Stanze in affitto, prezzi in aumento dal 2020: i dati nelle città universitarie italiane
EconomiaIntroduzione
Nell’arco di sei anni, dal marzo 2020 al marzo 2026, il costo delle stanze singole ha registrato un incremento rilevante in tutte le principali città universitarie italiane. A mettere in luce questa dinamica è l’analisi più recente di Immobiliare.it Insights, società di proptech parte del gruppo Immobiliare.it. L’indagine si concentra sull’accessibilità al mercato immobiliare per studenti e giovani lavoratori, osservando come i canoni siano aumentati in modo consistente lungo tutta la Penisola, con picchi particolarmente evidenti in alcune città del Sud. Ecco cosa sapere.
Quello che devi sapere
Domanda alta e accessibilità ridotta
Secondo Paolo Giabardo, Direttore Generale di Immobiliare.it, il comparto delle stanze rappresenta oggi uno dei segmenti più dinamici del mercato. L’intensità della domanda ha infatti alimentato una crescita significativa dei prezzi. Tuttavia, emerge una criticità evidente: proprio studenti e giovani lavoratori, che costituiscono il principale bacino di utenza, spesso non dispongono di risorse economiche sufficienti per sostenere i canoni richiesti. Questo squilibrio contribuisce ad ampliare il divario tra capacità di spesa e prezzi, rendendo sempre più difficile l’accesso al mercato. Nonostante ciò, negli ultimi mesi si intravedono segnali di stabilizzazione, che potrebbero preludere a un graduale riequilibrio nel corso dell’anno.
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Aumenti oltre il 40% nelle città con grandi atenei
Nei centri che ospitano i principali atenei statali con oltre 40mila iscritti, l’incremento medio dei prezzi delle stanze singole ha raggiunto il 41%, superando di circa dieci punti percentuali la crescita registrata dai monolocali nello stesso periodo. A guidare la classifica degli aumenti sono Bari (+59%) e Palermo (+55%), seguite da Padova e Firenze (entrambe a +46%). Poco sotto si colloca Torino (+45%), mentre Roma segna un +40%. Bologna, Napoli e Milano mostrano rialzi compresi tra il 30% e il 40%, con aumenti rispettivamente del 37%, 36% e 31%. Più contenuta, invece, la variazione osservata a Pisa, che si ferma al +16%.
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La situazione nelle altre città universitarie
Nelle città sede di università statali di dimensioni grandi e medie, l’aumento medio si attesta intorno al 31%, risultando quindi meno accentuato rispetto ai grandi poli accademici. Spicca comunque il dato di Cagliari (+58%), seguita da Messina (+46%) e Genova (+41%). Trento e Catania si fermano poco sotto il 40%, mentre Venezia e Perugia registrano entrambe un +35%. Più indietro si trovano Ferrara (+30%), Parma (+29%), Verona (+25%) e Pavia (+20%). Gli incrementi più limitati si osservano a Modena (+15%), Siena e Udine, che chiudono la graduatoria con un +12% ciascuna. Anche in questi contesti, comunque, i rincari delle stanze superano quelli dei monolocali, cresciuti mediamente del 22%.
Le città più care e quelle più economiche
Secondo l’analisi di Immobiliare.it, effettuata alla fine di marzo 2026, Milano si conferma il mercato più oneroso per chi cerca una stanza singola, con un canone medio mensile di 729 euro. Seguono Firenze (625 euro), Roma (609 euro) e Bologna (599 euro), mentre Padova completa la top cinque con 490 euro, pur restando distante dalle prime posizioni. Sul fronte opposto, i prezzi più contenuti si registrano in Sicilia: Messina e Catania risultano le città più economiche, entrambe con una media di 284 euro al mese, uniche sotto la soglia dei 300 euro. Subito dopo si collocano Perugia (300 euro), Palermo (309 euro) e Udine (310 euro).
Quali sono le soluzioni abitative più richieste
Ma qual è la soluzione abitativa più cercata dagli italiani? Sempre uno studio di Immobiliare.it evidenzia con chiarezza che è l’appartamento la soluzione abitativa più richiesta dagli italiani. Negli ultimi dodici mesi, infatti, questa tipologia è stata selezionata da oltre il 66% di chi intende acquistare casa e addirittura dal 91,5% di chi è in cerca di un affitto, confermandosi nettamente al primo posto tra le preferenze.
Dopo gli appartamenti
Alle spalle degli appartamenti, tra coloro che vogliono comprare casa, resta comunque significativa la domanda di soluzioni indipendenti o semi-indipendenti. Ville, case autonome, rustici e villette a schiera raccolgono complessivamente una quota più contenuta, ma comunque rilevante: circa un italiano su tre guarda a queste opzioni. Nel mercato delle locazioni, invece, le alternative più cercate dopo l’appartamento risultano essere attici e mansarde, seguite dalle ville, seppur con percentuali decisamente inferiori.
La situazione nelle città italiane
Il primato degli appartamenti si rafforza ulteriormente analizzando le principali città italiane, dove questa tipologia domina sia per l’acquisto sia per l’affitto con percentuali spesso ancora più elevate della media nazionale. In centri come Napoli, Milano e Bologna, le preferenze per gli appartamenti superano ampiamente il 90%, mentre anche in città come Firenze e Roma restano largamente predominanti. In questi contesti urbani, gli attici rappresentano generalmente la seconda scelta, ma con un distacco molto ampio.
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