che devi sapere

Cos'è il bonus ristrutturazione

La Legge di bilancio 2026 ha confermato per quest'anno la detrazione al 50% per i lavori di ristrutturazione. Per i titolari del diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento per interventi sull'unità immobiliare fruita come abitazione principale (in pratica sulla prima casa), il bonus scenderà al 36% a partire dal 2027. Tale aliquota si applica invece già da quest'anno anno su tutti gli altri tipi di immobili - come le seconde case - calando ulteriormente al 30% nel 2027.

 

Per approfondire: Bonus casa, sconto si riduce per chi ristruttura solo con preliminare d'acquisto

Quali interventi sono agevolabili

Nell'elenco delle spese agevolabili rientrano i lavori, effettuati nel corso dell'anno precedente, su singole unità immobiliari e, come detto, su parti comuni di edifici. Vanno pertanto comunicati i costi sostenuti per interventi di recupero del patrimonio edilizio, arredi di abitazioni ristrutturate e opere di riqualificazione energetica su edifici esistenti. 

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Altri interventi da segnalare

A dover essere segnalati ai fini dell'ottenimento del bonus sono anche gli interventi sull'involucro degli edifici, l'installazione di pannelli solari, la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale e di lavori antisismici nelle zone ad alta pericolosità. Nell'elenco trovano spazio anche opere edilizie più specifiche, dall'acquisto di schermature solari alla posa di dispositivi multimediali per controllo da remoto.

Cosa succede in caso di comunicazione tardiva

Come chiarito dalle Entrate, per poter ottenere l'agevolazione al 50% sulle spese sostenute lo scorso anno è obbligatorio inviare una dichiarazione che certifica come l'intervento sia avvenuto sull'abitazione "principale". In caso di mancata (o tardiva) comunicazione il rischio è di visualizzare sulla Dichiarazione dei redditi precompilata la detrazione base al 36%, senza dunque la maggiorazione.

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Obiettivo

Scopo primario del provvedimento pubblicato dall'Agenzia delle Entrate è infatti quello di adeguare i tracciati informatici secondo le norme previste dalle Leggi di Bilancio 2025 e 2026. La modifica è propedeutica per la corretta elaborazione della Dichiarazione precompilata disponibile da aprile.

Chi deve inviare la comunicazione

Per quanto concerne gli interventi realizzati nei condomini, spetta all'amministratore inviare, entro il 16 marzo, la lista delle spese sostenute nel 2025. Per attestare l'intervento come "abitazione principale", l'invio dell'informazione all'Agenzia delle Entrate è surbordinata alla segnalazione fatta, entro il 31 dicembre 2025, dal condomino stesso.

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Le modifiche alle agevolazioni

Dopo la stretta sui vari bonus edilizi, quest'anno non tutte le agevolazioni vanno segnalate all'Agenzia delle Entrate. È il caso, per esempio, del Superbonus, sceso al 65% per le spese sostenute nel 2025. L'aliquota originaria, pari al 110%, resta solo in casi specifici. Tra i moduli di comunicazione compilabili dall'amministratore di condominio non compare inoltre il bonus Verde in quanto non prorogato. Mentre è stata inserita la detrazione al 50% relativa all'installazione di modelli a gas ad alta efficienza energetica in sostituzione dei vecchi gruppi elettrogeni.

Ecobonus e sismabonus

L'ultima Manovra ha modificato il panorama dei bonus edilizi esistenti confermando per il 2026 le due aliquote al 36% e al 50% per l’ecobonus e il sismabonus. Nel primo caso si tratta di un contributo che ha come obiettivo l’efficientamento energetico ed è valido per interventi come l’installazione di pompe di calore, la sostituzione di infissi o lavori che abbiano a che fare con l’isolamento termico. Il sismabonus, invece, mira alla messa in sicurezza degli edifici collocati in zone a rischio sismico 1, 2 e 3.

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Bonus mobili

Ad essere confermato per quest'anno è inoltre lo sconto Irpef del 50% per l'acquisto di arredi e grandi elettrodomestici, fino a un massimo di 5mila euro di spesa, applicabile in caso di interventi di ristrutturazione.

Stop al bonus barriere architettoniche al 75%

Si chiude invece l’esperienza del bonus barriere architettoniche al 75%, scaduto definitivamente alla fine del 2025. Nonostante i tentativi parlamentari di proroga, la misura non è stata rifinanziata, anche se il suo impatto sui conti pubblici era relativamente contenuto. 

 

Per approfondire: Bonus casa, confermate anche nel 2026 le aliquote al 50% e al 36%. Cosa sapere

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