Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra in Iran, prezzi in aumento fino al 40%: dal gasolio alla verdura, i beni più cari

Economia
©Ansa

Introduzione

A meno di tre mesi dallo scoppio del conflitto nel Golfo, il quadro dei prezzi appare fortemente sotto pressione, con un bilancio che si fa sempre più pesante per famiglie e consumatori. L’ultima fotografia ufficiale arriva dai dati definitivi diffusi dall’Istat, che evidenziano un incremento congiunturale dell’1,1% su base mensile e del 2,7% su base annua. Numeri che, letti in maniera aggregata, potrebbero sembrare contenuti, ma che diventano molto più significativi quando si analizzano le singole voci di spesa, come confermano anche le elaborazioni del Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc). Ecco cosa sapere

Quello che devi sapere

Gli incrementi maggiori

Il primato degli aumenti spetta al gasolio per riscaldamento, che in un solo bimestre registra un balzo del +38,4%, seguito dai pomodori freschi (+28,5%) e dai finocchi (+23,5%). Anche il carburante diesel segna un forte incremento pari al +23,0%.

La crisi energetica e delle forniture si riflette inoltre su numerose altre voci: il gas di città e il gas naturale nel mercato libero crescono del +13,3%, mentre il gas naturale distribuito tramite rete aumenta del +9,8%.

Più contenuto, ma comunque significativo, il rialzo della benzina, pari al +6,3%, e degli altri carburanti per mezzi di trasporto privati, al +9,4%.

 

Per approfondire: Stretto di Hormuz, ferme merci per 23,7 miliardi di dollari. Rischi per agroalimentare

Gli aumenti per trasporti aerei e mobilità

L’impennata del jet fuel si traduce anche in un forte aumento dei costi dei voli: i collegamenti intercontinentali salgono del +20,0%, mentre i voli europei registrano un +17,2%. Anche altre forme di mobilità risultano coinvolte: il trasporto per vie d’acqua interne cresce del +14,8%, mentre il noleggio mezzi e il comparto sharing segnano un aumento dell’8,7%. In crescita anche il trasporto marittimo passeggeri, pari al +6,0%.

 

Per approfondire: Carburanti e bollette, i rincari costano agli italiani 29 miliardi. Le regioni più colpite

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Gli incrementi per il settore della tecnologia

L’incremento dei prezzi non risparmia il comparto tecnologico e dei servizi digitali. I videogiochi e i giochi elettronici registrano un aumento del +16,2%, mentre i supporti di registrazione non registrati crescono del +21,6%. In rialzo anche gli accessori per l’informazione e la comunicazione (+19,6%) e le apparecchiature dello stesso settore (+11,7%). Più contenuto, ma comunque rilevante, l’aumento di computer e software per videogiochi, pari al +16,2%.

Aumenti diffusi per frutta, ortaggi e altri alimenti

Nel comparto agro-alimentare gli incrementi risultano particolarmente marcati soprattutto per alcuni prodotti ortofrutticoli. Tra i rincari più consistenti spiccano le fragole, che registrano un aumento del +17,4%, seguite dagli asparagi (+16,1%) e dalle bacche fresche (+15,5%). In crescita anche gli altri piccoli frutti (+13,0%) e i legumi freschi o refrigerati, con i fagiolini al +12,4% e i piselli al +11,6%.

In particolare nel comparto frutta fresca:

  • Poponi e meloni salgono del +10,6%;
  • Cocomeri e angurie aumentano del +10,5%;
  • Mandarini e clementine registrano un incremento del +10,0%;
  • Aumenti anche per uva (+9,0%), arance (+8,5%) e gli agrumi freschi (+7,5%);
  • La frutta a guscio aumenta del 4,4%;
  • Rincari anche per banane plantano (+3,6%) e i pompelmi (+3,4%).

Sul versante degli ortaggi, si registra invece:

  • Aumenti per cavolfiori e broccoli del +12,1%; 
  • I peperoni segnano un rialzo del +4,3%;
  • Gli ortaggi a frutto freschi o refrigerati crescono del +7,9%; 
  • Le altre categorie di ortaggi freschi o refrigerati registrano incrementi del +6,7%;
  • Carote e rape crescono del +2,9%.

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I rincari per l’energia domestica

Anche il comparto energetico continua a mostrare aumenti generalizzati. L’elettricità nel mercato tutelato registra un incremento del +6,6%, mentre nel mercato libero la crescita si attesta al +3,8%. In rialzo pure gli idrocarburi liquefatti, che segnano un aumento del +4,3%. 

L’impatto sui consumi delle famiglie

Le elaborazioni del Crc evidenziano come gli aumenti dei prezzi non riguardino soltanto energia e carburanti, ma coinvolgano progressivamente anche numerosi altri beni di consumo. Tra le voci interessate figurano ad esempio i media audiovisivi e i supporti con registrazioni audio-video, in crescita del +4,2%. 

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Truzzi: “Effetti dirompenti della guerra su beni e servizi"

“I dati attestano come la crisi in Medio Oriente stia avendo effetti dirompenti non solo sulle voci direttamente interessate dal conflitto come carburanti ed energia, ma anche su una moltitudine di beni e servizi che, indirettamente e come conseguenza del conflitto, stanno registrando sensibili aumenti nel nostro Paese, incidendo sulle spese, sulle abitudini e sui bilanci delle famiglie”, ha dichiarato Furio Truzzi, presidente del comitato scientifico del Crc

 

Per approfondire: Traghetti, rincari estivi sui biglietti: ad agosto +18% rispetto all’anno scorso

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