Conto Termico 3.0, il Gse sospende l'invio di nuove domande: ecco perché

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

A seguito dell'elevato numero di richieste pervenute nei primi giorni di apertura del portale del Conto Termico 3.0, il 3 marzo il Gse (Gestore servizi energetici) ha comunicato la sospensione temporanea della presentazione di nuove richieste di incentivo, spiegando che "il portale sarà riattivato non appena concluse le necessarie verifiche operative". "Il Conto Termico 3.0, o nuovo Conto Termico - si legge sul sito ufficiale di Gse - incentiva interventi di piccole dimensioni per l'incremento dell'efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili con una dotazione finanziaria di 900 milioni di euro annui, erogati con un sostegno in conto capitale fino a un massimo del 65% delle spese ammissibili".

Quello che devi sapere

Le motivazioni della sospensione

A ieri, le richieste per il Conto Termico 3.0 pervenute complessivamente ammontavano a circa 1,3 miliardi di euro, ha precisato il Gestore dei servizi energetici. "La sospensione - spiega una nota - è adottata in via prudenziale per consentire al Gse di compiere le attività di istruttoria e di verifica delle domande già presentate, nel rispetto dei limiti annuali di spesa previsti dal Dm 7 agosto 2025 e al fine di garantire la sostenibilità degli impegni finanziari. Il portale sarà riattivato non appena concluse le necessarie verifiche operative". Potrebbero esserci infatti richieste inammissibili e altre che non impatterebbero economicamente sul 2026, cambiando così il quadro finanziario delle risorse a disposizione.

 

Leggi anche: Conto Termico 3.0, le regole: come ottenere gli incentivi

Gava: "Oltre 2.200 domande in pochi giorni"

Il Conto Termico 3.0 ha registrato "un avvio molto positivo, segno di un forte interesse da parte di pubbliche amministrazioni e cittadini verso interventi di efficienza energetica", ha affermato il viceministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Vannia Gava. "In pochi giorni sono pervenute oltre 2.200 richieste: in particolare, è stata premiata dai piccoli Comuni la possibilità di finanziare al 100% la ristrutturazione e l'efficientamento energetico di edifici pubblici come scuole e sedi comunali, interventi che rappresentano l'85% delle domande pervenute - ha spiegato Gava - Pertanto, d'intesa con il Gse, si è deciso di procedere a una temporanea chiusura del portale per assicurare una gestione efficace e sostenibile delle risorse economiche, così da rafforzare ulteriormente una misura che si sta dimostrando strategica per la transizione energetica del Paese".

 

Leggi anche: Case green, in Italia emissioni di CO2 ridotte del 14% in 6 anni: i dati di Confedilizia

pubblicità

Il potenziamento del Conto Termico

Il via libera al Conto Termico 3.0 è arrivato lo scorso 5 agosto 2025 con l’adozione - da parte del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica - del decreto che ha aggiornato e potenziato il meccanismo di incentivazione per interventi di piccole dimensioni, finalizzati all’incremento dell’efficienza energetica e alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili negli edifici. Il limite di spesa annuo previsto è di 900 milioni, di cui 400 milioni destinati alle Pubbliche amministrazioni (cui 20 milioni destinati alle Diagnosi Energetiche) e 500 milioni per i privati.

Estensione dei beneficiari e nuovi massimali di spesa

Il nuovo decreto ha semplificato l’accesso al meccanismo, ampliato la platea dei beneficiari, aggiornato le tipologie di interventi agevolabili e le spese ammissibili, tenendo conto dell’evoluzione tecnologica e dei prezzi di mercato. Sono stati potenziati anche gli interventi ammissibili in ambito terziario. Tra le principali novità introdotte vi è l’estensione dei beneficiari, con gli enti del Terzo Settore equiparati alle amministrazioni pubbliche. Sono stati aggiornati inoltre i massimali di spesa, specifici e assoluti, per adeguarli ai nuovi costi di mercato. Il perimetro degli edifici coinvolti per gli interventi di efficienza energetica, fino a quel momento riservati alla Pubblica amministrazione, è stato ampliato anche agli edifici non residenziali privati.

pubblicità

Le nuove tipologie di intervento

In aggiunta ai lavori già previsti - quali l’isolamento termico e l’installazione di pompe di calore o di collettori solari - sono diventate incentivabili nuove tipologie di intervento: fra queste ci sono gli impianti solari fotovoltaici con sistemi di accumulo e le colonnine di ricarica per veicoli elettrici, purché installati congiuntamente alla sostituzione dell’impianto termico con pompe di calore elettriche.

 

Leggi anche: Bonus ristrutturazione 2026, detrazioni fiscali condominiali: come fare richiesta

La copertura delle spese

Il nuovo decreto ha riconosciuto una copertura media del 65% delle spese ammissibili, che arriva al 100% nel caso di interventi realizzati su edifici pubblici in Comuni fino a 15.000 abitanti, scuole pubbliche, ospedali e strutture sanitarie pubbliche, comprese quelle residenziali, di cura, assistenza o ricovero. È stata inoltre introdotta la possibilità, per soggetti pubblici e privati, di accedere agli incentivi anche attraverso Comunità Energetiche Rinnovabili (Cer) o configurazioni di autoconsumo  collettivo.

 

Leggi anche: Caldaie, come funziona il Conto Termico e quali sono gli incentivi in caso di sostituzione

pubblicità